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Risultati: 4


Chiara Casarotti
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria edile-sismica

Parole chiave: cemento armato, edilizia anti sismica, l'aquila, sisma, terremoti


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice presso EUCENTRE (Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica) di Pavia

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Edile/Architettura presso l'Università degli Studi di Pavia nel 2001, prosegue il suo percorso formativo con un dottorato di ricerca in ingegneria sismica nel 2004. Nel 2005 si sposta negli Stati Uniti, dove aveva già lavorato durante il dottorato, in qualità di Post doctoral research scholar presso la University of California a San Diego. Rientrata a Pavia, lavora come assegnista di ricerca all'Università. Dal 2006 è consulente per il Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica (EUCENTRE) dove attualmente è coordinatrice scientifica delle prove su sistemi di isolamento e dissipazione condotte presso il laboratorio sperimentale TREES Lab, e responsabile delle attività di risposta rapida alle emergenze sismiche.

Risultati scientifici
I principali interessi scientifici di Chiara Casarotti riguardano la ricerca applicata e sperimentale nel campo dell'ingegneria sismica, del comportamento dinamico delle strutture in cemento armato, dei sistemi di isolamento sismico e della valutazione strutturale post-emergenza. Nello specifico, si è occupata di procedure statiche lineari per la valutazione della risposta dinamica di strutture in cemento armato. La ricerca numerica e sperimentale si è poi spostata sui sistemi e dispositivi di isolamento e dissipazione antisismica testati a scala reale nelle strutture di prova del TREES Lab. Negli ultimi anni le attività di Chiara Casarotti si sono concentrate sulla gestione tecnica e la risposta rapida all'emergenza sismica, nell'ambito di progetti italiani ed Europei che l'hanno vista coinvolta sul campo sia in contesti esercitativi sia in terremoti reali: il tema è quello della valutazione, attraverso un'indagini sperimentali, degli edifici e delle infrastrutture nel post terremoto. Dopo il sisma dell'Aquila del 2009 e quello dell'Emilia del 2012, Casarotti viene chiamata a fornire supporto al Dipartimento di Protezione Civile per rilievi di agibilità ordinari su strutture di destinazione d'uso (residenziale, industriale, commerciale) e rilievi strumentali su strutture speciali, come l'Ospedale San Salvatore o la Di.co.ma.C di Bologna.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali fra cui:

(2014) Monteiro R, Marques M, Adhikari G, Casarotti C, Pinho R. Spectral reduction factors evaluation for seismic assessment of frame buildings. Engineering Structures, 77:129-142.
(2013) Pinho R, Marques M, Monteirom Casarotti C, et al. Evaluation of Nonlinear Static Procedures in the Assessment of Building Frames.Earthquake Spectra, 29(4):459-1476.
(2012) Casarotti C, Pavese A, Peloso S. Valutazione delle strutture nella fase post terremoto. Il modulo sviluppato da Eucentre e l'attività sul campo. Progettazione Sismica, 3:37-48.
(2009) Casarotti C, Pavese A, Peloso S. Seismic Response of the San Salvatore Hospital of Coppito (L'Aquila) during the 6th April 2009 earthquake. Progettazione Sismica, 3, Special Abruzzo, Italiano (163-176) e Inglese (159-172).
(2009) Benzoni C, Casarotti C. Effects of Vertical Load, S train Rate and Cycling on the Response of Lead-Rubber Seismic Isolators. Journal of Earthquake Engineering, 13:293-312.
(2009) Casarotti C, Monteiro R & Pinho R. Verification of spectral reduction factors for seismic assessment of bridges. Bulletin of the New Zealand Society for Earthquake Engineering, 42(2).
(2009) Pinho R, Monteiro R, Casarotti C, Delgado R. Assessment of Continuous Span Bridges through Nonlinear Static Procedures. Earthquake Spectra, 25(1):143-159.
(2007) Pinho R, Casarotti C, Antoniou S. A comparison of Single-Run Pushover Analysis Techniques for seismic assessment of bridges. Earthquake Engineering & Structural Dynamics, 36:1347-1362.
(2007) Casarotti C, Pinho R. An adaptive capacity spectrum method for assessment of bridges subjected to earthquake action. Bulletin of Earthquake Engineering, 5:377-390.
(2006) Casarotti C, Pinho R. Seismic response of continuous span bridges through fibre-based finite element analysis. Earthquake Engineering and Engineering Vibrations 5(1):119-131.

Emanuela Guidoboni
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: sismologia storica

Parole chiave: archeologia, clima, disastri sismici, eedis, eventi estremi, maremoti, sistemi antisismici, storia, terremoti, vulcani


Funzione/Ruolo
Coordinatrice delle attività multidisciplinari del Centro euro-mediterraneo di documentazione Eventi Estremi e Disastri

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Storia all'Università di Bologna, da trenta anni sviluppa ricerche sui terremoti, i maremoti e le eruzioni vulcaniche riguardanti l'Italia e l'area mediterranea, con un'attenzione specifica alle Scienze della Terra e all'Ingegneria. Emanuela Guidoboni svolge la sua attività di ricerca come responsabile di progetti nazionali e come studiosa. Dal 1983 al 2007 è Presidente e responsabile scientifica della società di ricerca SGA, Storia Geofisica Ambiente di Bologna. Dal 2007 al 2011, è dirigente di ricerca di ruolo all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Dal 2012 coordina le attività multidisciplinari di EEDIS, il "Centro euro-mediterraneo di documentazione Eventi estremi e disastri", finalizzate sia alla divulgazione scientifica, sia a nuove ricerche.

Risultati scientifici
Dal 1983 al 1987, nell'ambito degli studi per il Piano Energetico Nazionale, dirige per SGA le ricerche storiche finalizzate allo studio di oltre 1.700 terremoti dal mondo antico al XX secolo, predisponendo i programmi di ricerca e le elaborazioni finali, gestite da una banca dati specifica (la prima in Italia). Dal 1987 al 1990 per ENEA dirige il progetto nazionale GIANO, con l'obiettivo di studiare eventi estremi climatici (piovosità, siccità, alluvioni e frane) per delineare una storia del clima in Italia dal secolo XI al XIX. Le fonti storiche relative al XVIII e XIX secolo sono state utilizzate per il progetto AVI (Aree Vulnerate Italiane) dell'IRPI-CNR, disponibili in rete, insieme ai dati inseriti nella banca dati dell'ISPRA sulle frane storiche. Dal 1987 al 2005 dirige per l'ING, poi INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) i progetti nazionali per le ricerche storiche finalizzate alla banca dati del Catalogo dei Forti Terremoti in Italiadal mondo antico al XX secolo. In questo ambito ha sviluppato numerose ricerche specifiche sulla valutazione dei parametri connessi a cluster di terremoti altamente distruttivi, sui caratteri dell'edilizia storica, sui sistemi antisismici pre-moderni e sulle ricostruzioni dal punto di vista della storia sociale, economica e dell'urbanistica.

Attività editoriali e pubblicazioni
Emanuela Guidoboni è autrice di numerose pubblicazioni, tra cui:

(2016) Guidoboni E. Erdbeben und Seebeben im antiken Mittelmeerraum. Gründe für einen Dialog zwischen Seismologie und Geschichte. Erdbeben in der Antike, Deutungen - Folgen - Repräsentationen, herausgegeben von Borsch J & Carrara L, Mohr Siebec, Tubingen Univ,15- 26. (2016) Guidoboni E. Effetti, rimedi e propagazione dei terremoti: Nota su un trattato (1571) e una dissertazione (1669).Storia dell'Ingegneria, a cura di S. D'Agostino, Sesto convegno Nazionale di Storia dell'Ingegneria, Napoli, 321-337.
(2015) Guidoboni E, Valensise G. On the complexity of earthquake sequences: a historical seismology perspective based on the L'Aquila seismicity (Abruzzo, Central Italy).1315-1915. Earthquakes and Structures, 8(1):153-184. (2015) Dalai M, Guidoboni E (a cura di). La tutela alla prova dei terremoti. Il patrimonio storico e artistico fra restauri, ricostruzioni e perdite. Numero monografico di "Economia della cultura", Il Mulino, Bologna, anno XXIV, 3, 4. (2015) Guidoboni E. Terremoti e Città in una prospettiva di lungo periodo. Economia della cultura, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, n.3-4, 284-294. (2015) Guidoboni E. Che cosa è il Catalogo dei Forti Terremoti in Italia. Economia della cultura, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, 3,4: 421-428.
(2015) Guidoboni E. When Towns Collapse: Images of Earthquakes, Floods, and Eruptions in Italy in the Fifteenth to Nineteenth Centuries. Wounded Cities: The Representation of Urban Disasters in European Art (XIV-XX Centuries), edited by M.Folin and M.Preti, Chap.2, Koninklijke Brill, NY- Leiden: 33-56. (2015) Guidoboni E, Terremoti e Storia trenta anni dopo. Quaderni Storici, numero monografico "Storia Applicata", (a cura di) Torre A, 3, 753-784. (2015) Guidoboni E, Comastri A. The earthquakes of Aleppo and the region of "deadcities" (Syria) 7th-15thcentury. The Dead Cities of Northen Syria and their Demise , T. Riis editor, Publications of the Danish Institute of Damascus, X: 61-110.

È inoltre autrice di libri e monografie fra cui:

Guidoboni E, Mulargia F, Teti V, (a cura di), Prevedibile / Imprevedibile. Eventi estremi nel prossimo futuro, editore Rubbettino, 2015, pp. 358.
Guidoboni E, Ciuccarelli C, Mariotti D, Comastri A, Bianchi MG, L'Etna nella Storia. Catalogo delle eruzioni dall'antichità alla fine del XVII secolo, INGV, Bononia University Press, Bologna, 2014, pp. 1152.
Guidoboni E e Valensise G (a cura di), L'Italia dei disastri. Dati e riflessioni sugli impatti degli eventi naturali (1861-2013). Centro EEDIS-INGV, Bononia University Press, Bologna, 2014, pp. 432.

Riconoscimenti e premi
Nel 2004 viene nominata componente dell'Academia Europaeaper l'approccio multidisciplinare alla pericolosità sismica e vulcanica e nel 2009 pubblica il primo manuale di sismologia storica con John Ebel: Earthquakes and Tsunamis in the Past. A Guide to Techniques in Historical Seismology(Cambridge).
Nel 2016 vince il primo Premio Maiella per la Saggistica.

Lucia Margheriti
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: sismologia, struttura dell’interno della Terra

Parole chiave: anisotropia sismica, crosta e mantello terrestre, effetti di amplificazione locale, magnitudo, sequenze sismiche, terremoti


Funzione/Ruolo

Prima ricercatrice all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Centro Nazionale Terremoti; Responsabile dell’analisi dati per la sorveglianza e il monitoraggio sismico

Percorso professionale

Dopo la laurea in Geologia all’Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 1991, prosegue gli studi attraverso una borsa di specializzazione all’estero in Sismologia presso lo United States Geological Survey di Menlo Park, CA, USA nel 1992- 1993. Nel 1994 continua la specializzazione presso l’Università degli studi de L’Aquila, dipartimento di Fisica e poi presso l’Istituto Nazionale di Geofisica (ING) di Roma che nel 2000 diventa Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Prosegue all’INGV la sua formazione e le sue ricerche prima come ricercatrice a contratto, poi come ricercatrice e nel 2003 come prima ricercatrice. Dal 1998 svolge i turni di sorveglianza sismica prima come turnista responsabile della Sala operativa, con il compito di allertare la Protezione Civile, servizio interrotto durante i periodi di maternità nel 2000 e nel 2002; poi nel 2015 si qualifica come turnista per allerta tsunami e infine oggi svolge i turni come funzionaria responsabile della comunicazione verso il Dipartimento di Protezione Civile (DPC).

Dal 2007 al 2014 è stata responsabile di un gruppo di ricerca costituito da 25 ricercatori che si occupano di sismologia e struttura dell’interno della terra, dal 2014 è responsabile di un gruppo di tecnici e ricercatori che si occupano dell’analisi dati per la sorveglianza e il monitoraggio sismico. Tra il 2009 ed il 2013 è stata coordinatrice della rete sismica mobile del Centro Nazionale Terremoti si è quindi occupata della organizzazione di attività di pronto intervento sismico. Ha coordinato importanti gruppi di lavoro in progetti nazionali e internazionali che hanno coinvolti istituti e Università Italiane, Europee e Statunitensi quali il progetto RETREAT (2002-2007), il progetto Messina 1908-2008 (2007-2009), il progetto INGV-DPC Test sites per il monitoraggio multidisciplinari di dettaglio (2007-2009), il progetto AlpArray (2015-2018). È responsabile di alcune delle attività che INGV svolge per il DPC e dell’accordo quadro con la Agenzia di Protezione Civile della Regione Lazio. Partecipa da sempre alle attività di divulgazione ed informazione dell’INGV rivolte alle scuole, al pubblico e ai media.  

Risultati scientifici

I suoi interessi scientifici si sono concentrati negli ultimi anni sull’’analisi di sequenze sismiche per l’individuazione delle faglie attive e lo studio delle possibili variazione delle caratteristiche della crosta terrestre durante l’occorrenza delle sequenze stesse. Da circa 15 anni si occupa dell’analisi della birifrangenza delle onde sismiche per definire l’anisotropia sismica e lo stato di deformazione della crosta e del mantello terrestre. Questa analisi permette di caratterizzare il campo di fratturazione crostale e definire le sue relazioni con il campo di sforzo attivo e con la presenza di fluidi. La caratterizzazione dell’anisotropia sismica, quando fatta su onde che attraversano il mantello terrestre, ci consente invece di formulare modelli geodinamici a scala regionale: la zona di subduzione del tirreno meridionale, li dove la placca ionica scende al di sotto dell’arco calabro è stata la prima regione del mantello terrestre dove è stato osservato un flusso toroidale del mantello ai bordi della placca in subduzione (Civello e Margheriti 2004). Durante gli anni della formazione si è occupata dello studio degli effetti di sito cioè di come le onde sismiche vengono amplificate e modificate dalla geologia di superficie specialmente quando si hanno depositi incoerenti siano essi fluviali o di versante, e dalla conformazione topografica dell’area attraversata dallo scuotimento sismico. Nel 1993 è stata tra le prime a utilizzare le registrazioni delle vibrazioni ambientali (noise sismico) per caratterizzare la risposta di siti che avevano registrato il terremoto di San Francisco del 1989.

Attività editoriali e pubblicazioni

È autrice di circa 70 pubblicazioni scientifiche internazionali, tra cui:

(2016) Baccheschi P, Pastori M, Margheriti L, Piccinini D. Shear wave splitting of the 2009 L'Aquila seismic sequence: fluid saturated microcracks and crustal fractures in the Abruzzi region (Central Apennines, Italy). Geophysical Journal International, 204 (3): 1531-1549.doi: 10.1093/gji/ggv536

(2014) Margheriti L, Lucente FP, Park J, Pondrelli S, Levin V, Steckler MS, Baccheschi P, Salimbeni S. Large-scale coherent anisotropy of upper mantle beneath the Italian peninsula comparing quasi-Love waves and SKS splitting. Journal of Geodynamics, DOI: 10.1016/j.jog.2014.07.007

(2014) Govoni A, Marchetti A, De Gori P, Di Bona M, Pio Lucente F, Improta L, Chiarabba C, Nardi A, Margheriti L, Piana Agostinetti N, Di Giovambattista R, Latorre D, Anselmi M, Ciaccio MG, Moretti M, Castellano C, Piccinini D. The 2012 Emilia seismic sequence (Northern Italy): Imaging the thrust fault system by accurate aftershocks location Tectonophysics. http://dx.doi.org/10.1016/j.tecto.2014.02.013

(2013) Salimbeni S, Pondrelli S, Margheriti L. (2013). Hints on the deformation penetration induced by subductions and collision processes: Seismic anisotropy beneath the Adria region (Central Mediterranean).Journal of Geophysical Research: Solid Earth, DOI: 10.1002/2013JB010253

(2011) Baccheschi P, Margheriti L, Steckler M S & Boschi E. Anisotropy patterns in the subducting lithosphere and in the mantle wedge: A case study—The southern Italy subduction system. Journal of Geophysical Research, 116, B08306.

(2010) Lucente FP, Gori PD, Margheriti L, Piccinini D, Bona MD, Chiarabba C, Agostinetti NP. Temporal variation of seismic velocity and anisotropy before the 2009 MW 6.3 L'Aquila earthquake. Italy: Geology, 38:1015–1018, doi: 10.1130/G31463.1.

(2004) Civello S and Margheriti L. Toroidal mantle flow around the Calabrian slab (Italy) from SKS splitting, Geophysical Reserach Letters, 31, L10601, doi:10.1029/2004GL019607.

(2000) Margheriti L, Azzara MR, Cocco M, Delladio A and Nardi A. Analysis of borehole broad-band recordings: Test sute in the Po basin, Northern Italy. Bulletin of the Seismological Society of America, 90, 6:1454-1463.

(1996) Margheriti L, Nostro C, Cocco M and Amato A. Seismic anisotropy beneath the northern Apennines (Italy) and its tectonic implications. Geophysical Reserach Letters, 23; 20:2721-2724.

(1994) Margheriti L, Boatwright J, Wennerberg L. A comparison of Coda and S-wave spectral ratios as estimates of site response in the Southern San Francisco Bay area. Bulletin of the Seismological Society of America, 84, 6:1815-1830.

Daniela Pantosti
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia dei terremoti, paleosismologia

Parole chiave: geologia dei terremoti, geomorfologia tettonica, pericolosità sismica, sisma, terremoti, tettonica attiva, tsunami


Funzione/Ruolo
Direttrice della Struttura Terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sezione di Roma

Percorso professionale
Dopo la laurea in Geologia all'università di Roma La Sapienza nel 1985, consegue l'abilitazione alla professione di geologa nel 1986. Lavora in seguito al Servizio Geologico d'Italia; dal 1987 è ricercatrice presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, e nel 2000 assume la carica di Dirigente di Ricerca. Nel 1991-1992 e nel 1997-1998 è visiting scientist presso l'United States Geological Service di Menlo Park. in California. Dal 2013 decide di ridurre le proprie attività di ricerca per mettersi al servizio dell'INGV, ricoprendo ruoli di responsabilità e gestione interna. Dal 2013 al 2016 è direttrice della Sezione Roma1, Sismologia e Tettonofisica. Attualmente dirige la Struttura Terremoti con compiti di programmazione, sviluppo e verifica delle attività di ricerca.

Risultati scientifici
Il principale ambito di ricerca di Daniela Pantosti è la Geologia dei Terremoti e Paleosismologia (studio delle registrazioni geologiche dei terremoti del passato, attività di ricerca che offrono un contributo importante alle stime di pericolosità sismica. Queste discipline, che si occupano di caratterizzare la sismicità di una regione sulla base delle "impronte" lasciate dai terremoti del passato sul paesaggio e nella geologia, erano del tutto nuove in Italia alla fine degli anni Ottanta. Grazie al supporto dell'INGV, Daniela Pantosti ha potuto introdurle anche nel nostro Paese, utilizzandole per la prima volta per lo studio della faglia dell'Irpinia responsabile del terremoto del 1980. Attraverso l'osservazione dello sviluppo di modelli di segmentazione e ricorrenza delle faglie, della caratterizzazione delle sorgenti sismogenetiche e del loro comportamento sismico infatti risulta molto più attendibile la stima della pericolosità sismica. Visti gli ottimi risultati, questi studi si sono enormemente sviluppati e sono entrati a far parte integrante del percorso scientifico. Anche in seguito di questi successi, Pantosti ha partecipato ed è stata responsabile di progetti nazionali e internazionali riguardanti la definizione di pericolosità sismica e da tsunami in Italia, nel Mediterraneo, in California, nel Centro e Sud America e in Nuova Zelanda.

Attività editoriali e pubblicazioni
Daniela Pantosti è editrice associata per varie riviste scientifiche come Tectonophysics, Bulletin of the Seismological Society of America, Journal of Earthquake Engineering, Italian Journal of Geosciences.

È inoltre autrice di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(2013) Clark KJ, Cochran UA, Berryman KR, Biasi G, Langridge R, Villamor P, Bartholomew T, Litchfield N, Pantosti D, Marco S, Van Dissen R, Turner G, Hemphill-Haley M. Deriving a long paleoseismic record from a shallow water Holocene basin next to the Alpine fault, New Zealand. Geological Society of America Bulletin, 125(5-6): 811-832.
(2011) Cinti FR, Pantosti D, De Martini PM, Pucci S, Civico R, Pierdominici S, Cucci L, Brunori CA, Pinzi S, Patera A. Evidence for surface faulting events along the Paganica fault prior to the 6 April 2009 L'Aquila earthquake (central Italy). Journal of Geophysical Research, 116, B07308.
(2011) Pucci S, Pantosti D, De Martini PM, Smedile A, Munzi M, Cirelli E, Pentiricci M, Musso L. Environment-man relationships in historical times: the balance between urban development and natural forces at Leptis Magna (Libya). Quaternary International, 242, 171-184.
(2008) Pantosti D, Barbano MS, Smedile A, De Martini PM, Tigano G. Geological evidence of paleotsunamis at Torre degli Inglesi (northeast Sicily). Geophysical Research Letters, 35, L05311.
(2008) Pantosti D, Pucci S, Palyvos N, De Martini PM, D'Addezio G, Collins PEF, Zabci C. Paleoearthquakes of the Düzce fault (North Anatolian Fault Zone): Insights for large surface faulting earthquake recurrence. Journal of Geophysical Research, 113, B01309.
(2005) Palyvos N, Pantosti D, De Martini PM, Sorel F, Pavlopoulos K. The Aigion-Neos Erineos normal fault system (Western Corinth Gulf Rift, Greece): Geomorphological signature, recent earthquake history and induced coastal changes during the Holocene. Journal of Geophysical Research, 110, B09302.
(2005) Heker S, Pantosti D, Schwartz D, Hamilton J, Reidy L, Powers T. The most recent large earthquake on the Rodgers Creek fault, San Francisco Bay Area. Bulletin of the Seismological Society of America, 95, 844-860.
(2004) Pantosti D, De Martini PM, Papanastassiou D, Lemeille F, Palyvos N, Stavrakakis G. Paleoseismological trenching across the Atalanti fault (Central Greece): evidence for the ancestors of the 1894 earthquake during Middle Age and Roman time. Bulletin of the Seismological Society of America, 94(2), 531-549.
(1996) Pantosti D, D'Addezio G, Cinti FR. Paleoseismicity of the Ovindoli-Pezza fault (Central Italy): a history including a large, previously unrecorded earthquake in Middle Ages (886-1300 A.D.). Journal of Geophysical Research, 5937-5959.
(1993) Pantosti D, Schwartz DP, Valensise G. Paleoseismology along the 1980 Irpinia earthquake fault and implications for earthquake recurrence in the southern Apennines. Journal of Geophysical Research, 98, 6561-6577.

Riconoscimenti e premi
Nel 1995 riceve l'ILP Edward Flinn award per "il suo contributo allo studio della Paleosismologia e Tettonica dell'Olocene in diverse aree".