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Risultati: 12


Paola Bonfante
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: biologia vegetale

Parole chiave: agricoltura, biodiversità del suolo, coltivazione, funghi, piante, simbiosi, terreno


Funzione/Ruolo
Professoressa Ordinaria di Biologia Vegetale e Responsabile del laboratorio di Plant Microbe Interactions, Università degli Studi di Torino

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche all'Università di Torino nel 1970, Paola Bonfante prosegue la sua formazione con una borsa di studio presso il Centro di Studio sulla Micologia del Terreno (CSMT) del CNR di Torino. Dal 1973 è Ricercatrice del CNR, attività che svolge fino al 1985. Da quella data è Professoressa Ordinaria di Biologia Vegetale all'Università di Torino. Dal 1995 al 2009 è Responsabile della Sezione di Torino dell'Istituto di Protezione per le Piante del CNR. Dal 2006 al 2011 è Direttrice del Dipartimento di Biologia Vegetale dell'Università di Torino, e in seguito, fino al 2013, è Coordinatrice del corso di dottorato di ricerca in Biologia e Biotecnologia. Oggi unisce all'attività di docenza la direzione del Laboratorio di Plant Microbe Interactions.

Risultati scientifici
Paola Bonfante è una biologa impegnata nella ricerca e nello studio delle interazioni fra piante e microrganismi. In particolare, il suo gruppo di ricerca si focalizza sin dal 1975 sullo studio della biologia delle associazioni simbiotiche e della tassonomia dei funghi, indagando le interazioni intime tra funghi e piante e tra batteri e funghi. Applicando le tecniche di indagine genetica, all'inizio degli anni Novanta ha fornito alcuni importanti contributi alla conoscenza delle micorrize (associazioni simbiotiche tra funghi del terreno e radici delle piante) presenti sia in natura sia negli agroecosistemi. Paola Bonfante ha scoperto un gruppo di endobatteri che vivono all'interno di funghi micorrizici, in un processo di simbiosi nella simbiosi, e che possono modulare alcuni dei tratti funzionali dei loro ospiti fungini. Ad oggi il gruppo di ricerca coordinato da Paola Bonfante continua a studiare le basi cellulari e molecolari delle interazioni pianta-fungo, indagandone le determinanti genetiche al fine di definire la biodiversità e la funzionalità del microbiota associato alle piante. Scopo della ricerca è valutarne l'impatto sugli ecosistemi naturali e agricoli, in particolar modo nella coltivazione di riso, vite, grano e pomodoro.

Attività editoriali e pubblicazioni
Paola Bonfante è editor di Environmental Microbiology dal 2013, membro dell'Editorial Board di diversi giornali scientifici internazionali come l'ISME Journal e New Phytologist. Svolge attività di revisione per Plant Cell, Plant Journal, Plant Physiology, Planta, Fungal Biology & Genetics, PNAS e per la National Science Foundation (NSF) americana ed europea.

È autrice di oltre 250 pubblicazioni scientifiche internazionali, fra cui:

(2016) Salvioli A, Ghignone S, Novero M, Navazio L, Bagnaresi P, Bonfante P. Symbiosis with an endobacterium increases the fitness of a mycorrhizal fungus, raising its bioenergetic potential. The ISME Journal, 10(1):130-44.
(2013) Tisserant E, Malbreil M, Kuo A, Kohler A, Symeonidi A, Balestrini R, [...] Bonfante P, et al. Genome of an arbuscular mycorrhizal fungus provides insight into the oldest plant symbiosis. Proceedings of the National Academy of Sciences, 110 (50):20117-20122.
(2012) Ghignone S, Salvioli A, Anca I, Lumini E, Ortu G, Petiti L, Cruveiller S, [...] Bonfante P, et al. The genome of the obligate endobacterium of an AM fungus reveals an interphylum network of nutritional interactions. The ISME Journal, 6 (1):136-145.
(2010) Martin F, Kohler A, Murat C, Balestrini R, PM Coutinho PM, O Jaillon O, [...] Bonfante P, et al. Périgord black truffle genome uncovers evolutionary origins and mechanisms of symbiosis. Nature, 464 (7291):1033-1038.
(2010) Bonfante P, Genre A. Mechanisms underlying beneficial plant-fungus interactions in mycorrhizal symbiosis. Nature Communications, 1, 48.
(2009) Bonfante P, Anca IA. Plants, mycorrhizal fungi, and bacteria: a network of interactions. Annual Review of Microbiology, 63:363-383.
(2005) Genre A, Chabaud M, Timmers T, Bonfante P, Barker DG. Arbuscular mycorrhizal fungi elicit a novel intracellular apparatus in Medicago truncatula root epidermal cells before infection. The Plant Cell, 17 (12):3489-3499.
(1996) Perotto S, Actis-Perino E, Perugini J, Bonfante P. Molecular diversity of fungi from ericoid mycorrhizal roots. Molecular Ecology, 5 (1):123-131.
(1990) Bonfante P, Faccio A, Perotto S, Schubert A. Correlation between chitin distribution and cell wall morphology in the mycorrhizal fungus Glomus versiforme. Mycological Research, 94(2):157-165.
(1984) Bonfante P. Anatomy and morphology of VA mycorrhizae. in VA mycorrhizas. C. Powell and J. Bagyaray, CRC Press.

Riconoscimenti e premi
Nel 2010 Paola Bonfante riceve due prestigiosi riconoscimenti: il Premio per la Biologia Vegetale dall'Accademia dei Lincei e il premio French Food Spirit nella sezione Scienza. Dal 2012 al 2016 è componente del Comitato scientifico del CNR; dal 2014 del Comitato scientifico per le attività di ricerca della Provincia di Trento. Fa parte di numerose società scientifiche, fra cui l'Accademia delle Scienze di Torino, l'Accademia di Agricoltura di Torino e l'Accademia dei Lincei di Roma.

Sonia Calvari
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia, vulcanologia

Parole chiave: eruzione, etna, fontane di lava, ingv, pericolosità vulcanica, vulcani, vulcanologia


Funzione/Ruolo
Dirigente di Ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Sezione Catania - Osservatorio Etneo

Percorso professionale
Dopo essersi laureata in geologia presso l'Università della Calabria, Sonia Calvari consegue un dottorato di ricerca in Pericolosità Vulcanica presso l'Università di Lancaster, in Inghilterra. La sua attività professionale inizia all'interno dell'Istituto Internazionale di Vulcanologia a Catania, un istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di cui fa parte dal 1987 al 1999, anno in cui questo e altri istituti del CNR che si interessavano di sismicità e vulcani sono confluiti nell'INGV. Lavora all'INGV dal 1999 ricoprendo diversi incarichi istituzionali: responsabile dell'Unità Funzionale di Vulcanologia e Geochimica (2002-2009); responsabile della Tematica Trasversale Coordinata (TTC) inerente la Sorveglianza dei vulcani attivi (2004-2013).

Risultati scientifici
Sonia Calvari e i suoi colleghi svolgono un costante lavoro di monitoraggio nelle aree vulcaniche italiane e partecipano a studi e ricerche, collaborando anche con ricercatori stranieri e applicando allo studio di vulcani all'estero le tecniche utilizzate in Italia. Gli studi riguardano la geologia dei sistemi vulcanici, con la produzione di carte geologiche e banche dati, la sorveglianza e il monitoraggio dei vulcani attivi, l'osservazione della messa in posto delle colate e dei campi lavici complessi e delle grotte laviche, con valutazioni del grado di pericolosità. I suoi studi includono l'attività esplosiva e parossistica come le fontane di lava, per l'analisi delle quali utilizza dati provenienti da sistemi multiparametrici e multidisciplinari. Si interessa attivamente di divulgazione e ha partecipato a diversi seminari e trasmissioni televisive, sia in Italia sia all'estero, come RAI Explora (RAI Educational), Geo & Geo (RAI3), "La TV delle Scienze", National Geographic, (Discovery Channel), senza dimenticare i suoi contributi a History Channel, CNN, BBC, Endemol UK, SWR (Germania), sempre con l'obiettivo di far conoscere l'attività dell'INGV.

Attività editoriali e pubblicazioni
Sonia Calvari è stata proponente e curatrice, insieme con altri colleghi, di due monografie geofisiche pubblicate dall'American Geophysical Union, di cui la prima riguarda lo studio dell'Etna (Bonaccorso A, Calvari S, Coltelli M, Del Negro C, Falsaperla S (eds), Mt. Etna: Volcano Laboratory. Geophysical Monograph Series, v. 143, 2004), e la seconda è inerente l'eruzione dello Stromoboli del 2002-2003 (Calvari S, Inguaggiato S, Puglisi G, Ripepe M and Rosi M (eds), The Stromboli Volcano: An integrated study of the 2002-2003 Eruption, Geophysical Monograph Series, 182, 2008). È anche autrice, con il professore Tanner, di un libro sui vulcani in lingua inglese pubblicato dal Museo di Storia Naturale di Albuquerque (New Mexico): Tanner LH and Calvari S, Volcanoes: Windows on the Earth. Albuquerque, New Mexico Museum of Natural History and Science, A Division of the Department of Cultural Affairs, 2012.

Sonia Calvari è Associate Editor della rivista Bulletin of Volcanology (dal 2011) ed è autrice di oltre 100 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, fra cui:

(2016) Calvari S, Intrieri E, Di Traglia F, Bonaccorso A, Casagli A, Cristaldi A.Monitoring crater-wall collapse at active volcanoes: a study of the 12 January 2013 event at Stromboli. Bulletin of Volcanology, 78(5):1-16.
(2016) Cappello A, Ganci G, Calvari S, Pérez NM, Hernández PA, Silva SV et al. Lava flow hazard modeling during the 2014-2015 Fogo eruption, Cape Verde. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 121(4):2290-2303.
(2016) Harris AJL, Carn S, Dehn J, Del Negro C, Guđmundsson MT, Calvari S, et al.Conclusion: recommendations and findings of the RED SEED working group.Geological Society, London, Special Publications 426, SP426, 11.
(2015) Slatcher N, James MR, Calvari S, Ganci G, Browning J. Quantifying effusion rates at active volcanoes through integrated time-lapse laser scanning and photography. Remote Sensing, 7(11):14967-14987.
(2015) Marotta E, Calvari S, Cristaldi A, D'Auria L, Di Vito MA, Moretti R, Peluso R. Reactivation of Stromboli's summit craters at the end of the 2007 effusive eruption detected by thermal surveys and seismicity. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 120(11):7376-7395.
(2015) Bonaccorso A, Calvari S, Boschi E. Hazard mitigation and crisis management during major flank eruptions at Etna volcano: reporting on real experience.Geological Society, London, Special Publications 426, SP426, 4.
(2014) Hernández PA, Calvari S, Ramos A, Pérez NM, Márquez A, et al. Magma emission rates from shallow submarine eruptions using airborne thermal imaging.Remote Sensing of Environment, 154:219-225.
(2014) Bonaccorso A, Calvari S, Linde A, Sacks S. Eruptive processes leading to the most explosive lava fountain at Etna volcano: The 23 November 2013 episode. Geophysical Research Letters, 41(14):4912-4919.
(2014) Calvari S, Bonaccorso A, Madonia P, Neri M, Liuzzo M, Salerno GG, et al, Major eruptive style changes induced by structural modifications of a shallow conduit system: the 2007-2012 Stromboli case. Bulletin of volcanology, 76(7):1-15.
(2013) Spampinato L, Ganci G, Hernandez PA, Calvo D, Tedesco D, Calvari S, Pérez NM, et al. Thermal insights into the dynamics of Nyiragongo lava lake from ground and satellite measurements. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 118(11):5771-5784.

Elisabetta Erba
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia

Parole chiave: ambiente, biosfera, cambiamenti climatici, clima, geosfera, nanofossili, oceani, paleontologia, suolo, terra


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Paleontologia e Paleoecologia presso l'Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Geologica Italiana per il triennio 2015-2017

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Geologiche nel 1982, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Scienze della Terra all'Università degli Studi di Milano, nel 1987. Nel biennio 1987-1988 svolge un post dottorato presso il Geologisches Institut, ETH di Zurigo. Nel 1990 è ricercatrice all'Università degli Studi di Milano e l'anno successivo diventa professoressa associata del dipartimento di Scienze della Terra nella stessa università. Dal 2005 è professoressa ordinaria presso lo stesso dipartimento dell'Università degli Studi di Milano.

Risultati scientifici
Elisabetta Erba è specialista di nanofossili calcarei, i massimi produttori di calcite al mondo a dispetto delle loro ridottissime dimensioni. Quando muoiono, precipitano sui fondali marini e nell'arco di milioni di anni formano la maggior parte del sedimento. I nanofossili sono utilizzati per la biostratigrafia (lo studio delle rocce sedimentate e del loro ambiente di deposizione) e per le ricostruzioni paleo-oceanografiche. Elisabetta Erba studia le interazioni tra geosfera, atmosfera, idrosfera e biosfera e, in particolare, i grandi cambiamenti climatici. La sua ricerca si è focalizzata sulle relazioni tra CO2 atmosferica, clima ed ecosistemi oceanici. Per comprendere cause e conseguenze dei cambiamenti climatici attuali e futuri è importante infatti introdurre una prospettiva geologica. I nanofossili sono utilizzati da Elisabetta Erba anche per studiare la natura e l'origine della sapropelite, sostanza nerastra formata in prevalenza dal deposito, in acque stagnanti, di gusci di microrganismi e di alghe unicellulari in putrefazione dalle quali deriva il petrolio.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 180 pubblicazioni tra cui:

(2015) Erba E, Duncan RA, Bottini C, Tiraboschi D. Weissert H, Jenkyns HC, Malinverno A. Environmental Consequences of Ontong Java Plateau and Kerguelen Plateau Volcanism. Geological Society of America, Special Paper 511:271-303.
(2010) Erba E, Bottini C, Weissert HJ, Keller CE. Calcareous Nannoplankton Response to Surface Water Acidification Around Oceanic Anoxic Event 1a. Science, 329:428-432.   (2006) Erba E. The first 150 million years history of calcareous nannoplankton: biosphere-geosphere interactions. Palaeogeography Palaeoclimatology Palaeoecology, 232:237-250.
(2005) Muttoni G, Erba E, Kent DV & Bachtadse V. Mesozoic alpine facies deposition as a result of past latitudinal plate motion. Nature, 434:59-63.
(2004) Erba E. Calcareous nannofossils and Mesozoic Oceanic Anoxic Events. Marine Micropaleontology, 52:85-106.   (2004) Erba, E, Bartolini A, Larson RL. The Valanginian "Weissert Oceanic Anoxic Event. Geology, 32:149-152.   (2004) Erba E & Tremolada F. Nannofossil carbonate fluxes during the Early Cretaceous: phytoplankton response to nutrification episodes, atmospheric CO2 and anoxia. Paleoceanography, 19.
(2004) Weissert H & Erba E. Volcanism, CO2 and paleoclimate: a Late Jurassic-Early Cretaceous carbon and oxygen isotope record. Journal of the Geological Society of London, 161:695-702.   (1999) Larson RL & Erba E. Onset of the mid-Cretaceous greenhouse in the Barremian-Aptian: Igneous events and the biological, sedimentary and geochemical responses. Paleoceanography, 14:663-678.   (1994) Erba E. Nannofossils and superplumes: the Early Aptian nannoconid crisis. Paleoceanography, 9:483-501.

Riconoscimenti e premi
Elisabetta Erba è Presidente della Società Geologica Italiana per il biennio 2015-2017 e dal 2013 è componente dell'Accademia dei Lincei. Dallo stesso anno fa anche parte dell'Academia Europaea (sezione Earth and Cosmic Sciences). Nel 2012 vince il premio Tartufari per le Geoscienze - Accademia Nazionale dei Lincei.

Maria Cristina Facchini
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: scienze dell'atmosfera

Parole chiave: aerosol, atmosfera, cambiamenti climatici, clima, nubi, nuvole


Funzione/Ruolo
Dirigente di ricerca dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR, sezione di Bologna

Percorso professionale
Laureata nel 1985 all'Università degli Studi di Bologna con una tesi in Chimica analitica, consegue il dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Chimica dello stesso ateneo, e nel medesimo dipartimento diventa post doc fellow. Nel 1987 è reaserch fellow presso l'Istituto di Fisica Atmosferica del CNR di Bologna, e occupa questa posizione fino al 1992, anno in cui diventa capo del laboratorio dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Nel 1996 entra nell'Istituto di Fisica e Chimica della Bassa e Alta Atmosfera del CNR di Bologna. Dal 2001 al 2006 è Senior Scientist presso l'Istituto di Scienze Atmosferiche e Oceaniche del CNR. Dal 2007 è dirigente di ricerca dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR, sezione di Bologna.

Risultati scientifici
Gli interessi di ricerca principali di Maria Cristina Facchini sono i processi fisici e chimici nel sistema atmosferico come gli aerosol e le nuvole e i loro effetti sui cambiamenti della composizione atmosferica e del clima. All'inizio della sua carriera scientifica ha indagato le proprietà chimiche di nebbia e nuvole, tanto che il suo primo importante risultato scientifico riguarda la partizione organica dell'aerosol tra gocce di nebbia e aria interstiziale. Sulla base di queste sue ricerche, ha contribuito allo sviluppo di una nuova tecnica di indagine degli aerosol basata sui principi di risonanza magnetica nucleare. Nel 2001 ha contribuito a un documento comune su Science, dove i maggiori esperti mondiali del settore hanno discusso la necessità di rifondare la teoria della formazione di nubi sulla base delle nuove scoperte riguardanti la solubilità degli aerosol e la loro tensione superficiale, nonché sugli effetti dei gas solubili. Le sue ricerche più recenti riguardano l'interazione tra clima e biota (in ecologia, l'insieme di tutti gli esseri viventi, animali e vegetali, che popolano una data regione) marino, atmosferico, aerosol.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 150 pubblicazioni scientifiche tra cui:

(2011) Decesari S, Finessi E, Rinaldi M, Paglione M, [...] Facchini MC. Primary and secondary marine organic aerosols over the north atlantic ocean during the map experiment. Journal of Geophysical Research Atmospheres, 116(D22).
(2011) Rinaldi M, Decesari S, Carbone C, [...] Facchini MC.Evidence of a natural marine source of oxalic acid and a possible link to glyoxal. Journal of Geophysical Research Atmospheres, 116(D16).
(2008) Facchini MC, Decesari S, Rinaldi M, et al. An important source of marine secondary organic aerosol from biogenic amines. Environmental Science & Technology, 42:9116-9121.
(2008) Facchini MC, Rinaldi M, Decesari S, et al. Primary submicron marine aerosol dominated by insoluble organic colloids and aggregates. Geophysical Research Letters, 35, L17814.
(2005) Kanakidou M, Seinfeld JH, Pandis SN, Barnes I, Dentener FJ, Facchini MC, et al. Organic aerosol and global climate modelling: a review. Atmospheric Chemistry and Physics, 5:1053-1123.
(2004) O'Dowd CD, Facchini MC, et al. Biogenicallydriven organic contribution to marine aerosol. Nature, 431:676-680.
(2001) Charlson RJ, Seinfeld JH, Nenes A, Kulmala M, Laaksonen M, Facchini MC. Reshaping theory of cloud formation. Science, 292:2025-2026.
(2000) Decesari S, Facchini MC, Fuzzi S & Tagliavini E. Characterization of water soluble organic compounds in atmospheric aerosol: a new approach. Journal of Geophysical Research, 105:1481-1489.
(1999) Facchini MC, Fuzzi S, Zappoli S, et al. Partitioning of the organic aerosol component between fog droplets and interstitial air. Journal of Geophysical Research, 104, 26821-26832.
(1999) Facchini MC, Mircea M, Fuzzi S & Charlson RJ. Cloud albedo enhancement by surface-active organic solutes in growing droplets. Nature, 401:257-259.

Riconoscimenti e premi
Nel 2014 è nella Highly Cited Researchers Rank di Thomson Reuters, classifica dei ricercatori e delle ricercatrici più influenti al mondo. Nello stesso anno riceve il Premio Haagen-Smit Prize. Fa parte di diverse società scientifiche, come l'European Association for Geochemistry, l'European Geophysical Union, l'American Aerosol Society ed è una delle fondatrici della Italian Aerosol Association.

Serena Fonda Umani
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: ecologia marina

Parole chiave: biodiversità, biologia marina, cambiamenti climatici, catena alimentare, ecosistema marino, flussi di carbonio, mare, plancton


Funzione/Ruolo

Professoressa ordinaria di Ecologia dell'Università di Trieste

Percorso professionale

Dopo la laurea in Scienze Biologiche presso l'Università di Trieste nel 1974, prosegue la sua formazione come borsista in Ecologia nella stessa università fino al 1981. Da quell'anno è ricercatrice, nel 1992 diventa professoressa associata e Responsabile del Laboratorio di Biologia Marina dell'Università di Trieste. Dal 2008 è professoressa ordinaria di Ecologia.

Risultati scientifici

I principali interessi di ricerca di Serena Fonda Umani riguardano la dinamica dell'ecosistema marino, i flussi di carbonio, lo studio dell'ecologia del Plancton e l'ecologia marina microbica. Per poter condurre i suoi studi si è recata in varie zone del Mar Mediterraneo, nello stretto di Magellano (Cile), nella baia di Chesapeake (Usa) e nel Mare di Ross (Antartide). Uno dei principali obiettivi della ricerca di Serena Fonda Umani è la stima dei flussi di carbonio all'interno della catena alimentare pelagico-microbica (dai virus fino alle meduse), per verificare se vi è una selezione esercitata dai predatori sui procarioti (primi organismi cellulari comparsi sulla terra, caratterizzati dall'assenza di un nucleo ben definito). Questo è possibile attraverso l'approccio metagenomico (lo studio delle comunità microbiche direttamente nel loro ambiente naturale) che Serena Fonda Umani e i colleghi utilizzano.

Attività editoriali e pubblicazioni

Autrice di più di 140 pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Zoccarato L, Celussi M, Pallavicini A, Fonda Umani S. Aurelia auritaephyrae reshape a coastal microbial community. c 7:749.
(2015) Caruso G, La Ferla R, Leonardi M, Zaccone R, Azzaro F, Azzaro M, Decembrini F, Maimone G, Monticelli L, Caroppo C, Cavallo RA, Acquaviva MI, Narracci M, Stabili L, Marino G, Petochi T, De Angelis R, Zoppini A, Fonda Umani S, Del Negro P, Todorova NH, Karamfilov VK, Corinaldesi C, Rastelli E, Cappello S, Latini M, Danovaro R. Microbial assemblages for environmental quality assessment: knowledge, gaps and usefulness in the European Marine Strategy Framework Directive. Critical Reviews in Microbiology.
(2013) Di Poi E, Blason C, Corinaldesi, Danovaro R, Malisana E, Fonda Umani S. Structure and interactions within the pelagic microbial food web(from viruses to microplankton)across environmental gradients in the Mediterranean Sea. Global Biogeochemical Cycles, 27: 1034-1045.
(2012) Giani M, Djakovac T, Degobbis D, Cozzi S, Solidoro C, Fonda Umani S. Recent changes in the marine ecosystems of the northern Adriatic Sea. Estuarines, Coastal and Shelf Sciences, 115:1-13.
(2012) Fonda Umani S, Malfatti F, Del Negro P. Carbon fluxes in the pelagic ecosystem of the Gulf of Trieste (Northern Adriatic Sea). Estuarines, Coastal and Shelf Sciences, 115:170-186.
(2010) Fonda Umani S, Malisana E, Focaracci F, Magagnini M, Corinaldesi C, Danovaro R. Disentangling the impact of viruses and nanoflagellates on prokaryotes in bathypelagic waters of the Mediterranean Sea. Marine Ecology Progress Series, 418:73-85.
(2010) Mozetič P, Solidoro C, Cossarini G, Socal G, Precali R, Francé J, Bianchi F, Smodlaka N, De Vittor C, Fonda Umani S. Recent trends towards oligotrophication of the northern Adriatic: evidence from chlorophyll a time series. Estuaries and Coasts, 33:362-375.
(2009) Danovaro R, Fonda Umani S, Pusceddu A. Climate Change and the potential spreading of marine mucilage and microbial pathogens in the Mediterranean Sea. PLoS ONE, 4(9):e7006.
(2007) Fonda Umani S, Del Negro P, Larato C, De Vittor C, Cabrini M, Celio M, Falconi C, Tamberlich F, Azam F. Major inter-annual variations in microbial dynamics in the Gulf of Trieste (Northern Adriatic Sea) and their ecosystem implications. Aquatic Microbial Ecology Journal, 46:163-175.
(2005) Fonda Umani S, Milani L, Borme D, de Olazabal A, Parlato S, Precali R, Kraus R, Lucic D, Njire J, Totti C, Romagnoli T, Pompei M, Cangini M. Inter-annual variations of planktonic food webs in the northern Adriatic Sea. Science of the Total Environment, 353(1-3):218-231.

Riconoscimenti e premi

Serena Fonda Umani è membro di numerose società e comitati scientifici fra cui il Comitato Scientifico del Parco del Mare (dal 2005) e della Società Italiana di Ecologia (SItE) di cui nel 2012 è stata eletta Presidente.

Maria Cristina Gambi
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: biologia marina

Parole chiave: biodiversità, biologia evolutiva, cambiamento climatico, ecologia, fattori ambientali, mare, oceani, policheti


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e Responsabile del centro Villa Dohrn di Ecologia del Benthos

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche all'Università di Siena nel 1977, dal 1977-1979 svolge un tirocinio come allieva laureata interna presso l'Istituto di Anatomia Comparata (Laboratorio di Idrobiologia) dell'Università di Siena. Dal 1980 al 1982 è socia della Cooperativa di Biologia Marina, Idrobiologia e Acquacoltura, "Coipa" (Roma). L'anno successivo è ricercatrice alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, presso il Laboratorio di Ecologia del Benthos con sede a Villa Dohrn, Ischia. Nel 1986 svolge un post-doc alla School of Oceanography dell'Università di Washington e ai Friday Harbor Laboratories. Dal 1992 è prima ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Nel 2014 consegue l'abilitazione scientifica nazionale per Ecologia (professoressa ordinaria) e Zoologia (professoressa associata).

Risultati scientifici
Le ricerche di Maria Cristina Gambi sono finalizzate allo studio della diversità e della biologia evolutiva ed ecologia dei policheti (uno dei gruppi più abbondanti e diversificati degli habitat marini che comprendono circa 13mila specie) e del loro ruolo come bioindicatori e nel funzionamento dei biotopi costieri. In questo ambito vengono anche studiate specie aliene di policheti, il loro ciclo vitale e la dinamica di colonizzazione del Mediterraneo. L'identificazione di specie chiave di policheti resistenti a diversi fattori di stress collegati al cambiamento climatico, in particolare l'acidificazione marina, permette di utilizzare queste specie come modelli per lo studio di acclimatazione ed adattamento alle condizioni locali dell'ambiente. L'attività sperimentale su policheti e zoobenthos è svolta sia in laboratorio che in situ, utilizzando alcuni sistemi sommersi di origine vulcanica come laboratori naturali, in quanto naturalmente acidificati e senza variazioni di temperatura o salinità. Nell'ambito delle sue ricerche Maria Cristina Gambi ha descritto 16 specie di policheti nuove per la scienza e un nuovo e peculiare gruppo di detritivori (organismi consumatori di detriti) nel sistema Posidonia oceanica del Mediterraneo e Thalassia testudinum dei Caraibi. Ha rilevato e studiato per la prima volta l'effetto delle heat-waves (ondate di calore) nel Golfo di Napoli e ha identificato specie chiave di policheti come possibili modelli per lo studio del cambiamento climatico. Ha inoltre descritto comunità bentoniche peculiari (organismi acquatici che vivono in stretto contatto con il fondo o fissati a un substrato solido) nei fondali costieri di Baia Terra Nova (Antartide).

Attività editoriali e pubblicazioni
Dal 2005 è Editor della rivista Marine Ecology (Wiley-Blackwell).
È autrice di oltre 200 pubblicazioni tra cui:

(2016) Gambi MC,Musco L, Giangrande A, Badalamenti F, Micheli F, Kroeker KJ.Polychaete distribution in shalllow rocky reefs along a pH gradient of a vent system reveals winners and losers among closely related species. Marine Ecology Progress Series, 550:121-134.
(2016) Ricevuto E, Lanzoni I, Fattorini D, Regoli F, Gambi MC. Arsenic speciation and susceptibility to oxidative stress in the fanwormSabella spallanzanii(Gmelin) (Annelida, Sabellidae) under naturally acidified conditions: anin situtransplant experiment in a Mediterranean CO2vent system. Science of the Total Environment, 544:765-773.
(2015) Ricevuto E, Vizzini S, Gambi MC. Ocean acidification effects on stable isotope signatures and trophic interactions of polychaete consumers and organic matter sources at a CO2  shallow vent system. Journal Experimental Marine Biology and Ecology, 468: 105-117.
(2013) Kroeker K, Micheli F, Gambi MC. Ocean acidification causes ecosystem shifts via altered competitive interactions. Nature Climate Change, 3: 156-159.
(2013) Kroeker KJ, Gambi MC, Micheli F. Altered recovery dynamics result in homogenous assemblages in an acidified ocean. Proceedings of the National Academy of Sciences, USA (PNAS), 110 (31): 12721-12726.
(2013) Calosi P, Rastrick SPS, Lombardi C, De Guzman HJ, Davidson L, Jahnke M, Giangrande A, Hardege JD, Schulze A, Spicer JI, Gambi MC. Adaptation and acclimatization to ocean acidification in marine ectotherms: anin situtransplant experiment with polychaetes at a shallow CO2vent system. Philosophical Transactions of the Royal Society B, 368, 20120444.
(2011) Occhipinti-Ambrogi A, Marchini A, Cantone G, Castelli A, Chimenz C, Cormaci M, Froglia C, Furnari G, Gambi MC, Giaccone G, Giangrande A, Gravili C, Mastrototaro F, Mazziotti C, Orsi-Relini L, Piraino S. Alien species along the Italian coasts: an overview. Biological Invasions, 13:215-237.
(2011) Lorenti M, Gambi MC, Guglielmo, Patti FP, Scipione MB, Zupo V, Buia MC. Soft bottom macrofaunal assemblages in the Gulf of Salerno, Tyrrhenian Sea, Italy, affected by the invasive seaweedCaulerpa  racemosavar.cylindracea.Marine Ecology, 32(3):320-334.
(2011) Kroeker KJ, Micheli F, Gambi MC, Martz TR. Divergent ecosystem responses within a benthic marine community to ocean acidification. Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS), 108 (35), 14515-14520.
(2009) Garrabou JA, Coma R, Bensoussan N, Chevaldonné P, Cigliano M, Diaz D, Harmelin JG, Gambi MC, Graille R, Kersting DK, Lejeusne C, Linares C, Marschal C, Perez T, Ribes M, Romano JC, Torrents O, Zabala M, Zuberer F, Cerrano C. A new large scale mass mortality event in the NW Mediterranean rocky benthic communities: effects of the 2003 heat wave. Global Change Biology, 15:1090-1103.

Riconoscimenti e premi
Fa parte della Società Italiana di Biologia  Marina (S.I.B.M.), dell'Unione Zoologica Italiana (U.Z.I.), dell'Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia (A.I.O.L.), della Società Italiana di Ecologia (S.It.E.).
Inoltre è componente associata del gruppo GOSSOE (Group of Specialists of Southern Ocean Ecology) dello S.C.A.R.-S.C.O.R..
Dal 1992 al 2001 è stata rappresentante nazionale del Comitato Direttivo dell'International Polychaete Association (I.P.A.) (1992-2001) e dal 2001 al 2004 ne è stata Presidente.

Emanuela Guidoboni
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: sismologia storica

Parole chiave: archeologia, clima, disastri sismici, eedis, eventi estremi, maremoti, sistemi antisismici, storia, terremoti, vulcani


Funzione/Ruolo
Coordinatrice delle attività multidisciplinari del Centro euro-mediterraneo di documentazione Eventi Estremi e Disastri

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Storia all'Università di Bologna, da trenta anni sviluppa ricerche sui terremoti, i maremoti e le eruzioni vulcaniche riguardanti l'Italia e l'area mediterranea, con un'attenzione specifica alle Scienze della Terra e all'Ingegneria. Emanuela Guidoboni svolge la sua attività di ricerca come responsabile di progetti nazionali e come studiosa. Dal 1983 al 2007 è Presidente e responsabile scientifica della società di ricerca SGA, Storia Geofisica Ambiente di Bologna. Dal 2007 al 2011, è dirigente di ricerca di ruolo all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Dal 2012 coordina le attività multidisciplinari di EEDIS, il "Centro euro-mediterraneo di documentazione Eventi estremi e disastri", finalizzate sia alla divulgazione scientifica, sia a nuove ricerche.

Risultati scientifici
Dal 1983 al 1987, nell'ambito degli studi per il Piano Energetico Nazionale, dirige per SGA le ricerche storiche finalizzate allo studio di oltre 1.700 terremoti dal mondo antico al XX secolo, predisponendo i programmi di ricerca e le elaborazioni finali, gestite da una banca dati specifica (la prima in Italia). Dal 1987 al 1990 per ENEA dirige il progetto nazionale GIANO, con l'obiettivo di studiare eventi estremi climatici (piovosità, siccità, alluvioni e frane) per delineare una storia del clima in Italia dal secolo XI al XIX. Le fonti storiche relative al XVIII e XIX secolo sono state utilizzate per il progetto AVI (Aree Vulnerate Italiane) dell'IRPI-CNR, disponibili in rete, insieme ai dati inseriti nella banca dati dell'ISPRA sulle frane storiche. Dal 1987 al 2005 dirige per l'ING, poi INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) i progetti nazionali per le ricerche storiche finalizzate alla banca dati del Catalogo dei Forti Terremoti in Italiadal mondo antico al XX secolo. In questo ambito ha sviluppato numerose ricerche specifiche sulla valutazione dei parametri connessi a cluster di terremoti altamente distruttivi, sui caratteri dell'edilizia storica, sui sistemi antisismici pre-moderni e sulle ricostruzioni dal punto di vista della storia sociale, economica e dell'urbanistica.

Attività editoriali e pubblicazioni
Emanuela Guidoboni è autrice di numerose pubblicazioni, tra cui:

(2016) Guidoboni E. Erdbeben und Seebeben im antiken Mittelmeerraum. Gründe für einen Dialog zwischen Seismologie und Geschichte. Erdbeben in der Antike, Deutungen - Folgen - Repräsentationen, herausgegeben von Borsch J & Carrara L, Mohr Siebec, Tubingen Univ,15- 26. (2016) Guidoboni E. Effetti, rimedi e propagazione dei terremoti: Nota su un trattato (1571) e una dissertazione (1669).Storia dell'Ingegneria, a cura di S. D'Agostino, Sesto convegno Nazionale di Storia dell'Ingegneria, Napoli, 321-337.
(2015) Guidoboni E, Valensise G. On the complexity of earthquake sequences: a historical seismology perspective based on the L'Aquila seismicity (Abruzzo, Central Italy).1315-1915. Earthquakes and Structures, 8(1):153-184. (2015) Dalai M, Guidoboni E (a cura di). La tutela alla prova dei terremoti. Il patrimonio storico e artistico fra restauri, ricostruzioni e perdite. Numero monografico di "Economia della cultura", Il Mulino, Bologna, anno XXIV, 3, 4. (2015) Guidoboni E. Terremoti e Città in una prospettiva di lungo periodo. Economia della cultura, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, n.3-4, 284-294. (2015) Guidoboni E. Che cosa è il Catalogo dei Forti Terremoti in Italia. Economia della cultura, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, 3,4: 421-428.
(2015) Guidoboni E. When Towns Collapse: Images of Earthquakes, Floods, and Eruptions in Italy in the Fifteenth to Nineteenth Centuries. Wounded Cities: The Representation of Urban Disasters in European Art (XIV-XX Centuries), edited by M.Folin and M.Preti, Chap.2, Koninklijke Brill, NY- Leiden: 33-56. (2015) Guidoboni E, Terremoti e Storia trenta anni dopo. Quaderni Storici, numero monografico "Storia Applicata", (a cura di) Torre A, 3, 753-784. (2015) Guidoboni E, Comastri A. The earthquakes of Aleppo and the region of "deadcities" (Syria) 7th-15thcentury. The Dead Cities of Northen Syria and their Demise , T. Riis editor, Publications of the Danish Institute of Damascus, X: 61-110.

È inoltre autrice di libri e monografie fra cui:

Guidoboni E, Mulargia F, Teti V, (a cura di), Prevedibile / Imprevedibile. Eventi estremi nel prossimo futuro, editore Rubbettino, 2015, pp. 358.
Guidoboni E, Ciuccarelli C, Mariotti D, Comastri A, Bianchi MG, L'Etna nella Storia. Catalogo delle eruzioni dall'antichità alla fine del XVII secolo, INGV, Bononia University Press, Bologna, 2014, pp. 1152.
Guidoboni E e Valensise G (a cura di), L'Italia dei disastri. Dati e riflessioni sugli impatti degli eventi naturali (1861-2013). Centro EEDIS-INGV, Bononia University Press, Bologna, 2014, pp. 432.

Riconoscimenti e premi
Nel 2004 viene nominata componente dell'Academia Europaeaper l'approccio multidisciplinare alla pericolosità sismica e vulcanica e nel 2009 pubblica il primo manuale di sismologia storica con John Ebel: Earthquakes and Tsunamis in the Past. A Guide to Techniques in Historical Seismology(Cambridge).
Nel 2016 vince il primo Premio Maiella per la Saggistica.

Lucia Margheriti
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: sismologia, struttura dell’interno della Terra

Parole chiave: anisotropia sismica, crosta e mantello terrestre, effetti di amplificazione locale, magnitudo, sequenze sismiche, terremoti


Funzione/Ruolo

Prima ricercatrice all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Centro Nazionale Terremoti; Responsabile dell’analisi dati per la sorveglianza e il monitoraggio sismico

Percorso professionale

Dopo la laurea in Geologia all’Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 1991, prosegue gli studi attraverso una borsa di specializzazione all’estero in Sismologia presso lo United States Geological Survey di Menlo Park, CA, USA nel 1992- 1993. Nel 1994 continua la specializzazione presso l’Università degli studi de L’Aquila, dipartimento di Fisica e poi presso l’Istituto Nazionale di Geofisica (ING) di Roma che nel 2000 diventa Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Prosegue all’INGV la sua formazione e le sue ricerche prima come ricercatrice a contratto, poi come ricercatrice e nel 2003 come prima ricercatrice. Dal 1998 svolge i turni di sorveglianza sismica prima come turnista responsabile della Sala operativa, con il compito di allertare la Protezione Civile, servizio interrotto durante i periodi di maternità nel 2000 e nel 2002; poi nel 2015 si qualifica come turnista per allerta tsunami e infine oggi svolge i turni come funzionaria responsabile della comunicazione verso il Dipartimento di Protezione Civile (DPC).

Dal 2007 al 2014 è stata responsabile di un gruppo di ricerca costituito da 25 ricercatori che si occupano di sismologia e struttura dell’interno della terra, dal 2014 è responsabile di un gruppo di tecnici e ricercatori che si occupano dell’analisi dati per la sorveglianza e il monitoraggio sismico. Tra il 2009 ed il 2013 è stata coordinatrice della rete sismica mobile del Centro Nazionale Terremoti si è quindi occupata della organizzazione di attività di pronto intervento sismico. Ha coordinato importanti gruppi di lavoro in progetti nazionali e internazionali che hanno coinvolti istituti e Università Italiane, Europee e Statunitensi quali il progetto RETREAT (2002-2007), il progetto Messina 1908-2008 (2007-2009), il progetto INGV-DPC Test sites per il monitoraggio multidisciplinari di dettaglio (2007-2009), il progetto AlpArray (2015-2018). È responsabile di alcune delle attività che INGV svolge per il DPC e dell’accordo quadro con la Agenzia di Protezione Civile della Regione Lazio. Partecipa da sempre alle attività di divulgazione ed informazione dell’INGV rivolte alle scuole, al pubblico e ai media.  

Risultati scientifici

I suoi interessi scientifici si sono concentrati negli ultimi anni sull’’analisi di sequenze sismiche per l’individuazione delle faglie attive e lo studio delle possibili variazione delle caratteristiche della crosta terrestre durante l’occorrenza delle sequenze stesse. Da circa 15 anni si occupa dell’analisi della birifrangenza delle onde sismiche per definire l’anisotropia sismica e lo stato di deformazione della crosta e del mantello terrestre. Questa analisi permette di caratterizzare il campo di fratturazione crostale e definire le sue relazioni con il campo di sforzo attivo e con la presenza di fluidi. La caratterizzazione dell’anisotropia sismica, quando fatta su onde che attraversano il mantello terrestre, ci consente invece di formulare modelli geodinamici a scala regionale: la zona di subduzione del tirreno meridionale, li dove la placca ionica scende al di sotto dell’arco calabro è stata la prima regione del mantello terrestre dove è stato osservato un flusso toroidale del mantello ai bordi della placca in subduzione (Civello e Margheriti 2004). Durante gli anni della formazione si è occupata dello studio degli effetti di sito cioè di come le onde sismiche vengono amplificate e modificate dalla geologia di superficie specialmente quando si hanno depositi incoerenti siano essi fluviali o di versante, e dalla conformazione topografica dell’area attraversata dallo scuotimento sismico. Nel 1993 è stata tra le prime a utilizzare le registrazioni delle vibrazioni ambientali (noise sismico) per caratterizzare la risposta di siti che avevano registrato il terremoto di San Francisco del 1989.

Attività editoriali e pubblicazioni

È autrice di circa 70 pubblicazioni scientifiche internazionali, tra cui:

(2016) Baccheschi P, Pastori M, Margheriti L, Piccinini D. Shear wave splitting of the 2009 L'Aquila seismic sequence: fluid saturated microcracks and crustal fractures in the Abruzzi region (Central Apennines, Italy). Geophysical Journal International, 204 (3): 1531-1549.doi: 10.1093/gji/ggv536

(2014) Margheriti L, Lucente FP, Park J, Pondrelli S, Levin V, Steckler MS, Baccheschi P, Salimbeni S. Large-scale coherent anisotropy of upper mantle beneath the Italian peninsula comparing quasi-Love waves and SKS splitting. Journal of Geodynamics, DOI: 10.1016/j.jog.2014.07.007

(2014) Govoni A, Marchetti A, De Gori P, Di Bona M, Pio Lucente F, Improta L, Chiarabba C, Nardi A, Margheriti L, Piana Agostinetti N, Di Giovambattista R, Latorre D, Anselmi M, Ciaccio MG, Moretti M, Castellano C, Piccinini D. The 2012 Emilia seismic sequence (Northern Italy): Imaging the thrust fault system by accurate aftershocks location Tectonophysics. http://dx.doi.org/10.1016/j.tecto.2014.02.013

(2013) Salimbeni S, Pondrelli S, Margheriti L. (2013). Hints on the deformation penetration induced by subductions and collision processes: Seismic anisotropy beneath the Adria region (Central Mediterranean).Journal of Geophysical Research: Solid Earth, DOI: 10.1002/2013JB010253

(2011) Baccheschi P, Margheriti L, Steckler M S & Boschi E. Anisotropy patterns in the subducting lithosphere and in the mantle wedge: A case study—The southern Italy subduction system. Journal of Geophysical Research, 116, B08306.

(2010) Lucente FP, Gori PD, Margheriti L, Piccinini D, Bona MD, Chiarabba C, Agostinetti NP. Temporal variation of seismic velocity and anisotropy before the 2009 MW 6.3 L'Aquila earthquake. Italy: Geology, 38:1015–1018, doi: 10.1130/G31463.1.

(2004) Civello S and Margheriti L. Toroidal mantle flow around the Calabrian slab (Italy) from SKS splitting, Geophysical Reserach Letters, 31, L10601, doi:10.1029/2004GL019607.

(2000) Margheriti L, Azzara MR, Cocco M, Delladio A and Nardi A. Analysis of borehole broad-band recordings: Test sute in the Po basin, Northern Italy. Bulletin of the Seismological Society of America, 90, 6:1454-1463.

(1996) Margheriti L, Nostro C, Cocco M and Amato A. Seismic anisotropy beneath the northern Apennines (Italy) and its tectonic implications. Geophysical Reserach Letters, 23; 20:2721-2724.

(1994) Margheriti L, Boatwright J, Wennerberg L. A comparison of Coda and S-wave spectral ratios as estimates of site response in the Southern San Francisco Bay area. Bulletin of the Seismological Society of America, 84, 6:1815-1830.

Maria Marsella
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geodesia, geologia, geomatica, vulcanologia

Parole chiave: rischi naturali, rischio idrogeologico, territorio, vulcanologia


Funzione/Ruolo

Professoressa Associata di Geodesia e Geomatica nei Corsi di Laurea in Ingegneria Civile Sicurezza e Protezione Civile e Aerospaziale all’Università di Roma La Sapienza; CEO di SurveyLAb srl

Percorso professionale

Dopo la laura in Fisica nel 1987 con una tesi sulla missione satellitare LAGEOS per lo studio dei Movimenti Crostali nell’Area del Mediterraneo prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca presso l’Università degli studi di Bologna in Scienze Geodetiche e Topografiche, discutendo una tesi sulle Tecniche della Geodesia Spaziale (SLR E GPS) applicate allo Studio delle Deformazioni. Nel 1992 diventa ricercatrice presso l’Università di Roma Sapienza Dal 1003 al 1005 è Visiting Scientist presso l’USGS a Reston (Virginia), dove lavora su progetti per l’integrazione dati GPS/INS per la georeferenziazione di dati acquisiti tramite rilievi aerei. Dal 2001 è professoressa associata alla Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Roma La Sapienza (abilitata come Ordinaria dal 2012).

Durante la sua carriera accademica tiene corsi di Alta Formazione su Image Analysis Remote Sensing Techniques e GIS e su Tecniche di rilievo aeree per le catastrofi naturali e fa parte del Collegio Docenti del Dottorato in Geoinformazione dell’Università di Tor Vergata. Attualmente partecipa al Dottorato in Ingegneria delle Infrastrutture e Trasporti della Sapienza.

Nel 2008 fonda lo spin-off della Sapienza Survey Lab dedicato allo sviluppo di sistemi innovativi per il controllo del territorio e delle infrastrutture civili utilizzando sensori in situ e osservazioni satellitari (GNSS e DInSAR). Attualmente è CEO di Survey Lab.  

Risultati scientifici

L’attività principale di Maria Marsella è la ricerca sulle tecniche geodetiche e geomatiche per il monitoraggio del territorio e la tutela delle infrastrutture civili. È esperta nell’acquisizione ed elaborazione di dati di osservazione della terra con sensori ottici e SAR e di dati di geodesia spaziale. Ha condotto studi e ricerche per lo sviluppo di modelli interpretatavi e previsionali in aree soggette a rischio idrogeologico e in aree vulcaniche attive, basandosi sull’integrazione di dati di telerilevamento aereo e satellitare con misure in situ. Ha coordinato numerosi progetti di ricerca finanziati da enti nazionali quali il MIUR, l’Agenzia Spaziale Italiana, il Diartimento Protezione Civile dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e progetti europei nell’ambito dei programmi EU FP7 e H2020.

Attività editoriali e pubblicazioni

E’ autrice di oltre cento pubblicazioni fra cui: 

(2016) Scifoni S, Bonano M, Marsella M, Sonnessa A, Tagliafierro V, Manunta M. On the joint exploitation of long-term DInSAR time series and geological information for the investigation of ground settlements in the town of Roma (Italy). Remote Sensing of Environment, 182:113-127 3.

(2015) Palenzuela JA, Marsella M, Nardinocchi C, Pérez JL, Fernández T. Landslide detection and inventory by integrating LiDAR data in a GIS environment. Landslides, 12(6):1035-1050,9.

(2015) Marsella M, D’Aranno PJV, Scifoni S, Sonnessa A, Corsetti M. Terrestrial laser scanning survey in support of unstable slopes analysis: the case of Vulcano Island (Italy). Natural Hazards, 78(1):443-459,5.

(2012) Marsella M, Baldi P, Coltelli M, Fabris M.The morphological evolution of the Sciara del Fuoco since 1868: reconstructing the effusive activity at Stromboli volcano. Bulletin of Volcanology, 74,1:231-248.

(2009) Proietti C, Coltelli M, Marsella M, Fujita E. A quantitative approach for evaluating lava flow simulation reliability: LavaSIM code applied to the 2001 Etna eruption. Geochemistry Geophysics Geosystems,10,9.

(2008) Manunta M, Marsella M, Zeni G, Sciotti M, Atzori S, Lanari R. Two-scale surface deformation analysis using the SBAS-DInSAR technique: a case study of the city of Rome Italy.International Journal of Remote Sensing, 29,6:1665-1684.

(2008) Baldi P, Coltelli M, Fabris M, Marsella M, Tommasi P. High precision photogrammetry for monitoring the evolution of the NW flank of Stromboli volcano during and after the 2002-2003 eruption. Bulletin of Volcanology, 70,6:703-715.

(2007) Vicari A, Herault A, Del Negro C, Coltelli M, Marsella M, Proietti C. Modeling of the 2001 lava flow at Etna volcano by a cellular automata approach. Environmental Modelling & Software, 22,10:1465-1471.

(2005) Baldi P, Fabris M, Marsella M, Monticelli R. Monitoring the morphological evolution of the Sciara del Fuoco during the 2002 - 2003 Stromboli eruption using multi-temporal photogrammetry. ISPRS, Journal of Photogrammetry and Remote Sensing, 59,4:199-211.

(2002) Baldi P, Bonvalot S, Briole P, Coltelli M, Gwinner K, Marsella M, Puglisi G, Remy D. Validation and comparison of different techniques for the derivation of digital elevation models and volcanic monitoring (Vulcano Island Italy). International Journal of Remote Sensing, 23,22:4783-4800.

Riconoscimenti e premi

Nel 2017 viene chiamata a far parte del Comitato Tecnico Scientifico per il Commissario del Governo per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nel marzo 2016 Survey Lab, di cui è CEO, ha vinto la Call H2020 SME Instrument-Phase II-Space con il progetto IMODI (Monitorare con i satelliti la stabilità di edifici e infrastrutture).

Dal 2011 al 2014 è stata esperta per la Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR-ANVUR).

Fra il 2002 e il 2013 è stata esperta valutatrice di progetti per la Call Aeronautica e Spazio dei programmi quadro per lo sviluppo tecnologico della Commissione Europea FP6 e FP7.

Nel 2002 e 2003 e poi ancora nel 2017 ha collaborato con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale per la gestione delle Emergenze Stromboli 2002-03 e 2017.

Fa parte del Consiglio Direttivo del Centro di Ricerca Aerospaziale della Sapienza (CRAS).

Daniela Pantosti
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia dei terremoti, paleosismologia

Parole chiave: geologia dei terremoti, geomorfologia tettonica, pericolosità sismica, sisma, terremoti, tettonica attiva, tsunami


Funzione/Ruolo
Direttrice della Struttura Terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sezione di Roma

Percorso professionale
Dopo la laurea in Geologia all'università di Roma La Sapienza nel 1985, consegue l'abilitazione alla professione di geologa nel 1986. Lavora in seguito al Servizio Geologico d'Italia; dal 1987 è ricercatrice presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, e nel 2000 assume la carica di Dirigente di Ricerca. Nel 1991-1992 e nel 1997-1998 è visiting scientist presso l'United States Geological Service di Menlo Park. in California. Dal 2013 decide di ridurre le proprie attività di ricerca per mettersi al servizio dell'INGV, ricoprendo ruoli di responsabilità e gestione interna. Dal 2013 al 2016 è direttrice della Sezione Roma1, Sismologia e Tettonofisica. Attualmente dirige la Struttura Terremoti con compiti di programmazione, sviluppo e verifica delle attività di ricerca.

Risultati scientifici
Il principale ambito di ricerca di Daniela Pantosti è la Geologia dei Terremoti e Paleosismologia (studio delle registrazioni geologiche dei terremoti del passato, attività di ricerca che offrono un contributo importante alle stime di pericolosità sismica. Queste discipline, che si occupano di caratterizzare la sismicità di una regione sulla base delle "impronte" lasciate dai terremoti del passato sul paesaggio e nella geologia, erano del tutto nuove in Italia alla fine degli anni Ottanta. Grazie al supporto dell'INGV, Daniela Pantosti ha potuto introdurle anche nel nostro Paese, utilizzandole per la prima volta per lo studio della faglia dell'Irpinia responsabile del terremoto del 1980. Attraverso l'osservazione dello sviluppo di modelli di segmentazione e ricorrenza delle faglie, della caratterizzazione delle sorgenti sismogenetiche e del loro comportamento sismico infatti risulta molto più attendibile la stima della pericolosità sismica. Visti gli ottimi risultati, questi studi si sono enormemente sviluppati e sono entrati a far parte integrante del percorso scientifico. Anche in seguito di questi successi, Pantosti ha partecipato ed è stata responsabile di progetti nazionali e internazionali riguardanti la definizione di pericolosità sismica e da tsunami in Italia, nel Mediterraneo, in California, nel Centro e Sud America e in Nuova Zelanda.

Attività editoriali e pubblicazioni
Daniela Pantosti è editrice associata per varie riviste scientifiche come Tectonophysics, Bulletin of the Seismological Society of America, Journal of Earthquake Engineering, Italian Journal of Geosciences.

È inoltre autrice di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(2013) Clark KJ, Cochran UA, Berryman KR, Biasi G, Langridge R, Villamor P, Bartholomew T, Litchfield N, Pantosti D, Marco S, Van Dissen R, Turner G, Hemphill-Haley M. Deriving a long paleoseismic record from a shallow water Holocene basin next to the Alpine fault, New Zealand. Geological Society of America Bulletin, 125(5-6): 811-832.
(2011) Cinti FR, Pantosti D, De Martini PM, Pucci S, Civico R, Pierdominici S, Cucci L, Brunori CA, Pinzi S, Patera A. Evidence for surface faulting events along the Paganica fault prior to the 6 April 2009 L'Aquila earthquake (central Italy). Journal of Geophysical Research, 116, B07308.
(2011) Pucci S, Pantosti D, De Martini PM, Smedile A, Munzi M, Cirelli E, Pentiricci M, Musso L. Environment-man relationships in historical times: the balance between urban development and natural forces at Leptis Magna (Libya). Quaternary International, 242, 171-184.
(2008) Pantosti D, Barbano MS, Smedile A, De Martini PM, Tigano G. Geological evidence of paleotsunamis at Torre degli Inglesi (northeast Sicily). Geophysical Research Letters, 35, L05311.
(2008) Pantosti D, Pucci S, Palyvos N, De Martini PM, D'Addezio G, Collins PEF, Zabci C. Paleoearthquakes of the Düzce fault (North Anatolian Fault Zone): Insights for large surface faulting earthquake recurrence. Journal of Geophysical Research, 113, B01309.
(2005) Palyvos N, Pantosti D, De Martini PM, Sorel F, Pavlopoulos K. The Aigion-Neos Erineos normal fault system (Western Corinth Gulf Rift, Greece): Geomorphological signature, recent earthquake history and induced coastal changes during the Holocene. Journal of Geophysical Research, 110, B09302.
(2005) Heker S, Pantosti D, Schwartz D, Hamilton J, Reidy L, Powers T. The most recent large earthquake on the Rodgers Creek fault, San Francisco Bay Area. Bulletin of the Seismological Society of America, 95, 844-860.
(2004) Pantosti D, De Martini PM, Papanastassiou D, Lemeille F, Palyvos N, Stavrakakis G. Paleoseismological trenching across the Atalanti fault (Central Greece): evidence for the ancestors of the 1894 earthquake during Middle Age and Roman time. Bulletin of the Seismological Society of America, 94(2), 531-549.
(1996) Pantosti D, D'Addezio G, Cinti FR. Paleoseismicity of the Ovindoli-Pezza fault (Central Italy): a history including a large, previously unrecorded earthquake in Middle Ages (886-1300 A.D.). Journal of Geophysical Research, 5937-5959.
(1993) Pantosti D, Schwartz DP, Valensise G. Paleoseismology along the 1980 Irpinia earthquake fault and implications for earthquake recurrence in the southern Apennines. Journal of Geophysical Research, 98, 6561-6577.

Riconoscimenti e premi
Nel 1995 riceve l'ILP Edward Flinn award per "il suo contributo allo studio della Paleosismologia e Tettonica dell'Olocene in diverse aree".

Silvia Peppoloni
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geoetica, pericolosità e rischi naturali, scienze della Terra

Parole chiave: comunicazione e divulgazione scientifica, disastri naturali, educazione geologica, etica delle geoscienze, geologia, Sistema Terra


Funzione/Ruolo

Ricercatrice press l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

Percorso professionale

Dopo la laurea in Scienze Geologiche e il Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra all’Università di Roma La Sapienza, nel 1999 comincia la sua attività scientifica nel settore della pericolosità geologica e dei rischi naturali, collaborando con il Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Università di RomaTre, l’Università di Genova e il Politecnico di Milano. Dal 2008 al 2011 è professoressa di Geologia, Geologia applicata e Geotecnica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma La Sapienza e all’Università di Viterbo Tuscia. Dal 2012 è docente del Corso di Dottorato in Paesaggio e Ambiente all’Università di Roma La Sapienza. Nel 2016 è docente dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna (Svizzera) per il corso online “Disaster Risk Reduction” sul tema della resilienza e della geoetica. Nel 2012 fonda l’International Association for Promoting Geoethics, un network scientifico, con più di 1600 membri in 116 nazioni, che ha lo scopo di analizzare e valorizzare gli aspetti etici, sociali e culturali delle Scienze della Terra. È stata eletta recentemente Consigliera dello IUGS (International Union of Geological Sciences) per il quadriennio 2018-2022. È membro del Consiglio Direttivo della Società Geologica Italiana dal 2013, membro del Comitato Esecutivo dello IAEG Italy (International Association for Engineering Geology and the Environment) dal 2015 e coordinatrice della sezione di “Geoetica e Cultura Geologica” della Società Geologica Italiana dal 2012. Dal 2017 è membro dell’Ethical Advisory Board of ICOS ERIC (Integrated Carbon Observation System), infrastruttura di ricerca pan-europea dedicata ai dati scientifici sul ciclo del carbonio e sui gas serra. Dal 2014 al 2016 è Senior Editor della Oxford University Press per la collana “Natural Hazard Science”. Dal 2017 è membro dell’Editorial Board della rivista "Scienze e Ricerche". 

Risultati scientifici

Dal 1999 partecipa a progetti di ricerca nazionali ed internazionali sulle pericolosità geologiche, i rischi naturali e la microzonazione sismica, con particolare riferimento ai centri storici e ai siti di beni monumentali. Nel 2007 comincia ad occuparsi di comunicazione della scienza e di divulgazione delle geoscienze, attività che la porta a pubblicare due libri con l’editore Il Mulino di Bologna. Dal 2012 si dedica costantemente alla sviluppo della geoetica, ovvero allo studio delle implicazioni etiche, sociale, filosofiche e culturali della ricerca e della pratica delle geoscienze, di cui è tra i maggiori esperti a livello mondiale. L’attività sulla geoetica la impegna nell’organizzazione di sessioni scientifiche nei maggiori convegni internazionali di geoscienze, nella pubblicazione di volumi monografici con editori scientifici internazionali, nella partecipazione in qualità di relatore ad invito a numerosi eventi scientifici. Attualmente nell’ambito del progetto europeo ENVRI-Plus è leader di un work-package dedicato allo sviluppo di un quadro di riferimento etico per le infrastrutture europee di ricerca nel settore ambientale e della Terra solida. Collabora con quotidiani e magazine (tra cui il Corriere della Sera) con articoli sui temi della pericolosità geologica, della prevenzione dai rischi, della divulgazione scientifica.

Attività editoriali e pubblicazioni

Silvia Peppoloni è autrice di due libri divulgativi: (con Doglioni), Pianeta Terra: una storia non finita, Il Mulino, Bologna, 2016; Convivere con i rischi naturali, Il Mulino, Bologna, 2014.

Inoltre è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche. Tra le più recenti:

[2017] Peppoloni S, Di Capua G, Bobrowsky P and Cronin V (eds). Geoethics at the heart of all geoscience., Annals of Geophysics, 60, fast track 7.

[2017] Bobrowsky P, Cronin V, Di Capua G, Kieffer S, Peppoloni S. The emerging field of geoethics. In: Gundersen L (ed.). Scientific Integrity and Ethics: With Applications to the Geosciences. Special Publication American Geophysical Union. New York, John Wiley, ISBN: 978-1-119-06778-8.

[2016] Peppoloni S & Di Capua G. Geoethics: Ethical, social, and cultural values in geosciences research, practice, and education. In: Wessel G & Greenberg, J (eds.). Geoscience for the Public Good and Global Development: Toward a Sustainable Future. Geological Society of America, Special Paper ,520:17-21, doi: 10.1130/2016.2520(03).

[2016] Di Capua G, Peppoloni S, Amanti M, Cipolloni C and Conte G. Site classification map of Italy based on surface geology. In: Eggers, M J, Griffiths, J S, Parry S & Culshaw MG (eds). Developments in Engineering Geology. Geological Society, London. Engineering Geology Special Publication, 27: 147–158, http://doi.org/10.1144/EGSP27.13.

[2015] Peppoloni S and Di Capua G (eds). Geoethics: the Role and Responsibility of Geoscientists. Geological Society, London, Special Publications, 419, ISBN 978-1-86239-726-2.

[2015] Peppoloni S, Bobrowsky P, Di Capua G. Geoethics: A Challenge for Research Integrity in Geosciences. pp. 287-294, doi: 10.1142/9789814632393_0035. In: Steneck N, Anderson M, Kleinert S, Mayer T.(eds.). Integrity in the Global Research Arena, World Scientific.

[2014] Wyss M and Peppoloni S (eds). Geoethics, Ethical Challenges and Case Studies, in Earth Sciences, pp. 450, Elsevier.

[2014] Matteucci R, Gosso G, Peppoloni S, Piacente S, Wasowski J. The “Geoethical Promise”: A Proposal. Episodes, 37, 3:190-191.

[2014] Peppoloni S and Di Capua G. Geoethical aspects in the natural hazards management. In: Lollino G, Arattano M, Giardino M, Oliveira R, Peppoloni S (eds.). Engineering Geology for Society and Territory, Volume 7, Education, Professional Ethics and Public Recognition of Engineering Geology. XVII, pp. 274, Springer.

[2012] Stewart JP, Lanzo G, Pagliaroli A, Scasserra G, Di Capua G, Peppoloni S, Darragh R and Gregor N. Ground motion recordings from the MW 6.3 2009 L’Aquila earthquake in Italy and their engineering implications. Earthquake Spectra, 28, 1: 317–345. DOI: 10.1193/1.3673621. 

Riconoscimenti e premi

Nel 2017 riceve il Premio Speciale della Giuria alla XX Edizione del Premio di Letterario “Parco Majella" per il libro, scritto in collaborazione con Carlo Doglioni, Pianeta Terra: una storia non finita, che le vale anche il terzo posto al Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica nella categoria Matematica, Fisica e Scienze Naturali, 2016. Per lo stesso riconoscimento, è stata finalista nell’edizione 2014, con il libro Convivere con i rischi naturali.

Claudia Sorlini
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: microbiologia agraria

Parole chiave: agricoltura sostenibile, ambiente, bioenergie, biotecnologie applicate ad agricoltura, cooperazione internazionale, donne e scienza, expo, riciclaggio dei rifiuti


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Microbiologia Agraria presso l'Università degli Studi di Milano

Percorso professionale
Nel 1965 consegue la Laurea in Scienze Biologiche e prosegue la carriera accademica fino a diventare professoressa ordinaria di Microbiologia degli alimenti presso l'Università degli Studi del Molise. Dal 1993 al 2013 insegna Microbiologia agraria all'Università degli Studi di Milano. Assume diversi incarichi all'interno della governance universitaria: è Preside della Facoltà di Agraria dal 2004-2010 e durante tale mandato fonda la Facoltà di Agraria dell'Università di Makeni, in Sierra Leone. Dal 2005 al 2013 è Delegata del Rettore alla Cooperazione Internazionale allo Sviluppo. Claudia Sorlini è stata inoltre componente del Comitato Pari Opportunità dell'Ateneo di Milano (2007- 2010) e coordinatrice della sezione Donne e Scienza del Centro di Ricerca GENDERS - Gender & Equality in Research and Science (2006 - 2013). Dal 2013 assume incarichi esterni all'Università: nel 2014 fa parte della Steering Committee of the EU Scientific Programme for Expo 2015e dal 2013 del Comitato Women for EXPO (Ministero Affari Esteri).

Risultati scientifici
Claudia Sorlini è attivamente impegnata nella ricerca di biotecnologie applicate all'ambiente per il risanamento di siti contaminati e la produzione di bioenergie (sotto forma di metano, idrogeno, fertilizzanti). Si interessa della biodiversità della microflora in ambienti naturali e artificiali, della biodegradazione di composti organici di sintesi (come pesticidi, plastiche, solventi) e di biofertilizzanti. Si impegna inoltre nel promuovere il ruolo delle donne nella scienza: ha coordinato e partecipato a diversi progetti europei su questo tema: il progetto STAGES (Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science, 2012-2013), che ha come obiettivo la promozione della parità di genere nel mondo della scienza e della ricerca; il comitato scientifico dei progetti WHIST (Women's Careers Hitting the target: Gender Management in Scientific and Technological Research, 2009-2011) e PRAGES (Practicing Gender Equality in Science, 2008-2009).

Attività editoriali e pubblicazioni
Claudia Sorlini è autrice di circa 300 pubblicazioni su riviste internazionali e nazionali e capitoli di libri. Fra le più recenti:

(2015). Rolli E., Marasco R., Vigani G., Ettoumi B., Mapelli F., Deangelis M.L., Gandolfi C., Casati E., Previtali F., Gerbino R., Pierotti Cei F., Borin S., Sorlini C., Zocchi G., Daffonchio D. Improved plant resistance to drought is promoted by the root-associated microbiome as a water stress-dependent trait. Environmental Microbiology 17(2): 316-331.
(2015) Sorlini C. The run on land. Aspenia 69:67-73.
(2013) Marasco R, Rolli E, Vigani G, Borin S, Sorlini C, Ouzari H, Zocchi G, Daffonchio D. Are drought-resistance promoting bacteria cross-compatible with different plant models? Plant Signaling & Behavior, 8(10).
(2013) Troiano F, Gulotta D, Balloi A, Polo A, Toniolo L, Lombardi E, Daffonchio D, Sorlini C, Cappitelli F. Successful combination of chemical and biological treatments for the cleaning of stone artworks. International Biodeterioration & Biodegradation, 85:294-304.
(2013) Marasco R, Rolli E, Fusi M, Cherif A, Abou-Hadid A, El-Bahairy U, Borin S, Sorlini C, and Daffonchio D. Plant growth promotion potential is equally represented in diverse grapevine rootassociated bacterial communities from different Biopedoclimatic Environments. BioMed Research International, 2013:491091.
(2012) Merlino G, Rizzi A, Villa F, Sorlini C, Brambilla M, Navarotto P, Bertazzoni B, Zagni M, Araldi F, Daffonchio D.Shifts of microbial community structure during anaerobic digestion of agro-industrial energetic crops and food industry byproducts. Journal of Chemical Technology and Biotechnology, 87(9):1302-1311.
(2012) Marasco R, Rolli E, Ettoumi B, Vigani G, Mapelli F, Borin S, El-Behiri U, Sorlini C, et al, A drought resistance-promoting microbiome is selected by root system under desert farming. PLoS One, 7(10):e48479.
(2012) Rizzi A, Raddadi N, Sorlini C, Nordgard L, Nielsen KM, Daffonchio D. The Stability and Degradation of Dietary DNA in the Gastrointestinal Tract of Mammals: Implications for Horizontal Gene Transfer and the Biosafety of GMOs. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 52(2):142-61.
(2012) Cappitelli F, Salvadori O, Albanese D, Villa F, Sorlini C. Cyanobacteria cause black staining ofthe National Museum of the American Indian Building, Washington D.C., USA. Biofouling, 28(3):257-66.
(2012) Sorlini C. The activities of international cooperation for development of the University of Milano. The activities of International cooperation for development of the University of Milan. p. 19-27.
(2011) Brusetti L, Crotti E, Tamburini A, Cittaro D, Garavaglia V, Rolli E, Sorlini C, et al. Influence of transgenic Bt176 and non-transgenic corn silage on the structure of rumen bacterial communities. Annals of Microbiology, 61:925-930.

Riconoscimenti e premi
Nell'anno 2015 riceve dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, l'onorificenza dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari".
Nello stesso anno è insignita dell'Ambrogino D'Oro, Civica benemerenza del Comune di Milano. Ha inoltre ricevuto il Premio "Donne che ce l'hanno fatta" di Pechino, 20 - Making women world congressper il suoimpegno tra arte, scienza, cultura e sociale e il Premio Tecnovisionarie: donne che vedono il futuro di EXPO Women Global Forum - Women & Tech per aver dato un contributo accademico rilevante e aver coordinato progetti europei e nazionali sulle tematiche dell'ambiente, dell'agricoltura e delle bioenergie. Per il suo impegno inoltre nella cooperazione internazionale, con un master e un progetto di ricerca sull'agricoltura in zone aride e la supervisione della Facoltà di Agraria di Makeni (Sierra Leone), che ha contribuito a istituire.