Risultati: 9


Paola Bonfante
Paola_BONFANTE.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: biologia vegetale

Parole chiave: piante, funghi, biodiversità del suolo, terreno, coltivazione, agricoltura, simbiosi


Funzione/Ruolo
Professoressa Ordinaria di Biologia Vegetale e Responsabile del laboratorio di Plant Microbe Interactions, Università degli Studi di Torino

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche all’Università di Torino nel 1970, Paola Bonfante prosegue la sua formazione con una borsa di studio presso il Centro di Studio sulla Micologia del Terreno (CSMT) del CNR di Torino. Dal 1973 è Ricercatrice del CNR, attività che svolge fino al 1985. Da quella data è Professoressa Ordinaria di Biologia Vegetale all’Università di Torino. Dal 1995 al 2009 è Responsabile della Sezione di Torino dell’Istituto di Protezione per le Piante del CNR. Dal 2006 al 2011 è Direttrice del Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Torino, e in seguito, fino al 2013, è Coordinatrice del corso di dottorato di ricerca in Biologia e Biotecnologia. Oggi unisce all’attività di docenza la direzione del Laboratorio di Plant Microbe Interactions.

Risultati scientifici
Paola Bonfante è una biologa impegnata nella ricerca e nello studio delle interazioni fra piante e microrganismi. In particolare, il suo gruppo di ricerca si focalizza sin dal 1975 sullo studio della biologia delle associazioni simbiotiche e della tassonomia dei funghi, indagando le interazioni intime tra funghi e piante e tra batteri e funghi. Applicando le tecniche di indagine genetica, all’inizio degli anni Novanta ha fornito alcuni importanti contributi alla conoscenza delle micorrize (associazioni simbiotiche tra funghi del terreno e radici delle piante) presenti sia in natura sia negli agroecosistemi. Paola Bonfante ha scoperto un gruppo di endobatteri che vivono all’interno di funghi micorrizici, in un processo di simbiosi nella simbiosi, e che possono modulare alcuni dei tratti funzionali dei loro ospiti fungini. Ad oggi il gruppo di ricerca coordinato da Paola Bonfante continua a studiare le basi cellulari e molecolari delle interazioni pianta-fungo, indagandone le determinanti genetiche al fine di definire la biodiversità e la funzionalità del microbiota associato alle piante. Scopo della ricerca è valutarne l’impatto sugli ecosistemi naturali e agricoli, in particolar modo nella coltivazione di riso, vite, grano e pomodoro.

Attività editoriali e pubblicazioni
Paola Bonfante è editor di Environmental Microbiology dal 2013, membro dell'Editorial Board di diversi giornali scientifici internazionali come l’ISME Journal e New Phytologist. Svolge attività di revisione per Plant Cell, Plant Journal, Plant Physiology, Planta, Fungal Biology & Genetics, PNAS e per la National Science Foundation (NSF) americana ed europea.

È autrice di oltre 250 pubblicazioni scientifiche internazionali, fra cui:

(2016) Salvioli A, Ghignone S, Novero M, Navazio L, Bagnaresi P, Bonfante P. Symbiosis with an endobacterium increases the fitness of a mycorrhizal fungus, raising its bioenergetic potential. The ISME Journal, 10(1):130-44.
(2013) Tisserant E, Malbreil M, Kuo A, Kohler A, Symeonidi A, Balestrini R, […] Bonfante P, et al. Genome of an arbuscular mycorrhizal fungus provides insight into the oldest plant symbiosis. Proceedings of the National Academy of Sciences, 110 (50):20117-20122.
(2012) Ghignone S, Salvioli A, Anca I, Lumini E, Ortu G, Petiti L, Cruveiller S, […] Bonfante P, et al. The genome of the obligate endobacterium of an AM fungus reveals an interphylum network of nutritional interactions. The ISME Journal, 6 (1):136-145.
(2010) Martin F, Kohler A, Murat C, Balestrini R, PM Coutinho PM, O Jaillon O, […] Bonfante P, et al. Périgord black truffle genome uncovers evolutionary origins and mechanisms of symbiosis. Nature, 464 (7291):1033-1038.
(2010) Bonfante P, Genre A. Mechanisms underlying beneficial plant–fungus interactions in mycorrhizal symbiosis. Nature Communications, 1, 48.
(2009) Bonfante P, Anca IA. Plants, mycorrhizal fungi, and bacteria: a network of interactions. Annual Review of Microbiology, 63:363-383.
(2005) Genre A, Chabaud M, Timmers T, Bonfante P, Barker DG. Arbuscular mycorrhizal fungi elicit a novel intracellular apparatus in Medicago truncatula root epidermal cells before infection. The Plant Cell, 17 (12):3489-3499.
(1996) Perotto S, Actis-Perino E, Perugini J, Bonfante P. Molecular diversity of fungi from ericoid mycorrhizal roots. Molecular Ecology, 5 (1):123-131.
(1990) Bonfante P, Faccio A, Perotto S, Schubert A. Correlation between chitin distribution and cell wall morphology in the mycorrhizal fungus Glomus versiforme. Mycological Research, 94(2):157-165.
(1984) Bonfante P. Anatomy and morphology of VA mycorrhizae. in VA mycorrhizas. C. Powell and J. Bagyaray, CRC Press.

Riconoscimenti e premi
Nel 2010 Paola Bonfante riceve due prestigiosi riconoscimenti: il Premio per la Biologia Vegetale dall’Accademia dei Lincei e il premio French Food Spirit nella sezione Scienza. Dal 2012 al 2016 è componente del Comitato scientifico del CNR; dal 2014 del Comitato scientifico per le attività di ricerca della Provincia di Trento. Fa parte di numerose società scientifiche, fra cui l’Accademia delle Scienze di Torino, l'Accademia di Agricoltura di Torino e l’Accademia dei Lincei di Roma.

Sonia Calvari
Sonia_CALVARI.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia, vulcanologia

Parole chiave: etna, eruzione, vulcani, vulcanologia, pericolosità vulcanica, ingv, fontane di lava


Funzione/Ruolo
Dirigente di Ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Sezione Catania - Osservatorio Etneo

Percorso professionale
Dopo essersi laureata in geologia presso l’Università della Calabria, Sonia Calvari consegue un dottorato di ricerca in Pericolosità Vulcanica presso l’Università di Lancaster, in Inghilterra. La sua attività professionale inizia all’interno dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia a Catania, un istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di cui fa parte dal 1987 al 1999, anno in cui questo e altri istituti del CNR che si interessavano di sismicità e vulcani sono confluiti nell'INGV. Lavora all'INGV dal 1999 ricoprendo diversi incarichi istituzionali: responsabile dell'Unità Funzionale di Vulcanologia e Geochimica (2002-2009); responsabile della Tematica Trasversale Coordinata (TTC) inerente la Sorveglianza dei vulcani attivi (2004-2013).

Risultati scientifici
Sonia Calvari e i suoi colleghi svolgono un costante lavoro di monitoraggio nelle aree vulcaniche italiane e partecipano a studi e ricerche, collaborando anche con ricercatori stranieri e applicando allo studio di vulcani all’estero le tecniche utilizzate in Italia. Gli studi riguardano la geologia dei sistemi vulcanici, con la produzione di carte geologiche e banche dati, la sorveglianza e il monitoraggio dei vulcani attivi, l'osservazione della messa in posto delle colate e dei campi lavici complessi e delle grotte laviche, con valutazioni del grado di pericolosità. I suoi studi includono l'attività esplosiva e parossistica come le fontane di lava, per l’analisi delle quali utilizza dati provenienti da sistemi multiparametrici e multidisciplinari. Si interessa attivamente di divulgazione e ha partecipato a diversi seminari e trasmissioni televisive, sia in Italia sia all'estero, come RAI Explora (RAI Educational), Geo & Geo (RAI3), “La TV delle Scienze”, National Geographic, (Discovery Channel), senza dimenticare i suoi contributi a History Channel, CNN, BBC, Endemol UK, SWR (Germania), sempre con l’obiettivo di far conoscere l’attività dell'INGV.

Attività editoriali e pubblicazioni
Sonia Calvari è stata proponente e curatrice, insieme con altri colleghi, di due monografie geofisiche pubblicate dall'American Geophysical Union, di cui la prima riguarda lo studio dell'Etna (Bonaccorso A, Calvari S, Coltelli M, Del Negro C, Falsaperla S (eds), Mt. Etna: Volcano Laboratory. Geophysical Monograph Series, v. 143, 2004), e la seconda è inerente l'eruzione dello Stromoboli del 2002-2003 (Calvari S, Inguaggiato S, Puglisi G, Ripepe M and Rosi M (eds), The Stromboli Volcano: An integrated study of the 2002-2003 Eruption, Geophysical Monograph Series, 182, 2008). È anche autrice, con il professore Tanner, di un libro sui vulcani in lingua inglese pubblicato dal Museo di Storia Naturale di Albuquerque (New Mexico): Tanner LH and Calvari S, Volcanoes: Windows on the Earth. Albuquerque, New Mexico Museum of Natural History and Science, A Division of the Department of Cultural Affairs, 2012.

Sonia Calvari è Associate Editor della rivista Bulletin of Volcanology (dal 2011) ed è autrice di oltre 100 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, fra cui:

(2016) Calvari S, Intrieri E, Di Traglia F, Bonaccorso A, Casagli A, Cristaldi A. Monitoring crater-wall collapse at active volcanoes: a study of the 12 January 2013 event at Stromboli. Bulletin of Volcanology, 78(5):1-16.
(2016) Cappello A, Ganci G, Calvari S, Pérez NM, Hernández PA, Silva SV et al. Lava flow hazard modeling during the 2014–2015 Fogo eruption, Cape Verde. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 121(4):2290-2303.
(2016) Harris AJL, Carn S, Dehn J, Del Negro C, Guđmundsson MT, Calvari S, et al. Conclusion: recommendations and findings of the RED SEED working group. Geological Society, London, Special Publications 426, SP426, 11.
(2015) Slatcher N, James MR, Calvari S, Ganci G, Browning J. Quantifying effusion rates at active volcanoes through integrated time-lapse laser scanning and photography. Remote Sensing, 7(11):14967-14987.
(2015) Marotta E, Calvari S, Cristaldi A, D'Auria L, Di Vito MA, Moretti R, Peluso R. Reactivation of Stromboli's summit craters at the end of the 2007 effusive eruption detected by thermal surveys and seismicity. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 120(11):7376-7395.
(2015) Bonaccorso A, Calvari S, Boschi E. Hazard mitigation and crisis management during major flank eruptions at Etna volcano: reporting on real experience. Geological Society, London, Special Publications 426, SP426, 4.
(2014) Hernández PA, Calvari S, Ramos A, Pérez NM, Márquez A, et al. Magma emission rates from shallow submarine eruptions using airborne thermal imaging. Remote Sensing of Environment, 154:219-225.
(2014) Bonaccorso A, Calvari S, Linde A, Sacks S. Eruptive processes leading to the most explosive lava fountain at Etna volcano: The 23 November 2013 episode. Geophysical Research Letters, 41(14):4912-4919.
(2014) Calvari S, Bonaccorso A, Madonia P, Neri M, Liuzzo M, Salerno GG, et al, Major eruptive style changes induced by structural modifications of a shallow conduit system: the 2007–2012 Stromboli case. Bulletin of volcanology, 76(7):1-15.
(2013) Spampinato L, Ganci G, Hernandez PA, Calvo D, Tedesco D, Calvari S, Pérez NM, et al. Thermal insights into the dynamics of Nyiragongo lava lake from ground and satellite measurements. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 118(11):5771-5784.

Elisabetta Erba
Elisabetta_ERBA.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia

Parole chiave: paleontologia, terra, clima, ambiente, nanofossili, oceani, suolo, biosfera, geosfera, cambiamenti climatici


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Paleontologia e Paleoecologia presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Geologica Italiana per il triennio 2015-2017

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Geologiche nel 1982, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Scienze della Terra all’Università degli Studi di Milano, nel 1987. Nel biennio 1987-1988 svolge un post dottorato presso il Geologisches Institut, ETH di Zurigo. Nel 1990 è ricercatrice all’Università degli Studi di Milano e l’anno successivo diventa professoressa associata del dipartimento di Scienze della Terra nella stessa università. Dal 2005 è professoressa ordinaria presso lo stesso dipartimento dell’Università degli Studi di Milano.

Risultati scientifici
Elisabetta Erba è specialista di nanofossili calcarei, i massimi produttori di calcite al mondo a dispetto delle loro ridottissime dimensioni. Quando muoiono, precipitano sui fondali marini e nell’arco di milioni di anni formano la maggior parte del sedimento. I nanofossili sono utilizzati per la biostratigrafia (lo studio delle rocce sedimentate e del loro ambiente di deposizione) e per le ricostruzioni paleo-oceanografiche. Elisabetta Erba studia le interazioni tra geosfera, atmosfera, idrosfera e biosfera e, in particolare, i grandi cambiamenti climatici. La sua ricerca si è focalizzata sulle relazioni tra CO2 atmosferica, clima ed ecosistemi oceanici. Per comprendere cause e conseguenze dei cambiamenti climatici attuali e futuri è importante infatti introdurre una prospettiva geologica. I nanofossili sono utilizzati da Elisabetta Erba anche per studiare la natura e l’origine della sapropelite, sostanza nerastra formata in prevalenza dal deposito, in acque stagnanti, di gusci di microrganismi e di alghe unicellulari in putrefazione dalle quali deriva il petrolio.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 180 pubblicazioni tra cui:

(2015) Erba E, Duncan RA, Bottini C, Tiraboschi D. Weissert H, Jenkyns HC, Malinverno A. Environmental Consequences of Ontong Java Plateau and Kerguelen Plateau Volcanism. Geological Society of America, Special Paper 511:271-303.
(2010) Erba E, Bottini C, Weissert HJ, Keller CE. Calcareous Nannoplankton Response to Surface Water Acidification Around Oceanic Anoxic Event 1a. Science, 329:428-432.   (2006) Erba E. The first 150 million years history of calcareous nannoplankton: biosphere-geosphere interactions. Palaeogeography Palaeoclimatology Palaeoecology, 232:237-250.
(2005) Muttoni G, Erba E, Kent DV & Bachtadse V. Mesozoic alpine facies deposition as a result of past latitudinal plate motion. Nature, 434:59-63.
(2004) Erba E. Calcareous nannofossils and Mesozoic Oceanic Anoxic Events. Marine Micropaleontology, 52:85-106.   (2004) Erba, E, Bartolini A, Larson RL. The Valanginian “Weissert Oceanic Anoxic Event. Geology, 32:149-152.   (2004) Erba E & Tremolada F. Nannofossil carbonate fluxes during the Early Cretaceous: phytoplankton response to nutrification episodes, atmospheric CO2 and anoxia. Paleoceanography, 19.
(2004) Weissert H & Erba E. Volcanism, CO2 and paleoclimate: a Late Jurassic-Early Cretaceous carbon and oxygen isotope record. Journal of the Geological Society of London, 161:695-702.   (1999) Larson RL & Erba E. Onset of the mid-Cretaceous greenhouse in the Barremian-Aptian: Igneous events and the biological, sedimentary and geochemical responses. Paleoceanography, 14:663-678.   (1994) Erba E. Nannofossils and superplumes: the Early Aptian nannoconid crisis. Paleoceanography, 9:483-501.

Riconoscimenti e premi
Elisabetta Erba è Presidente della Società Geologica Italiana per il biennio 2015-2017 e dal 2013 è componente dell’Accademia dei Lincei. Dallo stesso anno fa anche parte dell’Academia Europaea (sezione Earth and Cosmic Sciences). Nel 2012 vince il premio Tartufari per le Geoscienze - Accademia Nazionale dei Lincei.

Maria Cristina Facchini
Maria_Cristina_FACCHINI.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: scienze dell'atmosfera

Parole chiave: clima, aerosol, nubi, nuvole, cambiamenti climatici, atmosfera


Funzione/Ruolo
Dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, sezione di Bologna

Percorso professionale
Laureata nel 1985 all’Università degli Studi di Bologna con una tesi in Chimica analitica, consegue il dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Chimica dello stesso ateneo, e nel medesimo dipartimento diventa post doc fellow. Nel 1987 è reaserch fellow presso l’Istituto di Fisica Atmosferica del CNR di Bologna, e occupa questa posizione fino al 1992, anno in cui diventa capo del laboratorio dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Nel 1996 entra nell’Istituto di Fisica e Chimica della Bassa e Alta Atmosfera del CNR di Bologna. Dal 2001 al 2006 è Senior Scientist presso l’Istituto di Scienze Atmosferiche e Oceaniche del CNR. Dal 2007 è dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, sezione di Bologna.

Risultati scientifici
Gli interessi di ricerca principali di Maria Cristina Facchini sono i processi fisici e chimici nel sistema atmosferico come gli aerosol e le nuvole e i loro effetti sui cambiamenti della composizione atmosferica e del clima. All’inizio della sua carriera scientifica ha indagato le proprietà chimiche di nebbia e nuvole, tanto che il suo primo importante risultato scientifico riguarda la partizione organica dell'aerosol tra gocce di nebbia e aria interstiziale. Sulla base di queste sue ricerche, ha contribuito allo sviluppo di una nuova tecnica di indagine degli aerosol basata sui principi di risonanza magnetica nucleare. Nel 2001 ha contribuito a un documento comune su Science, dove i maggiori esperti mondiali del settore hanno discusso la necessità di rifondare la teoria della formazione di nubi sulla base delle nuove scoperte riguardanti la solubilità degli aerosol e la loro tensione superficiale, nonché sugli effetti dei gas solubili. Le sue ricerche più recenti riguardano l’interazione tra clima e biota (in ecologia, l’insieme di tutti gli esseri viventi, animali e vegetali, che popolano una data regione) marino, atmosferico, aerosol.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 150 pubblicazioni scientifiche tra cui:

(2011) Decesari S, Finessi E, Rinaldi M, Paglione M, […] Facchini MC. Primary and secondary marine organic aerosols over the north atlantic ocean during the map experiment. Journal of Geophysical Research Atmospheres, 116(D22).
(2011) Rinaldi M, Decesari S, Carbone C, […] Facchini MC. Evidence of a natural marine source of oxalic acid and a possible link to glyoxal. Journal of Geophysical Research Atmospheres, 116(D16).
(2008) Facchini MC, Decesari S, Rinaldi M, et al. An important source of marine secondary organic aerosol from biogenic amines. Environmental Science & Technology, 42:9116-9121.
(2008) Facchini MC, Rinaldi M, Decesari S, et al. Primary submicron marine aerosol dominated by insoluble organic colloids and aggregates. Geophysical Research Letters, 35, L17814.
(2005) Kanakidou M, Seinfeld JH, Pandis SN, Barnes I, Dentener FJ, Facchini MC, et al. Organic aerosol and global climate modelling: a review. Atmospheric Chemistry and Physics, 5:1053-1123.
(2004) O’Dowd CD, Facchini MC, et al. Biogenicallydriven organic contribution to marine aerosol. Nature, 431:676-680.
(2001) Charlson RJ, Seinfeld JH, Nenes A, Kulmala M, Laaksonen M, Facchini MC. Reshaping theory of cloud formation. Science, 292:2025-2026.
(2000) Decesari S, Facchini MC, Fuzzi S & Tagliavini E. Characterization of water soluble organic compounds in atmospheric aerosol: a new approach. Journal of Geophysical Research, 105:1481-1489.
(1999) Facchini MC, Fuzzi S, Zappoli S, et al. Partitioning of the organic aerosol component between fog droplets and interstitial air. Journal of Geophysical Research, 104, 26821-26832.
(1999) Facchini MC, Mircea M, Fuzzi S & Charlson RJ. Cloud albedo enhancement by surface-active organic solutes in growing droplets. Nature, 401:257-259.

Riconoscimenti e premi
Nel 2014 è nella Highly Cited Researchers Rank di Thomson Reuters, classifica dei ricercatori e delle ricercatrici più influenti al mondo. Nello stesso anno riceve il Premio Haagen-Smit Prize. Fa parte di diverse società scientifiche, come l’European Association for Geochemistry, l’European Geophysical Union, l’American Aerosol Society ed è una delle fondatrici della Italian Aerosol Association.

Serena Fonda Umani
Serena_FONDA_UMANI.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: ecologia marina

Parole chiave: mare, ecosistema marino, plancton, biologia marina, catena alimentare, cambiamenti climatici, flussi di carbonio, biodiversità


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Ecologia dell’Università di Trieste

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Trieste nel 1974, prosegue la sua formazione come borsista in Ecologia nella stessa università fino al 1981. Da quell’anno è ricercatrice, nel 1992 diventa professoressa associata e Responsabile del Laboratorio di Biologia Marina dell’Università di Trieste. Dal 2008 è professoressa ordinaria di Ecologia.

Risultati scientifici
I principali interessi di ricerca di Serena Fonda Umani riguardano la dinamica dell'ecosistema marino, i flussi di carbonio, lo studio dell’ecologia del Plancton e l’ecologia marina microbica. Per poter condurre i suoi studi si è recata in varie zone del Mar Mediterraneo, nello stretto di Magellano (Cile), nella baia di Chesapeake (Usa) e nel Mare di Ross (Antartide). Uno dei principali obiettivi della ricerca di Serena Fonda Umani è la stima dei flussi di carbonio all'interno della catena alimentare pelagico-microbica (dai virus fino alle meduse), per verificare se vi è una selezione esercitata dai predatori sui procarioti (primi organismi cellulari comparsi sulla terra, caratterizzati dall’assenza di un nucleo ben definito). Questo è possibile attraverso l’approccio metagenomico (lo studio delle comunità microbiche direttamente nel loro ambiente naturale) che Serena Fonda Umani e i colleghi utilizzano.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di più di 140 pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Zoccarato L, Celussi M, Pallavicini A, Fonda Umani S. Aurelia aurita ephyrae reshape a coastal microbial community. c 7:749.
(2015) Caruso G, La Ferla R, Leonardi M, Zaccone R, Azzaro F, Azzaro M, Decembrini F, Maimone G, Monticelli L, Caroppo C, Cavallo RA, Acquaviva MI, Narracci M, Stabili L, Marino G, Petochi T, De Angelis R, Zoppini A, Fonda Umani S, Del Negro P, Todorova NH, Karamfilov VK, Corinaldesi C, Rastelli E, Cappello S, Latini M, Danovaro R. Microbial assemblages for environmental quality assessment: knowledge, gaps and usefulness in the European Marine Strategy Framework Directive. Critical Reviews in Microbiology.
(2013) Di Poi E, Blason C, Corinaldesi, Danovaro R, Malisana E, Fonda Umani S. Structure and interactions within the pelagic microbial food web (from viruses to microplankton) across environmental gradients in the Mediterranean Sea. Global Biogeochemical Cycles, 27: 1034-1045.
(2012) Giani M, Djakovac T, Degobbis D, Cozzi S, Solidoro C, Fonda Umani S. Recent changes in the marine ecosystems of the northern Adriatic Sea. Estuarines, Coastal and Shelf Sciences, 115:1-13.
(2012) Fonda Umani S, Malfatti F, Del Negro P. Carbon fluxes in the pelagic ecosystem of the Gulf of Trieste (Northern Adriatic Sea). Estuarines, Coastal and Shelf Sciences, 115:170-186.
(2010) Fonda Umani S, Malisana E, Focaracci F, Magagnini M, Corinaldesi C, Danovaro R. Disentangling the impact of viruses and nanoflagellates on prokaryotes in bathypelagic waters of the Mediterranean Sea. Marine Ecology Progress Series, 418:73-85.
(2010) Mozetič P, Solidoro C, Cossarini G, Socal G, Precali R, Francé J, Bianchi F, Smodlaka N, De Vittor C, Fonda Umani S. Recent trends towards oligotrophication of the northern Adriatic: evidence from chlorophyll a time series. Estuaries and Coasts, 33:362-375.
(2009) Danovaro R, Fonda Umani S, Pusceddu A. Climate Change and the potential spreading of marine mucilage and microbial pathogens in the Mediterranean Sea. PLoS ONE, 4(9):e7006.
(2007) Fonda Umani S, Del Negro P, Larato C, De Vittor C, Cabrini M, Celio M, Falconi C, Tamberlich F, Azam F. Major inter-annual variations in microbial dynamics in the Gulf of Trieste (Northern Adriatic Sea) and their ecosystem implications. Aquatic Microbial Ecology Journal, 46:163-175.
(2005) Fonda Umani S, Milani L, Borme D, de Olazabal A, Parlato S, Precali R, Kraus R, Lucic D, Njire J, Totti C, Romagnoli T, Pompei M, Cangini M. Inter-annual variations of planktonic food webs in the northern Adriatic Sea. Science of the Total Environment, 353(1-3):218-231.

Riconoscimenti e premi
Serena Fonda Umani è membro di numerose società e comitati scientifici fra cui il Comitato Scientifico del Parco del Mare (dal 2005) e della Società Italiana di Ecologia (SItE) di cui nel 2012 è stata eletta Presidente.

Maria Cristina Gambi
Maria_Cristina_GAMBI.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: biologia marina

Parole chiave: biodiversità, biologia evolutiva, policheti, ecologia, fattori ambientali, cambiamento climatico, mare, oceani


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e Responsabile del centro Villa Dohrn di Ecologia del Benthos

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche all’Università di Siena nel 1977, dal 1977-1979 svolge un tirocinio come allieva laureata interna presso l’Istituto di Anatomia Comparata (Laboratorio di Idrobiologia) dell’Università di Siena. Dal 1980 al 1982 è socia della Cooperativa di Biologia Marina, Idrobiologia e Acquacoltura, “Coipa” (Roma). L’anno successivo è ricercatrice alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, presso il Laboratorio di Ecologia del Benthos con sede a Villa Dohrn, Ischia. Nel 1986 svolge un post-doc alla School of Oceanography dell’Università di Washington e ai Friday Harbor Laboratories. Dal 1992 è prima ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Nel 2014 consegue l’abilitazione scientifica nazionale per Ecologia (professoressa ordinaria) e Zoologia (professoressa associata).

Risultati scientifici
Le ricerche di Maria Cristina Gambi sono finalizzate allo studio della diversità e della biologia evolutiva ed ecologia dei policheti (uno dei gruppi più abbondanti e diversificati degli habitat marini che comprendono circa 13mila specie) e del loro ruolo come bioindicatori e nel funzionamento dei biotopi costieri. In questo ambito vengono anche studiate specie aliene di policheti, il loro ciclo vitale e la dinamica di colonizzazione del Mediterraneo. L’identificazione di specie chiave di policheti resistenti a diversi fattori di stress collegati al cambiamento climatico, in particolare l’acidificazione marina, permette di utilizzare queste specie come modelli per lo studio di acclimatazione ed adattamento alle condizioni locali dell’ambiente. L’attività sperimentale su policheti e zoobenthos è svolta sia in laboratorio che in situ, utilizzando alcuni sistemi sommersi di origine vulcanica come laboratori naturali, in quanto naturalmente acidificati e senza variazioni di temperatura o salinità. Nell’ambito delle sue ricerche Maria Cristina Gambi ha descritto 16 specie di policheti nuove per la scienza e un nuovo e peculiare gruppo di detritivori (organismi consumatori di detriti) nel sistema Posidonia oceanica del Mediterraneo e Thalassia testudinum dei Caraibi. Ha rilevato e studiato per la prima volta l’effetto delle heat-waves (ondate di calore) nel Golfo di Napoli e ha identificato specie chiave di policheti come possibili modelli per lo studio del cambiamento climatico. Ha inoltre descritto comunità bentoniche peculiari (organismi acquatici che vivono in stretto contatto con il fondo o fissati a un substrato solido) nei fondali costieri di Baia Terra Nova (Antartide).

Attività editoriali e pubblicazioni
Dal 2005 è Editor della rivista Marine Ecology (Wiley-Blackwell).
È autrice di oltre 200 pubblicazioni tra cui:

(2016) Gambi MC, Musco L, Giangrande A, Badalamenti F, Micheli F, Kroeker KJ. Polychaete distribution in shalllow rocky reefs along a pH gradient of a vent system reveals winners and losers among closely related species. Marine Ecology Progress Series, 550:121–134.
(2016) Ricevuto E, Lanzoni I, Fattorini D, Regoli F, Gambi MC. Arsenic speciation and susceptibility to oxidative stress in the fanworm Sabella spallanzanii (Gmelin) (Annelida, Sabellidae) under naturally acidified conditions: an in situ transplant experiment in a Mediterranean CO2 vent system. Science of the Total Environment, 544:765-773.
(2015) Ricevuto E, Vizzini S, Gambi MC. Ocean acidification effects on stable isotope signatures and trophic interactions of polychaete consumers and organic matter sources at a CO2  shallow vent system. Journal Experimental Marine Biology and Ecology, 468: 105-117.
(2013) Kroeker K, Micheli F, Gambi MC. Ocean acidification causes ecosystem shifts via altered competitive interactions. Nature Climate Change, 3: 156-159.
(2013) Kroeker KJ, Gambi MC, Micheli F. Altered recovery dynamics result in homogenous assemblages in an acidified ocean. Proceedings of the National Academy of Sciences, USA (PNAS), 110 (31): 12721–12726.
(2013) Calosi P, Rastrick SPS, Lombardi C, De Guzman HJ, Davidson L, Jahnke M, Giangrande A, Hardege JD, Schulze A, Spicer JI, Gambi MC. Adaptation and acclimatization to ocean acidification in marine ectotherms: an in situ transplant experiment with polychaetes at a shallow CO2 vent system. Philosophical Transactions of the Royal Society B, 368, 20120444.
(2011) Occhipinti-Ambrogi A, Marchini A, Cantone G, Castelli A, Chimenz C, Cormaci M, Froglia C, Furnari G, Gambi MC, Giaccone G, Giangrande A, Gravili C, Mastrototaro F, Mazziotti C, Orsi-Relini L, Piraino S. Alien species along the Italian coasts: an overview. Biological Invasions, 13:215-237.
(2011) Lorenti M, Gambi MC, Guglielmo, Patti FP, Scipione MB, Zupo V, Buia MC. Soft bottom macrofaunal assemblages in the Gulf of Salerno, Tyrrhenian Sea, Italy, affected by the invasive seaweed Caulerpa  racemosa var. cylindracea. Marine Ecology, 32(3):320-334.
(2011) Kroeker KJ, Micheli F, Gambi MC, Martz TR. Divergent ecosystem responses within a benthic marine community to ocean acidification. Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS), 108 (35), 14515-14520.
(2009) Garrabou JA, Coma R, Bensoussan N, Chevaldonné P, Cigliano M, Diaz D, Harmelin JG, Gambi MC, Graille R, Kersting DK, Lejeusne C, Linares C, Marschal C, Perez T, Ribes M, Romano JC, Torrents O, Zabala M, Zuberer F, Cerrano C. A new large scale mass mortality event in the NW Mediterranean rocky benthic communities: effects of the 2003 heat wave. Global Change Biology, 15:1090-1103.

Riconoscimenti e premi
Fa parte della Società Italiana di Biologia  Marina (S.I.B.M.), dell’Unione Zoologica Italiana (U.Z.I.), dell’Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia (A.I.O.L.), della Società Italiana di Ecologia (S.It.E.).
Inoltre è componente associata del gruppo GOSSOE (Group of Specialists of Southern Ocean Ecology) dello S.C.A.R.-S.C.O.R..
Dal 1992 al 2001 è stata rappresentante nazionale del Comitato Direttivo dell’International Polychaete Association (I.P.A.) (1992-2001) e dal 2001 al 2004 ne è stata Presidente.

Emanuela Guidoboni
Emanuela_GUIDOBONI.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: sismologia storica

Parole chiave: terremoti, maremoti, eventi estremi, vulcani, sistemi antisismici, clima, storia, archeologia, eedis, disastri sismici


Funzione/Ruolo
Coordinatrice delle attività multidisciplinari del Centro euro-mediterraneo di documentazione Eventi Estremi e Disastri

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Storia all’Università di Bologna, da trenta anni sviluppa ricerche sui terremoti, i maremoti e le eruzioni vulcaniche riguardanti l’Italia e l’area mediterranea, con un’attenzione specifica alle Scienze della Terra e all’Ingegneria. Emanuela Guidoboni svolge la sua attività di ricerca come responsabile di progetti nazionali e come studiosa. Dal 1983 al 2007 è Presidente e responsabile scientifica della società di ricerca SGA, Storia Geofisica Ambiente di Bologna. Dal 2007 al 2011, è dirigente di ricerca di ruolo all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Dal 2012 coordina le attività multidisciplinari di EEDIS, il “Centro euro-mediterraneo di documentazione Eventi estremi e disastri”, finalizzate sia alla divulgazione scientifica, sia a nuove ricerche.

Risultati scientifici
Dal 1983 al 1987, nell’ambito degli studi per il Piano Energetico Nazionale, dirige per SGA le ricerche storiche finalizzate allo studio di oltre 1.700 terremoti dal mondo antico al XX secolo, predisponendo i programmi di ricerca e le elaborazioni finali, gestite da una banca dati specifica (la prima in Italia). Dal 1987 al 1990 per ENEA dirige il progetto nazionale GIANO, con l’obiettivo di studiare eventi estremi climatici (piovosità, siccità, alluvioni e frane) per delineare una storia del clima in Italia dal secolo XI al XIX. Le fonti storiche relative al XVIII e XIX secolo sono state utilizzate per il progetto AVI (Aree Vulnerate Italiane) dell’IRPI–CNR, disponibili in rete, insieme ai dati inseriti nella banca dati dell’ISPRA sulle frane storiche. Dal 1987 al 2005 dirige per l’ING, poi INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) i progetti nazionali per le ricerche storiche finalizzate alla banca dati del Catalogo dei Forti Terremoti in Italia dal mondo antico al XX secolo. In questo ambito ha sviluppato numerose ricerche specifiche sulla valutazione dei parametri connessi a cluster di terremoti altamente distruttivi, sui caratteri dell’edilizia storica, sui sistemi antisismici pre-moderni e sulle ricostruzioni dal punto di vista della storia sociale, economica e dell’urbanistica.

Attività editoriali e pubblicazioni
Emanuela Guidoboni è autrice di numerose pubblicazioni, tra cui:

(2016) Guidoboni E. Erdbeben und Seebeben im antiken Mittelmeerraum. Gründe für einen Dialog zwischen Seismologie und Geschichte. Erdbeben in der Antike, Deutungen – Folgen – Repräsentationen, herausgegeben von Borsch J & Carrara L, Mohr Siebec, Tubingen Univ,15- 26. 
 (2016) Guidoboni E. Effetti, rimedi e propagazione dei terremoti: Nota su un trattato (1571) e una dissertazione (1669). Storia dell’Ingegneria, a cura di S. D’Agostino, Sesto convegno Nazionale di Storia dell’Ingegneria, Napoli, 321-337.
(2015) Guidoboni E, Valensise G. On the complexity of earthquake sequences: a historical seismology perspective based on the L'Aquila seismicity (Abruzzo, Central Italy). 1315-1915. Earthquakes and Structures, 8(1):153-184. (2015) Dalai M, Guidoboni E (a cura di). La tutela alla prova dei terremoti. Il patrimonio storico e artistico fra restauri, ricostruzioni e perdite. Numero monografico di “Economia della cultura”, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, 3, 4. 
 (2015) Guidoboni E. Terremoti e Città in una prospettiva di lungo periodo. Economia della cultura, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, n.3-4, 284-294. 
 (2015) Guidoboni E. Che cosa è il Catalogo dei Forti Terremoti in Italia. Economia della cultura, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, 3,4: 421-428.
(2015) Guidoboni E. When Towns Collapse: Images of Earthquakes, Floods, and Eruptions in Italy in the Fifteenth to Nineteenth Centuries. Wounded Cities: The Representation of Urban Disasters in European Art (XIV–XX Centuries), edited by M.Folin and M.Preti, Chap.2, Koninklijke Brill, NY– Leiden: 33-56. 
 (2015) Guidoboni E, Terremoti e Storia trenta anni dopo. Quaderni Storici, numero monografico “Storia Applicata”, (a cura di) Torre A, 3, 753-784. 
 (2015) Guidoboni E, Comastri A. The earthquakes of Aleppo and the region of “deadcities” (Syria) 7th–15th century. The Dead Cities of Northen Syria and their Demise , T. Riis editor, Publications of the Danish Institute of Damascus, X: 61-110. 


È inoltre autrice di libri e monografie fra cui:

Guidoboni E, Mulargia F, Teti V, (a cura di), Prevedibile / Imprevedibile. Eventi estremi nel prossimo futuro, editore Rubbettino, 2015, pp. 358.
Guidoboni E, Ciuccarelli C, Mariotti D, Comastri A, Bianchi MG, L’Etna nella Storia. Catalogo delle eruzioni dall’antichità alla fine del XVII secolo, INGV, Bononia University Press, Bologna, 2014, pp. 1152.
Guidoboni E e Valensise G (a cura di), L’Italia dei disastri. Dati e riflessioni sugli impatti degli eventi naturali (1861-2013). Centro EEDIS-INGV, Bononia University Press, Bologna, 2014, pp. 432.

Riconoscimenti e premi
Nel 2004 viene nominata componente dell’Academia Europaea per l’approccio multidisciplinare alla pericolosità sismica e vulcanica e nel 2009 pubblica il primo manuale di sismologia storica con John Ebel: Earthquakes and Tsunamis in the Past. A Guide to Techniques in Historical Seismology (Cambridge).
Nel 2016 vince il primo Premio Maiella per la Saggistica.

Daniela Pantosti
Daniela_PANTOSTI.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia dei terremoti, paleosismologia

Parole chiave: terremoti, sisma, pericolosità sismica, tsunami, tettonica attiva, geologia dei terremoti, geomorfologia tettonica


Funzione/Ruolo
Direttrice della Struttura Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sezione di Roma

Percorso professionale
Dopo la laurea in Geologia all’università di Roma La Sapienza nel 1985, consegue l’abilitazione alla professione di geologa nel 1986. Lavora in seguito al Servizio Geologico d’Italia; dal 1987 è ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, e nel 2000 assume la carica di Dirigente di Ricerca. Nel 1991-1992 e nel 1997-1998 è visiting scientist presso l’United States Geological Service di Menlo Park. in California. Dal 2013 decide di ridurre le proprie attività di ricerca per mettersi al servizio dell’INGV, ricoprendo ruoli di responsabilità e gestione interna. Dal 2013 al 2016 è direttrice della Sezione Roma1, Sismologia e Tettonofisica. Attualmente dirige la Struttura Terremoti con compiti di programmazione, sviluppo e verifica delle attività di ricerca.

Risultati scientifici
Il principale ambito di ricerca di Daniela Pantosti è la Geologia dei Terremoti e Paleosismologia (studio delle registrazioni geologiche dei terremoti del passato, attività di ricerca che offrono un contributo importante alle stime di pericolosità sismica. Queste discipline, che si occupano di caratterizzare la sismicità di una regione sulla base delle “impronte” lasciate dai terremoti del passato sul paesaggio e nella geologia, erano del tutto nuove in Italia alla fine degli anni Ottanta. Grazie al supporto dell’INGV, Daniela Pantosti ha potuto introdurle anche nel nostro Paese, utilizzandole per la prima volta per lo studio della faglia dell’Irpinia responsabile del terremoto del 1980. Attraverso l’osservazione dello sviluppo di modelli di segmentazione e ricorrenza delle faglie, della caratterizzazione delle sorgenti sismogenetiche e del loro comportamento sismico infatti risulta molto più attendibile la stima della pericolosità sismica. Visti gli ottimi risultati, questi studi si sono enormemente sviluppati e sono entrati a far parte integrante del percorso scientifico. Anche in seguito di questi successi, Pantosti ha partecipato ed è stata responsabile di progetti nazionali e internazionali riguardanti la definizione di pericolosità sismica e da tsunami in Italia, nel Mediterraneo, in California, nel Centro e Sud America e in Nuova Zelanda.

Attività editoriali e pubblicazioni
Daniela Pantosti è editrice associata per varie riviste scientifiche come Tectonophysics, Bulletin of the Seismological Society of America, Journal of Earthquake Engineering, Italian Journal of Geosciences.

È inoltre autrice di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(2013) Clark KJ, Cochran UA, Berryman KR, Biasi G, Langridge R, Villamor P, Bartholomew T, Litchfield N, Pantosti D, Marco S, Van Dissen R, Turner G, Hemphill-Haley M. Deriving a long paleoseismic record from a shallow water Holocene basin next to the Alpine fault, New Zealand. Geological Society of America Bulletin, 125(5-6): 811-832.
(2011) Cinti FR, Pantosti D, De Martini PM, Pucci S, Civico R, Pierdominici S, Cucci L, Brunori CA, Pinzi S, Patera A. Evidence for surface faulting events along the Paganica fault prior to the 6 April 2009 L'Aquila earthquake (central Italy). Journal of Geophysical Research, 116, B07308.
(2011) Pucci S, Pantosti D, De Martini PM, Smedile A, Munzi M, Cirelli E, Pentiricci M, Musso L. Environment-man relationships in historical times: the balance between urban development and natural forces at Leptis Magna (Libya). Quaternary International, 242, 171-184.
(2008) Pantosti D, Barbano MS, Smedile A, De Martini PM, Tigano G. Geological evidence of paleotsunamis at Torre degli Inglesi (northeast Sicily). Geophysical Research Letters, 35, L05311.
(2008) Pantosti D, Pucci S, Palyvos N, De Martini PM, D'Addezio G, Collins PEF, Zabci C. Paleoearthquakes of the Düzce fault (North Anatolian Fault Zone): Insights for large surface faulting earthquake recurrence. Journal of Geophysical Research, 113, B01309.
(2005) Palyvos N, Pantosti D, De Martini PM, Sorel F, Pavlopoulos K. The Aigion-Neos Erineos normal fault system (Western Corinth Gulf Rift, Greece): Geomorphological signature, recent earthquake history and induced coastal changes during the Holocene. Journal of Geophysical Research, 110, B09302.
(2005) Heker S, Pantosti D, Schwartz D, Hamilton J, Reidy L, Powers T. The most recent large earthquake on the Rodgers Creek fault, San Francisco Bay Area. Bulletin of the Seismological Society of America, 95, 844-860.
(2004) Pantosti D, De Martini PM, Papanastassiou D, Lemeille F, Palyvos N, Stavrakakis G. Paleoseismological trenching across the Atalanti fault (Central Greece): evidence for the ancestors of the 1894 earthquake during Middle Age and Roman time. Bulletin of the Seismological Society of America, 94(2), 531-549.
(1996) Pantosti D, D’Addezio G, Cinti FR. Paleoseismicity of the Ovindoli-Pezza fault (Central Italy): a history including a large, previously unrecorded earthquake in Middle Ages (886-1300 A.D.). Journal of Geophysical Research, 5937-5959.
(1993) Pantosti D, Schwartz DP, Valensise G. Paleoseismology along the 1980 Irpinia earthquake fault and implications for earthquake recurrence in the southern Apennines. Journal of Geophysical Research, 98, 6561-6577.

Riconoscimenti e premi
Nel 1995 riceve l’ILP Edward Flinn award per “il suo contributo allo studio della Paleosismologia e Tettonica dell’Olocene in diverse aree”.

Claudia Sorlini
Claudia_SORLINI.jpg

Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: microbiologia agraria

Parole chiave: ambiente, agricoltura sostenibile, bioenergie, biotecnologie applicate ad agricoltura, riciclaggio dei rifiuti, donne e scienza, cooperazione internazionale, expo


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Microbiologia Agraria presso l’Università degli Studi di Milano

Percorso professionale
Nel 1965 consegue la Laurea in Scienze Biologiche e prosegue la carriera accademica fino a diventare professoressa ordinaria di Microbiologia degli alimenti presso l’Università degli Studi del Molise. Dal 1993 al 2013 insegna Microbiologia agraria all’Università degli Studi di Milano. Assume diversi incarichi all’interno della governance universitaria: è Preside della Facoltà di Agraria dal 2004-2010 e durante tale mandato fonda la Facoltà di Agraria dell'Università di Makeni, in Sierra Leone. Dal 2005 al 2013 è Delegata del Rettore alla Cooperazione Internazionale allo Sviluppo. Claudia Sorlini è stata inoltre componente del Comitato Pari Opportunità dell’Ateneo di Milano (2007- 2010) e coordinatrice della sezione Donne e Scienza del Centro di Ricerca GENDERS - Gender & Equality in Research and Science (2006 – 2013). Dal 2013 assume incarichi esterni all’Università: nel 2014 fa parte della Steering Committee of the EU Scientific Programme for Expo 2015 e dal 2013 del Comitato Women for EXPO (Ministero Affari Esteri).

Risultati scientifici
Claudia Sorlini è attivamente impegnata nella ricerca di biotecnologie applicate all’ambiente per il risanamento di siti contaminati e la produzione di bioenergie (sotto forma di metano, idrogeno, fertilizzanti). Si interessa della biodiversità della microflora in ambienti naturali e artificiali, della biodegradazione di composti organici di sintesi (come pesticidi, plastiche, solventi) e di biofertilizzanti. Si impegna inoltre nel promuovere il ruolo delle donne nella scienza: ha coordinato e partecipato a diversi progetti europei su questo tema: il progetto STAGES (Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science, 2012-2013), che ha come obiettivo la promozione della parità di genere nel mondo della scienza e della ricerca; il comitato scientifico dei progetti WHIST (Women's Careers Hitting the target: Gender Management in Scientific and Technological Research, 2009-2011) e PRAGES (Practicing Gender Equality in Science, 2008-2009).

Attività editoriali e pubblicazioni
Claudia Sorlini è autrice di circa 300 pubblicazioni su riviste internazionali e nazionali e capitoli di libri. Fra le più recenti:

(2015). Rolli E., Marasco R., Vigani G., Ettoumi B., Mapelli F., Deangelis M.L., Gandolfi C., Casati E., Previtali F., Gerbino R., Pierotti Cei F., Borin S., Sorlini C., Zocchi G., Daffonchio D. Improved plant resistance to drought is promoted by the root-associated microbiome as a water stress-dependent trait. Environmental Microbiology 17(2): 316-331.
(2015) Sorlini C. The run on land. Aspenia 69:67-73.
(2013) Marasco R, Rolli E, Vigani G, Borin S, Sorlini C, Ouzari H, Zocchi G, Daffonchio D. Are drought-resistance promoting bacteria cross-compatible with different plant models? Plant Signaling & Behavior, 8(10).
(2013) Troiano F, Gulotta D, Balloi A, Polo A, Toniolo L, Lombardi E, Daffonchio D, Sorlini C, Cappitelli F. Successful combination of chemical and biological treatments for the cleaning of stone artworks. International Biodeterioration & Biodegradation, 85:294-304.
(2013) Marasco R, Rolli E, Fusi M, Cherif A, Abou-Hadid A, El-Bahairy U, Borin S, Sorlini C, and Daffonchio D. Plant growth promotion potential is equally represented in diverse grapevine rootassociated bacterial communities from different Biopedoclimatic Environments. BioMed Research International, 2013:491091.
(2012) Merlino G, Rizzi A, Villa F, Sorlini C, Brambilla M, Navarotto P, Bertazzoni B, Zagni M, Araldi F, Daffonchio D. Shifts of microbial community structure during anaerobic digestion of agro-industrial energetic crops and food industry byproducts. Journal of Chemical Technology and Biotechnology, 87(9):1302-1311.
(2012) Marasco R, Rolli E, Ettoumi B, Vigani G, Mapelli F, Borin S, El-Behiri U, Sorlini C, et al, A drought resistance-promoting microbiome is selected by root system under desert farming. PLoS One, 7(10):e48479.
(2012) Rizzi A, Raddadi N, Sorlini C, Nordgard L, Nielsen KM, Daffonchio D. The Stability and Degradation of Dietary DNA in the Gastrointestinal Tract of Mammals: Implications for Horizontal Gene Transfer and the Biosafety of GMOs. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 52(2):142-61.
(2012) Cappitelli F, Salvadori O, Albanese D, Villa F, Sorlini C. Cyanobacteria cause black staining of the National Museum of the American Indian Building, Washington D.C., USA. Biofouling, 28(3):257-66.
(2012) Sorlini C. The activities of international cooperation for development of the University of Milano. The activities of International cooperation for development of the University of Milan. p. 19-27.
(2011) Brusetti L, Crotti E, Tamburini A, Cittaro D, Garavaglia V, Rolli E, Sorlini C, et al. Influence of transgenic Bt176 and non-transgenic corn silage on the structure of rumen bacterial communities. Annals of Microbiology, 61:925-930.

Riconoscimenti e premi
Nell’anno 2015 riceve dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’onorificenza dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari".
Nello stesso anno è insignita dell’Ambrogino D’Oro, Civica benemerenza del Comune di Milano. Ha inoltre ricevuto il Premio "Donne che ce l'hanno fatta" di Pechino, 20 - Making women world congress per il suo impegno tra arte, scienza, cultura e sociale e il Premio Tecnovisionarie: donne che vedono il futuro di EXPO Women Global Forum - Women & Tech per aver dato un contributo accademico rilevante e aver coordinato progetti europei e nazionali sulle tematiche dell’ambiente, dell’agricoltura e delle bioenergie. Per il suo impegno inoltre nella cooperazione internazionale, con un master e un progetto di ricerca sull’agricoltura in zone aride e la supervisione della Facoltà di Agraria di Makeni (Sierra Leone), che ha contribuito a istituire.