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Maria Pia Abbracchio
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: farmacologia cellulare e molecolare

Parole chiave: malattie degenerative, farmaci, terapia, ictus, trauma cerebrale, infarto miocardico, alzheimer, sclerosi multipla


Funzione/Ruolo
Presidente in carica dell’Osservatorio della ricerca dell’Università degli Studi di Milano fino al 2017; Presidente della Fondazione Filarete, Milano, dal maggio 2016

Percorso professionale
Dopo la laurea in Farmacia all’Università degli Studi di Milano nel 1979, prosegue gli studi attraverso una specializzazione in Tossicologia Sperimentale presso la stessa università nel 1984. Nel 1988 consegue un dottorato di ricerca in Medicina Sperimentale a Roma. Durante i suoi studi Maria Pia Abbracchio passa dei periodi di formazione all’estero: nel 1980 è Postdoctoral fellow del dipartimento di Farmacologia della University of Texas di Houston, nel 1992 è “Honorary Research Fellow” della London College University. Contemporaneamente prosegue la sua formazione e le sue ricerche prima come ricercatrice, poi come assistente alla docenza di Neuropsicofarmacologia ed infine nel 1998 come professoressa associata di Farmacologia presso l’Università di Milano. Dal 2002 è professoressa straordinaria e dal 2005 è professoressa ordinaria di Farmacologia nella stessa università. È attualmente responsabile di un gruppo di ricerca costituito da 12 giovani scienziati presso lo stesso ateneo.

Risultati scientifici
I suoi interessi scientifici si concentrano sui ruoli fisiopatologici delle purine, molecole di segnalazione universali che regolano crescita, sopravvivenza e differenziamento cellulare. Ha individuato un nuovo recettore purinergico coinvolto nel differenziamento delle cellule staminali ancora presenti nel cervello adulto e nel cuore, e sta sviluppando nuovi approcci terapeutici che possano, attraverso questo recettore, potenziare la riparazione dei danni presenti in malattie degenerative acute (ictus e trauma cerebrale, infarto miocardico) e croniche (Alzheimer, sclerosi multipla). Nel 2015 Maria Pia Abbracchio e colleghi nell’ambito di uno studio internazionale scoprono come il farmaco anti-infiammatorio per asmatici “Montelukast” possa stimolare la neurogenesi e quindi giovare nei casi di declino cognitivo. Partendo da studi precedenti che dimostravano la maggiore probabilità per pazienti con infezioni sistemiche di ammalarsi di Alzheimer (una malattia caratterizzata da infiammazione cerebrale), il gruppo di ricerca ha scoperto un recettore (GPR17) presente in cellule simil staminali del cervello che producono la mielina, sostanza che riveste i nervi. La scoperta di questo recettore si estende anche all’ippocampo (zona del cervello interessata nel processo di apprendimento e della memoria), e il gruppo di ricerca dimostra che la somministrazione del farmaco anti asmatico sperimentato su topi anziani migliora la capacità di apprendimento. La ricerca sul recettore purinergico GPR17 offre una speranza anche ai malati di sclerosi multipla. Mentre i farmaci attualmente disponibili intervengono a bloccare la progressione della malattia, affiancarli con farmaci che fanno ripartire l’azione di riparazione del danno indurrebbe il sistema nervoso a produrre nuova mielina e, sostenendo i prolungamenti nervosi con le sostanze di crescita presenti nella mielina, si potrebbe finalmente evitare quella neuro-degenerazione che è tipica delle forme progressive e genera disabilità.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di circa 180 pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(2016) Vigan F, Schneider S, Cimino M, Bonfanti E, Gelosa P, Sironi L, Abbracchio MP, Dimou L. GPR17 expressing NG2-Glia: Oligodendrocyte progenitors serving as a reserve pool after injury. Glia, 64(2):287-99.
(2015) Marschallinger J, Schäffner I, Klein B, Gelfert R, Rivera FJ, Illes S, Grassner L, Janssen M, Rotheneichner P, Schmuckermair C, Coras R, Boccazzi M, Chishty M, Lagler FB, Renic M, Bauer HC, Singewald N, Blümcke I, Bogdahn U, Couillard-Despres S, Lie DC, Abbracchio MP, Aigner L. Structural and functional rejuvenation of the aged brain by an approved anti-asthmatic drug. Nature Communications, 6:8466.
(2015) Fumagalli M, Bonfanti E, Daniele S, Lecca D, Martini C, Trincavelli ML, Abbracchio MP. The ubiquitin ligase Mdm2 controls oligodendrocyte maturation by intertwining mTOR with G protein-coupled receptor kinase 2 in the regulation of GPR17 receptor desensitization. Glia, 63(12):2327-39.
(2014) Zaratin P, Battaglia MA & Abbracchio MP. Nonprofit foundations spur translational research. Trends in Pharmacological Sciences, 35, 552–5.
(2011) Ceruti S, Villa G, Fumagalli M, Colombo L, Magni G, Zanardelli M, Fabbretti E, Verderio C, van den Maagdenberg AM, Nistri A, Abbracchio MP. Calcitonin gene-related peptide-mediated enhancement of purinergic neuron/glia communication by the algogenic factor bradykinin in mouse trigeminal ganglia from wild-type and R192Q Cav2.1 Knock-in mice: implications for basic mechanisms of migraine pain. Journal of Neuroscience, 31:3638-49.
(2011) Fumagalli M, Daniele S, Lecca D, Lee PR, Parravicini C, Fields RD, Rosa P, Antonucci F, Verderio C, Trincavelli ML, Bramanti P, Martini C, Abbracchio MP. Phenotypic changes, signaling pathway, and functional correlates of GPR17-expressing neural precursor cells during oligodendrocyte differentiation. Journal of Biological Chemistry, 286:10593-604.
(2009) Ceruti S, Villa G, Genovese T, Mazzon E, Longhi R, Rosa P, Bramanti P, Cuzzocrea S, Abbracchio MP. The P2Y-like receptor GPR17 as a sensor of damage and a new potential target in spinal cord injury. Brain. 132:2206-18.
(2009) Di Virgilio F, Ceruti S, Bramanti P, Abbracchio MP. Purinergic signalling in inflammation of the central nervous system. Trends in Neurosciences, 32:79-87.
(2006) Abbracchio MP, Burnstock G, Boeynaems JM, Barnard EA, Boyer JL, Kennedy C, Knight GE, Fumagalli M, Gachet C, Jacobson KA, Weisman GA. International Union of Pharmacology LVIII: update on the P2Y G protein-coupled nucleotide receptors: from molecular mechanisms and pathophysiology to therapy. Pharmacological Reviews, 5:281-341.
(2006) Ciana P, Fumagalli M, Trincavelli ML, Verderio C, Rosa P, Lecca D, Ferrario S, Parravicini C, Capra V, Gelosa P, Guerrini U, Belcredito S, Cimino M, Sironi L, (2006) Tremoli E, Rovati GE, Martini C, Abbracchio MP. The orphan receptor GPR17 identified as a new dual uracil nucleotides/cysteinyl-leukotrienes receptor. EMBO Journal, 25:4615-27.

Riconoscimenti e premi
Fra i tanti riconoscimenti ricevuti, è stata nominata da Thomson Reuters “Highly cited scientist”, definizione basata sul numero di citazioni ottenute nella letteratura scientifica internazionale che identifica gli scienziati autori delle pubblicazioni più influenti al mondo nel loro settore (meno dello 0,5% di tutti i ricercatori). Nel 2014 è stata insignita dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2016 è nominata “in nome di sua Maestà” Filippo VI Foreign Member Of The Royal Academy Of Pharmacy Of Spain, e sempre da quest’anno fa parte dell’Academia Europaea

Adriana Albini
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biochimica, ricerca oncologica

Parole chiave: terapie geniche, terapie biologiche, ricerca di base, ricerca traslazionale, metastasi in provetta, immunologia, angiogenesi, microambiente, chemioprevenzione


Funzione/Ruolo
Responsabile ricerca oncologica presso IRCCS MultiMedica

Percorso professionale
Dopo la laurea in chimica organica conseguita presso l’Università di Genova nel 1979, Adriana Albini si specializza in oncologia sia in Italia che all’estero. Ha lavorato infatti al Max Planck Institute di Biochimica a Monaco di Baviera e per l’Istituto Superiore della Sanità Americano. Tornata in Italia dirige il laboratorio scientifico di Oncologia Molecolare dell’Istituto Nazionale per la ricerca sul Cancro, dove è stata poi ViceDirettrice Scientifica e Direttrice del Dipartimento di Oncologia Traslazionale. Nel 2002 consegue l’idoneità all’insegnamento universitario ed è stata a capo del Dipartimento “Infrastruttura Ricerca e Statistica” dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Ad oggi Adriana Albini si occupa della direzione del Laboratorio di Biologia Vascolare ed Angiogenesi di IRCCS MultiMedica, a Sesto San Giovanni (MI) ed è Direttrice scientifica di Fondazione MultiMedica Onlus. Adriana Albini non ha mai smesso di condurre ricerca scientifica, i suoi principali campi di interesse sono: la biologia vascolare, l’invasione e metastasi, l'angiogenesi, il microambiente, la chemioprevenzione, l’immunopatogenesi legate all’AIDS e di tumori associati all’AIDS e la terapia genica con citochine (mediatori polipeptidici che permettono la comunicazione fra il sistema immunitario e le cellule di altri organi).

Risultati scientifici
Adriana Albini ha dedicato la maggior parte della sua carriera scientifica e didattica all’Oncologia Sperimentale. Attraverso la ricerca traslazionale (particolare disciplina che consente di convertire le scoperte scientifiche in terapie applicative) è riuscita a sviluppare nuove terapie nel campo dell’angiogenesi. Porta il suo nome la tecnica “metastasi in provetta” che ancora oggi consente nuove scoperte in tutto il mondo. Gli interessi di Adriana Albini non si fermano soltanto alla ricerca traslazionale, è infatti impegnata anche su temi quali la prevenzione nell’ambito delle malattie cronico-degenerative anche attraverso il suo ruolo di Presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Salute Donna.

Attività editoriali e pubblicazioni
Adriana Albini è nel comitato editoriale delle più importanti riviste oncologiche internazionali, tra cui Journal of the National Cancer Institute, Cancer Research e Carcinogenesis. Si occupa di comunicazione scientifica ed è iscritta all’ordine dei giornalisti.
È autrice di più di trecento pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(2016) Albini A, DeCensi A, Cavalli F, Costa A. Cancer Prevention and Interception: A New Era for Chemopreventive Approaches. Clinical Cancer Research, 22:4322-7.
(2015) Albini A, Cavuto S, Apolone G, Noonan DM. Strategies to Prevent "Bad Luck" in Cancer. Journal of the National Cancer Institute, 107.
(2014) Dallaglio K, Bruno A, Cantelmo AR, Esposito AI, Ruggiero L, Orecchioni S, Calleri A, Bertolini F, Pfeffer U, Noonan DM, Albini A. Paradoxic effects of metformin on endothelial cells and angiogenesis. Carcinogenesis, 35:1055-66.
(2014) Bruno A, Ferlazzo G, Albini A, Noonan DM. A Think Tank of TINK/TANKs: Tumor-Infiltrating/Tumor-Associated Natural Killer Cells in Tumor Progression and Angiogenesis. Journal of the National Cancer Institute, 106.
(2012) Albini A, Tosetti F, Li VW, Noonan DM, Li WW. Cancer prevention by targeting angiogenesis. Nature Reviews Clinical Oncology, 9:498-509.
(2010) Cammarota R, Bertolini V, Pennesi G, Bucci EO, Gottardi O, Garlanda C, Laghi L, Barberis MC, Sessa F, Noonan DM, Albini A. The tumor microenvironment of colorectal cancer: stromal TLR-4 expression as a potential prognostic marker. Journal of Translational Medicine, 8:112.
(2010) Albini A, Pennesi G, Donatelli F, Cammarota R, De Flora S, Noonan DM. Cardiotoxicity of anticancer drugs: the need for cardio-oncology and cardio-oncological prevention. Journal of the National Cancer Institute, 102:14-25.
(2010) Albini A, Noonan DM. The 'chemoinvasion' assay, 25 years and still going strong: the use of reconstituted basement membranes to study cell invasion and angiogenesis. Current Opinion in Cell Biology, 22:677-89.
(2007) Albini A, Sporn MB. The tumour microenvironment as a target for chemoprevention. Nature Reviews Cancer, 7:139-47.
(2007) Albini A, Benelli R. The chemoinvasion assay: a method to assess tumor and endothelial cell invasion and its modulation. Nature Protocols, 2:504-11.

Riconoscimenti e premi
E’ membro del comitato editoriale delle più importanti riviste oncologiche internazionali, tra cui Journal of the National Cancer Institute, Cancer Research e Carcinogenesis. Si occupa di comunicazione scientifica ed è iscritta all’ordine dei giornalisti. Adriana Albini è inoltre autrice di romanzi, racconti e poesie. Pratica scherma nei Master a livello agonistico: Argento europeo 2015 e Argento italiano 2016 di spada. Nel 2000 riceve il premio “Firenze Donna” per il settore ricerca scientifica. Nel 2004 il premio Amelia Earhart , il premio Berlucchi nel 2007. Riceve nel 2010 il Premio Ippocrate Sezione “Il Ricercatore”. Grazie alla sua tecnica “metastasi in provetta” è stata premiata dalla John Hopkins University e degli Nih (Istituti Nazionali di Sanità Americani) “Alternative to Animal Testing”. Inoltre nel 2013 Adriana Albini ha vinto il Premio ITWIIN (Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici) per la Migliore Donna Inventrice e Innovatrice nella categoria Alta Formazione, l’anno successivo il Premio “Donne che ce l’hanno fatta” assegnato dall’assessore alle Pari Opportunità di Brescia e nel 2015 il Premio EUWIIN (Network Europeo Donne Inventrici ed Innovatrici).

Patrizia Azzi
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica delle particelle elementari e dei nuclei

Parole chiave: fisica alte energie, fisica particelle, quark top


Funzione/Ruolo
Ricercatrice presso l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica presso l’università di Padova nel 1992, perfeziona la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in Fisica che consegue nel 1996. Già nello stesso anno prosegue i suoi studi con un post- doc presso l’università e l’INFN, sezione di Padova. Dal 2000 è ricercatrice confermata all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presso la Sezione INFN di Padova. Nel 2008, 2012 e 2014 collabora come Associata Scientifica con il CERN di Ginevra e il laboratorio Fermilab di Chicago. Attualmente si occupa dello studio delle prospettive offerte dai nuovi progetti della Fisica delle Alte Energie dopo LHC.

Risultati scientifici
Nel 1996 osserva assieme ai colleghi del CDF il decadimento del top quark (particella fondamentale del Modello Standard) e ne misura la massa e la sezione d'urto di produzione attraverso lo sviluppo di un metodo originale di elaborazione dei dati che permette di estrapolare la stima da dati reali. Nel 2004 diviene membro della collaborazione CMS a LHC del CERN di Ginevra. Ha partecipato alla scoperta del bosone di Higgs nel 2012 come responsabile della qualità dei dati da utilizzare per l'analisi. Durante la sua carriera Patrizia Azzi ha focalizzato le sue ricerche sulle particelle e il loro comportamento per fornire spiegazioni sul funzionamento della fisica delle alte energie. Azzi è anche coordinatrice di numerosi progetti di ricerca: nel biennio 2002-2004 dirige il Top Physics Analysis Group per la collaborazione CDF al Tevatron per progettare e realizzare il programma di ricerca sul top quark con un gruppo di circa 200 fisici provenienti da tutto il mondo. Come membro dell'esperimento CMS ha coordinato vari gruppi fra cui il "Physics Perofrmance and Datasets" nel 2012/2013 che si occupa della qualità di dati per la fisica, il gruppo di Fisica "B2G" che si occupa di ricerche di fisica esotica nel 2014/15 e attualmente il gruppo di Fisica che si occupa di studi per il futuro progetto di High Luminosity LHC che inizierà nel 2024.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) CMS Collaboration, Khachatryan S, […] Azzi P, et al. Search for vectorlike charge 2/3 T quarks in pp collisions at √s=8 TeV. Physical Review D, 93:012003.
(2014) CMS Collaboration. Search for top-quark partners with charge 5/3 in the same–sign dilepton final state. Physical Review Letters, 112:171801.
(2014) Bicer M, […] Azzi P, et al. First Look at the Physics Case of TLEP. The Journal of High Energy Physics, 01:164.
(2012) The CMS Collaboration. Observation of a new boson at a mass of 125 GeV with the CMS experiment at the LHC. Physics Letters B, 716:30-61.
(2009) CMS Tracker Collaboration, Adam W, […] Azzi P, et al. Performance studies of the CMS Strip Tracker before installation.Journal of Instrumentation, 4.
(1999) CDF Collaboration, Abe F, […] Azzi P, et al. Measurement of the top quark mass with the Collider Detector at Fermilab. Physical Review Letters, 82:271-276.
(1997) CDF Collaboration, Abe F, […] Azzi P, et al. First observation of the all hadronic decay of t pairs. Physical Review Letters, 79:1992-1997.
(1995) CDF Collaboration, Abe F, […] Azzi P, et al. Observation of top quark production in p collisions. Physical Review Letters, 74:2626-2631.
(1994) CDF Collaboration, Abe F, […] Azzi P, et al. Evidence for top quark production in pcollisions at √s = 1.8 TeV. Physical Review Letters, 73:225-231.
(1994) Amidei D, Azzi P, et al. The Silicon Vertex Detector of the Collider Detector at Fermilab. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section A, 350:73-130.

Giovannella Baggio
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: medicina di genere, gerontologia, geriatria

Parole chiave: salute, genere, medicina genere-specifica, salute femminile, donne, longevità, malattie del metabolismo, geni, fattori ambientali


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Medicina di Genere - chiamata per “chiara fama” presso l’Università degli Studi di Padova, Direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova e Presidente del Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova nel 1972, prosegue la sua formazione prima con la specializzazione in Endocrinologia all’Università di Pavia nel 1974, l’anno successivo è research fellow presso la Ludolf Krehl Klinik dell'Università di Heidelberg (Germania Occidentale), e poi con la specializzazione in Medicina Interna presso l’Università di Padova nel 1979. Dal 1980 al 1988 ricopre il ruolo di ricercatrice confermata prima presso la cattedra di Gerontologia e Malattie del Ricambio dell'Istituto di Medicina Clinica, successivamente presso la Cattedra di Patologia Medica I dell'Istituto di Medicina Interna, dell'Università degli Studi di Padova. Dal 1987 è professoressa associata di Gerontologia e Geriatria nelle due università di Pavia e Padova, nel 1995 al 1999 è professoressa ordinaria di Medicina Interna all’Università di Sassari, dove nel 1996 fonda e dirige la Scuola di Specialità di Gerontologia e Geriatria dell’Università. Alla carriera accademica affianca quella clinica e dal 1999 ad oggi è direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova. Nel 2013 viene chiamata per “chiara fama” dall’Università di Padova a svolgere il compito di professoressa ordinaria di Medicina di Genere.

Risultati scientifici
Dal 1996 a oggi l’attività di ricerca di Giovannella Baggio si è focalizzata prevalentemente sui fattori determinanti l’invecchiamento e la longevità, in particolare sull’interazione tra geni e fattori ambientali che nell’uomo e nella donna sembra seguire traiettorie differenti. Questi studi l’hanno condotta a occuparsi di Medicina di Genere e a fondare, nel 2009, il primo Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, di cui è Presidente. Si sa ormai che il genere gioca un ruolo cruciale nella manifestazione delle malattie e quindi nelle possibilità di prevenirle e di curarle. L’infarto, ad esempio, è la prima causa di morte nelle donne, ma i sintomi non sono gli stessi dell’uomo (il tipico dolore al petto, ad esempio, spesso nelle donne compare solo in una fase avanzata) e inoltre alcuni esami sono meno efficaci: il cicloergometro o test da sforzo nelle donne ha una sensibilità decisamente inferiore, mentre sono più adatti altri esami, come la scintigrafia o risonanza magnetica miocardica, l’ecostress cardiaca. Inoltre nelle donne il diabete aumenta il rischio di infarto tre volte più di quanto non accada nell’uomo, e chi fa prevenzione deve saperlo. Il riferimento per le ricerche sulla medicina di genere è Bernardine Healy, cardiologa e prima donna a capo del National Institutes of Health che nel 1991 pubblicò un articolo intitolato “La sindrome di Yentl”, che diede una grande spinta alla consapevolezza delle diversità fra uomo e donna in cardiologia. Oggi non si studiano le differenze di genere solo nelle malattie cardiovascolari: le donne sono colpite due volte più degli uomini dall’Alzheimer, probabilmente a causa di fattori biologici, ambientali, genetici. Eppure quasi tutte le scoperte e i progressi dell’ultimo mezzo secolo sono stati ottenuti su casistiche maschili, con alcune eccezioni come la ricerca sulla depressione o sull’osteoporosi. Per diffondere questa nuova consapevolezza, negli ultimi anni Giovannella Baggio ha organizzato: il 1°, 2° e 3° Congresso Nazionale di Medicina di Genere a Padova, il 1° Congresso Nazionale di Oncologia di Genere, dove ricercatori italiani e stranieri per la prima volta si sono confrontati nei differenti campi della medicina sulle differenze di genere. Per tale motivo viene invitata in tutta Italia a tenere conferenze. Presenta lavori e partecipa in qualità di relatrice, di moderatrice e di “relatrice invitata” ai più importanti Congressi Nazionali ed Internazionali nel campo delle Malattie del Metabolismo, dell’Arteriosclerosi, della Farmacologia Clinica, della Gerontologia e Geriatria, della Medicina Interna e della Medicina di Genere.

Attività editoriali e pubblicazioni
Giovannella Baggio è fondatrice ed editor dell’Italian Journal of Gender-specific Medicine; è autrice di cinque monografie e 270 pubblicazioni scientifiche, fra cui:

(2016) Ostan R, Monti D, Gueresi P, Bussolotto M, Franceschi C, Baggio G. Gender, aging and longevity in humans: an update of an intriguing/neglected scenario paving the way to a gender-specific medicine. Clinial Science, 130(19):1711-25.
(2015) Sergi G, Veronese N, Fontana L, De Rui M, Bolzetta F, Zambon S, Corti MC, Baggio G, Toffanello ED, Crepaldi G, Perissinotto E, Manzato E. Pre-frailty and risk of cardiovascular disease in elderly men and women: the Pro.V.A. study. Journal of the American College of Cardiology, 65(10):976-83.
(2015) Baggio G. Dalla medicina di genere alla medicina genere-specifica. From Gender medicine to Gender-specific Medicine. Italian Journal of Gender-Specific Medicine, 1:2-5.
(2014) Toffanello ED, Sergi G, Veronese N, Perissinotto E, Zambon S, Coin A, Sartori L, Musacchio E, Corti MC, Baggio G, Crepaldi G, Manzato E. Serum 25-hydroxyvitamin d and the onset of late-life depressive mood in older men and women: the Pro.V.A. study. The journals of gerontology. Series A, Biological sciences and medical sciences, 69(12):1554-61.
(2013) Baggio G, Corsini A, Floreani A, Giannini S, Zagonel V. Gender medicine: a task for the third millennium. Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, 51(4):713-27.
(2009) Bilato C, Corti MC, Baggio G, Rampazzo D, Cutolo A, Ilicato S, Crepaldi G. Prevalence, Functional Impact, and Mortality of Atrial Fibrillation in an Older Italian Population (from tha Pro.V.A. Study). American Journal of Cardiology, 104(8):1092-7.
(2008) Capri M, Salvioli S, Monti D, Caruso C, Candore G, Vasto S, Olivieri F, Marchegiani F, Sansoni P, Baggio G, Mari D, Passarino G, De Benedictis G, Franeschi C. Human longevity within an evolutionary perspective: The peculiar paradigm of post-reproductive genetics. Experimental Gerontology, 43(2):53-60.
(2007) Corti MC, Baggio G, Sartori L, Barbato G, Manzato E, Musacchio E, Ferrucci L, Cardinali G, Donato D, Launer LJ, Zambon S, Crepaldi G, Guralnik JM. White Matter Lesions and the risk of incident hip fracture in older persons: Results from the PRO.V.A. (PROgetto Veneto Anziani) Study. Archives of Internal Medicine, 167(16):1745-1751.
(2006) Caselli G, Pozzi L, Vaupel JW, Deiana L, Pes G, Carru C, Franceschi C, Baggio G. Family clustering in Sardinian longevity: A genealogical approach. Experimental Gerontology, 41(8):727-736.
(2002) Deiana L, Pes GM, Carru C, Ferrucci L, Franceschi C, Baggio G.The “Oldest Man on the Planet”. Journal of the American Geriatrics Society, 50:2098-9.

Riconoscimenti e premi
Giovannella Baggio ha fatto parte e fa parte di numerose società scientifiche italiane e internazionali come la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) (nella quale ha fatto parte del direttivo dal 1997 al 2001 quale membro eletto) dal 1990 al 2005 e l’International Society of Gerontology (IAS). E’ stata socia della Società Italiana per lo Studio dell'Arteriosclerosi (SISA), nella quale ha fatto parte del direttivo quale membro eletto fino al 2005. Fino al 2000 è stata socia del Gruppo di Studio per Malattie Dismetaboliche e dell'Arteriosclerosi. Dal 1977 al 1995 è stata membro dell'European Lipoprotein Club, della International Atherosclerosis Society e della European Atherosclerosis Society. Dal 1989 al 1996 e dal 2000 al 2006 è membro della Gerontological Society of America (GSA). Dal 2007 è membro della IGM Society (International Gender Medicine) e dal 2012 è Membro eletto del Comitato scientifico di tale Società Internazionale. Dal 2009 è Fondatrice e Presidente del Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere Dal luglio 2014 è componente nell’ambito del Centro Studi, Documentazione e Ricerca della FNOMCeO della commissione “Promozione dell’educazione terapeutica e della medicina di genere” Dal giugno 2012 è eletta membro del Consiglio Direttivo della International Gender Medicine Society. Nel 2013 è vincitrice del Premio Paul Harris Fellow del Rotary Internazionale e nel 2016 vince il Premio AMMI “una donna, una storia”.

Lucia Banci
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Area STEM: Chimica

Competenze: risonanza magnetica, chimica

Parole chiave: risonanza magnetica, biologia strutturale, metalloproteine, metalli in sistemi biologici, trasporto rame nelle cellule, ferro, disegno di vaccini


Funzione/Ruolo
Direttrice del CERM (Centro Risonanze Magnetiche) e Professoressa di Chimica presso l’Università di Firenze

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Chimica presso l’Università degli studi di Firenze nel 1978, prosegue la sua formazione attraverso vari periodi di ricerca all’estero, principalmente negli USA. Prosegue la sua carriera accademica all’interno dell’Università di Firenze prima come ricercatrice e nel 1987 come professoressa associata. Dal 1999 è professoressa ordinaria di Chimica Generale e Inorganica e dal 2011 direttrice del CERM (Centro Risonanze Magnetiche) dell’Università di Firenze.

Risultati scientifici
Lucia Banci ha fornito e sta fornendo contributi originali e innovativi in Biologia strutturale e nella risonanza magnetica nucleare (NMR) applicata a sistemi biologici. In particolare ha acquisito visibiltà come leader internazionale per la caratterizzazione di processi funzionali in cellule viventi con risoluzione a livello atomico. Ha applicato e sta applicando questo approccio allo studio di processi responsabili del trasporto e utilizzo di ioni metallici, in particolare rame e ferro. Ha sviluppato un nuovo approaccio per “in cell NMR”, cioè NMR ad alta risoluzione su cellule viventi, che permette di caratterizzare a livello atomico proteine umane in cellule umane viventi. Lucia Banci è impegnata nello sviluppo e nell’utilizzo della spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR) ad alta risoluzione, campo di ricerca nel quale ha fornito importanti progressi teorici e metodologici. È stata attiva in progetti di ricerca di genomica strutturale, nei quali utilizza un approccio “funzionale”, cioè sfrutta la conoscenza della conformazione delle biomolecole per capirne la funzione e come questa possa essere alterata da mutazioni o altre alterazioni. Inoltre è stata pioniera nello sviluppo di un approccio assolutamente innovativo per il disegno razionale di vaccini altamente efficaci, cioè la vaccinology strutturale, basato sulla caratterizzazione strutturale degli antigeni e della loro interazione con gli anticorpi.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 360 articoli pubblicati su riviste nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) Nuttle X, Giannuzzi G, Duyzend MH, Schraiber JG, Narvaiza I, Camponeschi F, Ciofi-Baffoni S, Sudmant PH, Penn O, Chiatante G, Malig M, Huddleston J, Benner C, Stessman HAF, Marchetto MCN, Denman L, Harshman L, Baker C, Raja A, Penewit K, Tang WJ, Ventura M, Antonacci F, Akey JM, Amemiya CT, Banci L, Gage FH, Reymond A and Eichler EE. Emergence of a Homo sapiens-specific gene family and the evolution of autism risk at chromosome 16p11.2. Nature, 536:205-209.
(2016) Barbieri L, Luchinat E and Banci L. In-cell NMR spectroscopy in HEK293T cells: a protocol to characterize proteins in their physiological environment. Nature Protocols, 11:1101-1111.
(2015) Banci L, Ciofi-Baffoni S, Gajda K, Muzzioli R, Peruzzini R and Winkelmann J. N-terminal domains mediate [2Fe-2S] cluster transfer from glutaredoxin-3 to anamorsin. Nature Chemical Biology, 11:772-778.
(2015) Banci L, Camponeschi F, Ciofi-Baffoni S and Muzzioli R. Elucidating the molecular function of human BOLA2 in GRX3-Dependent anamorsin maturation pathway. Journal of the American Chemical Society, 137:16133-16134.
(2014) Banci L, Brancaccio D, Ciofi-Baffoni S, Del Conte R, Gadepalli R, Mikolajczyk M, Neri S, Piccioli M and Winkelmann J. [2Fe-2S] cluster transfer in iron-sulfur protein biogenesis. Proceeding of the National Academy Society of the United States of America, 111:6203-6208.
(2014) Luchinat E, Barbieri L, Rubino J.T, Kozyreva T, Cantini F & Banci L. In-cell NMR reveals potential precursor of toxic species from SOD1 fALS mutants. Nature Communications, 5:5502.
(2013) Banci L, Barbieri L, Bertini I, Luchinat E, Secci E, Zhao Y & Aricescu AR. Atomic-resolution monitoring of protein maturation in live human cells by NMR. Nature Chemical Biology, 9:297-299.
(2011) Scarselli M, Aricò B, Brunelli B, Savino S, Di Marcello F, Palumbo E, Veggi D, Ciucchi L, Cartocci E, Bottomley M.J, Malito E, Lo Surdo P, Comanducci M, Giuliani M.M, Cantini F, Dragonetti S, Colaprico A, Doro F, Giannetti P, Pallaoro M, Brogioni B, Tontini M, Hilleringmann M, Nardi-Dei V, Banci L, Pizza M. & Rappuoli R, Rational design of a meningococcal antigen inducing broad protective immunity. Science Translational Medicine, 3:91ra62.
(2010) Banci L, Bertini I, Ciofi-Baffoni S, Kozyreva T, Zovo K & Palumaa P. Affinity gradients drive copper to cellular destinations. Nature, 465:645-648
(2006) Banci L, Bertini I, Cantini F, Felli IC, Gonnelli L, Hadjiliadis N, Pierattelli R, Rosato A and Voulgaris P. The Atx1-Ccc2 complex is a metal-mediated protein-protein interaction. Nature Chemical Biology, 2:367-368.

Riconoscimenti e premi
Lucia Banci attualmente dirige il CERM (Centro di Risonanze Magnetiche) di Firenze, centro di cui è anche co-fondatrice, una grande infrastruttura europea nel campo delle Scienze della Vita (Life Sciences). È membro di EMBO (Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare) ed è la delegata italiana presso il Consiglio del Laboratorio Europeo di biologia molecolare (EMBL). Nel 2015 e’ stata insignita del premio IUPAC "Donne Illustri in Chimica". Ha ricevuto il "Fiorino d'Oro della Città di Firenze" Medaglia d'oro del Comune di Firenze, ed altri premi e riconoscimenti.

Ariela Benigni
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biologia molecolare

Parole chiave: reni, malattie renali, trapianto dei reni, rigetto, cellule staminali, rigenerazione cellulare


Funzione/Ruolo
Responsabile del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Bergamo

Percorso professionale
Dopo la Laurea in Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Milano, consegue il Dottorato di Ricerca presso l'Università di Maastricht in Olanda.Trascorre periodi di formazione all’estero, presso il Centre Regional de Transfusion Sanguigne di Strasburgo, il Guy’s Hospital a Londra, il Brigham and Women’s Hospital a Boston. Il suo gruppo di ricerca si sta attualmente occupando di medicina rigenerativa con l’obiettivo di studiare se le cellule staminali possano curare le malattie renali acute e croniche e di capire come il rene sia capace di rigenerarsi.

Risultati scientifici
I suoi interessi di ricerca riguardano la comprensione delle cause dello sviluppo di malattie renali e i meccanismi di progressione del danno che porta alla perdita della funzionalità del rene. Nel campo del rigetto del trapianto è stata tra i primi a utilizzare con successo la terapia genica con vettori virali per prevenire il rigetto del trapianto di organo solido senza ricorrere a farmaci antirigetto. Dal 2007 al 2012 collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per un progetto multicentrico internazionale sui fattori angiogenici come causa di gestosi, malattia della gravidanza. Nel 2007 riceve l’incarico di “Senior Fellow in Obstetric Medicine” presso l’Università di Oxford, Nuffield Department of Obstetrics & Gynaecology. Recentemente è stata nominata membro della Visiting Committee di AERES (Agence d’Évaluation de la Recherche et de l’Enseignement Supèrieur) per la valutazione dei ricercatori all’Hopital Necker di Parigi. Ha fatto parte del Comitato Scientifico per la realizzazione dei più importanti meeting internazionali di nefrologia (Word Congress of Nephrology, WCN 2015, Capetown, Sudafrica e American Society of Nephrology ASN 2016 Meeting, Chicago, USA).

Attività editoriali e pubblicazioni
Ariela Benigni ha fatto parte di comitati editoriali di riviste scientifiche internazionali: Associate Editor di Kidney International, Journal of Nephrology, International Journal of Artificial Organs, e anche Academic Editor di Expert Opinion on Therapeutic Patents, PeerJ, PLoS One. Da gennaio 2015 è Editor in Chief di Nephron.
È autrice di circa 270 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, tra cui:

(2016) Gagliardini E, Novelli R, Corna D, Zoja C, Ruggiero B, Benigni A, Remuzzi G. B7-1 is not induced in podocytes of human and experimental diabetic nephropathy. Journal of American Society of Nephrology, 27:999-1005.
(2015) Morigi M, Perico L, Rota C, Longaretti L, Conti S, Rottoli D, Novelli R, Remuzzi G, Benigni A, Sirtuin 3-dependent mitochondrial dynamic improvements protect against acute kidney injury. The Journal of Clinical Investigation, 125:715-726.
(2015) Trionfini P, Benigni A, Remuzzi G, MicroRNAs in kidney physiology and disease. Nature Reviews Nephrology, 11:23-33.
(2014) Benigni A, Gagliardini E, Remuzzi G, Abatacept in B7-1-positive proteinuric kidney disease. The New England Journal of Medicine, 370:1261-1263.
(2013) Parvanova A, van der Meer IM, Iliev I, Perna A, Gaspari F, Trevisan R, Bossi A, Remuzzi G, Benigni A, Ruggenenti P; for the Daglutril in Diabetic Nephropathy Study Group. Effect on blood pressure of combined inhibition of endothelin-converting enzyme and neutral endopeptidase with daglutril in patients with type 2 diabetes who have albuminuria: a randomised, crossover, double-blind, placebo-controlled trial. Lancet Diabetes Endocrinol, 1:19-27.
(2013) Remuzzi G, Benigni A, Finkelstein FO, Grunfeld JP, Joly D, Katz I, Liu ZH, Miyata T, Perico N, Rodriguez-Iturbe B, Antiga L, Schaefer F, Schieppati A, Schrier RW, Tonelli M, Kidney failure: aims for the next 10 years and barriers to success. Lancet, 382:353-362.
(2011) Mele C, Iatropoulos P, Donadelli R, Calabria A, Maranta R, Cassis P, Buelli S, Tomasoni S, Piras R, Krendel M, Bettoni S, Morigi M, Delledonne M, Pecoraro C, Abbate I, Capobianchi MR, Hildebrandt F, Otto E, Schaefer F, Macciardi F, Ozaltin F, Emre S, Ibsirlioglu T, Benigni A, Remuzzi G, Noris M, the PodoNet Consortium. MYO1E Mutations and Childhood Familial Focal Segmental Glomerulosclerosis. The New England Journal of Medicine, 365(4):295-306.
(2011) Benigni A, Morigi M, Rizzo P, Gagliardini E, Rota C, Abbate, M Ghezzi S, Remuzzi A, Remuzzi G. Inhibiting angiotensin-converting enzyme promotes renal repair by limiting progenitor cell proliferation and restoring the glomerular architecture. American Journal Of Pathology, 179(2):628-38.
(2010) Benigni A, Morigi M, Remuzzi G. Kidney regeneration. Lancet, 375(9722):1310-7.
(2009) Benigni A, Corna D, Zoja C, Sonzogni A, Latini R, Salio M, Conti S, Rottoli D, Longaretti L, Cassis P, Morigi M, Coffman TM, Remuzzi G. Disruption of the Ang II type 1 receptor promotes longevity in mice. The Journal of Clinical Investigation, 119(3):524-30.

Riconoscimenti e premi
Nel 2012 ha ottenuto la Benemerenza della città di Bergamo per i suoi studi in campo scientifico.

Ginestra Bianconi
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Area STEM: Matematica

Competenze: matematica applicata, meccanica statistica

Parole chiave: networks, sistemi complessi, reti complesse, entropia, percolazione, modelli di non-equilibrio, multilayer networks, geometria delle reti, applicazioni a reti neuronali, reti molecolari della cellula, social networks


Funzione/Ruolo
Professoressa associata di Matematica Applicata alla Queen Mary University of London, UK e Direttrice del master in Network Science presso la stessa università

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica nel 1998 all’Università La Sapienza di Roma, nel 2002 ottiene il dottorato in Fisica alla Notre Dame University, Indiana, USA. Nell’anno 2002-2003 conduce attività di ricerca presso l’Université de Fribourg in Svizzera e nel periodo dal 2003 al 2009 lavora presso l’International Institute For Theoretical Physics (ICTP) di Trieste. Nel 2009 vince un posto da assistant professor al dipartimento di Fisica della Northeastern University of Boston, USA. Nel 2013 si sposta al dipartimento di Scienze Matematiche della Queen Mary University of London dove consegue il titolo di professoressa associata nel 2015. Dal 2014 è direttrice del master in Network Science della Queen Mary University of London.

Risultati scientifici
L’attività di ricerca di Ginestra Bianconi si svolge nel campo della teoria delle reti e dei sistemi complessi e risponde alla necessità di sviluppare nuovi approcci teorici alla frontiera tra la matematica applicata e la fisica statistica. Tra i risultati più rilevanti citiamo il modello Bianconi-Barabasi che spiega l’evoluzione di network come Internet e il World Wide Web tramite un parallelo con la Bose-Einstein condensation, fenomeno quantistico delle particelle di Bose, e i lavori sull’entropia delle reti che sono rilevanti per molteplici problemi di inferenza. Le reti complesse descrivono sistemi complessi caratterizzati da una ricca struttura di interazioni e sono strutture formate esclusivamente da nodi (che rappresentano gli elementi del sistema complesso) e archi (che descrivono le interazioni esistenti tra coppie di nodi). Gli esempi di reti complesse sono molteplici e includono il cervello, e le reti biologiche della cellula, arrivando fino ai network sociali e alle infrastrutture interdipendenti. Recentemente la ricerca di Ginestra Bianconi è incentrata sui multilayer networks, che descrivono reti formate da più reti interagenti e sulla geometria dei network. In questo contesto sviluppa modelli di robustezza, evoluzione, controllo e inferenza. Ginestra Bianconi conduce inoltre attività di ricerca con collaborazioni interdisciplinari in neuroscienze, bioinformatics e reti economiche.

Attività editoriali e pubblicazioni
Ginestra Bianconi è responsabile editoriale di numerose riviste scientifiche tra cui Nature Scientific Reports e Annals of Physics. È inoltre autrice di più di 100 pubblicazioni, tra cui:

(2014) Bianconi G, Dorogovtsev SN. Multiple percolation transitions in a configuration model of a network of networks. Physical Review E, 89(6):062814.
(2014) Menichetti G, Dall’Asta L, Bianconi G. Network controllability is determined by the density of low in-degree and out-degree nodes. Physical review letters, 113(7): 078701.
(2014) Boccaletti S, Bianconi G, Criado R, Del Genio CI, Gómez-Gardenes J, Romance M, Sendina-Nadal I, Wang Z, Zanin M. The structure and dynamics of multilayer networks. Physics Reports, 544(1):1-122.
(2013) Bianconi G. Statistical mechanics of multiplex networks: Entropy and overlap. Physical Review E, 87(6):062806.
(2010) Stehlé J, Barrat A, Ginestra Bianconi G. Dynamical and bursty interactions in social networks. Physical review E, 81(3): 035101.
(2009) Bianconi G, Pin P, Marsili M. Assessing the relevance of node features for network structure. Proceedings of the National Academy of Sciences, 106(28):11433-11438.
(2009) Kartik A, Bianconi G. Entropy measures for networks: Toward an information theory of complex topologies. Physical Review E, 80(4):045102.
(2007) Bianconi G. The entropy of randomized network ensembles. Europhysics Letters, 81(2): 28005.
(2001) Bianconi G, Barabási A-L. Competition and multiscaling in evolving networks. Europhysics Letter, 54(4):436.
(2001) Bianconi G, Ginestra, Barabási A-L. Bose-Einstein condensation in complex networks. Physical review letters, 86(24):5632.

Riconoscimenti e premi
Ginestra Bianconi fa parte della Network Science Society, della European Complex Systems Society, della London Mathematical Society e della European Women in Mathematics Society.

Paola Bonfante
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: biologia vegetale

Parole chiave: piante, funghi, biodiversità del suolo, terreno, coltivazione, agricoltura, simbiosi


Funzione/Ruolo
Professoressa Ordinaria di Biologia Vegetale e Responsabile del laboratorio di Plant Microbe Interactions, Università degli Studi di Torino

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche all’Università di Torino nel 1970, Paola Bonfante prosegue la sua formazione con una borsa di studio presso il Centro di Studio sulla Micologia del Terreno (CSMT) del CNR di Torino. Dal 1973 è Ricercatrice del CNR, attività che svolge fino al 1985. Da quella data è Professoressa Ordinaria di Biologia Vegetale all’Università di Torino. Dal 1995 al 2009 è Responsabile della Sezione di Torino dell’Istituto di Protezione per le Piante del CNR. Dal 2006 al 2011 è Direttrice del Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Torino, e in seguito, fino al 2013, è Coordinatrice del corso di dottorato di ricerca in Biologia e Biotecnologia. Oggi unisce all’attività di docenza la direzione del Laboratorio di Plant Microbe Interactions.

Risultati scientifici
Paola Bonfante è una biologa impegnata nella ricerca e nello studio delle interazioni fra piante e microrganismi. In particolare, il suo gruppo di ricerca si focalizza sin dal 1975 sullo studio della biologia delle associazioni simbiotiche e della tassonomia dei funghi, indagando le interazioni intime tra funghi e piante e tra batteri e funghi. Applicando le tecniche di indagine genetica, all’inizio degli anni Novanta ha fornito alcuni importanti contributi alla conoscenza delle micorrize (associazioni simbiotiche tra funghi del terreno e radici delle piante) presenti sia in natura sia negli agroecosistemi. Paola Bonfante ha scoperto un gruppo di endobatteri che vivono all’interno di funghi micorrizici, in un processo di simbiosi nella simbiosi, e che possono modulare alcuni dei tratti funzionali dei loro ospiti fungini. Ad oggi il gruppo di ricerca coordinato da Paola Bonfante continua a studiare le basi cellulari e molecolari delle interazioni pianta-fungo, indagandone le determinanti genetiche al fine di definire la biodiversità e la funzionalità del microbiota associato alle piante. Scopo della ricerca è valutarne l’impatto sugli ecosistemi naturali e agricoli, in particolar modo nella coltivazione di riso, vite, grano e pomodoro.

Attività editoriali e pubblicazioni
Paola Bonfante è editor di Environmental Microbiology dal 2013, membro dell'Editorial Board di diversi giornali scientifici internazionali come l’ISME Journal e New Phytologist. Svolge attività di revisione per Plant Cell, Plant Journal, Plant Physiology, Planta, Fungal Biology & Genetics, PNAS e per la National Science Foundation (NSF) americana ed europea.

È autrice di oltre 250 pubblicazioni scientifiche internazionali, fra cui:

(2016) Salvioli A, Ghignone S, Novero M, Navazio L, Bagnaresi P, Bonfante P. Symbiosis with an endobacterium increases the fitness of a mycorrhizal fungus, raising its bioenergetic potential. The ISME Journal, 10(1):130-44.
(2013) Tisserant E, Malbreil M, Kuo A, Kohler A, Symeonidi A, Balestrini R, […] Bonfante P, et al. Genome of an arbuscular mycorrhizal fungus provides insight into the oldest plant symbiosis. Proceedings of the National Academy of Sciences, 110 (50):20117-20122.
(2012) Ghignone S, Salvioli A, Anca I, Lumini E, Ortu G, Petiti L, Cruveiller S, […] Bonfante P, et al. The genome of the obligate endobacterium of an AM fungus reveals an interphylum network of nutritional interactions. The ISME Journal, 6 (1):136-145.
(2010) Martin F, Kohler A, Murat C, Balestrini R, PM Coutinho PM, O Jaillon O, […] Bonfante P, et al. Périgord black truffle genome uncovers evolutionary origins and mechanisms of symbiosis. Nature, 464 (7291):1033-1038.
(2010) Bonfante P, Genre A. Mechanisms underlying beneficial plant–fungus interactions in mycorrhizal symbiosis. Nature Communications, 1, 48.
(2009) Bonfante P, Anca IA. Plants, mycorrhizal fungi, and bacteria: a network of interactions. Annual Review of Microbiology, 63:363-383.
(2005) Genre A, Chabaud M, Timmers T, Bonfante P, Barker DG. Arbuscular mycorrhizal fungi elicit a novel intracellular apparatus in Medicago truncatula root epidermal cells before infection. The Plant Cell, 17 (12):3489-3499.
(1996) Perotto S, Actis-Perino E, Perugini J, Bonfante P. Molecular diversity of fungi from ericoid mycorrhizal roots. Molecular Ecology, 5 (1):123-131.
(1990) Bonfante P, Faccio A, Perotto S, Schubert A. Correlation between chitin distribution and cell wall morphology in the mycorrhizal fungus Glomus versiforme. Mycological Research, 94(2):157-165.
(1984) Bonfante P. Anatomy and morphology of VA mycorrhizae. in VA mycorrhizas. C. Powell and J. Bagyaray, CRC Press.

Riconoscimenti e premi
Nel 2010 Paola Bonfante riceve due prestigiosi riconoscimenti: il Premio per la Biologia Vegetale dall’Accademia dei Lincei e il premio French Food Spirit nella sezione Scienza. Dal 2012 al 2016 è componente del Comitato scientifico del CNR; dal 2014 del Comitato scientifico per le attività di ricerca della Provincia di Trento. Fa parte di numerose società scientifiche, fra cui l’Accademia delle Scienze di Torino, l'Accademia di Agricoltura di Torino e l’Accademia dei Lincei di Roma.

Daniela Bortoletto
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica sperimentale, fisica quantistica

Parole chiave: bosone di higgs, quark top, cern, atlas, fisica delle particelle, materia oscura, fermilab


Funzione/Ruolo
Professoressa di Fisica Sperimentale delle Particelle presso la Oxford University

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Pavia nel 1982, prosegue la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in Fisica conseguito nel 1987 alla Syracuse University, New York. Prosegue la sua carriera accademica e nel 1989 diventa docente alla Purdue University in Indiana dove nel 2009 è nominata E. M. Purcell Distinguished Professor of Physics. Dal 2013 è docente della University di Oxford.

Risultati scientifici
Daniela Bortoletto ha partecipato a molte importanti scoperte nel campo della fisica delle particelle elementari. La sua attività di ricerca inizia alla Università di Cornell dove dal 1984 al 1989 si dedica allo studio del b-quark con CLEO. Dal 1991 al 2010 partecipa all’esperimento CDF (Collider Detector at Formilab) al Fermilab, dove contribuisce alla scoperta del top quark, alle prime misure delle sue proprietà, e alla ricerca del bosone di Higgs al Tevatron, la macchina acceleratrice che in quegli anni raggiungeva la più alta energia al mondo di collisione dei fasci. Il suo gruppo collabora alla costruzione del rivelatore al silicio di CDF. Nel 1996, comincia a partecipare all’esperimento CMS (Compact Muon Selenoid) al CERN, in cui ha un ruolo importante nella costruzione del rivelatore a pixels. Dopo l’istallazione di questo rivelatore nel 2008, si dedica alla ricerca del bosone di Higgs con la macchina acceleratrice LHC. Dal 2007 al 2014, coordina le attività di tutte le università americane in CMS per organizzare l’upgrade del rivelatore. Nel 2014, lascia CMS ed entra a far parte di ATLAS, dove continua lo studio delle proprietà del bosone di Higgs e la ricerca di altre particelle scalari. Partecipa inoltre all’upgrade del rivelatore ATLAS, necessario quando il numero di collisioni tra i protoni nella macchina LHC sarà incrementato nel 2024.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerosi articoli su riviste nazionali ed internazionali, tra cui:

(2015) Bortoletto D, How and why silicon sensors are becoming more and more intelligent?. Journal of Instrumentation, 10(08).
(2015) Khachatryan V, Mousa J, Tumasyan A, Bortoletto D, et al. Search for dark matter, extra dimensions, and unparticles in monojet events in proton–proton collisions at √s = 8 TeV. European Physical Journal C, 75(5):235.
(2015) Khachatryan V, Mousa J, Tumasyan A, Bortoletto D, et al. Search for physics beyond the standard model in final states with a lepton and missing transverse energy in proton-proton collisions at √s = 8 TeV, Physical Review D, 91(9).
(2015) Khachatryan V, Mousa J, Tumasyan A, Bortoletto D, et al. Measurement of J/ψ and ψ(2S) Prompt Double-Differential Cross Sections in pp Collisions at √s=7 TeV. Physical Review Letters, 114(19):191802.
(2015) Ad G, Abbot B, Abdallah J, Bortoletto D, et al. Combined Measurement of the Higgs Boson Mass in pp Collisions at √s=7 and 8 TeV with the ATLAS and CMS Experiments. Physical Review Letters, 114(19):191803.
(2015) Khachtryan V, Mousa J, Tumasyan A, Bortoletto D, et al. Observation of the rare Bs0 µ+µ− decay from the combined analysis of CMS and LHCb data. Nature, 522(7554).
(2015) Adam W, Bergauer T, Dragicevic M, Bortoletto D, et al. Trapping in irradiated p-on-n silicon sensors at fluences anticipated at the HL-LHC outer tracker. Journal of Instrumentation, 11(04).
(2015) Aaltonen T, Abazov VM, Abbott B, Bortoletto D, et al. Tevatron Constraints on Models of the Higgs Boson with Exotic Spin and Parity Using Decays to Bottom-Antibottom Quark Pairs. Physical Review Letters, 114(15).
(2015) CDF Collaboration, Aaltonen T, Amerio S, Bortoletto D, et al, Measurement of the production and differential cross sections of W + W − bosons in association with jets in p p ¯ collisions at s = 1.96 TeV. Physical Review D, 91(11).
(2015) CDF Collaboration, Aaltonen T, Amerio S, Bortoletto D, et al. Measurement of the top-quark mass in the t t ¯ dilepton channel using the full CDF Run II data set. Physical Review, D, 92(3).

Riconoscimenti e premi
Nel 1994-1996 Daniela Bortoletto ottiene la Alfred P. Sloan Fellowship. Nel 1997 vince l’Early Career Award NSF (National Science Foundation), mentre tre anni prima aveva ricevuto il Career Advancement Award (NFS). Nel 2004 entra nell’American Physical Society e nello stesso anno riceve il premio Ruth and Joel Spira for Excellence in Undergraduate Education, del dipartimento di Fisica dalla Purdue University. Nel 2013 viene eletta componente dell’American Association Advancement of Science e, nel 2015, dell’Institute of Physics.

Giulia Bossi
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria geotecnica

Parole chiave: ambiente, territorio, frane, dissesto, gestione del rischio, rischio idrogeologico


Funzione/Ruolo
Assegnista di Ricerca del CNR-IRPI, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, sezione di Padova

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea triennale in Ingegneria Civile nel 2007 e la laurea specialistica in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio nel 2010 presso l’università di Padova, nello stesso anno entra a far parte dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica di Padova come borsista. Sempre nell’Istituto di Ricerca è assegnista di ricerca dal 2013 a oggi e contemporaneamente prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca, conseguito all’Università di Bologna in Ingegneria Civile, Ambientale e dei Materiali nel 2015.

Risultati scientifici
Giulia Bossi è un’esperta di meccanica delle terre e di frane. Si occupa, tra l’altro, di analisi statistica dell’errore associato alle semplificazioni del profilo stratigrafico nel modello numerico di frane; di simulazioni del runout per colate detritiche e valanghe di rocce, con ricostruzione della dinamica di eventi passati e scenari di rischio; dello studio di possibili interventi di mitigazione per frane; infine, di analisi di stabilità di versanti, dati di monitoraggio di frane e quantificazione del rischio. Durante il dottorato sviluppa una ricerca in cui presenta un nuovo approccio nella modellazione geotecnica che si basa sulla generazione stocastica di diverse distribuzioni di strati di terreno, secondo una logica booleana. Questo metodo è stato applicato all’analisi di stabilità di rilevati e fenomeni franosi in modelli bidimensionali e tridimensionali. All’interno del CNR-IRPI di Padova contribuisce alla definizione della dinamica di grandi frane distribuite tra Veneto, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Argentina e gestisce l’attività di monitoraggio per le frane nel territorio italiano. Nell’ambito di progetti europei partecipa per conto del CNR al training di volontari per la gestione del rischio naturale. Collabora con l’Università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto per la modellizzazione del rischio per impatti tra avifauna e aerei nei pressi degli aeroporti, per cui gestisce il database spaziale e partecipa alla definizione del modello.

Attività editoriali e pubblicazioni
Giulia Bossi svolge l’attività di revisione per riviste scientifiche come Science of the total environment, Natural Hazard and Earth System Sciences, il Bulletin of Engineering Geology and the Environment e il Computers & Geosciences.

È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali fra cui:

(2016) Bossi G, Mantovani M, Frigerio S, Schenato L, Marcato G, Pasuto A. A Monitoring Network to Map and Assess Landslide Activity in a Highly Anthropized Area. Geosciences (MDPI), 6, 40.
(2016) Bossi G, Zabuski L, Pasuto A, Marcato G. Capabilities of Continuous and Discontinuous Modelling of a Complex, Structurally Controlled Landslide. Geotechnical and Geological Engineering, 1-11.
(2016) Bossi G, Borgatti L, Gottardi G, Marcato G. The Boolean Stochastic Generation method - BoSG: A tool for the analysis of the error associated with the simplification of the stratigraphy in geotechnical models. Engineering Geology, 203:99–106.
(2016) Brezzi L, Bossi G, Gabrieli F, Marcato G, Pastor M, Cola S. A new data assimilation procedure to develop a debris flow run-out model. Landslides, 13(5):1083-1096.
(2015) Coccon F, Zucchetta M, Bossi G, Borrotti M, Torricelli P, Franzoi P. A land-use perspective for birdstrike risk assessment: The attraction risk index. Plos One, 10(6), e0128363.
(2015) Bossi G, Cavalli M, Crema S, Frigerio S, Quan Luna B, Mantovani M, Marcato G, Schenato L, Pasuto A. Multi-temporal LiDAR-DTMs as a tool for modelling a complex landslide: a case study in the Rotolon catchment (eastern Italian Alps). Natural Hazards and Earth System Sciences, 15:715-722.
(2014) Cortes Arevalo VJ, Charrière M, Bossi G, Frigerio S, Schenato L, Bogaard T, Bianchizza C, Pasuto A, Sterlacchini S. Evaluating quality of data collected by volunteers for first level inspection of hydraulic structures in mountain catchments. Natural Hazards and Earth System Sciences, 14:2681-2698.
(2014) Frigerio S, Schenato L, Mantovani M, Bossi G, Marcato G, Cavalli M, Pasuto A. A Web-based platform for automatic and continuous landslide monitoring: the Rotolon case study. Computers & Geosciences, (63):96-105.
(2013) Bossi G, Frigerio S, Mantovani M, Schenato L, Pasuto A, Marcato G. Hazard assessment of a potential rock avalanche in South Tyrol, Italy: 3D modeling and risk scenarios. Italian Journal of Engineering Geology and Environment, 6: 221–227.
(2012) Marcato G, Bossi G, Rivelli F, Borgatti L. Debris flood hazard documentation and mitigation on the Tilcara alluvial fan (Quebrada de Humahuaca, Jujuy province, North-West Argentina). Natural Hazards and Earth System Science, 12(6):1873–1882.

Riconoscimenti e premi
Nel 2014 è stata insignita del Premio Ivo Rocchetti per la migliore presentazione di una giovane ricercatrice al IX Convegno Nazionale “GIT-Geosciences and Information Technologies” di Montefalco (PG), per il lavoro Addressing ground lithological variability for numerical modelling through a stochastic approach: the Mortisa landslide case study. È inoltre componente di diverse società scientifiche quali l’International Association for Engineering Geology and the Environment (IAEG), l’European Geosciences Union (EGU) e l’Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale (AIGA).

Alba Brandes
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: oncologia, ricerca farmacologica

Parole chiave: tumore cerebrale, farmaci antitumorali, cavaliere al merito della repubblica


Funzione/Ruolo
Direttrice dell'Oncologia dell'Ospedale Bellaria, Azienda Usl IRCCS Scienze Neurologiche di Bologna

Percorso professionale
Nel luglio 1981 si laurea in Medicina e Chirurgia all'Università degli studi di Padova con una la tesi sulla "Peptichemio nel trattamento del Carcinoma Ovarico". Successivamente si specializza nello studio dei tumori, conseguendo la specializzazione in Oncologia Medica con una tesi dal titolo: "Trattamento combinato chemio-chirurgico nel microcitoma polmonare". Frequenta il Radiotherapy Department Royal Marsden, Londra, l'Oncology Department MD Anderson Cancer Center di Houston, Texas, il Memorial Sloan Kettering Cancer Center, New York, USA. Prosegue la sua carriera di ricerca e diventa Direttrice della struttura semplice di Neuro-Oncologia, Azienda Ospedale-Università di Padova. Dal 2006 è Direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica AUSL di Bologna. È Principal Investigator mondiale di numerosi studi clinici.

Risultati scientifici
Alba Brandes ha steso la linea guida per il trattamento dei tumori cerebrali. E continua a fornire il suo contributo in qualità di Consulente Esperta dell’ Agenzia europea per i medicinali (EMA Expert), Membro del Comitato Scientifico Internazionale per la valutazione di progetti oncologici presso il National Institute of the Cancer (INCa), Francia, Revisora linee guida oncologiche dell’ Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI), Membro del Response Assessment in Pediatric Neuro-Oncology (RAPNO), Membro dell’Immunotherapy Response Assessment in Neuro-Oncology (RANO), Membro del Gruppo Ristretto European Society of Medical Oncolgy (ESMO) per il trattamento dei Tumori Cerebrali, Coordinatrice Nazionale e Internazionale di Progetti di Ricerca dell’European Organization for Research and Treatment of Cancer (EORTC)/National Cancer Institute of Canada (NCIC), Coordinatrice delle Linee Guida Nazionali dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) per il trattamento delle Neoplasie cerebrali, Referee ed esperta Nazionale dal 2009 per la Commissione Nazionale per la Formazione Continua: collaborazione (ECM nazionale) per la valutazione culturale e scientifica degli eventi e dei progetti formativi aziendali; Coordinatrice Scientifica (Principal Investigator) del progetto finanziato Fondazione Celeghin “Role of MGMT methylation status at time of diagnosis and recurrence for patients with glioblastoma: exploratory analysis and clinical implications”, Membro del gruppo regionale dei tumori rari, Corresponsabile del percorso Aziendale PDTA Mammella e Polmone-AUSL Bologna, Responsabile Clinica PDTA Tumori cerebrali AUSL Bologna, Membro della Commissione Oncologica dell’Emilia Romagna.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerosi articoli scientifici nazionali ed internazionali tra cui:

(2016) Baumert BG, Hegi ME, van den Bent MJ, von Deimling A, Gorlia T, Hoang-Xuan K, Brandes AA, Kantor G, Taphoorn MJ, Hassel MB, Hartmann C, Ryan G, Capper D, Kros JM, Kurscheid S, Wick W, Enting R, Reni M, Thiessen B, Dhermain F, Bromberg JE, Feuvret L, Reijneveld JC, Chinot O, Gijtenbeek JM, Rossiter JP, Dif N, Balana C, Bravo-Marques J, Clement PM, Marosi C, Tzuk-Shina T, Nordal RA, Rees J, Lacombe D, Mason WP, Stupp R. Temozolomide chemotherapy versus radiotherapy in high-risk low-grade glioma (EORTC 22033-26033): a randomised, open-label, phase 3 intergroup study. The Lancet Oncology. pii: S1470-2045(16)30313-8. doi: 10.1016/S1470-2045(16)30313-8. [Epub ahead of print]. PMID: 27686946
(2016) Reijneveld JC, Taphoorn MJ, Coens C, Bromberg JE, Mason WP, Hoang-Xuan K, Ryan G, Hassel MB, Enting RH, Brandes AA, Wick A, Chinot O, Reni M, Kantor G, Thiessen B, Klein M, Verger E, Borchers C, Hau P, Back M, Smits A, Golfinopoulos V, Gorlia T, Bottomley A, Stupp R, Baumert BG. Health-related quality of life in patients with high-risk low-grade glioma (EORTC 22033-26033): a randomised, open-label, phase 3 intergroup study. The Lancet Oncology. pii: S1470-2045(16)30305-9. doi: 10.1016/S1470-2045(16)30305-9. [Epub ahead of print] PMID: 27686943
(2016) Schiffgens S, Wilkens L, Brandes AA, Meier T, Franceschi E, Ermani M, Hartmann C, Sandalcioglu IE, Dumitru CA. Sex-specific clinicopathological significance of novel (Frizzled-7) and established (MGMT, IDH1) biomarkers in glioblastoma. Oncotarget. doi: 10.18632/oncotarget.10465. [Epub ahead of print] PMID: 27409829
(2016) Wick W, Gorlia T, Bady P, Platten M, van den Bent MJ, Taphoorn MJ, Steuve J, Brandes AA, Hamou MF, Wick A, Kosch M, Weller M, Stupp R, Roth P, Golfinopoulos V, Frenel JS, Campone M, Ricard D, Marosi C, Villa S, Weyerbrock A, Hopkins K, Homicsko K, Lhermitte B, Pesce G, Hegi ME. Phase II Study of Radiotherapy and Temsirolimus versus Radiochemotherapy with Temozolomide in Patients with Newly Diagnosed Glioblastoma without MGMT Promoter Hypermethylation (EORTC 26082). Clinical Cancer Research. [Epub ahead of print] PMID: 27143690
(2016) Brandes AA, Finocchiaro G, Zagonel V, Reni M, Caserta C, Fabi A, Clavarezza M, Maiello E, Eoli M, Lombardi G, Monteforte M, Proietti E, Agati R, Eusebi V, Franceschi E. AVAREG: a phase II, randomized, noncomparative study of fotemustine or bevacizumab for patients with recurrent glioblastoma. Neuro Oncology, 18(9):1304-12. doi: 10.1093/neuonc/now035. PMID: 26951379
(2016) Brandes AA, Carpentier AF, Kesari S, Sepulveda-Sanchez JM, Wheeler HR, Chinot O, Cher L, Steinbach JP, Capper D, Specenier P, Rodon J, Cleverly A, Smith C, Gueorguieva I, Miles C, Guba SC, Desaiah D, Lahn MM, Wick W. A Phase II randomized study of galunisertib monotherapy or galunisertib plus lomustine compared with lomustine monotherapy in patients with recurrent glioblastoma. Neuro Oncology, 18(8):1146-56. doi: 10.1093/neuonc/now009. PMID: 26902851
(2015) Okada H, Weller M, Huang R, Finocchiaro G, Gilbert MR, Wick W, Ellingson BM, Hashimoto N, Pollack IF, Brandes AA, Franceschi E, Herold-Mende C, Nayak L, Panigrahy A, Pope WB, Prins R, Sampson JH, Wen PY, Reardon DA. Immunotherapy response assessment in neuro-oncology: a report of the RANO working group. The Lancet Oncology, 16(15): e534-42.
(2015) Pignata S, Lorusso D, Scambia G, Sambataro D, Tamberi S, Cinieri S, Mosconi AM, Orditura M, Brandes AA, Arcangeli V, Panici PB, Pisano C, Cecere SC, Di Napoli M, Raspagliesi F, Maltese G, Salutari V, Ricci C, Daniele G, Piccirillo MC, Di Maio M, Gallo C, Perrone F; MITO 11 investigators. Pazopanib plus weekly paclitaxel versus weekly paclitaxel alone for platinum-resistant or platinum-refractory advanced ovarian cancer (MITO 11): a randomised, open-label, phase 2 trial. The Lancet Oncolology,16(5):561-8. doi: 10.1016/S1470-2045(15)70115-4. Epub 2015 Apr 14. PMID: 25882986
(2015) Brandes AA, Bartolotti M, Marucci G, Ghimenton C, Agati R, Fioravanti A, Mascarin M, Volpin L, Ammannati F, Masotto B, Gardiman MP, De Biase D, Tallini G, Crisi G, Bartolini S, Franceschi E. New perspectives in the treatment of adult medulloblastoma in the era of molecular oncology. Critical Review in Oncology/Hematology, 94(3):348-59. doi: 10.1016/j.critrevonc.2014.12.016. Epub 2014 Dec 31. Review. PMID: 25600839
(2014) Brandes AA et al. Pattern of care and effectiveness of treatment for glioblastoma patients in the real world: Results from a prospective population-based registry. Could survival differ in a high-volume center?. Neuro-Oncology Practice, 1(4):166-171.

Riconoscimenti e premi
Nel 2001 viene nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua attività di ricerca in ambito oncologico. Nel 2012 la Columbia University e la Cornell University insigniscono Alba Brandes del premio "Gruson", per la prima volta conferito a un ricercatore italiano per i suoi contributi nel campo della neuroncologia.

Maria Luisa Brandi
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: endocrinologia, malattie del metabolismo minerale e osseo, malattie rare

Parole chiave: osteoporosi cura, osteoporosi prevenzione, malattie ossee, endocrinologia


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Endocrinologia all’Università degli Studi di Firenze

Percorso professionale
Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso l’Università degli Studi di Firenze, si specializza nel 1980 in endocrinologia presso lo stesso ateneo, per poi conseguire nel 1988 il Dottorato di Ricerca in Biologia Molecolare all’Università degli Studi di Roma. Nel 2003 diventa ordinaria di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo. Alla carriera accademica affianca quella clinica: dal 1992 è responsabile del Centro di Riferimento Tumori Endocrini Ereditari dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, dove dal 2007 è anche Direttrice dell’Unità Operativa di Malattie del Metabolismo Minerale ed Osseo. Dal 2016 coordina due European Reference Networks su malattie endocrine rare e su malattie rare dell’osso presso la suddetta azienda.

Risultati scientifici
Da anni impegnata nel campo della prevenzione e della cura delle malattie dello scheletro, non solo come medica e ricercatrice di spessore internazionale, con oltre 650 pubblicazioni su peer-reviewed Journals, ma anche come promotrice, attraverso il suo ruolo di Presidente di F.I.R.M.O (Fondazione Raffella Becagli) che si occupa di sostenere la prevenzione e la cura delle malattie dello scheletro, di un’attiva campagna di sensibilizzazione, tesa a diffondere, anche al di fuori della cerchia degli scienziati e degli ammalati, la conoscenza di queste patologie troppo poco note eppure capillarmente diffuse. Si adopera nel convogliare l’attenzione dell’opinione pubblica sui problemi delle malattie rare delle ossa, sulle malattie endocrine rare e sull’osteoporosi e nel sostenere campagne di comunicazione e prevenzione.

Attività editoriali e pubblicazioni
E’ autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(1986) Brandi ML, Fitzpatrick LA, Coon HG, Aurbach GD. Bovine parathyroid cells: cultures maintained for more than l40 population doublings. Proceeding of the National Academy Society of the United States of America, 83:1709-1713.
(1986) Brandi ML, Aurbach GD, Fitzpatrick LA, Quarto R, Spiegel AM, Bliziotes MM, Norton JA, Doppman JL, Marx SJ. Parathyroid mitogenic activity in plasma from patients with multiple endocrine neoplasia type I. The New England Journal of Medicine, 314:1287-1293.
(1987) Sakaguchi K, Santora A, Zimering M, Curcio F, Aurbach GD, Brandi ML. Functional epithelial cell line cloned from rat parathyroid glands. Proceeding of the National Academy Society of the United States of America, 84:3269-3273.
(1992) Gattei V, Bernabei PA, Pinto A, Bezzini R, Ringressi A, Formigli L, Tanini A, Attadia V, Brandi ML. Phorbol ester induced osteoclast-like differentiation of a novel human leukemic cell line (FLG 29.1). The Journal of Cell Biology, 116:437-447.
(2001) Brandi ML, Gagel RF, Angeli A, Bilezikian JP, Beck-Peccoz P, Bordi C, Conte-Devolx B, Falchetti A, Gheri RG, Libroia A, Lips CJM, Lombardi G, Mannelli M, Pacini F, Ponder BA, Raue F, Skogseid B, Tamburrano G, Thakker RV, Thompson NW, Tommasetti P, Tonelli F, Wells SA Jr, Marx SJ. Guidelines for Diagnosis and Therapy of MEN Type1 and Type 2. The journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 86:5658-5671.
(2004) Khosla S, Riggs BL, Atkinson EJ, Oberg AL, Mavilia C, Del Monte F, Melton LJ 3rd, Brandi ML. Relationship of estrogen receptor genotypes to bone mineral density and to rates of bone loss in men. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 89:1808-1816.
(2004) Falchetti A, Di Stefano M, Marini F, Del Monte F, Mavilia C, Strigoli D, De Feo ML, Isaia G, Masi L, Amedei A, Cioppi F, Ghinoi V, Maddali Bongi S, Di Fede G, Sferrazza C, Rini GB, Melchiorre D, Matucci-Cerinin M, Brandi ML. Two novel mutation at exon 8 of the Sequestosome 1 (SQSTM1) gene in an Italian series of patients affected by Paget’s disease of bone (PDB). The Journal of Bone and Mineral Research, 19:1013-1017.
(2008) Luzi E, Marini F, Sala SC, Tognarini I, Galli G, Brandi ML. Osteogenic Differentiation of Human Adipose Tissue-Derived Stem Cells Is Modulated by the miR-26a Targeting of the SMAD1 Transcription Factor. The Journal of Bone and Mineral Research, 23(2):287-95
(2012) Luzi E, Marini F, Tognarini I, Galli G, Falchetti A, Brandi ML, The Regulatory Network Menin-MicroRNA 26a As a Possible Target for RNA-Based Therapy of Bone Diseases. Mulecular Therapy Nucleic Acids, 22(2):103-8.
(2016) Brandi ML, Bilezikian JP, Shoback D, Bouillon R, Clarke BL, Thakker RV, Khan AA, Potts JT Jr. Management of Hypoparathyroidism: Summary Statement and Guidelines. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Jun101(6):2273-83.

Maria Antonia Brovelli
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Area STEM: Fisica

Competenze: geomatica

Parole chiave: cartografia, cartografia digitale, sistemi di informazione geografica, telerilevamento, gps, territorio


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria e ex Prorettrice delegata del Polo Territoriale di Como del Politecnico di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’Università degli Studi di Milano nel 1986, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Scienze Geodetiche e Topografiche che consegue nel 1991 presso il Consorzio Interuniversitario di Milano, Torino e Pavia. Dal 1992 al 1994 è Ricercatrice all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dove contribuisce a creare l’International Geoid Service (IGeS) della Associazione Internazionale di Geodesia (IAG) ed entra a far parte del Comitato di redazione del Bollettino IGES, diventandone poi redattrice capo. Dal 1994 è Ricercatrice del Politecnico di Milano, e quattro anni più tardi diventa professoressa associata. Nel 1997 fonda e coordina il Laboratorio di Geomatica presso il Polo Territoriale di Como del Politecnico di Milano. Dal 2010 è professoressa ordinaria di Cartografia Numerica, Geographic Information Systems (GIS) e Internet GIS e dall’anno successivo prorettrice delegata presso il medesimo Polo Territoriale.

Risultati scientifici
L’attività di ricerca di Maria Antonia Brovelli è nell’ambito della geomatica (disciplina che si occupa dell’acquisizione, restituzione, analisi statistica e gestione di dati di natura metrica e tematica relativi alla superficie della Terra). Già dal 1988 inizia la sua carriera partecipando a progetti di ricerca nazionali e internazionali, dapprima dedicandosi alla geodesia operativa, alla radar-altimetria e alle analisi statistiche, e successivamente, dopo essere diventata professoressa associata, alla cartografia digitale e sistemi informativi geografici, principalmente liberi e open source. È stata ed è responsabile di contratti di ricerca e di consulenza relativi alla progettazione e realizzazione di Sistemi Informativi Territoriali, Geoservices web, sistemi di elaborazione dati GPS e dati telerilevati, sistemi di integrazione e di controllo della qualità dei modelli digitali del terreno. Negli ultimi anni si è occupata di VGI (Volunteer Geographic Information), Citizen Science e Big Geo Data.

Attività editoriali e pubblicazioni
Maria Antonia Brovelli è redattrice della rivista internazionale Applied Geomatics pubblicata da Springer, co-autrice di tre libri di testo sul trattamento dei dati statistici, di un volume sulle ortofoto, ovvero le fotografie aeree geometricamente corrette e georeferenziate in modo tale da essere utilizzate come carte, e modelli digitali del terreno, e autrice di oltre 150 pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2016) Brovelli MA, Minghini M, Moreno Sanchez R, Oliveira R. Free anD Open Source Software for Geospatial Applications (FOSS4G) to support Future Earth. International Journal of Digital Earth, 1-19.
(2016) Brovelli MA, Minghini M, Molinari ME, Mooney P. Towards an automated comparison of OpenStreetMap with authoritative road datasets. Transactions in GIS.
(2015) Brovelli MA, Molinari ME, Hussein E, Chen J, Li R. The First Comprehensive Accuracy Assessment of GlobeLand30 at a National Level: Methodology and Results. Remote Sensing, 7(4):4191-4212.
(2015) Brovelli MA, Minghini M, Zamboni G. Public Participation GIS: a FOSS architecture enabling field-data collection. International Journal of Digital Earth, 8(5):345-363.
(2012) Valentini L, Brovelli MA, Zamboni G. Multi-frame and multi-dimensional historical digital cities: The Como example. International Journal of Digital Earth, 7(4):336-350.
(2011) Brovelli MA, Giori G, Mussin M, M. Negretti M. Improving the Monitoring of the Status of the Environment Through Web Geo-services: The Example of Large Structures Supervision. Transactions in GIS, 15(2), 173-188.
(2008) Brovelli MA, Crespi M, Fratarcangeli F, Giannone F, Realini E. Accuracy assessment of high resolution satellite imagery orientation by leave-one-out method. ISPRS Journal of Photogrammetry and Remote Sensing, 63(4):427-440.
(2004) Brovelli MA, Cannata M, Longoni UM. LIDAR Data Filtering and DTM Interpolation Within GRASS. Transactions in GIS, 8(2), 155-174.
(1993) Knudsen P, Brovelli MA. Collinear and cross-over adjustment of Geosat ERM and Seasat altimeter data in the Mediterranean Sea. Surveys in Geophysics, 14, 4-5:449-459.
(1993) Rummel R, Van Gelderan M, Koop R, Schrama E, Sansò F, Brovelli MA, Migliaccio F, Sacerdote F. Spherical Harmonic Analysis of Satellite Gradiometry. Publications on Geodesy, new series, number 39, Netherland Geodetic Commission, Delft, The Netherlands.

Riconoscimenti e premi
Nel settembre 2015 è stata insignita del Sol Katz Award 2015 per il Geospatial Libero e Open Source Software durante la conferenza FOSS4G 2015 a Seoul, Corea del Sud. Maria Antonia Brovelli fa parte del Direttivo della Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia (SIFET) e del Comitato editoriale del bollettino. E’ uno dei Direttori di OSGeo (Fondazione Internazionale dei GIS Open Source), Presidente del gruppo di lavoro IV/4 “Collaborative Crowdsourced Cloud Mapping (C³M)” della Società Internazionale di Fotogrammetria e Telerilevamento (ISPRS), membro di UN-GGIM Italia, Presidente del gruppo di lavoro “Capacity Building” del Progetto delle Nazioni Unite “UN OpenGIS”, uno dei dieci membri del Task Team Internazionale (unica donna) con il compito di dare vita alla Rete Universitaria Internazionale di UN-GGIM. È inoltre co-organizzatrice dell’evento annuale “Europa NASA World Wind Challenge”, che vede impegnati studenti e professionisti nello sviluppo di applicazioni basate sul globo virtuale della NASA.

Patrizia Burra
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: gastroenterologia e epatologia

Parole chiave: fegato, trapianto del fegato, cirrosi epatica, malattie epatiche, epatite, biologia molecolare, cellule staminali


Funzione/Ruolo
Professoressa associata dell’Università degli studi di Padova

Percorso professionale
Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, conseguita all'Università degli Studi di Padova nel 1984, prosegue la sua formazione attraverso la specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva presso Scuola di Specializzazione di Padova. Nel 1993 consegue il dottorato di ricerca in Scienze Epatologiche. Dallo stesso anno entra nell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova, prima come assistente di Gastroenterologia e dal 1997 come Dirigente Medico di I livello. Dal 2001 è ricercatrice universitaria di Gastroenterologia presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche dell'Università di Padova. Dal 2004 al 2008 è Responsabile del Centro Regionale Specializzato di Terapia Cellulare delle Malattie Metaboliche, mentre dal 2010 è Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale “Trapianto Multiviscerale” dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova. Dal 2014 è professoressa associata di Gastroenterologia dell’Università di Padova e dal 2015 è prorettrice alla Formazione Post Lauream dell'Università di Padova.

Risultati scientifici
Patrizia Burra svolge da anni ricerca clinica, occupandosi principalmente della cirrosi epatica, dell’epatopatia alcolica, delle malattie dismetaboliche e delle complicanze post-trapianto di fegato, concentrandosi inoltre sulla qualità della vita dei pazienti che hanno subito un trapianto. In passato ha svolto studi sulla funzione neurologica e sul flusso cerebrale regionale mediante la SPECT (tomografia ad emissione di fotone singolo) e ed ha condotto studi quantitativi sulla funzione neurologica, in soggetti candidati al trapianto di fegato mediante PET (tomografia a emissione di positroni). Oltre alla ricerca clinica, Patrizia Burra si è occupata di ricerca di base, principalmente svolgendo studi sulle colture primarie di epatociti umani, sui recettori per gli ormoni tiroidei e sulle cellule staminali dal cordone ombelicale e il loro differenziamento in epatociti.

Attività editoriali e pubblicazioni
Patrizia Burra è Associate Editor di Transplant International dal 2009 e dell’American Journal of Transplantation dal 2010 al 2015. È inoltre autrice di oltre 240 pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali, fra cui:

(2016) Alisi A, Balsano C, Bernabucci V, Berzigotti A, Brunetto M, Bugianesi E, Burra P [….] Villa E, Mazzella G Women in Hepatology Group; Italian Association for the Study of the Liver (AISF). AISF position paper on liver transplantation and pregnancy: Women in Hepatology Group, Italian Association for the Study of the Liver (AISF). Digestive and Liver Disease, 48(8):860-868.
(2016) European Association for the Study of the Liver. Coordinator: Patrizia Burra; Panel members: Andrew Burroughs, Ivo Graziadei, Jacques Pirenne, Juan Carlos Valdecasas, Paolo Muiesan, Didier Samuel, Xavier Forns. EASL Clinical Practice Guidelines: Liver transplantation. Journal of Hepatology, 64(2):433-485
(2016) Burra P, Germani G. Organ allocation for liver transplantation: One size does not fill all. Liver Transplantation, 22(6):715-716.
(2016) Burra P, De Martin E, Zanetto A, Senzolo M, Russo FP, Zanus G, Fagiuoli S. Hepatitis C virus and liver transplantation: Where do we stand?. Transplant International, 29(2):135-152.
(2014) Rodríguez-Castro KI, De Martin E, Gambato M, Lazzaro S, Villa E, Burra P. Female gender in the setting of liver transplantation. World Journal of Transplantation, 4(4):229-242.
(2014) Fagiuoli S, Colli A, Bruno R, Craxì A, Gaeta GB, Grossi P, Mondelli MU, Puoti M, Sagnelli E, Stefani S, Toniutto P, Burra P. Management of infections pre- and post-liver transplantation: report of an AISF consensus conference. Journal of Hepatology, 60(5):1075-1089.
(2013) Burra P, De Martin E, Gitto S, Villa E. Influence of age and gender before and after liver transplantation. Liver Transplantation,19(2):122-134.
(2013) Burra P, Germani G, Adam R, Karam V, Marzano A, Lampertico P, Salizzoni M, Filipponi F, Klempnauer JL, Castaing D, Kilic M, Carlis LD, Neuhaus P, Yilmaz S, Paul A, Pinna AD, Burroughs AK, Russo FP. Liver transplantation for HBV-related cirrhosis in Europe: an ELTR study on evolution and outcomes. Journal of Hepatology, 58(2):287-296.
(2010) Burra P, Senzolo M, Adam R, Delvart V, Karam V, Germani G, Neuberger J; ELITA; ELTR LiverTransplant Centers. Liver transplantation for alcoholic liver disease in Europe: a study from the ELTR (EuropeanLiver Transplant Registry). American Journal of Transplantation, 10(1):138-148.
(2010) Burra P, Germani G, Masier A, De Martin E, Gambato M, Salonia A, Bo P, Vitale A, Cillo U, Russo FP, Senzolo M. Sexual dysfunction in chronic liver disease: is liver transplantation an effective cure?. Transplantation, 89(12):1425-1429.

Riconoscimenti e premi
Patrizia Burra è Presidente della Fondazione ONLUS Marina Minnaja per la ricerca e lo studio nel trapianto di fegato dal 1998. Fa parte inoltre di numerose società scientifiche italiane e internazionali, fra cui: l’AISF (Associazione Italiana Studio Fegato) dal 1985, la SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia) dal 1985, l’ESOT (European Society Organ Transplantation) dal 1994, l’EASL (European Association Study of the Liver) dal 1995 e l’ILTS (International Liver Transplant) dal 2008.

Laura Cadonati
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica, onde gravitazionali

Parole chiave: einstein, onde gravitazionali, universo, nascita dell’universo


Funzione/Ruolo
Professoressa associata presso il Georgia Institute of Technology, Atlanta, Stati Uniti

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’Università degli Studi di Milano, prosegue il suo percorso formativo presso la Princeton University, conseguendo prima un master nel 1998 e poi un dottorato di ricerca in Fisica nel 2001. Dallo stesso anno è post doc associata alla Princeton University, dal 2002 al 2004 invece ricopre lo stesso ruolo al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Nel 2005 è research scientist al MIT, ruolo che ricopre fino al 2007, anno in cui diventa assistant professor della University of Massachusetts Amherst. Presso la stessa università nel 2012 è professoressa associata fino al 2015. Nel 2014 è vising scholar della Cardiff University per circa sei mesi. Dal 2015 è professoressa associata del Georgia Institute of Technology.

Risultati scientifici
La ricerca scientifica di Laura Cadonati riguarda le onde gravitazionali, nello specifico si occupa di individuare, caratterizzare e interpretare quelle di breve durata prodotte da eventi astrofisici di enorme portata come il collasso del nucleo delle supernova o le collisioni di buchi neri. Nel febbraio 2016 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della scoperta (avvenuta nel settembre 2015) che ha cambiato il modo di intendere l’astrofisica: Laura Cadonati e il gruppo di ricerca internazionale di cui fa parte dimostrano l’esistenza delle onde gravitazionali teorizzate da Albert Einsten nella Teoria della Relatività Generale. La scoperta è stata effettuata dall’osservatorio gravitazionale LIGO, negli Stati Uniti, in collaborazione con un team internazionale di un migliaio di scienziati di cui fanno parte anche i responsabili dell’esperimento italiano Virgo, a Cascina. Grazie a questo risultato ci saranno nuove applicazioni nel campo della fisica teorica e della fisica applicata: infatti la scoperta non si limita a fornire una miglior comprensione della teoria della relatività, ma offre nuove possibilità per la ricerca scientifica nel settore della nascita dell’universo, e della comprensione delle forze che ci circondano. La precedente attività di ricerca di Laura Cadonati include la rivelazione dei neutrini solari con l’esperimento Borexino e la partecipazione al progetto DarkSide per la ricerca della Materia Oscura, entrambi gli esperimenti si svolgono nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Attività editoriali e pubblicazioni
Laura Cadonati è autrice di numerose presentazioni di conferenze e workshop internazionali, oltre che di seminari e parti di libri universitari come:

“Listening to Space with LIGO.” L. Cadonati. State of the Universe 2007 - New Images, Discoveries, and Events, 2006 Springer Praxis Books, Popular Astronomy Series. Ratcliffe Editore.

E’ inoltre autrice di numerose pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2016) LIGO-Virgo Collaboration. GW151226: Observation of Gravitational Waves from a 22 Solar-mass Binary Black Hole Coalescence. Physical Review Letters ,116, 241103.
(2016) LIGO-Virgo Collaboration. Observation of Gravitational Waves from a Binary Black Hole Merger. Physical Review Letters, 116, 061102.
(2016) LIGO-Virgo Collaboration. Characterization of transient noise in Advanced LIGO relevant to gravitational wave signal GW150914. Classical & Quantum Gravity, 33, 134001.
(2016) LIGO-Virgo Collaboration. Observing gravitational-wave transient GW150914 with minimal assumptions. Physical Review D, 93, 122004.
(2016) LIGO-Virgo Collaboration. Prospects for Observing and Localizing Gravitational-Wave Transients with Advanced LIGO and Advanced Virgo. Living Reviews in Relativity, 19, 1.
(2014) Clark J, Bauswein A, Cadonati L, Janka HT, Pankow C, Stergioulas N. Prospects For High Frequency Burst Searches Following Binary Neutron Star Coalescence With Advanced Gravitational Wave Detectors. Physical Review D, 90, 062004.
(2014) LIGO-Virgo Collaboration. Methods and results of a search for gravitational waves associated with gamma-ray bursts using the GEO600, LIGO, and Virgo detectors. Physical Review D, 89,122004.
(2014) LIGO Scientific Collaboration, Virgo Collaboration, NINJA Collaboration. The NINJA-2 project: Detecting and characterizing gravitational waveforms modelled using numerical binary black hole simulations. Classical & Quantum Gravity, 31, 115004.
(2014) Borexino Collaboration. Neutrinos from the primary proton–proton fusion process in the Sun. Nature, 512, 383–386.
(2008) Borexino Collaboration. Direct Measurement of the Be 7 Solar Neutrino Flux with 192 Days of Borexino Data. Physical Review Letters, 101, 091302.

Riconoscimenti e premi
Laura Cadonati dal 2002 da parte della LIGO Scientific Collaboration. Nel 2010 riceve il Career Award dalla National Science Foundation (NSF), nello stesso anno è eletta nell’executive committee del Topical Group on Gravitation dell’American Physical Society. Nel 2014 è eletta nella Chair-line del APS Topical Group on Gravitation (adesso Division of Gravity). L’anno successivo entra a far parte come Fellow dell’American Physical Society. Nel 2016 entra nell’Advisory Board del Classical and Quantum Gravity Journal.

Sonia Calvari
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia, vulcanologia

Parole chiave: etna, eruzione, vulcani, vulcanologia, pericolosità vulcanica, ingv, fontane di lava


Funzione/Ruolo
Dirigente di Ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Sezione Catania - Osservatorio Etneo

Percorso professionale
Dopo essersi laureata in geologia presso l’Università della Calabria, Sonia Calvari consegue un dottorato di ricerca in Pericolosità Vulcanica presso l’Università di Lancaster, in Inghilterra. La sua attività professionale inizia all’interno dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia a Catania, un istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di cui fa parte dal 1987 al 1999, anno in cui questo e altri istituti del CNR che si interessavano di sismicità e vulcani sono confluiti nell'INGV. Lavora all'INGV dal 1999 ricoprendo diversi incarichi istituzionali: responsabile dell'Unità Funzionale di Vulcanologia e Geochimica (2002-2009); responsabile della Tematica Trasversale Coordinata (TTC) inerente la Sorveglianza dei vulcani attivi (2004-2013).

Risultati scientifici
Sonia Calvari e i suoi colleghi svolgono un costante lavoro di monitoraggio nelle aree vulcaniche italiane e partecipano a studi e ricerche, collaborando anche con ricercatori stranieri e applicando allo studio di vulcani all’estero le tecniche utilizzate in Italia. Gli studi riguardano la geologia dei sistemi vulcanici, con la produzione di carte geologiche e banche dati, la sorveglianza e il monitoraggio dei vulcani attivi, l'osservazione della messa in posto delle colate e dei campi lavici complessi e delle grotte laviche, con valutazioni del grado di pericolosità. I suoi studi includono l'attività esplosiva e parossistica come le fontane di lava, per l’analisi delle quali utilizza dati provenienti da sistemi multiparametrici e multidisciplinari. Si interessa attivamente di divulgazione e ha partecipato a diversi seminari e trasmissioni televisive, sia in Italia sia all'estero, come RAI Explora (RAI Educational), Geo & Geo (RAI3), “La TV delle Scienze”, National Geographic, (Discovery Channel), senza dimenticare i suoi contributi a History Channel, CNN, BBC, Endemol UK, SWR (Germania), sempre con l’obiettivo di far conoscere l’attività dell'INGV.

Attività editoriali e pubblicazioni
Sonia Calvari è stata proponente e curatrice, insieme con altri colleghi, di due monografie geofisiche pubblicate dall'American Geophysical Union, di cui la prima riguarda lo studio dell'Etna (Bonaccorso A, Calvari S, Coltelli M, Del Negro C, Falsaperla S (eds), Mt. Etna: Volcano Laboratory. Geophysical Monograph Series, v. 143, 2004), e la seconda è inerente l'eruzione dello Stromoboli del 2002-2003 (Calvari S, Inguaggiato S, Puglisi G, Ripepe M and Rosi M (eds), The Stromboli Volcano: An integrated study of the 2002-2003 Eruption, Geophysical Monograph Series, 182, 2008). È anche autrice, con il professore Tanner, di un libro sui vulcani in lingua inglese pubblicato dal Museo di Storia Naturale di Albuquerque (New Mexico): Tanner LH and Calvari S, Volcanoes: Windows on the Earth. Albuquerque, New Mexico Museum of Natural History and Science, A Division of the Department of Cultural Affairs, 2012.

Sonia Calvari è Associate Editor della rivista Bulletin of Volcanology (dal 2011) ed è autrice di oltre 100 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, fra cui:

(2016) Calvari S, Intrieri E, Di Traglia F, Bonaccorso A, Casagli A, Cristaldi A. Monitoring crater-wall collapse at active volcanoes: a study of the 12 January 2013 event at Stromboli. Bulletin of Volcanology, 78(5):1-16.
(2016) Cappello A, Ganci G, Calvari S, Pérez NM, Hernández PA, Silva SV et al. Lava flow hazard modeling during the 2014–2015 Fogo eruption, Cape Verde. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 121(4):2290-2303.
(2016) Harris AJL, Carn S, Dehn J, Del Negro C, Guđmundsson MT, Calvari S, et al. Conclusion: recommendations and findings of the RED SEED working group. Geological Society, London, Special Publications 426, SP426, 11.
(2015) Slatcher N, James MR, Calvari S, Ganci G, Browning J. Quantifying effusion rates at active volcanoes through integrated time-lapse laser scanning and photography. Remote Sensing, 7(11):14967-14987.
(2015) Marotta E, Calvari S, Cristaldi A, D'Auria L, Di Vito MA, Moretti R, Peluso R. Reactivation of Stromboli's summit craters at the end of the 2007 effusive eruption detected by thermal surveys and seismicity. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 120(11):7376-7395.
(2015) Bonaccorso A, Calvari S, Boschi E. Hazard mitigation and crisis management during major flank eruptions at Etna volcano: reporting on real experience. Geological Society, London, Special Publications 426, SP426, 4.
(2014) Hernández PA, Calvari S, Ramos A, Pérez NM, Márquez A, et al. Magma emission rates from shallow submarine eruptions using airborne thermal imaging. Remote Sensing of Environment, 154:219-225.
(2014) Bonaccorso A, Calvari S, Linde A, Sacks S. Eruptive processes leading to the most explosive lava fountain at Etna volcano: The 23 November 2013 episode. Geophysical Research Letters, 41(14):4912-4919.
(2014) Calvari S, Bonaccorso A, Madonia P, Neri M, Liuzzo M, Salerno GG, et al, Major eruptive style changes induced by structural modifications of a shallow conduit system: the 2007–2012 Stromboli case. Bulletin of volcanology, 76(7):1-15.
(2013) Spampinato L, Ganci G, Hernandez PA, Calvo D, Tedesco D, Calvari S, Pérez NM, et al. Thermal insights into the dynamics of Nyiragongo lava lake from ground and satellite measurements. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 118(11):5771-5784.

Barbara Caputo
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Area STEM: Informatica

Competenze: ingegneria robotica

Parole chiave: robot, robotica, automi, algoritmi, home robotica, assistenza anziani, autonomia disabili


Funzione/Ruolo
Professoressa associata di Ingegneria informatica all’Università La Sapienza di Roma

Percorso professionale
Si laurea in Fisica nel 1998 all’Università La Sapienza di Roma, proseguendo la sua formazione con un Master in Biomedical Signal and Image Processing. Il suo percorso di ricerca continua all’estero, prima presso l’Università di Erlangen-Norimberga, poi presso l’Istituto di ricerca Smith-Kettlewell Eye a San Francisco e al Royal Institute of Technology (KTH) di Stoccolma, dove consegue il dottorato di ricerca in Informatica nel 2005. Barbara Caputo si trasferisce in Svizzera per lavorare all’Istituto di ricerca Idiap a Martigny e in seguito diventa responsabile del gruppo di ricerca sui sistemi cognitivi artificiali dello stesso Istituto Idiap. Tornata in Italia, dal 2013 è professoressa associata del Dipartimento di Ingegneria informatica automatica e gestionale all’Università La Sapienza di Roma.

Risultati scientifici
Il principale interesse di ricerca di Barbara Caputo, definita dai media “la donna che parla con i robot”, è lo sviluppo di algoritmi per l'apprendimento, il riconoscimento e la categorizzazione di modelli visivi e multimodali per sistemi autonomi artificiali, come appunto i robot. Alla guida del gruppo di ingegneria robotica Visual Learning and Multimodal Perception (VALEM) dal 2013, Barbara Caputo, con i suoi colleghi, sta sviluppando degli algoritmi per permettere ai robot di apprendere le informazioni direttamente da internet. Sarà così possibile creare dei robot capaci di apprendere ma anche di interagire e reagire agli imprevisti con una vasta possibilità di impieghi, dalla home robotica all’assistenza di anziani, disabili e bambini.

Attività editoriali e pubblicazioni
Barbara Caputo è autrice di diverse pubblicazioni su riviste internazionali, fra cui:

(2016) Kuzborskij I, Orabona F, Caputo B. Scalable Greedy Algorithms for Transfer Learning. Computer Vision and Image Understanding, arXiv:1408.1292.
(2015) Atzori M, Gijsberts A, Kuzborskij I, Caputo B, et al. Characterization of a Benchmark Database for Myoelectric Movement Classification. IEEE Transactions on Neural Systems and Rehabilitation Engineering, 23(1):73-83.
(2014) Castellini C, Artemiadis P, Wininger M, Caputo B, et al. Proceedings of the first workshop on Peripheral Machine Interfaces: Going beyond traditional surface electromyography. Frontiers in Neurorobotics, 8:22.
(2014) Gijsberts A, Bohra R, Sierra Gonzalez D, Caputo B, et al. Stable Myoelectric Control of a Hand Prosthesis using Non-Linear Incremental Learning. Frontiers in Neurorobotics, 25:8.
(2014) Tommasi T, Orabona F, Caputo B. Learning Categories From Few Examples With Multi Model Knowledge Transfer. The IEEE Transactions on Pattern Analysis and Machine Intelligence, 36(5):928-41.
(2013) Gijsberts A, Caputo B. Exploiting accelerometers to improve movement classification for prosthetics. IEEE International Conference on Rehabilitative Robotics, 2013:6650476.
(2012) Atzori MGijsberts AHeynen SHager AGCastellimi CCaputo BMüller H. Experiences in the creation of an electromyography database to help hand amputated persons. Studies in Health Technology and Informatics,180:828-32.

Riconoscimenti e premi
Nel 2014 Barbara Caputo si è aggiudicata il prestigioso Starting Grant dell’European Research Council (ERC) per il progetto “RoboExNovo Robots learning about objects from externalized knowledge sources”. Lo Starting Grant è un riconoscimento che premia i nuovi talenti della ricerca mondiale che si impegnano a costruire il loro laboratorio in un paese Europeo.

Maria Caramelli
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: sicurezza alimentare

Parole chiave: zooprofilassi, mucca pazza, encefalopatie animali, istopatologia, medicina veterinaria


Funzione/Ruolo
Direttrice Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

Percorso professionale
Dopo essersi laureata in Medicina veterinaria all’Università degli studi di Torino, si specializza in Ispezione degli alimenti di origine animale presso la stessa università. In seguito consegue un dottorato di ricerca in Patologia veterinaria comparata presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 1990 entra a far parte dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta come veterinaria del Dipartimento di Diagnostica Generale. Nove anni dopo, diventa responsabile del Laboratorio di Istopatologia dello stesso istituto zooprofilattico. Dal 2001 è responsabile del Centro di Referenza Nazionale per le Encefalopatie Animali (in base al decreto 3/8/1991) e nel 2005 anche dell’area Neuropatologica e Genetica. Dal 2009 ottiene la carica di direttrice sanitaria dell’intero Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Nel 2012 ottiene la carica di Direttrice Generale f.f. dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e dall’inizio del 2016 è direttrice generale dell’Istituto.

Risultati scientifici
Maria Caramelli è una delle massime esperte mondiali di encefalopatia spongiforme bovina (BSE), nota come morbo della “mucca pazza”. L’ipotesi eziologica secondo cui l'agente scatenante è una proteina alterata e malevola, il prione, che provoca lesioni ed è infettiva è stata confermata da diversi esperimenti in tutto il mondo: il prione innesca la produzione di altre proteine patologiche determinando la tipica «spongiosi» (cioè i buchi nel cervello), da cui il nome di “encefalopatie spongiformi”. Attualmente con la sua équipe Maria Caramelli lavora sulla rilevazione di ceppi diversi, cioè su forme della malattia mai identificate prima: a Torino ne è stata scoperta in particolare una, detta BASE (da Bovine amyloid spongiform encephalopathy), tipica dei bovini anziani, originata da un prione probabilmente più aggressivo e virulento di quello della BSE. Si è recentemente impegnata su altri versanti della sicurezza alimentare, tra i quali ad esempio, lo "strano caso" delle mozzarelle blu, lo scandalo europeo delle lasagne a base di cavallo da corsa, i cinghiali contaminati con il Cesio137 e il problema l’epatite A nei frutti di bosco surgelati.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice del libro:

Caramelli M, Per non scoprirlo mangiando…. La sicurezza alimentare nel nostro paese, Instar Libri, 2013

È autrice inoltre di più di cento pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, fra cui:

(2015) Berrone E, Corona C, Mazza M, Vallino Costassa E, Lo Faro M, Properzi F, Guglielmetti C, Maurella C, Caramelli M, Deregibus MC, Camussi G, Casalone C. Detection of cellular prion protein in exosome derived from ovine plasma. Journal of General Virology, 96(12):3698-3702.
(2015) Orrú CD, Favole A, Corona C, Mazza M, Manca M, Groveman BR, Hughson AG, Acutis PL, Caramelli M, Zanusso G, Casalone C, Caughey B. Detection and discrimination of classical and atypical L-type bovine spongiform encephalopathy by real-time quaking-induced conversion. Journal of Clinical Microbiology, 53(4):1115-20.
(2014) Guglielmetti C, Mazza M, Pagano M, Carrella S, Sciuto S, Nodari S, Pezzolato M, Richelmi GB, Baioni E, Caramelli M, Acutis PL, Bozzetta E. Identification by a proteomic approach of a plasma protein as a possible biomarker of illicit dexamethasone treatment in veal calves. Food additives & contaminants. Part A, Chemistry, analysis, control, exposure & risk assessment, 31(5): 833-8.
(2014) Chieppa MN, Perota A, Corona C, Grindatto A, Lagutina I, Vallino Costassa E, Lazzari G, Colleoni S, Duchi R, Lucchini F, Caramelli M, Bendotti C, Galli C, Casalone C. Modeling amyotrophic lateral sclerosis in hSOD1 transgenic swine. Neurodegenerative Diseases, 13(4):246-54.
(2013) Sciuto S, Martucci F, Desiato R, Mazza M, Guglielmetti C, Dell'Atti L, Ubaldi A, Ru G, Acutis PL, Caramelli M. Evaluation of the DR-CALUX® bioassay as screening method for the detection of contamination by dioxins in milk in Piedmont. Large Animal Review, 19(3):107-114.
(2013) Richelmi GB, Pezzolato M, Gili S, Gallina S, Decastelli L, Tarasco R, Abete MC, Ingravalle F, Serracca L, Pavino D, Vivaldi B, Riina MV, Acutis PL, Prearo M, Caramelli M, Bozzetta E. Pilot project to set up a control programme on fishery products. Italian Journal of Food Safety, 2(2):25.
(2013) Bianchi DM, Barbaro A, Gallina S, Vitale N, Chiavacci L, Caramelli M, Decastelli L. Monitoring of foodborne pathogenic bacteria in vending machine raw milk in Piedmont, Italy. Food Control, 33(2):435–439.
(2013) Meloni D, Pitardi D, Maurella C, Di Vietro D, Nocilla L, Piscopo A, Pavoletti E, Negro M, Caramelli M, Bozzetta E. Reducing the contamination of beef carcasses by specified risk materials during slaughter. Italian Journal of Food Safety, 2(1):3.
(2013) Vrentas CE, Greenlee JJ, Baron T, Caramelli M, Czub S, Nicholson EM. Stability properties of PrP(Sc) from cattle with experimental transmissible spongiform encephalopathies: use of a rapid whole homogenate, protease-free assay. BMC Veterinary Research, 9:167.
(2013) Pezzolato M, Richelmi GB, Maurella C, Pitardi D, Varello K, Caramelli M, Bozzetta E. Histopathology as a simple and reliable method to detect 17β-oestradiol illegal treatment in male calves. Food additives & contaminants. Part A, Chemistry, analysis, control, exposure & risk assessment, 30(6): 1096-9.

Riconoscimenti e premi
Nel 2005 vince il Premio AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti D'Azienda), nel 2011 viene premiata dalla Camera di Commercio di Torino con il Premio Bogianen, due anni dopo riceve il Premio Verde Ambiente (VAS Onlus) e nello stesso anno anche il Premio Tecnovisionaria (Associazione Donne e Tecnologie). Nel 2013 il Sole 24 ore l’ha inserita fra le 10 scienziate che fanno onore all’Italia. Nel 2016 riceve il premio Sapio per la Ricerca e l’Innovazione per il suo impegno di scienziata.

Patrizia Caraveo
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica

Parole chiave: astrofisica, stelle, geminga, pulsar, emissioni radio, astrofisica alte energie, cherencov telescope array, stelle di neutroni, spazio


Funzione/Ruolo
Direttrice dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano (IASF)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica conseguita presso l'Università di Milano nel 1977, trascorre un periodo all’estero durante il quale è prima collaboratrice temporanea al Service d'Astrophysique del C.E.A. di Saclay (Francia) e poi Research Assistant presso la Catholic University of America al Goddard Space Flight Center della NASA. Nel 1978 entra a far parte, prima come borsista poi come ricercatrice, dell'Istituto di Fisica Cosmica Tecnologie Relative del CNR di Milano, poi confluito nell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Continua la sua attività di studio e ricerca in Italia e all’estero partecipando a numerosi studi. Nel 1997 diventa professoressa a contratto dell’Università di Pavia e dal 2002 è Dirigente di Ricerca ed attualmente Direttrice dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano (IASF). Ha collaborato a diverse missioni spaziali internazionali dedicate all'astrofisica delle alte energie a cominciare dalla missione europea Cos-B. Oggi è coinvolta nella missione europea Integral, nella missione della NASA Swift, nella missione italiana AGILE e nella missione NASA Fermi, tutte in orbita e pienamente operative. Dal gennaio 2012 è responsabile per la partecipazione dell’INAF al Cherenkov Telescope Array. Il CTA coinvolge milletrecento scienziati di 32 Paesi ed è composto da due reti di telescopi che copriranno l'osservazione dell'intero cielo: il sito primario sarà nell'emisfero sud, in Cile, da dove è visibile la maggior parte della via Lattea, la nostra galassia; il secondo sito, per coprire il cielo nord, sarà nell’isola di La Palma e sarà dedicato all'osservazione delle sorgenti extragalattiche.

Risultati scientifici
Il suo campo d'interesse principale è il comportamento delle stelle di neutroni alle diverse lunghezze d'onda. È stata tra i primi a capire il ruolo fondamentale delle stelle di neutroni nell'astrofisica delle alte energie. In anni di sforzi volti all'identificazione della sorgente Geminga, riconosciuta come la prima pulsar senza emissione radio, ha messo a punto una strategia multilunghezze d'onda per l'identificazione delle sorgenti gamma galattiche. Durante le prime fasi della carriera i suoi campi d’interesse sono stati l'analisi e l’interpretazione dei dati di astronomia gamma raccolti dal satellite Cos-B e, dall'inizio dell'attività in astronomia X, l'analisi dei dati raccolti da Einstein e da EXOSAT. Successivamente, Patrizia Caraveo indaga l'astronomia multilunghezze d'onda, focalizzando in particolare la sua attenzione sull'astronomia ottica. A seguito di diverse campagne di osservazioni Patrizia Caravero e colleghi giungono alla scoperta e alla comprensione di Geminga, stella di neutroni isolata, la prima a non mostrare alcuna evidenza di emissione radio. Si apre così un nuovo campo di ricerca nell’astrofisica delle alte energie: lo studio delle sorgenti gamma non identificate diventato uno dei principali temi di ricerca da parte di diversi gruppi in tutto il mondo. Il gruppo di ricerca di Patrizia Caraveo, oltre a misurare il moto proprio di diverse stelle di neutroni, ha misurato lo spostamento parallattico di Geminga, ottenendo la prima misura ottica della distanza di una stella di neutroni isolata. Attualmente Caraveo coordina tra l’altro un programma riguardante lo studio delle sorgenti gamma non ancora identificate alla ricerca dei segni caratteristici delle stelle di neutroni. In effetti, la missione Fermi si è rivelato un efficace cacciatore di stelle di neutroni senza emissione radio e la famiglia delle stelle di neutroni simili a Geminga è arrivata a quasi cinquanta membri.

Attività editoriali e pubblicazioni
Oltre ad una intensa attività di divulgazione scientifica sulla stampa italiana, Patrizia Caraveo è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Ackermann M, Ajello M, Albert A, Anderson B, Arimoto M, Atwood WB, Axelsson M, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Baring MG, Bastieri D, Becerra Gonzalez J, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom ED, Bonino R, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Britto RJ, Bruel P, Buehler R, Burnett TH, Buson S, Caliandro GA, Cameron RA, Caputo R, Caragiulo M, Caraveo PA et al. Fermi-LAT Observations of the LIGO Event GW150914. The Astrophysical Journal Letters, 823:L2.
(2016) Acero F, Ackermann M, Ajello M, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Bastieri D, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom ED, Bonino R, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Buson S, Caliandro GA, Cameron RA, Caputo R, Caragiulo M, Caraveo PA et al. The First Fermi LAT Supernova Remnant Catalog. The Astrophysical Journal Supplement Series, 224:8.
(2016) Tavani M, Pittori C, Verrecchia F, Bulgarelli A, Giuliani A, Donnarumma I, Argan A, Trois A, Lucarelli F, Marisaldi M, Del Monte E, Evangelista Y, Fioretti V, Zoli A, Piano G, Munar-Adrover, P, Antonelli LA, Barbiellini G, Caraveo PA et al. AGILE Observations of the Gravitational-wave Event GW150914. The Astrophysical Journal Letters, 825:L4.
(2016) Ackermann M, Ajello M, Atwood WB, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Bastieri D, Becerra Gonzalez J, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom E D, Bonino R, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Buson S, Caliandro GA, Cameron R A, Caputo R, Caragiulo M, Caraveo P A et al. 2FHL: The Second Catalog of Hard Fermi-LAT Sources. The Astrophysical Journal Supplement Series, 222:5.
(2015) Fermi LAT Collaboration, Ackermann M, Albert A, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Barbieri C, Bastieri D, Bellazzini R, Bissaldi E, Bonino R, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Caliandro GA, Cameron RA, Caraveo PA et al. An extremely bright gamma-ray pulsar in the Large Magellanic Cloud. Science, 350:801.
(2015) Acero F, Ackermann M, Ajello M, Albert A, Atwood WB, Axelsson M, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Bastieri D, Belfiore A, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom ED, Bogart JR, Bonino R, Bottacini E, Bregeon J, Britto R J, Bruel P, Buehler R, Burnett T H, Buson S, Caliandro GA, Cameron RA, Caputo R, Caragiulo M, Caraveo PA et al. Fermi Large Area Telescope Third Source Catalog. The Astrophysical Journal Supplement Series, 218:23.
(2014) Caraveo PA. Gamma-Ray Pulsar Revolution. Annual Review of Astronomy and Astrophysics, 52:211.
(2014) Ackermann M, Ajello M, Albert A, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Bastieri D, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom E D, Bottacini E, Brandt T J, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Buson S, Caliandro G A, Cameron RA, Caragiulo M, Caraveo P A et al. Fermi establishes classical novae as a distinct class of gamma-ray sources. Science, 345:554.
(2013) Acharya B S, Actis M, Aghajani T, Agnetta G, Aguilar J, Aharonian F, Ajello M, Akhperjanian A, Alcubierre M, Aleksić J, Alfaro R, Aliu E, Allafort A J , Allan D, Allekotte I, Amato E, Anderson J, Angüner EO, Antonelli LA, Antoranz P, Aravantinos A, Arlen T, […], Caraveo PA et al. Introducing the CTA concept. Astroparticle Physics, 43:3.
(2013) Allafort A, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Baring MG, Bastieri D, Bellazzini R, Bonamente E, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Buson S, Caliandro GA, Cameron RA, Caraveo PA et al. PSR J2021+4026 in the Gamma Cygni Region: The First Variable γ-Ray Pulsar Seen by the Fermi LAT. The Astrophysical Journal Letters, 777:L2.

Riconoscimenti e premi
Patrizia Caraveo fa parte dell'Unione Astronomica Internazionale, e ha condiviso con i colleghi dei team Swift, Fermi e AGILE, il premio Bruno Rossi della American Astronomical Society rispettivamente nel 2007, 2011 e 2012. Nel 2009 è stata insignita del premio Nazionale Presidente della Repubblica per i contributi dati alla comprensione dell'emissione di alta energia delle stelle di neutroni. Nel marzo 2014 ha ricevuto lo “Outstanding Achievement Award” di Women in Aerospace-Europe. A giugno 2014 Thomson Reuters l'ha inclusa nella lista degli "Highly Cited Researchers" per la disciplina "Space Science". Fa inoltre parte del Gruppo 2003.

Chiara Casarotti
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria edile-sismica

Parole chiave: sisma, terremoti, edilizia anti sismica, cemento armato, l’aquila


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice presso EUCENTRE (Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica) di Pavia

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Edile/Architettura presso l’Università degli Studi di Pavia nel 2001, prosegue il suo percorso formativo con un dottorato di ricerca in ingegneria sismica nel 2004. Nel 2005 si sposta negli Stati Uniti, dove aveva già lavorato durante il dottorato, in qualità di Post doctoral research scholar presso la University of California a San Diego. Rientrata a Pavia, lavora come assegnista di ricerca all’Università. Dal 2006 è consulente per il Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica (EUCENTRE) dove attualmente è coordinatrice scientifica delle prove su sistemi di isolamento e dissipazione condotte presso il laboratorio sperimentale TREES Lab, e responsabile delle attività di risposta rapida alle emergenze sismiche.

Risultati scientifici
I principali interessi scientifici di Chiara Casarotti riguardano la ricerca applicata e sperimentale nel campo dell’ingegneria sismica, del comportamento dinamico delle strutture in cemento armato, dei sistemi di isolamento sismico e della valutazione strutturale post-emergenza. Nello specifico, si è occupata di procedure statiche lineari per la valutazione della risposta dinamica di strutture in cemento armato. La ricerca numerica e sperimentale si è poi spostata sui sistemi e dispositivi di isolamento e dissipazione antisismica testati a scala reale nelle strutture di prova del TREES Lab. Negli ultimi anni le attività di Chiara Casarotti si sono concentrate sulla gestione tecnica e la risposta rapida all'emergenza sismica, nell'ambito di progetti italiani ed Europei che l'hanno vista coinvolta sul campo sia in contesti esercitativi sia in terremoti reali: il tema è quello della valutazione, attraverso un’indagini sperimentali, degli edifici e delle infrastrutture nel post terremoto. Dopo il sisma dell’Aquila del 2009 e quello dell’Emilia del 2012, Casarotti viene chiamata a fornire supporto al Dipartimento di Protezione Civile per rilievi di agibilità ordinari su strutture di destinazione d’uso (residenziale, industriale, commerciale) e rilievi strumentali su strutture speciali, come l’Ospedale San Salvatore o la Di.co.ma.C di Bologna.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali fra cui:

(2014) Monteiro R, Marques M, Adhikari G, Casarotti C, Pinho R. Spectral reduction factors evaluation for seismic assessment of frame buildings. Engineering Structures, 77:129–142.
(2013) Pinho R, Marques M, Monteirom Casarotti C, et al. Evaluation of Nonlinear Static Procedures in the Assessment of Building Frames. Earthquake Spectra, 29(4):459-1476.
(2012) Casarotti C, Pavese A, Peloso S. Valutazione delle strutture nella fase post terremoto. Il modulo sviluppato da Eucentre e l’attività sul campo. Progettazione Sismica, 3:37-48.
(2009) Casarotti C, Pavese A, Peloso S. Seismic Response of the San Salvatore Hospital of Coppito (L’Aquila) during the 6th April 2009 earthquake. Progettazione Sismica, 3, Special Abruzzo, Italiano (163-176) e Inglese (159-172).
(2009) Benzoni C, Casarotti C. Effects of Vertical Load, S train Rate and Cycling on the Response of Lead-Rubber Seismic Isolators. Journal of Earthquake Engineering, 13:293-312.
(2009) Casarotti C, Monteiro R & Pinho R. Verification of spectral reduction factors for seismic assessment of bridges. Bulletin of the New Zealand Society for Earthquake Engineering, 42(2).
(2009) Pinho R, Monteiro R, Casarotti C, Delgado R. Assessment of Continuous Span Bridges through Nonlinear Static Procedures. Earthquake Spectra, 25(1):143-159.
(2007) Pinho R, Casarotti C, Antoniou S. A comparison of Single-Run Pushover Analysis Techniques for seismic assessment of bridges. Earthquake Engineering & Structural Dynamics, 36:1347-1362.
(2007) Casarotti C, Pinho R. An adaptive capacity spectrum method for assessment of bridges subjected to earthquake action. Bulletin of Earthquake Engineering, 5:377-390.
(2006) Casarotti C, Pinho R. Seismic response of continuous span bridges through fibre-based finite element analysis. Earthquake Engineering and Engineering Vibrations 5(1):119-131.

Tiziana Catarci
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Area STEM: Informatica

Competenze: ingegneria informatica

Parole chiave: computer, informatica, big data, tecnologie digitali, internet


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria, Direttrice del Centro Interuniversitario sull’Elaborazione Cognitiva in Sistemi Naturali e Artificiali (ECONA) e del Centro interdipartimentale di ricerca Sapienza Design Research dell’Università La Sapienza di Roma, Presidente di KION S.p.A. (gruppo CINECA)

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Elettronica all’Università La Sapienza di Roma nel 1987, prosegue la sua formazione con un dottorato in Informatica nella stessa università. Dal novembre 2000 è professoressa ordinaria di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso la Facoltà di Ingegneria Informatica, Informatica e Statistica della Università la Sapienza di Roma. Dal 2009 all’ottobre 2014 è presidente del Centro InfoSapienza. Dal novembre 2010 all’aprile 2014 è prorettrice per le Infrastrutture e le Tecnologie e coordinatrice dell’Organismo di Indirizzo e Raccordo (OIR) della stessa università. Dal 2014 è direttrice del Centro Interuniversitario sull’Elaborazione Cognitiva in Sistemi Naturali e Artificiali (ECONA). Dal maggio 2015 è direttrice del centro interdipartimentale di ricerca “Sapienza Design Research”. Dal luglio 2015 è presidente di KION S.p.A., una azienda appartenente al gruppo CINECA.

Risultati scientifici
L’attività di ricerca di Tiziana Catarci si concentra sin dai suoi esordi sull’interazione persona-calcolatore, fornendo uno tra i primi e più significativi contributi a livello internazionale relativamente alle tematiche di interazione utente e usabilità applicate al settore delle basi di dati. Avendo iniziato a lavorare in questa area alla fine degli anni Ottanta, quando i sistemi interattivi erano agli esordi, Tiziana Catarci e il suo gruppo hanno di recente ripreso, sviluppato e reso attuali molti dei risultati di quegli anni, ora che l’usabilità, e più in generale la “user experience” sono tra le caratteristiche essenziali della cosiddetta “smart interaction”. Rimanendo nell’ambito applicativo delle basi di dati, Tiziana Catarci, consapevole che con lo sviluppo e la diffusione di Internet sempre un maggior numero di utenti avrebbe iniziato a interagire con una enorme quantità di informazioni spesso disomogenee e destrutturate, ha sviluppato nuove interfacce che permettono di reperire, integrare e manipolare dati multimediali provenienti da fonti diverse in modo che tutto sia accessibile anche a chi, tra gli utenti, non possiede particolari conoscenze tecniche. Nella sua attività di ricerca Tiziana Catarci si è anche interessata a problematiche specifiche delle basi di dati, quali la modellazione e interrogazione di sorgenti eterogenee, su cui ha ottenuto interessanti risultati, e, recentemente, alla qualità dei dati, che costituisce oggi una tematica fortemente innovativa e di cruciale importanza per i moderni sistemi informativi e la società digitale.

Attività editoriali e pubblicazioni
Tiziana Catarci fa parte del Comitato scientifico e svolge attività di revisione per molte importanti riviste scientifiche e conferenze internazionali dei settori di interesse, incluse ACM Transactions on Computer-Human Interaction, ACM Transactions on Information Systems, VLDB Journal, IEEE Transactions on Knowledge and Data Engineering, WWW Journal, Journal of Visual Languages and Computing, ACM Interact, Computing Surveys, VLDB, ACM Sigmod, IEEE Multimedia, ACM CHI.

È autrice di oltre 200 articoli scientifici su riviste internazionali, fra cui:

(2014) Bauleo E, Carnevale S, Catarci T, Kimani S, Leva M, Mecella M. Design, realization and user evaluation of the SmartVortex Visual Query System for accessing data streams in industrial engineering applications. Journal of Visual Languages and Computing 25(5):577-601.
(2010) Catarci T, Dix AJ, Kimani S, Santucci G. User-Centered Data Management. Morgan & Claypool Publishers.
(2010) Bianchini D, Montanelli S, Catarci T, et al. Emergent Semantics and Cooperation in Multi-knowledge Communities: the ESTEEM Approach. World Wide Web Journal, 13(1):3-31.
(2008) Catarci T, et al. Pervasive Software Environments for Supporting Disaster Responses. IEEE Internet Computing, 12(1):26-37.
(2006) Czerwinski M, Gage DW, Gemmell J, Marshall CC, Pérez-Quiñones MA, Skeels MM, Catarci T. Digital memories in an era of ubiquitous computing and abundant storage. Communications of the ACM, 49(1):44-50.
(2003) Mecella M, Scannapieco M, Virgillito A, Baldoni R, Catarci T, Batini C. Managing Data Quality in Cooperative Information Systems. Journal on Data Semantics (LNCS subline, Springer), 1:208-232.
(2000) Catarci T. What Happened When Database Researchers Met Usability. Information Systems, 25(3):177-212.
(1997) Catarci T, Costabile MF, Levialdi S, Batini C. Visual Query Systems for Databases: A Survey. Journal of Visual Languages and Computing, 8(2), 215-260.
(1993) Catarci T, Lenzerini M. Representing and Using Interschema Knowledge in Cooperative Information Systems. Journal of Intelligent and Cooperative Information Systems, 2(4):375-398.
(1990) Angelaccio M, Catarci T, Santucci G. QBD: A Graphical Query Language with Recursion. IEEE Transactions on Software Engineering, 16(10):1150-1163.

Riconoscimenti e premi
Nel 2003 vince l’IBM Eclipse Innovation Award per il progetto SEAWER, SEmantic Annotation of WEb Resources. Nel 2014 è la prima candidata donna alla carica di Rettore nella secolare storia della Università la Sapienza. Nel 2015 riceve l’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana e, nel 2016, è invitata a far parte della prestigiosa European Academy of Sciences and Arts.

Lucia Cattani
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria civile, fisica tecnica, energie alternative, efficienza energetica, cicli termodinamici, trattamento aria, acqua dall’aria, trasmissione del calore, acustica ambientale ed edilizia

Parole chiave: estrazione di acqua dall’aria, seas-sa, risparmio energetico, edilizia sostenibile, fonti rinnovabili, cicli termodinamici, trasmissione del calore, acustica ambientale, carenza idrica, awa modula


Funzione/Ruolo
Responsabile Ricerca & Sviluppo presso la SEAS-SA (start up svizzera)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Ingegneria Civile, indirizzo Idraulico, conseguita all’Università degli Studi di Pavia nel 2001, prosegue gli studi con un Master di primo livello sulla Tutela delle acque superficiali presso la stessa università. In seguito, frequenta un corso di acustica alla F.A.S.T. (Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche) diventando “tecnico competente in acustica ambientale”. Dal 2001 al 2014 presta servizio, prima come tutor poi come collaboratrice esterna alla ricerca e alla didattica, presso l’Università di Pavia, facoltà di ingegneria, per l’insegnamento di Fisica Tecnica. Parallelamente, consegue il dottorato di ricerca in Tecnologie per l’energia e per l’ambiente all’Università degli studi di Bergamo, con una tesi sull’edilizia energeticamente sostenibile. Oltre ad essere “certificatore energetico” in Lombardia e in Liguria, viene scelta per insegnare in numerosi corsi per la formazione di questi professionisti. Nel frattempo si dedica anche alla libera professione come tecnica competente in acustica. Nel 2012, Lucia Cattani partecipa al progetto, in collaborazione con l’Università di Pavia, che permette a lei e ai colleghi di realizzare un prototipo di macchina per l’estrazione di acqua dall’aria. Attualmente è responsabile della divisione ricerca e sviluppo per SEAS-SA, la start up svizzera creata per commercializzare macchine integrate per l’estrazione di acqua dall’aria e l’ottimizzazione energetica degli impianti negli edifici.

Risultati scientifici
Grazie alla specializzazione ottenuta con il lavoro di didattica e ricerca e con il dottorato in Fisica Tecnica, Lucia Cattani, accanto alla formazione di base in idraulica e trattamento delle acque, acquista una vasta esperienza in ambito di risparmio energetico, energie alternative, cicli termodinamici, sistemi cogenerativi, trattamento dell’aria e della condensa, acustica ambientale. Competenze che le consentono di entrare nel gruppo di progettazione di un prototipo di macchina per estrarre acqua dall’aria e di diventare R&D manager della SEAS-SA per la costruzione e vendita di tali macchine. Il principio fisico alla base del sistema è l’accelerazione dalla naturale condensazione del vapore contenuto nell’aria per mezzo di un ciclo inverso a compressione. L’evoluzione del progetto, che ha portato alla creazione della macchina commerciale AWA modula, ha permesso di sfruttare al meglio tutti gli effetti positivi del sistema e la possibilità di integrarlo negli impianti esistenti negli edifici. In tal modo, con un’unica spesa energetica, si ottiene acqua di ottima qualità, un contributo per il riscaldamento e uno per il raffreddamento. Il prodotto, che si pone come una soluzione alla carenza idrica e al risparmio energetico, è già commercializzato in diverse parti del mondo tra cui Italia, Emirati Arabi, Caraibi, Messico, Perù, Tunisia, Libia.

Attività editoriali e pubblicazioni
Lucia Cattani partecipa a conferenze nazionali ed internazionali ed è autrice di numerosi articoli scientifici, tra cui:

(2015) Magrini A, Cattani L, Cartesegna M, Magnani L. Production of water from the air: the environmental sustainability of air-conditioning systems through a more intelligent use of resources. The advantages of an integrated system. Energy Procedia, 78:1153-1158.
(2015) Magrini A, Cattani L, Cartasegna M, Magnani L. Integrated systems for air conditioning and production of drinking water – Preliminary considerations. Energy Procedia, 75:1659-1665.
(2010) Magrini A, Cattani L, Magnani L. A global index to evaluate the acoustical and thermal behavior of buildings: first evaluations and applications to common building walls. ISRA Melbourne, Victoria, Australian Acoustical Society.
(2010) Magrini A, Cattani L, Magnani L. UNI TS 11300 parte I e II Applicazione a casi semplici di edilizia residenziale: considerazioni sulle modalità di calcolo e proposte per una maggiore comprensione di alcuni aspetti. Sviluppo sostenibile, tutela dell'ambiente e della salute umana. Perugia: Morlacchi, 69-75; 77-82.
(2008) Cattani L, Locatelli A, Brioschi MS, Marengo M. Analisi dei costi di costruzione e del tempo di ritorno d’investimento di un edificio progettato nelle varie classi energetiche. 63° Congresso ATI, Palermo.
(2008) Magrini A, Cattani L. Certificazione energetica degli edifici - valutazioni sull’applicazione della metodologia di calcolo della regione Lombardia. 63° Congresso ATI, Palermo.
(2007) Magrini A, Cerniglia A, Lenti M, Cattani L. Noise evaluation in a race track: measuraments software analyses and need of continuous monitoring. Comparisono among the results. 14th International Congress on Sound and Vibrations. Cairns Australia.
(2007) Franco G, Magrini A, Cattani L. Energy saving in the restoration of Italian residential buildings: working methodologies applied to building stocks edified in the middle of XXth century. Climamed 2007 energy, climate and indoor comfort in mediterranean countries. Genova, Italy, 973-990.
(2006) Franco G, Magrini A, Lanzu S, Cattani L. Improving energy performance of Italian post war residential building stock. World Renewable Energy Congress IX Full Proceedings. Firenze.
Esempi divulgativi:
(2015) Cattani L, Awa, acqua dall’aria e contributi termici: come estrarre il massimo da un ciclo frigo. Ingenio, informazione tecnica e progettuale, ISSN 2307-8928.
(2010) Cattani L, Oltre il 55% una propsta a costo zero. Casa&Clima n.26, Quine, ISSN 2038-0895.

Alessandra Celletti
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Area STEM: Matematica

Competenze: meccanica celeste, sistemi dinamici

Parole chiave: fisica matematica, meccanica celeste, meccanica analitica, teoria del caos, astrodinamica, sistema solare, pianeti, orbita, detriti spaziali, traiettorie interplanetarie


Funzione/Ruolo
Direttrice del Dipartimento di Matematica dell’Università Tor Vergata di Roma

Percorso professionale
Dopo la laurea in Matematica presso l’Università La Sapienza di Roma, prosegue la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in matematica presso il Politecnico Federale di Zurigo (ETH) nel 1989. In seguito diventa ricercatrice confermata presso il Dipartimento di Matematica, raggruppamento Fisica Matematica dell’Università de L’Aquila fino al 1999. Da quell’anno è professoressa associata di Fisica Matematica all’Università di Roma Tor Vergata. Dal 2013 è professoressa ordinaria presso la stessa università e dal 2015 è direttrice del Dipartimento di Matematica sempre all’Università di Tor Vergata, dove è anche coordinatrice del Master di II livello in “Scienza e Tecnologia Spaziale”.

Risultati scientifici
Gli interessi di ricerca di Alessandra Celletti comprendono la meccanica celeste, la teoria dei sistemi dinamici, le traiettorie interplanetarie e lo studio della dinamica dei detriti spaziali. Scienza di antichissime origini, la Meccanica Celeste studia la dinamica degli oggetti del sistema solare, dalla Luna ai pianeti, alle sonde spaziali e ai satelliti artificiali. Sono molteplici le domande a cui si cerca di rispondere: ad esempio se il futuro del sistema solare preveda collisioni tra pianeti e dove sia possibile costruire le autostrade interplanetarie. E ancora si indaga sul destino finale dei detriti spaziali o su quanto sia reale (e come sia evitabile) la minaccia che un piccolo asteroide entri in rotta di collisione con la Terra.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di diversi libri, sia a livello universitario che divulgativi:

Celletti A, Esercizi di Meccanica Razionale, Aracne editrice, 1999.
Celletti A, Stability and Chaos in Celestial Mechanics, Springer-Praxis, 2010.
Celletti A, Perozzi E, Celestial Mechanics: The Waltz of the Planets, Springer-Praxis, 2007. Celletti A, Perozzi E, Pianeti per caso, UTET, 2012.

Alessandra Celletti è anche autrice di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali tra cui:

(2016) Celletti A, Gales C, Pucacco G. Bifurcation of lunisolar secular resonances for space debris orbits. SIAM, Journal on Applied Dynamical Systems, 15(3):1352-1383.
(2016) Gkolias I, Celletti A, Efthymiopoulos C, Pucacco G. The theory of secondary resonances in the spin-orbit problem. Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, 459:1327-1339.
(2016) Lhotka C, Celletti A, Gales C. Poynting-Robertson drag and solar wind in the space debris problem. Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, 460(1):802-815.
(2015) Celletti A, Gales C. Dynamical investigation of minor resonances for space debris. Celestial Mechanics and Dynamical Astronomy, 123(2):203-222.
(2015) Celletti A, Pucacco G, Stella D. Lissajous and Halo orbits in the restricted three-body problem. Journal of Nonlinear Science, 25(2):343-370.
(2014) Celletti A, Gales C. On the dynamics of space debris: 1:1 and 2:1 resonances. Journal of Nonlinear Science, 24(6):1231-1262.
(2014) Calleja R, Celletti A, Falcolini C, de la Llave R. An extension of Greene's criterion for conformally symplectic systems and a partial justification. SIAM Journal on Mathematical Analysis, 46(4):2350-2384.
(2013) Calleja R, Celletti A, de la Llave R. A KAM theory for conformally symplectic systems: efficient algorithms and their validation. Journal of Differential Equations, 255(5):978-1049.
(2011) Celletti A, Stefanelli L, Lega E, Froeschle' C. Global dynamics of the regularized restricted three-body problem with dissipation. Celestial Mechanics and Dynamical Astronomy, 109:265-284.
(2009) Celletti A, Chierchia L. Quasi-periodic attractors in Celestial Mechanics. Archive for Rational Mechanics and Analysis, 191(2):311-345.

Riconoscimenti e premi
Dal 2001 al 2013 presiede la Società Italiana di Meccanica Celeste e Astrodinamica (SIMCA), inoltre l’asteroide 2005 DJ1, n. 117539 porta il nome Alessandra Celletti. Nel 2010 è eletta componente a vita del Celestial Mechanics Institute, organizzazione internazionale composta da 20 esperti di Meccanica Celeste e, nel 2011, riceve dalla Comunità Europea un grant per il progetto ASTRONET-II “Marie Curie Initial Training Networks”, settore Matematica. Nel 2012 è relatrice invitata al sesto convegno della European Mathematical Society e nello stesso anno ottiene dalla Comunità Europea un grant per il progetto STARDUST “Marie Curie Initial Training Networks”. Nel 2015 è vice-presidente eletta della Commissione Scientifica di Meccanica Celeste dell’International Astronomical Union ed è eletta anche nella commissione scientifica dell’Unione Matematica Italiana. Nel 2016 è eletta Editor in Chief della rivista internazionale “Celestial Mechanics & Dynamical Astronomy” (edita dalla Springer), pubblicazione di riferimento nel campo della meccanica celeste e della dinamica del volo spaziale. Fa parte della società scientifica European Women in Mathematics/European Mathematical Society.

Virna Cerne
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: scienze e tecnologie alimentari

Parole chiave: glutine, gluten free, brevetto, alimentazione, innovazione, innovazione alimentare, regime alimentare, industria alimentare, celiachia


Funzione/Ruolo
Direttrice Ricerca & Sviluppo e membro del Consiglio Direttivo del Gruppo Dr. Schär

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie alimentari conseguita nel 1994 presso l’Università di Udine, Virna Cerne si trasferisce in Germania dove è Project leader di ricerca e sviluppo della società Zuegg Fruchtig a Berlino. Nel 1996 rientra in Italia ed è Responsabile del Controllo Qualità e del dipartimento di ricerca e sviluppo di Dr. Schär, azienda leader in Europa per l’alimentazione priva di glutine. Dal 2003 è direttrice e responsabile ricerca e sviluppo dell’intero gruppo Dr. Schär, di cui diventa nel 2015 direttrice esecutiva.

Risultati scientifici
Porta il nome di Virna Cerne e Ombretta Polenghi l’innovativo brevetto che permette di estrarre proteine simili al glutine dal granoturco da poter addizionare agli alimenti per celiaci. Il processo prevede di isolare due proteine simili al glutine derivanti dal mescolamento di acqua, alcol e granoturco in una sospensione riscaldata. Attraverso questo procedimento è poi possibile integrare le proteine isolate nelle preparazioni per celiaci, replicando il gusto e la consistenza dei prodotti realizzati con la tradizionale farina di grano. Il brevetto è una vera rivoluzione per tutti coloro che soffrono di celiachia, malattia autoimmune a causa della quale il glutine danneggia le pareti dell’intestino compromettendo l’assorbimento delle sostanze nutrienti. Questa condizione crea nel celiaco carenze di vitamine, anemia e fatica cronica: l’unica terapia è una dieta rigorosamente priva di glutine. Grazie alla scoperta di Cerne e Polenghi la dieta potrà essere più facile da seguire e soprattutto più gustosa.

Riconoscimenti e premi
Nel 2016 Virna Cerne e il gruppo di ricerca Dr. Schär sono fra i tre finalisti dell’European Inventor Award, nella categoria Industry, gli unici nel settore alimentare. Si tratta di uno dei premi europei più importanti sui temi dell’innovazione.

Carla Fabiana Chiasserini
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria telematica, ingegneria delle telecomunicazioni

Parole chiave: reti wireless, reti mobili, wifi, 5g, 4g, trasmissione dati, telefonia mobile, innovazione


Funzione/Ruolo
Professoressa associata Politecnico di Torino e centro di ricerca TNC (Telecommunication Networks Group)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica all'Università di Firenze nel 1996, prosegue gli studi ottenendo un dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Torino nel 2000. Dallo stesso anno entra nel Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni presso il Politecnico di Torino, prima con una borsa di Cselt (oggi Telecom Italia) su reti ATM senza fili, poi con una posizione di breve termine come assistente. Dal 1998 al 2003, svolge lavoro di ricerca presso il Centro di comunicazioni wireless e il California Institute per le telecomunicazioni e Information Technology dell’Università della California, a San Diego. Nel 2012 e 2016, è visiting professor alla Monash University (Australia). Attualmente è professoressa associata al Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni, e dal 2012 è la coordinatrice del Master in Comunicazione e Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Torino.

Risultati scientifici
I suoi compiti di insegnamento presso il Politecnico di Torino includono corsi di laurea di comunicazioni wireless e argomenti avanzati su reti wireless. Le sue maggiori aree di interesse di ricerca sono le reti cellulari LTE, la comunicazione dispositivo-dispositivo, reti WLAN e reti Mesh, risparmio energetico e gestione della batteria, e i modelli analitici per la valutazione delle prestazioni di reti wireless. Chiasserini partecipa e coordina numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali fra cui il M.A.S.P, avviato nel 2003, per la ricerca e lo sviluppo sperimentale di un sistema per il controllo a distanza di aree sensibili e protette, allo scopo di erogare servizi innovativi orientati al monitoraggio cognitivo e attuativo di politiche ambientali. Il progetto sviluppa infatti un sistema sensoriale/informativo a intelligenza distribuita, basato su una rete cooperativa di componenti fissi e mobili (installabili anche a bordo di mezzi pubblici), per misure sul campo finalizzate all’acquisizione on-line di parametri critici per il monitoraggio ambientale. La scienziata lavora anche a un progetto internazionale in collaborazione con l’Università di Monash che si concluderà nel 2017: FLAG (Fundamental results and algorithmic solutions for 5G Networks). Il progetto svilupperà modelli analitici innovativi delle reti 5 G in modo da ricavare importanti progressi sulle prestazioni e la complessità del sistema e sul rapporto tra la qualità del servizio e i costi. FLAG utilizzerà tali risultati come linee guida per la progettazione di un sistema efficiente, garantendo elevate velocità di trasmissione dati, con un sovraccarico minimo.

Attività editoriali e pubblicazioni
Attualmente collabora nel Board di IEEE Transactions on Mobile Computing, e fa parte del Comitato Editoriale esecutivo per la IEEE Transactions on Wireless Communications. 
È autrice di oltre 200 pubblicazioni tra cui:

(2016) Tadesse SS, Casetti C, Chiasserini CF. Energy-efficient Traffic Allocation in SDN-based Backhaul Networks: Theory and Implementation. arXiv:1609.04844.
(2016) Chiasserini CF, Gribaudo M, Manini D. Analytical Modeling of Wireless Communication Systems. John Wiley & Sons Editore.
(2016) Malandrino F, Chiasserini CF, Kirkpatrick S. The Price of Fog: a Data-Driven Study on Caching Architectures in Vehicular Networks. arXiv:1605.06405.
(2016) Fazliu ZL, Chiasserini CF, Dell'Aera GM, Downlink Transmit Power Setting in LTE HetNets with Carrier Aggregation. arXiv:1604.05696
(2016) Zhou S, Alfano G, Chiasserini CF, Nordio A. MIMO Relay Network With Precoding. IEEE Communications Letters, 20(2):316-319.
(2016) Mishra D, De S, Chiasserini CF. Joint Optimization Schemes for Cooperative Wireless Information and Power Transfer Over Rician Channels. IEEE Transactions on Communications, 64(2):554-571.
(2015) Rossi C, Casetti C, Chiasserini CF, Borgiattino C. Cooperative Energy-efficient Management of Federated WiFi Networks. IEEE Transactions on Mobile Computing, 14 (11):2201-2215.
(2015) Malandrino F, Casetti C, Chiasserini CF. A holistic view of ITS-enhanced charging markets. IEEE Transactions on Intelligent Transportation Systems, 16(4):1736-1745.
(2015) Fogue M, Martinez FJ, Garrido P, Fiore M, Chiasserini CF, et al. Securing warning message dissemination in VANETs using cooperative neighbor position verification. IEEE Transactions on Vehicular Technology, 64(6):2538-2550.
(2015) Malandrino F, Limani Z, Casetti C, Chiasserini CF. Interference-aware downlink and uplink resource allocation in HetNets with D2D support. IEEE Transactions on Wireless Communications, 14(5):2729-2741.

Riconoscimenti e premi
Nel 2010 Carla Fabiani Chiasserini riceve il premio Best Editor dalla Ad Hoc Networks Journal. Co-autrice di tre brevetti, fa anche parte del Comitato Scientifico della Fondazione Bruno Kessler ed è affiliata anziana della IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) e componente di ACM (Association for Computing Machinery). 

Cristina Anna Colombo
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: psichiatria e criminologia clinica

Parole chiave: disturbi dell’umore, depressione, neuroimaging, criminologia clinica, psichiatria, malattie mentali, cura delle malattie mentali


Funzione/Ruolo
Professoressa di Psichiatria dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Riabilitazione dei Disturbi dell’Umore dell’Ospedale San Raffaele di Milano

Percorso professionale
Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano e l’abilitazione alla professione medica nel 1985, Cristina Colombo prosegue la sua formazione come frequentatrice volontaria presso il Laboratorio di Neurofisiologia Clinica della Clinica Psichiatrica dell’Università degli Studi di Milano. Contemporaneamente svolge l’attività di assistente medico presso la Divisione di Psichiatria 3 del Dipartimento di Scienze Neuropsichiche, IRCCS Ospedale San Raffaele. L’anno successivo consegue la specializzazione in Psichiatria presso l’Università di Milano. Nel 1991 conclude un corso di perfezionamento in bioetica al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, IRCCS Ospedale San Raffaele. Nel 2001 ottiene una seconda specializzazione in Criminologia Clinica, sempre all’Università di Milano. Ad oggi è Professoressa di prima fascia di Psichiatria all’Università Vita-Salute San Raffaele, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Riabilitazione dei Disturbi dell’Umore all’Ospedale San Raffaele di Milano e Direttrice del Master di II livello Psicopatologia Forense e Criminologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

Risultati scientifici
L’attività di ricerca di Cristina Colombo si estende da tecniche di elettroencefalografia computerizzata, di brain mapping e di visualizzazione cerebrale (TAC, RM, PET), fino a giungere alla posizione attuale di coordinamento del gruppo di ricerca dell’Unità di Cronobiologia del Centro per i Disturbi dell’umore dell’Ospedale San Raffaele. All’interno del centro lei e i suoi colleghi svolgonoattività di ricerca scientifica specifica sui disturbi dell’umore, i principali scopi della ricerca sono volti non solo di ampliare le conoscenze circa questa patologia, ma anche di ideare e sviluppare strumenti di diagnosi e misurazione. Le principali linee di ricerca scientifica del Centro coordinato da Cristina Colombo sono rappresentate dal neuroimaging funzionale, dalla psicopatologia dei disturbi dell’umore, dalla cronobiologia e dalla cronoterapia e la somatoteria (TMS, tecnica non invasiva di sollecitazione delle aree del cervello legate ai disturbi depressivi).

Attività editoriali e pubblicazioni
Cristina Colombo fa parte dei comitati scientifici di numerose riviste internazionali ed è autrice di più di 100 articoli su riviste internazionali, tra cui:

(1993) Colombo C, Bonfanti A, Livian S, Abbruzzese M, Scarone S. Size of the corpus callosum and auditory comprehension in schizophrenics and normal controls. Schizophrenia Research, 11:63-70.
(1999) Smeraldi E, Benedetti F, Barbini B, Campori C, Colombo C. Sustained antidepressant effect of sleep deprivation combined with pindolol in bipolar depression: a placebo-controlled trial. Neuropsychopharmacology, 20(4):380-385.
(2000) Moresco RM, Colombo C, Fazio F, Bonfanti A, Lucignani G, Messa C, Gobbo C, Galli L, Del Sole A, Lucca A, Smeraldi E. Effects of fluvoxamine treatment on the in vivo binding of [F-18]FESP in drug naive depressed patients: a PET study. Neuroimage, 12(4):452-465.
(2002) Benedetti F, Colombo C, Barbini B, Smeraldi E. Sleep deprivation and biological rhytms in bipolar disorder. Journal of Affective Disorders, (68):88-89.
(2007) Benedetti F, Barbini B, Colombo C, Smeraldi E. Chronoterapeutics in a psychiatric ward. Sleep Medicine Reviews, 11:509-522.
(2011) Benedetti F, Colombo C. Sleep deprivation in mood disorders. Neuropsychobiology, 64:141-151.
(2014) Benedetti F, Bollettini I, Radaelli D, Poletti S, Locatelli C, Falini A, Smeraldi E, Colombo C. Adverse childhood experiences influence white-matter microstructure in patients with bipolar disorder. Psychological Medicine, 44:3069-3082.
(2014) Benedetti F, Riccaboni R, Poletti S, Radaelli D, Locatelli C, Lorenzi C, Pirovano A, Smeraldi E, Colombo C. The serotonin transporter genotype modulates the relationship between early stress and adult suicidality in bipolar disorder. Bipolar disorders, 16: 857-866.
(2015) Benedetti F, Poletti S, Radaelli D, Locatelli C, Pirovano A, Lorenzi C, Vai B, Bollettini I, Falini A, Smeraldi E, Colombo C. Lithium and GSK-3beta promoter gene variants influence cortical gray matter volumes in bipolar disorder. Psychopharmacology.
(2015) Benedetti F, Riccaboni R, Dallaspezia S, Locatelli C, Smeraldi E, Colombo C. Effects of CLOCK gene variants and early stress on hopelessness and suicide in bipolar depression. Chronobiology International, Posted online on July 23, 2015.

Bianca Maria Colosimo
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria della produzione, ingegneria meccanica, processi manifatturieri avanzati, fabbricazione additiva (additive manufacturing), controllo qualità

Parole chiave: processi manifatturieri avanzati, statistica industriale, controllo statistico di processo, qualità


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione, Coordinatrice del Dottorato in Ingegneria Meccanica, Vice-direttrice del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano

Percorso professionale
Dopo la laurea in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano nel 1996, prosegue la sua formazione con un Dottorato di Ricerca in Tecnologie e Sistemi di Lavorazione conseguito nel 2001; nello stesso anno è visiting postPhD presso il Dipartimento di Industrial Engineering della Pennsylvania State University (PSU), con cui collabora dal 2001. Nel 1999 è ricercatrice, nel 2003 è professoressa associata e dal 2014 è professoressa ordinaria di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione al Politecnico di Milano. Dal 2012 è coordinatrice del Dottorato in Ingegneria Meccanica del Politecnico di Milano e fa parte della giunta di Dipartimento dal 2014. Dal gennaio 2017 è vice-direttrice del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano.

Risultati scientifici
Il principale interesse di ricerca di Bianca Maria Colosimo riguarda lo sviluppo di soluzioni innovative per migliorare e controllare la qualità, con particolare attenzione ai processi manifatturieri avanzati (additive manifacturing), attraverso l’utilizzo di tecniche di statistica industriale. Ha svolto attività di ricerca in diversi progetti internazionali, come SAMM (Smart Additive Manufacturing for Metal) in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (MIT); europei, come CleanSky2 Amatho per la produzione di componenti aeronautici di grandi dimensioni in additive manufacturing; Robustplanet, MuProD; nazionali, come Cluster Fabbrica Intelligente (High Performance Machining e Sustainable Manufacturing) ed anche regionali, come SMARTA (Sistema di Monitoraggio Ambientale con Rete di sensori e Telemonitoraggio indossabile a supporto di servizi di salute, prevenzione e sicurezza per l’Active AgingSmarta) e ST.I.M.A. (Strutture Ibride per la Meccanica e l’Aerospazio). In quest’ultimo progetto ha affrontato elaborazione, sviluppo e dimostrazione di fattibilità tecnologica delle strutture ibride, metalliche/intelligenti, per applicazioni nei settori della meccanica, dell’aeronautica e dello spazio. Ha attualmente collaborazioni attive con diversi gruppi di ricerca internazionali, dalla Pennsylvania State University al Massachusetts Institute of Technology (MIT); dal Georgia Institute of Technology alla Hong Kong University of Science and Technology (HKUST), alla University of Nottingham e Technical University of Munich (TUM).

Attività editoriali e pubblicazioni
Bianca Maria Colosimo fa parte dell’Editorial board di Journal of Quality Technology dal 2006, di Polimi Springerbriefs dal 2013 e di IISE Transactions dal 2017. Ricopre il ruolo di referee per numerose riviste internazionali, come International Journal of Production Research, Technometrics, IISE Transactions (ex IIE Transactions) e The International Journal of Advanced Manufacturing Technology. È co-autrice di due libri a diffusione internazionale:

(2010) B.M. Colosimo e N. Senin (Eds.). Geometric Tolerances: Impact on Product Design, Quality Inspection and Statistical Process Monitoring. Springer.
(2006) B.M. Colosimo e E. del Castillo (Eds.). Bayesian Process Monitoring, Control and Optimization. Chapman and Hall/CRC.

È inoltre co-autrice di oltre 130 pubblicazioni, tra cui:

(2017) Wang J, Pagani L, Leach RK, Zeng W, Colosimo BM, Zhou L. Study of weighted fusion methods for the measurement of surface geometry. Precision Engineering, 47, 111-121.
(2017) Grasso M, Laguzza V, Semeraro Q, Colosimo BM. In-Process Monitoring of Selective Laser Melting: Spatial Detection of Defects Via Image Data Analysis. ASME Journal of Manufacturing Science and Engineering, 139(5), 016.
(2016) Grasso M, Colosimo BM, Tsung F. A phase I multi-modelling approach for profile monitoring of signal data. International Journal of Production Research, 1-24.
(2016) Grasso M, Menafoglio A, Colosimo BM, Secchi P. Using Curve-Registration Information For Profile Monitoring. Journal of Quality Technology, 48(2):99.
(2015) Colosimo BM, Pacella M, Senin N. Multisensor data fusion via Gaussian process models for dimensional and geometric verification. Precision Engineering, 40:199–213.
(2015) Del Castillo E, Colosimo BM, Tajbakhsh S. Geodesic Gaussian Processes for the Reconstruction of a Free-Form Surface. Technometrics, 57, 1, 87-98.
(2014) Colosimo BM, Cicorella P, Pacella M, Blaco M. From profile to surface monitoring: SPC for cylindrical surfaces via Gaussian Processes. Journal of Quality Technology, 46(2):95-113.
(2013) Colombo D, Colosimo BM, Previtali B. Comparison of methods for data analysis in the remote monitoring of remote laser welding. Optics and Lasers in Engineering, 51, 34–46.
(2008) Colosimo BM, Pacella M, Semeraro Q. Statistical Process Control for Geometric Specifications: On the Monitoring of Roundness Profiles. Journal of Quality Technology, 40(1):1-18.
(2007) Colosimo BM, and M. Pacella M. On the use of principal component analysis to identify systematic patterns in geometric profiles. Quality & Reliability Engineering International, 23(6):707-725.

Riconoscimenti e premi
Nel 1996 Bianca Maria Colosimo si aggiudica il premio di Laurea UCIMU (Unione Costruttori Italiani di Macchine Utensili) e nel 2003 vince il Premio Giovane Ricercatore dell’Associazione Italiana Tecnologie Meccaniche (AITeM). Nel 2008 l’articolo Statistical Process Control for Geometric Specifications: on the Monitoring of Roundness Profiles del Journal of Quality Technology, di cui è co-autrice, è riconosciuto come il “Top downloaded paper of the year”. Nel 2017 Bianca Maria Colosimo è invited speaker alla Stu-Hunter conference.

Elisabetta Comini
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Area STEM: Scienze dei materiali e nanotecnologie

Competenze: fisica sperimentale

Parole chiave: ossidi metallici, nanotecnologie, ottica, innovazione, materiali, nanostrutture, sensori, nanomateriali, elettronica


Funzione/Ruolo
Responsabile della linea di ricerca “Metal oxide nanocrystalline quasi-1D structures” presso SENSOR laboratory (Università di Brescia e Istituto Nazionale di Ottica)

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica Sperimentale nel 1996 all’Università di Pisa, prosegue la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in Materiali per l’Ingegneria, presso l’università di Brescia, che consegue nel 2000. Dal 1999 al 2001 è tecnologa impiegata all’INFM (Istituto Nazionale di Fisica della Materia). Dal 2001 è ricercatrice in Fisica della Materia presso l’Università degli Studi di Brescia dove diventa in seguito professoressa ordinaria di Fisica Sperimentale della Materia.

Risultati scientifici
Elisabetta Comini è specializzata nello studio della crescita di ossidi metallici, in particolare nanofili, e nella misurazione delle loro proprietà elettroniche, funzionali e strutturali. È responsabile della linea di ricerca sulle "Metal oxide nanocrystalline quasi-1D structures" presso il laboratorio SENSOR (Università di Brescia e Istituto Nazionale di Ottica). Lo scopo del laboratorio SENSOR è quello di progettare e sviluppare nuovi materiali e processi produttivi per realizzare dispositivi e sistemi per applicazioni funzionali. Il laboratorio si dedica alla ricerca nell’ambito della Information and Communication Technology (ICT), nanomedicina, alimentazione e sicurezza. Uno dei settori di ricerca più avanzati del laboratorio è proprio quello diretto da Elisabetta Comini che si occupa delle nanostrutture di ossido quasi mono dimensionali: le  nanostrutture cristalline 1-D stanno oggi emergendo come basi per una elettronica di nuova generazione e dispositivi optoelettronici in scala nanometrica con prestazioni superiori. 

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 190 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, fra cui:

(2016) Kaur N, Comini E, Zappa D, Poli N, Sberveglieri G. Nickel oxide nanowires: vapor liquid solid synthesis and integration into a gas sensing device. Nanotechnology, 27(20).
(2015) Comini E, Galstyan V, Faglia G, Bontempi E, Sberveglieri G. Highly conductive titanium oxide nanotubes chemical sensors. Microporous and Mesoporus Materials, 208:165-170.
(2014) Concina I, Comini E, Kaciulis S, Sberveglieri G. Quantum dots as mediators in gas sensing: A case study of CdS sensitized WO3 sensing composites. Applied Surface Science, 290:295-300.
(2013) Comini E. Integration of Metal Oxide Nanowires in Flexible Gas Sensing Devices. Sensors-Basel, 13(8):10659-10673.
(2009) Vomiero A, Concina I, Natile MM, Comini E, Faglia G, Ferroni M, Kholmanov I, Sberveglieri G. ZnO/TiO2 nanonetwork as efficient photoanode in excitonic solar cells. Applied Physics Letters, 95(19).
(2009) Comini E, Baratto C, Faglia G, Ferroni M, Vomiero A, Sberveglieri G. Quasi-one dimensional metal oxide semiconductors: Preparation, characterization and application as chemical sensors. Progress in Materials Sciences, 54(1):1-67.
(2007) Vomiero A, Ferroni M, Comini E, Faglia G, Sberveglieri G. Preparation of radial and longitudinal nanosized heterostructures of In2O3 and SnO2. Nano Letters, 7(12):3553-3558.
(2006) Ponzoni A, Comini E, Sberveglieri G, Zhou J, Deng SZ, Xu NS, Ding Y, Wang ZL. Ultrasensitive and highly selective gas sensors using three-dimensional tungsten oxide nanowire networks. Applied Physics Letters, 88(20).
(2004) Comini E, Guidi V, Malagu C, Martinelli G, Pan Z, Sberveglieri G, Wang ZL, Electrical properties of tin dioxide two-dimensional nanostructures. Journal of Physical Chemestry B, 108 (6):1882-1887.
(2002) Comini E, Faglia G, Sberveglieri G, Pan ZW, Wang ZL. Stable and highly sensitive gas sensors based on semiconducting oxide nanobelts. Applied Physics Letters, 81(10):1869-1871.

Riconoscimenti e premi
Nel Settembre 2005 vince il premio per la migliore presentazione alla conferenza EUROSENSORS XIX, a Barcellona. L’anno successivo, si aggiudica lo stesso premio alla conferenza EUROSENSORS XX a Goteborg. Nel 2010 vince il primo posto in Science as Art nell’ambito dell’MRS Spring Meeting a San Francisco. Due anni dopo si aggiudica l’Eurosensors fellow 2012, conferenza di riferimento per la comunità dei sensori.

Susanna Cotecchia
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: neurologia, farmacologia

Parole chiave: noradrenalina e adrenalina, recettori accoppiati alle proteine g, trasduzione del segnale, neurologia, farmacologia


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Farmacologia presso l’Università di Bari

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Bari nel 1979, si specializza in Neurologia nella stessa università. Ottiene in seguito una borsa di studio dall’Istituto Mario Negri di Milano e, nel 1984, si trasferisce come ricercatrice al Duke University Medical Center, Durham negli Stati Uniti, nel gruppo del Dr. R.J. Lefkowitz, premio Nobel per la Chimica nel 2012. La sua carriera accademica continua come Research Assistant Professor nella stessa Duke University e, dal 1992, come professoressa ordinaria di Farmacologia all’Università di Losanna in Svizzera. Nel 2007 torna in Italia definitivamente e ottiene la cattedra di Farmacologia all’Università di Bari.

Risultati scientifici
Susanna Cotecchia è da sempre impegnata nella ricerca di base quale strumento indispensabile per la comprensione dei meccanismi delle malattie e dell’azione dei farmaci. Il suo lavoro si focalizza sullo studio dei recettori di membrana e della mutagenesi sito-diretta, particolare tecnica utilizzata in biologia molecolare per per studiare la relazione struttura-funzione delle proteine. Questa linea di ricerca ha lo scopo di affrontare le questioni fondamentali della farmacologia molecolare, fornendo dei metodi di screening rapidi e informazioni utili per comprendere il meccanismo di azione dei medicinali. Il traguardo è quello di costruire nuove molecole con proprietà farmacologiche selettive e mirate, il cosiddetto drug design, che eviti effetti collaterali nel trattamento di numerose malattie.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 100 articoli scientifici di portata nazionale ed internazionale, tra cui:

(2006) Stanasila L, Abuin L, Diviani D, Cotecchia S. Direct interaction of ezrin with the alpha1b-adrenergic receptor regulates recycling of the internalized receptors. Journal of Biological Chemistry, 281:4354-63.
(2005) Hosoda C, Koshimizu TA, Tanoue A, Nasa Y, Oikawa R, Tomabechi T, Fukuda S, Shinoura H, Oshikawa S, Takeo S, Kitamura T, Cotecchia S, Tsujimoto G. Two alpha1-adrenergic receptor subtypes regulating the vasopressor response have differential roles in blood pressure regulation. Molecular Pharmacology, 67:912-22.
(2005) Novi F, Stanasila L, Giorgi F, Corsini GU, Cotecchia S, Maggio R. Paired activation of two components within muscarinic M3 receptor dimers is required for recruitment of beta-arrestin-1 to the plasma membrane. The Journal of Biological Chemistry, 280:19768-76.
(2005) Costa T and Cotecchia S. Historical Perspective: The discovery of inverse efficacy and the constitutive activity of GPCRs. Trends in Pharmacological Sciences.
(2005) Hosoda C, Tanoue A, Shibano M, Tanaka Y, Hiroyama M, Koshimizu TA, Cotecchia S, Kitamura T, Tsujimoto G, Koike K. Correlation between vasoconstrictor roles and mRNA expression of alpha(1) adrenoceptor subtypes in blood vessels of genetically engineered mice. British Journal of Pharmacology 146:456-66.
(2005) Sarang Z, Molnar P, Nemeth T, Gomba S, Kardon T, Melino G, Cotecchia S, Fesus L, Szondy Z. Tissue transglutaminase (TG2) acting as G protein protects hepatocytes against Fas-mediated cell death in mice. Hepatology 42:578-87.
(2004) Diviani D, Abuin L, Cotecchia S and Pansier L. Anchoring of both PKA and 14-3-3 inhibits the Rho-GEF activity of the AKAP-Lbc signaling complex, EMBO Journal 23:2811-20.
(2004) Cotecchia S, Stanasila L, Diviani D, Bjorklof K, Rossier O and Fanelli F. Structural determinants involved in the activation and regulation of G protein-coupled receptors: lessons from the alpha1-adrenegic receptor subtypes. Biology of the Cell, 96:327-33.
(2005) Zhang H, Cotecchia S, Thomas SA, Tanoue A, Tsujimoto G and Faber JE. Gene deletion of dopamine beta-hydroxylase and alpha1-adrenoceptors demonstrates involvement of catecholamines in vascular remodeling. American Physiological Society Journals, Heart and Circulatory Physiology, 287:H2106-H2114.
(2004) Townsend SA, Jung AS, Gillian Hoe YS, Lefkowitz RY, Khan SA, Lemmon CA, Harrison RW, Lee K, Barouch LA, Cotecchia S, Shoukas AA, Nyhan D, Hare JM and Berkowitz DE. Critical role for the alpha-1B adrenergic receptor at the sympathetic neuroeffector junction. Hypertension, 44:776-82.

Riconoscimenti e premi
Susanna Cotecchia riceve nel 1995 il premio della Federazione Europea delle società biochimiche (FEBS). Nel 2001 viene premiata con il “Receptor Research Prize” della Perkin-Elmer Life Sciences.

Maria Lucia Curri
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Area STEM: Scienze dei materiali e nanotecnologie

Competenze: chimica fisica dei materiali

Parole chiave: nanotecnologie, nanocristalli inorganici, nanomateriali fotocatalitici, nanomateriali per la biomedicina, ambiente


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice presso l’Istituto per i Processi Chimico Fisici (IPCF) del CNR di Bari

Percorso professionale
Dopo la laurea in Chimica presso l’Università di Bari nel 1993, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Chimica nel 1996 e, fra il 1995 e il 1996, è Research Assistant del dipartimento di Chimica della University College London. Dal 1996 al 1998, tornata in Italia, svolge un post dottorato presso il Centro Studi Chimico Fisici sull’Interazione Luce-Materia del CNR, a Bari. Dal 1999 è ricercatrice del Centro Studi Chimico Fisici sull’Interazione Luce-Materia, l’anno successivo diventa ricercatrice a tempo indeterminato e dal 2010 è Prima Ricercatrice dell’Istituto per i Processi Chimico Fisici (IPCF) del CNR di Bari.

Risultati scientifici
Maria Lucia Curri è attualmente responsabile per le attività di chimica dei materiali, volte a progettare, fabbricare ed elaborare solidi inorganici su scala nanometrica, all’interno dell’Istituto per processi Chimico Fisici di Bari. Istituto che svolge un’attività di ricerca interdisciplinare orientata alla valorizzazione, al trasferimento tecnologico e alla formazione su campi di ricerca quali materia soffice, materiali e sistemi complessi, compositi nanostrutturati, sistemi biomimetici, metodologie innovative e applicazioni multidisciplinari. Le attività principali di Maria Lucia Curri, condotte nell’ambito di progetti di ricerca nazionali e internazionali, riguardano la sintesi di nanoparticelle (ovvero particelle formate da aggregati atomici o molecolari con un diametro compreso fra 2 e 200 nanometri) con il controllo sulla forma, dimensione e fase cristallina, per regolare con precisione le loro proprietà chimico-fisiche e la loro funzionalizzazione. In questo senso importante è lo studio delle proprietà delle nanoparticelle colloidali fabbricate per valutare il loro potenziale utilizzo dei materiali nanostrutturati in campo biomedico, quali sistemi teragnostici per la diagnosi e la cura di patologie, nella conversione dell’energia e nel settore delle tecnologie ambientali, per l’abbattimento di inquinanti e la realizzazione di sensori. Di rilievo sono i risultati ottenuti nell’ambito delle applicazioni ambientali di semiconduttori nanostrutturati dal Progetto Europeo LIMPID sui “Materiali nanocompositi per la degradazione fotocatalitica di inquinanti”, di cui è stata coordinatrice.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 180 articoli su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) Valente G, Depalo N, de Paola I, Iacobazzi RM, Denora N, Laquintana V, Comparelli R, Altamura E, Latronico T, Altomare M, Fanizza E, Striccoli M, Agostiano A, Saviano M, Del Gatto A, Zaccaro L, Curri ML. Integrin Targeting with Peptide Bioconjugated to Semiconductor-Magnetic Nanocrystalline Heterostructures. Nano Research, 9:644-662.
(2015) Ingrosso C, Esposito Corcione C, Striani R, Comparelli R, Striccoli M, Agostiano A, Curri ML, Frigione M. UV-curable Nanocomposite based on Methacrylic-Siloxane Resin and Surface modified-TiO2 Nanocrystals. ACS Applied Materials and Interfaces, 7:15494-15505.
(2014) Corricelli M, Depalo N, Di Carlo E, Fanizza E, Laquintana V, Denora N, Agostiano A, Striccoli M, Curri ML. Biotin-decorated silica coated PbS nanocrystals emitting in the second biological near infrared window for bioimaging. Nanoscale, 6: 7924-7933.
(2013) Fanizza E, Depalo N, Clary L, Agostiano A, Striccoli M, Curri ML. A combined size sorting strategy for monodisperse plasmonic nanostructures. Nanoscale, 5(8):3272-82.
(2013) Placido T, Aragay G, Pons J, Comparelli R, Curri ML, Merkoçi A. Ion-Directed Assembly of Gold Nanorods: a Strategy for Mercury Detection. ACS Applied Materials and Interfaces, 5 (3):1084-1092.
(2010) Ingrosso C, Sardella E, Keller D, Dohn S, Striccoli M, Agostiano A, Boisen A, Curri ML. Surface functionalization of epoxy resist based microcantilevers with iron oxide nanocrystals. Advanced Material, 22:3288-3292.
(2009) Placido T, Comparelli R, Giannici F, Cozzoli PD, Capitani G, Striccoli M, Agostiano A, Curri ML. Photochemical Synthesis of Water-Soluble Gold Nanorods: the Role of Silver in Assisting Anisotropic Growth. Chemistry of Materials, 18:4192-4202.
(2009) Kim JY, Ingrosso C, Fakhfouri V, Striccoli M, Agostiano A, Curri ML, Brugger J. Multi-color inkjet printing of highly luminescent nanocrystal based nanocomposites. Small, 5:1051-1057.
(2007) Ingrosso C, Fakhfouri V, Striccoli M, Agostiano A, Voigt A, Gruetzner G, Curri ML, Brugger J. Luminescent nanocrystal modified epoxy photoresist for the fabrication of 3-D high aspect-ratio microstructures. Advanced Functional Materials, 17:2009-2017.
(2005) Comparelli R, Curri ML, Fanizza E, Cozzoli PD, Mascolo G, Agostiano A. UV-induced Photocatalytic Degradation of Azo Dyes by Organic-Capped ZnO Nanocrystals Immobilized onto Substrate. Applied Catalysis B: Environmental, 60:1-11.

Riconoscimenti e premi
Nel 2000 e nel 2006 riceve il premio Lucio Senatore dalla Società Italiana di Chimica Fisica. Nel 2002 conquista il premio per il best poster dall’European Materials Research Society (E-MRS), che vince anche l’anno successivo. Nel 2004 si aggiudica il best poster alla Seconda Conferenza Nazionale di Nanoscienze e Nanotecnologie: Approccio Molecolare e, nello stesso anno, vince il premio per il best poster dall’European Materials Research Society (E-MRS).

Maria Grazia Daidone
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biologia oncologica

Parole chiave: cancro al seno, biomarcatori prognostici e di risposta al trattamento, biopsie liquide, caratterizzazione molecolare, biobanche


Funzione/Ruolo
Responsabile del Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Medicina Molecolare dell’Istituto tumori di Milano

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano nel 1976, prosegue la sua formazione presso il laboratorio di oncologia dell’Health Science Center di Tucson, negli Stati Uniti. Consegue poi una specializzazione in Statistica Medica e Biomedica presso l’Università degli Studi di Milano nel 1997. Nel 1985 diventa professoressa della Scuola Italiana di Senologia e nel 2001 professoressa per il Master in Senologia Diagnostica e Terapeutica dell’Università di Siena, ruoli che ricopre tuttora. E’ Inoltre responsabile del Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Medicina Molecolare dell’Istituto dei tumori di Milano.

Risultati scientifici
Gli interessi principali di Maria Grazia Daidone sono lo studio e la caratterizzazione di cellule tumorali a elevato potenziale. Ciò avviene anche attraverso studi traslazionali in tumori umani solidi per l’identificazione di marcatori/profili biomolecolari che conducono a una diagnosi, prognosi e risposta a trattamenti specifici, e attraverso lo studio dei meccanismi di resistenza ad agenti antitumorali (farmaci e/o ormoni). La ricerca preclinica sui biomarcatori e sulle interazioni tra cellule tumorali e sistema immunitario è un importante supporto al trattamento e cura dei tumori: nello specifico Maria Grazia Daidone è impegnata nella ricerca sulle cellule tumorali del cancro al seno, all’ovaio e alla cervice uterina. Daidone coordina anche programmi di controllo di qualità per la formulazione e proposizione di linee guida per l’utilizzo clinico di biomarcatori e per la raccolta e conservazione di materiale biologico (BioBanche).

Attività editoriali e pubblicazioni
E’ autrice di diversi capitoli di libri ed anche di più di 200 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali tra cui:

(2016) Callari M, Guffanti A, Soldà G, Merlino G, Fina E, Brini E, Moles A, Cappelletti V, Daidone MG. In-depth characterization of breast cancer tumor-promoting cell transcriptome by RNA sequencing and microarrays. Oncotarget, 7(1):976-94.
(2016) Callari M, Cappelletti V, D'Aiuto F, Musella V, Lembo A, Petel F, Karn T, Iwamoto T, Provero P, Daidone MG, Gianni L, Bianchini G. Subtype-Specific Metagene-Based Prediction of Outcome after Neoadjuvant and Adjuvant Treatment in Breast Cancer. Clinical Cancer Research, 22(2):337-45.
(2015) Cappelletti V, Appierto V, Tiberio P, Fina E, Callari M, Daidone MG. Circulating Biomarkers for Prediction of Treatment Response. Journal of the National Cancer Institute, (51):60-3.
(2015) D'Aiuto F, Callari M, Dugo M, Merlino G, Musella V, Miodini P, Paolini B, Cappelletti V, Daidone MG. miR-30e is an independent subtype-specific prognostic marker in breast cancer. British Journal of Cancer, 113(2):290-8.
(2015) Musella V, Pietrantonio F, Di Buduo E, Iacovelli R, Martinetti A, Sottotetti E, Bossi I, Maggi C, Di Bartolomeo M, de Braud F, Daidone MG, Cappelletti V. Circulating tumor cells as a longitudinal biomarker in patients with advanced chemorefractory, RAS-BRAF wild-type colorectal cancer receiving cetuximab or panitumumab. International Journal of Cancer, 137(6):1467-74.
(2015) Fina E, Callari M, Reduzzi C, D'Aiuto F, Mariani G, Generali D, Pierotti MA, Daidone MG, Cappelletti V. Gene expression profiling of circulating tumor cells in breast cancer. Clinical Chemistry, 61(1):278-89.
(2014) Callari M, Musella V, Di Buduo E, Sensi M, Miodini P, Dugo M, Orlandi R, Agresti R, Paolini B, Carcangiu ML, Cappelletti V, Daidone MG. Subtype-dependent prognostic relevance of an interferon-induced pathway metagene in node-negative breast cancer. Molecular Oncology, 8(7):1278-89.
(2011) Cordenonsi M, Zanconato F, Azzolin L, Forcato M, Rosato A, Frasson C, Inui M, Montagner M, Parenti AR, Poletti A, Daidone MG, Dupont S, Basso G, Bicciato S, Piccolo S. The Hippo transducer TAZ confers cancer stem cell-related traits on breast cancer cells. Cell, 147(4):759-72.
(2011) Callari M, Cappelletti V, De Cecco L, Musella V, Miodini P, Veneroni S, Gariboldi M, Pierotti MA, Daidone MG. Gene expression analysis reveals a different transcriptomic landscape in female and male breast cancer. Breast Cancer Research and Treatment, 127(3):601-10.
(2010) Martello G, Rosato A, Ferrari F, Manfrin A, Cordenonsi M, Dupont S, Enzo E, Guzzardo V, Rondina M, Spruce T, Parenti AR, Daidone MG, Bicciato S, Piccolo S. A MicroRNA targeting dicer for metastasis control. Cell, 141(7):1195-207.

Riconoscimenti e premi
Nel maggio del 2014 Maria Grazia Daidone riceve il Premio R.O.S.A. (Risultati Ottenuti Senza Aiuti) dal Canova Club di Roma.

Maria Cristina De Sanctis
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica, astronomia

Parole chiave: planetologia, rosetta, exomars, dawn, sistema solare, missioni spaziali, comete, asteroidi, esa, nasa, asi


Funzione/Ruolo
Prima ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) sezione di Roma

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’università La Sapienza di Roma nel 1992, prosegue la sua formazione conseguendo nel 1997 un dottorato di ricerca in Astronomia svolto presso il reparto di Planetologia dell’IASF di Roma, l’Osservatorio di Parigi e la stessa università. Nel 1996 grazie a una borsa di studio del CNR spende un anno presso il loro Istituto di Astrofisica Spaziale. Nel 1998 è ricercatrice a tempo determinato presso lo stesso Istituto di Astrofisica Spaziale del CNR, per diventare dal 2001 ricercatrice a tempo indeterminato del CNR, oggi Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF.

Risultati scientifici
Gli interessi di ricerca di Maria Cristina De Sanctis comprendono principalmente tre campi di studio: i corpi minori del sistema solare e delle superfici planetarie, l’evoluzione termica di corpi del sistema solare, la strumentazione per missioni spaziali. Nello specifico ha analizzato i dati provenienti da osservazioni telescopiche, spaziali e di laboratorio; attraverso queste analisi è stato possibile indagare la composizione di comete e asteroidi, della superficie della Luna e di Mercurio. In particolare ha studiato le caratteristiche mineralogiche di asteroidi tramite osservazioni da terra e da spazio, nonché le emissioni dei gas cometari tramite osservazioni ad alta risoluzione spettrale. Nell’ambito dell’evoluzione termica, ha studiato i corpi ghiacciati del sistema solare, sviluppando un codice numerico complesso che permette di simulare i processi di differenziazione ed evoluzione di tali oggetti (comete, KBOs, Centauri, asteroidi). Per studiare l’evoluzione di tali oggetti è stato messo a punto un codice numerico piuttosto complesso che permette di indagare i processi di differenziazione di corpi ghiacciati, come i nuclei cometari, e non, come gli asteroidi. Questo codice è uno dei più completi esistenti e rappresenta un riferimento nella comunità scientifica internazionale. Maria Cristina De Sanctis ha inoltre sviluppato strumentazione per missioni spaziali, spettrometri a immagine e camere multi spettrali, allo scopo di permettere lo studio delle composizioni degli oggetti del sistema solare. In tale ambito ha seguito lo sviluppo d’interi progetti, in qualità di responsabile o vice responsabile, occupandosi del coordinamento scientifico e tecnico delle attività del team e delle relazioni con il team industriale e con il team ESA o NASA. Nell’ambito della missione Rosetta, ha collaborato alla proposta di uno spettrometro ad immagine, VIRTIS, che è stato selezionato per il payload di Rosetta. In particolare è stata curata la definizione degli obiettivi scientifici e dei requisiti strumentali. Caratteristica principale di questo strumento è avere la possibilità di immagine contemporaneamente all’acquisizione di spettri a media/alta risoluzione. Lo studio delle superfici di asteroidi è stato fatto anche tramite i dati dello spettrometro VIR, di cui è responsabile, a bordo della sonda NASA Dawn che ha osservato sia Vesta che il pianeta nano Cerere. Per l’esplorazione di Marte ha collaborato a diverse proposte in ambito NASA ed ESA. Lo spettrometro a immagini miniaturizzato MA_MISS è attualmente parte del payload della missione ESA Exomars 2020 ma era stato anche selezionato per NASA Mars Sample Return 2003 Lander Mission (MARS 2003). Sempre nell’ambito ESA, è co-investigator dello strumento MAJIS sulla sonda JUICE per lo studio del sistema di Giove e dello strumento SIMBIO-SYS sulla sonda Bepi-Colombo, dedicata allo studio di Mercurio.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di più di 180 pubblicazioni su riviste internazionali fra cui:

(2016) De Sanctis MC, Raponi A, Ammannito E, Ciarniello M, Toplis MJ, McSween HY, Castillo-Rogez JC, et al. Bright carbonate deposits as evidence of aqueous alteration on (1) Ceres. Nature, 536, 7614:54-57.
(2016) Filacchione G, De Sanctis MC, Capaccioni F, Raponi A, Tosi F, et al. Exposed water ice on the nucleus of comet 67P/Churyumov–Gerasimenko. Nature, 529, 7586:368-372.
(2016) Russell CT, Raymond CA, Ammannito E, Buczkowski DL, De Sanctis MC, Hiesinger H, Jaumann R, Konopliv AS, et al. Dawn arrives at Ceres: Exploration of a small, volatile-rich world. Science, 353 (6303):1008-1010.
(2016) Combe JP, McCord TB, Tosi F, Ammannito E, Carrozzo FG, De Sanctis MC, Raponi A, Byrne S, et al. Detection of local H2O exposed at the surface of Ceres. Science, 353, 6303, aaf3010.
(2016) Ammannito E, DeSanctis MC, Ciarniello M, Frigeri A, Carrozzo FG, et al. Distribution of phyllosilicates on the surface of Ceres. Science, 353 (6303).
(2016) Buczkowski DL, Schmidt BE, Williams DA, Mest SC, Scully JEC, Ermakov AI, Preusker F, Schenk P, Otto KA, Hiesinger H, O’Brien D, Marchi S, Sizemore H, Hughson K, Chilton H, Bland M, Byrne S, Schorghofer N, Platz T, Jaumann R, Roatsch T, Sykes MV, Nathues A, De Sanctis MC, et al. The geomorphology of Ceres. Science, 353,6303, aaf4332.
(2015) De Sanctis MC, Ammannito E, Raponi A, Marchi S, McCord TB, McSween HY, Capaccioni F, Capria MT, Carrozzo FG, Ciarniello M, et al. Ammoniated phyllosilicates with a likely outer Solar System origin on (1) Ceres. Nature, 528,7581:241-244.
(2015) De Sanctis MC, Capaccioni F, Ciarniello M, Filacchione G, Formisano M, Mottola S, Raponi A, Tosi F, Bockelée-Morvan D, Erard S, et al. The diurnal cycle of water ice on comet 67P/Churyumov-Gerasimenko. Nature,525,7570:500-503.
(2013) Ammannito E, De Sanctis MC, Palomba E, Longobardo A, Mittlefehldt DW, McSween HY, et al. Olivine in an unexpected location on Vesta's surface. Nature, 504(7478).122-125.
(2012) De Sanctis MC, Ammannito E, Capria MT, Tosi F, Capaccioni F, Zambon F, Carraro F, Fonte S, Frigeri A, Jaumann R, et al. Spectroscopic Characterization of Mineralogy and Its Diversity Across Vesta. Science, 336(6082), 697.

È inoltre autrice del libro “Heat and Gas Diffusion in Comet Nuclei” edito da International Space Science Institute, 2006. Fa parte dell’editorial board del giornale Space Science Review.

Riconoscimenti e premi
Fra le numerose cariche ricoperte, è stata designata presidente e componente di numerosi Working Group scientifici di missioni NASA ed ESA. Inoltre è stata invitata a fare parte di team di studio e di proposta di diverse missioni (ESA e NASA) per le sue competenze sia nel campo della strumentazione spaziale, sia in planetologia. L’asteroide 17899 Mariacristina è stato chiamato così in suo onore.

Elisabetta Dejana
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biologia cellulare

Parole chiave: cancro, cancro molecolare, angiogenesi tumorale, terapia cancro, vasi sanguigni


Funzione/Ruolo
Dirigente dell’Unità di Ricerca Sistema Vascolare del Cancro presso l’Istituto di Ricerca IFOM

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche conseguita all'Università di Bologna, si trasferisce a Milano per lavorare all'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri dove studia i meccanismi patologici alla base della trombosi e delle malattie cardiovascolari. Dal 1978 al 1980 lavora in Canada, in uno dei gruppi di ricerca leader nel settore cardiovascolare; durante questo periodo mette a punto tecniche per l'isolamento e la coltura delle cellule endoteliali che compongono la parete dei vasi sanguigni, per poterne studiare le caratteristiche normali e patologiche in modelli in vitro. Tornata in Italia, organizza il Laboratorio di Biologia Vascolare all'istituto Mario Negri di Milano che dirige fino al 1993, con periodi di lavoro all'estero alla Harvard Medical School di Boston, all'Hôpital Bicêtre di Parigi e all'Hadassah Medical School di Gerusalemme. Dal 1993 al 1996 dirige il Laboratoire d'Hematologie del Centro di Energia Nucleare di Grenoble. Di nuovo in Italia, a Milano, partecipa alla realizzazione del progetto della FIRC per creare un nuovo istituto interamente dedicato alla ricerca oncologica. Elisabetta Dejana è anche ordinaria di Patologia Generale presso il Dipartimento di Oncologia e Emato-oncologia dell’Università degli Studi di Milano e presso il Dipartimento di Immunologia Genetica e Patologia all’Università di Uppsala, in Svezia.

Risultati scientifici
Lo studio della biologia delle cellule vascolari è continuato in questi anni con un nuovo obiettivo: comprendere il processo di formazione di nuovi vasi sanguigni, l'angiogenesi, nell'embrione e durante la crescita di un tumore. Alla nascita di IFOM, nel 2000, è stata tra i primi scienziati ad animarne i laboratori. Ha preso così il via, sotto la sua direzione un programma di ricerca IFOM finalizzato allo studio del processo di formazione dei vasi sanguigni e allo sviluppo di strategie terapeutiche che, agendo su di esso, possano inibire la crescita tumorale.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di oltre 400 studi scientifici pubblicati sulle più prestigiose riviste specialistiche, fra cui:

(2015) Bravi L, Rudini N, Cuttano R, Giampietro C, Maddaluno L, Ferrarini L, Adams RH, Corada M, Boulday G, Tournier-Lasserve E, Dejana E, Lampugnani MG. Sulindac metabolites decrease cerebrovascular malformations in CCM3-Knockout mice. Proceeding of the National Academy Society of the United States of America, 112:8421.
(2015) Cuttano R, Rudini N, Bravi L, Corada M, Giampietro C, Papa E, Morini MF, Maddaluno L, Ralf H. Adams RH, Mukesh KJ, Owens GK, Lampugnani MG and Dejana E. KLF4 is a key determinant of development and progression of Cerebral Cavernous Malformations. EMBO Molecular Medicine, 8:6.
(2013) Maddaluno L, Rudini N, Cuttano R, Bravi L, Giampietro C, Corada M, Ferrarini L, Orsenigo F, Papa E, Boulday G, Tournier-Lasserve E, Chapon F, Richichi C, Retta SF, Lampugnani MG, Dejana E. EndMT contributes to the onset and progression of cerebral cavernous malformations. Nature, 498: 492.
(2013) Corada M, Orsenigo M, Bhat G, Nyqvist D, Breviario F, Morini MF, Briot A, Pitulescu,M. Iruela-Arispe L., Adams R. and
 Dejana E. Sox17 is indispensable for acquisition and maintenance of arterial identity. Nature Communications, 4:2609.
(2012) Orsenigo F, Giampietro C, Ferrari A, Corada M, Galaup A, Sigismund S, Ristagno G, Maddaluno L, Koh GY, Franco D, Kurtcuoglu V, Poulikakos D, Baluk P, McDonald D, Grazia Lampugnani M, Dejana E. Phosphorylation of VE-cadherin is modulated by haemodynamic forces and contributes to the regulation of vascular permeability in vivo. Nature Communications, 3:1208.
(2010) Corada M, Nyqvist D, Orsenigo F, Caprini A, Giampietro C, Taketo MM, Iruela-Arispe ML, Adams RH, Dejana E. The Wnt/beta-catenin pathway modulates vascular remodeling and specification by upregulating Dll4/Notch signaling. Developmental Cell, 18:938.
(2009) Dejana E, Tournier-Lasserve E, Weinstein BM. The control of vascular integrity by endothelial cell junctions: molecular basis and pathological implications. Developmental Cell, 16(2):209-21.
(2008) Taddei A, Giampietro C, Conti A, Orsenigo F, Breviario F, Pirazzoli V, Potente M, Daly C., Dimmeler S, Dejana E. Endothelial adherens junctions control tight junctions by VE-cadherin-mediated upregulation of claudin-5. Nature Cell Biology, 10:923.
(2008) Liebner S, Corada M, Bangsow T, Babbage J, Taddei A, Czupalla CJ, Reis M, Felici A, Wolburg H, Fruttiger M, Taketo MM, von Melchner H, Plate KH, Gerardt H, Dejana E. Wnt/beta-catenin signaling controls development of the blood-brain barrier. The Journal of Cell Biology, 183:409.
(1999) Carmeliet P, Lampugnani MG, Moons L, Breviario F, Compernolle V, Bono F, Balconi G, Spagnuolo R, Oosthuyse B, Dewerchin M, Zanetti A, Angelillo A, Mattot V, Nuyens D, Lutgens E, Gittenberger-de Groot A, Poelmann R, Lupu F, Herbert JM, Collen D, and Dejana E. Targeted deficiency or cytosolic truncation of the VE-cadherin gene in mice impairs VEGF-mediated endothelial survival and angiogenesis. Cell, 98:147.

Riconoscimenti e premi
Nel corso della sua carriera ha ricevuto molti premi e riconoscimenti da diverse associazioni scientifiche italiane ed estere: il premio della Società Internazionale per la Trombosi e Emostasi, Parigi; il Wennegren Foundation Award, Stoccolma; il John Hopkins Award nel polmone Biologia Vascolare, Baltimora; il premio Ufficiale della Repubblica Italiana, Roma; il William Harvey Outstanding Contribution to Science, Award, 2007 Londra. Inoltre è componente dell’Accademia dei Lincei e della Academy of Europe e ha ricevuto la Laurea Honoris Causa presso l'Università di Helsinki e quella di Francoforte, Facoltà di Medicina.

Liliana Dell'Osso
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: psichiatria

Parole chiave: disturbi psicotici, umore, depressione, ansia, disturbo da stress post traumatico, spectrum project, spectrum


Funzione/Ruolo
Direttrice dell’Unità Operativa di Psichiatria dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

Percorso professionale
Si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pisa nel 1979 dove, nel 1984, si specializza in Psichiatria. Ricercatrice già nel 1983 all’Istituto di Farmacologia dell’Università di Pisa, dal 1987 assume il medesimo ruolo presso l’Istituto di Psichiatria della stessa Università. Nel 1992 è professoressa associata di Psichiatria, e all’interno dello stesso ateneo nel 2001 diventa ordinaria di Psichiatria presso il Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie. Dal 2001 al 2010 è direttrice della Unità Operativa 2 di Psichiatria, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Dal 2010 è anche direttrice della Unità Operativa 1 di Psichiatria e della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell'Università di Pisa. Dal 2012 coordina la Ricerca e la Didattica del Dipartimento Aziendale Integrato (DAI) di Neuroscienze dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Dal 2015 è Vice Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP).

Risultati scientifici
La sua attività di ricerca si esplica nell’ambito della psicopatologia, della neurobiologia, della farmacologia clinica e della genetica. Di particolare rilevanza il suo contributo allo “Spectrum Project”, un progetto di collaborazione internazionale (Università di Pisa, University of Pittsburgh, University of New York, University of San Diego) per lo sviluppo e la validazione delle interviste cliniche strutturate e dei questionari per la valutazione della sintomatologia dell’umore (SCI-MOODS), dell’ansia (SCI-SHY, SCI-OBS, SCI-TALS), psicotica (SCI-PSY) e da uso di sostanze (SCI-SUBS). Liliana Dell’Osso conduce inoltre ricerche cliniche sul trattamento dei disturbi psicotici, con particolare attenzione agli studi sull’utilizzo della clozapina, sull'uso di antipsicotici tipici e atipici nei pazienti con sindrome bipolare e agli studi sui disturbi schizofrenici. Più recentemente, Liliana Dell’Osso si occupa dello studio del Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) e dello spettro autistico.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerosi articoli scientifici nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) Dell'Osso L, Gesi C, Massimetti E, Cremone IM, Barbuti M, Maccariello G, Moroni I, Barlati S, Castellini G, Luciano M, Bossini L, Rocchetti M, Signorelli M, Aguglia E, Fagiolini A, Politi P, Ricca V, Vita A, Carmassi C, Maj M. Adult Autism Subthreshold Spectrum (AdAS Spectrum): validation of a questionnaire investigating subthreshold autism spectrum. Comprehensive Psychiatry.
(2016) Rocca P, Galderisi S, Rossi A, Bertolino A, Rucci P, Gibertoni D, Montemagni C, Sigaudo M, Dell’Osso L, et al. Social cognition in people with schizophrenia: a cluster-analytic approach. Psychological Medicine, 46(13):2717-2729.
(2016) Gesi C, Carmassi C, Shear KM, Schwartz T, Ghesquiere A, Khaler J, Dell’Osso L. Adult Separation Anxiety Disorder in Complicated Grief: an exploratory study on frequency and correlates. Comprehensive psychiatry, 72.
(2016) Dell'Osso L, Dalle Luche R, Maj M. Adult autism spectrum as a transnosographic dimension. CNS Spectrums, 21(2):131-3.
(2014) Galderisi S, Rossi A, Rocca P, Bertolino A, Mucci A, Bucci P, Rucci P, Gibertoni D, Aguglia E, Amore M, Bellomo A, Biondi M, Brugnoli R, Dell'Osso L, De Ronchi D, Di Emidio G, Di Giannantonio M, Fagiolini A, Marchesi C, Monteleone P, Oldani L, Pinna F, Roncone R, Sacchetti E, Santonastaso P, Siracusano A, Vita A, Zeppegno P, Maj M, Italian Network For Research on Psychoses. The influence of illness-related variables, personal resources and context-related factors on real-life functioning of people with schizophrenia. World Psychiatry,13(3):275-87.
(2013) Dell'Osso L, Carmassi C, Massimetti G, Stratta P, Riccardi I, Capanna C, Akiskal KK, Akiskal HS, Rossi A. Age, gender and epicenter proximity effects on post-traumatic stress symptoms in L'Aquila 2009 earthquake survivors. Journal of Affective Disorders, 146 (2):174-180.
(2011) Dell'Osso L, Carmassi C, Massimetti G, Daneluzzo E, Di Tommaso S, Rossi A. Full and partial PTSD among young adult survivors 10 months after the L'Aquila 2009 earthquake: gender differences. Journal of Affective Disorders, 131(1-3):79-83.
(2010) Bevilacqua L, Doly S, Kaprio J, Yuan Q, Tikkanen R, Paunio T, Zhou Z, Wedenoja J, Maroteaux L, Diaz S, Belmer A, Hodgkinson CA, Dell'osso L, Suvisaari J, Coccaro E, Rose RJ, Peltonen L, Virkkunen M, Goldman D. A population-specific HTR2B stop codon predisposes to severe impulsivity. Nature, 468(7327):1061-6.
(2004) Cassano GB, Rucci P, Frank E, Fagiolini A, Dell'Osso L, Shear MK, Kupfer DJ. The mood spectrum in unipolar and bipolar disorder: arguments for a unitary approach. The American Journal of Psychiatry, 161(7):1264-9.
(1999) Cassano GB, Pini S, Saettoni M, Dell'Osso L. Multiple anxiety disorder comorbidity in patients with mood spectrum disorders with psychotic features. The American Journal of Psychiatry, 156(3):474-6.

Nel 2016 ha scritto anche due saggi: L'altra Marilyn. Psichiatria e psicoanalisi di un cold case, con Riccardo Dalle Luche, e L'Abisso negli occhi. Lo sguardo femminile tra mito e arte, con Barbara Carpita.

Anna Di Ciaccio
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica subnucleare, fisica delle particelle elementari, rivelatori di particelle

Parole chiave: fisica delle alte energie, cern, infn, lhc, acceleratori, collisioni protone-protone, esperimento atlas, rivelatori di particelle, tracciatori a stato solido, tracciatori a gas, calorimetri, spettrometro a muoni, modello standard, bosone di higgs, bosone w, bosone z


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Fisica Generale presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, direttrice della sezione INFN di Roma Tor Vergata, responsabile del gruppo INFN-ATLAS a Tor Vergata, componente del Collegio dei docenti del Dottorato in Fisica

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica nel 1980 all’Università La Sapienza di Roma, prosegue la sua formazione presso il CERN di Ginevra e il laboratorio americano di Brookhaven. Nel febbraio 1984 viene assunta come ricercatrice universitaria presso la Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche dell’Università di Roma Tor Vergata. Svolge in seguito altri periodi di studio e di ricerca in università e centri di ricerca stranieri quali: l’Università di Harward (USA), il laboratorio di Oak Ridge (USA), il CERN e l’Università Albert-Ludwigs di Friburgo (D). Dal 1999 al 2013 è professoressa associata presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata e dal 2013 è professoressa ordinaria nella stessa Università. Nell’ambito della Collaborazione ATLAS ricopre vari incarichi di responsabilità: presidente dello Speakers Committee, componente del Pubblication Committee, dello Steering Group dei muoni e dell’Advisory Board del Collaboration Board. Dal 2011 al 2013 coordina i ricercatori italiani che lavorano all’esperimento ATLAS. Dal luglio 2013 è la direttrice della Sezione di Roma Tor Vergata dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Risultati scientifici
La sua attività di ricerca si svolge principalmente attraverso la partecipazione a esperimenti presso macchine acceleratrici al CERN di Ginevra per lo studio delle collisioni protone-protone a 63 gigaelettronvolt ( GeV ) (esperimento R807 all’ISR), protone- antiprotone a 630 GeV (esperimento UA1 al ppbar Collider, che ha prodotto la scoperta delle particelle fondamentali W e Z), pione-nucleone a 26 GeV nel centro di massa al proto-sincrotrone SPS (esperimento WA92) per la ricerca di particelle con beauty. In seguito si interessa alla sperimentazione al Large Hadron Collider (LHC) del CERN, partecipando ai gruppi di lavoro dell’Ente Europeo per i Futuri Acceleratori (ECFA) e al programma RD5 di ricerca e sviluppo per i rivelatori a muoni all’LHC. Nell’ambito di tale programma contribuisce allo sviluppo del rivelatore RPC (Resistive Plate Chamber)  come camere di trigger a muoni ad alta risoluzione temporale per gli esperimenti a LHC. Dal 1992 partecipa all’esperimento ATLAS al CERN, una collaborazione internazionale di circa 180 gruppi di ricerca, dei quali 14 italiani, che nel 2012 ha scoperto, insieme all’esperimento CMS, il Bosone di Higgs.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di oltre 700 pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2013) Atlas Collaboration. Measurements of Higgs boson production and couplings in diboson final states with the ATLAS detector at the LHC. Physics Letters B, 726:1-3, 88-119.
(2013) Atlas Collaboration. Evidence for the spin-0 nature of the Higgs boson using ATLAS data. Physics Letters B, 726:1-3, 120-144.
(2012) Atlas Collaboration. Observation of a new particle in the search for the Standard Model Higgs boson with the ATLAS detector at the LHC. Physics Letters B, 716: 1, 1-29.
(2012) Atlas Collaboration. Combined search for the Standard Model Higgs boson using up to 4.9 fb(-1) of pp collision data at root s=7 TeV with the ATLAS detector at the LHC. Physics Letters B, 710: 1, 49-66.
(2012) Atlas Collaboration. Search for the Standard Model Higgs Boson in the Diphoton Decay Channel with 4.9 fb(-1) of pp Collision Data at root s=7 TeV with ATLAS. Physical Review Letters, 108:11,111803. 
(2008) Aad G, Abat E, Abdallah J, et al. The ATLAS Experiment at the CERN Large Hadron Collider. Journal Of Instrumentation, 3, S08003.
(1990) Albajar C, Albrow MG, Allkofer OC, et al. A Study of the General-Characteristics of Proton Antiproton Collisions at square-Root s=0.2 to 0.9 TeV. Nuclear Physics B, 335: 2, 261-287.
(1987) Albajar C, Albrow MG, Allkofer OC, et al. Search for B0-Bbar0 Oscillations at the CERN Proton-Antiproton Collider. Physics Letters B, 186: 2, 247-254
(1983) Arnison G, Astbury A, Aubert B, et al. Experimental-observation of isolated large transverse energy electrons with associated missing energy at square-root-s=540 GeV. Physics Letters B, 122:1, 103-116.
(1983) Arnison G, Astbury A, Aubert B, et al. Experimental-Observation of Lepton Pairs of Invariant Mass Around 95 GeV/c^2 at the CERN SpS Collider. Physics Letters B, 126:5, 398-410.

Riconoscimenti e premi
Nel 1987 riceve il Premio Società Italiana di Fisica (SIF) di operosità scientifica, nel 2013 il Premio della Società Europea di Fisica (EPS) in quanto componente della Collaborazione ATLAS e nel 2016 il Premio Cajeta 2016 conferito a donne che abbiano giovato alla società in generale e dato lustro al nome della città di Gaeta.

Simonetta Di Pippo
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica

Parole chiave: donne e scienza, onu, fisica aerospaziale, spazio, cavaliere ufficiale al merito, collaborazione internazionale


Funzione/Ruolo
Direttrice dell’Ufficio ONU per gli Affari dello Spazio extra-atmosferico con sede a Vienna

Percorso professionale
Dopo aver conseguito nel 1984 la laurea in Fisica con indirizzo Astrofisica e Fisica Spaziale presso l’Università La Sapienza di Roma, nel 1986 entra a far parte del Piano Spaziale Nazionale chiamato poi ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Nel 1989 è delegata italiana presso l’Agenzia Spaziale europea (ESA) per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Nel 2001 diventa responsabile per l’ASI del coordinamento della missione Marco Polo. Dall’anno successivo fino al 2008 è responsabile del settore Osservazione dell'Universo, sempre presso l'Agenzia Spaziale Italiana. Nel 2009 promuove la leadership femminile nel settore dell'aerospazio e co-fonda l'associazione Women in Aerospace – Europe, di cui è presidente fino al 2016. Dal 23 marzo 2014 è la nuova direttrice dell'Ufficio per gli Affari dello Spazio Extra-Atmosferico delle Nazioni Unite (UNOOSA), con sede a Vienna.

Risultati scientifici
Simonetta Di Pippo è considerata una delle maggiori esperte in cooperazione internazionale nel settore aerospaziale a livello globale. Come direttrice dell'Ufficio per gli Affari dello Spazio Extra-Atmosferico delle Nazioni Unite (UNOOSA) elabora le strategie, le politiche e supervisiona tutte le attività svolte dall'Ufficio, assicurando che vengano sviluppate conformemente al mandato rispettivamente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e del Comitato sugli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS). A livello internazionale ricopre il ruolo di consigliera del Segretario Generale delle Nazioni Unite e di direttrice esecutiva dell'Ufficio delle Nazioni Unite a Vienna (UNOV) fornendo consulenze relative a questioni inerenti l'uso pacifico dello spazio extra-atmosferico, l'uso di tecnologia e scienza per lo sviluppo sostenibile e per la riduzione dei rischi di calamità naturali e catastrofi.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di diverse pubblicazioni e atti di conferenze, tra cui:

(2015) Di Pippo S, Perozzi E. European Operational Initiative on NEONear Earth Object (NEO) Hazard Monitoring. Handbook of Cosmic Hazards and Planetary Defense, 615-635.
(2013) Di Pippo S. An outline of the study group "Public/Private Human Access to Space". 8th IAA symposium in the future of space, Turin, Italy.
(2012) Di Pippo S. Experience with collaborative space projects. 63rd International Astronautical Congress, Naples, Italy.
(2009) Flamini E, Ori GG, Di Pippo S & Osinski G. Exploring Mars and its terrestrial analogues Preface. Planetary and Space Science, 57(5):509-509.
(2008) Di Pippo S. Celebrating the accomplishment, preparing the future - New challenges in human spaceflight and exploration. ESA bulletin. Bulletin ASE. European Space Agency, (135):10-17.
(2007) Foing BH, Espinasse S, Wargo M, Di Pippo S. Sorrento Lunar Declaration 2007. Advances in Space Research, 42(2):246-247.
(2001) Coradini A, Campbell J, De Sanctis MC, […] Di Pippo S, et al. Italian participation in the Mars exploration program. Advances in Space Research, 28(8):1197-1202.

È inoltre autrice di:

Introduzione a “YES WE_STEM”, a cura di L. d'Ambrosio Marri, F. Marzano e E. Pietrafesa, versione e-book. Astronauti, Mursia, 2002.
Di Martino, Di Pippo et al. “Dai ghiacci della Terra ai ghiacci dell'Universo”, Erga Edizioni, 2007.

Riconoscimenti e premi
Simonetta Di Pippo durante la sua carriera ha ricevuto moltissimi riconoscimenti di rilievo nazionale ed internazionale, tra questi nel 2006 è stata insignita del titolo di Cavaliere Ufficiale al Merito dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2008 l’Unione Astronomica Internazionale (International Astronomical Union) assegna all’asteroide 21887 il nome “DiPippo” come riconoscimento al suo impegno nell'ambito dell'esplorazione spaziale. Nel 2010 vince il premio internazionale Sebetia-Ter – Targa d'Argento del Presidente della Repubblica per il contributo dato al settore spaziale. Nel 2012 riceve il Women in Aerospace Leadership Award in riconoscimento del ruolo svolto come ispiratrice dell'esplorazione spaziale, manager con grandi capacità per progetti spaziali complessi, e leader per le giovani donne nel settore aerospaziale. Nel 2016 riceve il premio alla Cooperazione Internazionale conferito dall'American Institute of Aeronautics and Astronautics (AIAA) a coloro che contribuiscono in maniera significativa alla promozione della cooperazione internazionale nelle attività spaziali.

Francesca Dominici
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biostatistica

Parole chiave: big data, statistica, statistica medica, medicina, analisi dati scientifici, ambiente, inquinamento, donne


Funzione/Ruolo
Professor di biostatistica alla Harvard T.H. Chan School of Public Health

Percorso professionale
Dopo la laurea in Statistica presso l’Università La Sapienza di Roma, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca all’Università di Padova nel 1997. Trasferitasi all’estero diventa Visiting Assistant Professor presso la John Hopkins Bloomberg School of Public Health dell’omonima università a Baltimora. Prosegue la sua carriera accademica nella John Hopkins fino a diventare Professor del dipartimento di biostatistica nel 2007. Successivamente si trasferisce alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, dell’omonima università fino a ricoprire il ruolo non solo di Professor di biostatistica ma anche Senior Associate Dean for Research. L’interesse principale di Francesca Dominici è concentrato sullo sviluppo di metodi statistici per l’analisi di grandi e complessi campioni di dati (Big Data), provenienti da fonti eterogenee, in modo tale da poterli combinare ottenendo importanti informazioni che possono essere applicate a diverse discipline quali i cambiamenti climatici, le scienze ambientali, la ricerca comparata sul cancro e le politiche di salute pubblica.

Risultati scientifici
Francesca Dominici è impegnata nello sviluppo di nuovi metodi statistici per l’analisi di grandi quantità di dati (big data) rilevati e immagazzinati in imponenti banche dati (data warehouse) come quelli di Medicare e SEER-Medicare. La sua sfida è sviluppare nuovi metodi di inferenza casuale bayesiana (approccio all’inferenza statistica in cui le probabilità che un dato evento accada vengono considerate come livelli di fiducia e non più come frequenze), per superare le difficoltà di analisi insite nell’utilizzo di grandi banche dati. Questo nuovo approccio consente a Francesca Dominici, in collaborazione con la Harvard Medical School, di comparare l’efficacia nella ricerca medica nel trattamento del glioblastoma (tumore che si sviluppa fra le cellule gliali componenti del sistema nervoso assieme ai neuroni) e di altri tumori. Inoltre i suoi studi hanno direttamente influenzato la politica americana sulla qualità dell’aria e sull’inquinamento, portando alla creazione di nuovi standard di qualità dell’aria e dell’ambiente.

Attività editoriali e pubblicazioni
(2000) Dominici F, Samet JM, Zeger SL. Combining Evidence on Air pollution and Daily Mortality from the Twenty Largest US Cities: A Hierarchical Modelling Strategy with discussion. Journal of the Royal Statistical Society: Series A, 163(3):263-302.
(2000) Samet JM, Dominici F, Curriero F, Coursac I, Zeger SL, Fine Particulate Air Pollution and Mortality in 20 U.S. Cities: 1987-1994. New England Journal of Medicine, 343(24):1742-9.
(2004) Dominici F, McDermott A, Hastie T. Improved Semi-parametric Time Series Models of Air Pollution and Mortality. Journal of the American Statistical Association, 468:938-948.
(2006) Dominici F, Peng D, Bell M, Pham M, McDermott A, Zeger SL, Samet JM. Fine Particulates Air Pollution and Hospital Admission for Cardiovascular and Respiratory Diseases. Journal of the American Statistical Association, 295:1127-1135.
(2006) Peng R, Dominici F, Zeger SL. Reproducible Epidemiological Research. American Journal of Epidemiology, 163:783-789.
(2009) Dominici F, Fried L, Zeger SL. So Few Women Leaders: Look for the Root Causes. Academe, July-August 2009.
(2012) Wang C, Parmigiani G, Dominici F. Bayesian effect estimation accounting for adjustment uncertainty. Biometrics, (68)3:681-689.
(2014) Zigler CM, Dominici F. Uncertainty in propensity score estimation: Bayesian methods for variable selection and model averaged causal effects. Journal of the American Statistical Association, 109(505):95-107.
(2014) Dominici F, Greenstone M, Sunstein CR. Science and Regulation. Particulate matter matters. Science, 344(6181):257-9.
(2014) Bobb F, Obermeyer Z, Wang Y, Dominici F. Cause-specific risk of hospital admission related to extreme heat in older adults. Journal of the American Medical Association, 312(24):2659-2667. (Recognized in January 2016 as one out of 28 NIEHS Papers of the Year).

Riconoscimenti e premi
Francesca Dominici ha sempre dimostrato impegno per la promozione della diversità all’interno dell’ambito accademico. Ha co-presieduto la Commissione per la condizione femminile presso la John Hopkins University.
Nel 2009 ha ricevuto il premio Diversity Recognition Award dal rettore della John Hopkins University. Nel 2015 è stata insignita del premio Florence Nightingale David per i suoi contributi come modello per le donne e per l'eccellenza dimostrata nella ricerca statistica, nella leadership di gruppi multidisciplinari e nell’istruzione. Attualmente presiede il Comitato di Ateneo per l'avanzamento delle donne nell’università presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health.

Maria Benedetta Donati
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: ematologia, fisiopatologia, trombosi

Parole chiave: trombosi, sangue, coagulazione, tumore, cancro, telethon, abitudini alimentari, dieta mediterranea, cibo, nutrizione, progetto moli-sani


Funzione/Ruolo
Capo del Laboratorio di Medicina Translazionale del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed a Pozzilli (Isernia)

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 1968, prosegue la sua formazione con la specializzazione in Ematologia Clinica e di Laboratorio presso la stessa università. Nel 1973 consegue un dottorato di ricerca in Fisiopatologia (Ematologia) all’Università Cattolica di Leuven in Belgio. Inizia la sua carriera di ricerca già durante gli anni universitari: nel 1963 è Research Student presso l’Istituto di Microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel 1965 ricopre lo stesso incarico nel Laboratorio di Coagulazione del Dipartimento di Medicina interna della stessa università, durante il dottorato a Leuven è Ph.D. Research Fellow nel Laboratorio di Coagulazione e Proteolisi. Nel 1973 fonda e dirige il Laboratorio di Ricerca sull’Emostasi e la Trombosi dell’Istituto Mario Negri di Milano, nel 1987 è cofondatrice e coordinatrice scientifica del Centro di Ricerche Biomediche e Farmacologiche Mario Negri Sud a Santa Maria Imbaro, in provincia di Chieti. Alla carriera di ricerca affianca quella didattica, viene infatti chiamata da diverse università italiane a tenere corsi, nello specifico di Fisiopatologia all’Università di Bologna dal 1990 al 1993 e di Biologia Cellulare all’Università Cattolica di Campobasso dal 2005 al 2012. Dal 1995 al 2001 dirige il Dipartimento di Medicina e Farmacologia Vascolare del Consorzio Mario Negri Sud, nel 2002 è responsabile del Laboratorio Telethon presso il Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche dell’Università Cattolica di Campobasso, dove fonda e coordina i progetti scientifici dei laboratori di ricerca del Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche. Dal 2013 è capo del laboratorio di Medicina Translazionale del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed, a Pozzilli, ruolo che ricopre ancora oggi.

Risultati scientifici
Maria Benedetta Donati si è sempre dedicata allo studio della trombosi, il processo che porta all’ostruzione dei vasi sanguigni ed è alla base di malattie molto diffuse quali l’infarto del cuore e l’ictus cerebrale. In particolare, nella prima parte della sua attività, ha condotto studi pionieristici sui rapporti tra trombosi e tumori e sulla possibilità di trattare alcune forme di tumore con farmaci anticoagulanti. Nel 1983 ha fondato il primo gruppo internazionale di lavoro dedicato ai rapporti tra tumori e trombosi. Più recentemente, si è occupata dei fattori genetici ed ambientali (in particolare la nutrizione) nello sviluppo del rischio cardiovascolare e ha scoperto, con Licia Iacoviello, l’esistenza di un fattore genetico della coagulazione che protegge il 20% della popolazione italiana contro l’infarto. Dal 2005 fa parte del coordinamento di Moli-sani, studio epidemiologico su 25.000 persone che abitano nel Molise promosso dall’IRCCS di Pozzilli, che studia e divulga gli effetti benefici della dieta mediterranea sulla salute.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di oltre 430 pubblicazioni scientifiche, fra cui:

(2016) Bonaccio M, Di Castelnuovo A, Costanzo S, Persichillo M, De Curtis A, Donati MB, de Gaetano G, Iacoviello L, MOLI-SANI Study Investigators. Adherence to the traditional Mediterranean diet and mortality in subjects with diabetes. Prospective results from the MOLI-SANI study. European Journal of Preventive Cardiology, 23(4):400-7.
(2015) Iacoviello L, Di Castelnuovo A, de Curtis A, Agnoli C, Frasca G, Mattiello A, Matullo G, Ricceri F, Sacerdote C, Grioni S, Tumino R, Napoleone E, Lorenzet R, de Gaetano G, Panico S, Donati MB. Circulating Tissue Factor Levels and Risk of Stroke: Findings From the EPICOR Study. Stroke, 46(6):1501-7.
(2014) Bonaccio M, Di Castelnuovo A, De Curtis A, Costanzo S, Persichillo M, Donati MB, Cerletti C, Iacoviello L, de Gaetano G, MOLI-SANI Project Investigators. Adherence to the Mediterranean diet is associated with lower platelet and leukocyte counts: results from the Moli-sani study. Blood, 123(19):3037-44.
(2010) Caruso V, Di Castelnuovo A, Meschengieser S, Lazzari MA, de Gaetano G, Storti S, Iacoviello L, Donati MB. Thrombotic complications in adult patients with lymphoma: a meta-analysis of 29 independent cohorts including 18 018 patients and 1149 events. Blood, 115(26):5322-8.
(2006) Caruso V, Iacoviello L, Di Castelnuovo A, Storti S, Mariani G, de Gaetano G, Donati MB. Thrombotic complications in childhood acute lymphoblastic leukemia: a meta-analysis of 17 prospective studies comprising 1752 pediatric patients. Blood, 108(7):2216-22.
(1998) Iacoviello L, Di Castelnuovo A, De Knijff P, D'Orazio A, Amore C, Arboretti R, Kluft C, Donati MB. Polymorphisms in the coagulation factor VII gene and the risk of myocardial infarction. The New England Journal of Medicine, 338(2):79-85.
(1995) Donati MB. Cancer and thrombosis: from Phlegmasia alba dolens to transgenic mice. Thrombosis and Haemostasis, 74(1):278-81.
(1983) Colucci M, Balconi G, Lorenzet R, Pietra A, Locati D, Donati MB, Semeraro N. Cultured human endothelial cells generate tissue factor in response to endotoxin. Journal of Clinical Investigation, 71(6):1893-6.
(1982) Bertani T, Poggi A, Pozzoni R, Delaini F, Sacchi G, Thoua Y, Mecca G, Remuzzi G, Donati MB. Adriamycin-induced nephrotic syndrome in rats: sequence of pathologic events. Laboratory Investigation, 46(1):16-23.
(1978) Remuzzi G, Misiani R, Marchesi D, Livio M, Mecca G, de Gaetano G, Donati MB. Haemolytic-uraemic syndrome: deficiency of plasma factor(s) regulating prostacyclin activity? Lancet, 2(8095):871-2.

Riconoscimenti e premi
Maria Benedetta Donati riceve diversi premi già dall’inizio della sua carriera. Nel 1968 vince il premio Agostino Gemelli come migliore laureata in Medicina dell’anno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Nel 1983 ottiene il premio internazionale Minerva per l’eccellenza femminile nella ricerca, nel 1999 riceve dall’International Society Thrombosis and Haemostasis a Washington il Distinguished Career Award. Nel 2000 e nel 2002 riceve due lauree “Honoris Causa”, la prima dall’Università di Debrecen in Ungheria, la seconda dall’Università di Bialystok in Polonia. L’UNESCO in collaborazione con L’OREAL International le conferisce lo Special Honor for Women in Science a Parigi nel 2002; nel 2016 riceve il riconoscimento “Top Italian Women Scientists Award in Biomedical Sciences”.

Barbara Ensoli
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: immunologia, ricerca clinica

Parole chiave: aids, hiv, vaccino aids, vaccino anti hiv, terapia cancro, immunologia


Funzione/Ruolo
Direttrice del Centro Nazionale AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità

Percorso professionale
Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1984, prosegue la sua formazione prima con una specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica nel 1987 e poi con un dottorato di ricerca in Immunologia Clinica, che consegue nel 1991 presso l’Università di Bari. Dal 1986 al 1995 lavora nel Laboratorio di Robert Gallo al National Institutes of Health (NIH) di Bethesda, Stati Uniti. Nel 1995 torna in Italia per dirigere il reparto AIDS del Laboratorio di Virologia dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma, dove dal 2005 passa a dirigere il Centro Nazionale Aids, coordinando progetti nazionali, europei e con i Paesi in via di Sviluppo.
È membro di numerosi comitati scientifici e società tra cui WHO-UNAIDS Vaccine Advisory Committee, e l'Organizzazione Europea di Biologia Molecolare (EMBO). Delegata dell’UNESCO e Vice-Presidente del Comitato Scienze Naturali. È stata Vice-Presidente del Comitato Nazionale AIDS del Ministero della Salute italiano per otto anni fino al 2014, ed è attualmente membro del Comitato Scientifico dell'European Research Council (ERC).

Risultati scientifici
Barbara Ensoli ha sempre impostato il suo lavoro di ricerca sullo studio dei meccanismi con cui si instaura l’infezione dal virus HIV e la sua progressione in malattia per sviluppare, sulla base delle acquisizioni raggiunte in questi studi, presidi per prevenire o curare la malattia. Fra i vari ambiti in cui Barbara Ensoli ha applicato quest'approccio, il più noto ed anche il più impegnativo è stato lo sviluppo un vaccino contro l'HIV/AIDS, capace di prevenire l'infezione e/o di diminuire il rischio di progressione verso la malattia. A questo riguardo, gli studi che Barbara Ensoli e i suoi collaboratori conducono per l’individuazione di un vaccino sono basati su nuovi concetti come quello dell’utilizzo della proteina Tat del virus HIV, responsabile del processo di replicazione e disseminazione dell’infezione e del perdurare dell’infezione anche in soggetti sotto terapia. Inoltre, le ricerche di Barbara Ensoli hanno portato alla scoperta che la proteina Tat favorisce la crescita incontrollata dei vasi sanguigni e promuove la progressione del Sarcoma di Kaposi, un tumore assai frequente nei soggetti infettati con HIV. Queste evidenze scientifiche hanno costituito il razionale per la scelta di Tat quale molecola dell'HIV da neutralizzare con un vaccino.
Dopo la sperimentazione animale, che ha fornito risultati di efficacia, Barbara Ensoli e il suo gruppo hanno continuato con gli studi clinici di fase I, conclusi nel 2006, condotti su soggetti con o senza HIV, dimostrando la sicurezza del vaccino per uso umano. Gli studi sono proseguiti con la fase II della sperimentazione clinica, condotta prima in Italia e poi in Sudafrica, in soggetti con HIV in trattamento con farmaci antiretrovirali (terapia ART). Il vaccino Tat si è dimostrato sicuro ed in grado di promuovere l'aumento dei linfociti CD4+, le cellule target del virus, promuovendo il ritorno del sistema immune al suo normale funzionamento e di ridurre l’attivazione cronica del sistema immune e i “serbatoi virali”, dimostrando così di aumentare notevolmente l’efficacia della terapia. La sperimentazione in Sudafrica è stata condotta in cooperazione con il Ministro della Salute e le Istituzioni Sudafricane ed è parte di un progetto più vasto finanziato dal nostro Ministero degli Affari Esteri per la lotta contro l’AIDS, i cui risultati sono stati valutati molto positivamente dall’Organizzazione per lo Sviluppo Industriale delle Nazioni Unite (UNIDO) esortandone la continuazione. Barbara Ensoli ed il suo gruppo sono attualmente impegnati nella ricerca di fondi insieme alle Istituzioni Sudafricane per la sperimentazione finale, quella di fase III, per la dimostrazione conclusiva dell'effetto terapeutico del vaccino e la sua registrazione e distribuzione alla popolazione.

Attività editoriali e pubblicazioni
Barbara Ensoli fa parte di diverse commissioni editoriali e svolge il ruolo di reviewer per numerosissime riviste scientifiche internazionali.
È anche autrice di più di 300 articoli su riviste scientifiche nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Ensoli B, Nchabeleng M, Ensoli F, Tripiciano A, Bellino S, Picconi O, Sgadari C, Longo O, Tavoschi L, Joffe D, Cafaro A, Francavilla V, Moretti S, Pavone Cossut MR, Collacchi B, Arancio A, Paniccia G, Casabianca A, Magnani M, Buttò S, Levendal E, Ndimande JV, Asia B, Pillay Y, Garaci E, Monini P. HIV-Tat immunization induces cross-clade neutralizing antibodies and CD4+ T-cell increases in antiretroviral-treated South African volunteers: a randomized phase II clinical trial. Retrovirology, 13(1):34.
(2015) Ensoli F, Cafaro A, Casabianca A, Tripiciano A, Bellino S, Longo O, Francavilla V, Picconi O, Sgadari C, Moretti S, Pavone Cossut MR, Arancio A, Orlandi C, Sernicola L, Maggiorella MT, Paniccia G, Mussini C, Lazzarin A, Sighinolfi L, Palamara G, Gori A, Angarano G, Di Pietro M, Galli M, Mercurio VS, Castelli F, Di Perri G, Monini P, Magnani M, Garaci E, Ensoli B. HIV-1 Tat immunization restores immune homeostasis and attacks the HAART-resistant blood HIV DNA: results of a randomized phase II exploratory clinical trial. Retrovirology, 12:33.
(2012) Monini P, Cafaro A, Srivastava IK, Moretti S, Sharma VA, Andreini C, Chiozzini C, Ferrantelli F, Cossut MR, Tripiciano A, Nappi F, Longo O, Bellino S, Picconi O Fanales-Belasio E, Borsetti A, Toschi E, Schiavoni I, Bacigalupo I, Kan E, Sernicola L, Maggiorella MT, Montin K, Porcu M, Leone P, Leone P, Collacchi B, Palladino C, Ridolfi B, Falchi M, Macchia I, Ulmer JB, Buttò S, Sgadari C, Magnani M, Federico MP, Titti F, Banci L, Dallocchio F, Rappuoli R, Ensoli F, Barnett SW, Garaci E, Ensoli B. HIV-1 Tat promotes integrin-mediated HIV transmission to dendritic cells by binding Env spikes and competes neutralization by anti-HIV antibodies. PLoS One, 7:e48781.
(2003) Sgadari C, Monini P, Barillari G, and Ensoli B, Use of HIV protease inhibitors to block Kaposi's sarcoma and tumour growth. The Lancet Oncology, 4:537-547.
(2002) Sgadari C, Barillari G, Toschi E, Carlei D, Bacigalupo I, Baccarini S, Palladino C, Leone P, Bugarini R, Malavasi L, Cafaro A, Falchi M, Valdembri D, Rezza G, Bussolino F, Monini P & Ensoli B. HIV protease inhibitors are potent anti-angiogenic molecules and promote regression of Kaposi’s sarcoma. Nature Medicine, 8:225-232.
(1999) Cafaro A, Caputo A, Fracasso C, Maggiorella MT, Goletti D, Baroncelli S, Pace M, Sernicola L, Koanga-Mogtomo ML, Betti M, Borsetti A, Belli R, Åkerblom L, Corrias F, Buttò S, Heeney J, Verani P, Titti F & Ensoli B. Control of SHIV89.6P-infection of cynomolgus monkeys by HIV-1 Tat protein vaccine. Nature Medicine, 5:643-650.
(1994) Ensoli B, Gendelman R, Markham P, Fiorelli V, Colombini S, Raffeld M, Cafaro A, Chang HK, Brady JN & Gallo RC. Synergy between basic fibroblast growth factor and HIV-1 Tat protein in induction of Kaposi's sarcoma. Nature, 371:674-680.
(1990) Ensoli B, Barillari G, Salahuddin SZ, Gallo RC & Wong-Staal F. Tat protein of HIV-1 stimulates growth of cells derived from Kaposi's sarcoma lesions of AIDS patients. Nature, 344:84-86.
(1989) Ensoli B, Nakamura S, Salahuddin SZ, Biberfeld P, Larsson L, Beaver B, Wong-Staal F & Gallo RC. AIDS-Kaposi's sarcoma-derived cells express cytokines with autocrine and paracrine growth effects. Science, 243:223-226.
(1989) Ensoli B, Lusso P, Schachter F, Josephs SF, Rappaport J, Negro F, Gallo RC & Wong-Staal F. Human herpes virus-6 increases HIV-1 expression in co-infected T cells via nuclear factors binding to the HIV-1 enhancer. EMBO J., 8:3019-3027.

Riconoscimenti e premi
Barbara Ensoli ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali per meriti professionali e scientifici, tra i quali la Nomina a Cavaliere dell’Ordine “al merito della Repubblica Italiana” conferita dal Presidente della Repubblica Italiana A. Ciampi, il Premio Internazionale San Valentino D’oro, il Premio Marisa Bellisario, il Premio Domenico Marotta, (Accademia Nazionale delle Scienza detta dei XL), il premio Santa Caterina, ol premio Premio Minerva, il premio Paul Harris Fellow (Fondazione Rotary), Eminent Scientist of the year 2005 (International Research Promotion Council – World Scientist Forum International Award Science and Medicine), Melvin Jones (Lion’s Club), The Abraham White Distinguished Science Award (The George Washington University School of Medicine and Health Sciences - USA e Università di Roma “Tor Vergata”), Top Italian Women Scientist 2016 (ONDA – Osservatorio Nazionale sulla Salute della donna), AcademiaNet-Expert Database for Outstanding Female Scientists and Scholars (EMBO).

Elisabetta Erba
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia

Parole chiave: paleontologia, terra, clima, ambiente, nanofossili, oceani, suolo, biosfera, geosfera, cambiamenti climatici


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Paleontologia e Paleoecologia presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Geologica Italiana per il triennio 2015-2017

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Geologiche nel 1982, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Scienze della Terra all’Università degli Studi di Milano, nel 1987. Nel biennio 1987-1988 svolge un post dottorato presso il Geologisches Institut, ETH di Zurigo. Nel 1990 è ricercatrice all’Università degli Studi di Milano e l’anno successivo diventa professoressa associata del dipartimento di Scienze della Terra nella stessa università. Dal 2005 è professoressa ordinaria presso lo stesso dipartimento dell’Università degli Studi di Milano.

Risultati scientifici
Elisabetta Erba è specialista di nanofossili calcarei, i massimi produttori di calcite al mondo a dispetto delle loro ridottissime dimensioni. Quando muoiono, precipitano sui fondali marini e nell’arco di milioni di anni formano la maggior parte del sedimento. I nanofossili sono utilizzati per la biostratigrafia (lo studio delle rocce sedimentate e del loro ambiente di deposizione) e per le ricostruzioni paleo-oceanografiche. Elisabetta Erba studia le interazioni tra geosfera, atmosfera, idrosfera e biosfera e, in particolare, i grandi cambiamenti climatici. La sua ricerca si è focalizzata sulle relazioni tra CO2 atmosferica, clima ed ecosistemi oceanici. Per comprendere cause e conseguenze dei cambiamenti climatici attuali e futuri è importante infatti introdurre una prospettiva geologica. I nanofossili sono utilizzati da Elisabetta Erba anche per studiare la natura e l’origine della sapropelite, sostanza nerastra formata in prevalenza dal deposito, in acque stagnanti, di gusci di microrganismi e di alghe unicellulari in putrefazione dalle quali deriva il petrolio.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 180 pubblicazioni tra cui:

(2015) Erba E, Duncan RA, Bottini C, Tiraboschi D. Weissert H, Jenkyns HC, Malinverno A. Environmental Consequences of Ontong Java Plateau and Kerguelen Plateau Volcanism. Geological Society of America, Special Paper 511:271-303.
(2010) Erba E, Bottini C, Weissert HJ, Keller CE. Calcareous Nannoplankton Response to Surface Water Acidification Around Oceanic Anoxic Event 1a. Science, 329:428-432.   (2006) Erba E. The first 150 million years history of calcareous nannoplankton: biosphere-geosphere interactions. Palaeogeography Palaeoclimatology Palaeoecology, 232:237-250.
(2005) Muttoni G, Erba E, Kent DV & Bachtadse V. Mesozoic alpine facies deposition as a result of past latitudinal plate motion. Nature, 434:59-63.
(2004) Erba E. Calcareous nannofossils and Mesozoic Oceanic Anoxic Events. Marine Micropaleontology, 52:85-106.   (2004) Erba, E, Bartolini A, Larson RL. The Valanginian “Weissert Oceanic Anoxic Event. Geology, 32:149-152.   (2004) Erba E & Tremolada F. Nannofossil carbonate fluxes during the Early Cretaceous: phytoplankton response to nutrification episodes, atmospheric CO2 and anoxia. Paleoceanography, 19.
(2004) Weissert H & Erba E. Volcanism, CO2 and paleoclimate: a Late Jurassic-Early Cretaceous carbon and oxygen isotope record. Journal of the Geological Society of London, 161:695-702.   (1999) Larson RL & Erba E. Onset of the mid-Cretaceous greenhouse in the Barremian-Aptian: Igneous events and the biological, sedimentary and geochemical responses. Paleoceanography, 14:663-678.   (1994) Erba E. Nannofossils and superplumes: the Early Aptian nannoconid crisis. Paleoceanography, 9:483-501.

Riconoscimenti e premi
Elisabetta Erba è Presidente della Società Geologica Italiana per il biennio 2015-2017 e dal 2013 è componente dell’Accademia dei Lincei. Dallo stesso anno fa anche parte dell’Academia Europaea (sezione Earth and Cosmic Sciences). Nel 2012 vince il premio Tartufari per le Geoscienze - Accademia Nazionale dei Lincei.

Susanna Esposito
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: pediatria, infettivologia, pneumologia, allergologia e immunologia

Parole chiave: bambini, pediatria, vaccini, antibiotici, malattie infettive, malattie pediatriche


Funzione/Ruolo
Presidente dell’Associazione Mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (WAidid), Professoressa ordinaria di Pediatria, Direttrice della Scuola di Specialità in Pediatria e Direttrice della S.C. Clinica Pediatrica presso l’Università degli Studi di Perugia

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1995, prosegue la sua formazione con una specializzazione in Pediatria (1999) e una successiva in Malattie Infettive (2006). A due anni dalla laurea è già responsabile del laboratorio di ricerca della Clinica Pediatrica IV, e dal 2000 del laboratorio di ricerca della Unità Operativa di Pediatria Clinica dell’Università degli Studi di Milano, poi denominata Unità Operativa di Pediatria ad Alta Intensità di Cura. Susanna Esposito affianca alla carriera medica quella accademica: nel 2002 è ricercatrice universitaria di Pediatria Generale e Specialistica e dal 2005 professoressa associata. Svolge inoltre periodi di ricerca in strutture estere: nel 2007 a Dallas, in Texas, presso il Southwestern Medical Center della University Hospital and Clinic, nel 2009 a Londra, presso il St George’s Medical Center e l’anno successivo nel Burundi, in Africa, presso il Kiremba Hospital. Dall’anno accademico 2009-2010, è professoressa di Infettivologia Pediatrica al Paediatric Infectious Diseases Diploma dell’Università di Oxford, UK; Dal 2010 al 2016 é direttrice dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e responsabile del Centro di Riferimento Regionale, in Lombardia, per l’Infezione da HIV e per la Malattia di Lyme in età pediatrica. Attualmente è professoressa ordinaria di Pediatria, direttrice della Scuola di Specialità in Pediatria e direttrice della S.C. Clinica Pediatrica presso l’Università degli Studi di Perugia. È presidente dell’Associazione Mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (WAidid).

Risultati scientifici
L’attività scientifica di Susanna Esposito inizia già durante i suoi studi universitari con ricerche sulle patologie infettive pediatriche, in particolare influenza e virus respiratori, infezioni da batteri invasivi, tubercolosi e HIV. Progressivamente il suo campo di interesse si estende all’immunologia con studi sulle vaccinazioni, sulla risposta immunitaria e sull’immunogenetica, la pneumologia, l’allergologia, la reumatologia e le malattie rare. Ha coordinato diverse ricerche e sperimentazioni cliniche sul ruolo di virus e batteri nelle principali infezioni in età pediatrica e studi sull’efficacia, tollerabilità e sicurezza delle vaccinazioni. Ha inoltre coordinato lo sviluppo di linee guida sull’approccio diagnostico-terapeutico alle principali malattie infettive nei bambini e le linee guida sul nuovo calendario vaccinale e sulle vaccinazioni raccomandate per l’infanzia. Nel 2012 ha identificato l’enterovirus C-117 e l’enterovirus C-118, due nuovi enterovirus, un genere di virus resistenti alle offese chimiche e fisiche, che possono sopravvivere a lungo nell’ambiente, colpendo soprattutto persone dalle difese immunitarie basse, come i bambini e gli anziani, con effetti in taluni casi gravissimi. Dal 2013 coordina il gruppo di studio sui vaccini (EVASG) della European Society for Clinical Microbiology and Infectious Diseases.

Attività editoriali e pubblicazioni
Dal 2005 fa parte dell’International Board di The Pediatric Infectious Disease Journal, dal 2009 è Associate Editor di BMC Infectious Diseases, dal 2011 è Associate Editor di Human Vaccines & Immunotherapeutics, dal 2013 è Associate Editor di Journal of Clinical Virology e fa parte Editorial Board Member di PLOS One, dal 2014 è Associate Editor di Medicine e dal 2016 fa parte dell’Editorial Board Member di AIMS Microbiology e di Npj Vaccines. Dal 2016 è anche direttrice della rivista Edit Symposia e referee per numerose riviste scientifiche come Lancet, il British Medical Journal, Vaccine, European Journal of Clinical Microbiology and Infectious Diseases e l’American Journal of Physicians.

Susanna Esposito è autrice di più 1000 pubblicazioni, tra cui oltre 450 articoli su periodici a diffusione internazionale pubblicati su PubMed, e di oltre 1000 relazioni su invito a congressi di società scientifiche nazionali e internazionali, fra cui:

(2016) Esposito S, Bonanni P, Maggi S, Tan L, Ansaldi F, Lopalco PL, Dagan R, Michel JP, van Damme P, Gaillat J, Prymula R, Vesikari T, Mussini C, Frank U, Osterhaus A, Celentano LP, Rossi M, Guercio V, Gavazzi G. Recommended immunization schedules for adults: Clinical practice guidelines by the Escmid Vaccine Study Group (EVASG), European Geriatric Medicine Society (EUGMS) and the World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders (WAidid). Human Vaccine Immunotherapeutics, 12:1777-1794.
(2016) Esposito S, Principi N. European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (ESCMID) Vaccine Study Group (EVASG). Strategies to develop vaccines of pediatric interest. Expert Review of Vaccines, Epub Sep 28.
(2016) Esposito S, Guez S, Orenti A, Tadini G, Scuvera G, Corti L, Scala A, Biganzoli E, Berti E, Principi N. Autoimmunity and cytokine imbalance in inherited epidermolysis bullosa. International Journal of Molecular Science, 17(10):1625.
(2016) Esposito S, Longo MR. Guillain-Barré syndrome. Autoimmunity Review, 16(1):96-101.
(2016) Principi N, Esposito S. Gut microbiota and central nervous system development. Journal of Infection, 73(6):536-546.
(2016) Esposito S, Pietro GD. Respiratory syncytial virus vaccines: an update on those in the immediate pipeline. Future Microbiology, 11:1479-1490.
(2016) Esposito S, Di Gangi M, Cardinale F, Baraldi E, Corsini I, Da Dalt L, Tovo PA, Correra A, Villani A, Sacco O, Tenero L, Dones P, Gambino M, Zampiero A, Principi N, Ita-CAP Study Group. Sensitivity and specificity of soluble triggering receptor Expressed on Myeloid Cells-1, Midregional Proatrial Natriuretic Peptide and Midregional Proadrenomedullin for Distinguishing Etiology and to Assess Severity in Community-Acquired Pneumonia. PLoS One, 11:e0163262.
(2015) Esposito S, Piralla A, Zampiero A, Bianchini S, Di Pietro G, Scala A, Pinzani R, Fossali E, Baldanti F, Principi N. Characteristics and their clinical relevance of respiratory syncytial virus types and genotypes circulating in Northern Italy in five consecutive winter seasons. PLoS One, 10:e0129369.
(2015) Esposito S, Giavoli C, Trombetta C, Bianchini S, Montinaro V, Spada A, Montomoli E, Principi N. Immunogenicity, safety and tolerability of inactivated trivalent influenza vaccine in overweight and obese children. Vaccine, Epub Nov 19.
(2014) Esposito S, Corona F, Barzon L, Cuoco F, Squarzon L, Marcati G, Torcoletti M, Gambino M, Palù G, Principi N. Immunogenicity, safety and tolerability of a bivalent human papillomavirus vaccine in adolescents with juvenile idiopathic arthritis. Expert Review of Vaccines, 13:1387-1393.

Riconoscimenti e premi
Susanna Esposito nel 2002 riceve il Premio “Carlo Imperato”, nell’ambito del 58° Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria, per il miglior lavoro sperimentale su “Malattie respiratorie del bambino”, nello stesso anno è insignita dello Young Investigator Award nell’ambito del III World Congress of Pediatric Infectious Diseases (Santiago, Cile). Nel 2004 riceve il Premio Amici di Milano – Medaglie d’Oro insigniti della Targa d’Argento del Presidente della Repubblica Italiana e della Targa d’Argento del Presidente della Regione Lombardia, come migliore ricercatrice medica. Nel 2008 le viene consegnato il Premio Soci SIP come migliore ricercatrice di Pediatria generale e specialistica nell’ambito della Società Italiana di Pediatria, nel 2011 il Premio Ambassador per la ricerca all’estero in ambito medico e nel 2014 l’Attestato di Benemerenza per l’impegno e la professionalità negli anni dedicati alla salute del bambino dall’Associazione Amici del Policlinico e della Mangiagalli. Dal 2011 al 2014 è chiamata a presiedere la Società italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP); dal 2012 al 2015 è presidente della Commissione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’eradicazione di morbillo e rosolia congenita e continua a partecipare ai lavori della Commissione come Past President. Dal 2015 è presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid).

Maria Cristina Facchini
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: scienze dell'atmosfera

Parole chiave: clima, aerosol, nubi, nuvole, cambiamenti climatici, atmosfera


Funzione/Ruolo
Dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, sezione di Bologna

Percorso professionale
Laureata nel 1985 all’Università degli Studi di Bologna con una tesi in Chimica analitica, consegue il dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Chimica dello stesso ateneo, e nel medesimo dipartimento diventa post doc fellow. Nel 1987 è reaserch fellow presso l’Istituto di Fisica Atmosferica del CNR di Bologna, e occupa questa posizione fino al 1992, anno in cui diventa capo del laboratorio dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Nel 1996 entra nell’Istituto di Fisica e Chimica della Bassa e Alta Atmosfera del CNR di Bologna. Dal 2001 al 2006 è Senior Scientist presso l’Istituto di Scienze Atmosferiche e Oceaniche del CNR. Dal 2007 è dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, sezione di Bologna.

Risultati scientifici
Gli interessi di ricerca principali di Maria Cristina Facchini sono i processi fisici e chimici nel sistema atmosferico come gli aerosol e le nuvole e i loro effetti sui cambiamenti della composizione atmosferica e del clima. All’inizio della sua carriera scientifica ha indagato le proprietà chimiche di nebbia e nuvole, tanto che il suo primo importante risultato scientifico riguarda la partizione organica dell'aerosol tra gocce di nebbia e aria interstiziale. Sulla base di queste sue ricerche, ha contribuito allo sviluppo di una nuova tecnica di indagine degli aerosol basata sui principi di risonanza magnetica nucleare. Nel 2001 ha contribuito a un documento comune su Science, dove i maggiori esperti mondiali del settore hanno discusso la necessità di rifondare la teoria della formazione di nubi sulla base delle nuove scoperte riguardanti la solubilità degli aerosol e la loro tensione superficiale, nonché sugli effetti dei gas solubili. Le sue ricerche più recenti riguardano l’interazione tra clima e biota (in ecologia, l’insieme di tutti gli esseri viventi, animali e vegetali, che popolano una data regione) marino, atmosferico, aerosol.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 150 pubblicazioni scientifiche tra cui:

(2011) Decesari S, Finessi E, Rinaldi M, Paglione M, […] Facchini MC. Primary and secondary marine organic aerosols over the north atlantic ocean during the map experiment. Journal of Geophysical Research Atmospheres, 116(D22).
(2011) Rinaldi M, Decesari S, Carbone C, […] Facchini MC. Evidence of a natural marine source of oxalic acid and a possible link to glyoxal. Journal of Geophysical Research Atmospheres, 116(D16).
(2008) Facchini MC, Decesari S, Rinaldi M, et al. An important source of marine secondary organic aerosol from biogenic amines. Environmental Science & Technology, 42:9116-9121.
(2008) Facchini MC, Rinaldi M, Decesari S, et al. Primary submicron marine aerosol dominated by insoluble organic colloids and aggregates. Geophysical Research Letters, 35, L17814.
(2005) Kanakidou M, Seinfeld JH, Pandis SN, Barnes I, Dentener FJ, Facchini MC, et al. Organic aerosol and global climate modelling: a review. Atmospheric Chemistry and Physics, 5:1053-1123.
(2004) O’Dowd CD, Facchini MC, et al. Biogenicallydriven organic contribution to marine aerosol. Nature, 431:676-680.
(2001) Charlson RJ, Seinfeld JH, Nenes A, Kulmala M, Laaksonen M, Facchini MC. Reshaping theory of cloud formation. Science, 292:2025-2026.
(2000) Decesari S, Facchini MC, Fuzzi S & Tagliavini E. Characterization of water soluble organic compounds in atmospheric aerosol: a new approach. Journal of Geophysical Research, 105:1481-1489.
(1999) Facchini MC, Fuzzi S, Zappoli S, et al. Partitioning of the organic aerosol component between fog droplets and interstitial air. Journal of Geophysical Research, 104, 26821-26832.
(1999) Facchini MC, Mircea M, Fuzzi S & Charlson RJ. Cloud albedo enhancement by surface-active organic solutes in growing droplets. Nature, 401:257-259.

Riconoscimenti e premi
Nel 2014 è nella Highly Cited Researchers Rank di Thomson Reuters, classifica dei ricercatori e delle ricercatrici più influenti al mondo. Nello stesso anno riceve il Premio Haagen-Smit Prize. Fa parte di diverse società scientifiche, come l’European Association for Geochemistry, l’European Geophysical Union, l’American Aerosol Society ed è una delle fondatrici della Italian Aerosol Association.

Caterina Falleni
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: design e innovazione tecnologica

Parole chiave: freeijiis, frigorifero senza elettricità, floome, etilometro, design, sistemi intelligenti, nuove tecnologie, innovazione sociale, bar robotico, dna, no profit, invenzioni


Funzione/Ruolo
Design Strategist presso Awake, San Francisco

Percorso professionale
Si laurea in Product & Communication Design all’ISIA di Firenze, dove in seguito consegue un Master in Product Design. Nel 2010 trascorre tre mesi nella WAACS Design&Consultancy a Rotterdam, lavorando a diversi progetti, dal modellismo allo sviluppo di prodotti innovativi. L’anno successivo diventa Designer & Consultant per Cristina Fedi Interior Design in Africa, occupandosi dell’interior design per il Zalu Resort. Nel 2012 vince l’Axelera Singularity Contest per la creazione di Freeijis, un sistema di refrigerazione che non necessita di energia elettrica e grazie a questo premio si trasferisce alla Singularity University, nel centro di ricerca Nasa Ames in California. L’anno successivo lavora come direttrice esecutiva per la stessa Axelera, una associazione no profit creata dagli ex alunni della Singularity University e da giovani professionisti con base a Milano. L’obiettivo è diffondere la comprensione delle tecnologie e favorire lo sviluppo del potenziale italiano attraverso la collaborazione, l’apprendimento e l’applicazione pratica. Sempre a Milano, collabora con Design Group Italia e, nel 2014, diventa Product & Experience Design Manager della Makr Shark di Torino, dove cura il design del bar robotico, oggi installato in tutto il mondo. Dal 2015 Caterina Falleni è Design Strategist per Awake, agenzia di digital design a San Francisco.

Risultati scientifici
Per le sue numerose invenzioni è stata paragonata a Joy Mangano, la newyorchese che ha brevettato la scopa rotante auto-strizzante Miracle Mop. Il progetto Freeijis, ovvero lo zero emission fridge, nasce nel 2010 a seguito di un periodo di lavoro in Africa, dove Caterina Falleni studia alcune strutture fatte con materiali porosi come il fango o la terracotta. Strutture che utilizzano il processo chiamato evaporative cooling, un principio di refrigerazione usato in Africa e India, e da poco applicato in Occidente nel settore delle costruzioni. Esempio naturale di evaporative cooling è la sudorazione cutanea che permette l’abbassamento della temperatura corporea interna. Questo processo è stato associato a materiali chiamati PCM (Phase Change Materials), microcapsule inserite nell’acqua contenuta nell’intercapedine del frigorifero, che trasformano l’energia termica in energia cinetica e innescano una parziale evaporazione del liquido. La parte interna in alluminio, volta a conservare gli alimenti, cede energia sotto forma di calore per ripristinare l’equilibrio del sistema, attivando l’autoraffreddamento del nucleo in cui sono contenuti gli alimenti. Tra le altre invenzioni a cui sta lavorando Caterina Falleni ci sono Floome un etilometro per smartphone e X&Y Genomics una piattaforma per visualizzare il DNA umano, in modo che tutti possano accedere alle proprie informazioni genetiche.

Riconoscimenti e premi
Nel 2012 riceve l’Axelera Singularity Contest per la creazione di Freeijis e, lo stesso anno, ottiene il primo posto del “What’s up Giovani Talenti” sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Nel 2014 si aggiudica il primo posto alla Wired Hack EXPO di Milano per Floome, misuratore del tasso alcolemico interfacciabile con gli smartphone. Nel 2015 vince il premio “CoolIdea” al SolidCon di San Francisco.

Paola Fermo
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Area STEM: Chimica

Competenze: chimica analitica, chimica dell’ambiente

Parole chiave: inquinamento, emissioni, inquinamento atmosferico, acqua, ambiente, beni culturali


Funzione/Ruolo
Professoressa associata presso l’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Chimica

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Chimica presso l’Università degli Studi di Milano nel 1993, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Scienze Chimiche conseguito nel 1997. Dal 1999 al 2012 è ricercatrice in Chimica Analitica presso l’Università di Milano nella facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Dal 2012 al 2014 svolge la sua attività di ricerca al Dipartimento di Chimica della stessa università. Dal 2015 è professoressa associata di Chimica Analitica. È docente di Chimica Analitica e Chimica dell’Ambiente presso i corsi di Laurea in Chimica e Chimica Industriale dell’Università degli Studi di Milano. Dal 2008 è componente del collegio dei docenti del Dottorato in Chimica.

Risultati scientifici
Le tematiche di ricerca di Paola Fermo riguardano lo studio e la caratterizzazione di matrici ambientali e in particolare l’aerosol atmosferico (particelle di dimensioni micrometriche in sospensione nell’atmosfera) e gli inquinanti in stato gassoso, sia esternamente, sia in ambienti interni. Il principale obbiettivo della ricerca è la quantificazione dei costituenti delle frazioni a diversa granulometria (PM10, PM2.5, ecc.) del particolato atmosferico (PM) per determinare le sorgenti responsabili delle emissioni. A tale proposito è stato sviluppato un metodo analitico per la quantificazione del levoglucoasano, marker univoco della combustione della legna, un’importante sorgente di particolato atmosferico non solo in ambiente rurale ma anche in ambiente urbano. Le specie analizzate all’interno del PM includono i principali costituenti inorganici e organici. Inoltre vengono quantificate sostanze di interesse dal punto di vista tossicologico (IPA, idrocarburi policiclici aromatici) che mostrano effetti negativi sulla salute umana e sono ritenute cancerogene. In ambiente urbano viene anche studiato il degrado indotto dall’inquinamento atmosferico su superfici lapidee di interesse per i beni culturali. All’interno delle tematiche ambientali rientra lo studio dei contaminanti presenti nelle acque (potabili e reflue). Un ulteriore filone di ricerca è inerente allo studio di manufatti di interesse storico artistico (ceramiche, malte, stucchi, dipinti, ecc.).

Attività editoriali e pubblicazioni
Paola Fermo fa parte dell’editorial board delle riviste: Mediterranean Journal of Chemistry, Annals of Chromatography and Separation Techniques, American Journal of Analytical Chemistry, Journal of Analytical & Bioanalytical Techniques. Svolge inoltre l’attività di reviewer per numerose riviste internazionali. È autrice di circa 12 capitoli di libri, numerosi atti di convegni e circa 100 pubblicazioni su riviste internazionali, fra cui:

(2017) Corsini E, Ozgen S, Papale A, Galbiati V, Lonati G, Fermo P, Corbella L, Valli G, Bernardoni V, Dell'Acqua M, Becagli S, Caruso D, Vecchi R, Galli CL, Marinovich M. Insights on wood combustion generated proinflammatory ultrafine particles (UFP). Toxicology Letters, 266, 74-84.
(2016) Daellenbach KR, Bozzetti C, Křepelová A, Canonaco F, Wolf R, Zotter P, Fermo P, Crippa M, Slowik JG, Sosedova Y, Zhang Y, Huang R, Poulain L, Szidat S, Baltensperger U, El Haddad I, Prévôt ASH. Characterization and source apportionment of organic aerosol using offline aerosol mass spectrometry. Atmospheric Measurement Techniques, 9, 23-39.
(2016) Cattaneo A, Fermo P, Urso P, Perrone MG, Piazzalunga A, TarlassiJ, Carrer P, Cavallo DM. Particulate-bound polycyclic aromatic hydrocarbon sources and determinants in residential homes. Environmental Pollution, 218, 16-25.
(2016) Ielpo P, Fermo P, Comite V, Mastroianni D, Viviano G, Salerno F, Tartari G. Chemical characterization of biomass fuel particulate deposits and ashes in households of Mt. Everest region (NEPAL). Science of The Total Environment, 573, 751-759.
(2016) Amadori ML, Del Vais C, Fermo P, Pallante P. Archaeometric researches on the provenance of Mediterranean Archaic Phoenician and Punic pottery. Environmental Science and Pollution Research International, 1-29.
(2016) Fasani D, Fermo P, Barroso PJ, Martín J, Santos JL, Aparicio I, E. Alonso E. Analytical Method for Biomonitoring of PAH Using Leaves of Bitter Orange Trees (Citrus aurantium): a Case Study in South Spain. Water Air and Soil Pollution, 227, 360.
(2016) Pino F, Fermo P, la Russa M, Ruffolo S, Comite V, Baghdachi J, Pecchioni E, Fratini F, Cappelletti G. Advanced mortar coatings for cultural heritage protection. Durability towards prolonged UV and outdoor exposure. Environmental Science and Pollution Research International, 1-10.
(2016) Ozgen S, Becagli S, Bernardoni V, Caserini S, Caruso D, Corbella L, Dell'Acqua M, Fermo P, Gonzalez R, Lonati G, Signorini S, Tardivo R, Tosi E, Valli G, Vecchi R, Marinovich M. Analysis of the chemical composition of ultrafine particles from two domestic solid biomass fired room heaters under simulated real-world use. Atmospheric Environment, 150, 87-97.
(2015) Marabini L, Marinovich M, Oxgen S, Fermo P, Corbetta L, Cornaghi L, Galli GL. In vitro toxicological assessment of ultrafine particle emissions (UFP) from a domestic pellet stove using softwood-fir and hardwood-beech. Toxicology Letters, 238, S56–S383.
(2013) Piazzalunga A, Bernardoni V, Fermo P, Vecchi R. Optimisation of analytical procedures for the quantification of ionic and carbonaceous fractions in the atmospheric aerosol and applications to ambient samples. Analytical and Bioanalytical Chemistry, 405, 1123-32.

Riconoscimenti e premi
Paola Fermo è componente del Comitato scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e fa parte della Società Chimica Italiana (Divisione di Chimica Analitica e Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali), della Società Italiana di Archeometria (AIAR) e del consorzio INSTM (Consorzio Internazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali).

Elena Ferrari
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Area STEM: Informatica

Competenze: informatica

Parole chiave: social networks, social web, sistemi gestione dati, sicurezza, privacy, iot, big data


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Informatica presso l’Università dell’Insubria di Varese

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Informatica all’Università di Milano nel 1992, prosegue la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in Informatica presso la stessa università nel 1998. Durante l’estate del 1996 svolge un periodo di ricerca come visiting researcher al Dipartimento di Informatica della George Mason University di Fairfax in Virginia, nei due anni successivi è visiting researcher presso la Rutgers University di Newark, in New Jersey. Nel 1998 torna in Italia e ricopre il ruolo di assistente alla docenza di Informatica presso l’Università di Milano. Successivamente diventa professoressa ordinaria di Informatica dell’Università dell’Insubria di Varese.

Risultati scientifici
Le sue attività di ricerca sono legate ai vari aspetti dei sistemi di gestione dei dati, compresa la sicurezza del web, il controllo degli accessi e la privacy. Recentemente è stata impegnata in diversi progetti di ricerca come “ISocial” che sviluppa sistemi evoluti per la protezione della privacy nelle reti sociali. Ha lavorato al progetto della UE Euforbia, che prevedeva una serie di esperimenti sul filtraggio dei documenti in Internet secondo un approccio imparziale. L’obiettivo era produrre un nuovo sistema di esame delle informazioni più potente e flessibile, in grado di adattarsi alle esigenze culturali di ogni utilizzatore. Questo sistema è capace di operare una selezione in base al contenuto semantico delle informazioni, e si adatta alla descrizione degli argomenti presenti in un determinato sito web. Attualmente di occupa di problematiche di sicurezza e privacy in ambito IoT (Internet of Things) e Big Data.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni fra cui:

(in corso di pubblicazione) N. Laleh, B. Carminati, E. Ferrari. Risk Assessment in Social Networks based on User Anomalous Behaviour. IEEE Transactions on Dependable and Secure Computing.
(2015) P. Colombo, E. Ferrari. Privacy aware access control for Big Data: a research roadmap. Big Data Research, 2(4).
(2014) Akcora C, Carminati B, Ferrari E, Kantarcioglu M. Detecting Anomalies in Social Network Data Consumption. Social Network Analysis Mining, 4(1):231.
(2014) Parra-Arnau J, Perego A, Ferrari E, Fornè J & Rebollo-Monedero D. Privacy-Preserving Enhanced Collaborative Tagging. IEEE Transactions on Knowledge and Data Engineering, 26(1):180-193.
(2013) Carminati B, Ferrari E, Viviani M. Security and Trust in Online Social Networks, Synthesis Lectures on Information Security, Privacy and Trust. Morgan & Claypool.
(2011) Cao J, Carminati B, Ferrari E, Tan KL. CASTLE: Continuously Anonymizing Data Streams. IEEE Transactions on Dependable and Secure Computing, 8(3): 337-352.
(2010) Bonchi F, Ferrari E. Privacy-Aware Knowledge Discovery: Novel Applications and New Techniques. Chapman & Hall/CRC Data Mining and Knowledge Discovery Series.

Articoli in atti di congressi internazionali:

(2016) Carminati B, Colombo P, Ferrari E & Sagirlar G. Enhancing User Control on Personal Data Usage in Internet of Things Ecosystems. Proceedings of the 13th IEEE International Conference on Services Computing, San Francisco, USA.
(2016) Colombo P & Ferrari E. Towards Virtual Private NoSQL Datastores. Proceedings of the32nd IEEE International Conference on Data Engineering, Helsinki, Finlandia.
(2014) Bahri L, Carminati B, Ferrari E. Community-based Identity Validation on Online Social Networks. Proceedings of the 34th International Conference on Distributed Computing Systems Madrid, Spagna.

Riconoscimenti e premi
Per le sue ricerche nel campo della privacy e della sicurezza, Elena Ferrari è stata premiata nel 2009 da una delle due più importanti associazioni internazionali di riferimento (IEEE - Institute of Electrical and Electronic Engineers) con il Technical Achievement Award. Nel 2011 ha ottenuto il Google Research Award per le sue ricerche nel campo della privacy nelle reti sociali mentre nel 2014, ha ottenuto l'IBM Faculty Award per le sue ricerche sulla privacy dei big data. E' IEEE fellow e ACM (Association for Computing Machinery) Distinguished Scientist.

Serena Fonda Umani
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: ecologia marina

Parole chiave: mare, ecosistema marino, plancton, biologia marina, catena alimentare, cambiamenti climatici, flussi di carbonio, biodiversità


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Ecologia dell’Università di Trieste

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Trieste nel 1974, prosegue la sua formazione come borsista in Ecologia nella stessa università fino al 1981. Da quell’anno è ricercatrice, nel 1992 diventa professoressa associata e Responsabile del Laboratorio di Biologia Marina dell’Università di Trieste. Dal 2008 è professoressa ordinaria di Ecologia.

Risultati scientifici
I principali interessi di ricerca di Serena Fonda Umani riguardano la dinamica dell'ecosistema marino, i flussi di carbonio, lo studio dell’ecologia del Plancton e l’ecologia marina microbica. Per poter condurre i suoi studi si è recata in varie zone del Mar Mediterraneo, nello stretto di Magellano (Cile), nella baia di Chesapeake (Usa) e nel Mare di Ross (Antartide). Uno dei principali obiettivi della ricerca di Serena Fonda Umani è la stima dei flussi di carbonio all'interno della catena alimentare pelagico-microbica (dai virus fino alle meduse), per verificare se vi è una selezione esercitata dai predatori sui procarioti (primi organismi cellulari comparsi sulla terra, caratterizzati dall’assenza di un nucleo ben definito). Questo è possibile attraverso l’approccio metagenomico (lo studio delle comunità microbiche direttamente nel loro ambiente naturale) che Serena Fonda Umani e i colleghi utilizzano.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di più di 140 pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Zoccarato L, Celussi M, Pallavicini A, Fonda Umani S. Aurelia aurita ephyrae reshape a coastal microbial community. c 7:749.
(2015) Caruso G, La Ferla R, Leonardi M, Zaccone R, Azzaro F, Azzaro M, Decembrini F, Maimone G, Monticelli L, Caroppo C, Cavallo RA, Acquaviva MI, Narracci M, Stabili L, Marino G, Petochi T, De Angelis R, Zoppini A, Fonda Umani S, Del Negro P, Todorova NH, Karamfilov VK, Corinaldesi C, Rastelli E, Cappello S, Latini M, Danovaro R. Microbial assemblages for environmental quality assessment: knowledge, gaps and usefulness in the European Marine Strategy Framework Directive. Critical Reviews in Microbiology.
(2013) Di Poi E, Blason C, Corinaldesi, Danovaro R, Malisana E, Fonda Umani S. Structure and interactions within the pelagic microbial food web (from viruses to microplankton) across environmental gradients in the Mediterranean Sea. Global Biogeochemical Cycles, 27: 1034-1045.
(2012) Giani M, Djakovac T, Degobbis D, Cozzi S, Solidoro C, Fonda Umani S. Recent changes in the marine ecosystems of the northern Adriatic Sea. Estuarines, Coastal and Shelf Sciences, 115:1-13.
(2012) Fonda Umani S, Malfatti F, Del Negro P. Carbon fluxes in the pelagic ecosystem of the Gulf of Trieste (Northern Adriatic Sea). Estuarines, Coastal and Shelf Sciences, 115:170-186.
(2010) Fonda Umani S, Malisana E, Focaracci F, Magagnini M, Corinaldesi C, Danovaro R. Disentangling the impact of viruses and nanoflagellates on prokaryotes in bathypelagic waters of the Mediterranean Sea. Marine Ecology Progress Series, 418:73-85.
(2010) Mozetič P, Solidoro C, Cossarini G, Socal G, Precali R, Francé J, Bianchi F, Smodlaka N, De Vittor C, Fonda Umani S. Recent trends towards oligotrophication of the northern Adriatic: evidence from chlorophyll a time series. Estuaries and Coasts, 33:362-375.
(2009) Danovaro R, Fonda Umani S, Pusceddu A. Climate Change and the potential spreading of marine mucilage and microbial pathogens in the Mediterranean Sea. PLoS ONE, 4(9):e7006.
(2007) Fonda Umani S, Del Negro P, Larato C, De Vittor C, Cabrini M, Celio M, Falconi C, Tamberlich F, Azam F. Major inter-annual variations in microbial dynamics in the Gulf of Trieste (Northern Adriatic Sea) and their ecosystem implications. Aquatic Microbial Ecology Journal, 46:163-175.
(2005) Fonda Umani S, Milani L, Borme D, de Olazabal A, Parlato S, Precali R, Kraus R, Lucic D, Njire J, Totti C, Romagnoli T, Pompei M, Cangini M. Inter-annual variations of planktonic food webs in the northern Adriatic Sea. Science of the Total Environment, 353(1-3):218-231.

Riconoscimenti e premi
Serena Fonda Umani è membro di numerose società e comitati scientifici fra cui il Comitato Scientifico del Parco del Mare (dal 2005) e della Società Italiana di Ecologia (SItE) di cui nel 2012 è stata eletta Presidente.

Maria Cristina Gambi
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: biologia marina

Parole chiave: biodiversità, biologia evolutiva, policheti, ecologia, fattori ambientali, cambiamento climatico, mare, oceani


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e Responsabile del centro Villa Dohrn di Ecologia del Benthos

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche all’Università di Siena nel 1977, dal 1977-1979 svolge un tirocinio come allieva laureata interna presso l’Istituto di Anatomia Comparata (Laboratorio di Idrobiologia) dell’Università di Siena. Dal 1980 al 1982 è socia della Cooperativa di Biologia Marina, Idrobiologia e Acquacoltura, “Coipa” (Roma). L’anno successivo è ricercatrice alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, presso il Laboratorio di Ecologia del Benthos con sede a Villa Dohrn, Ischia. Nel 1986 svolge un post-doc alla School of Oceanography dell’Università di Washington e ai Friday Harbor Laboratories. Dal 1992 è prima ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Nel 2014 consegue l’abilitazione scientifica nazionale per Ecologia (professoressa ordinaria) e Zoologia (professoressa associata).

Risultati scientifici
Le ricerche di Maria Cristina Gambi sono finalizzate allo studio della diversità e della biologia evolutiva ed ecologia dei policheti (uno dei gruppi più abbondanti e diversificati degli habitat marini che comprendono circa 13mila specie) e del loro ruolo come bioindicatori e nel funzionamento dei biotopi costieri. In questo ambito vengono anche studiate specie aliene di policheti, il loro ciclo vitale e la dinamica di colonizzazione del Mediterraneo. L’identificazione di specie chiave di policheti resistenti a diversi fattori di stress collegati al cambiamento climatico, in particolare l’acidificazione marina, permette di utilizzare queste specie come modelli per lo studio di acclimatazione ed adattamento alle condizioni locali dell’ambiente. L’attività sperimentale su policheti e zoobenthos è svolta sia in laboratorio che in situ, utilizzando alcuni sistemi sommersi di origine vulcanica come laboratori naturali, in quanto naturalmente acidificati e senza variazioni di temperatura o salinità. Nell’ambito delle sue ricerche Maria Cristina Gambi ha descritto 16 specie di policheti nuove per la scienza e un nuovo e peculiare gruppo di detritivori (organismi consumatori di detriti) nel sistema Posidonia oceanica del Mediterraneo e Thalassia testudinum dei Caraibi. Ha rilevato e studiato per la prima volta l’effetto delle heat-waves (ondate di calore) nel Golfo di Napoli e ha identificato specie chiave di policheti come possibili modelli per lo studio del cambiamento climatico. Ha inoltre descritto comunità bentoniche peculiari (organismi acquatici che vivono in stretto contatto con il fondo o fissati a un substrato solido) nei fondali costieri di Baia Terra Nova (Antartide).

Attività editoriali e pubblicazioni
Dal 2005 è Editor della rivista Marine Ecology (Wiley-Blackwell).
È autrice di oltre 200 pubblicazioni tra cui:

(2016) Gambi MC, Musco L, Giangrande A, Badalamenti F, Micheli F, Kroeker KJ. Polychaete distribution in shalllow rocky reefs along a pH gradient of a vent system reveals winners and losers among closely related species. Marine Ecology Progress Series, 550:121–134.
(2016) Ricevuto E, Lanzoni I, Fattorini D, Regoli F, Gambi MC. Arsenic speciation and susceptibility to oxidative stress in the fanworm Sabella spallanzanii (Gmelin) (Annelida, Sabellidae) under naturally acidified conditions: an in situ transplant experiment in a Mediterranean CO2 vent system. Science of the Total Environment, 544:765-773.
(2015) Ricevuto E, Vizzini S, Gambi MC. Ocean acidification effects on stable isotope signatures and trophic interactions of polychaete consumers and organic matter sources at a CO2  shallow vent system. Journal Experimental Marine Biology and Ecology, 468: 105-117.
(2013) Kroeker K, Micheli F, Gambi MC. Ocean acidification causes ecosystem shifts via altered competitive interactions. Nature Climate Change, 3: 156-159.
(2013) Kroeker KJ, Gambi MC, Micheli F. Altered recovery dynamics result in homogenous assemblages in an acidified ocean. Proceedings of the National Academy of Sciences, USA (PNAS), 110 (31): 12721–12726.
(2013) Calosi P, Rastrick SPS, Lombardi C, De Guzman HJ, Davidson L, Jahnke M, Giangrande A, Hardege JD, Schulze A, Spicer JI, Gambi MC. Adaptation and acclimatization to ocean acidification in marine ectotherms: an in situ transplant experiment with polychaetes at a shallow CO2 vent system. Philosophical Transactions of the Royal Society B, 368, 20120444.
(2011) Occhipinti-Ambrogi A, Marchini A, Cantone G, Castelli A, Chimenz C, Cormaci M, Froglia C, Furnari G, Gambi MC, Giaccone G, Giangrande A, Gravili C, Mastrototaro F, Mazziotti C, Orsi-Relini L, Piraino S. Alien species along the Italian coasts: an overview. Biological Invasions, 13:215-237.
(2011) Lorenti M, Gambi MC, Guglielmo, Patti FP, Scipione MB, Zupo V, Buia MC. Soft bottom macrofaunal assemblages in the Gulf of Salerno, Tyrrhenian Sea, Italy, affected by the invasive seaweed Caulerpa  racemosa var. cylindracea. Marine Ecology, 32(3):320-334.
(2011) Kroeker KJ, Micheli F, Gambi MC, Martz TR. Divergent ecosystem responses within a benthic marine community to ocean acidification. Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS), 108 (35), 14515-14520.
(2009) Garrabou JA, Coma R, Bensoussan N, Chevaldonné P, Cigliano M, Diaz D, Harmelin JG, Gambi MC, Graille R, Kersting DK, Lejeusne C, Linares C, Marschal C, Perez T, Ribes M, Romano JC, Torrents O, Zabala M, Zuberer F, Cerrano C. A new large scale mass mortality event in the NW Mediterranean rocky benthic communities: effects of the 2003 heat wave. Global Change Biology, 15:1090-1103.

Riconoscimenti e premi
Fa parte della Società Italiana di Biologia  Marina (S.I.B.M.), dell’Unione Zoologica Italiana (U.Z.I.), dell’Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia (A.I.O.L.), della Società Italiana di Ecologia (S.It.E.).
Inoltre è componente associata del gruppo GOSSOE (Group of Specialists of Southern Ocean Ecology) dello S.C.A.R.-S.C.O.R..
Dal 1992 al 2001 è stata rappresentante nazionale del Comitato Direttivo dell’International Polychaete Association (I.P.A.) (1992-2001) e dal 2001 al 2004 ne è stata Presidente.

Sara Gandini
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: biostatistica, epidemiologia

Parole chiave: cancro al colon, vitamina d, melanoma, meta analisi


Funzione/Ruolo
Vice Direttrice della Divisione di Epidemiologia e Biostatistica dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano

Percorso professionale
Si laurea in Statistica presso l’Università di Bologna nel 1993, proseguendo la sua formazione attraverso una specializzazione in Biometria nel 1995 all’Università di Reading (UK). Entra a far parte dello IEO di Milano già dal 1996, quando l’Istituto ha appena 2 anni di attività alle spalle; al suo interno svolge costantemente attività di ricerca. Nel 2004 consegue un dottorato di ricerca in Epidemiologia all’Università di Birmingham (Public Health). Dal 2009 è Vice Direttrice della divisione di Biostatistica e Epidemiologia dello IEO di Milano e nel 2014 diventa consulente di Statistica per il Comitato etico di Multimedica a Milano.

Risultati scientifici
Sara Gandini, all’interno della Divisione di Epidemiologia e Biostatistica dello IEO, fornisce consulenza costante in un'ampia gamma di settori, tra cui analisi statistiche di esperimenti e studi clinici, sviluppo del protocollo, interpretazione e discussione dei risultati. Collabora con ricercatori in tutto il mondo e ha condotto ricerche approfondite sull’epidemiologia cancro, comprese le revisioni sistematiche della letteratura e meta-analisi, con l'obiettivo di una migliore comprensione dell'eziologia del cancro. Negli ultimi anni il suo interesse principale si è concentrato sullo studio del melanoma e dei relativi fattori di rischio che ha portato a cambiare la classificazione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione definendo cancerogena l’esposizione a tutto lo spettro degli ultravioletti. Sara Gandini è così giunta ad analizzare il ruolo della vitamina D all’interno del complesso sistema del corpo umano, scoprendo un’associazione consistente fra scarsa presenza di vitamina D e propensione allo sviluppo del cancro al colon. Uno dei risultati più importanti è sicuramente lo studio di meta-analisi che dimostra l’abbassarsi del tasso di mortalità dovuta a ogni causa grazie alla vitamina D. E’ Principal Investigator scientifica di due studi randomizzati che ha disegnato e promosso per valutare l’effetto della vitamina D sulla prognosi dei pazienti affetti da melanoma e tumore al colon. In generale, crede nella ricerca indipendente e nella sua carriera si è occupata, oltre che prevenzione primaria e studio di biomarcatori, anche di Drug repositioning, il riutilizzo in ambito oncologico del principio attivo di farmaci in commercio (Vitamin D, Metformina, Betabloccanti…), su cui non ci sono interessi economici ed investimenti da parte delle aziende farmaceutiche.  

Attività editoriali e pubblicazioni
Sara Gandini è autrice di numerosi articoli su riviste nazionali ed internazionali, fra cui:

(2016) Le CP, Nowell CJ, Kim-Fuchs C, Botteri E, Hiller JG, Ismail H, Pimentel MA, Chai MG, Karnezis T, Rotmensz N, Renne G, Gandini S, et al. Chronic stress in mice remodels lymph vasculature to promote tumour cell dissemination. Nature Communications, 7:10634.
(2014) Gandini S, Puntoni M, Heckman-Stoddard BM, Dunn BK, Ford L, DeCensi A, Szabo E. Metformin and cancer risk and mortality: a systematic review and meta-analysis taking into account biases and confounders. Cancer Prevention Research (Philadelphia), 7(9):867-85.
(2012) Boniol M, Autier P, Boyle P, Gandini S. Cutaneous melanoma attributable to sunbed use: systematic review and meta-analysis. British Medical Journal, 345:e4757.
(2012) Zittermann A, Iodice S, Pilz S, Grant WB, Bagnardi V, Gandini S. Vitamin D deficiency and mortality risk in the general population: a meta-analysis of prospective cohort studies.
The American Journal of Clinical Nutrition, 95(1):91-100.
(2011) Gandini S, Boniol M, Haukka J, et al. Meta-analysis of observational studies of serum 25-hydroxyvitamin D levels and colorectal, breast and prostate cancer and colorectal adenoma. International Journal of Cancer, 128(6):1414-24.
(2010) DeCensi A, Puntoni M, Goodwin P, Cazzaniga M, Gennari A, Bonanni B, Gandini S. Metformin and Cancer Risk in Diabetic Patients: A Systematic Review and Meta-analysis. Cancer Prevention Research (Philadelphia), 3(11):1451-61.
(2007) Autier P, Gandini S. Vitamin D suppl. and total mortality - A meta-analysis of randomized controlled trials. Archives of Internal Medicine, 167(16):1730-7.
(2005) Gandini S, et al. Meta-analysis of risk factors for cutaneous melanoma: II. Sun exposure. European Journal of Cancer, 41(1):45-60.
(2005) Gandini S, et al. Meta-analysis of risk factors for cutaneous melanoma: I. Common and atypical naevi. European Journal of Cancer, 41(1):28-44.
(2005) Gandini S, et al. Meta-analysis of risk factors for cutaneous melanoma: III. Family history, actinic damage and phenotypic factors. European Journal of Cancer, 41(14):2040-59.

Riconoscimenti e premi
Nel 2008 vince il premio Bruno Martinetto per le ricerche sulla prevenzione dei tumori. Nel 2014 viene eletta all’unanimità Presidente della società scientifica indipendente EuroSkin che si occupa di prevenzione primaria.
Ha vinto alcuni grant dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e dalla Fondazione Umberto Veronesi per proseguire le sue ricerche sulla relazione tra vitamina D e cancro.

Cecilia Garlanda
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: immunologia

Parole chiave: immunologia, immunopatologia, cancro cura, infiammazione, studi preclinici, infezione


Funzione/Ruolo
Responsabile del laboratorio di Immunopatologia Sperimentale dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano

Percorso professionale
Dopo la laurea in Medicina Veterinaria conseguita presso l’Università degli Studi di Milano nel 1990, si è specializzata in immunopatologia lavorando presso laboratori italiani ed esteri, come il Laboratorio di Immunologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" dal 1990 al 2005, e il dipartimento di Biologia Molecolare del Centro di Studi Nucleari di Grenoble per il biennio 1994-1995. E' attualmente responsabile del Laboratorio di Immunopatologia Sperimentale presso l'Istituto Clinico Humanitas. I suoi interessi riguardano le cellule del sistema immunitario e la caratterizzazione della loro attività biologica, l’immunità innata verso agenti patogeni e la regolazione dei processi infiammatori.

Risultati scientifici
Il gruppo di ricerca di cui Cecilia Garlanda è responsabile si è focalizzato sullo studio della molecola PTX3, molecola dell'immunità innata coinvolta nella resistenza a infezioni fungine, batteriche e virali, e nella regolazione dell'infiammazione. Recentemente il gruppo ha messo in evidenza che PTX3 crea un ambiente ostile alla crescita del tumore, regolando l’infiammazione che si genera nel microambiente tumorale. Cecilia Garlanda si impegna inoltre in studi pre-clinici e in studi finalizzati alla possibilità di trasferire le informazioni ottenute all’attività clinica.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di più di 165 pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(2015) Doni A, Musso T, Morone D, Bastone A, Zambelli V, Sironi M, Castagnoli C, Cambieri I, Stravalaci M, Pasqualini F, Laface I, Valentino S, Tartari S, Ponzetta A, Maina V, Barbieri SS, Tremoli E, Catapano AL, Norata GD, Bottazzi B, Garlanda C, Mantovani A. An acidic microenvironment sets the humoral pattern recognition molecule PTX3 in a tissue repair mode. J Exp Med, 1;212(6):905-25.
(2015) Bonavita E, Gentile S, Rubino M, Maina V, Papait R, Kunderfranco P, Greco C, Feruglio F, Molgora M, Laface I, Tartari S, Doni A, Pasqualini F, Barbati E, Basso G, Galdiero MR, Nebuloni M, Roncalli M, Colombo P, Laghi L, Lambris JD, Jaillon S, Garlanda C, Mantovani A. PTX3 is an extrinsic oncosuppressor regulating complement-dependent inflammation in cancer. Cell, 12;160(4):700-14.
(2014) Jaillon S, Moalli F,  Ragnarsdottir B, Bonavita E, Riva F,  Barbati E, Nebuloni M, Cvetko Krajinovic L, Markotic A, Valentino S,  Doni A, Tartari S, Graziani G, Montanelli A, Delneste Y, Svanborg C, Garlanda C,  Mantovani A. The humoral pattern recognition molecule PTX3 is a key component of innate immunity against urinary tract infection. Immunity, 17;40(4):621-32.
(2013) Garlanda C, Dinarello CA, Mantovani A, The interleukin-1 family: back to the future. Immunity, 12;39(6):1003-18.
(2010) Moalli F, Doni A, Deban L, Zelante T, Zagarella S, Bottazzi B, Romani L, Mantovani A, and Garlanda C. Role of complement and Fcg receptors in the protective activity of the long pentraxin PTX3 against Aspergillus fumigatus. Blood, 9;116(24):5170-80.
(2007) Garlanda C, Riva F, Veliz T, Polentarutti N, Pasqualini F, Radaelli E, Sironi M, Nebuloni M, Zorini EO, Scanziani E, Mantovani A. Increased susceptibility to colitis-associated cancer of mice lacking TIR8, an inhibitory member of the interleukin-1 receptor family. Cancer Research, 1;67(13):6017-21.
(2005) Garlanda C, Bottazzi B, Bastone A, Mantovani A. Pentraxins at the crossroads between innate immunity, inflammation, matrix deposition, and female fertility. Annual Review of Immunology, 23: 337-366.
(2004) Garlanda C, Riva F, Polentarutti N, Buracchi C, Sironi M, De Bortoli M, Muzio M, Bergottini R, Scanziani E, Vecchi A, Hirsch A, Mantovani A. Intestinal inflammation in mice deficient in Tir8, an inhibitory member of the IL-1 receptor family. Proceedings of the National Academy of the Sciences of the United States of America, 101: 3522-3526.
(2002) Garlanda C, Hirsch E, Bozza S, Salustri A, De Acetis M, Nota R, Maccagno A, Riva F, Bottazzi B, Peri G, Doni A, Vago L, Botto M, De Santis R, Carminati P, Siracusa G, Altruda F, Vecchi A, Romani L, Mantovani A. Non-redundant role of the long pentraxin PTX3 in anti-fungal innate immune response. Nature, 420: 182-186.
(2000) Hirsch E, Katanaev V L, Garlanda C, Azzolino O, Pirola L, Silengo L, Sozzani S, Mantovani A, Altruda F, Wymann MP. Central role for G protein-coupled phosphoinositide 3-kinase gamma in inflammation. Science, 287: 1049-1053.

Amalia Gastaldelli
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: fisiopatologia, medicina traslazionale, ingegneria biomedica

Parole chiave: metabolismo, malattie metaboliche, diabete, fegato, obesità, medicina preventiva, inquinanti-interferenti endocrini


Funzione/Ruolo
Direttrice del Laboratorio Rischio Cardiometabolico e Coordinatrice della ricerca metabolica nell’uomo all’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, Adjunct associate professor alla Division of Diabetes, University of Texas Health at San Antonio, USA

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la Laurea in Ingegneria Elettronica con specializzazione in Bioingegneria all’Università di Padova nel 1990, prosegue la sua formazione con un Dottorato di ricerca in Bioingegneria presso il Politecnico di Milano e un PhD in Preventive Medicine and Community Health, con indirizzo Fisiologia Umana, alla Università del Texas Medical Branch di Galveston, Università in cui è fellow dal 1991 al 1995. In questo periodo la sua ricerca si concentra sui meccanismi fisiologici che regolano il metabolismo di zuccheri, lipidi e proteine avvalendosi di tecniche innovative basate sull’infusione di traccianti marcati con isotopi stabili misurati in spettrometria di massa, e sull’analisi della loro cinetica tramite modelli matematici. Nel 1995 torna in Italia per fondare il Laboratorio Isotopi Stabili all’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, nell’Unità di Metabolismo e Nutrizione di Pisa. Dal 2008 al 2009 è Direttrice del Laboratorio di Spettrometria di Massa della Fondazione Toscana G. Monasterio di Pisa e poi nel 2009 rientra come ricercatore all’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa al CNR dove fonda il Laboratorio di Rischio Cardiometabolico e coordina la ricerca metabolica nell’uomo.
Dal 2001 alla ricerca affianca anche la carriera accademica: è prima Assistant, poi Associate Professor alla University of Texas Health Science Center, Divisione Diabete, a San Antonio; dal 2006 al 2011 è Professoressa a contratto dell’Università di Pisa, nella facoltà di Ingegneria, corso di laurea in Ingegneria Biomedica.
Dal 2010 è membro del collegio dei direttori dell’American College of Nutrition (ACN) e ne dirige lo European Chapter. Nel 2012 fonda e da allora presiede il gruppo di studio sulla steatosi epatica non alcolica (NAFLD) della Società Europea per lo Studio del Diabete (EASD).

Risultati scientifici
Amalia Gastaldelli è una PhD con specializzazione in fisiologia umana, esperta dello studio del metabolismo umano, del rischio cardio-metabolico e delle patologie del metabolismo glucidico e lipidico, quali la resistenza all’insulina, il diabete non insulino dipendente e la steatosi epatica non alcolica. La sua formazione multidisciplinare le consente di svolgere una ricerca traslazionale per studiare il metabolismo umano. Impiegando traccianti marcati con isotopi stabili e modelli matematici ha evidenziato come il fegato è centrale per il corretto funzionamento metabolico. E’ stata tra le prime a dimostrare come nei pazienti diabetici l’iperglicemia a digiuno è dovuta principalmente all’eccessiva produzione epatica di glucosio tramite gluconeogenesi e come i pazienti con fegato grasso (NAFLD) hanno un metabolismo alterato non solo a livello epatico, ma anche muscolare e del tessuto adiposo. E’ titolare di diversi grant europei che investigano i meccanismi fisiopatologici della NAFLD. Contemporaneamente è stata co-investigatrice in molti trial clinici che hanno studiato il meccanismo d’azione di farmaci antidiabetici quali: gli agonisti dei recettori PPAR+ (TZD), capaci di aumentare la sensibilità all’insulina nei vari organi e di diminuire il grasso epatico; gli agonisti dell’ormone GLP-1 prodotto dall’intestino che agiscono come incretine stimolando la produzione di insulina; e gli inibitori dell’enzima DPP4 responsabile della sua degradazione. Una nuova linea di ricerca indaga l’impatto di sostanze inquinanti che agiscono come interferenti endocrini sulla salute di adulti e bambini.

Attività editoriali e pubblicazioni
Amalia Gastaldelli è Associate Editor e componente del Comitato di pubblicazione del Journal of American College of Nutrition, è nel Comitato di redazione della rivista World Journal of Hepatology e World Journal of Diabetes, ed è revisore per oltre venti riviste peer review internazionali.

È autrice di oltre 200 articoli scientifici e capitoli di libri tra cui:

(2016) Gastaldelli A, Gaggini M, Daniele G, Ciociaro D, Cersosimo E, Tripathy D, Triplitt C, Fox P, Musi N, DeFronzo R, Iozzo P. Exenatide improves both hepatic and adipose tissue insulin resistance: A dynamic positron emission tomography study. Hepatology, 64(6), 2028-2037.
(2016) EASL, Marchesini G, Day CP, Dufour JF, Canbay A, Nobili V, Ratziu V, Tilg H, EASD, Roden M, Gastaldelli A, Yki-Järvinen H, Schick F, EASO, Vettor R, Frühbeck G, Mathus-Vliegen L. EASL-EASD-EASO Clinical Practice Guidelines for the management of non-alcoholic fatty liver disease. Journal of Hepatology, 64(6), 1388-1402.
(2014) Salehi M, Gastaldelli A, D'Alessio DA. Blockade of glucagon-like peptide 1 receptor corrects postprandial hypoglycemia after gastric bypass. Gastroenterology, 146(3), 669-680 e662.
(2013) DeFronzo RA, Tripathy D, Schwenke DC, Banerji M, Bray GA, Buchanan TA, Clement SC, Henry RR, Kitabchi AE, Mudaliar S, Ratner RE, Stentz FB, Musi N, Reaven PD, Gastaldelli A, Study AN. Prediction of diabetes based on baseline metabolic characteristics in individuals at high risk. Diabetes Care 36(11):3607-3612.
(2012) Bradley D, Conte C, Mittendorfer B, Eagon JC, Varela JE, Fabbrini E, Gastaldelli A, Chambers KT, Su X, Okunade A, Patterson BW, Klein S. Gastric bypass and banding equally improve insulin sensitivity and beta cell function. Journal of Clinical Investigation, 122(12), 4667-4674.
(2009) Gastaldelli A, Kozakova M, Hojlund K, Flyvbjerg A, Favuzzi A, Mitrakou A, Balkau B, Risc Investigators. Fatty liver is associated with insulin resistance, risk of coronary heart disease, and early atherosclerosis in a large European population. Hepatology, 49(5), 1537-1544.
(2007) Gastaldelli A, Cusi K, Pettiti M, Hardies J, Miyazaki Y, Berria R, Buzzigoli E, Sironi AM, Cersosimo E, Ferrannini E, DeFronzo RA. Relationship between hepatic/visceral fat and hepatic insulin resistance in nondiabetic and type 2 diabetic subjects. Gastroenterology, 133(2), 496-506.
(2006) Belfort R, Harrison SA, Brown K, Darland C, Finch J, Hardies J, Balas B, Gastaldelli A, Tio F, Pulcini J, Berria R, Ma JZ, Dwivedi S, Havranek R, Fincke C, DeFronzo R, Bannayan GA, Schenker S, Cusi K. A placebo-controlled trial of pioglitazone in subjects with nonalcoholic steatohepatitis. The New England Journal of Medicine, 355(22), 2297-2307.
(2004) Gastaldelli A, Ferrannini E, Miyazaki Y, Matsuda M, DeFronzo RA, San Antonio Metabolism study. Beta-cell dysfunction and glucose intolerance: results from the San Antonio metabolism (SAM) study. Diabetologia, 47(1), 31-39.
(2000) Gastaldelli A, Baldi S, Pettiti M, Toschi E, Camastra S, Natali A, Landau BR, Ferrannini E. Influence of obesity and type 2 diabetes on gluconeogenesis and glucose output in humans: a quantitative study. Diabetes, 49(8), 1367-1373.

Riconoscimenti e premi
Durante la sua carriera universitaria Amalia Gastaldelli riceve numerosi riconoscimenti tra cui oltre 80 letture ad invito in ambito di congressi nazionali e internazionali. Nel 1998, è insignita del premio Glaxo Wellcome/EASD Burden of Diabetes per lo studio della gluconeogenesi e nel 2016 entra nella Top Italian Scientist per le Scienze biomediche. Ha partecipato a molte commissioni scientifiche per l’organizzazione di congressi nazionali ed internazionali e per la selezione di progetti di ricerca (grant) internazionali, ed è membro di diverse società scientifiche internazionali.
È inoltre direttrice scientifica dell’European Chapter dell’American College of Nutrition (ACN), organizzazione professionale nata per promuovere ricerche scientifiche nel campo delle scienze nutrizionali; Presidente del gruppo di studio europeo per la steatosi epatica non alcolica NAFLD-EASD e componente del Comitato direttivo del gruppo EGIR (European Group for the Study of Insulin Resistance).

Simonetta Gentile
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica sperimentale

Parole chiave: fisica sperimentale, fisica particelle, neutrini, nucleoni, bosone di higgs, progetto atlas, cern


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Fisica Sperimentale presso l’Università La Sapienza di Roma

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’Università La Sapienza di Roma nel 1974, riceve un assegno di formazione presso la stessa università dal 1975 al 1981. Nel 1978 consegue il diploma della Scuola di Perfezionamento in Fisica (indirizzo Fisica Nucleare). Dal 1980 al 1982 è Fellow di durata biennale del CERN (European Organization for Nuclear Research) presso la Divisione di Experimental Physics. Nel 1981 è ricercatrice confermata dell’Università La Sapienza di Roma fino al 1988, anno in cui diventa professoressa associata presso l’Università della Calabria. Nel 1992 e nel 1999 torna al CERN come Visiting Scientist mentre dal 2011 è professoressa ordinaria di Fisica Sperimentale de La Sapienza di Roma.

Risultati scientifici
Il settore di ricerca cui si dedica Simonetta Gentile riguarda la Fisica Sperimentale delle Particelle Elementari. Le sue linee di indagine seguono il Modello Standard (la teoria che descrive tre delle quattro forze fondamentali note: le interazioni forteelettromagnetica e debole, e tutte le particelle elementari ad esse collegate) ovvero la Fisica dei neutrini, le funzioni di struttura dei nucleoni, le proprietà dei bosoni intermedi Z e W e la ricerca dei bosoni di Higgs. Attualmente fa parte del progetto ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS), uno dei sei rivelatori di particelle costruiti per il Large Hadron Collider (LHC), l'acceleratore di particelle al CERN, in Svizzera. Simonetta Gentile è anche impegnata nell’attività di ricerca e sviluppo per rivelatori di particelle per futuri acceleratori. Nel corso della sua carriera partecipa a esperimenti mirati a individuare trigger e rivelatori di mesoni mu (muoni, sorta di elettroni pesanti). Collabora con il Fermilab di Batavia (Chicago) nella ricerca di particelle con charm e con la NASA lavora all’AMS, l’Alpha Magnetic Spectrometer, un rivelatore utilizzato nella fisica delle particelle installato dal 19 maggio 2011 sulla Stazione Spaziale Internazionale. È progettato per la ricerca di nuovi tipi di particelle (antimateriamateria oscuramateria strana) tramite la misura ad alta precisione della composizione dei raggi cosmici. Le sue misure aiuteranno gli scienziati a capire le leggi alla base della formazione dell'universo.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni internazionali, tra cui:

(2013) Corcella G, Gentile S. Heavy Neutral Gauge Bosons at LHC in an Extended MSSM. Nuclear Physics B, 866:293-366.
(2012) Gentile S. Z ′ production at LHC in an extended MSSM. Proceedings of Science, 36th International Conference on High Energy Physics, Melbourne, Australia.
(2012) Gentile S. Phenomenology of new heavy neutral gauge bosons in an extended MSSM. Nuovo Cimento C, 035:349-360.
(2012) Aad et al. [ATLAS Collaboration, Authors: 2932]. Observation of a new particle in the search for the Standard Model Higgs boson with the ATLAS detector at the LHC”
G. 
Physics Letters B 716, 1.
(2010) Gentile S. Systematics in charged Higgs search in ATLAS. Proceedings of Science, Third International Workshop on Prospects for charged Higgs Discovery at colliders-CHARGED2010, Uppsala, Sweden.
(2009) Gentile S. ATLAS search for MSSM Higgs bosons decaying into SUSY cascades. ATLAS Collaboration, ATL-PHYS-PUB-2009-079.
(2009) Gentile S. The ATLAS discovery potential for MSSM neutral Higgs bosons decaying into muon, tau. supersymmetric particle pairs. Balkan Physics Letters 16:109-113. Proceedings International Conference on Particle Physics in Memoriam Ergin Arik and Her collegues, Istanbul,Turkey.
(2008) Gentile S. ATLAS MSSM Higgs search in SUSY cascade. Proceedings of Science, Prospects for Charged Higgs Discovery at Collider, Uppsala, Sweden.
(2008) Fidecaro M, Gentile S. Il tassello mancante - la particella di Higgs. Giornale di Fisica, 49(2).
(2008) Gentile S. Detect MSSM neutral Higgs bosons at LHC. Proceedings Les Rencontres de physique de La Valle d'Aoste, La Thuile, 497-518.
(2007) Gentile S, Bilokon H, Chiarella V, Nicoletti G. The ATLAS discovery potential for MSSM neutral Higgs bosons decaying to a mu+mu- pair in the mass range up to 130 GeV. The European Physical Journal C, 229-245.

Raffaella Giavazzi
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: farmacologia, biologia dei tumori, ricerca traslazionale

Parole chiave: cancro, farmaci antitumorali, tumore ovarico, metastasi tumorali, angiogenesi


Funzione/Ruolo
Dirigente del Laboratorio di Biologia e Terapia delle Metastasi Tumorali dell’IRCCS Mario Negri

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche all’Università degli studi di Milano nel 1979, Raffaella Giavazzi ottiene l’abilitazione all’esercizio della professione di biologa. Prosegue gli studi con un dottorato di ricerca in Biologia e Farmacologia, presso la Post-graduate School of Professional Education all’Istituto Mario Negri, e la specialità in Farmacologia all’Università degli studi di Milano. Dopo diverse esperienze all’estero, sia come ricercatrice al Cancer Metastasis and Treatment Laboratory del National Cancer Institute, in Maryland, sia come assistente alla docenza universitaria al Department of Cell Biology dell’M.D. Anderson Hospital and Tumor Institute, Università del Texas, ritorna in Italia. Dal 1986 è a capo del Laboratorio di Biologia e Terapia delle Metastasi Tumorali dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Dal 2005 al 2007 è Presidente della Società Italiana di Cancerologia e dal 2008 al 2012 è componente del Comitato Esecutivo dell’Associazione Europea per la Ricerca sul Cancro. Dallo stesso anno fa parte del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Trento.

Risultati scientifici
Raffaella Giavazzi ha sempre coltivato l’interesse scientifico per la biologia e farmacologia dei tumori. Nello specifico, si occupa dello studio del processo di creazione delle metastasi tumorali e dell’angiogenesi (moltiplicazione dei vasi sanguigni). Assieme al suo team del laboratorio di biologia e terapia delle metastasi, si occupa di valutazione pre-clinica e sperimentazione clinica di nuovi farmaci antitumorali, con particolare attenzione verso terapie per il carcinoma ovarico e il carcinoma pancreatico.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 200 pubblicazioni, tra cui:

(2016) Cesca M, Morosi L, Berndt A, Fuso Nerini I, Frapolli R, Richter P, Decio A, Dirsch O, Micotti E, Giordano S, D’Incalci M, Davoli E, Zucchetti M, Giavazzi R. Bevacizumab-induced inhibition of angiogenesis promotes a more homogeneous intratumoral distribution of paclitaxel, improving the antitumor response. Molecular Cancer Therapeutics, 15(1):125-35.
(2014) Ricci R, Bizzaro F, Cesca M, Guffanti F, Ganzinelli M, Decio A, Ghilardi C, Perego P, Fruscio R, Buda A, Milani R, Ostano P, Chiorino G, Bani MR, Damia G, Giavazzi R. A platform of patient-derived tumor xenografts (EOC-xenografts) to recapitulate the clinicopathology and genetic alterations of ovarian cancer. Cancer Research, 74(23):6980-90.
(2013) Rovida A, Castiglioni V, Decio A, Scarlato V, Scanziani E, Giavazzi R, Cesca M. Chemotherapy counteracts metastatic dissemination induced by antiangiogenic treatment in mice. Molecular Cancer Therapeutics, 12(10):2237-47.
(2012) Moschetta M, Pretto F, Berndt A, Galler K, Richter P, Bassi A, Oliva P, Micotti E, Valbusa G, Schwager K, Kaspar M, Trachsel E, Kosmehl H, Bani MR, Neri D, Giavazzi R. Paclitaxel enhances the therapeutic efficacy of the F8-IL2 immunocytokine to EDA-fibronectin positive metastatic human melanoma xenografts. Cancer Research, 72(7):1814-24.
(2007) Giavazzi R, Bani MR, Taraboletti G. Tumor-host interaction in the optimization of paclitaxel based combination therapies with vascular targeting compounds. Cancer Metastasis Reviews, 26:481-88.
(2005) Rybak JN, Ettorre A, Kaissling B, Giavazzi R, Neri D, Elia G. In vivo protein biotinylation for identification of organ-specific antigens accessible from the vasculature. Nature Methods, 2(4):291-98.
(2003) Belotti D, Paganoni P, Manenti L, Garofalo A, Marchini S, Taraboletti G, Giavazzi R. Matrix Metalloproteinases (MMP9 and MMP2) Induce the Release of Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF) by Ovarian Carcinoma Cells: Implications for Acites Formation. Cancer Research, 63:5224-29.
(1998) Valoti G, Nicoletti MI, Pellegrino A, Jimeno J, Hendriks H, D’Incalci M, Faircloth G, Giavazzi R. Ecteinascidin-743 (ET-743), a new marine natural product with potent antitumor activity on human ovarian carcinoma xenografts. Clinical Cancer Research, 4:1977-1983.
(1995) Taraboletti G, Garofalo A, Belotti D, Drudis T, Borsotti P, Scanziani E, Brown PD, Giavazzi R. Inhibition of angiogenesis and murine hemangioma growth by Batimastat, a synthetic inhibitor of matrix metalloproteinases. Journal of the National Cancer Instistute, 87:293-298.
(1993) Giavazzi R, Foppolo M, Dossi R, Remuzzi A. Rolling and adhesion of human tumor cells on vascular endothelium under physiological flow conditions. The Journal of Clinical Investigation, 92:3038-3044.

Riconoscimenti e premi
Raffaella Giavazzi ottiene nel 1981 il premio “Fellowship for Advanced Professional Training” dal Ministero italiano del Lavoro e dalla Comunità Economica Europea. Nel 2003 vince il premio dalla “Lega Italiana per la lotta contro i tumori” per la carriera di ricerca. Inoltre nel 2012 riceve il riconoscimento “Giorgio Prodi” dalla Società Italiana di Cancerologia.

Maria Rita Gismondo
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: microbiologia

Parole chiave: bioterrorismo, bioemergenze, migranti, infezioni, ebola, pandemie, antrace, microbiologia, virologia


Funzione/Ruolo
Direttrice del laboratorio di Microbiologica clinica, Virologia e Bio-emergenza dell’Ospedale Sacco di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Catania nel 1976, prosegue la sua formazione specializzandosi in Microbiologia clinica e Virologia nel 1979. Nel 1984 consegue una seconda laurea in Medicina e Chirurgia presso la medesima università siciliana. Dal 1976 al 1981 fa parte dell’Istituto di Microbiologia dell’Università di Milano. Nel 1982 è interna in Microbiologia clinica presso il London Hospital e in Microbiologia orale presso l’Hospital Medical School For Dentistry di Londra. Nell’86 è interna in Microbiologia all’Università del Tennessee. Dal 1991 ad oggi è professoressa associata in Microbiologia clinica presso l’Università degli Studi di Milano. È a capo di numerosi gruppi di ricerca che si occupano di bioterorrismo, della SARS, di Ebola e di emergenze infettive. È inoltre componente della commissione nazionale sull’Aids dal 2007. Dal 2014 ad oggi è responsabile del laboratorio di Microbiologica clinica, Virologia e Bioemergenza dell’Ospedale Sacco di Milano.

Risultati scientifici
Nell’ambito dell’UOC (Unità operativa complessa) Microbiologia Clinica e Virologia , Maria Rita Gismondo ha implementato il settore “bioemergenza” composto da un laboratorio BSL3 (Bio safety level 3) ed un laboratorio BSL4 (uno dei due esistenti in Italia) dedicati alle gravi crisi sanitarie. Gismondo ha riunito intorno a sé un gruppo di ricerca e operativo con l’obiettivo di fornire una risposta rapida alle emergenze infettive, sia di origine naturale (pandemie), che volontarie (bioterrorismo). Il laboratorio da lei diretto è oggi il punto di riferimento per la diagnostica di malattie tropicali, per i rischi da antrace e per quelli legati ad altri elementi potenzialmente infettivi.

Attività editoriali e pubblicazioni
Maria Rita Gismondo è editrice associata di numerose riviste scientifiche, oltre che autrice di numerosi articoli, tra cui:

(2016) Rimoldi SG, De Vecchi E, Pagani C, Antona C, Gismondo MR. Use of Dithiothreitol to Dislodge Bacteria From the Biofilm on an Aortic Valve in the Operating Theatre: A Case of Infective Endocarditis Caused by Staphylococcus aureus and Proteus mirabilis. The Annals of thoracic surgery, 102(4):e357-9.
(2016) Rossotti R, Borghi V, Callegaro AP, Rusconi S, Gismondo MR. Impact of Circulating Resistance-Associated Mutations on HIV Pre-Exposure Prophylaxis (PrEP) efficacy: Modeling from Antiretroviral Resistance Cohort Analysis (ARCA) National Database. Journal of clinical virology: the official publication of the Pan American Society for Clinical Virology.
(2016) Cagnoni G, Rimoldi SG, Pagani C, Gismondo MR. Can Drainage Using a Negative-Pressure Wound Therapy Device Replace Traditional Sample Collection Methods?. Surgical Infections, 17(5):577-82.
(2016) Caruso I, Santandrea S, Gismondo MR, Sarzi Puttini P. Vaccination with endosomal unknown epitopes produces therapeutic response in rheumatoid arthritis patients and modulates adjuvant arthritis of rats. Journal of Translational Medicine, 14:162.
(2015) Ridolfo AL, Sara Giordana Rimoldi SG, Pagani C, Gismondo MR. Diffusion and transmission of carbapenem-resistant Klebsiella pneumoniae in the medical and surgical wards of a university hospital in Milan, Italy. Journal of Infection and Public Health, 9(1):24-33.
(2015) D'Alessandro S, Corbett Y, Ilboudo DP, Parapini S, Gismondo MR. Salinomycin and Other Ionophores as a New Class of Antimalarial Drugs with Transmission-Blocking Activity. Antimicrobial Agents and Chemotherapy, 59(9):5135-44.
(2015) Vocale C, Rimoldi SG, Pagani C, Sambri V, Gismondo MR. Comparative evaluation of the new xTAG GPP multiplex assay in the laboratory diagnosis of acute gastroenteritis. Clinical assessment and potential application from a multicentre Italian study. International Journal of Infectious Diseases, 34:33-7.
(2014) Perrone V, Cattaneo D, Radice S, Clementi E, Gismondo MR. Impact of therapeutic drug monitoring of antiretroviral drugs in routine clinical management of patients infected with human immunodeficiency virus and related health care costs: A real-life study in a large cohort of patients. ClinicoEconomics and Outcomes Research, 6:341-8.
(2013) Tau P, Mancon A, Mileto D, Rusconi S, Gismondo MR. Favorable Therapeutic Response with an Antiretroviral Salvage Regimen in an HIV-1-Positive Subject Infected with a CRF11-cpx Virus. AIDS research and human retroviruses, 30(5):480-3.
(2013) de Luca A, Dunn D, Zazzi M, Sloot, PM, Gismondo MR. Declining Prevalence of HIV-1 Drug Resistance in Antiretroviral Treatment-exposed Individuals in Western Europe. The Journal of Infectious Diseases, 207(8):1216-20.

Riconoscimenti e premi
Nel 2005 riceve l’Ambrogino d’Oro in qualità di direttrice del Laboratorio di Microbiologia Clinica del Polo Universitario Azienda Ospedaliera “L. Sacco” di Milano. Nel 2007 è stata insignita del Woman of Achievement 2007. Nel 2009, le è stato conferito il Premio “Rosa Camuna” da parte della Regione Lombardia. E’ stata inoltre nominata rappresentante del Ministero dell’Università nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Smith Kline. In memoria del collega microbiologo norvegese Tom Bergan, ha fondato il Centro Studi Tom Bergan, impegnato nella promozione di iniziative culturali scientifiche, tra cui “Donna in Salute” e lo “Sportello Unico per gli anziani”. Nel 2005 ha creato la “Fondazione Donna a Milano Onlus” di cui è presidente.

Monica Gori
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: psicologia sperimentale

Parole chiave: disabilità visive, sistema sensoriale, abbi, wedraw, braccialetto, apprendimento, bambini, percezione, percezione visiva, sistema motorio, riabilitazione, ipovisione, bambini ipovedenti


Funzione/Ruolo
Team leader U-Vip Unit dell’Istituto Italiano di Tecnologia (ITT) di Genova, coordinatrice dei progetti europei ABBI e WeDraw

Percorso professionale
Dopo la laurea in Psicologia all’Università di Firenze nel 2004, prosegue la sua formazione all’interno del VisionLab del CNR di Pisa. Nel 2008 dedica un anno alla ricerca presso il laboratorio VisionScience di Berkeley in California e, l’anno successivo, consegue il dottorato di ricerca in Tecnologie Umanoidi presso l’Istituto Italiano di Tecnologie dell’Università di Genova. Attualmente Monica Gori è team leader dell’Unità per le persone con disabilità visive (U-Vip Unit) dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

Risultati scientifici
Monica Gori si occupa di sviluppo, integrazione multisensoriale, percezione sensoriale-motoria e disabilità visiva. Attraverso la sua ricerca studia come le capacità di percezione uni sensoriale e multi sensoriale interagiscono durante lo sviluppo dei bambini con e senza disabilità. L'obiettivo dello studio è quello di sfruttare questa conoscenza per comprendere meglio la funzionalità cerebrale, creare nuovi programmi di riabilitazione e sviluppare nuovi dispositivi meccatronici (che uniscono meccanica, elettronica e informatica) per aumentare le capacità senso-motorie dei bambini con disabilità sensoriali. Dal febbraio 2014 è coordinatrice del progetto europeo ABBI, il cui scopo è proprio lo sviluppo di una nuova tecnologia basata sulla riabilitazione senso-motoria per i non vedenti. Nello specifico ABBI (Audio Bracelet for Blind Interactions) prevede sia la realizzazione tecnica di un dispositivo sonoro non invasivo che stimoli la percezione spaziale dei ciechi, sia la verifica della sua efficacia su un campione di circa 150 bambini e adolescenti non vedenti. Il progetto prevede lo studio e la realizzazione di un dispositivo sonoro indossabile, simile a un braccialetto, utile anche per creare reti sonore da dislocare negli ambienti in cui i non vedenti vivono, permettendo così che l’udito, e non la vista, crei una mappa spaziale nella quale la persona potrà muoversi.

Attività editoriali e pubblicazioni
Monica Gori è autrice di capitoli di libri e di numerosi articoli scientifici su riviste internazionali, tra cui:

(2016) Cappagli G, Gori M. Auditory spatial localization: Developmental delay in children with visual impairments. Research in Developmental Disabilities, 53-54:391-8.
(2016) Tonelli A, Brayda L, Gori M. Depth echolocation learnt by novice sighted people. PLoS ONE, 11(6):e0156654.
(2016) Vercillo T, Burr D, Gori M. Early visual deprivation severely compromises the auditory sense of space in congenitally blind children. Developmental Psychology, 52(6):847-53.
(2015) Finocchietti S, Cappagli G, Porquis LB, [...], Cocchi E, Gori M. Evaluation of the Audio Bracelet for Blind Interaction for improving mobility and spatial cognition in early blind children - A pilot study. Proceedings of the Annual International Conference of the IEEE Engineering in Medicine and Biology Society, EMBS.
(2015) Magnusson C, Rydeman B, Finocchietti S, [...], Baud-Bovy G, Gori M. Co-located games created by children with visual impairments. MobileHCI 2015, Proceedings of the 17th International Conference on Human-Computer Interaction with Mobile Devices and Services Adjunct.
(2015) Tinelli F, Anobile G, Gori M, [...], Cioni G, Concetta Morrone M. Time, number and attention in very low birth weight children. Neuropsychologia, 73:60-9.
(2015) Vercillo T, Gori M. Attention to sound improves auditory reliability in audio-tactile spatial optimal integration. Frontiers in Integrative Neuroscience, 9:34.
(2015) Gori M. Multisensory integration and calibration in children and adults with and without sensory and motor disabilities. Multisensory Research, 28(1-2):71-99.
(2015) Gori M, Hanganu-Opatz IL. Introduction to the special issue on multisensory development and plasticity. Multisensory Research, 28, 1-2, 31-32.
(2015) Vercillo T, Burr D, Sandini G, Gori M. Children do not recalibrate motor-sensory temporal order after exposure to delayed sensory feedback. Developmental Science, 18(5):703-712.

Riconoscimenti e premi
Il suo articolo Young children do not integrate visual and haptic form information è stato inserito nella F1000 (Gori et al. Curr Biol, 2008) e nel 2012 vince il premio TR35 per giovani innovatori. Nel 2016 viene premiata per il progetto WeDraw, due anni prima per il progetto ABBI, entrambi da lei coordinati.

Maria Luisa Gorno Tempini
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neurologia comportamentale

Parole chiave: afasia, malattie neuro degenerative, linguaggio, lettura, sintassi, disturbi dell’apprendimento, neuroscienze, dislessia, alzheimer, demenza frontotemporale, afasia progressiva


Funzione/Ruolo
Professoressa di Neurologia presso l’Università della California, San Francisco

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Brescia nel 1993, prosegue gli studi attraverso un tirocinio formativo in neurologia all’Università di Modena e Reggio Emilia. Successivamente, consegue un dottorato di ricerca in Neuroscienze all’University College di Londra e si specializza in Neurologia comportamentale al UCSF Memory and Aging Center di San Francisco. Negli ultimi dieci anni Maria Luisa Gorno Tempini oltre a insegnare neurologia a San Francisco, si è impegnata nello studio delle malattie neurodegenerative, in particolare della demenza frontotemporale e dell’afasia primaria progressiva (PPA), anche attraverso l’utilizzo di tecniche di neuroimaging e di neuropsicologia del linguaggio.

Risultati scientifici
Dal 2004 Maria Luisa Gorno Tempini dirige un progetto di ricerca sulla afasia primaria progressiva che ha raggiunto obiettivi importanti, tra cui la scoperta e relativa descrizione di una terza variante clinica della malattia, chiamata "Logopenic", caratterizzata dal deterioramento della capacità di recupero dei vocaboli. Attraverso collaborazioni internazionali da lei coordinate è stato possibile sviluppare nuovi criteri clinici per il trattamento della malattia. Maria Luisa Gorno Tempini ha inoltre applicato le tecniche di neuroimaging ai pazienti afasici e attraverso questa tecnica condotta negli ultimi anni è giunta a importanti scoperte riguardanti la base neuronale delle funzioni linguistiche specifiche, come la produzione vocale, la lettura e l’uso della sintassi. Applica la sua competenza nell’utilizzo dei metodi di neuroimaging anche nello studio della dislessia, infatti scopre che attraverso tecniche quali la risonanza magnetica è possibile non solo individuare e riconosce un DSA (disturbo specifico dell’apprendimento), ma anche scoprire quali altre capacità si nascondono all’interno del cervello del paziente utili ad aiutarlo nel valorizzare i propri talenti e di conseguenza supportarlo nel tentativo di sopperire a eventuali mancanze cognitive, in modo da garantirgli una qualità della vita nettamente superiore rispetto al passato.

Attività editoriali e pubblicazioni
E’ autrice di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali tra cui:

(2016) Mandelli ML, Vilaplana E, Brown JA, Hubbard HI, Binney RJ, Attygalle S, Santos-Santos MA, Miller ZA, Pakvasa M, Henry ML, et al. Healthy brain connectivity predicts atrophy progression in non-fluent variant of primary progressive aphasia. Brain, 139(Pt 10):2778-2791.
(2016) Binney RJ, Henry ML, Babiak M, Pressman PS, Santos-Santos MA, Narvid J, Mandelli ML, Strain PJ, Miller BL, Rankin KP, et al. Reading words and other people: A comparison of exception word, familiar face and affect processing in the left and right temporal variants of primary progressive aphasia. Cortex, 82:147-63.
(2016) Ossenkoppele R, Schonhaut DR, Schöll M, Lockhart SN, Ayakta N, Baker SL, O'Neil JP, Janabi M, Lazaris A, Cantwell A, Vogel J, Santos M, Miller ZA, Bettcher BM, Vossel KA, Kramer JH, Gorno-Tempini ML, Miller BL, Jagust WJ, Rabinovici GD. Tau PET patterns mirror clinical and neuroanatomical variability in Alzheimer's disease. Brain, 139(Pt 5):1551-67.
(2016) Papinutto N, Galantucci S, Luisa Mandelli M, Gesierich B, Jovicich J, Caverzasi E, Henry RG, Seeley WW, Miller BL, Shapiro KA, Gorno-Tempini ML. Structural connectivity of the human anterior temporal lobe: A diffusion magnetic resonance imaging study. Human Brain Mapping, 37(6):2210-22.
(2016) Henry ML, Wilson SM, Babiak MC, Mandelli ML, Beeson PM, Miller ZA, Gorno-Tempini ML. Phonological Processing in Primary Progressive Aphasia. Journal of Cognitive Neuroscience, 28(2):210-22.
(2016) Papinutto N, Galantucci S, Luisa Mandelli M, Gesierich B, Jovicich J, Caverzasi E, Henry RG, Seeley WW, Miller BL, Shapiro KA, Gorno-Tempini ML. Structural connectivity of the human anterior temporal lobe: A diffusion magnetic resonance imaging study. Human Brain Mapping, 37(6):2210-22.
(2014) Mandelli ML, Caverzasi E, Binney R, Henry M, Lobach I, Amirbekian B, Block N, Dronkers N, Miller B, Henry R, Gorno-Tempini ML. Frontal white matter tracts sustaining speech production in primary progressive aphasia. Journal of Neuroscience, 34(29):9754-67.
(2013) Miller ZA, Mandelli ML, Rankin KP, Henry M, Babiak M, Frazier D, Lobach IV, Bettcher B, Wu T, Graff-Radford NR, Miller BL, Gorno-Tempini ML. Handedness and language learning disabilities differentially distribute in Progressive aphasia variants. Brain, 136(Pt 11):3461-73.
(2011) Gorno-Tempini ML, Hillis AE, Weintraub S, Kertesz A, Mendez M, Cappa SF, Ogar JM, Rohrer JD, Black S, Boeve BF, Manes F, Dronkers NF, Vandenberghe R, Rascovsky K, Patterson K, Miller BL, Knopman DS, Hodges JR, Mesulam MM, Grossman M. Classification of Primary Progressive Aphasia and its Variants. Neurology, 76(11):1006-14.
(2011) Wilson SM, Galantucci S, Tartaglia MC, Rising K, Patterson DK, Henry ML, Ogar JM, DeLeon J, Miller BL, Gorno-Tempini ML. Syntactic processing depends on dorsal language tracts. Neuron, 72(2):397-403.

Emanuela Guidoboni
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: sismologia storica

Parole chiave: terremoti, maremoti, eventi estremi, vulcani, sistemi antisismici, clima, storia, archeologia, eedis, disastri sismici


Funzione/Ruolo
Coordinatrice delle attività multidisciplinari del Centro euro-mediterraneo di documentazione Eventi Estremi e Disastri

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Storia all’Università di Bologna, da trenta anni sviluppa ricerche sui terremoti, i maremoti e le eruzioni vulcaniche riguardanti l’Italia e l’area mediterranea, con un’attenzione specifica alle Scienze della Terra e all’Ingegneria. Emanuela Guidoboni svolge la sua attività di ricerca come responsabile di progetti nazionali e come studiosa. Dal 1983 al 2007 è Presidente e responsabile scientifica della società di ricerca SGA, Storia Geofisica Ambiente di Bologna. Dal 2007 al 2011, è dirigente di ricerca di ruolo all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Dal 2012 coordina le attività multidisciplinari di EEDIS, il “Centro euro-mediterraneo di documentazione Eventi estremi e disastri”, finalizzate sia alla divulgazione scientifica, sia a nuove ricerche.

Risultati scientifici
Dal 1983 al 1987, nell’ambito degli studi per il Piano Energetico Nazionale, dirige per SGA le ricerche storiche finalizzate allo studio di oltre 1.700 terremoti dal mondo antico al XX secolo, predisponendo i programmi di ricerca e le elaborazioni finali, gestite da una banca dati specifica (la prima in Italia). Dal 1987 al 1990 per ENEA dirige il progetto nazionale GIANO, con l’obiettivo di studiare eventi estremi climatici (piovosità, siccità, alluvioni e frane) per delineare una storia del clima in Italia dal secolo XI al XIX. Le fonti storiche relative al XVIII e XIX secolo sono state utilizzate per il progetto AVI (Aree Vulnerate Italiane) dell’IRPI–CNR, disponibili in rete, insieme ai dati inseriti nella banca dati dell’ISPRA sulle frane storiche. Dal 1987 al 2005 dirige per l’ING, poi INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) i progetti nazionali per le ricerche storiche finalizzate alla banca dati del Catalogo dei Forti Terremoti in Italia dal mondo antico al XX secolo. In questo ambito ha sviluppato numerose ricerche specifiche sulla valutazione dei parametri connessi a cluster di terremoti altamente distruttivi, sui caratteri dell’edilizia storica, sui sistemi antisismici pre-moderni e sulle ricostruzioni dal punto di vista della storia sociale, economica e dell’urbanistica.

Attività editoriali e pubblicazioni
Emanuela Guidoboni è autrice di numerose pubblicazioni, tra cui:

(2016) Guidoboni E. Erdbeben und Seebeben im antiken Mittelmeerraum. Gründe für einen Dialog zwischen Seismologie und Geschichte. Erdbeben in der Antike, Deutungen – Folgen – Repräsentationen, herausgegeben von Borsch J & Carrara L, Mohr Siebec, Tubingen Univ,15- 26. 
 (2016) Guidoboni E. Effetti, rimedi e propagazione dei terremoti: Nota su un trattato (1571) e una dissertazione (1669). Storia dell’Ingegneria, a cura di S. D’Agostino, Sesto convegno Nazionale di Storia dell’Ingegneria, Napoli, 321-337.
(2015) Guidoboni E, Valensise G. On the complexity of earthquake sequences: a historical seismology perspective based on the L'Aquila seismicity (Abruzzo, Central Italy). 1315-1915. Earthquakes and Structures, 8(1):153-184. (2015) Dalai M, Guidoboni E (a cura di). La tutela alla prova dei terremoti. Il patrimonio storico e artistico fra restauri, ricostruzioni e perdite. Numero monografico di “Economia della cultura”, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, 3, 4. 
 (2015) Guidoboni E. Terremoti e Città in una prospettiva di lungo periodo. Economia della cultura, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, n.3-4, 284-294. 
 (2015) Guidoboni E. Che cosa è il Catalogo dei Forti Terremoti in Italia. Economia della cultura, Il Mulino, Bologna, anno XXIV, 3,4: 421-428.
(2015) Guidoboni E. When Towns Collapse: Images of Earthquakes, Floods, and Eruptions in Italy in the Fifteenth to Nineteenth Centuries. Wounded Cities: The Representation of Urban Disasters in European Art (XIV–XX Centuries), edited by M.Folin and M.Preti, Chap.2, Koninklijke Brill, NY– Leiden: 33-56. 
 (2015) Guidoboni E, Terremoti e Storia trenta anni dopo. Quaderni Storici, numero monografico “Storia Applicata”, (a cura di) Torre A, 3, 753-784. 
 (2015) Guidoboni E, Comastri A. The earthquakes of Aleppo and the region of “deadcities” (Syria) 7th–15th century. The Dead Cities of Northen Syria and their Demise , T. Riis editor, Publications of the Danish Institute of Damascus, X: 61-110. 


È inoltre autrice di libri e monografie fra cui:

Guidoboni E, Mulargia F, Teti V, (a cura di), Prevedibile / Imprevedibile. Eventi estremi nel prossimo futuro, editore Rubbettino, 2015, pp. 358.
Guidoboni E, Ciuccarelli C, Mariotti D, Comastri A, Bianchi MG, L’Etna nella Storia. Catalogo delle eruzioni dall’antichità alla fine del XVII secolo, INGV, Bononia University Press, Bologna, 2014, pp. 1152.
Guidoboni E e Valensise G (a cura di), L’Italia dei disastri. Dati e riflessioni sugli impatti degli eventi naturali (1861-2013). Centro EEDIS-INGV, Bononia University Press, Bologna, 2014, pp. 432.

Riconoscimenti e premi
Nel 2004 viene nominata componente dell’Academia Europaea per l’approccio multidisciplinare alla pericolosità sismica e vulcanica e nel 2009 pubblica il primo manuale di sismologia storica con John Ebel: Earthquakes and Tsunamis in the Past. A Guide to Techniques in Historical Seismology (Cambridge).
Nel 2016 vince il primo Premio Maiella per la Saggistica.

Paola Inverardi
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Area STEM: Informatica

Competenze: informatica

Parole chiave: ingegneria software, architettura software, informatica, rettrice


Funzione/Ruolo
Rettrice dell’Università de L’Aquila

Percorso professionale
Nel 1981 consegue la Laurea in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa. Nello stesso anno entra a far parte della Olivetti con il ruolo di ricercatrice che mantiene anche durante il decennio 1984-1994 presso il CRN di Pisa. Nel 1994 consegue la docenza ordinaria di informatica all’Università dell’Aquila, dove successivamente ricopre diversi ruoli di prestigio nella governance universitaria: dal 1994 al 2000 è Presidente del corso di Laurea di Informatica e successivamente Direttrice del Dipartimento di Informatica. Nel 2008 diventa Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della stessa università. Dal luglio 2012 al settembre 2013 dirige il Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica (DISIM). Paola Inverardi nell’anno accademico 2013/2014 viene eletta Rettrice dell’Università dell’Aquila, carica che manterrà fino al 31 ottobre 2019.

Risultati scientifici
I suoi interessi principali riguardano l’ingegneria del software, con particolare attenzione all’area delle architetture software, che includono, oltre all’organizzazione della struttura del sistema stesso, le modalità con cui le diverse parti si integrano e interagiscono a formare un tutt’uno. In tale ambito si è occupata di analisi e verifica di proprietà architetturali sia comportamentali che quantitative per sistemi basati su componenti, distribuiti e mobili. È inoltre attivamente impegnata nella collaborazione con importanti industrie del settore delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni. Svolge regolarmente l’attività di revisora per agenzie internazionali della ricerca e università estere e per la Commissione Europea.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali fra cui:

(2011) Cortellessa V, Di Marco A, Inverardi P. Model-Based Software Performance Analysis. Springer 2011, isbn 978-3-642-13620-7.
(2009) Pelliccione P, Inverardi P, Muccini H. CHARMY: A Framework for Designing and Verifying Architectural Specifications. IEEE Transactions on Software Engineering, 35(3):325-346.
(2004) Balsamo S, Di Marco A, Inverardi P, Simeoni M, Model-Based Performance Prediction in Software Development: A Survey. IEEE Transactions on Software Engineering, 30(5):295-310.
(2004) Muccini H, Bertolino A, Inverardi P, Using Software Architecture for Code Testing. IEEE Transactions on Software Engineering, 30(3):160-171.
(2003) Inverardi P, Tivoli M, Deadlock-free software architectures for COM/DCOM Applications. Journal of Systems and Software, 65(3):173-183.
(2001) F Aquilani, S Balsamo, P Inverardi: Performance analysis at the software architectural design level. Performance Evaluation, 45(2):147-178.
(2000) Inverardi P, Wolf AL, Yankelevich D, Static checking of system behaviors using derived component assumptions. ACM Transactions on Software Engineering and Methodology, 9 (3), 239-272.
(1995) Inverardi P, Nesi M, Deciding observational congruence of finite-state CCS expressions by rewriting Theoretical Computer. Science, 139(1):315-354.
(1995) Inverardi P, Wolf AL, Formal specification and analysis of software architectures using the chemical abstract machine model. IEEE transactions on Software Engineering, 21(4):373-386.
(1993) Inverardi P, Mazzanti F, Experimenting with Dynamic Linking with Ada. Software: Practice and Experience, 23(1):1-14.

Riconoscimenti e premi
A maggio 2011 ha ricevuto un dottorato onorario dalla Mälardalen University in Svezia; nel 2013, il IEEE TCSE Distinguished Service Award “for outstanding and sustained contributions to software engineering community”. Inoltre Paola Inverardi è componente di ACM Europe Council e di Academia Europaea.

Caterina La Porta
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biologia cellulare e molecolare, biologia dei sistemi, analisi computazionale, biofisica

Parole chiave: tumori, malattie neurodegenerative, cellule staminali tumorali


Funzione/Ruolo
Professoressa associata dell’Università degli Studi di Milano, Group Leader del Laboratorio di Oncologia Molecolare Università di Milano e Centro per la Complessità e Biosistemi, Università degli Studi di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea nel 1989 all’Università degli Studi di Milano, prosegue la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in Fisiologia nel 1995 presso la stessa università. Tra il 1990 e il 1991 lavora un anno all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, e da qui parte per frequentare nove mesi il Karolinska Institutet, università medica svedese. Dal 1993 al 1994 continua la sua formazione e le sue ricerche nel German Cancer Research Center (DKFZ) di Heidelberg. Nel 1995 passa cinque mesi alla Rockefeller University (NY, USA). Dal 1994 al 1997 fa parte dell’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Rientra poi all’Università degli Studi di Milano dove svolge le sue ricerche tra il 1997 e il 2001. Dal 2002 è Tenured Research professor e nel 2016 è professoressa associata di Patologia Generale, sempre nell’Università degli Studi di Milano.

Risultati scientifici
Nel 2015 fonda il Center for Complexity & Biosystems nell’Università degli Studi di Milano; all’interno del centro di ricerca e del laboratorio OncoLab, Caterina La Porta e colleghi studiano i meccanismi fondamentali che portano una cellula sana a diventare una cellula tumorale. Nello specifico caso del melanoma, tumore molto aggressivo e difficilmente curabile, la ricerca ha condotto all’identificazione di una sottopopolazione cellulare chiamata cellule staminali tumorali (CSC). Secondo i risultati della ricerca dell’équipe di La Porta, tutte le cellule tumorali di melanoma si possono trasformare in cellule staminali tumorali (CSC) quando il numero di CSC scende al di sotto di una soglia critica, effetto dell’attivazione di una rete complessa di piccole molecole di RNA non codificante. Ne risulta che la frazione di cellule staminali tumorali all’interno del tumore si mantiene costante. Grazie a questa identificazione potrebbe cambiare l’approccio terapeutico nei confronti del tumore eliminando in modo selettivo le cellule staminali tumorali che alimentano il tumore. Obiettivo della ricerca di Caterina La Porta è ora quello di indagare se il modello CSC è il modello corretto per la progressione del melanoma con un approccio multidisciplinare (biologia del cancro, fisica teorica e studi clinici) e di indagare se questo può diventare un modello universale, da utilizzare per fini diagnostici in vari tumori. L’obiettivo a lungo termine resta comprendere il problema dei sistemi biologici altamente complessi e integrati del corpo umano. Un’altra linea di ricerca riguarda lo studio delle patologie neurodegenerative, in particolare la comprensione dell’aggregazione di proteine quali beta amiloide e neuroserpina e lo sviluppo di innovative tecniche diagnostiche.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Chepizhko O, Giampietro C, Mastrapasqua E, […] La Porta CAM. Bursts of activity collective cell migration. Proceedings of the National Academy of Sciences, 113(41):11408–11413.
(2016) Costantini G, Budrikis Z, Taloni A, […] La Porta CAM. Fluctuation in protein aggregation: design of preclinical screening for early diagnosis of neurodegenerative disease. Physical Review Applied, 6, 034012
(2015) Bertalan Z, Budrikis Z, La Porta CAM, Zapperi S. Role of the Number of Microtubules in Chromosome Segregation during Cell Division. PLoS One, 10(10):e0141305.
(2014) Budrikis Z, Costantini G, La Porta CAM & Stefano Zapperi. Protein accumulation in the endoplasmic reticulum as a non-equilibrium phase transition. Nature Communication, 5, 3620.
(2014) Taloni A, Alemi AA, Sethna JP, Zapperi S, La Porta CAM. Mechanical Properties of Growing Melanocytic Nevi and the Progression to Melanoma. PLoS One 9(4): e94229.
(2014) Bertalan Z, La Porta CAM, Maiato H, Zapperi S. Conformational mechanism for the stability of microtubule-kinetochore attachments. Biophysical Journal, 107(2):289-300.
(2013) Baraldi MM, Alemi AA, Sethna JP, Caracciolo S, La Porta CAM, Zapperi S. Growth and form of melanoma cell colonies. Journal of Statistical Mechanics, P02032.
(2012) La Porta CAM, Zapperi S. Human breast and melanoma cancer stem cells biomarkers. Cancer Letters, 10;338(1):69-73.
(2012) La Porta CAM. CXCR6: the role of environment in tumor progression. Challenges for therapy. Stem Cell Review, 8(4):1282-5.
(2012) La Porta CAM, Zapperi S, Sethna JP. Senescence cells in growing tumors: population dynamics in cancer stem cells. PLoS Computational Biology, 8(1):e1002316.

Riconoscimenti e premi
Viene selezionata da Faculty of 1000 Biology per un articolo pubblicato su PLoS One nel 2009. È nominata per il premio Genomic Pioneers del 2008. Caterina La Porta fa parte inoltre di numerose società scientifiche nazionali e internazionali, come la (International) Metastasis Research Society, la International Angiogenesis Association, l’American Association for Cancer Research (AACR), l’International Society for stem cell research (ISSCR) e l’American Physical Society e Complex System Society.

Cecilia Laschi
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Area STEM: Informatica

Competenze: biorobotica

Parole chiave: robot, robot morbidi, progetto octopus, robot umanoidi, personal robot, i-droid, bioingegneria del neuro sviluppo


Funzione/Ruolo
Professoressa dell’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna di Pisa, Delegata del Rettore alla ricerca e ai rapporti con il territorio

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Informatica presso l’Università di Pisa nel 1993, prosegue la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in Robotica all’Università di Genova nel 1998. Dall’anno successivo è assegnista di ricerca alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Dal 2000 al 2006 è ricercatrice in Biorobotica alla Scuola Superiore Sant'Anna, e durante questo periodo (dal 2001 al 2002) è anche visiting researcher al Humanoid Robotics Institute of Waseda University di Tokyo, Giappone. Dal 2006 è professoressa associata di Biorobotica e dal 2014 è professoressa ordinaria alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Risultati scientifici
L’interesse di ricerca di Cecilia Laschi è la BioRobotica. Partendo da un’esperienza in robotica di base, ha investigato soluzioni bio-ispirate per la robotica personale e di servizio. Recentemente ha lavorato a un progetto molto ambizioso che è cresciuto in un acquario del Centro di Ricerca per le Tecnologie del Mare e la Robotica Marina sulla costa di Livorno. A fare da modello vivente un vero e proprio polpo. Copiando il movimento del cefalopode, nel progetto europeo OCTOPUS, Cecilia Laschi e il suo team hanno posto le basi dello sviluppo della biomimetica del futuro: ossia la progettazione e la realizzazione di robot bioispirati, costruiti con materiali morbidi. Il primo prototipo di braccio robotico è stato costruito imitando la struttura muscolare del braccio del polpo con materiali siliconici, realizzando attuatori innovativi che permettono di ottenere una contrazione della struttura muscolare e realizzato con una copertura di contenimento del braccio, ispirata al tessuto connettivo del polpo, nonché una pelle artificiale dotata di ventose. Il braccio robotico funziona in acqua perché, come il polpo, sfrutta le caratteristiche meccaniche della interazione con l’acqua imitando la flessione e l’allungamento del braccio. Le tecnologie sviluppate imitando il polpo trovano ora ulteriore sviluppo in molti progetti che riguardano applicazioni che vanno dalle esplorazioni marine al settore biomedicale, in chirrgia e nell’assistenza agli anziani. Questa ricerca ha portato allo sviluppo della nuova area di ricerca della Robotica Soft, a livello internazionale. Al nome di Cecilia Laschi è legato anche un altro importante progetto: nel 2007 ha infatti contribuito fattivamente alla nascita, a Tokyo, del laboratorio congiunto di robotica “Robot-An” tra la Scuola Superiore Sant’Anna e la Waseda University dove ricercatori italiani e giapponesi svolgono insieme ricerca di frontiera. Grazie alle competenze della nostra nostra scienziata in robotica umanoide ha visto la luce I-Droid, prodotto da un’azienda spin-off da lei fondata, il primo personal robot venduto in dispense in otto paesi, capace di parlare, riconoscere ordini elementari, vedere, muovere la testa ad un rumore, simulare sentimenti ma soprattutto apprendere, memorizzando degli schemi di comportamento.
Laschi è anche tra gli inventori di un altro gioiello della robotica pisana: i DustBot, i robot-netturbini. Ossia DustClean, che pulisce le strade con spazzole e spray disinfettanti e DustCart, un “omino di neve” color verde, su due ruote che (previa telefonata o sms) si presenta davanti la porta di casa, spalanca il cassetto-pancia, riceve il sacchetto di rifiuti e lo porta fuori dal centro storico. I due Wall-e italiani - ai quali Laschi ha lavorato dal 2006 tramite la RoboTech - sono entrati già in servizio in via sperimentale in un paesino della Toscana.

Attività editoriali e pubblicazioni
Cecilia Laschi è autrice di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Laschi C, Mazzolai B. Lessons from nature: the symbiosis of morphological computation and soft robotics. IEEE Robotics & Automation Magazine 23.
(2016) Calisti M, Falotico E, Laschi C. Hopping on Uneven Terrains With an Underwater One-Legged Robot. IEEE Robotics and Automation Letters,1.1:461-468.
(2016) Cianchetti M, Laschi C. Pleasant to the Touch: By Emulating Nature, Scientists Hope to Find Innovative New Uses for Soft Robotics in Health-Care Technology. IEEE Pulse, 7(3):34-37.
(2016) Cauli N, Falotico E, Bernardino A, Santos-Victor J, Laschi C. Correcting for Changes: Expected Perception-Based Control for Reaching a Moving Target. IEEE Robotics and Automation Magazine, 23(1):63-70.
(2015) Cianchetti M, Calisti M, Margheri L, Kuba M, Laschi C. Bioinspired locomotion and grasping in water: the soft eight-arm OCTOPUS robot. Bioinspiration & Biomimetics, 10, 035003.
(2015) Renda F, Giorgio-Serchi F, Boyer F, Laschi C, Modelling cephalopod-inspired pulsed-jet locomotion for underwater soft robots. Bioinspiration and Biomimetics, 10(5).
(2015) Calisti M, Corucci F, Arienti A, Laschi C. Dynamics of underwater legged locomotion: Modeling and experiments on an octopus-inspired robot. Bioinspiration and Biomimetics, 10(4).
(2014) Renda F, Giorelli M, Calisti M, Cianchetti M, Laschi C. Dynamic Model of a Multibending Soft Robot Arm Driven by Cables. IEEE Transactions on Robotics, 30, 1109-1122.
(2014) Laschi C, Cianchetti M. Soft Robotics: New Perspectives for Robot Bodyware and Control. Frontiers in Bioengineering and Biotechnology, 2.
(2013) Kim S, Laschi C, Trimmer B. Soft robotics: a bioinspired evolution in robotics. Trends in Biotechnology, 31, 287-294.

Riconoscimenti e premi
Co-fondatrice nel 2004 della società spin-off accademico della Scuola Superiore Sant'Anna "RoboTech srl", nel campo della robotica edutainment. Cecilia Laschi è co-autrice di sedici brevetti in Italia, Europa e Giappone.

Sandra Leone
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica delle particelle elementari sperimentale

Parole chiave: particelle elementari, quark top, bosone w, bosone di higgs, cern, fermilab, esperimento atlas, collisione, protone, antiprotone


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice dell’Istituto di Fisica Nazionale (INFN) sezione di Pisa

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’Università di Pisa nel 1990 prosegue il suo percorso formativo attraverso un dottorato di ricerca in Fisica ottenuto presso lo stesso ateneo nel 1994. Nel 1994 è borsista Post-Doc dell’INFN sezione di Pisa, l’anno successivo è professoressa di ruolo di Fisica presso IPSIA Solvay a Rosignano (Livorno). Nel 1996 rientra all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e nel 1997 è ricercatrice dello stesso istituto. Dal 2009 a oggi è Prima Ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presso la sezione di Pisa. Ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale a professoressa ordinaria nel settore 02/A1 (Fisica sperimentale delle interazioni fondamentali). Dal 2005 al 2017 è responsabile dell’edizione di Pisa della Masterclass Europea di Fisica delle particelle (attività divulgativa per studenti dei licei) e ha fatto parte del comitato organizzatore locale di 6 congressi internazionali. Dal 2002 al 2008 è responsabile dell’organizzazione dei seminari di Fisica sperimentale della sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Risultati scientifici
Il campo di ricerca di Sandra Leone è la Fisica sperimentale delle particelle elementari. Già dal 1989 studia le collisioni protone-antiprotone nell’esperimento CDF Collider Detector al Tevatron Collider al Fermilab, negli Stati Uniti, con particolare attenzione alla produzione dei bosoni intermedi W. Nel biennio 1994/1995 si occupa dello studio del processo di produzione di quark top e partecipa alla prima osservazione del quark top sempre nell’ambito dell’esperimento CDF (Collider Detector at Fermilab). Dal 1997 al 2001 si occupa dei rivelatori a semiconduttore e delle loro applicazioni per esperimenti a collisionatori adronici, nello specifico della costruzione del rivelatore ISL per l’esperimento CDF. E dal 1998 al 2001 è responsabile dalla costruzione e test di 161 moduli elementari del rivelatore a silicio ISL per l’esperimento CDF al Fermilab. Negli anni successivi si dedica allo studio della produzione associata di bosoni intermedi WZ e della ricerca del bosone di Higgs. Nel 2013 entra a far parte dell’esperimento ATLAS al CERN, e partecipa alla costruzione del sistema di calibrazione con Laser per il calorimetro adronico. Dal 2015 si occupa di test di longevità dei fotomoltiplicatori per il calorimetro adronico di ATLAS. Oltre a collaborare con il CERN per lo studio delle collisioni protone-protone, continua ad occuparsi della analisi dei dati raccolti dall’esperimento CDF al Tevatron. È stata relatrice su invito a 15 conferenze internazionali in sessione plenaria e ha presentato risultati scientifici in numerose conferenze nazionali, scuole di fisica, seminari e sessioni parallele di congressi internazionali, ultimo dei quali ‘Ichep2016’, uno dei più importanti appuntamenti nell’ambito della fisica delle alte energie, che si è svolto a Chicago nell’agosto 2016.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 1000 pubblicazioni internazionali fra cui:

(2016) CDF Collaboration. Measurement of the WW and WZ production cross section using final states with a charged lepton and heavy-flavor jets in the full CDF Run II data set. Physical Review D, 94, 032008.
(2016) ATLAS Collaboration. Measurement of the W±Z boson pair-production cross section in pp collisions at center of mass energy 13 TeV with the ATLAS Detector. Physical Letters B, 762, 1-22.
(2014) CDF Collaboration. Measurement of B(t→Wb)/B(t→Wq) in Top-Quark-Pair Decays Using Dilepton Events and the Full CDF Run II Data Set. Physical Review Letters, 112, 221801.
(2014) CDF Collaboration. Measurement of the Single Top Quark Production Cross Section and |Vtb| in Events with One Charged Lepton, Large Missing Transverse Energy, and Jets at CDF. Physical Review Letters, 113, 261804.
(2012) CDF Collaboration. Search for the Standard Model Higgs Boson Decaying to a bottom-antibottom Pair in Events with One Charged Lepton and Large Missing Transverse Energy Using the Full CDF Data Set. Physical Review Letters, 109, 111804.
(2012) CDF Collaboration. Evidence for a Particle Produced in Association with Weak Bosons and Decaying to a Bottom-Antibottom Quark Pair in Higgs Boson Searches at the Tevatron. Physical Review Letters, 109, 071804.
(2007) CDF Collaboration. First Measurement of the Ratio of Central-Electron to Forward-Electron W Partial Cross Sections in proton-antiproton collisions at center of mass energy of 1.96 TeV. Physical Review Letters, 98, 251801.
(2002) ISL Collaboration. Status Report of the Intermediate Silicon Layers Detector at CDFII. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research A, 485, 6-9.
(1995) CDF Collaboration. Observation of Top Quark Production in proton-antiproton collisions with the Collider Detector at Fermilab. Physical Review Letters, 74, 2626.
(1992) Abe F, […] Leone S, et al. Lepton Asymmetry in W-boson Decays from proton-antiproton Collisions at center of mass energy of 1.8 TeV. Physical Review Letters, 68, 1458.

Riconoscimenti e premi
Sandra Leone ricopre e ha ricoperto diversi ruoli di rilievo nella società scientifica. Nel 1995 riceve un premio della Società Italiana di Fisica (SIF) per giovani ricercatori. Dal 1998 è referee scientifico delle riviste Physical Review Letters e Physical Review D. Dal marzo 2013 è membro della redazione del sito web divulgativo dell'INFN “Scienza Per Tutti”. A partire dal 2008 ottiene vari contratti dalla Research Executive Energy della Commissione Europea come Esperto Valutatore Indipendente nell’ambito del Settimo Programma Quadro e di Horizon 2020. Dal 2006 al 2011 fa parte del comitato pari opportunità dell’Istituto Nazionale di fisica Nucleare su designazione dell’ente.

Sonia Levi
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biologia cellulare

Parole chiave: proteine, ferro, malattie neurodegenerative, ingegneria delle proteine


Funzione/Ruolo
Professoressa associata dell’Università Vita Salute San Raffaele e Responsabile dell’Unità “Proteomica del Metabolismo del Ferro” dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano nel 1982, prosegue il suo percorso di formazione all’interno del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche dell’Ospedale San Raffaele. Nel 1984 ottiene una borsa di studio dell’European Molecular Biology Organization presso l’European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg. Due anni dopo riceve una borsa triennale di avviamento all’attività scientifica erogata dall’Istituto Scientifico San Raffaele che le consente di entrare a far parte del laboratorio del “Metabolismo del Ferro”. Sonia Levi ottiene nel 2005 la docenza associata di Biologia Applicata nella facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele. E’ anche Responsabile dell’unità di ricerca “Proteomica del Metabolismo del Ferro” dell’Istituto San Raffaele di Milano.

Risultati scientifici
Sonia Levi si interessa da anni allo studio del metabolismo del ferro e delle malattie ad esso associate. Mel 1984 si reca all’EMBL (European Molecular Biology Laboratory) per apprendere le nascenti tecniche del DNA ricombinante applicate all’espressione delle proteine. Al suo ritorno in Italia porta queste nuove metodologie nel laboratorio del “Metabolismo del Ferro” dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dove riesce a ottenere le ferritine umane ricombinanti ed i loro mutanti, utili nello studio dell’assemblaggio di strutture proteiche complesse. Dal 1992 al 2002 prosegue la sua ricerca all’interno del laboratorio “Ingegneria delle Proteine” presso il Dipartimento di Ricerca Biotecnologica (DIBIT) dell’Istituto Scientifico San Raffaele e nel 2001 identifica ed isola una nuova ferritina umana che si localizza nel mitocondrio (piccoli organelli cellulari). La caratterizzazione biologica e funzionale di questa nuova proteina è uno dei suoi principali argomenti d’interesse, così come lo studio delle alterazioni del metabolismo del ferro nel cervello. Recentemente si è dedicata alla comprensione dei meccanismo molecolari che legano l’accumulo di ferro cerebrale sarebbe coinvolto ad alcuni processi neuro-degenerativi.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di più di cento pubblicazioni italiane ed internazionali fra cui:

(2016) Orellana DI, Santambrogio P, Rubio A, Yekhlef L, Cancellieri C, Dusi S, Giannelli SG, Venco P, Mazzara PG, Cozzi A, Ferrari M, Garavaglia B, Taverna S, Tiranti V, Broccoli V, Levi S. Coenzyme A corrects pathological defects in human neurons of PANK2-associated neurodegeneration. EMBO Molecular Medicine, 8 (10):1197-1211.
(2015) Maccarinelli F, Pagani A, Cozzi A, Codazzi F, Di Giacomo G, Capoccia S, Rapino S, Finazzi D, Politi LS, Cirulli F, Giorgio M, Cremona O, Grohovaz F, Levi S. A novel neuroferritinopathy mouse model (ftl 498instc) shows progressive brain iron dysregulation, morphological signs of early neurodegeneration and motor coordination deficits. Neurobiology of Disease, 81:119-33.
(2013) Cozzi A, Santambrogio P, Privitera D, Broccoli V, Rotundo LI, Garavaglia B, Benz R, Altamura S, Goede JS, Muckenthaler MU, Levi S. Human L-ferritin deficiency is characterized by idiopathic generalized seizures and atypical restless leg syndrome. Journal of Experimental Medicine, 210(9):1779-91.
(2009) Campanella A, Rovelli E, Santambrogio P, Cozzi A, Taroni F, Levi S. Mitochondrial ferritin limits oxidative damage regulating mitochondrial iron availability: hypothesis for a protective role in Friedreich ataxia. Human Molecular Genetics, 18(1):1-11.
(2004) Campanella A, Isaya G, O’Neill HA, Santambrogio P, Cozzi A, Arosio P, Levi S. The expression of human mitochondrial ferritin rescues respiratory function infrataxin-deficient yeast. Human Molecular Genetics, 13(19):2279-88.
(2002) Arosio P, Levi S. Ferritin, iron homeostasis, and oxidative damage. Free Rqical Biology and Medicine, 33(4):457-463.
(2001) Levi S, Corsi B, Bosisio M, Invernizzi R, Volz A, Sanford D, Arosio P, Drysdale J. A Human mitochondrial ferritin encoded by an introless gene. Journal of Biological Chemistry, 276(27):24437-40.
(1994) Levi S, Santambrogio P, Cozzi A, Rovida E, Corsi B, Tamborini E, Spada S, Albertini A, Arosio P. The role of the L-chain in ferritin iron incorporation. Studies of homo and heteropolymers. Journal of Molecular Biology, 238(5):649-54.
(1991) Lawson DM, Artymiuk PJ, Yewdall SJ, Smith JM, Livingstone JC, Treffry A, Luzzago A, Levi S, Arosio P, Cesareni G, et al. Solving the structure of human H ferritin by genetically engineering intermolecular crystal contacts. Nature, 349(6309):541-544.
(1988) Levi, S., Luzzago A, Cesareni G, Cozzi A, Franceschinelli F, Albertini A & Arosio P. Mechanism of ferritin iron uptake: activity of the H-chain and deletion mapping of the ferro-oxidase site. Journal of Biological Chemistry, 263: 18086-18092.

Daniela Lucangeli
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: psicologia dell’apprendimento e dello sviluppo

Parole chiave: adolescenza, apprendimento, bisogni educativi speciali, discalculia, disordini dello sviluppo, disturbi dell’apprendimento, gifted children, impotenza appresa, infanzia, matematica, numeri, neuroscienze, plasticità cerebrale, psicopatologia dell’apprendimento, plusdotazione, sviluppo, strategie didattiche, warm cognition


Funzione/Ruolo
Prorettrice con delega all’Orientamento e Tutorato per l’Università di Padova e Professoressa ordinaria di Psicologia dello Sviluppo presso la stessa università

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia nel 1988 e la laurea in Psicologia, nel 1991, presso l’università di Padova, prosegue la sua formazione, nel 1997, con un dottorato di ricerca in Psicologia dello Sviluppo all’Università di Leiden, in Olanda, su un progetto internazionale. La sua carriera continua all’interno dell’università: nel 1998 è ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo, nel 2001 professoressa associata e nel 2005 professoressa ordinaria di Psicologia dello Sviluppo sempre all’Università di Padova. Dal 2007 è prorettrice con delega all’Orientamento e Tutorato per lo stesso ateneo, ruolo che ricopre a tutt’oggi.

Risultati scientifici
I principali interessi di ricerca di Daniela Lucangeli riguardano lo sviluppo e potenziamento dell’intelligenza numerica, i processi maturazionali nell’età evolutiva (prima e seconda infanzia, età scolare e adolescenza) e i meccanismi di apprendimento nello sviluppo tipico e atipico. Si occupa anche dello studio di funzioni (linguaggio, memoria, attenzione, emozioni, metacognizione, autoregolazione), dei disturbi dell’apprendimento (quali dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) e dei bisogni educativi speciali. Svolge inoltre ricerche e studi sul potenziamento dell’apprendimento, sui deficit comportamentali e cognitivi, sui profili giftedness ed alto potenziale, sulle emozioni nell’apprendimento e sull’impotenza appresa.
Con il gruppo di ricercatori e scienziati dell’Accademia Mondiale delle Scienze per le Difficoltà di Apprendimento, promuove da anni un forte movimento di azioni per la ricaduta della ricerca scientifica nelle prassi di prevenzione, potenziamento e riabilitazione delle disarmonie dello sviluppo. Difatti la ricerca scientifica ha messo in evidenza come attraverso l’intervento precoce nelle diverse “fatiche” dello sviluppo, sia possibile ottenere l’ottimizzazione dei processi anche nelle situazioni di eventuale disabilità (linguaggio, apprendimento, sviluppo cognitivo,ecc…). Il focus del suo lavoro non è solo quello relativo all’analisi dei profili cognitivi e all’eventuale diagnosi ma innanzitutto quello di utilizzare le migliori strategie di aiuto per il massimo di plasticità cerebrale.
Negli ultimi tempi si dedica allo studio dei network circuitali legati alla warm cognition ed ai circuiti emozionali dell’apprendimento. In particolare, agli studi volti ad evidenziare il contributo dei fattori ereditari e dei fattori culturali nello sviluppo dei processi psicologici e nell’educazione. Approfondisce lo studio di funzioni e di processi cognitivi con l’obiettivo di evidenziare le importanti implicazioni delle neuroscienze nei processi educativi.
In qualità di Prorettrice, con delega alle attività di tutorato, di orientamento “in itinere” e “in ingresso” dell’Università di Padova, coordina la realizzazione di progetti regionali ed europei volti ad indirizzare i giovani nella scelta universitaria e professionale.

Attività editoriali e pubblicazioni
Daniela Lucangeli è Editor della rivista Difficoltà In Matematica (Erickson) e referee per diverse riviste specializzate. È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali e di saggi scientifici e didattici, tra cui (negli ultimi cinque anni):

(2017) Sella F, Berteletti I, Lucangeli D, Zorzi M. Pre-school children use space, rather then counting, to infer the numerical magnitude of digits: evidence for a spatial mapping principle. Cognition, 158, 56-67.
(2016) Sella F, Berteletti I, Lucangeli D, Zorzi M. Spontaneous non‐verbal counting in toddlers. Developmental Science, 19(2), 329-337.
(2016) Benavides-Varela S, Butterworth B, Burgio F, Arcara G, Lucangeli D, Semenza C. Numerical Activities and Information Learned at Home Link to the Exact Numeracy Skills in 5–6 Years-Old Children. Frontiers in psychology, 7.
(2015) Sella F, Berteletti I, Lucangeli D, Zorzi M. Varieties of quantity estimation in children. Developmental Psychology, 51(6), 758.
(2014) Caviola S, Mammarella IC, Lucangeli D, Cornoldi C. Working memory and domain-specific precursors predicting the success in learning written subtraction problems. Learning and Individual Differences, 36, 92-100.
(2014) Re AM, Pedron M, Tressoldi PE, Lucangeli D. Response to Specific Training for Students With Different Levels of Mathematical Difficulties. Exceptional Children, 80(3), 337-352.
(2013) Al-Yagon M, Cavendish W, Cornoldi C, Fawcett AJ, Grunke M, Hung, LY, Jimenez JE, Karande S, van Kraayenoord CE, Lucangeli D, Margalit M, Montague M, Sholapurwala R. The Proposed Changes For DSM-5 for SLD and ADHD: International Perspectives-Australia, Germany, Greece, India, Israel, Italy, Spain, Taiwan, United Kingdom, and United States. Journal of Learning Disabilities, 46, 58-72.
(2013) Colomer C, Miranda A, Re AM, Lucangeli D. Numerical and Calculation Abilities in Children with ADHD. Learning Disabilities: A Contemporary Journal, 11(2), 1-15.
(2013) Mammarella IC, Bomba M, Caviola S, Broggi F, Neri F. Lucangeli D, Nacinovich R. Mathematical difficulties in nonverbal learning disability or co-morbid dyscalculia and dyslexia. Developmental neuropsychology, 38(6), 418-432.
(2013) Mammarella IC, Caviola S, Cornoldi C, Lucangeli D. Mental additions and verbal-domain interference in children with Developmental Dyscalculia (DD). Research in Developmental Disabilities, 34(9), 2845-2855.

Riconoscimenti e premi
Daniela Lucangeli è Presidente dell’Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati (CNIS) e componente dei Comitati Scientifici di numerose associazioni di ricerca nazionali e internazionali quali l’Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento (AIRIPA) e dell’Associazione Italiana di Psicologia (AIP Sezione Sviluppo). Vice Presidente per l’International Development dell’International Academy for Research in Learning Disabilities (IARLD). Membro tecnico dell’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Componente scientifica della Commissione tecnica nominata dal Ministero dell’Istruzione per le linee guida dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), dei Bes (Bisogni Educativi Speciali). Ed è membro della Commissione Nazionale Ministero CNOP (Consiglio Nazionale degli Psicologi) “Benessere a Scuola”. Vice presidente della Fondazione di ricerca HPNR (Human Potential Network Research). Direttore Scientifico del Polo Apprendimento (28 Centri in Italia). Direttore Scientifico dell’Associazione Gate Italy (Gifted and Talent Education). Responsabile Scientifico del Centro Regionale di Ricerca e Servizi Educativi per le Difficoltà di Apprendimento.

Francesca Mallamaci
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: nefrologia

Parole chiave: ipertensione arteriosa, insufficienza renale, trapianto di rene, dialisi, complicazioni cardiovascolari dell'insufficienza renale, malattie renali progressive, epidemiologia delle malattie renali, genetica molecolare delle malattie renali, genetica molecolare dell'ipertensione arteriosa


Funzione/Ruolo
Responsabile dell'Unità Operativa Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria

Percorso professionale
Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Messina nel 1978, prosegue la sua formazione attraverso una specializzazione in Nefrologia nel 1983 presso la stessa università. Nel biennio 1981-1982 è Clinical Scientist presso l’unità Renale e Trapianti del Western Infirmary a Glasgow, in Scozia. Dal 1993 al 1997 si specializza ulteriormente con un Master della Società Italiana Ipertensione Arteriosa (SIIA). Nel 1996 acquisisce un ulteriore livello di formazione post-universitaria in Epidemiologia clinica presso la Erasmus University di Rotterdam. Frequenta numerosi corsi, fra cui il Molecular Genetics Course alla Rotterdam University, l’Epidemiology Course, ERA-EDTA Registry di Roma nel 2004, e ulteriori High Quality Nephrology Courses. Nel 2001, consegue una specializzazione in Ipertensione arteriosa alla European Society of Hypertension. Attualmente Francesca Mallamaci dirige la U.O.C (unità operativa complessa) di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria.

Risultati scientifici
Le aree di ricerca di Francesca Mallamaci comprendono l’ipertensione, le complicazioni cardiovascolari dell’insufficienza renale, le malattie renali progressive, l’epidemiologia delle malattie renali e la genetica molecolare delle malattie renali e dell’ipertensione arteriosa. Prende parte attivamente ai progetti di ricerca nazionali e internazionali e supervisiona l’attività dell’Unità di Ricerca di “Epidemiologia Clinica e Fisiopatologia delle malattie Renali e dell’Ipertensione arteriosa” del CNR di Reggio Calabria. Fino al 2015 è stata impegnata nel progetto internazionale “Lung Water by Ultra-Sound Guided treatment to prevent death and cardiovascular complications in high risk end stage renal disease patients with cardiomyopathy (LUST STUDY)”. Il progetto prevede la creazione di un database contenente le informazioni dei test clinici effettuati sui pazienti, per indagare il sovraccarico di volume extracellulare che è un fattore di rischio per problemi cardiovascolari e renali. Lo scopo di questo studio clinico è quello di testare una politica di trattamento guidata da misurazioni extravascolari per prevenire la morte per insufficienza cardiaca scompensata e infarto nei pazienti in dialisi ad alto rischio. Francesca Mallamaci è inoltre coordinatrice clinica del Registro Internazionale EURECA-m supportato dalla Società Europea di Nefrologia, Dialisi e Trapianto (ERA-EDTA). L’obiettivo del registro è quello di individuare e validare la raccolta di fattori di rischio cardiovascolare tradizionali e non, in un campione rappresentativo di pazienti in dialisi in Europa.

Attività editoriali e pubblicazioni
Francesca Mallamaci è Associate Editor del Nephrology Dialysis Transplantation da gennaio 2013 e Editor Emeritus del Journal of Nephrology, il giornale ufficiale in lingua inglese della Società Italiana di Nefrologia ( di cui è stata Editor in Chief dal 2006 al 2012). È autrice di numerosi articoli pubblicati su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, tra cui:

(2015) Mallamaci F, Testa A, Leonardis D, Tripepi R, Pisano A, Spoto B, Sanguedolce MC, Parlongo RM, Tripepi G, Zoccali C. A genetic marker of uric acid level, carotid atherosclerosis, and arterial stiffness: a family-based study. American Journal of Kidney Diseases, 65(2):294-302.
(2015) Mallamaci F, Tripepi R, Leonardis D, Mafrica A, Versace MC, Provenzano F, Tripepi G, Zoccali C. Nocturnal Hypertension and Altered Night-Day BP Profile and Atherosclerosis in Renal Transplant Patients. Transplantation, 100(10):2211-8.
(2014) Mallamaci F, Testa A, Leonardis D, Tripepi R, Pisano A, Spoto B, Sanguedolce MC, Parlongo RM, Tripepi G, Zoccali C. A polymorphism in the major gene regulating serum uric acid associates with clinic SBP and the white-coat effect in a family-based study. Journal of Hypertension, 32(8):1621-8; discussion 1628.
(2013) Mallamaci F, Leonardis D, Pizzini P, Cutrupi S, Tripepi G, Zoccali C. Procalcitonin and the inflammatory response to salt in essential hypertension: a randomized cross-over clinical trial. Journal of Hypertension, 31(7):1424-30; discussion 1430.
(2013) Mallamaci F, Minutolo R, Leonardis D, D'Arrigo G, Tripepi G, Rapisarda F, Cicchetti T, Maimone I, Enia G, Postorino M, Santoro D, Fuiano G, De Nicola L, Conte G, Zoccali C. Long-term visit-to-visit office blood pressure variability increases the risk of adverse cardiovascular outcomes in patients with chronic kidney disease. Kidney International, 84(2):381-9.
(2011) Mallamaci F, Ruggenenti P, Perna A, Leonardis D, Tripepi R, Tripepi G, Remuzzi G, Zoccali C, REIN Study Group. ACE inhibition is renoprotective among obese patients with proteinuria. Journal of the American Society of Nephrology, 22(6):1122-8.
(2010) Mallamaci F, Benedetto FA, Tripepi R, Rastelli S, Castellino P, Tripepi G, Picano E, Zoccali C. Detection of pulmonary congestion by chest ultrasound in dialysis patients. Journal of the American College of Cardiology, Cardiovascular Imaging, 3(6):586-94.
(2009) Mallamaci F, Leonardis D, Tripepi R, Parlongo G, Catalano C, Tripepi G, Castronovo V, Ferini-Strambi L, Zoccali C. Sleep disordered breathing in renal transplant patients. America Journal of Transplantation, 9(6):1373-81.
(2005) Mallamaci F, Tripepi G, Cutrupi S, Malatino LS, Zoccali C. Prognostic value of combined use of biomarkers of inflammation, endothelial dysfunction, and myocardiopathy in patients with ESRD. Kidney International, 67(6):2330-7.
(2005) Mallamaci F, Bonanno G, Seminara G, Rapisarda F, Fatuzzo P, Candela V, Scudo P, Spoto B, Testa A, Tripepi G, Tech S, Zoccali C. Hyperhomocysteinemia and arteriovenous fistula thrombosis in hemodialysis patients. American Journal of Kidney Diseases, 45(4):702-7.

Riconoscimenti e premi
Nel 2014 ha presieduto il Comitato Scientifico del Congresso Nazionale della Società Italiana di Nefrologia. È inoltre componente del Comitato Scientifico del Congresso Europeo di Nefrologia, Dialisi e Trapianto (ERA-EDTA) di Vienna del 2016 e dello stesso comitato del congresso che si terrà a Madrid nel 2017. Francesca Mallamaci è stata inoltre formalmente invitata a rappresentare la Società Europea di Nefrologia, Dialisi e Trapianto ai Congressi della European Society of Paediatric Nephrology e dell’American Society of Nephrology del 2015.

Claudia Manzi
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: psicologia sociale

Parole chiave: identità, pregiudizio, etnia, famiglia, transizione, violenza, religione


Funzione/Ruolo
Professoressa associata di Psicologia Sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia con indirizzo Scienze Umane presso l’Università Cattolica di Milano nel 1999, prosegue la sua formazione nello stesso Ateneo con un dottorato di ricerca in Psicologia Sociale e dello Sviluppo durante il quale collabora alle attività di ricerca e formazione del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia. Dal 2003 al 2005 è assegnista di ricerca in Psicologia Sociale presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Dall’anno successivo fino al 2016 è ricercatrice di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Università Cattolica di Milano. Nel 2008 è visiting professor presso la University of Tennessee, nel dipartimento Child and Family Studies e nel 2016 ricopre lo stesso ruolo all’University of Sussex, nel dipartimento di Psychology. Nel 2009 è stata selezionata come consulente presso l’ufficio Research Methods and Data Analysis delle Nazioni Unite (ONU), Office of Internal Oversight Services (New York). Dal 2016 è professoressa associata di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Università Cattolica di Milano.

Risultati scientifici
Claudia Manzi è una studiosa di processi di costruzione e sviluppo dell’identità, in particolare di motivazioni identitarie, identità adulta, identità correlata alla transizione, al pregiudizio etnico, alla differenziazione familiare, alla psicologia cross-culturale. Su questi temi ha collaborato, nel 2007, con l’Universidad de los Andes, Bogotà, in Colombia, per uno studio sui cambiamenti identitari nei periodi di transizione, e nello stesso anno con il Centre for the Study of Youth and Political Violence, dell’University of Tenneessee, presso il quale ha partecipato alla fase finale di analisi dei dati e pubblicazione dei risultati di un progetto coordinato dal World Health Organization’s Program for Child and Adolescent Health and Development. Dal 2008 partecipa all’equipe di ricerca internazionale per il progetto di ricerca cross-culturale “Motivated identity construction in cultural context” finanziato dal Economic and Social Research Council (ESRC). Infine, dal 2014 fa parte dell’equipe di ricerca internazionale “World Relationship Study”, finanziato da Japan Society for the Promotion of Science.

Attività editoriali e pubblicazioni
Claudia Manzi dal 2011 è componente dell’Editorial Board dell’Encyclopaedia of Quality of Life Research (Ed. A. Michalos), Springer di New York e referee di riviste internazionali di eccellenza come Journal of Personality, Journal of Marriage and Family, Journal of Adolescence, Journal of Early Adolescence, Self and Identity, Psychology of Individual Differences, Social Psychology.

È autrice di numerose pubblicazioni nazionali e internazionali fra cui:

(2017) Manzi C, Roccato M, Paderi F, Vitrotti S, Russo S. The social development of right-wing authoritarianism: The interaction between parental autonomy support and societal threat to safety. Personality and Individual Differences, 109: 1-4.
(2015) Manzi C, Roccato M, Russo S. What buffers right-wing authoritarian responses to threat? An experimental study to test the moderation of meaning. Personality and Individual Differences, 83:117-121.
(2015) Manzi C, Parise M, Iafrate R, Sedikides C, Vignoles VL. In so far as you can be part of me: The influence of intrusive parenting on young adult couple identity. Self & Identity, 14: 5, 570-582.
(2014) Manzi C, Brambilla M. Identity change. In A. Michalos (Eds.). Encyclopedia of Quality of Life Research, Dordrecht, Netherlands, Springer, 2167-2168.
(2014) Manzi C, Ferrari L, Rosnati R, Benet-Martinez V. Bicultural Identity Integration of Transracial Adolescent Adoptees: Antecedents and Outcomes. Journal of Cross Cultural Psychology, 45(6):888-904.
(2013) Brambilla M, Manzi C, Regalia C, Verkuyten M. Religiosity and Prejudice: Different Patterns for Two Types of Religious Internalization. The Journal of Social Psychology, 153:486-498.
(2011) Scabini E, Manzi C. Family Processes and Identity. In S. J. Schwartz, K. Luyckx, and V. L. Vignoles (Eds), Handbook of Identity Theory and Research, New York: Springer, 565-584.
(2010) Manzi C. Identità adulta nella letteratura psicosociale. In E. Marta, C. Regalia (Eds.), Identità in relazione. Le sfide odierne dell'essere adulto. Milano: The McGraw-Hill Companies, 17-31.
(2010) Manzi C, Vignoles V, Regalia C. Accommodating a new identity: Possible selves, identity change, and well-being across two life-transitions. European Journal of Social Psychology, 40:970-984.
(2006) Manzi C, Vignoles V, Regalia C, Scabini E. Cohesion and enmeshment revisited: Family differentiation, identity, and psychological well-being in two European cultures. Journal of Marriage and the Family, 68: 673-689.

Riconoscimenti e premi
Dal 2007 Claudia Manzi fa parte della European Association of Social Psychology, dal 2009 della Society for Personality and Social Psychology e dal 2014 della Associazione Italiana di Psicologia, sezione di Psicologia Sociale.

Daniela Mari
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: geriatria

Parole chiave: longevità, anziano, anziani, centenari, malattie degenerative, rischio cardiovascolare, basi genetiche longevità, geni, dna


Funzione/Ruolo
Responsabile U.O.C. di Geriatria della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore del Policlinico di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, all’Università degli Studi di Milano, dal 1976 prosegue la sua formazione come ricercatrice in Medicina Interna fino 1991. Dal 2007 al 2010 dirige il laboratorio di ricerca sperimentale sull'invecchiamento dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano e Università di Milano e del Dipartimento di Scienze Mediche e Riabilitative ad indirizzo Geriatrico-Cardio-Vascolare dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano. Fino al 2014 è responsabile della Scuola di Specializzazione in Geriatria, e del Cdl Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie. Dal 2010 dirige l’U.O.C. (unità operativa complessa) di Geriatria della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano in convenzione con l’Università degli Studi di Milano. Daniela Mari è inoltre professoressa associata di Geriatria all’ Università di Milano, presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità.

Risultati scientifici
Daniela Mari dirige da molti anni il gruppo di ricerca di Milano che studia i fattori di rischio cardiovascolari e loro varianti genetiche nella longevità e nei centenari, e le malattie neurodegenerative nell’anziano. Durante il periodo trascorso come responsabile del laboratorio di ricerca sperimentale sull’invecchiamento dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano, Daniela Mari e colleghi si concentrano sullo studio delle basi genetiche della longevità, indagando le caratteristiche di un largo numero di figli settantenni di centenari. A tale scopo ricorrono anche all’analisi di metilazione del DNA, ovvero a una modificazione epigenetica del DNA, processo che consiste nel legame di un gruppo metilico (un atomo di carbonio legato a tre atomi di idrogeno) a una base azotata. Indagano anche il rapporto dose-efficacia della terapia anticoagulante orale (TAO) nell’anziano, i fattori di rischio genetici e non nelle malattie cerebrovascolari e l’influenza dell’obesità e dello stato metabolico sull’invecchiamento e le malattie età-correlate.

Attività editoriali e pubblicazioni
Daniela Mari è Associate Editor nell’ Editorial Board di Journal of Gerontology & Geriatrics (JGG).
È inoltre autrice di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali, fra cui:

(2016) Esposito S, Mari D, Bergamaschini L, et al. Pneumococcal colonization in older adults. Immunity & Ageing, 13(1).
(2016) Abbate C, Trimarchi PD, Rotondo E, Mari D, et al. Spontaneous confabulations in amnestic-mild cognitive impairment due to Alzheimer’s disease: a new (yet old) atypical variant?. Neurocase.
(2016) Muscogiuri D, Mari D, et al. 25 Hydroxyvitamin D Deficiency and Its Relationship to Autoimmune Thyroid Disease in the Elderly. International Journal of Environmental Research and Public Health, 13(9):850.
(2016) Abbate C, Caputo L, Damanti S, Mari D, et al. Reversible Parkinson's Dementia Associated with Withdrawal of Androgen-Deprivation Therapy for Prostate Cancer. Journal of the American Geriatrics Society.
(2016) Arosio B, Casati M, Gussago C, Mari D, et al. Adenosine Type A2A Receptor in Peripheral Cell from Patients with Alzheimer’s Disease, Vascular Dementia, and Idiopathic Normal Pressure Hydrocephalus: A New/Old Potential Target. Journal of Alzheimer's disease, 54(2):1-9.
(2016) Ogliari G, Smit RAJ, van der Spoel E, Mari D, et al. Thyroid Status and Mortality Risk in Older Adults With Normal Thyrotropin: Sex Differences in the Milan Geriatrics 75+ Cohort Study. The Journals of Gerontology Series A Biological Sciences and Medical Sciences.
(2016) Dionigi Rossi P, Bilotta C, Consonni D, Mari D, et al. Predictors of clinical events occurring during hospital stay among elderly patients admitted to medical wards in Italy. European Journal of Internal Medicine, 32.
(2016) Gussago C, Arosio B, Guerini F, Mari D, et al. Impact of vitamin D receptor polymorphisms in centenarians. Endocrine.
(2016) Oldoni E, Fumagalli GG, Serpente M, Mari D, et al. PRNP P39L Variant is a Rare Cause of Frontotemporal Dementia in Italian Population. Journal of Alzheimer's disease: JAD, 50(2).
(2015) Hovath S, Pirazzini C, Bacalini MG, Mari D, et al. Decreased epigenetic age of PBMCs from Italian semi-supercentenarians and their offspring. Aging, 7(12).

Riconoscimenti e premi
Daniela Mari ha ottenuto un grant dal MIUR, dal Ministero della Salute e dalla Regione Lombardia per gli studi sull'emostasi, la genetica dell'invecchiamento e la longevità. Dal 2010 a oggi è componente del tavolo Regionale per l’appropriatezza in Medicina e del “Gruppo Fondamentale” Tavolo Tecnico Regionale della Direzione Generale Sanità Regione Lombardia. Nel 2012 riceve la carica di “Scientific Expert” dell’Agence Nationale de la Recherche francese per la revisione di progetti di ricerca. Dal 2013 fa parte dell’albo dei revisori per la valutazione dei programmi e dei prodotti di ricerca ministeriale (ANVUR), dallo stesso anno fa parte dell’Action-Group A3 della Commissione Europea “European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing: Action For Prevention Of Functional Decline And Frailty”. Daniela Mari è inoltre partner nello studio Europeo: MID- FRAIL Study FP7-Health 2011.

Luisa Donatella Marini
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Area STEM: Matematica

Competenze: matematica per il calcolo scientifico

Parole chiave: metodi numerici per equazioni alle derivate parziali, flessione di piastre, fluidodinamica, dispositivi semi-conduttori, elasticità, elettromagnetismo, elementi finiti, elementi virtuali


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Analisi Numerica all’Università di Pavia

Percorso professionale
Consegue la laurea in Matematica all’Università di Pavia nel 1970, e lavora come ricercatrice presso l’Istituto di Analisi Numerica (ora IMATI-CNR) di Pavia dal 1973 al 1990. Dallo stesso anno è professoressa di Analisi Numerica presso la facoltà di Scienze dell’Università di Genova, e dal 1993 è Professoressa Ordinaria della stessa materia presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia.

Risultati scientifici
Gli interessi di ricerca di Luisa Donatella Marini riguardano i metodi numerici per equazioni alle derivate parziali (equazioni che coinvolgono le derivate parziali di una funzione incognita di più variabili indipendenti) con applicazioni alla deformazione di corpi elastici, alla simulazione di dispositivi semi-conduttori, alla meccanica dei fluidi. Un particolare interesse è stato dedicato alle tecniche di discretizzazione (per passare da un problema la cui incognita è una funzione a un problema la cui incognita è un insieme finito di numeri, risolvibile con un calcolatore) e in questo ambito ai metodi cosiddetti di Galerkin e alle loro varianti, introdotte per migliorarne le prestazioni. Tali varianti devono essere adeguate alle diverse caratteristiche di problemi che provengono da contesti applicativi diversi: la filtrazione dell’acqua attraverso strati di terra, la risposta di un dispositivo semiconduttore alla variazione del potenziale elettrico applicato, la flessione di una struttura con uno spessore sottile sottoposta ad un carico trasversale, il trasporto di un inquinante lungo un corso d’acqua etc.

Attività editoriali e pubblicazioni
Luisa Donatella Marini ha fatto parte, dal 1988 al 1993, del Comitato di Redazione della rivita SISC (SIAM Journal on Scientific and Statistical Computing), e dal 2001 è parte del Comitato di Redazione dela rivista CMAME (Computer methods in Applied Mechanics and Engineering) due delle riviste internazionali di Calcolo Scientifico più prestigiose, e dal 2008 è anche parte del Comitato di Redazione dell’Italian Journal of Pure and Applied Mathematics. Collabora inoltre al processo di selezione degli articoli da pubblicare su numerose altre importanti riviste internazionali.
È inoltre autrice di più di 100 pubblicazioni nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) Beirao da Veiga L, Brezzi F, Marini LD, Russo A. Virtual Element Methods for general second order elliptic problems on polygonal meshes. Mathematical Models and Methods in Applied Sciences, 26(4):729-750.
(2013) Beirao da Veiga L, Brezzi F, Cangiani A, Manzini G, Marini LD, Russo A.
Basic principles of Virtual Element Methods. Mathematical Models and Methods in Applied Sciences, 23(1):199-214.
(2013) Beirao da Veiga L, Brezzi F, Marini LD. Virtual Elements for linear elasticity problems, SIAM Journal on Numerical Analysis, 51(2):794-812.
(2009) Ayuso B, Marini LD. Discontinuous Galerkin methods for advection-diffusion-reaction problems. SIAM Journal on Numerical Analysis, 47(2):1391-1420.
(2006) Brezzi F, Cockburn B, Marini LD, Süli E. Stabilization mechanisms in discontinuous Galerkin finite element methods. Computer Methods in Applied Mechanics Engineering, 195(25-28), 3293-3310.
(2005) Arnold DN, Brezzi F, Marini LD. A Family of Discontinuous Galerkin Finite Elements for the Reissner-Mindlin plate. Journal of Scientific Computing, 22(1): 25-45.
(2002) Arnold DN, Brezzi F, Cockburn B, Marini LD, Unified analysis of Discontinuous Galerkin Methods for Elliptic Problems. SIAM Journal on Numerical Analysis, 39(5):1749-1779.
(1989) Marini LD, Quarteroni A. A relaxation procedure for domain decomposition methods using finite elements. Journal of Numerical Mathematics, 55:575-598.
(1985) Marini LD. An inexpensive method for the evaluation of the solution of the lowest order Raviart-Thomas mixed method. SIAM Journal on Numerical Analysis, 22 (3):493-496.
(1985) Brezzi F, Douglas J jr., Marini LD. Two families of mixed finite elements for second order elliptic problems. Journal of Numerical Mathematics, 47:217-235.

Riconoscimenti e premi
Luisa Donatella Marini ha co-organizzato il mini simposio “Applications of the Virtual Element Method” alla Conferenza GAMM (International Association of Applied Mathematics and Mechanics) di Lecce, 2015. Fa inoltre parte della General Assembly e del Managing Board di ECCOMAS (European Community on Computational Methods in Applied Sciences) ed è componente dell’European Academy of Science dal 2010.

Barbara Mazzolai
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria robotica, biorobotica

Parole chiave: robot, robotica bio-ispirata, robot morbido, ingegneria bio-ispirata


Funzione/Ruolo
Coordinatrice del Centro di Micro-BioRobotica (CMBR) a Pontedera dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e Vice Direttrice con delega al funzionamento dei Centri della Rete IIT

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche presso l’università degli Studi di Pisa nel 1995, entra a far parte dell’Istituto di Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dove si occupa di tematiche ambientali e in particolare dell’inquinamento da mercurio. Dal 1997 al 1998 segue un master in Gestione e Controllo dell’Ambiente (EMAS) alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (SSSA), con stage presso l’Ufficio Rischi Esteri di Responsabilità Civile e Infortuni, delle Assicurazioni Generali S.p.A. di Trieste. L’anno successivo è assistente di ricerca presso il Centro di Ricerca in Microingegneria (CRIM Lab) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ruolo che ricopre fino al 2004. Dallo stesso anno fino al 2009 è Ricercatrice di Ingegneria Biomedica presso la stessa Scuola Superiore Sant’Anna. Nel novembre 2009 diventa Team Leader al Centro di Micro Bio-Robotica a Pontedera dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, e nel febbraio 2011 ne è nominata Coordinatrice. Nel 2011 consegue un dottorato di ricerca in Ingegneria dei Microsistemi presso l’Università Tor Vergata di Roma.

Risultati scientifici
L’ambito di ricerca di Barbara Mazzolai è la robotica soft e bioispirata, un’evoluzione della robotica che prevede l’utilizzo di materiali non rigidi e ispirati al mondo vivente, in particolare agli animali invertebrati e alle piante. Durante il suo periodo al CRIM Lab della Scuola Superiore Sant’Anna, Barbara Mazzolai fonda un nuovo ambito di ricerca specificatamente dedicato alle microtecnologie e alla robotica applicabili all’ambiente e all’agroalimentare, svolge il ruolo di project manager di progetti europei come Octopus, mirato allo sviluppo di un robot soft ispirato all’Octopus vulgaris, e DustBot, una rete di robot autonomi utilizzabili per la raccolta dei rifiuti porta-a-porta e per il miglioramento dell’igiene urbana. Arrivata alla direzione del Centro di Micro Bio-Robotica dell’IIT, fonda una nuova linea di ricerca nel campo della robotica bioispirata e soft robotics denominata “Plantoid”, che mira alla realizzazione per la prima volta a livello mondiale di robot ispirati ai movimenti, alle capacità sensoriali e di comunicazione delle piante e delle loro radici per l’esplorazione del suolo e il monitoraggio ambientale.

Attività editoriali e pubblicazioni
Barbara Mazzolai è membro del gruppo editoriale di varie riviste scientifiche, quali Bioinspiration & Biomimetics, Soft Robotics, Biomimetics, Robotics & Automation Letters, Frontiers in Bionics and Biomimetics, Micro-BioRobotics.

È autrice di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, fra cui:

(2016) Laschi C, Mazzolai B, Cianchetti M. Soft robotics: Technologies and systems pushing the boundaries of robot abilities. Science Robotics, 1:(1).
(2016) Larson C, Peele B, Li S, Robinson S, Totaro M, Beccai L, Mazzolai B, Shepherd R. Highly stretchable electroluminescent skin for optical signaling and tactile sensing. Science, 351(6277): 1071-1074.
(2016) Argiolas A, Puleo GL, Sinibaldi E, Mazzolai B. Osmolyte cooperation affects turgor dynamics in plants. Scientific Reports, 6.
(2016) Mazzolai B, Mattoli V. Robotics: Generation soft. Nature, 536 (7617), 400-401.
(2014) Sadeghi A, Tonazzini A, Popova L, Mazzolai B. A Novel Growing Device Inspired by Plant Root Soil Penetration Behaviors. PLoS ONE, 9:(2).
(2014) Sinibaldi E, Argiolas A, Puleo GL, Mazzolai B. Another lesson from plants: the forward osmosis-based actuator. PLoS ONE, 9(7): e102461.
(2014) Tramacere F, Kovalev A, Kleinteich T, Gorb SN, Mazzolai B. Structure and mechanical properties of Octopus vulgaris suckers. Journal of the Royal Society Interface, 11: 91, 20130816.
(2013) Tramacere F, Beccai L, Kuba M, Gozzi A, Bifone A, Mazzolai B. The Morphology and Adhesion Mechanism of Octopus vulgaris suckers. PLoS ONE, 8(6): e65074.
(2012) Mazzolai B, Margheri L, Cianchetti M, Dario P, Laschi C. Soft robotic arm inspired by the octopus. II. From artificial requirements to innovative technological solutions. Bioinspiration & Biomimetics, 7 025005.
(2011) Mazzolai B, Mondini A, Corradi P, Laschi C, Mattoli V, Sinibaldi E, Dario P. A Miniaturized Mechatronic System Inspired by Plant Roots. IEEE Transaction on Mechatronics, 16(2), 201-212.

Riconoscimenti e premi
Nel 2010 Barbara Mazzolai riceve il premio “Marisa Bellisario” per l’attività scientifica e di gestione del progetto “DustBot”, nel 2013 è insignita del Premio Pio Manzù con la Medaglia del Senato della Repubblica italiana per il suo impegno di scienziata per lo sviluppo di tecnologie che aprono nuove strade allo sviluppo sostenibile. Con le stesse motivazioni nel 2015 riceve il premio internazionale Genova: una donna fuori dal coro.

Deny Menghini
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neuropsicologia dello sviluppo

Parole chiave: dislessia, terapia dislessia, disturbi dello sviluppo, apprendimento, linguaggio, sindromi genetiche, deficit di attenzione e iperattività


Funzione/Ruolo
Psicologa presso l’U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, responsabile Prof. Stefano Vicari

Percorso professionale
Dopo la laurea in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione presso La Sapienza di Roma, prosegue la sua formazione con un Perfezionamento in Psicopatologia dell'Apprendimento presso l'Università di San Marino. Dal 1998 svolge attività di ricerca presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Nel 2004 consegue il Dottorato di Ricerca in Scienze cognitive e della Riabilitazione presso la L.U.M.S.A. di Roma. Nel 2013 ottiene un contratto di assunzione a tempo indeterminato, come Psicologa, Dirigente I livello, presso il Dipartimento di Neuroscienze, U.O.C. Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, responsabile prof. Stefano Vicari. Nel 2014 ottiene l’abilitazione nazionale come professoressa associata per l’insegnamento di Psicologia Generale, Psicobiologia, Psicometria. Ha insegnato Psicofisiologia e Neuropsicologia e Tecniche di Osservazione del Comportamento Infantile e Neuropsicologia Comportamentale presso l'Università Europea di Roma. E’ specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale. Svolge attività didattica in diversi Master di Neuropsicologia e Scuole di Specializzazione ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Svolge attività clinica di diagnosi dei disturbi dell’apprendimento e dello sviluppo. Coordina un gruppo di ricerca che si occupa della sperimentazione e applicazione di tecniche riabilitative innovative come la stimolazione cerebrale non invasiva per il trattamento di disturbi evolutivi come la dislessia.

Risultati scientifici
I suoi interessi di ricerca riguardano lo studio del profilo neuropsicologico di diversi disturbi dello sviluppo, come i disturbi dell'apprendimento, del linguaggio, il deficit di attenzione e iperattività e la disabilità intellettiva. Il suo ambito di ricerca è lo studio dei correlati neurobiologici e della relazione fra il cervello e il profilo neuropsicologico dei disturbi dello sviluppo. Dal 2012 Deny Menghini e il suo team di ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con il Laboratorio di stimolazione cerebrale della Fondazione Santa Lucia, hanno iniziato ad utilizzare a fini sperimentali una nuova tecnica per il trattamento della dislessia. La tecnica impiegata viene definita stimolazione cerebrale non invasiva e permette di stimolare in maniera indolore e miratamente le aree cerebrali in cui si osserva una minore attività cerebrale nelle persone con dislessia. Visti i risultati preliminari incoraggianti, la ricerca sta proseguendo aumentando il numero di partecipanti coinvolti nello studio e definendo il protocollo più efficace (ad esempio, il numero di incontri necessari, le specifiche aree cerebrali da stimolare e la durata ottimale dell’intervento) in modo da poterlo presto estendere alla pratica clinica.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Costanzo FVaruzza CRossi SSdoia SVarvara POliveri MGiacomo KVicari SMenghini D.. Evidence for reading improvement following tDCS treatment in children and adolescents with Dyslexia. Restorative Neurology and Neuroscience, 34(2):215-26.
(2016) Costanzo F, Varuzza C, Rossi S, Sdoia S, Varvara P, Oliveri M, Koch G, Vicari S, Menghini D. Reading changes in children and adolescents with dyslexia after transcranial direct current stimulation. Neuroreport, 27(5):295-300.
(2015) Costanzo F, Menghini D, et al. Transcranial Direct Current Stimulation Treatment in an Adolescent with Autism and Drug-Resistant Catatonia. Brain Stimulation 8(6).
(2015) De Crescenzo F, Licchelli S, Ciabattini M, Menghini D, et al. The use of actigraphy in the monitoring of sleep and activity in ADHD: A meta-analysis. Sleep Medicine Reviews 26.
(2014) Varvara P, Varuzza C, Sorrentino AC, Vicari S, Menghini D. Executive functions in developmental dyslexia. Frontiers in Human Neuroscience, 8:120.
(2013) Costanzo F, Menghini D, Caltagirone C, Oliveri M, Vicari S. How to improve reading skills in dyslexics: the effect of high frequency rTMS. Neuropsychologia, 51(14):2953-9.
(2012) Costanzo F, Menghini D, Caltagirone C, Oliveri M, Vicari S. High frequency rTMS over the left parietal lobule increases non-word reading accuracy. Neuropsychologia, 50(11):2645-51.
(2011) Menghini D, Costanzo F, Vicari S. Relationship between brain and cognitive processes in Down syndrome. Behavior Genetics, 41(3):381-93.
(2011) Menghini D, Di Paola M, Federico F, Vicari S, Petrosini L, Caltagirone C, Bozzali M. Relationship between brain abnormalities and cognitive profile in Williams syndrome. Behavior Genetics, 41(3):394-402.
(2010) Menghini D, Finzi A, Benassi M, Bolzani R, Facoetti A, Giovagnoli S, Ruffino M, Vicari S. Different underlying neurocognitive deficits in developmental dyslexia: a comparative study. Neuropsychologia, 48(4):863-72.

Riconoscimenti e premi
Nel 2012 Deny Menghini riceve un finanziamento dal Ministero della Salute nell’ambito del Young Italian Researchers Grant grazie al quale nasce il gruppo di ricerca per innovazioni terapeutiche nei disturbi dello sviluppo. Nel 2010 ha ottenuto un Grant della Fondation Jerome Lejeune per un progetto di ricerca sui correlati cerebrali nella sindrome di Down.

Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: farmacologia comportamentale

Parole chiave: disordini alimentari, disturbi alimentari, bulimia, anoressia, obesità


Funzione/Ruolo
Ricercatrice dell’Unità di Farmacologia dell’Università di Camerino

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Farmacia presso l’Università di Camerino nel 2008 e l’abilitazione all’esercizio della professione di farmacista, prosegue i suoi studi attraverso un dottorato di ricerca in Chemical, Pharmaceutical Sciences and Biotechnology, che consegue nel 2012, nello stesso ateneo, dopo aver trascorso l’ultimo anno presso l’Università di Zurigo . Attualmente svolge attività di ricerca nell’Unità di Farmacologia dell’Università di Camerino.

Risultati scientifici
I principali interessi di ricerca di Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura si concentrano sullo studio dei disordini alimentari. Già durante il suo dottorato di ricerca si occupa di studi di farmacologia comportamentale volti allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per il trattamento degli espisodi di binge eating, ovvero abbuffate compulsive di cibo, presenti nei soggetti che soffrono di problemi di alimentazione come la bulimia, il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) e l’anoressia del sottotipo binge eating-purging type. Lo scopo degli studi è indagare il ruolo delle restrizioni caloriche e dello stress per la comparsa e lo sviluppo del disordine, testando diversi composti che possono influenzare tali sistemi in un modello preclinico. Uno dei principali obiettivi di Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura è individuare le cause scatenanti di questi disturbi così da poter sviluppare una terapia farmacologica efficace. Il suo ultimo progetto di ricerca è proprio incentrato sullo sviluppo di un nuovo approccio farmacologico per il trattamento dell’obesità e dei disturbi alimentari correlati all’alimentazione incontrollata e compulsiva, che intende ottenere studiando il ruolo svolto nel sistema cerebrale dall’adenosina (un importante modulatore nel sistema nervoso centrale e periferico).

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2016) Pucci M, Micioni Di Bonaventura MV, Giusepponi ME, Romano A, Filaferro M, Maccarrone M, Ciccocioppo R, Cifani C, D'Addario C. Epigenetic regulation of nociceptin/orphanin FQ and corticotropin-releasing factor system genes in frustration stress-induced binge-like palatable food consumption. Addict Biol. 2016 Nov;21(6):1168-1185.
(2016) Romano A, Tempesta B, Micioni Di Bonaventura MV, Gaetani S. From Autism to Eating Disorders and More: The Role of Oxytocin in Neuropsychiatric Disorders. Frontiers in Neuroscience, 9:497.
(2015) Pucci M, Micioni Di Bonaventura MV, et al. P.1.a.021 Genetic and epigenetic regulation of cannabinoid receptor type-1 in obesity. European Neuropsychopharmacology, 25, 2, S169-S170.
(2015) Cifani C, Micioni Di Bonaventura MV, Pucci M, D'Addario C. Regulation of hypothalamic neuropeptides gene expression in diet induced obesity resistant rats: Possible targets for obesity prediction?. Frontiers in Neuroscience, 9, 187.
(2015) Bedse G, RomanoA, […] Micioni di Bonaventura MV, et al. Inhibition of Anandamide Hydrolysis Enhances Noradrenergic and GABAergic Transmission in the Prefrontal Cortex and Basolateral Amygdala of Rats Subjected to Acute Swim Stress. Journal of Neuroscience Research, 93(5):777-87.
(2014) Di Francesco A, Falconi A, Di Germanio C, Micioni di Bonaventura MV, et al. Extravirgin olive oil up-regulates CB1 tumor suppressor gene in human colon cancer cells and in rat colon via epigenetic mechanisms. The Journal of Nutritional Biochemistry, 26(3):250-8.
(2014) D'Addario C, Micioni Di Bonaventura MV, Pucci M, Romano A, Gaetani S, Ciccocioppo R, Cifani C, Maccarrone M. Endocannabinoid signaling and food addiction. Neurosci Biobehav Rev. 47:203-24.
(2014) Micioni Di Bonaventura MV, Ciccocioppo R, Romano A, Bossert JM, Rice KC, Ubaldi M, St Laurent R, Gaetani S, Massi M, Shaham Y, Cifani C. Role of bed nucleus of the stria terminalis corticotrophin-releasing factor receptors in frustration stress-induced binge-like palatable food consumption in female rats with a history of food restriction. J Neurosci. 20;34(34):11316-24.
(2012) Micioni Di Bonaventura MV, Cifani C, Lambertucci C, Volpini R, Cristalli G, Massi M. A2A adenosine receptor agonists reduce both high-palatability and low-palatability food intake in female rats. Behav Pharmacol. 23(5-6):567-74.
(2012) Piccoli L, Micioni Di Bonaventura MV, Cifani C, Costantini VJ, Massagrande M, Montanari D, Martinelli P, Antolini M, Ciccocioppo R, Massi M, Merlo-Pich E, Di Fabio R, Corsi M. Role of orexin-1 receptor mechanisms on compulsive food consumption in a model of binge eating in female rats. Neuropsychopharmacology. 37(9):1999-20.

Riconoscimenti e premi
Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua carriera accademica nazionale ed internazionale. Nel 2013 riceve il premio Farmindustria- Società Italiana di Farmacologia (SIF) per la sua produzione scientifica in ambito farmacologico. Nel 2014 vince tre travel awards per i lavori presentati a due congressi: il 9th Federations of European Neuroscience Societies (FENS) Forum of Neuroscience e l'European College of Neuropsychopharmacology (ECNP) Workshop for Junior Scientists in Europe e alla XII International Summer School of Neuroscience "Dopamine", della Federation of European Pharmacological Societies (EPHAR), della SIF e dell'Italian Society of Neuropsychopharmacology (SINPF). Nel 2014 è stata selezionata per il programma International Brain Research Organization (IBRO) InEurope Short Stay Program che ha svolto a Zurigo, per studiare l'influenza degli ormoni ovarici durante gli episodi di binge eating. Nel 2015 viene premiata sia durante il Joint Meeting European Behavioural Pharmacology Society (EBPS) - European Brain and Behaviour Society (EBBS) per i risultati ottenuti durante il periodo di ricerca a Zurigo e sia al 9th World Congress IBRO a Rio de Janeiro, per lo studio presentato nel corso del congresso sul ruolo dell’adenosina nel controllo degli episodi di binge eating. Nel 2016 vince il Premio “L’Oréal-UNESCO per le Donne e la Scienza 2016” nell’ambito del Programma “For Women in Science” della “Fondation l’Oréal” in collaborazione con L’Oréal Italia e l’UNESCO.

Chiara Montanari
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: project management, extreme project management, design sistemico, complessità applicata, diversity management, sostenibilità, logistica, energie alternative

Parole chiave: antartide, spedizione in antartide, esploratrice, innovazione, progetti complessi, strategia, management, sostenibilità, energie alternative, tecnologie digitali


Funzione/Ruolo
Manager Ricerca e Sviluppo del Politecnico di Milano, Prima italiana a capo di una spedizione in Antartide. Esperta di extreme project management

Percorso professionale
Dopo la laurea in Ingegneria Civile presso l’Università di Pisa, prosegue la sua formazione con un master in Management conseguito nel 2010 presso il MIP (Graduate School of Business) del Politecnico di Milano. Dal 2002 al 2008 è Energy Manager e Interface Manager per il PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide), dove si occupa sostenibilità e di organizzare le missioni scientifiche in Antartide. Dal 2008 al 2010 è a capo della Missione Europea alla base di ricerca Concordia in Antartide. Nel 2013, per l'istituto polare francese, è a capo della logistica sempre nell’ambito della spedizione Europea in Antartide. Dal 2015 al 2016 dirige la missione di ricerca Belga in Antartide alla stazione Princess Elizabeth (primo Zero Emission Building dell'Antartide). Attualmente è manager nei programmi di Ricerca e Sviluppo presso il Politecnico di Milano e collabora con il CE.R.CO-C.Q.I.A. (Centro di Ricerca sulla Complessità dell’Università di Bergamo) per lo sviluppo, e il trasferimento verso le organizzazioni, delle competenze che permettono di agire efficacemente in ambito di incertezza (competenze che tipicamente si acquisiscono nelle esperienze di vita-lavoro in ambienti estremi).

Risultati scientifici
Durante le cinque spedizioni antartiche cui ha partecipato (la si può definire una esploratrice del XXI secolo) Chiara Montanari si è occupata della supervisione delle operazioni scientifiche, dell’organizzazione delle risorse umane, ma anche dei voli e delle operazioni di emergenza, ed è stata il principale contatto per i rapporti coi media. Grazie alle sue capacità di management anche di progetti complessi (e una spedizione al Polo Sud richiede particolare abilità di organizzazione e coordinazione), Montanari ha risposto a tutte le necessità legate al funzionamento del programma. In particolare, nel corso delle spedizioni alla base Concordia (una stazione di ricerca italo-francese situata sull’altipiano antartico a 3300 m di altitudine e a 1200 km dalla costa) e nel corso dell'ultima spedizione alla base di ricerca Princess Elisabeth (una stazione sabotata prima dell'arrivo del team), si è trovata a gestire situazioni ad alto rischio con forte pressione sul raggiungimento del risultato. In ogni missione ha coordinato da un lato il gruppo scientifico, con il proprio background e i propri obiettivi di missione, e dall’altro il team degli esperti di logistica, che ha competenze altrettanto strategiche: l’installazione delle complicate attrezzature scientifiche, l’approvvigionamento in viveri, materiali, carburante e la gestione degli spostamenti all’esterno. Montanari li ha fatti dialogare e lavorare insieme, agevolando anche i rapporti personali spesso non facili in un team multidisciplinare e multiculturale confinato a convivere in un microcosmo isolato. Sulla base di queste esperienze sul campo e degli studi sulla complessità applicata, Montanari oggi si occupa di trasferire alle aziende le competenze chiave per lo sviluppo di un team capace di resilienza e di agire efficacemente anche nel mondo del business contemporaneo, caratterizzato da elevata complessità, incertezza e cambiamento continuo.

Attività editoriali e pubblicazioni
Nel 2015 pubblica Cronache dai ghiacci. 90 giorni in Antartide, in cui narra l’esperienza della spedizione del 2013 alla stazione Concordia e propone il vivere e lavorare in ambiente estremo come metafora del mondo contemporaneo.

Riconoscimenti e premi
È la prima italiana a capo di una spedizione in Antartide. Nel 2014 vince l’Ambrogino D’Oro dal Comune di Milano per l’impegno nell’innovazione, il trasferimento tecnologico e nella ricerca.

Maria Concetta Morrone
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neurologia

Parole chiave: occhi, sistema visivo, percezione multisensoriale, percezione tempo, percezione numerica, robotica


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Fisiologia Umana dell’Università di Pisa

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica nel 1977 presso l’Università di Pisa, prosegue la sua formazione sia nelle discipline fisiche sia biologiche. Questo iniziale interesse multidisciplinare, che coniuga un approccio quantitativo e computazionale allo studio dei processi sensoriali neuronali e percettivi, è elemento caratterizzante dell’attività scientifica svolta, portandola a raggiungere risultati importati riconosciuti in campo internazionale. Nel 1981 svolge un perfezionamento in Biofisica presso la Scuola Normale Superiore. Successivamente passa circa 5 anni presso il dipartimento di Psicologia dell’Università Western Australia, completando la sua formazione nel campo delle scienze comportamentali. In questo periodo di post dottorato si rafforza in lei l’interesse per la comprensione dei meccanismi percettivi e la loro simulazione con metodi matematici e computazionali. Dal 1987 si stabilisce a Pisa dove continua la propria attività di ricerca, prima come ricercatrice di Fisica Generale della Scuola Normale Superiore e in seguito come Prima Ricercatrice dell’Istituto di Neurofisiologia del CNR. Nel 2000 diventa professoressa ordinaria di Psicobiologia presso la facoltà di psicologia della Libera Università Vita-Salute S Raffaele. Fonda il Corso di laurea specialistica in Neuroscienze Cognitive, unico in Italia, per le Facoltà di Psicologia, Filosofia e Medicina. Dal 2008 è professoressa di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Pisa.

Risultati scientifici
L’attività di ricerca di Maria Concetta Morrone riguarda principalmente lo studio dei meccanismi neuronali nell’essere umano per l’esplorazione e la rappresentazione dello spazio e del tempo. In particolare ha studiato come il cervello possa conferire stabilità percettiva al mondo nonostante questo sia percepito attraverso degli organi straordinariamente mobili, come gli occhi. Gli studi effettuati mostrano una forte interazione fra lo spazio e il tempo percepito, analogamente ai fenomeni della fisica. La conoscenza dei circuiti e dei meccanismi operanti nei sistemi nervosi ha due importanti connessioni con le scienze applicate: da un lato le ricerche transazionali in medicina (nella quale le ipotesi teoriche possono trovare un’immediata possibilità di sperimentazione pratica e dove l’esperienza clinica fornisce indicazioni e supporto continuo alla ricerca), dall’altro le ricerche nell’ambito della robotica. Entrambe le discipline rientrano negli interessi delle ricerche effettuate e hanno portato alla messa a punto di metodi diagnostici per la medicina e allo sviluppo di modelli computazionali per il riconoscimento di immagini e la rappresentazione dello spazio percettivo, utili nei sistemi di visione artificiali.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, fra cui:

(2015) Biagi L, Crespi SA, Tosetti M, Morrone MC. BOLD Response Selective to Flow-Motion in Very Young Infants. PLoS Biology, 13(9):e1002260.
(2007) d’Avossa G, Tosetti M, Crespi D, Biagi L, Burr DC, Morrone MC. Spatiotopic selectivity of BOLD responses to visual motion in human area MT. Nature Neuroscience, 10(2):249-55.
(2000) Morrone MC, Tosetti M, et al. A cortical area that responds specifically to optic flow, revealed by fMRI. Nature Neuroscience, 3:1322-1328.
(1998) Neri P, Morrone MC, Burr DC. Seeing biological motion. Nature, 395(6705):894-6.
(1997) Ross J, Morrone MC, Burr DC. Compression of visual space before saccades. Nature, 386(6625):598-601.
(1995) Morrone MC, Burr DC, Vaina LM. Two stages of visual processing for radial and circular motion. Nature, 376(6540):507-9.
(1994) Burr DC, Morrone MC, Ross J. Selective suppression of the magnocellular visual pathway during saccadic eye movements. Nature, 371(6497):511-3.
(1988) Morrone MC, Burr DC. Feature detection in human vision: a phase-dependent energy model. Proceedings of the Royal Society of London B: Biological Sciences, 235(1280):221-45.
(1986) Morrone MC, Ross J, Burr DC, Owens R. Mach bands are phase dependent. Nature, 324: 250-253
(1986) Morrone MC, Burr DC. Evidence for the existence and development of visual inhibition in humans. Nature, 321(6067):235-7.

Riconoscimenti e premi
Per le ricerche effettuate sono stati conferiti a Maria Concetta Morrone premi e numerosi riconoscimenti, come il Premio Nazionale del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, conferito dal Presidente della Repubblica Italiana presso l’Accademia Dei Lincei di Roma nel 2002 per la Fisiologia e Patologia, la Medaglia di Koffka conferita per le ricerche sullo Sviluppo e sulla Percezione dall’Università di Giessen nel 2011. È stata nominata Socia Corrispondente dell'Accademia dei Lincei - Classe di Scienze di Fisiche, Matematiche e Naturali nel 2014. Ha ricevuto l’Advanced Grant della European Research Council.

Isabella Nova
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria chimica, catalisi

Parole chiave: inquinamento atmosferico, gas di scarico veicoli, tecnologia, nanotecnologie, catalisi, energie rinnovabili, fonti energetiche, ambiente, combustibili, emissioni, energia, brevetto riduzione emissioni


Funzione/Ruolo
Professoressa di Chimica Industriale e Tecnologia presso il Politecnico di Milano

Percorso professionale
Si laurea in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano, proseguendo poi la sua formazione con un dottorato di ricerca in Chimica Industriale nel 1999 presso l’Università degli Studi di Milano, e con un post dottorato al Politecnico di Milano. Nel 2002 è Ricercatrice di ruolo, sempre presso il Politecnico nel Dipartimento di Ingegneria Chimica. Nel 2007 diventa professoressa associata dello stesso dipartimento e dal 2008 afferente al Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano.

Risultati scientifici
Tra i principali interessi scientifici di Isabella Nova ci sono i processi catalitici ambientali e le fonti energetiche. Nello specifico, studia le tecnologie catalitiche per il controllo delle emissioni inquinanti da gas di scarico a combustione povera, i processi foto-elettrochimici per la scissione dell'acqua in idrogeno e ossigeno e la conversione dell’anidride carbonica in combustibili e prodotti chimici. Sulla base dei suoi studi, Isabella Nova e i suoi colleghi producono nel 2008 un brevetto innovativo per “apparecchiature e procedimenti per ridurre il contenuto di ossidi di azoto nei gas di scarico dei sistemi di combustione”. L'invenzione riguarda un apparato per la riduzione degli ossidi di azoto contenuti nei gas di scarico di un impianto di combustione comprendente un catalizzatore SCR (riduzione catalitica selettiva) mediante l’utilizzo di un agente riducente a base di ammoniaca e un agente ossidante azotato. L'apparecchiatura consente di ridurre efficacemente gli ossidi di azoto nei gas di scarico a temperature comprese fra i 150 ° C e i 550 ° C. L'invenzione ha applicazioni che riguardano l’utilizzo sia nella combustione industriale, sia nella combustione interna degli autoveicoli.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di cento articoli scientifici nazionali ed internazionali, tra cui:

(2015) Ruggeri MP, Nova I, Tronconi E, Pihl JA, Toops TJ, Partridge WP. DRIFT in situ measurements for the mechanistic study of NO oxidation over a commercial Cu-CHA catalyst. Applied Catalysis B: Environmental, 3T3T3T166–1673T3T3T: 181-192.
(2014) Ruggeri MP, Selleri T, Colombo M, Nova I, Tronconi E. Identification of nitrites/HONO as primary products of NO oxidation over Fe-ZSM-5 and their role in the Standard SCR mechanism: A chemical trapping study. Journal of Catalysis, 311:266-270.
(2012) Palmas S, Da Pozzo A, Mascia M, Vacca A, Matarrese R, Nova I. Photo-electrochemical behavior at different wavelengths of electrochemically obtained TiO2 nanotubes. Journal of Applied Electrochemisrty, 42:745-751.
(2009) Forzatti P, Nova I, Tronconi E. The Enhanced NH3-SCR Reaction for NOx Abatement. Angewandte Chemie International Edition,48: 8366-8368.
(2008) Forzatti P, Nova I, Tronconi E. Apparatus and process for reducing the content of Nitrogen Oxides in exhaust gas of combustion systems, Patents EP2144691B1 and WO2008126118 (A1).
(2008) Grossale A, Nova I, Tronconi E, Chatterjee D, Weibel M. The chemistry of NH3-NO/NO2 “Fast” SCR reaction over Fe-ZSM5 investigated by transient reaction analysis. Journal of Catalysis, 256:312-322.
(2006) Nova I, Lietti L, Castoldi L, Tronconi E, Forzatti P. New insights in the NOx reduction mechanism with H2 over Pt–Ba/Al2O3 lean NOx trap catalysts under near-isothermal conditions. Journal of Catalysis, 239:244-254.
(2006) Nova I, Ciardelli C, Tronconi E, Chatterjee D, Bandl-Konrad B. NH3-NO/NO2 chemistry over V-based catalysts and its role in the mechanism of the Fast SCR reaction. Catalysis Today, 114:3-12.
(2006) Nova I, Ciardelli C, Tronconi E, Chatterjee D, Bandl-Konrad B. NH3-SCR of NO over a V-based catalyst: low-T redox kinetics with NH3 inhibition. AIChE Journal, 52(9):3222-3233.
(2004) Nova I, Castoldi L, Lietti L, Tronconi E, Forzatti P, Prinetto F, Ghiotti G. NOx adsorption study over Pt-Ba/Al catalysts: FTIR and pulse experiments. Journal of Catalysis, 222:377-388.

Riconoscimenti e premi
Il suo lavoro scientifico nell’ambito della catalisi ambientale ha portato a diversi riconoscimenti, quali l’invito a dare conferenze a importanti conferenze internazionali e presso centri di ricerca di università e società internazionali, l’invito a fungere da editore per diversi volumi dedicati allo studio di processi catalitici per la rimozione di sostanze inquinati (Catalysis Todat, Elsevier Ed.) e di un libro dedicato alla tecnologia SCR per il controllo delle emissioni di NOx a bordo di veicoli (Springer), alla partecipazione all’ Editorial Board della rivista Applied Catalysis B: Environmental” (Elsevier). Ha inoltre, ricevuto alcuni premi, tra i quali il Premio Giovani Scienziati all’interno del tredicesimo International Congress on Catalysis, a Parigi (2004), il Glenn Award for the San Diego Meeting of the Fuel Chemistry Division (2005), il K‐idea award dal Kilometro Rosso e l’Energy award dalla Schneider Electric per il brevetto “Apparatus and process for reducing the content of nitrogen oxides in exhaust gases of combustion systems” (2009). Fa inoltre parte del Centro di Eccellenza MIUR per l’Ingegneria dei Materiali e delle Superfici Nanostrutturati (NEMAS), dell’Associazione Italiana di Ingegneria Chimica, della Società Chimica Italiana e dell’American Chemical Society, Fuel Division.

Daniela Pantosti
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: geologia dei terremoti, paleosismologia

Parole chiave: terremoti, sisma, pericolosità sismica, tsunami, tettonica attiva, geologia dei terremoti, geomorfologia tettonica


Funzione/Ruolo
Direttrice della Struttura Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sezione di Roma

Percorso professionale
Dopo la laurea in Geologia all’università di Roma La Sapienza nel 1985, consegue l’abilitazione alla professione di geologa nel 1986. Lavora in seguito al Servizio Geologico d’Italia; dal 1987 è ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, e nel 2000 assume la carica di Dirigente di Ricerca. Nel 1991-1992 e nel 1997-1998 è visiting scientist presso l’United States Geological Service di Menlo Park. in California. Dal 2013 decide di ridurre le proprie attività di ricerca per mettersi al servizio dell’INGV, ricoprendo ruoli di responsabilità e gestione interna. Dal 2013 al 2016 è direttrice della Sezione Roma1, Sismologia e Tettonofisica. Attualmente dirige la Struttura Terremoti con compiti di programmazione, sviluppo e verifica delle attività di ricerca.

Risultati scientifici
Il principale ambito di ricerca di Daniela Pantosti è la Geologia dei Terremoti e Paleosismologia (studio delle registrazioni geologiche dei terremoti del passato, attività di ricerca che offrono un contributo importante alle stime di pericolosità sismica. Queste discipline, che si occupano di caratterizzare la sismicità di una regione sulla base delle “impronte” lasciate dai terremoti del passato sul paesaggio e nella geologia, erano del tutto nuove in Italia alla fine degli anni Ottanta. Grazie al supporto dell’INGV, Daniela Pantosti ha potuto introdurle anche nel nostro Paese, utilizzandole per la prima volta per lo studio della faglia dell’Irpinia responsabile del terremoto del 1980. Attraverso l’osservazione dello sviluppo di modelli di segmentazione e ricorrenza delle faglie, della caratterizzazione delle sorgenti sismogenetiche e del loro comportamento sismico infatti risulta molto più attendibile la stima della pericolosità sismica. Visti gli ottimi risultati, questi studi si sono enormemente sviluppati e sono entrati a far parte integrante del percorso scientifico. Anche in seguito di questi successi, Pantosti ha partecipato ed è stata responsabile di progetti nazionali e internazionali riguardanti la definizione di pericolosità sismica e da tsunami in Italia, nel Mediterraneo, in California, nel Centro e Sud America e in Nuova Zelanda.

Attività editoriali e pubblicazioni
Daniela Pantosti è editrice associata per varie riviste scientifiche come Tectonophysics, Bulletin of the Seismological Society of America, Journal of Earthquake Engineering, Italian Journal of Geosciences.

È inoltre autrice di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(2013) Clark KJ, Cochran UA, Berryman KR, Biasi G, Langridge R, Villamor P, Bartholomew T, Litchfield N, Pantosti D, Marco S, Van Dissen R, Turner G, Hemphill-Haley M. Deriving a long paleoseismic record from a shallow water Holocene basin next to the Alpine fault, New Zealand. Geological Society of America Bulletin, 125(5-6): 811-832.
(2011) Cinti FR, Pantosti D, De Martini PM, Pucci S, Civico R, Pierdominici S, Cucci L, Brunori CA, Pinzi S, Patera A. Evidence for surface faulting events along the Paganica fault prior to the 6 April 2009 L'Aquila earthquake (central Italy). Journal of Geophysical Research, 116, B07308.
(2011) Pucci S, Pantosti D, De Martini PM, Smedile A, Munzi M, Cirelli E, Pentiricci M, Musso L. Environment-man relationships in historical times: the balance between urban development and natural forces at Leptis Magna (Libya). Quaternary International, 242, 171-184.
(2008) Pantosti D, Barbano MS, Smedile A, De Martini PM, Tigano G. Geological evidence of paleotsunamis at Torre degli Inglesi (northeast Sicily). Geophysical Research Letters, 35, L05311.
(2008) Pantosti D, Pucci S, Palyvos N, De Martini PM, D'Addezio G, Collins PEF, Zabci C. Paleoearthquakes of the Düzce fault (North Anatolian Fault Zone): Insights for large surface faulting earthquake recurrence. Journal of Geophysical Research, 113, B01309.
(2005) Palyvos N, Pantosti D, De Martini PM, Sorel F, Pavlopoulos K. The Aigion-Neos Erineos normal fault system (Western Corinth Gulf Rift, Greece): Geomorphological signature, recent earthquake history and induced coastal changes during the Holocene. Journal of Geophysical Research, 110, B09302.
(2005) Heker S, Pantosti D, Schwartz D, Hamilton J, Reidy L, Powers T. The most recent large earthquake on the Rodgers Creek fault, San Francisco Bay Area. Bulletin of the Seismological Society of America, 95, 844-860.
(2004) Pantosti D, De Martini PM, Papanastassiou D, Lemeille F, Palyvos N, Stavrakakis G. Paleoseismological trenching across the Atalanti fault (Central Greece): evidence for the ancestors of the 1894 earthquake during Middle Age and Roman time. Bulletin of the Seismological Society of America, 94(2), 531-549.
(1996) Pantosti D, D’Addezio G, Cinti FR. Paleoseismicity of the Ovindoli-Pezza fault (Central Italy): a history including a large, previously unrecorded earthquake in Middle Ages (886-1300 A.D.). Journal of Geophysical Research, 5937-5959.
(1993) Pantosti D, Schwartz DP, Valensise G. Paleoseismology along the 1980 Irpinia earthquake fault and implications for earthquake recurrence in the southern Apennines. Journal of Geophysical Research, 98, 6561-6577.

Riconoscimenti e premi
Nel 1995 riceve l’ILP Edward Flinn award per “il suo contributo allo studio della Paleosismologia e Tettonica dell’Olocene in diverse aree”.

Costanza Papagno
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neuroscienze

Parole chiave: memoria, apprendimento del linguaggio, deficit cognitivi nei gliomi cerebrali, sordità


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Psicobiologia presso l’Università degli studi di Milano Bicocca

Percorso professionale
Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano, nel 1981 intraprende un percorso di specializzazione in Neurologia presso la medesima università conclusosi nel 1985. Dal 1986 al 1989 è impegnata nel dottorato di ricerca in Psicobiologia (settore Neuropsicologia). Successivamente, dal 1992 al 1993, è ammessa al primo anno del Corso della Scuola di Specializzazione in Psichiatria. Già dal 1982 è medica interna presso l'Istituto di Clinica Neurologica dell'Università di Milano dove vince nel 1984 la borsa di studio della CIBA-Geigy per lo studio delle "Funzioni Cognitive nei cerebrolesi". Gli studi effettuati la portano a vincere una borsa di studio del Ministero degli Esteri presso la Clinica Neurologica dell'Università di Friburgo (Germania). Nel 1988 è a Cambridge dove lavora prima con una borsa dell’European Science Foundation e poi pagata dal Medical Research Council fino al 1991. Nel 1991 torna stabilmente in Italia e lavora presso la Clinica Neurologica dell’Ospedale San Paolo di Milano. Nel 1998 presso l’Università di Palermo diventa professoressa associata di Psicologia Fisiologica. Dal 2004 è invece professoressa ordinaria dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. La sua esperienza accademica si arricchisce con la nomina a direttrice del dipartimento di Psicologia della stessa università dal 2002 al 2008, mentre è coordinatrice del Dottorato di Ricerca in Psicologia Sperimentale, Linguistica e Neuroscienze Cognitive dal 2007 al 2012. Dal 2010 al 2013 è Presidente della Scuola di Dottorato in Psicologia e Neuroscienze Cognitive e segretaria della Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia. Da maggio 2016 è presidente della Società Italiana di Neuropsicologia.

Risultati scientifici
I principali argomenti di ricerca di Costanza Papagno sono i disturbi del linguaggio in pazienti con lesioni cerebrali focali e degenerative, con particolare riferimento alla dissociazione astratto-concreto, allo sviluppo del linguaggio in bambini con impianto cocleare (un orecchio artificiale elettronico in grado di ripristinare la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda), agli effetti della stimolazione elettrica transcranica (tDCS) e ai disturbi di memoria a breve termine. Una delle recenti scoperte di Papagno e colleghi riguarda il “fascicolo uncinato”, un fascio di fibre che (tra l’altro) fa da “ponte”, collegando le due aree del cervello che servono per richiamare i nomi propri collegandoli al volto di una persona. Nel campo della memoria sono state testate le capacità del fascicolo uncinato in pazienti che hanno subito l’asportazione di un tumore al cervello. I test hanno dimostrato che i pazienti ancora in possesso del “fascicolo uncinato” sono capaci di svolgere questa operazione, diversamente dai pazienti ai quali il fascicolo è stato rimosso. I test di controllo delle altre attività cerebrali (memoria a lungo termine, comprensione di parole e frasi e cognizione spaziale) invece non hanno dimostrato differenze fra pazienti in possesso o meno del fascicolo.

Attività editoriali e pubblicazioni
Costanza Papagno fa parte di numerosi comitati scientifici ed è editrice di diverse riviste scientifiche oltre che autrice di numerosi articoli, tra cui:

(2016) Papagno C, Casarotti A. Comi A, Pisoni A, Lucchelli F, Bizzi A, Riva M, Bello L. Long-term proper name anomia after removal of the uncinate fasciculus. Brain Function and Structure, 221, 687-694.
(2016) Papagno C, Pisoni P, Mattavelli G, Casarotti A, Comi A, Fumagalli F, Vernice M, Fava E, Riva M, Bello L. Specific disgust processing in the left insula: New evidence from direct electrical stimulation. Neuropsychologia, 84, 29-35.
(2016) Papagno C, Cecchetto C, Pisoni A, Bolognini N. Deaf, blind or deaf-blind: Is touch enhanced? Experimental Brain Research, 234, 627-636.
(2014) Papagno C, Vallar G. A plastic brain for a changing environment. Cortex, 58, 248-250.
(2014) Vallar G, Bello L, Bricolo E, Castellano A, Casarotti A, Falini A, Riva M, Fava E, Papagno C. Cerebral correlates of visuo-spatial neglect. A direct cerebral stimulation study. Human Brain Mapping, 35(4):1334-50.
(2013) Papagno C, Vernice M, Cecchetto C. Phonology without semantics? Good enough for verbal short-term memory. Evidence from a patient with semantic dementia. Cortex, 49, 626-636.
(2011) Papagno C, Miracapillo C, Casarotti A, Romero Lauro L, Castellano A, Falini A, Casaceli G, Bello L. What is the role of the uncinate fasciculus? Surgical removal and proper name retrieval. Brain, 134, 405-414.
(2011) Papagno C, Gallucci M, Casarotti A, Castellano A, Falini A, Carrabba G, Giussani C, Fava E, Bello L, Caramazza A. Connectivity constraints on cortical reorganization of neural circuits involved in object naming. Neuroimage, 55, 1306-1313.
(2011) Cattaneo Z, Pisoni A, Papagno C. Transcranial direct current stimulation over Broca's region improves phonemic and semantic fluency in healthy individuals. Neuroscience, 183, 64-70.
(1998) Baddeley AD, Gathercole S, Papagno C. The Phonological loop as a language learning device. Psychological Review, 105, 158-173.

Daniela Perani
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: neurologia, neuroscienze cliniche, radiologia, medicina nucleare

Parole chiave: diagnostica per immagini, tomografia ad emissione di positroni (pet), risonanza magnetica (mri) funzionale e strutturale, malattie neurodegenerative, demenza, morbo di parkinson, neuroscienze, cervello


Funzione/Ruolo
Responsabile dell’Unità “In vivo Human Molecular and Structural Neuroimaging”, Divisione di Neuroscienze, Istituto Scientifico San Raffaele, Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano, prosegue la sua formazione attraverso una specializzazione in Neurologia, alla quale ne segue un’altra in Radiologia, sempre presso l’Università di Milano. Nel biennio 1987-1988 lascia l’Italia per Londra dove è ricercatrice presso la Royal Post-Graduate Medical School, Hammersmith Hospital, University of London. Nel 1989, tornata in Italia, diventa ricercatrice presso l’Istituto Tecnologie Biomediche Avanzate del C.N.R. di Milano; dal 1991 al 2000 è dirigente di ricerca dell’Istituto di Neuroscienze e Bioimmagini del C.N.R. di Milano. Dal 2001 è professoressa ordinaria di Neuroscienze all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Capo Unità “In vivo Human Molecular and Structural Neuroimaging” della divisione di Neuroscienze dell’Istituto Scientifico San Raffaele e coordinatrice dell’Area Attività Diagnostica Neuroimmagini, Medicina Nucleare, dell’Ospedale San Raffaele.

Risultati scientifici
Daniela Perani e il suo gruppo sviluppano numerosi progetti di ricerca nel campo delle neuroimmagini strutturali (MRI) e molecolari (PET), tecniche applicate allo studio delle malattie neurodegenerative. Gli studi di Daniela Perani si svolgono anche nel campo delle neuroimmagini funzionali (fMRI) per lo studio delle funzioni cognitive nella norma e delle loro modificazioni associate a malattie neurologiche. L’utilizzo di tecniche di neuroimaging funzionali (come SPECT, PET, fMRI) infatti consente l’indagine diagnostica in numerose neuroscienze cognitive come la neuropsicologia, la neurofisiologia (sistemi sensorimotori) e la neurologia (studio di demenze, malattie cerebrovascolari, malattie extrapiramidali come il morbo di Parkinson, sclerosi multipla e malattie prioniche, determinate dall’accumulo cerebrale di una proteina anomala, il prione). Queste tecniche forniscono la possibilità di indagare in vivo, in soggetti normali o in pazienti, l'attività funzionale cerebrale durante la esecuzione di compiti sensorimotori o cognitivi. Le tecniche PET e fMRI hanno dimostrato l'interazione tra flusso ematico e funzione cerebrale. Queste metodiche ad alta risoluzione spaziale consentono una precisa localizzazione anatomica della attivazione regionale cerebrale, che a sua volta rappresenta il correlato funzionale dell'attività mentale in vivo.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 200 pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali, fra cui:

(2013) Klunk WE, Perani D. Amyloid and neurodegeneration: Converging and diverging paths. Neurology, 81(20):1728-1729.
(2013) Garibotto V, Tettamanti M, Marcone A, Florea I, Panzacchi A, Moresco R, Virta JR, Rinne J, Cappa SF, Perani D. Cholinergic activity correlates with reserve proxies in Alzheimer’s disease. Neurobiology of Aging, 34(11):2694.e13-8.
(2013) Iannaccone S, Cerami C, Alessio M, Garibotto V, Panzacchi A, Olivieri S, Gelsomino G, Moresco RM, Perani D. In vivo microglia activation in very early dementia with Lewy bodies, comparison with Parkinson’s disease. Parkinsonism & Related Disorders, 19(1): 47-52.
(2013) Consonni MCafiero RMarin DTettamanti M, Iadanza A, Fabbro FPerani D. Neural convergence for language comprehension and grammatical class production in highly proficient bilinguals is independent of age of acquisition. Cortex, 49(5):1252-1258.
(2013) Nordberg A, Carter SF, Rinne J, Drzezga A, Brooks DJ, Vandenberghe R, Perani D, Forsberg A, Långström B, Scheinin N, Karrasch M, Någren K, Grimmer T, Miederer I, Edison P, Okello A, Van Laere K, Nelissen N, Vandenbulcke M, Garibotto V, Almkvist O, Kalbe E, Hinz R, Herholz K. A European multicentre PET study of fibrillar amyloid in alzheimer’s disease. European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging, 40(1):104-114.
(2012) Tettamanti M, Rognoni E, Cafiero R, Costa T, Galati D, Perani D. Distinct pathways of neural coupling for different basic emotions. Neuroimage, 59(2):1804-1817.
(2012) Babiloni C, Buffo P, Vecchio F, Marzano N, Del Percio C, Spada D, Rossi S, Bruni I, Rossini PM, Perani D. Brains “in concert”: Frontal oscillatory alpha rhythms and empathy in professional musicians. Neuroimage, 60(1):105-116. 
(2012) Marcone AGaribotto VMoresco RM, Florea I, Panzacchi ACarpinelli AVirta JRTettamanti MBorroni BPadovani ABertoldo AHerholz KRinne JOCappa SFPerani D. [11]-MP4A PET cholinergic measurements in amnestic mild cognitive impairment, probable alzheimer’s disease, and dementia with lewy bodies: A bayesian method and voxel-based analysis. Journal of Alzheimer’s Disease, 31(2):4387-399.
(2012) Canessa N, Alemanno F, Riva F, Zani A, Proverbio AM, Mannara N, Perani D, Cappa SF. The neural bases of social intention understanding: The role of interaction goals. PLoS ONE, 7(7).
(2012) Lalli SPiacentini S, Franzini A, Panzacchi ACerami CMessina GFerré FPerani DAlbanese A. Epidural premotor cortical stimulation in primary focal dystonia: Clinical and 18F-fluoro deoxyglucose positron emission tomography open study. Movement Disorders Journal, 27(4):533-428.

Riconoscimenti e premi
Daniela Perani è la coordinatrice Italiana Neuroimaging del Progetto Finalizzato RETI Nazionali Alzheimer 2014-2017, fa inoltre parte della Società Italiana di Neuropsicologia, della Società Internazionale di Neuroscienze (ISFNSCI) ed è componente dell’International Neuropsychological Symposium, dal 2000.

Chiara Petrioli
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Area STEM: Informatica

Competenze: informatica, protocolli di rete

Parole chiave: telecomunicazione mobile, mobile computing, networking, reti wireless, reti di sensori, bluetooth, internet, radio mobili, computer, reti, dati


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria coordinatrice del Dottorato di ricerca in Informatica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze dell'Informazione all'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 1993, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Ingegneria Informatica conseguito presso la stessa università nel 1998. Durante il dottorato è vincitrice di una prestigiosa borsa di studio Fulbright grazie alla quale nel 1996 è Visiting Research Associate presso l'Advanced Communications Technologies laboratory della Boston University, l’anno successivo presso la Erik Jonsson School of Engineering and Computer Science della University of Texas, a Dallas. Sempre nel 1998, collabora con il Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano. Dall’anno successivo è assegnista di ricerca al Politecnico di Milano. Dall’anno successivo è assegnista di ricerca al Politecnico di Milano e svolge anche attività didattiche. Da 2001 è ricercatrice di ruolo di Informatica alla Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove nel 2006 diventa professoressa associata. Oggi alla Sapienza ricopre il ruolo di professoressa ordinaria di Informatica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica.

Risultati scientifici
L'attività di ricerca di Chiara Petrioli riguarda lo sviluppo di soluzioni per sistemi wireless di prossima generazione, reti di sensori e “Internet delle cose”. In particolare Chiara Petrioli ha coordinato il progetto europeo GENESI che ha sviluppato innovativi sistemi di monitoraggio strutturale statico e dinamico degli edifici, ponti e tunnel, sperimentati nella fase di costruzione della metro B1 di Roma e della costruzione del Pont de la Poya in Svizzera. Le tecnologie sviluppate in GENESI consentono di fornire dati in real-time per lunghi periodi di tempo grazie ad un nuovo paradigma di comunicazione, basato su wake up radio, che consente di far consumare energia ai dispositivi solo quando devono effettuare operazioni o comunicare, e grazie alla capacità di alimentare i dispositivi mediante energy harvesting, ovvero di raccogliere energia dall’ambiente mediante micro-turbine eoliche e celle solari. In una collaborazione con il Ministero Per i Beni e le Attività Culturali il gruppo di Chiara Petrioli ha quindi sviluppato sistemi di monitoraggio micro-climatico, shock e vibrazioni i cui dati stanno contribuendo a definire “buone pratiche e linee guida” per aumentare la sicurezza delle opere d’arte in fase di trasporto. Tali sistemi sono stati usati all’interno del progetto Safe-Art per monitorare oltre quaranta trasporti di importanti opere d’arte (quali la Pietà Rondinini, il Narciso di Caravaggio, il Marcello del Louvre, la Livia Orante dei Vaticani, il Cratere di Eufronio del Museo di Villa Giulia). Chiara Petrioli ha anche proposto soluzioni per estendere l’Internet delle cose agli ambienti marini. Grazie alle tecnologie sviluppate dal suo gruppo e da venti partner internazionali nel progetto SUNRISE sono stati sviluppati nodi sensori sottomarini e veicoli autonomi sottomarini interconnessi in una rete e in grado di cooperare e svolgere compiti complessi. Queste tecnologie stanno ponendo le basi per creare un sistema di monitoraggio intelligente per l’ambiente marino, rendendo possibile lo sfruttamento sostenibile delle sue risorse e consentendo di basare su dati quantitativi le politiche per la salvaguardia di tale ambiente. Il sistema SUNRISE ha applicazione in vari contesti applicativi: dal monitoraggio ambientale, alla conservazione e valorizzazione dei siti archeologici sommersi, alla protezione delle infrastrutture critiche e dei confini marittimi, al monitoraggio di allevamenti di acquacoltura. Nel dicembre del 2016 è stato incluso in NT100, ovvero la lista di Nominet Trust sulle migliori 100 “global social tech changing our lives”.

Attività editoriali e pubblicazioni
Chiara Petrioli è o è stata componente dell'editorial board di IEEE Transactions on Mobile Computing, dell'editorial board dell'ACM/Kluwer Wireless Networks (ACM WINET) journal, dell'Elsevier Ad Hoc Networks Journal e dell’Elsevier Computer Communications journal. E’ membro dello steering committee di ACM SenSys e IEEE SECON ed ha svolto ruoli chiave nell’organizzazione di conferenze di riferimento nel settore (quali TPC Co-Chair di IEEE INFOCOM 2016, General Chair di ACM SenSys 2013, TPC Co-Chair di IEEE SECON 2009, TPC Co-Chair di ACM MobiCom 2006).
È inoltre autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) Ateniese G, Bianchi G, Capossele A, Petrioli C, Spenza D. Low-cost Standard Signatures for Energy-Harvesting Wireless Sensor Networks. ACM Transactions on Embedded Computing Systems.
(2015) Petrioli C, Petroccia R, Potter JR, Spaccini D. The SUNSET framework for simulation, emulation and at-sea testing of underwater wireless sensor networks. Ad Hoc Networks, 34:224-238.
(2015) Basagni S, Petrioli C, Petroccia R, Spaccini D. CARP: A Channel-aware Routing Protocol for Underwater Acoustic Wireless Networks. Ad Hoc Networks, 34:92-104.
(2015) Spenza D, Magno M, Basagni S, Benini L, Paoli M, Petrioli C. Beyond Duty Cycling: Wake-up Radio with Selective Awakenings for Long-lived Wireless Sensing Systems. IEEE INFOCOM, Hong Kong, 522-530.
(2014) Petrioli P, Spenza D, Tommasino P, Trifiletti A. A Novel Wake-Up Receiver with Addressing Capability for Wireless Sensor Nodes. Distributed Computing in Sensor Systems Conference 2014:18-25.
(2014) La Porta T, Petrioli C, Phillips C, Spenza D. Sensor-mission assignment in rechargeable wireless sensor networks. ACM Transactions on Sensor Networks (TOSN), 10(4).
(2014) Basagni S, Boloni L, Gjanci P, Petrioli C, et al. Maximizing the Value of Sensed Information in Underwater Wireless Sensor Networks via an Autonomous Underwater Vehicle. Proceedings of IEEE INFOCOM. Toronto, Canada.
(2014) Petrioli C, Nati M, Casari P, Zorzi M, Basagni S. ALBA-R: Load-Balancing Geographic Routing Around Connectivity Holes in Wireless Sensor Networks. IEEE Transactions on Parallel and Distributed Systems, 25(3):529-539.
(2011) La Porta TF, Maselli G, Petrioli G. Anticollision Protocols for Single-Reader RFID Systems: Temporal Analysis and Optimization. IEEE Transaction on Mobile Computing, 10(2):267-279.
(2003) Petrioli C, Basagni S Chlamtac I, Configuring BlueStars: Multihop scatternet formation for Bluetooth networks. IEEE Transactions on Computers, Special Issue on Wireless Internet, 52:779-790.

Riconoscimenti e premi
Chiara Petrioli nel 1996 vince un Fulbright grant. I lavori del suo gruppo di ricerca hanno vinto il premio “Best poster” a IEEE INFOCOM 2013, il premio "Migliore demo" a ACM WINTECH 2013 e il premio "Migliore demo" a ACM WUWNET 2014. I progetti di ricerca coordinati da Chiara Petrioli GENESI e SUNRISE sono stati messi in evidenza come casi di successo sul sito Digital Agenda of Europe e sul sito del Vice-Presidente della Commissione Europea. Il progetto SUNRISE è stato scelto come testimonial della campagna della rappresentanza italiana della commissione europea EuFactor#.

Sabrina Pricl
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Area STEM: Ingegneria

Competenze: ingegneria chimica e nanotecnologie

Parole chiave: nanovettori, rna, proteine, leucemia, leucemia mieloide cronica, resistenza ai farmaci, terapia, nanotecnologie, tumore, cancro, ingegneria molecolare


Funzione/Ruolo
Responsabile della linea di ricerca in “Life Science” del MOSE (Molecular Simulation Engineering) di Trieste

Percorso professionale
Dopo la laurea in Chimica presso l’Università di Trieste, nel 1986 ottiene l’abilitazione alla professione. Dal 1986 al 1990 lavora come borsista all’Area Science Park di Trieste e all’Università di Trieste. Dal 1990 al febbraio 2002 è assistente alla docenza presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Trieste. Dal 2002 è professoressa associata di Ingegneria Chimica nella stessa facoltà.

Risultati scientifici
Le attività di ricerca principali sono focalizzate sullo studio, la correlazione e la previsione delle relazioni struttura / proprietà di sistemi molecolari complessi come dendrimeri (macromolecole dotate di una caratteristica struttura ad albero), proteine ​​e trasportatori di farmaci. Nel 2014 Sabrina Pricl, assieme agli altri ricercatori del MOSE (MOlecular Simulation Engineering) di Trieste ed ai colleghi del MD Anderson Cancer Center di Houston, pubblica i risultati dello studio condotto sulla Leucemia Mieloide Cronica (CML). Lo studio ha individuato le dinamiche molecolari responsabili delle resistenze ai farmaci mirati. Si è dimostrato come i pazienti sottoposti alla terapia a lungo termine sviluppassero delle mutazioni di una particolare proteina (BCR-ABL1) che rendevano poco efficace la terapia stessa. Sabrina Pricl e colleghi hanno così fornito informazioni importanti per il trattamento della Leucemia Mieloide Cronica, consentendo non solo la possibilità di formulare una terapia personalizzata per il paziente, ma anche indagando la possibilità di creare principi attivi antagonisti alla mutazione della proteina. Sempre nel 2014, nell’ambito di una ricerca internazionale, Sabrina Pricl e colleghi sviluppano un “nanovettore” capace di trasportare e proteggere piccoli filamenti di RNA che hanno importanti capacità terapeutiche anti tumorali e anti virali. In assenza di questi “nanovettori” i piccoli filamenti di RNA non possono essere utilizzati a scopi terapeutici perché riconosciuti dal sistema immunitario come “esogeni” e quindi distrutti. La scoperta è di assoluta importanza per lo sviluppo di nuove terapie.

Attività editoriali e pubblicazioni
Sabrina Pricl è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali, fra cui:

(2016) Chen C, Posocco P, Liu X, Cheng Q, Laurini E, Zhou J, Liu C, Wang Y, Tang J, Dal Col V, Yu T, Giorgio S, Fermeglia M, Qu F, Liang Z, Rossi JJ, Liu M, Rocchi P, Pricl S, Peng L. Mastering dendrimer self-assembly for efficient siRNA delivery: from conceptual design to in vivo efficient gene silencing. Small, 12:3667-3676.
(2015) Brambilla L, Genini D, Laurini E, Merulla J, Perez L, Fermeglia M, Carbone GM, Pricl S, Catapano CV. Hitting the right spot: Mechanism of action of OPB-31121, a novel and potent inhibitor of the Signal Transducer and Activator of Transcription 3 (STAT3). Molecular Oncology, 9:1194-1206.
(2015) Tuo W, Chao C, Juan L, Cheng L, Posocco P, Xiaoxuan L, Qiang C, Shuaidong H, Zicai L; Fermeglia M, Pricl S, et al. Anticancer drug nanomicelles formed by self-assembling amphiphilic dendrimer to combat cancer drug resistance. Proceedings of The National Academy of Sciences of The United States of America, 112:2978-2983.
(2014) Gibbons DL, Pricl S, Posocco P, Laurini E, Fermeglia M, Sun H, Talpaz M, Donato N. Quintás-Cardama A. Molecular dynamics reveal BCR-ABL1 polymutants as a unique mechanism of resistance to PAN-BCR-ABL1 kinase inhibitor therapy. Proceedings of The National Academy of Sciences of The United States of America, 111:3550-3555.
(2014) Liu X, Zhou J, Yu T, Chen C, Cheng Q, Sengupta K, Huang Y; Li H, Liu C, Wang Y, Posocco P, Wang M, Cui Q, Giorgio S, Fermeglia M, Qu F, Pricl S, et al. Adaptive Amphiphilic Dendrimer-Based Nanoassemblies as Robust and Versatile siRNA Delivery Systems. Angewandte Chemie. International Edition, 53, 11822-11827.
(2012) Posocco P, Gentilini C, Bidoggia S, Pace A, Franchi P, Lucarini M, Fermeglia M, Pricl S, Pasquato L. Self-organization of mixtures of fluorocarbon and hydrocarbon amphiphilic thiolates on the surface of gold nanoparticles. Acs Nano, 6:7243-7253.
(2011) Barnard A, Posocco P, Pricl S, Calderon M, Haag R, Shum WT, Pack WD, Smith DK. Degradable Self-Assembling Dendrons for Gene Delivery – Experimental and Theoretical Insights into the Barriers to Cellular Uptake. Journal Of The American Chemical Society, 133:20288-20300.
(2011) Pierotti M, Tamborini E, Negri T, Pricl S, Pilotti S. Targeted therapy in GIST: in silico modeling for prediction of resistance. Nature Reviews. Clinical Oncology, 8:161-170.
(2009) Negri T, Pavan GM, Virdis E, Greco A, Fermeglia M, Pricl S, Pierotti MA, Pilotti S, Tamborini E. T670X KIT mutations in gastrointestinal stromal tumors: making sense of missense. Journal Of The National Cancer Institute, 101: 194-204.
(2006) Tamborini E, Pricl S, Negri T, Lagonigro MS, Miselli F, Greco A, Gronchi A, Casali P, Ferrone M, Fermeglia M, Pierotti MA, Pilotti S. Functional analyses and Molecular modeling of two c-Kit mutations responsible for Imatinib secondary resistance in GIST patients. Oncogene, 25, 6140-6146.

Riconoscimenti e premi
Sabrina Pricl fa pate delle seguenti società scientifiche: American Chemical Society, The Society of Rheology, Italian Society of Rheology, American Institute of Chemical Engineering, COMSEF (Computational Molecular Science & Engineering Forum), Editorial Board of Carbohydrate Polymers.

Silvia Giuliana Priori
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: fisiopatologia cardiovascolare, cardiologia riabilitativa, cardiologia molecolare

Parole chiave: cardiologia, sindrome morte improvvisa, cardiologia riabilitativa, telethon


Funzione/Ruolo
Direttrice scientifica presso l’IRCSS Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia e Professoressa ordinaria di Cardiologia all’Università di Pavia

Percorso professionale
Silvia Giuliana Priori si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1986 all’Università degli Studi di Milano, per poi specializzarsi in Cardiologia presso la stessa università, conseguendo nel 1995 il dottorato di ricerca in Fisiopatologia Cardiaca. Dopo un periodo di training formativo all’estero, nei laboratori di Elettrofisiologia Cellulare del Dipartimento di Cardiologia della Washington University, torna in Italia per svolgere uno stage di ricerca in biologia molecolare presso il Telethon Institute for Genetics and Medicine (TIGEM) a Milano. Dal 2008 al gennaio 2016 è Professor of Medicine e Direttrice del Programma di Genetica alla Leon H. Charney Division of Cardiology dell’Università di New York. Attualmente è professoressa ordinaria di Cardiologia all’Università degli Studi di Pavia. Oltre all’attività accademica, Silvia Giuliana Priori coordina diversi laboratori e reparti: è Direttrice Scientifica Centrale della Fondazione Salvatore Maugeri Clinica del Lavoro e della Riabilitazione IRCCS e Direttrice del Reparto di Cardiologia Riabilitativa e del Servizio di Cardiologia Molecolare presso la stessa Fondazione. Dirige e coordina anche programmi internazionali, come il Programma di Genetica Cardiovascolare Genetica Cardiovascolare presso il Centro National de Investigaciones Cardiovasculares Carlos III (CNIC) di Madrid.

Risultati scientifici
Dal 1997 ha iniziato lo sviluppo di una linea di ricerca autonoma nei laboratori da lei diretti. Fondendo l’attività clinica sulle malattie aritmogene (malattie cardiache che provocano aritmie) alle competenze di biologia molecolare ed elettrofisiologia cellulare, ha creato il primo centro in Italia, e uno dei primi al mondo, di Cardiologia Molecolare dove studia i meccanismi delle aritmie cardiache che provocano morti improvvise in bambini e adolescenti. Ha ottenuto importanti successi nella ricerca sulla sindrome del QT lungo (LQTS, dall'inglese "Long Q-T Syndrome"), una rara anomalia cardiaca caratterizzata da una ritardata ripolarizzazione delle cellule miocardiche ed associata a sincope, e sulla sindrome di Brugada, anch’essa una patologia cardiaca con disturbi dell'attività elettrica del cuore che porta all’arresto cardiaco. L’équipe che dirige è impegnata in un progetto di ampio respiro basato sulla creazione di innovativi modelli animali di malattie genetiche e sullo sviluppo di strategie molecolari avanzate per correggere i difetti genici attraverso l’utilizzo di virus adenoassociati (capaci di integrarsi nel genoma della cellula ospite anche in assenza di proliferazione cellulare) per silenziare i geni malati e per riesprimere quelli sani.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali tra cui:

(2016) Mosca B, Eckhardt J, Bergamelli L, Priori SG, et al. Role of the JP45-calsequestrin complex on calcium entry in slow twitch skeletal muscles. Journal of Biological Chemistry, 291(28):14555-65.
(2016) Mazzanti A, Priori SG. Brugada Syndrome. Journal of the American College of Cardiology, 68(6):624-625.
(2016) Faragli A, Underwood K, Priori SG, Mazzanti A. Is There a Role for Genetics in the Prevention of Sudden Cardiac Death?. Journal of Cardiovascular Electrophysiology.
(2016) Mosca B, Eckhardt J, Bergamelli L, Priori SG, et al. Role of the JP45-Calsequestrin Complex on Calcium Entry in Slow Twitch Skeletal Muscles. Journal of Biological Chemistry, 291(28).
(2016) Chyou JY Fredman D, Cerrone M, Priori SG, et al. Electrocardiographic features of sudden unexpected death in epilepsy, Epilepsia.
(2016) Curcio A, Mazzanti A, Bloise R, Priori SG, et al. Clinical Presentation and Outcome of Brugada Syndrome Diagnosed With the New 2013 Criteria. Journal of Cardiovascular Electrophysiology, 27(8):937-43.
(2016) Mazzanti A, Maragna R, Faragli A, Priori SG, et al. Gene-Specific Therapy With Mexiletine Reduces Arrhythmic Events in Patients With Long QT Syndrome Type 3. Journal of the American College of Cardiology, 67(9):1053-1058.
(2016) Imberti JF, Underwood K, Mazzanti A, Priori SG. Clinical Challenges in Catecholaminergic Polymorphic Ventricular Tachycardia. Heart, Lung and Circulation, 25(8).
(2015) Priori SG, Blomstorm-Lundqvist C, Mazzanti A, et al. 2015 ESC Guidelines for the Management of Patients With Ventricular Arrhythmias and the Prevention of Sudden Cardiac Death. Revista Española de Cardiología, 69(2):176.
(2015) Ferrantini C, Coppini R, Scellini B, Priori SG, et al. R4496C RyR2 mutation impairs atrial and ventricular contractility. The Journal of General Physiology, 147(1).

Greta Radaelli
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Area STEM: Scienze dei materiali e nanotecnologie

Competenze: ingegneria fisica e nuovi materiali

Parole chiave: grafene, iit, bedimensional, startup, innovazione, trasferimento tecnologico, cristalli bidimensionali, nanotecnologie, materiali intelligenti


Funzione/Ruolo
Amministratrice unica di BeDimensional SRL, Genova, e Ricercatrice post-doc presso L’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova

Percorso professionale
Dopo la laurea in Ingegneria fisica, prosegue gli studi con un dottorato di ricerca in Fisica presso il Politecnico di Milano, durante il quale passa un anno presso l’Istituto di Scienza dei Materiali (ICMAB-CSIC) dell’Università Autonoma di Barcellona. In seguito si trasferisce in Francia per un post-dottorato. Nel 2014, tornata in Italia, mette a disposizione dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova le capacità e l’esperienza maturate all’estero. Nel 2016 diventa Amministratrice Unica della BeDimensional, start-up nata dai laboratori dell’IIT. La mission di BeDimensional consiste nello sviluppo e nella produzione di materiali compositi integranti cristalli bidimensionali (in particolare il grafene) con lo scopo di mettere a disposizione della manifattura italiana materiali innovativi che possano migliorare le prestazioni degli oggetti di uso quotidiano.

Risultati scientifici
Durante il dottorato si occupa di elettronica degli ossidi ed in particolare si focalizza sullo studio dei fenomeni che caratterizzano l’interfaccia tra materiali ferromagnetici e ferroelettrici. L’obiettivo di questi studi è lo sviluppo di nuovi dispositivi di memoria controllati elettricamente basati su giunzioni ad effetto tunnel. All’Istituto Italiano di Tecnologia si dedica inizialmente allo sviluppo di materiali intelligenti per applicazioni industriali. Successivamente, si dedica al progetto di trasferimento tecnologico dei nuovi materiali bidimensionali, in particolare il grafene, nato in IIT divenendo amministratore unico della startup BeDimensional. All’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia, nei Graphene Labs, si studiano i cristalli bidimensionali, la nuova famiglia di materiali “smart” nata a partire dal 2004 con l’isolamento del primo e più noto di questi materiali - il grafene - e che possiedono caratteristiche uniche dal punto di vista meccanico, elettrico, termico e ottico. Il grafene, definito materiale delle meraviglie, è dotato di una resistenza meccanica circa 200 volte superiore all’acciaio e di una straordinaria conducibilità termica. È biocompatibile, biodegradabile, capace di sostenere una densità di corrente elettrica superiore al rame ed è una barriera pressoché impermeabile alla stragrande maggioranza degli elementi chimici, pur mantenendo le caratteristiche di flessibilità e leggerezza. Nei Graphene Labs di IIT è stato sviluppato un processo per la produzione di questi materiali scalabile a livello industriale. I cristalli bidimensionali (tra cui il grafene) possono inoltre essere opportunamente miscelati in matrici plastiche, in fibre di carbonio/vetro o in metalli creando compositi con performance elevate. Queste opportunità aprono un nuovo scenario industriale inimmaginabile fino a qualche anno fa. L’idea è quindi quella di rivoluzionare e agevolare l’industria manifatturiera nazionale e internazionale.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) Pesquera D, Barla A, Wojcik M, Jedryka E, Bondino F, Mangano E, Nappini S, Gutiérrez D, Radaelli G, et al. Strain-Driven Orbital and Magnetic Orders and Phase Separation in Epitaxial Half-Doped Manganite Films for Tunneling Devices. Physical Review Applied 6(3):034004.
(2016) Radaelli G, Heredia-Guerrero JA, et al. Highly Effective Antiadhesive Coatings from pH-Modified Water-Dispersed Perfluorinated Acrylic Copolymers: The Case of Vulcanizing Rubber. Advanced Materials Interfaces 3(13).
(2015) Asa M, Baldrati L, Rinaldi C, Bertoli S, Radaelli G, et al. Electric field control of magnetic properties and electron transport in BaTiO 3 -based multiferroic heterostructures. Journal of Physics Condensed Matter 27(50):504004.
(2015) Bertacco R, Radaelli G, et al. Switching magnetic order at an Fe/BaTiO3 interface on and off: Impact on hybrid magnetic-ferroelectric tunnel junctions.
(2015) Liu F, Fina I, Gutiérrez D, Radaelli G, et al. Selecting Steady and Transient Photocurrent Response in BaTiO3 Films.
(2015) Radaelli G, Gutiérrez D, et al. Large Room-Temperature Electroresistance in Dual-Modulated Ferroelectric Tunnel Barriers. Advanced Materials 27(16).
(2014) Radaelli G, Petti D, Cantoni M, et al, Absence of strain-mediated magnetoelectric coupling at fully epitaxial Fe/BaTiO3 interface (invited). Journal of Applied Physics 115(17).
(2014) Radaelli G, Cantoni M, et al. Two dimensional growth of ultrathin Fe films on BaTiO. Journal of Applied Physics 115(6):063501.
(2014) Gutiérrez D, Radaelli G, et al. Bandwidth-limited control of orbital and magnetic orders in half-doped manganites by epitaxial strain. Physical Review B 89:075107.
(2014) Radaelli G, Petti D, et al. Electric Control of Magnetism at the Fe/BaTiO3 Interface. Nature Communications 5:3404.

Maria Costanza Rovida
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Area STEM: Chimica

Competenze: alternative alle sperimentazioni animali, validazione nuovi metodi, dossier sostanze chimiche, autorizzazioni alimentari, componenti cosmetici, mangimi, cromatografia

Parole chiave: sperimentazioni animali, alternative test su animali, test in vitro, metodi tossicologici ufficiali, testing strategy, regolamento reach, cosmetici


Funzione/Ruolo
Scientific Officer presso CAAT-Europe (Università di Konstanz in Germania, Project Manager presso REACH Mastery)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Chimica a indirizzo bio-organico all’Università degli Studi di Milano nel 1989, trascorre 10 mesi in Germania come chemist trainee presso la Hewlett Packard (ora Agilent Technology). Da giugno dello stesso anno è Applicant specialist in Cromatografia (tecnica che permette il riconoscimento quantitativo e qualitativo dei diversi componenti presenti in una miscela). Ricopre nell’arco di 15 anni vari ruoli organizzativi e dirigenziali in aziende e istituzioni internazionali, per arrivare nel 2005 a un incarico triennale all’ECVAM (Centro per le convalide dei metodi alternativi della Commissione Europea) dove partecipa a due gruppi di lavoro: sviluppo del RIP 3.3 (REACH Implementation Project, Technical Guidelines to Industries) e, come coordinatrice, al progetto europeo sullo sviluppo di metodi integrati e alternativi ai test sugli animali. Dal 2009 è Scientific Officer per il progetto di collaborazione con CAAT – Europe (Centro per le Alternative ai test sugli Animali) presso l’Università di Konstanz in Germania e lavora in stretta collaborazione con CAAT presso la John Hopkins University di Baltimora (USA). Da 7 anni Maria Costanza Rovida è anche Project Manager Presso REACH Mastery, società di consulenza per gli adempimenti del regolamento Reach, adottato dalla Ue per migliorare la protezione della salute dell’uomo e dell’ambiente dai rischi delle sostanze chimiche.

Risultati scientifici
Maria Costanza Rovida è da anni impegnata nell’individuare strategie che possano ridurre o evitare l’utilizzo di animali vertebrati nei test di laboratorio. Come Project Manager REACH Mastery e in quanto esperta nella costruzione di testing strategies, si occupa anche di compilare e registrare dossier per valutare le sostanze chimiche, per le autorizzazioni in ambito alimentare o a uso zootecnico, e per definire linee guida per gli ingredienti dei cosmetici, in conformità a regolamenti UE o extra UE. Maria Costanza Rovida è anche docente presso l’Associazione Ambiente & Lavoro relativamente agli aspetti della sicurezza previsti dai regolamenti REACH e CLP (che garantiscono che i rischi presentati dalle sostanze chimiche siano chiaramente comunicati ai lavoratori e ai consumatori nell’Unione europea attraverso la classificazione e l’etichettatura delle sostanze chimiche). Il suo impegno costante resta quello di organizzare incontri e divulgare attraverso numerosi articoli scientifici lo sviluppo e la promozione di test tossicologici scientificamente avanzati che non prevedano l’utilizzo di animali in laboratorio, e di diffondere la cultura della sicurezza attenendosi alle linee guida della farmacopea europea, della ICH (International Conference on Harmonisation), della FDA (Food and Drug Administration) e del Centro per le convalide dei metodi alternativi della Commissione Europea.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali, fra cui:

(2015) Rovida C, Asakura S, Daneshian M, Hofman-Huether H, Leist M, Meunier L, Reif D, Rossi A, Schmutz M, Valentin JP, Zurlo J, Hartung T. Toxicity testing in the 21st century beyond environmental chemicals. ALTEX Alternatives to Animal Experimentation, 32(3):171-81.
(2015) Rovida C, Alépée N, Api AM, Basketter DA, Bois FY, Caloni F, Corsini E, Daneshian M, Eskes C, Ezendam J, Fuchs H, Hayden P, Hegele-Hartung C, Hoffmann S, Hubesch B, Jacobs MN, Jaworska J, Kleensang A, Kleinstreuer N, Lalko J, Landsiedel R, Lebreux F, Luechtefeld T, Locatelli M, Mehling A, Natsch A, Pitchford JW, Prater D, Prieto P, Schepky A, Schuurmann G, Smirnova L, Toole C, van Vliet E, Weisensee D, Hartung T. Integrated Testing Strategies (ITS) for safety assessment. ALTEX Alternatives to Animal Experimentation, 32(1): 25-40.
(2014) Rovida C, Vivier M, Garthoff B, Hescheler J. ESNATS Conference — The Use of Human Embryonic Stem Cells for Novel Toxicity Testing Approaches. ATLA Alternatives to Laboratory Animals, 42, 97–113.
(2014) Knight J, Rovida, C. Safety Evaluations under the Proposed US Safe Cosmetics and Personal Care Products Act of 2013: Animal Use and Cost Estimates. ALTEX Alternatives to Animal Experimentation, 31(2):177-208.
(2013) Rovida C, De Angelis I, Lorenzetti S. Alternative in vitro methods to characterize the role of Endocrine Active Substances (EASs) in hormone-targeted tissues. ALTEX Alternatives to Animal Experimentation, 30(2):253-5.
(2013) Rovida C, Martin SF, Vivier M, Weltzien HU, Roggen E. Advanced tests for skin and respiratory sensitization assessment. Summary Report on the Sens-it-iv End Congress in Brussels, November 23-25, 2011. ALTEX Alternatives to Animal Experimentation, 30(2), 231-252.
(2011) Rovida C, Longo F, Rabbit RR. How are Reproductive Toxicity and Developmental Toxicity Addressed in REACH Dossiers? ALTEX Alternatives to Animal Experimentation, 28(3), 111-132.
(2011) Rovida C. Local Lymph Node Assay: How testing laboratories apply OECD TG 429 for REACH purposes. ALTEX Alternatives to Animal Experimentation, 28(2), 117-129.
(2010) Rovida C. Food for Thought... Why No New In Vitro Tests Will Be Done for REACH by Registrants. ALTEX, Alternatives to Animal Experimentation, 27(3), 175-183.
(2009) Hartung T, Rovida C. Opinion. Chemical regulators have overreached. Nature, 460, 1080-1.

Riconoscimenti e premi
Maria Costanza Rovida è Consigliera presso l’Ordine interprovinciale dei chimici della Lombardia e Accredited Stakeholder presso l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA). Fa parte del Gruppo di esperti per il Centro di Referenza Nazionale per i Metodi Alternativi, Benessere e Cura degli Animali da Laboratorio (Istituto Zooprofilattico di Brescia), di ESTAF (ECVAM Stakeholder Forum), IPAM (Italian Platform for Alternative Methods) e del board di ECOPA (Eropean Platform for Alternative Methods). Fa parte inoltre di diverse società scientifiche, fra cui la EUSAAT (European Society for Alternatives to Animal Testing), la ESTIV (European Society of in vitro testing) e l’AFI (Associazione Farmaceutici e Industria). È nell’elenco dei consulenti STOA (European Parliament Science and Technology Options Assessment).

Raffaella Rumiati
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neuroscienze cognitive e sociali

Parole chiave: funzioni cognitive, neuroimmagine, decision making economico, demenze, deficit cognitivi, preferenze alimentari


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Neuroscienze Cognitive presso la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia (indirizzo Psicologico) presso l’Università di Bologna nel 1990, prosegue la sua formazione nella stessa università e nel 1995 consegue il dottorato di ricerca in Psicologia. Durante il dottorato collabora per la sua ricerca con il professor Glyn Humphreys, della School of Psychology della Birmingham University, in Gran Bretagna. Tale collaborazione sfocia nel conseguimento della specializzazione in Neuropsicologia Cognitiva. Nel 1995 entra a far parte del settore di neuroscienze cognitive, presso la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, prima come research fellow, successivamente come borsista post-dottorato, e infine come assegnista. Sempre presso la SISSA, nel 1999 è ricercatrice, e nel 2003 diventa professoressa associata. Nel dicembre del 2011 prende servizio come professoressa straordinaria, e dal dicembre del 2014 è professoressa ordinaria di Neuroscienze Cognitive.

Risultati scientifici
Il principale interesse di ricerca di Raffaella Rumiati è lo studio delle basi neurali delle funzioni cognitive umane. Per circa 25 anni si è dedicata a caratterizzare la relazione tra sistema motorio e cognizione. Avvalendosi di diversi metodi di neuropsicologia (TMS e fMRI), ha dimostrato come il sistema motorio è sì coinvolto in funzioni non tipicamente motorie (per esempio, immaginazione, riconoscimento di azioni e oggetti, e comprensione del linguaggio), ma che tale coinvolgimento non è automatico bensì avviene solo in determinate circostanze. La scoperta è che l’immaginazione motoria agisce come una “colla” fra queste due aree apparentemente molto diverse. Più recentemente, Rumiati ha affrontato nuove linee di ricerca. La prima riguarda studio del decision making economico, perseguita ricorrendo a esperimenti sia comportamentali, sia di neuroimmagine. La seconda riguarda la rappresentazione neurale delle conoscenze sociali, indagata prevalentemente esaminando le prestazioni a prove lessicali-semantiche di pazienti con lesioni cerebrali di diversa eziologia. La terza linea di ricerca è volta a identificare i fattori che influenzano il riconoscimento dei cibi, le scelte e preferenze alimentari. Questi argomenti vengono esplorati sia in individui neurologicamente intatti, sia in pazienti affetti da malattie neurodegenerative (come demenze e morbo di Parkinson), avvalendosi anche delle tecniche di neuroimmagine. Infine, con la collaborazione di Medialab, il laboratorio di Raffaella Rumiati ha realizzato FoodIE, un’applicazione che permette di scoprire le proprie reali preferenze alimentari, e che è stata disponile al pubblico di CasaCorriere all’Expo di Milano per vari mesi. 

Attività editoriali e pubblicazioni
Raffella Rumiati è autrice di numerose pubblicazioni, tra cui:

(2016) Rumiati R, Foroni F, et al. Lexical-semantic deficits in processing food and non-food items. Brain and Cognition, S0278-2626(16)30197-X.
(2016) Turella L, Rumiati R, Lingnau A. Hierarchical Organization of Action Encoding Within The Human Brain. Journal of Vision, 16(12):24.
(2016) Aiello M, Silani V, Rumiati R. You stole my food! Eating alterations in frontotemporal dementia. Neurocase, 22(4).
(2016) Rumiati R, Foroni F. We are what we eat: How food is represented in our mind/brain. Psychonomic Bulletin & Review, 23(4):1043-54.
(2016) Turella L, Tucciarelli R, […] Rumiati R. Beta band modulations underlie action . NeuroImage, 136:197-207.
(2016) Foroni F, Rumiati R, et al. A bait we cannot avoid: Food-induced motor distractibility. Brain and Cognition, doi:10.1016/j.bandc.2015.12.003.
(2016) Ambron E, Rumiati R, Foroni F. Do emotions or gender drive our actions? A study of motor distractibility. Cognitive Neuroscience, 7:1-4.
(2015) Rumiati R. Cognitive neuroscience goes social. Cortex, 70:1-4.
(2015) Piretti L, Carnaghi A, Campanella F, Rumiati R. The neural network associated with lexical- semantic knowledge about social groups. Cortex, 70, Special issue: Neuro-cognitive mechanisms of social interaction, 155-168.
(2015) Mengotti P, Ripamonti E, Pesavento V, Rumiati R. Anatomical and spatial matching in imitation: Evidence from left and right brain-damaged patients. Neuropsychologia, 79(Pt B):256-71.

È anche autrice del volume:

R.I. Rumiati, “Donne e Uomini”, il Mulino, Bologna, 2010 pp.128

Riconoscimenti e premi
Nel 2003 la Alexander von Humboldt-Stiftung le conferisce il Friedrich Wilhelm Bessel Research Award. Il premio viene attribuito a scienziati e studiosi che si sono affermati a livello internazionale nel proprio campo. Nel 2006 riceve il “Women in Cognitive Science Mentorship Award” che viene di solito attribuito a scienziate e scienziati che abbiano dimostrato di aver effettivamente seguito e promosso la formazione scientifica e accademica di studentesse e giovani ricercatrici. Nel 2013 vince il premio “Pulcheria. Donne, talenti, professioni”.

Sabrina Sabatini
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biologia

Parole chiave: biologia dello sviluppo delle piante, genetica, biofisica, biologia molecolare, cellule staminali vegetali


Funzione/Ruolo
Professoressa associata presso l’Università La Sapienza

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche all’Università La Sapienza di Roma nel 1998, consegue un dottorato di ricerca in Biologia Molecolare presso la stessa università. Si trasferisce poi in Olanda per un post doc all’Università di Utrecht, nel dipartimento di Genetica e Biologia cellulare dal 1998 al 2003. Lì si occupa dei meccanismi molecolari degli ormoni vegetali come l’auxina. Questi studi rivelano il ruolo cruciale di questo ormone nel regolare processi fondamentali come la divisione, la polarità e il fato di una cellula. Dal 2003 al 2006 rientra in Italia come professoressa a contratto presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della Sapienza di Roma grazie agli "Incentivi a favore della mobilità dei docenti italiani e stranieri impegnati all'estero" e all’assegnazione del prestigioso Career Development Award da parte della Giovanni Armenise - Harvard Foundation della Harvard University (USA). È la prima volta che questo premio viene assegnato a un progetto di Biologia Vegetale. Nel 2008 diventa ricercatrice presso il Dipartimento Generale di Biologia Molecolare presso la Sapienza e dal 2010 lavora in qualità di professoressa associata presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie "Charles Darwin". Nel 2010 risulta vincitrice di un prestigiosissimo ERC starting grant assegnato dall’ European Reasercher Council per un valore di 1.500.000 €.

Risultati scientifici
Sabrina Sabatini si è affermata come leader a livello internazionale nella biologia dello sviluppo delle piante. Studiando la radice della arabidopsis thaliana, Sabatini e i suoi collaboratori sono riusciti a comprendere il meccanismo di azione dei fitormoni, scoperta che apre una nuova strada per accelerare i processi evolutivi delle specie coltivate. Da questa scoperta deriva tra l’altro la possibilità di velocizzare e aumentare la crescita delle radici per farle sprofondare nel terreno fino al raggiungimento della falda acquifera o, viceversa, impedire che le radici scendano troppo in profondità evitando che raggiungano zone con concentrazioni saline eccessivamente elevate. Future applicazioni di questa scoperta segnerebbero dunque un punto di svolta nella produzione dei tanto odiati/amati Ogm, che potrebbero risultare surclassati.

Attività editoriali e pubblicazioni
Sabrina Sabatini è autrice di numerosi articoli tra cui:

(2015) Pacifici E, Polverari L, Sabatini S. Plant hormone cross-talk: the pivot of root growth. Journal of Experimental Botany, 66(4):1113-21.
(2014) Heidstra R, Sabatini S. Plant and animal stem cells: similar yet different. Nature Reviews Molecolar Cell Biology, 15(5):301-12.
(2013) Perilli S, Perez-Perez JM, Di Mambro R, Peris CL, Díaz-Triviño S, Del Bianco M, Pierdonati E, Moubayidin L, Cruz-Ramírez A, Costantino P, Scheres B, Sabatini S. RETINOBLASTOMA-RELATED protein stimulates cell differentiation in the Arabidopsis root meristem by interacting with cytokinin signaling. Plant Cell, 25(11):4469-78.
(2013) Mattei B, Sabatini S, Schininà ME. Proteomics in deciphering the auxin commitment in the Arabidopsis thaliana root growth. Journal of Proteome Research, 12(11):4685-701.
(2013) Moubayidin L, Di Mambro R, Sozzani R, Pacifici E, Salvi E, Terpstra I, Bao D, van Dijken A, Dello Ioio R, Perilli S, Ljung K, Benfey PN, Heidstra R, Costantino P, Sabatini S. Spatial coordination between stem cell activity and cell differentiation in the root meristem. Developmental Cell, 26(4):405-15.
(2011) Perilli S., Di Mambro R., Sabatini S. Growth and development of the root apical meristem.
Current Opinion in Plant Biology, Current Opinion in Plant Biology, 15(1):17-23.
(2011) Kim K, Ryu H, Cho YH, Scacchi E, Sabatini S, Hwang I. Cytokinin-facilitated Proteolysis of ARABIDOPSIS RESPONSE REGULATOR2 Attenuates Signaling Output in Two-component Circuitry. Plant Journal, 69(6):934-45.
(2011) Aichinger E, Villar CB, Di Mambro R, Sabatini S, Köhler C. The CHD3 chromatin remodeler PICKLE and polycomb group proteins antagonistically regulate meristem activity in the Arabidopsis root. Plant Cell, 23:1047-60.
(2010) Moubayidin L., Perilli S, Dello Ioio R., Di Mambro R, Costantino P and Sabatini S. Root meristem growth is controlled by an increase in the rate of cell differentiation relative to
cell division. Journal of Biotechnology,150, Supplement 1, S110.
(2010) Moubayidin L, Perilli S, Dello Ioio R, Di Mambro R, Costantino P and Sabatini S. The rate of cell differentiation controls the Arabidopsis root meristem growth phase. Current
Biology, 20:1138–1143.

Riconoscimenti e premi
Nel 2003 vince il Career Development Award da parte della Giovanni Armenise-Harvard Foundation della Harvard University (USA), per la prima volta assegnato a un progetto di Biologia Vegetale. Nel 2010 risulta vincitrice di un prestigiosissimo ERC starting grant assegnato dall’European Reasercher Council.

Martina Sanlorenzo
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Area STEM: Scienze cliniche e scienza dell’alimentazione

Competenze: medicina molecolare, dermatologia, melanoma

Parole chiave: melanoma, metastasi melanoma, terapia molecolare, cancro, immunoterapia, farmaci a bersaglio molecolare


Funzione/Ruolo
Ricercatrice presso il laboratorio di Terapia Cellulare Sperimentale dell’Università di Torino (Istituto di Candiolo Irccs)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino nel 2010, prosegue la sua formazione con una specializzazione in Dermatologia conseguita nel 2016, seguita da un dottorato di ricerca in medicina molecolare. Martina Sanlorenzo inizia la sua carriera da ricercatrice già dal 2011 a Torino, nel 2012 è Medical fellow all’Ayder Refferal Hospital di Mekelle, in Etiopia. L’anno successivo è Research fellow presso l’Ortiz lab, del Dipartimento di Dermatologia della University of California a San Francisco e sempre dal 2013 è anche Medical fellow nel centro Melanoma and cutaneous oncology, presso la medesima università californiana.

Risultati scientifici
Martina Sanlorenzo nel 2016 ha vinto il premio "L’Oreal Italia per le donne e la scienza" in partnership con Unesco grazie al suo progetto intitolato “Interazione tra farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapia nel trattamento del melanoma metastatico: modello preclinico per la valutazione del potenziale sinergismo". Proprio attraverso questo premio sarà possibile per la ricercatrice condurre studi di ricerca clinica che si propongono di integrare due approcci terapeutici, da una parte le terapie che colpiscono le cellule del melanoma (uno dei tumori più aggressivi e difficilmente curabili) e dall’altra quelle che mirano a potenziare la risposta del sistema immunitario contro il tumore. Sanlorenzo è dunque impegnata in uno studio dove sono in gioco sia le sue conoscenze nell’ambito della dermatologia che quelle della medicina molecolare.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) Dapavo P, Vujic I, Fierro MT, Quaglino P, Sanlorenzo M. The infliximab biosimilar in the treatment of moderate to severe plaque psoriasis. Journal of the American Academy of Dermatology, 75(4):736-9.
(2016) Posch C, Moslehi H, Sanlorenzo M, Green G, Vujic I, Panzer-Grümayer R, Rappersberger K, Ortiz-Urda S. Pharmacological inhibitors of c-KIT block mutant c-KIT mediated migration of melanocytes and melanoma cells in vitro and in vivo. Oncotarget.
(2016) Ribero S, Balagna E, Sportoletti Baduel E, Picciotto F, Sanlorenzo M, Fierro MT, Quaglino P, Macripo G. Efficacy of electrochemotherapy for eruptive legs keratoacanthomas. Dermatology and Therapy, 29(5):345-348.
(2016) Posch C, Sanlorenzo M, Vujic I, Oses-Prieto JA, Cholewa BD, Kim ST, Ma J, Lai K, Zekhtser M, Esteve-Puig R, Green G, Chand S, Burlingame AL, Panzer-Grümayer R, Rappersberger K, Ortiz-Urda S. Phospho-proteomic analysis reveals increased CK2α kinase activity in NRAS(Q61) mutant melanoma. Journal of Investigative Dermatology, 136(10):2041-8.
(2016) Sanlorenzo M, Vujic I, Posch C, Ma J, Lin K, Lai K, Lee D, Vujic M, Oses-Prieto JA, Chand S, Rodriguez-Peralto JL, Burlingame A, Ortiz-Urda S. Oncogenic KIT mutations in different exons lead to specific changes in melanocyte phospho-proteome. Journal of Proteomics, 144:140-7.
(2016) Vujic I, Sanlorenzo M, Esteve-Puig R, Vujic M, Kwong A, Tsumura A, Murphy R, Moy A, Posch C, Monshi B, Rappersberger K, Ortiz-Urda S. Acyl protein thioesterase 1 and 2 (APT-1, APT-2) inhibitors palmostatin B, ML348 and ML349 have different effects on NRAS mutant melanoma cells. Oncotarget, 7(6):7297-306.
(2015) Sanlorenzo M, Vujic I, Ortiz-Urda S. Time-Dependent Measurement of Adverse Events-Reply. JAMA Dermatology, 151(12):1392-1393.
(2015) Sanlorenzo M, Ribero S, Osella Abate S, Mariani S, Strignano P, Salizzoni M, Savoia P, Fierro MT, Quaglino P. Genetic mutations in primary malignant melanoma of the esophagus: case report and literature review. Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia.
(2015) Posch C, Cholewa BD, Vujic I, Sanlorenzo M, Ma J, Kim ST, Kleffel S, Schatton T, Rappersberger K, Gutteridge R, Ahmad N, Ortiz-Urda S. Combined Inhibition of MEK and Plk1 has Synergistic Anti-Tumor Activity in NRAS Mutant Melanoma. Journal of Investigative Dermatology, 135(10):2475-83.
(2015) Ribero S, Gualano MR, Osella-Abate S, Scaioli G, Bert F, Sanlorenzo M, Balagna E, Fierro MT, Macripò G, Sapino A, Siliquini R, Quaglino P. Histological regression in primary melanoma with sentinel lymph node status: a systematic review and meta-analysis. JAMA Dermatology, 151(12):1301-1307.

Riconoscimenti e premi
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti, nel 2015 riceve l’Euroderm Excellence e nel 2016 vince il premio L’Oreal-UNESCO Italy – For Women in Science 2015-2016.

Serena Sanna
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: analisi statistica genetica ed epidemiologica

Parole chiave: invecchiamento, dna, genetica, geni, longevità, sardegna


Funzione/Ruolo
Assistant Professor presso l’University Medical Center Groningen

Percorso professionale
Serena Sanna si laurea in Matematica nel 2003 presso l’Università di Cagliari. Dopo 3 mesi diventa collaboratrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica (IRGB) del CNR a Cagliari, nel 2005 si trasferisce per due anni presso il dipartimento di Biostatistica alla School of Public Health, dell’Università del Michigan, partner scientifico dell’IRGB. Nel 2007, torna in Italia all’IRGB come Research Investigator, continuando la sua collaborazione con l’Università del Michigan, dove torna per un periodo di sei mesi nel 2010. Nel 2011 diventa tutor dei dottorandi di ricerca dell’Università di Sassari e nello stesso anno ottiene il ruolo permanente all’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica (IRGB) del CNR a Cagliari. Nel 2016 ottiene il dottorato di ricerca in Scienze Mediche dall’Università di Groningen, in Olanda, dove attualmente svolge il ruolo di Assistant Professor presso l’University Medical Center Groningen.

Risultati scientifici
Nell’ambito del progetto ProgeNIA, genetica delle malattie legate all’invecchiamento che raccoglie più di sei mila individui, residenti dalla regione dell’Ogliastra in Sardegna, e attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia per la caratterizzazione del genoma, è stato possibile per la ricercatrice individuare alcuni dei fattori genetici che contribuiscono all’insorgenza delle malattie comuni (quali le patologie cardiovascolari) o che modificano fattori di rischio (per esempio il colesterolo e la pressione sanguigna). La ricercatrice utilizza metodi di statistica inferenziale per massimizzare l’informazione genomica ottenuta, riducendo in questo modo i costi sperimentali di circa cinque volte, rispetto ai metodi tradizionali. E’ attualmente ancora impegnata come co-investigatrice per il progetto ProgeNIA, e in particolare per il sequenziamento genetico della popolazione Sarda tramite i sequenziatori di nuova generazione (NGS), dei macchinari molto costosi che permettono di sequenziare il genoma di un individuo in tempistiche notevolmente inferiori rispetto ai sequenziatori tradizionali (alcuni giorni invece che diversi anni). L'obiettivo di questo progetto è quello di individuare l’intero spettro di varianti genetiche presenti nella popolazione Sarda e studiarne poi il loro ruolo nell’insorgenza delle malattie complesse e nella modificazione della sintomatologia associata.

Attività editoriali e pubblicazioni
(2015) Sidore C, Busonero F, Maschio A, Porcu E, Naitza S, Zoledziewska M, Mulas A, Pistis G, Steri M, Danjou F, Kwong A, Ortega del Vecchyo VD, Chiang CWK, Bragg-Gresham J, Pitzalis M, Nagaraja R, Tarrier B, Brennan C, Uzzau S, Fuchsberger C, Atzeni R, Reinier F, Berutti R, Huang J, Timpson NJ, Toniolo D, Gasparini P, Malerba G, Dedoussis G, Zeggini E, Soranzo N, Jones C, Lyons R, Angius A, Kang HM, Novembre J, Sanna S, Schlessinger D, Cucca F, Abecasis GR. Genome sequencing elucidates Sardinian genetic architecture and augments GWAS findings: the examples of lipids and blood inflammatory markers. Nature Genetics, 47:1272–1281.
(2014) Pistis G, Porcu E, Vrieze SI, Sidore C, Steri M, Danjou F, Busonero F, Mulas A, Zoledziewska M, Maschio A, Brennan C, Lai S, Miller MB, Marcelli M, Urru MF, Pitzalis M, Lyons RH, Kang HM, Jones CM, Angius A, Iacono WG, Schlessinger D, McGue M, Cucca F, Abecasis GR, Sanna S. Rare variant genotype imputation with thousands of study-specific whole-genome sequences: implications for cost-effective study designs. European Journal of Human Genetics, 23(7):975-83.
(2013) Orrù V, Steri M, Sole G, Sidore C, [….], Schlessinger D, Abecasis GR, Fiorillo E, Sanna S, Cucca F. Genetic Variants Regulating Immune Cell Levels in Health and Disease. Cell, 155(1):242-256.
(2011) Gieger C, Radhakrishnan A, Cvejic A, Tang W, Porcu E, Pistis G, […] Sanna S, Hicks AA, Rendon A, Ferreira MA, Ouwehand WH and Soranzo N. New gene functions in megakaryopoiesis and platelet formation. Nature, 480(7376):201-8.
(2011) Sanna S, Li B, Mulas A,Sidore C, Kang HM, Jackson AU, Piras MG, Usala G, Maninchedda G, Sassu A, Serra F, Palmas MA, Wood WH 3rd, Njølstad I, Laakso M, Hveem K, Tuomilehto J, Lakka TA, Rauramaa R, Boehnke M, Cucca F, Uda M, Schlessinger D, Nagaraja R, Abecasis GR. Fine mapping of five loci associated with low-density lipoprotein cholesterol detects variants that double the explained heritability. PLoS Genetics, 7(7):e1002198.
(2010) Soranzo N, Sanna S, Wheeler E, Gieger C, et al. Common variants at ten genomic loci influence hemoglobin A1C levels via glycemic and non-glycemic pathways. Diabetes, 59(12):3229-39.
(2009) Pfeufer A, Sanna S, Arking D E, et al. Common variants at ten loci modulate the QT interval duration in individuals of European ancestry: the QTSCD consortium. Nature Genetics, 41(4):407-14.
(2008) Uda M, Galanello R, Sanna S, Lettre G, Sankaran VG, Chen W, Usala G, Busonero F, Maschio A, Albai G, Piras MG, Sestu N, Lai S, Dei M, Mulas A, Crisponi L, Naitza S, Asunis I, Deiana M, Nagaraja R, Perseu L, Satta S, Cipollina MD, Sollaino C, Moi P, Hirschhorn JN, Orkin SH, Abecasis GR, Schlessinger D, Cao A. Genome-wide association study shows BCL11A associated with persistent HbF and amelioration of the phenotype of β-thalassemia. Proceeding of the National Academy Society of the United States of America, 105(5):1620-5.
(2008) Willer CJ, Sanna S, Jackson AU, Scuteri A, et al . Newly identified loci that influence lipid concent’rations and risk of coronary artery disease. Nature Genetics, 40(2):161-9.
(2008) Sanna S, Jackson A, Nagaraja R, Willer CJ, Chen WM, et al. Common variants in the GDF5-UQCC region are associated with variation in human height. Nature Genetics, 40(2):198-203.

Riconoscimenti e premi
Nel 2008 riceve il premio come Young Scientist dall’European Society of Human Genetics (ESHG), Barcellona.
Nel biennio 2008/2009 l’articolo di Pfeufer, Sanna, Darkin et al. 2008 è stato indicato negli Highlights del CNR come uno dei migliori articoli pubblicati da autori del CNR per quel biennio.
Nel biennio successivo, l’articolo Sanna, Pitzalis, Zoledziewska et al. 2010 è stato indicato negli Highlights del CNR come uno dei migliori articoli pubblicati da autori del CNR per quel biennio. Nel 2014 riceve il premio come Migliore Giovane Ricercatrice Biomedica del CNR. Nel 2014 e nel 2015 è presente nella lista Beautiful minds stilata dalla Thomson Reuters, che elenca i ricercatori che hanno influenzato l’evolversi della ricerca scientifica, e i cui lavori hanno ottenuto il più alto numero di citazioni.

Paola Santini
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica

Parole chiave: formazione ed evoluzione delle galassie, galassie distanti, formazione stellare, polvere, gas


Funzione/Ruolo
Ricercatrice presso l’Osservatorio Astronomico INAF di Roma

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica nel 2005 presso l’Università La Sapienza di Roma, prosegue la sua formazione prima attraverso un dottorato di ricerca in Astronomia nello stesso ateneo nel 2009, poi con un master di specializzazione in Scienza e Tecnologie Spaziali all’Università Tor Vergata nel 2012. Già dal 2006 è research assistant dell’Osservatorio Astronomico di Roma, mentre nel 2010 è visiting scientist del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE), in Germania. Nel 2012 svolge un tirocinio presso la Thales Alenia Space. Continua le sue ricerche all’interno dell’Osservatorio Astronomico di Roma in cui oggi è ricercatrice.

Risultati scientifici
Paola Santini studia i diversi aspetti dell’evoluzione delle galassie attraverso metodi di osservazione a diverse lunghezze d’onda, dai raggi X al submillimetrico, anche utilizzando l’analisi statistica e lo sviluppo di appositi software. Analizza l’evoluzione nel tempo cosmico del tasso di formazione stellare e della quantità di polvere e gas contenuti nelle galassie.  Indaga inoltre la densità di massa stellare, le sue stime e la sua distribuzione. Un altro dei suoi principali campi di ricerca è il confronto fra le osservazioni e le previsioni teoriche dei modelli di formazione delle galassie attraverso la decodifica dei segnali emessi dalle più antiche galassie che hanno popolato l’universo primordiale. È una sorta di “archeologa delle stelle” che getta uno sguardo direttamente sul passato remoto del nostro universo, osservando la debolissima luce proveniente da galassie che si trovavano in epoche differenti dell’evoluzione cosmica.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni internazionali tra cui:

(2015) Santini P, Ferguson HC, Fontana A, Mobasher B, Barro G, Castellano M, Finkelstein SL, Grazian A, Hsu LT, Lee B, Lee S-K, Pforr J, Salvato M, Wiklind T, Wuyts S, Almaini O, Cooper MC, Galametz A, Weiner B, Amorin R, Boutsia K, Conselice CJ, Dahlen T, Dickinson ME, Giavalisco M, Grogin NA, Guo Y, Hathi NP, Kocevski D, Koekemoer AM, Kurczynski P, Merlin E, Mortlock A, Newman JA, Paris D, Pentericci L, Simons R & Willner SP. Stellar Masses from the CANDELS Survey: The GOODS-South and UDS Fields. The Astrophysical Journal, 801, 97.
(2015) Grazian A, Fontana A, Santini P, Dunlop JS, Ferguson HC, Castellano M, Amorin R, Ashby MLN, Barro G, Behroozi P, Boutsia K, Caputi KI, Chary RR. Dickinson MA, Faber SM, Fazio G, Finkelstein SL, Galametz A, Giallongo E, Giavalisco M, Grogin NA, Guo Y, Kocevski D, Koekemoer AM, Koo DC, Yu L, Merlin E, Mobasher B, Nonino M, Papovich C, Paris D, Pentericci L, Reddy N, Renzini A, Salmon B, Salvato M, Sommariva V, Song M, Lee K-S, Vanzella E & Willner S. The galaxy stellar mass function at 3.5 < z < 7.5 in the CANDELS/UDS, GOODS-South, and HUDF fields. Astronomy & Astrophysics, 757, A96.
(2014) Santini P, Maiolino R, Magnelli B, Lutz D, Lamastra A, Li Causi G, Eales S, Andreani P, Berta S, Buat V, Cooray A, Cresci G, Daddi E, Farrah D, Fontana A, Franceschini A, Genzel R, Granato G, Grazian A, Le Floc’h E, Magdis G, Magliocchetti M, Mannucci F, Menci N, Nordon R, Oliver S, Popesso P, Pozzi F, Riguccini L, Rodighiero G, Rosario DJ, Salvato M, Scott D, Silva L, Tacconi L, Viero M, Wang L, Wuyts S & Xu K. The evolution of the dust and gas content in galaxies. Astronomy & Astrophysics, 562, A30.
(2014) Vito F, Maiolino R, Santini P, Brusa M, Comastri A, Cresci G, Farrah D, Franceschini A, Gilli R, Granato GL, Gruppioni C., Lutz D., Mannucci F., Pozzi F., Rosario D. J., Scott D., Viero M. & Vignali C.
, Black hole accretion preferentially occurs in gas-rich galaxies, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, 441, 1059-1065.
(2012) Santini P, Rosario DJ, Shao L, Lutz D, Maiolino R, Alexander DM, Altieri B, Andreani P, Aussel H, Bauer FE, Berta S, Bongiovanni A, Brandt WN, Brusa M, Cepa J, Cimatti A, Daddi E, Elbaz D, Fontana A, Forster Schreiber N, Genzel R, Grazian A, Le Floc’h E, Magnelli B, Mainieri V, Nordon R, Perez Garcia AM, Poglitsch A, Popesso P, Pozzi F, Riguccini L, Rodighiero G, Salvato M, Sanchez-Portal M, Sturm E, Tacconi LJ, Valtchanov I & Wuyts S. Enhanced star formation rates in AGN hosts with respect to inactive galaxies from PEP-Herschel observations. Astronomy & Astrophysics, 540, A109+.
(2012) Santini P, Fontana A, Grazian A, Salimbeni S, Fontanot F, Paris D, Boutsia K, Castellano M, Fiore F, Gallozzi S, Giallongo E, Menci N, Koekemoer AM, Pentericci L & Somerville RS. The evolving slope of the stellar mass function at 0.6 < z < 4.5 from deep WFC3 data. Astronomy & Astrophysics, 538, A33+.
(2012) Rosario D, Santini P, Lutz D, Shao L, Maiolino R, Alexander DM, Altieri B, Andreani P, Aussel H, Bauer FE, Berta S, Bongiovanni A, Brandt WN, Brusa M, Cepa J, Cimatti A, Cox TJ, Daddi E, Elbaz D, Fontana A, Forster Schreiber NM, Genzel R, Grazian A, Le Floc’h E, Magnelli B, Mainieri V, Nordon R, Perez Garcıa AM, Poglitsch A, Popesso P, Pozzi F, Riguccini L, Rodighiero G, Salvato M, Sanchez-Portal M, Sturm E, Tacconi LJ, Valtchanov I & Wuyts S. The Mean Star Formation Rate of X-ray selected Active Galaxies and its Evolution from z=2.5: Results from PEP-Herschel. Astronomy & Astrophysics, 545, A45+.
(2010) Santini P, Maiolino R, Magnelli B, Silva L, Grazian A, Altieri B, Andreani P, Aussel H, Berta S, Bongiovanni A, Brisbin D, Calura F, Cava A, Cepa J, Cimatti A, Daddi E, Dannerbauer H, Dominguez-Sanchez H, Elbaz D, Fontana A, Forster Schreiber N, Genzel R, Granato GL, Gruppioni C, Lutz D, Magdis G, Magliocchetti M, Matteucci F, Nordon R, Perez Garcia I, Poglitsch A, Popesso P, Pozzi F, Riguccini L, Rodighiero G, Saintonge A, Sanchez-Portal M, Shao L, Sturm E, Tacconi L & Valtchanov I. The dust content of high-z submillimeter galaxies revealed by Herschel. Astronomy & Astrophysics, 518, L154+.
(2009) Santini P, Fontana A, Grazian A, Salimbeni S, Fiore F, Fontanot F, Boutsia K, Castellano M, Cristiani S, de Santis C, Gallozzi S, Giallongo E, Menci N, Nonino M, Paris D, Pentericci L & Vanzella E. Star formation and mass assembly in high redshift galaxies. Astronomy & Astrophysics, 504, 751-767.
(2009) Fontana A, Santini P, Grazian A, Pentericci L, Fiore F, Castellano M, Giallongo E, Menci N, Salimbeni S, Cristiani S, Nonino M & Vanzella E. The fraction of quiescent massive galaxies in the early Universe. Astronomy & Astrophysics, 501, 15-20.

Riconoscimenti e premi
Nel 2015 vince il premio Giovani Ricercatori Italiani istituito dal Gruppo 2003 (un gruppo di scienziati italiani che lavorano per la valorizzazione dei giovani) per la ricerca scientifica.

Sandra Savaglio
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica

Parole chiave: astrofisica, esplosioni lampi gamma, galassie distanti, telescopi, universo


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Astrofisica presso l’Università della Calabria

Percorso professionale
Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Fisica all’Università della Calabria, Sandra Savaglio diventa Fellow e Senior Research Scientist presso alcuni importanti centri di ricerca internazionali come la John Hopkins University, lo European Southern Observatory (Monaco di Baviera) e lo Space Telescope Science Institute (Baltimora). Lavora anche in Germania, all’Istituto Max-Planck per la Fisica Extraterrestre. Alla ricerca affianca l’insegnamento dell’Astrofisica presso la John Hopkins e l’Università Tecnica a Monaco di Baviera. Nel 2004 finisce sulla copertina della rivista Time Magazine, scelta come simbolo della fuga dei cervelli europei verso gli Stati Uniti. Quasi 10 anni dopo, nel 2014, rientra in Italia: il Consiglio d’amministrazione dell’Università della Calabria decide di procedere alla chiamata diretta della studiosa. Savaglio accetta, ed oggi è professoressa ordinaria di Astrofisica nella sede universitaria di Arcavacata (Cosenza).

Risultati scientifici
I principali interessi di ricerca di Sandra Savaglio riguardano la cosmologia osservativa, l’arricchimento chimico dell’universo e dei fenomeni esplosivi, in particolare le galassie lontane e le galassie che ospitano le esplosioni più energetiche dell’universo mai osservate finora: i lampi gamma (Gamma Ray Burts, GRB), che possono durare da pochi millisecondi a diverse decine di minuti. Per fare ciò utilizza i più potenti telescopi a raggi ultravioletti, infrarossi e ottici. Nel 2006 ha creato il database pubblico GRB Host Studies (GHostS), che contiene informazioni relative alle galassie che ospitano lampi gamma utilizzato dal 2007 al 2015 per oltre 33 studi di altissimo livello. GHostS rappresenta la più grande e completa banca dati di questo tipo al mondo.

Attività editoriali e pubblicazioni
Sandra Savaglio è autrice o co-autrice di più di 180 pubblicazioni su riviste scientifiche e atti di congressi internazionali, tra cui:

(2015) Greiner J, Savaglio S, et al. A very luminous magnetar-powered supernova associated with an ultra-long γ-ray burst, Nature, 523, 189.
(2012) Savaglio S et al. Supersolar metal abundances in two galaxies at z ~ 3.57 revealed by the GRB 090323 afterglow spectrum, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
(2009) Savaglio S, Glazebrook K, Le Borgne D. The Galaxy Population Hosting Gamma-Ray Bursts, The Astrophysical Journal.
(2006) Savaglio S. GRBs as cosmological probes: cosmic chemical evolution, New Journal of Physics.
(2005) Savaglio S et al. The Gemini Deep Deep Survey. VII. The Redshift Evolution of the Mass-Metallicity Relation, The Astrophysical Journal.
(2004) Glazebrook K, Abraham RG, McCarthy PJ, Savaglio S, et al. A high abundance of massive galaxies 3–6 billion years after the Big Bang,  Nature, 430, 181.
(2004) Savaglio S & Fall SM. Dust Depletion and Extinction in a Gamma-Ray Burst Afterglow, The Astrophysical Journal.
(2003) Savaglio S, Fall SM & Fiore F. Heavy-Element Abundances and Dust Depletions in the Host Galaxies of Three Gamma-Ray Bursts, The Astrophysical Journal.
(1999) Savaglio S. The Lyα Forest of the Quasar in the Hubble Deep Field South, The Astrophysical Journal Letters.
(2000) Savaglio S, Carbone V. Scaling in Atletics World Records, Nature, 404, 244.
Nel 2006 inoltre pubblica il libro Senza attendere per denunciare la condizione della ricerca scientifica in Italia.

Riconoscimenti e premi
Nel 2008 riceve il premio internazionale Pythagoras conferito a scienziati che si sono distinti per i traguardi ottenuti nel campo della Fisica e della Matematica. Nel 2010 e 2011 vince i premi internazionali dedicati a personalità importanti di origine calabrese Made in Calabria e Calabria in the World. Nel 2014 viene insignita del premio internazionale Prime Donne, conferito a donne capaci di valorizzare la presenza femminile nella società. Nel 2015 le è attribuito l’International Award Pericle d’Oro e riceve anche il premio internazionale Frescobaldi.

Valeria Simoncini
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Area STEM: Matematica

Competenze: analisi numerica

Parole chiave: algebra lineare, matrici, statistica multivariata, calcolo numerico, ottimizzazione


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Analisi Numerica presso l’Università di Bologna

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Matematica nel 1989 presso l’Università di Bologna, prosegue gli studi con un dottorato di ricerca in Matematica Computazionale ed Informatica Matematica presso l’Università degli Studi di Padova che consegue nel 1994, contemporaneamente al dottorato dal 1991 al 1993 è visiting scholar presso la University of Illinois a Urbana-Champain negli Stati Uniti. Dal 1995 è ricercatrice dell’Istituto di Metodologie Geofisiche Ambientali (IMGA) del CNR sezione di Modena. L’anno successivo è ricercatrice presso l’Istituto di Analisi Numerica (IAN) del CNR sezione di Pavia; ricopre questo ruolo fino al 2000, anno in cui è professoressa associata dell’Università di Bologna. Dal 2010 è professoressa ordinaria presso la stessa università.

Risultati scientifici
Il campo di ricerca di Valeria Simoncini comprende lo studio delle matrici, la statistica multivariata e la Spectral Perturbation Theory, con applicazioni alle equazioni differenziali e alle derivate parziali. Queste equazioni sono utilizzate in diversi campi della scienza. Non solo nella fisica con lo studio dell’aerodinamica, della meccanica quantistica e dell’elasticità, ma anche nell’ingegneria con l’analisi delle matrici e negli studi sull’analisi atmosferica. Valeria Simoncini si occupa infatti anche della modellazione numerica dei fenomeni riguardanti le scienze naturali e la medicina, come la modellazione dei sistemi utili alla elettrocardiologia e allo studio e modellazione del Gene Networks, campo di ricerca che mette in relazione genetica, fattori ambientali e rischi di contrarre malattie.

Attività editoriali e pubblicazioni
Valeria Simoncini fa parte dell’Editorial Board di numerose riviste scientifiche come il Journal of Numerical Mathematics, l’ESAIM: Mathematical Modelling and Numerical Analysis (M2AN), il SIAM Journal of Numerical Analysis, l’ETNA - Electronic Transactions Numerical Analysis e il SIAM Journal Matrix Analysis and Applications. È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e di una monografia, fra cui:

A Guide to Empirical Orthogonal Functions for Climate Data Analysis. Navarra Antonio, Simoncini Valeria, Springer editore.

(2017) Powell CE, Silvester D, Simoncini V. An efficient reduced basis solver for stochastic Galerkin matrix equations. SIAM Journal Scientific Computing, 39(1), A141-A163.
(2016) Simoncini V. Computational methods for linear matrix equations (Survey article). SIAM Review, 58-3, 377-441.
(2015) Benzi M, Simoncini V. Decay bounds for functions of Hermitian matrices with banded or Kronecker structure. SIAM Journal on Matrix Analysis and Applications, 36-3,1263-1282.
(2015) Porcelli M, Simoncini V, Tani M. Preconditioning of active-set Newton methods for PDE-Constrained optimal control problem. SIAM Journal Scientific Computing, 37-5, S472-S502.
(2013) Krendl W, Simoncini V, Zulehner W. Stability Estimates and Structural Spectral Properties of Saddle Point Problems. Numerische Mathematik, 124(1):183-213.
(2011) Druskin V, Simoncini V. Adaptive rational Krylov subspaces for large-scale dynamical systems. Systems & Control Letters, 60, 546-560.
(2007) Simoncini V, Szyld DB. Recent computational developments in Krylov Subspace Methods for linear systems. Numerical Linear Algebra with Applications, 14(1): 1-59.
(2005) Brezzi F, Lipnikov K, Simoncini V. A family of mimetic finite difference methods on polygonal and polyhedral meshes. Mathematical Models and Methods in Applied Sciences, 15(10):1533-1552.
(2003) Simoncini V, Szyld DB. Theory of Inexact Krylov Subspace Methods and Applications to Scientific Computing. SIAM Journal Scientific Computing, 25(2):454-477.
(1995) Simoncini V, Gallopoulos S. An Iterative Method for Nonsymmetric Systems with Multiple Right-hand Side. SIAM Journal Scientific Computing, 15, 917-933.

Riconoscimenti e premi
È membro dell’Editorial Board di numerose riviste scientifiche come il Journal of Numerical Mathematics, l’ESAIM: Mathematical Modelling and Numerical Analysis (M2AN), il SIAM Journal of Numerical Analysis, l’ETNA - Electronic Transactions Numerical Analysis e il SIAM Journal Matrix Analysis and Applications. E’ inoltre membro permanente del comitato scientifico dell’Householder Symposium, membro del comitato consultivo della SIAM International Summer School on Numerical Linear Algebra e membro della Society of Industrial and Applied Mathematics, Philadelphia, USA. Referee per la valutazione dei progetti nazionali ed internazionali e dal 2011 al 2013 è stata membro del panel per la sezione Matematica del progetto di Valutazione della Qualità della Ricerca Universitaria (VQR) ed è spesso invitata come conferenziera plenaria a conferenze internazionali.

Claudia Sorlini
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Area STEM: Scienze naturali e ambientali

Competenze: microbiologia agraria

Parole chiave: ambiente, agricoltura sostenibile, bioenergie, biotecnologie applicate ad agricoltura, riciclaggio dei rifiuti, donne e scienza, cooperazione internazionale, expo


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Microbiologia Agraria presso l’Università degli Studi di Milano

Percorso professionale
Nel 1965 consegue la Laurea in Scienze Biologiche e prosegue la carriera accademica fino a diventare professoressa ordinaria di Microbiologia degli alimenti presso l’Università degli Studi del Molise. Dal 1993 al 2013 insegna Microbiologia agraria all’Università degli Studi di Milano. Assume diversi incarichi all’interno della governance universitaria: è Preside della Facoltà di Agraria dal 2004-2010 e durante tale mandato fonda la Facoltà di Agraria dell'Università di Makeni, in Sierra Leone. Dal 2005 al 2013 è Delegata del Rettore alla Cooperazione Internazionale allo Sviluppo. Claudia Sorlini è stata inoltre componente del Comitato Pari Opportunità dell’Ateneo di Milano (2007- 2010) e coordinatrice della sezione Donne e Scienza del Centro di Ricerca GENDERS - Gender & Equality in Research and Science (2006 – 2013). Dal 2013 assume incarichi esterni all’Università: nel 2014 fa parte della Steering Committee of the EU Scientific Programme for Expo 2015 e dal 2013 del Comitato Women for EXPO (Ministero Affari Esteri).

Risultati scientifici
Claudia Sorlini è attivamente impegnata nella ricerca di biotecnologie applicate all’ambiente per il risanamento di siti contaminati e la produzione di bioenergie (sotto forma di metano, idrogeno, fertilizzanti). Si interessa della biodiversità della microflora in ambienti naturali e artificiali, della biodegradazione di composti organici di sintesi (come pesticidi, plastiche, solventi) e di biofertilizzanti. Si impegna inoltre nel promuovere il ruolo delle donne nella scienza: ha coordinato e partecipato a diversi progetti europei su questo tema: il progetto STAGES (Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science, 2012-2013), che ha come obiettivo la promozione della parità di genere nel mondo della scienza e della ricerca; il comitato scientifico dei progetti WHIST (Women's Careers Hitting the target: Gender Management in Scientific and Technological Research, 2009-2011) e PRAGES (Practicing Gender Equality in Science, 2008-2009).

Attività editoriali e pubblicazioni
Claudia Sorlini è autrice di circa 300 pubblicazioni su riviste internazionali e nazionali e capitoli di libri. Fra le più recenti:

(2015). Rolli E., Marasco R., Vigani G., Ettoumi B., Mapelli F., Deangelis M.L., Gandolfi C., Casati E., Previtali F., Gerbino R., Pierotti Cei F., Borin S., Sorlini C., Zocchi G., Daffonchio D. Improved plant resistance to drought is promoted by the root-associated microbiome as a water stress-dependent trait. Environmental Microbiology 17(2): 316-331.
(2015) Sorlini C. The run on land. Aspenia 69:67-73.
(2013) Marasco R, Rolli E, Vigani G, Borin S, Sorlini C, Ouzari H, Zocchi G, Daffonchio D. Are drought-resistance promoting bacteria cross-compatible with different plant models? Plant Signaling & Behavior, 8(10).
(2013) Troiano F, Gulotta D, Balloi A, Polo A, Toniolo L, Lombardi E, Daffonchio D, Sorlini C, Cappitelli F. Successful combination of chemical and biological treatments for the cleaning of stone artworks. International Biodeterioration & Biodegradation, 85:294-304.
(2013) Marasco R, Rolli E, Fusi M, Cherif A, Abou-Hadid A, El-Bahairy U, Borin S, Sorlini C, and Daffonchio D. Plant growth promotion potential is equally represented in diverse grapevine rootassociated bacterial communities from different Biopedoclimatic Environments. BioMed Research International, 2013:491091.
(2012) Merlino G, Rizzi A, Villa F, Sorlini C, Brambilla M, Navarotto P, Bertazzoni B, Zagni M, Araldi F, Daffonchio D. Shifts of microbial community structure during anaerobic digestion of agro-industrial energetic crops and food industry byproducts. Journal of Chemical Technology and Biotechnology, 87(9):1302-1311.
(2012) Marasco R, Rolli E, Ettoumi B, Vigani G, Mapelli F, Borin S, El-Behiri U, Sorlini C, et al, A drought resistance-promoting microbiome is selected by root system under desert farming. PLoS One, 7(10):e48479.
(2012) Rizzi A, Raddadi N, Sorlini C, Nordgard L, Nielsen KM, Daffonchio D. The Stability and Degradation of Dietary DNA in the Gastrointestinal Tract of Mammals: Implications for Horizontal Gene Transfer and the Biosafety of GMOs. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 52(2):142-61.
(2012) Cappitelli F, Salvadori O, Albanese D, Villa F, Sorlini C. Cyanobacteria cause black staining of the National Museum of the American Indian Building, Washington D.C., USA. Biofouling, 28(3):257-66.
(2012) Sorlini C. The activities of international cooperation for development of the University of Milano. The activities of International cooperation for development of the University of Milan. p. 19-27.
(2011) Brusetti L, Crotti E, Tamburini A, Cittaro D, Garavaglia V, Rolli E, Sorlini C, et al. Influence of transgenic Bt176 and non-transgenic corn silage on the structure of rumen bacterial communities. Annals of Microbiology, 61:925-930.

Riconoscimenti e premi
Nell’anno 2015 riceve dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’onorificenza dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari".
Nello stesso anno è insignita dell’Ambrogino D’Oro, Civica benemerenza del Comune di Milano. Ha inoltre ricevuto il Premio "Donne che ce l'hanno fatta" di Pechino, 20 - Making women world congress per il suo impegno tra arte, scienza, cultura e sociale e il Premio Tecnovisionarie: donne che vedono il futuro di EXPO Women Global Forum - Women & Tech per aver dato un contributo accademico rilevante e aver coordinato progetti europei e nazionali sulle tematiche dell’ambiente, dell’agricoltura e delle bioenergie. Per il suo impegno inoltre nella cooperazione internazionale, con un master e un progetto di ricerca sull’agricoltura in zone aride e la supervisione della Facoltà di Agraria di Makeni (Sierra Leone), che ha contribuito a istituire.

Maria Pia Sormani
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biostatistica, metodi di ricerca

Parole chiave: sclerosi multipla, autotrapianto, cancro, analisi dati, risonanza magnetica, biostatistica


Funzione/Ruolo
Professoressa associata di Biostatistica all’Università degli studi di Genova

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica con indirizzo Biofisico presso l’Università degli studi di Genova nel 1992, prosegue la sua formazione attraverso una specialità in Fisica Medica, Analisi statistica dei dati medici e Imaging Biomedico presso l’Università di Pisa. Nel 1998 consegue la specializzazione in Statistica Medica all’Università degli Studi di Milano. Dal 1998 entra a far parte come borsista del gruppo di Epidemiologia Clinica dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (IST) di Genova, dove si occupa di Sperimentazioni Cliniche in ambito oncologico. Per 10 anni collabora come consulente statistico con la Neuroimaging Reserach Unit dell’ospedale San Raffaele di Milano e si dedica alla ricerca sulla Sclerosi Multipla. Dal 2005 è Docente di Biostatistica all’Università degli Studi di Genova.

Risultati scientifici
Il lavoro di ricerca di Maria Pia Sormani si focalizza sullo studio delle problematiche metodologiche legate all'uso della risonanza magnetica nella sclerosi multipla, che ha approfondito durante i dieci anni passati collaborando con la Neuroimaging Research Unit presso l'Ospedale San Raffaele di Milano e sulla definizione del disegno di studio per testare nuovi farmaci in questa patologia. Recentemente si è occupata di studi sull’efficacia dell’autotrapianto autologo di cellule ematopoietiche nei casi di sclerosi multipla aggressiva. Su questo argomento ha presentato una meta analisi al Congresso Europeo di Sclerosi Multipla (ECTRIMS) che dovrebbe costituire la base per pianificare e condurre uno studio randomizzato su questa terapia. Partecipa anche allo studio MESEMS, il primo studio mondiale che valuta il trapianto di cellule staminali nella sclerosi multipla, diretto dal prof Uccelli della Clinica Neurologica dell’Università di Genova. Altre aree di ricerca riguardano il trapianto di midollo osseo nelle leucemie, la definizione di endpoint nella Distrofia Muscolare di Duchenne e lo studio di endpoint surrogati in studi di cancro alla mammella, in collaborazione con il San Martino-IST di Genova.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali tra cui:

(2016) Sormani MP, Gasperini C, Romeo M et al. Assessing response to interferon-β in a multicenter dataset of patients with MS. Neurology, 87:134-40.
(2016) (in stampa) Sormani MP, Muraro PA, Saccardi R, Mancardi G. NEDA status in highly active MS can be more easily obtained with autologous hematopoietic stem cell transplantation than other drugs. Multiple Sclerosis Journal.
(2014) Sormani MP, Arnold DL, De Stefano N. Treatment effect on brain atrophy correlates with treatment effect on disability in multiple sclerosis. Annals of Neurology, 75:43-9.
(2013) Sormani MP, De Stefano N. Defining and scoring response to IFN-β in multiple sclerosis. Nature Reviews, Neurology, 9:504-12.
(2013) Sormani MP, Bruzzi P. MRI lesions as a surrogate for relapses in multiple sclerosis: a meta-analysis of randomised trials. The Lancet Neurology, 12:669-76.
(2009) Sormani MP, Bonzano L, Roccatagliata L, Cutter GR, Mancardi GL, Bruzzi P. Magnetic resonance imaging as a potential surrogate for relapses in multiple sclerosis: a meta-analytic approach. Annals of Neurology, 65:268-75.
(2008) Sormani MP, Tintorè M, Rovaris M, Rovira A, Vidal X, Bruzzi P, Filippi M, Montalban X. Will Roger phenomenon in multiple sclerosis. Annals of Neurology, 64:428-33.
(2008) Gennari A, Sormani MP, Pronzato P, Puntoni M, Colozza M, Pfeffer U, Bruzzi P. HER2 status and efficacy of adjuvant anthracyclines in early breast cancer: a pooled analysis of randomized trials. Journal of the National Cancer Institute, 100:14-20.
(2007) Sormani MP, Rovaris M, Comi G, Filippi M. A composite score to predict short-term disease activity in patients with relapsing-remitting MS. Neurology, 69:1230-5.
(2005) Bruzzi P, Del Mastro L, Sormani MP, Bastholt L, Danova M, Focan C, Fountzilas G, Paul J, Rosso R, Venturini M. Objective response to chemotherapy as a potential surrogate end point of survival in metastatic breast cancer patients. Journal of Clinical Oncology, 23:5117-25.

Riconoscimenti e premi
Nel 2016 viene premiata tra le 38 top scientist italiane dall’osservatorio ONDA (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna).

Maria Grazia Speranza
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Area STEM: Matematica

Competenze: ricerca operativa

Parole chiave: algoritmi, programmazione lineare, finanza, ottimizzazione, trasporto, logistica


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Ricerca Operativa e Prorettrice Vicaria dell’Università di Brescia

Percorso professionale
Dopo la laurea in Matematica nel 1980 presso l’Università degli Studi di Milano, prosegue la sua formazione frequentando la Scuola di Perfezionamento in Matematica. Nel 1983 consegue il diploma, diventando ricercatrice operativa. Dal 1983 al 1987 è professoressa associata della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Udine. Diviene poi titolare di un incarico di collaborazione all’Istituto per le Applicazioni della Matematica e dell’Informatica del CNR, dal 1986 al 1987. Dal 1994 è professoressa ordinaria di Ricerca Operativa della facoltà di Economia dell’Università di Brescia. Dal 2002 al 2008 è Preside della stessa facoltà. Dal 1 novembre 2016 è Prorettrice Vicaria dell’Università di Brescia.

Risultati scientifici
L’attività di ricerca di Maria Grazia Speranza è orientata allo studio di modelli di programmazione matematica a variabili miste intere, cioè di modelli di ottimizzazione in cui si vuole minimizzare o massimizzare una funzione le cui variabili sono vincolate a un insieme prefissato e devono in parte assumere valori interi. Tali modelli sono stati applicati a diversi problemi reali, in particolare nell’area della finanza, dove la decisione da prendere riguarda come investire un capitale in titoli con l’obiettivo di minimizzare il rischio dell’investimento  garantendo  un dato rendimento medio, e nell’area del trasporto e della logistica, dove la decisione riguarda ad esempio scelte di localizzazione o di distribuzione con l’obiettivo di minimizzare i costi garantendo un dato livello di servizio. Le ricerche più recenti riguardano il valore della collaborazione e la mobilità sostenibile.

Attività editoriali e pubblicazioni
Maria Grazia Speranza è responsabile editoriale di numerose riviste scientifiche come Transportation Science e EURO Journal on Transportation and Logsistic. È inoltre autrice di oltre 150 pubblicazioni, tra cui:

(2016) Guastaroba G, Vigo D, Speranza MG. Intermediate facilities in freight transportation planning: a survey. Transportation Science, 50:763-789.
(2016) Archetti C, Savelsbergh M, Speranza MG. The Vehicle Routing Problem with Occasional Drivers. European Journal of Operational Research, 254:472-480.
(2016) Fernàndez E, Fontana D, Speranza MG. On the collaboration uncapacitated arc routing problem. Computers & Operations Research, 67:120-131.
(2016) Archetti C, Corberan A, Piana I, Sanchis JM, Speranza MG. A branch-and-cut algorithm for the Orienteering Arc Routing Problem. Computers & Operations Research, 66:95-104.
(2015) Henke T, Waescher G, Speranza MG. The multi-compartment vehicle routing problem with flexible compartment sizes. European Journal of Operational Research, 246:730-743.
(2015) Archetti C, Feillet D, Speranza MG. Complexity of routing problems with release dates. European Journal of Operational Research, 247:797-803.
(2015) Archetti C, Jabali O, Speranza MG. Multi-period Vehicle Routing Problem with Due Dates. Computers & Operations Research, 61:122-134.
(2015) Cuda R, Guastaroba G, Speranza MG. A survey on two-echelon routing problems. Computers & Operations Research, 55:185-199.
(2014) Archetti C, Campbell A, Speranza MG. Multi-commodity vs. single-commodity routing. Transportation Science, 50:461-472.

È inoltre coautrice dei volumi:

S. Martello, M.G. Speranza, “Ricerca operativa per l’economia e l’impresa”, Esculapio, 2012.
R. Mansini, W. Ogryczak, M. G. Speranza, “Linear and Mixed Integer Programming for Portfolio Optimization”, EURO Advanced Tutorials on Operational Research, Springer, 2015.

Riconoscimenti e premi
Nel 2008-2009 è stata Vice-Presidente di IFORS (International Federation of Operation Research Societies). Nel 2011-2012 è stata Presidente dell’EURO (Association of European Operational Research Societies). Nel 2014 è stata Presidente della Transportation Science and Logistic Society di INFORMS (The Institute for Operations Research and the Management Science). E’ membro dei comitati scientifici dei principali convegni internazionali nell’area dei trasporti e della logistica. E’ chair del program committee del convegno IFORS che si terrà a Quebec City nel 2017. E’ stata plenary speaker a numerosi convegni internazionali e in particolare a Optimization days 2005 a Montréal  (insieme a John Nash) e alla 27th European Conference on Operational Research tenutasi a Glasgow nel 2015.

Maria Grazia Spillantini
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Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neurologia molecolare

Parole chiave: demenza, parkinson, alzheimer, malattie neurodegenerative


Funzione/Ruolo
Professoressa di Neurologia Molecolare presso l’Università di Cambridge

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Firenze nel 1981, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Molecular Biology all’Università di Cambridge, conseguito nel 1993 lavorando nel Laboratorio di Biologia Molecolare del Medical Research Council. Dopo un periodo come ricercatrice CNR a Roma ritorna a Cambridge e da quel momento la sua carriera si sviluppa all’interno della stessa università: nel 1997 ricopre il ruolo di Lecturer di Neurologia della Clinical School, nel 2002 è Reader in Neurologia Molecolare e nel 2007 è Professor di Neurologia Molecolare nel Dipartimento di Neuroscienze Cliniche della Clinical School.

Risultati scientifici
La ricerca di Maria Grazia Spillantini riguarda i meccanismi che conducono a patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la demenza fronto-temporale. I suoi contributi scientifici riconosciuti a livello internazionale comprendono l’identificazione di una particolare proteina (l’alfa-sinucleina) come la principale componente dei caratteristici depositi proteici (corpi di Lewy) presenti nel cervello dei malati affetti dal morbo di Parkinson e dalla demenza da corpi di Lewy ad esso strettamente correlato. Un’altra rivoluzionaria scoperta di Maria Grazie Spillantini riguardante le malattie neurodegenerative è l’identificazione di una mutazione genetica nella proteina tau, che si aggrega nel cervello di pazienti con il morbo di Alzheimer e altre malattie ora note come tauopatie, come la causa della ereditarietà della demenza fronto-temporale. È stata l’allieva prediletta del premio Nobel della Medicina, Rita Levi Montalcini.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di capitoli di libri e più di 290 articoli su riviste scientifiche internazionali, tra cui:

(2015) Iovino M, Agathou S, González-Rueda A, Del Castillo Velasco-Herrera M, Borroni B, Alberici A, Lynch T, O'Dowd S, Geti I, Gaffney D, Vallier L, Paulsen O, Káradóttir RT, Spillantini MG. Early maturation and distinct tau pathology in induced pluripotent stem cell-derived neurons from patients with MAPT mutations. Brain, 138:3345-59.
(2014) Yang S, Cacquevel M, Saksida LM, Bussey TJ, Schneider BL, Aebischer P, Melani R, Pizzorusso T, Fawcett JW, Spillantini MG. Perineuronal net digestion with chondroitinase restores memory in mice with tau pathology. Experimental Neurology, 265C:48-58.
(2013) Mellone M, Kestoras M, Andrews MR, Dassie E, Crowther RA, Goedert M, Tolkovsky AM, Spillantini MG. Axonal transport alterations and increased sensitivity to toxic stimuli in a novel cellular model of progressive tau hyperphosphorylation and aggregation. Journal of Neuroscience, 33:18175–18189.
(2010) Hampton DW, Webber DJ, Bilican B, Goedert M, Spillantini MG, Chandran C. Cell-mediated neuroprotection in a mouse model of human tauopathy. Journal of Neuroscience, 30:9973-9983.
(2004) Bellucci A, Westwood AJ, Ingram E, Casamenti F, Goedert M, Spillantini MG. Neuroinflammation in mice transgenic for human P301S tau protein. American Journal of Pathology, 165(5):1643-52.
(1998) Spillantini MG, Crowther RA, Jakes R, Hasegawa M, Goedert M. a-Synuclein in filamentous inclusions of Lewy bodies from Parkinson’s disease and dementia with Lewy bodies. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 95, 6469-6473.
(1998) Spillantini MG, Murrell JR, Goedert M, Farlow MR, Klug A, Ghetti B. Mutation in the tau gene in familial multiple system tauopathy with presenile dementia. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 95, 7737-7741.
(1997) Spillantini MG, Schmidt ML, Lee VMY, Trojanowski JQ, Jakes R, Goedert M. a-Synuclein in Lewy bodies. Nature, 388, 839-840.
(1997) Spillantini MG, Goedert M, Crowther RA, Murrell J, Farlow MJ, Ghetti B. Familial multiple system tauopathy with presenile dementia: a disease with abundant neuronal and glial tau filaments. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 94, 4113-4118.
(1989) Spillantini MG, Aloe L, Alleva E, De Simone R, Goedert M, Levi-Montalcini R. Nerve growth factor mRNA and protein increase in hypothalamus in a mouse model of aggression. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 86: 8555-8559.

Maria Grazia Spillantini è inoltre membro dell’Editorial Board di Brain Pathology, Synapse, Neuropathology and Applied Neurology ed editrice associata di Brain e NPJ Parkinson’s disease.

Riconoscimenti e premi
Maria Grazia Spillantini ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui, nel 1985, il Premio Greppi per la ricerca sull’emicrania, nel 1993 il premio Stephen Newburgh per la ricerca biomedica, nel 1995 e nel 1998 il premio Moore della Società Americana di Neuropatologia. Nel 2000 riceve il premio Potamkin dell’American Academy of Neurology. Dal 2002 è Cittadina Onoraria di Caprese Michelangelo in provincia di Arezzo ed è membro a vita del Peterhouse (il collage più antico dell’Università di Cambridge) e membro di Clare Hall dal 1994. Nel 2003 ottiene il premio “Alessandro Agnoli” della LIMPE. In occasione della giornata internazionale della donna, l’8 marzo 2012, viene insignita del premio Pieve Donna a Pieve Santo Stefano, e l’anno successivo riceve il premio Semplicemente Donna per la ricerca scientifica. Nel 2010 viene nominata membro dell” Academy of Medical Sciences di Londra, nel 2013 è nominata membro della Royal Society di Londra e nel 2015 riceve il Premio alla carriera dell’Associazione Italiana Malati di Demenza Frontotemporale, il premio Cotzias dell’associazione spagnola di Neurologia e il Premio Van Andel per gli straordinari risultati ottenuti nel morbo di Parkinson.

Luisa Torsi
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Area STEM: Chimica

Competenze: scienza e tecnologia dei materiali, chimica analitica, bio-elettronica, diagnostica

Parole chiave: bio-elettronica, sensori, biosensori, chimica analitica, scienza dei materiali, macchina degli odori, invenzioni, donne e scienza, ambiente, nanotecnologie


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Chimica presso l’Università di Bari

Percorso professionale
Nel 1989, consegue la Laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Bari e, nel 1993, il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Chimiche, presso la stessa università studiando i polimeri conduttori (materiali plastici in grado di condurre la corrente elettrica). Dal 1994 al 1996 continua la formazione negli Stati Uniti con post dottorato di due anni presso i Bell Laboratories. Successivamente, diventa ricercatrice di Chimica Analitica per poi proseguire la carriera accademica fino a divenire professoressa ordinaria nel 2005. Pioniera degli studi sui sensori chimici è poi passata alle ricerche sui sensori biologici.

Risultati scientifici
Dal progetto FlexSmell grazie all’opera di Luisa Torsi nasce la “Macchina degli odori” in grado di realizzare dei biosensori capaci di codificare e decodificare gli odori con una precisione simile a quella del naso umano. Questo dispositivo potrà essere immesso nel mercato attraverso, ad esempio, packaging dotati di biosensori così accurati da indicare lo stato di conservazione del cibo oppure potrà essere utilizzato per la rilevazione dell’inquinamento ambientale. Dal suo lavoro di ricerca nasce anche un sensore bio-elettronico stampabile su plastica o carta: la novità assoluta sta nell’avere integrato nello strip un dispositivo elettronico che ingloba un recettore e che è in grado di effettuare l'analisi di un marker biologico con accuratezza e sensibilità confrontabili a quelle di un laboratorio di analisi. Il dispositivo, realizzabile a basso costo, potrebbe rivoluzionare l'approccio alla diagnostica medica aprendo al "Point-of-care" dove qualità e affidabilità dell'analisi coesistono con costi contenuti.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 150 articoli scientifici e numerosi brevetti, tra cui:

(2016), Dilonardo E, Penza M, Alvisi M, Torsi L, et al. Evaluation of gas-sensing properties of ZnO nanostructures electrochemically doped with Au nanophas. Beilstein Journal of Nanotechnology, 7:22-31.
(2016) Magliulo M, De Tullio D, Vikholm-Lundin I, Torsi L, et al. Label-free C-reactive protein electronic detection with an electrolyte-gated organic field-effect transistor-based immunosensor. Analytical and Bioanalytical Chemistry, 408:3943-3952.
(2016) Macchia E, Alberga D, Manoli K, Torsi L, et al. Organic bioelectronics probing conformational changes in surface confined proteins. Scientific Reports 6,28085.
(2015) Macchia E, Giordano F, Magliulo M, Torsi L, et al. An analytical model for bio-electronic organic field-effect transistor sensors. Applied Physics Letters, 106(2).
(2015) Afzal A, Di Franco C, Mesto E, Torsi L, et al. Au/In2O3 and Au/ZrO2 composite nanoparticles via in situ sacrificial gold electrolysis.  Materials Express, 5(3):171-179.
(2015) Mulla M Y, Tuccori E, Magliulo M, Torsi L, et al. Capacitance-modulated transistor detects odorant binding protein chiral interactions, Nature Communications, 6,6010.
(2015) Palazzo G, De Tullio D, Magliulo M, Torsi L, et al. Detection Beyond Debye's Length with an Electrolyte-Gated Organic Field-Effect Transistor. Advanced Materials, 27(5):911-916.
(2013) Torsi L et al. Organic field-effect transistor sensors: a tutorial review. Chemical Society Reviews, 42(22):8612-8628.
(2008) Torsi L, et al. A sensitivity-enhanced field-effect chiral sensor. Nature Materials, 7(5): 412-417.
(1995) Dodabalapur A, Katz EH, Torsi L, et al. Organic Heterostructure Filed-Effect Transistors. Science, 269 (5230):1560-1562.
(1995) Dodabalapur A, Torsi L, Katz EH. Organic Transistors - 2 dimensional transport and improved electrical characteristics. Science, 268 (5208):270-271.

Riconoscimenti e premi
Nel 2010 è la prima italiana nonché la prima donna a vincere l’Henrick Emmanuel Merck per le Scienze Analitiche, premio internazionale che viene assegnato a scienziati che abbiano inventato un metodo di analisi in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Lo riceve per l’invenzione del sensore bio-elettronico stampabile su plastica o carta di cui sopra.
Nel 2013 è insignita del premio itwiin come “Migliore inventrice Italiana del 2013” dall’Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici.
Nel 2015 Euwiin International 2015 (European Union WomenInventors&Innovators Awards) le assegna il titolo di Miglior Inventrice europea  nella sezione “Inventor” (primo posto assoluto).
Dal 2015 è la Presidente della European Material Research Society, prima donna a rivestire questo ruolo.

Anna Tramontano
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: biologia computazionale, bioinformatica

Parole chiave: biologia computazionale, ricerca biologica informatica, analisi sistemi biologici, struttura di anticorpi, disegno di proteine


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Biochimica presso l’Università La Sapienza

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica presso l’Università di Napoli nel 1980, intraprende un percorso formativo all’interno dell’Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica di Napoli. Successivamente si traferisce negli Stati Uniti per un post-dottorato presso l’Università della California a San Francisco, nel Dipartimento di Biochimica. Lì Anna Tramontano sviluppa un sistema per la visualizzazione e la manipolazione delle strutture proteiche chiamato InsightII, che viene poi commercializzato da Biosym e Accelerys. Dopo un breve periodo in Italia, torna all’estero presso lo European Molecular Biology Laboratory a Heidelberg, dove studia lo sviluppo di metodi per analizzare e prevedere la struttura degli anticorpi. Nel 1990 torna in Italia come capogruppo all’IRBM, l'istituto di ricerca di biologia molecolare di Roma e diventa responsabile del Dipartimento di Biologia Computazionale e Chimica. Nel 2001 rientra nel mondo accademico come ordinaria di Biochimica presso l'Università La Sapienza di Roma.

Risultati scientifici
Oltre al sistema per la visualizzazione e la manipolazione delle strutture proteiche sviluppato a San Francisco, che ha aperto la strada alla riprogettazione razionale delle proteine a scopo biotecnologico e terapeutico, Tramontano e il suo gruppo di ricerca allo European Molecular Biology Laboratory sviluppano un metodo, basato su un'attenta analisi e interpretazione delle strutture disponibili, per dedurre la struttura molecolare degli anticorpi con altissima precisione. Dal 2001 il suo gruppo di ricerca sviluppa diversi metodi per l'analisi di strutture di anticorpi, di dati genomici e studia l’interazione fra proteine e farmaci. Questi metodi sono applicati a vari problemi biomedici come, tra gli altri, la leucemia linfocitica cronica, la sindrome di Down, i difetti respiratori, i linfomi, la distrofia muscolare.
Anna Tramontano partecipa a numerose iniziative in tutto il mondo che hanno come scopo l’analisi post-genomica dei dati biologici al fine di migliorare la nostra comprensione della vita a livello molecolare.

Attività editoriali e pubblicazioni
Anna Tramontano è editrice associata di numerose riviste scientifiche, oltre che autrice di numerosi articoli tra cui:

(2016) Moult J, Fidelis K, Kryshtafovych A, Schwede T and Tramontano A. Critical Assessment of Methods of Protein Structure Prediction (CASP) – Progress and New directions in Round XI. Proteins, 84:4-14.
(2016) Obarska-Kosinska A, Iaconageli A, Lepore R and Tramontano A. PepComposer: computational design of peptides binding to a given protein surface. Nucleic Acids Research, 44:W522-W528.
(2016) Leoni G, Tramontano A. A structural view of microRNA-target recognition. Nucleic Acids Research, 44:9.
(2016) Milanetti E, Raimondo D, Tramontano A. Prediction of the permeability of neutral drugs inferred from their solvation properties. Bioinformatics, 32:1163-1169.
(2016) Monastyrskyy B, D'Andrea D, Fidelis K, Tramontano A & Kryshtafovych A. New encouraging developments in contact prediction: assessment of CASP11 results. Proteins, 84:131-144.
(2016) Kryshtafovych A, Barbato A, Monastyrskyy B, Fidelis K, Schwede T, Tramontano A. Methods of model accuracy estimation can help selecting the best models from decoy sets: assessment of model accuracy estimations in CASP11. Proteins, 84:349-369.
(2015) Messih MA, Lepore R, Tramontano A. LoopIng: a template-based tool for predicting the structure of protein loops. Bioinformatics, 23:3767-3772.
(2015) Iacoangeli A, Marcatili A and Tramontano A. Exploiting Homology Information in Non-template Based Prediction of Protein Structures. Journal of Chemical Theory and Computation, 11(10):5045–5051.
(2015) Le Pera L, Mazzapioda M, Tramontano A, 3USS: a web server for detecting alternative 3 ' UTRs from RNA-seq experiments. Bioinformatics, 31(11):1845-184.
(2015) Di Marino D, Bonome EL, Tramontano A, Chinappi M. All-Atom Molecular Dynamics Simulation of Protein Translocation through an alpha-Hemolysin Nanopore. Journal of Physical Chemistry Letters, 6(15):2963-2968.

Riconoscimenti e premi
Nel 2001 vince il premio Marotta dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Nel 2002 viene insignita del Premio speciale della cultura per le Scienze Naturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 2005 vince il Premio Minerva per la ricerca scientifica, e tre anni dopo il KAUST Global Research Partnership award. Infine nel 2010 riceve il Premio Tartufari dell’Accademia dei Lincei.

Clara Troncon
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica nucleare, fisica delle particelle

Parole chiave: bosone di higgs, fisica nucleare, cern, ginevra, acceleratore particelle, modello standard


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sezione di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica presso l’Università di Trieste nel 1977 prosegue la sua formazione prima come Summer Student nel 1978 presso il CERN e poi frequentando la Scuola di specializzazione in Fisica a Trieste, come borsista del Consorzio per l'Incremento studi e Ricerche dei Dipartimenti di Fisica dell'Università di Trieste. Nel 1983 entra a far parte dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sezione di Trieste, come ricercatrice e successivamente nella sezione di Milano. E’ associata scientifica presso il CERN di Ginevra, ininterrottamente dal 1978.

Risultati scientifici
I due principali filoni di ricerca di Clara Troncon sono lo studio della Fisica delle particelle elementari con acceleratori e, nello specifico, le misure delle proprietà degli Heavy Flavour, le verifiche di precisione del Modello Standard, inclusa la ricerca e poi la scoperta del bosone di Higgs e la ricerca dell’evidenza di segnali di nuova fisica oltre il Modello Standard. Il secondo filone comprende lo sviluppo, la progettazione e la realizzazione di sensori di silicio a microstrip e pixel e lo sviluppo, la progettazione, la realizzazione, commissioning e operazione di rivelatori di vertice. La sua attività di ricerca inizia al CERN, dove dal 1979 al 1986 si dedica allo studio del quark charm con gli esperimenti dell’EHS, European Hybrid Spectrometer, all’acceleratore SPS (SuperProtoSincrotrone). Dal 1986 al 2000 partecipa all’esperimento DELPHI all’acceleratore LEP del CERN, dove contribuisce alle misure di precisione del bosone neutro Z0 e del bosone W, alle verifiche del Modello Standard e alla ricerca del bosone di Higgs. Il suo gruppo collabora alla costruzione del rivelatore di vertice al silicio di DELPHI. Nel 1997, inizia a partecipare all’esperimento ATLAS al Large Hadron Collider (LHC) del CERN, in cui ha un ruolo importante nella costruzione del rivelatore a pixels. Dopo l’installazione di questo rivelatore nel 2008, si dedica alla ricerca e allo studio del bosone di Higgs e alla ricerca di particelle supersimmetriche e di segnali di una nuova fisica alla scala del TeV(teraelettronvolt) Si è inoltre impegnata dal 1996 al 2000 in attività di studio per i futuri Linear Colliders attraverso il Conceptual Design del Next Linear Collider e lo studio di fattibilità per la ricerca del bosone di Higgs. Dal 2001 al 2006 attraverso la collaborazione RD50 si è dedicata alla ricerca e sviluppo di rivelatori a semiconduttore resistenti a radiazione per collisori di altissima luminosità.

Attività editoriali e pubblicazioni
E’ autrice di oltre 900 pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2016) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Search for dark matter produced in association with a Higgs boson decaying to two bottom quarks in pp collisions at √s=8 TeV with the ATLAS detector. Physical Review D, 93: 7, 072007.
(2016) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Search for magnetic monopoles and stable particles with high electric charges in 8 TeV pp collisions with the ATLAS detector. Physical Review D, 93:5, 05200.
(2013) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Evidence for the spin-0 nature of the Higgs boson using ATLAS data. Physical Review Letters B, 726, 120-144.
(2012) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Search for squarks and gluinos using final states with jets and missing transverse momentum with the ATLAS detector in √s=7 TeV proton-proton collisions. Physical Letters B, 710, 67-85.
(2012) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Observation of a new particle in the search for the Standard Model Higgs boson with the ATLAS detector at the LHC. Physical Review Letters B, 716, 1-29.
(2011) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Measurement of the top quark-pair production cross section with ATLAS in pp collisions at √s=7 TeV. The European Physical Journal A, C71, 1577.
(2010) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Observation of a Centrality-Dependent Dijet Asymmetry in Lead-Lead Collisions at √sNN=2.77 TeV with the ATLAS Detector at the LHC. Physical Review Letters, 105, 252303.
(2008) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. The ATLAS Experiment at the CERN Large Hadron Collider. JINST 3: S08003.
(1998) Accomando E, Troncon C, et al. Physics with e+ e- colliders. Physics Report C, 299, 1. Amsterdam (Olanda).
(1996) DELPHI Collaboration, Abreu P, Troncon C, et al. Performance of the DELPHI Detector. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research A, 378, 57.

Riconoscimenti e premi
Dal 2012 a oggi Clara Troncon fa parte del Gruppo di Lavoro per la Valutazione INFN (fase finale VQR) e responsabile della delegazione per la CSN1. Dal 2013 su designazione del Presidente dell’INFN, viene nominata dal Direttore Generale del CERN Delegata italiana nel comitato CERN ACCU (Advisory Committee of CERN Users) , carica successivamente rinnovata. Dallo stesso anno è anche designata da ACCU come Rappresentante ACCU nel CERN Scientific Information Policy Board. Nel 2015 viene nominata dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) componente del Gruppo di Esperti della Valutazione per le Scienze Fisiche (GEV02) per la VQR 2011- 2014 (ANVUR-MIUR) e coordinatrice del subGEV02_I (Fisica sperimentale, Particelle e Nucleare), carica che ricopre ancora oggi.

Katia Varani
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: farmacologia cellulare e molecolare

Parole chiave: morbo di parkinson, sclerosi multipla, corea di huntington, malattie neurodegenerative, cancro, ansia, dolore cronico, malattie croniche su base infiammatoria


Funzione/Ruolo
Professoressa associata di Farmacologia presso l’Università di Ferrara

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Ferrara nel 1988, prosegue i suoi studi nella stessa università conseguendo il dottorato di ricerca in Farmacologia Cellulare e Molecolare nel 1996. Diventa assistente ricercatrice di Farmacologia e dal 2009 a oggi è professoressa associata nella stessa disciplina sempre all’Università di Ferrara.

Risultati scientifici
I temi di ricerca di Katia Varani e del suo gruppo sono ben rappresentati dallo studio farmacologico, biochimico e molecolare dei recettori dell'adenosina che hanno un importante ruolo nel sistema nervoso centrale, nel sistema cardiovascolare e nella risposta immunitaria. L'interazione dei recettori dell'adenosina viene studiata nelle malattie neurodegenerative (corea di Huntington, morbo di Parkinson e sclerosi multipla), nel dolore cronico e neuropatico, nei disturbi cardiovascolari come ipertensione e insufficienza cardiaca, nelle malattie infiammatorie e nel cancro. Alcuni studi dimostrano che i recettori A3 dell'adenosina rappresentano un possibile bersaglio terapeutico per prevenire lo sviluppo dei tumori mesoteliali della pleura (tumori della membrana che riveste il polmone) dopo l'esposizione all'amianto. Altri studi hanno evidenziato che i recettori A2A se stimolati hanno un ruolo anti infiammatorio nelle patologie croniche infiammatorie, quali ad esempio l'artrite reumatoide. Recentemente studi preclinici hanno mostrato che modulatori allosterici dei recettori A1 dell’adenosina sono dotati di proprietà analgesica e ansiolitica. Lo sviluppo di nuovi potenziali farmaci agenti sui recettori dell'adenosina potrebbe costituire un valido e innovativo aiuto farmacologico nella pratica clinica.

Attività editoriali e pubblicazioni
Katia Varani è autrice di circa 230 articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali, tra cui:

(2016) Tabrizi M, Baraldi PG, Borea PA, Varani K. Medicinal chemistry, pharmacology, and potential therapeutic benefits of cannabinoid CB2 receptor agonists. Chemical Reviews, 116:519-560.
(2016) Borea PA, Gessi S, Merighi S, Varani K. Adenosine as a multi-signalling guardian angel in human diseases: when, where and how does it exert its protective effects?. Trends in Pharmacological Sciences, S0165-6147(16)00041-9.
(2015) Borea PA, Varani K, Vincenzi F, Baraldi PG, Tabrizi MA, Merighi S, Gessi S. The A3 adenosine receptor: history and perspectives. Pharmacological Reviews, 67(1):74-102.
(2015) Preti D, Baraldi PG, Moorman AR, Borea PA, Varani K. History and perspectives of A2A adenosine receptor antagonists as potential therapeutic agents. Medicinal Research Reviews, 35(4):790-848.
(2014) Vincenzi F, Targa M, Romagnoli R, Merighi S, Gessi S, Baraldi PG, Borea PA, Varani K. TRR469, a potent A1 adenosine receptor allosteric modulator, exhibits anti-nociceptive properties in acute and neuropathic pain models in mice. Neuropharmacology, 81C:6-14.
(2013) Varani K, Vincenzi F, Targa M, Paradiso B, Parrilli A, Fini M, Lanza G, Borea PA. The stimulation of A3 adenosine receptors reduces bone-residing breast cancer in a rat preclinical model. European Journal of Cancer, 49(2):482-491.
(2013) Vincenzi F, Targa M, Corciulo C, Tabrizi MA, Merighi S, Gessi S, Saponaro G, Baraldi PG, Borea PA, Varani K. Antinociceptive effects of the selective CB2 agonist MT178 in inflammatory and chronic rodent pain models. Pain, 154(6):864-873.
(2011) Varani K, Maniero S, Vincenzi F, Targa M, Stefanelli A, Maniscalco P, Martini F, Tognon M, Borea PA, A3 receptors are overexpressed in pleura from mesothelioma patients and reduce cell growth via Akt/NF-kB pathway. American Journal of Respiratory Critical Care Medicine, 183(4):522-530.
(2010) Varani, K, Vincenzi F, Tosi A, Gessi S, Casetta I, Granieri G, Fazio P, Leung E, Maclennan S, Granieri E, Borea PA. A2A adenosine receptor overexpression and functionality, as well as TNF-α, correlate with motor symptoms in Parkinson’s disease. FASEB Journal, 24(2):587-598.
(2010) Varani K, Padovan M, Govoni M, Vincenzi F, Trotta F, Borea PA. The role of adenosine receptors in rheumatoid arthritis. Autoimmunity Review, 10(2):61-64.

Paola Velardi
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Area STEM: Informatica

Competenze: ingegneria elettronica, informatica

Parole chiave: donne e scienza, reti sociali, social, linguaggio naturale, web, semantica del web, intelligenza artificiale, apprendimento automatico


Funzione/Ruolo
Presidente del Corso di Laurea e Professoressa ordinaria di Informatica dell’Università La Sapienza di Roma

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Elettronica all’Università La Sapienza di Roma nel 1978, lavora come ricercatrice presso la Fondazione Ugo Bordoni fino al 1982. Nel 1983 è visiting scholar all’Università di Stanford e, dal 1984 al 1986, è ricercatrice presso il centro scientifico IBM di Roma. Dal 1986 al 1996 è professoressa associata presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Ancona. Dal 1996 è professoressa presso il Dipartimento di Informatica della facoltà di S.MM.FF.NN dell’Università di Roma “La Sapienza”. Nel 2001 vince un concorso di prima fascia e diventa professoressa ordinaria, presso lo stesso ateneo, dove dal 2011 al 2013 è Presidente del Corso di Laurea in Informatica, incarico che ha di nuovo assunto dal novembre 2016. Dal 2013 è responsabile del corso di laurea in Informatica, modalità teledidattica. Insegna presso la laurea magistrale in Informatica (in lingua inglese) i corsi di Machine Learning e Web and Social Information Extraction, e dal 2017, anche il corso di Business Intelligence della laurea magistrale in lingua inglese in Management. E’ impegnata in questioni di genere, e da sei anni coordina il progetto di orientamento NERD? per aumentare il numero di ragazze iscritte nei corsi di informatica.

Risultati scientifici
Nei primi anni di attività scientifica, Paola Velardi si occupa di Architettura dei Calcolatori e di affidabilità per poi rivolgere i suoi studi all’Intelligenza Artificiale. In seguito, i suoi principali interessi di ricerca riguardano l’elaborazione del linguaggio naturale, l’apprendimento automatico, la modellazione semantica e il semantic web, ovvero la trasformazione del web in un ambiente dove i documenti pubblicati sono associati a informazioni e dati che ne specificano il contesto semantico in un formato adatto all'interrogazione e all'interpretazione (per esempio, tramite motori di ricerca) e, più in generale, all'elaborazione automatica di testi. Più recentemente, si occupa di analisi di reti sociali, applicando i suoi studi alla profilazione di utenti, al rilevamento di "trending topics" (argomenti di discussione che diventano popolari fra gli utenti di reti sociali), allo studio della leadership femminile nelle reti sociali aziendali, alla sorveglianza epidemiologica e e-health.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 150 pubblicazioni nazionali ed internazionali, fra cui:

(2016) Stilo G, Velardi P. Hashtag Sense Clustering based on Temporal Similarity. Computational Linguistics, 43-1.
(2016) Stilo G, Velardi P. Efficient Temporal Mining of Micro-blog Texts and its application to Event Discovery. Data Mining and Knowledge Discovery, 30(2):372-402.
(2015) Faralli S, Stilo G, Velardi P. Recommendation of micro-blog users based on hierarchical interest profiles. Social Network Analysis and Mining, 5, 25.
(2015) Gesualdo F, Stilo G, D’Ambrosio A, Carloni E, Pandolfi E, Velardi P, et al. Can Twitter be a source of information on allergy? Correlation of pollen counts with tweets reporting symptoms of allergic rhinoconjunctivitis and names of antihistamine drugs. PloS One, 10(7):e0133706
(2015) Faralli S, Stilo G, Velardi P. Large Scale Homophily Analysis in Twitter using a Twixonomy. Proceedings of International Joint Conference on Artificial Intelligence (IJCAI 2015) Buenos Aires.
(2015) Faralli S, Stilo G, Velardi P. What Women Like: A Gendered Analysis of Twitter Users' Interests based on a Twixonomy. Ninth International AAAI Conference on Web and Social Media Workshop: Wikipedia, a Social Pedia: Research Challenges and Opportunities, Oxford.
(2015) Di Tommaso G, Stilo G, Velardi P. Women leadership in enterprise social networks: A SNA toolkit to foster the emergence of informal leaders in organizations. International Conference on Information Society (i-Society 2015), IEEE, London.
(2014) P. Velardi P, G. Stilo G, E. Tozzi E, Gesualdo F. Twitter mining for fine-grained syndromic surveillance. Artificial Intelligence in Medicine, 61(3):153-63.
(2013) Velardi P, S. Faralli S, Navigli R. OntoLearn Reloaded: A Graph-based Algorithm for Taxonomy Induction. Computational Linguistics, 39(3), MIT Press.
(2013) Gesualdo F, Stilo G, Agricola E, Gonfiantini MV, Pandolfi E, Velardi P, Tozzi AE. Influenza-like illness surveillance on Twitter through automated learning of naïve language. PLoS One, 8(12):e82489.

Riconoscimenti e premi
Ha partecipato come partner, partner associato o coordinatore a vari progetti nazionali e europei. Tra gli altri, i progetti nazionali (MIUR legge 297) CHAT, su temi di multimodalità, e LC3, un laboratorio pubblico-privato di ricerca sul tema della comunicazione di conoscenze culturali; i progetti regionali SimiTur 2.0 (POR FESR 2007/2013 - CO-RESEARCH) sul tema del turismo; PARTECIPATE (Progetti di Ricerca presentati da Enti di Ricerca LR 13/2008) su temi di e-collaboration e interfacce partecipative in ambito turistico/culturale; HomeCare4All (POR FERS Lazio 2007/2013) su temi di salute pubblica e interazione multilingua con gli utenti; e infine Fiordaliso (POR FERS Lazio 2007/2013) sul tema dell’analisi della leadership femminile nelle reti sociali aziendali. Ha fatto parte del comitato di governo della Network of Excellence europea INTEROP (2003-2007), su temi di enterprise interoperabilità e del comitato scientifico del “EU Virtual Laboratory for Enterprise Interoperability”, un ente europeo di ricerca legalmente costituitosi in Belgio nel 2007. È revisore della comunità europea, revisore e PC member delle più importanti conferenze e riviste nelle tematiche di interesse (ACL, EACL, EMNLP, ESWC, IJCAI, ICWSM, TKDD, TKDE, CL, AIIM, BIBM, WWW, ecc). È Associate Editor di Knowledge and Information Systems.

Margherita Venturi
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Area STEM: Chimica

Competenze: fotochimica e elettrochimica supermolecolare

Parole chiave: macchine molecolari, energia, conversione energia, computer chimici, nanoscienze, nanotecnologie, divulgazione, spettacoli


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Chimica Generale dell’Università di Bologna

Percorso professionale
Dopo la Laurea in Chimica presso l’Università di Bologna nel 1971, prosegue la sua formazione prima come borsista, poi contrattista e infine ricercatrice della facoltà di Farmacia dell’università bolognese fino al 1992. Nello stesso anno diventa professoressa associata nella facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della stessa università, e viene confermata nuovamente nel 1995. Dal 2005 è professoressa ordinaria di Chimica Generale dell’Università di Bologna.

Risultati scientifici
Dal 1972 al 1991 lavora con un incarico di ricerca presso l'Istituto FRAE (ora ISOF) del CNR di Bologna occupandosi di Chimica delle Radiazioni e, in particolare, dei meccanismi di trasferimento elettronico coinvolti nei sistemi modello per la conversione dell'energia solare in energia chimica. Attualmente si occupa di Fotochimica ed Elettrochimica supramolecolare, dedicandosi in particolare alla progettazione e alla realizzazione di specie formate dall’interazione di due o più molecole in grado di svolgere funzioni utili predeterminate. Gli obiettivi principali della ricerca sono: 1. Ideare e realizzare sistemi chimici nei quali alcuni componenti molecolari possono essere messi in movimento rispetto agli altri mediante opportuni stimoli esterni, che possono essere di tipo luminoso, chimico o elettrochimico. Congegni di questo tipo sono noti come macchine molecolari e sono attualmente di grande interesse scientifico, come chiaramente evidenziato dall’assegnazione del Nobel per la Chimica 2016; 2. Progettare e realizzare sistemi in grado di raccogliere, trasmettere, immagazzinare ed elaborare segnali chimici, luminosi ed elettrochimici. Fra sistemi del genere vi sono antenne, fili, congegni presa/spina, sistemi di tipo "prolunga". I risultati di questa ricerca sono di importanza basilare nei campi delle nanoscienze e delle nanotecnologie, ad esempio per la costruzione di dispositivi in grado di convertire l'energia solare in energia chimica e lo sviluppo di congegni ultraminiaturizzati per l'elaborazione delle informazioni (computer chimici); sono anche di grande interesse per la medicina nell’ambito della quale, ad esempio, la realizzazione di sistemi per il rilascio controllato di farmaci apre nuove aspettative alla terapia dei tumori.

Attività editoriali e pubblicazioni
Margherita Venturi è autrice di:

Vincenzo Balzani, Margherita Venturi: Chimica! Leggere e scrivere il libro della natura, Scienza Express Edizioni, 2012
Vincenzo Balzani, Margherita Venturi: Energia, Risorse, Ambiente, Zanichelli, 2014.

È inoltre autrice di più di duecentoquaranta pubblicazioni quasi tutte su riviste internazionali altamente qualificate, tra cui:

(2016) Tabacchi G, Silvi S, Venturi M, Credi A, Fois E. Dethreading of a Photoactive Azobenzene-Containing Molecular Axle from a Crown Ether Ring: A Computational Investigation. Chemphyschem, 17(12):1913-9.
(2015) D’Agostino S, Bergamini G, Ceroni P, Comotti A, Sozzani P, Bassanetti I, Grepioni F, Hernandez TM, Silvi S, Venturi M, Credi A. Photoinduced reversible switching of porosity in molecular crystals based on star-shaped azobenzene tetramers. Nature Chemistry, 7:634-640.
(2015) Ragazzon G, Baroncini M, Silvi S, Venturi M, Credi A. Light-powered autonomous and directional molecular motion of a dissipative self-assembling system. Nature Nanotechnology, 10:70-75.
(2014) Bergamini G, Fermi A, Marchini M, Locritani M, Credi A, Venturi M, Negri F, Ceroni P, Baroncini M. A Highly Luminescent Tetramer from a Weakly Emitting Monomer: Acid- and Redox-Controlled Multiple Complexation by Cucurbit[7]uril. Chemistry-A European Journal, 20(23):7054-60.
(2014) Ceroni P, Credi A, Venturi M. Light to investigate (read) and operate (write) molecular devices and machines. Chemical Society Reviews, 43(12):4068-83.
(2013) Venturi M. Ciclo di conferenze "Riflessioni su Scienza e Società": gli scienziati a colloquio con gli umanisti. La Chimica e L'industria, 95:72-74.
(2013) Venturi M, Balzani V. Dall'atomo all'uomo. Sapere, 79: 42-47.
(2013) Arduini A, Bussolati R, Credi A, Secchi A, Silvi S, Semeraro M, Venturi M. Towards directionally controlled molecular motions and kinetic intra- and intermolecular self-sorting: threading processes of non-symmetric wheel and axle components. Journal of the American Chemical Society, 135:9924-9930.
(2013) Di Motta S, Avellini T, S. Silvi S, Venturi M, et al. Photophysical Properties and Conformational Effects on the Circular Dichroism of an Azobenzene–Cyclodextrin [1]Rotaxane and Its Molecular Components. Chemistry-A European Journal, 19(9):3131-8.
(2013) Molloy JK, Ceroni P, Venturi M, et al. Self-assembly of nanocrystalline tetra-terpyridine complexes: from molecules to mesoscopic objects, Soft Matter, 9:10754-10758.

Riconoscimenti e premi
Nel 2000 ha creato, presso il Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician”, il gruppo Per conoscere la Chimica, formato da docenti, ricercatori, dottorandi e studenti universitari, con lo scopo di promuovere l'immagine della Chimica, disciplina tanto importante quanto incompresa. Sfruttando il fascino della Chimica “in azione”, il gruppo ha messo a punto uno spettacolo dal titolo “Suoni, luci, colori ed altri effetti speciali” nel corso del quale, per mezzo di esperimenti spettacolari e coinvolgenti, gli studenti (dalle scuole elementari alle superiori) e i cittadini vengono messi di fronte a un volto nuovo della Chimica, scoprendo così quanto questa disciplina sia importante la nostra vita quotidiana, nonché per lo sviluppo e la comprensione delle altre scienze, dalla Biologia alla Medicina. Nel 2014 riceve la medaglia Gabriello Illuminati “in riconoscimento del contributo dato allo sviluppo delle scienze chimiche con particolare riferimento agli aspetti della didattica come autrice di articoli, manuali didattici, libri universitari e di divulgazione scientifica, coordinatrice e partner di progetti italiani ed europei, organizzatrice di cicli di conferenze e attività di aggiornamento, consulente per mostre/percorsi scientifici, creatrice di gruppi per promuovere l’immagine della Chimica”.

Antonella Viola
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: immunologia e biologia

Parole chiave: immunologia, cellule staminali, infiammazione, cura cancro, sistema immunitario, immunoterapia


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Patologia Generale presso l’Università di Padova

Percorso professionale
Dopo la laurea in Scienze Biologiche all’Università di Padova nel 1991, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Biologia Evoluzionistica che consegue nel 1995 presso la stessa università. Entra poi a far parte della comunità scientifica dell’Istituto di Immunologia di Basilea dove è la ricercatrice più giovane. Nel 2001 torna in Italia come ricercatrice dell’Università di Padova, per dirigere prima il laboratorio di immunologia al Venetian Institute of Molecular Medicine (VIMM), e poi il laboratorio di Immunità Adattativa dell’Humanitas di Milano. Nel 2014 diventa professoressa associata e l’anno successivo è ordinaria di Patologia Generale presso l’Università di Padova. E’ stata per anni membro del comitato scientifico dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ed è da anni revisore per la comunità europea (FP7 e ERC). Ha coordinato progetti nazionali (AIRC, Telethon, MIUR, Ministero della Salute) europei (E-rare) e internazionali (Prostate Cancer Research Programme ) ed è stata partner di due ambiziosi progetti della comunità europea, SYBILLA e MERLIN.

Risultati scientifici
Dopo lo studio dei linfociti T (capaci di uccidere le cellule infettate dai virus o di aiutare i linfociti B nella produzione di anticorpi) iniziato all’Istituto di Immunologia di Basilea, Viola si specializza anche nello studio dell’immunologia tumorale e, successivamente, delle cellule staminali mesenchimali (cellule staminali adulte, non provenienti dagli embrioni). Più recentemente, comincia lo studio dei macrofagi (cellule deputate a fagocitare i patogeni e coinvolte in tutti i processi infiammatori) grazie al progetto STePS, grazie al quale Antonella Viola vince l’ERC Advanced Grant. I risultati della sua ricerca rivestono grande importanza nella ricerca di base ma anche in altri ambiti, dall’immunoterapia dei tumori (capacità di sfruttare il nostro stesso sistema immunitario per curare in maniera diretta e focalizzata alcune patologie), alle malattie autoimmuni (malattie causate dall’attivazione impropria del nostro sistema immunitario).

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, tra cui:

(2011) Molon B, Ugel S, Del Pozzo F, Soldani C, Zilio S, Avella D, De Palma A, Mauri PL, Monegal A, Rescigno M, Savino B, Colombo P, Jonjic N, Pecanic S, Lazzarato L, Fruttero R, Gasco A, Bronte V, Viola A. Chemokine nitration prevents intratumoral infiltration of antigen-specific T cells. The Journal of Experimental Medicine, 208(10):1949-62.
(2010) Contento RL, Campello S, Trovato AE, Magrini E, Anselmi F and Viola A. Adhesion shapes T cells for prompt and sustained T cell receptor signaling. EMBO Journal29:4035-47.
(2008) Viola A & Luster AD. Chemokines and Their Receptors: Drug Targets in Immunity and Inflammation. Annual Review of Pharmacology and Toxicology, 48:171-197.
(2007) Viola A & Gupta N. Tether and Trap: Regulation of membrane rafts by actin-binding proteins. Nature Reviews Immunology, 7:889-96.
(2006) Campello S, Lacalle RA, Bettella M, Manes S, Scorrano L & Viola A. Orchestration of leukocyte chemotaxis by mitochondrial dynamycs. The Journal of Experimental Medicine, 203:2879-2886.
(2006) Tavano R, Contento RL, Baranda SJ, Soligo M, Tuosto L, Manes S & Viola A. CD28 interaction with filamin-A controls lipid raft accumulation at the T cell immunological synapse. Nature Cell Biology, 8:1270-1276.
(2005) Molon, Gri G, Bettella M, Goumez-Mouton C, Lanzavechia A, Martinez-A C, Manes S & Viola A. T cell costimulation by chemokine receptors. Nature Immunology6:465-71.
(2005) Bronte V, Kasic T, Gri G, Gallana K, Borsellino G, Marigo I, Battistini L, Iafrate M, Prayer-Galetti T, Pagano F & Viola A. Boosting anti-tumor responses of T lymphocytes infiltrating human prostate cancers. The Journal of Experimental Medicine201:1257-68.
(1999) Viola A, Schroeder S, Sakakibara Y & Lanzavecchia A. T lymphocyte costimulation mediated by reorganization of membrane microdomains. Science, 283:680-2.
(1996) Viola A & Lanzavecchia A. T cell activation determined by T cell receptor number and tunable thresholds. Science, 273:104-6.

Riconoscimenti e premi
Nel 2010 vince il Cancer Reseach Institute Investigator Award (CRI, New York) e nel 2008 il premio “Donne Eccellenti” e il prestigioso premio “Chiara D’Onofrio”. Nel 2013 Antonella Viola riceve l’ERC Advanced Grant e un finanziamento di 2,5 milioni di euro per portare avanti il suo progetto STEPS. Nel 2016 viene eletta membro dell’European Molecular Biology Organization (EMBO), prestigioso riconoscimento che era stato preceduto nel 2006 dalla nomina ad EMBO Young Investigator.

Lucia Votano
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica sperimentale delle particelle e delle astroparticelle

Parole chiave: particelle, neutrini, fisica nucleare, fisica delle particelle, astroparticelle, opera, juno, infn, laboratori gran sasso


Funzione/Ruolo
Dirigente di Ricerca, Associata ai Laboratori Nazionali di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)

Percorso professionale
Si laurea in Fisica all’Università La Sapienza di Roma nel 1971, proseguendo la sua formazione all’interno dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dove diventa ricercatrice stabilizzata nel 1975. Durante l’attività di ricerca sperimentale in fisica delle particelle lavora anche presso il CERN di Ginevra e il laboratorio DESY di Amburgo. Dalla fine degli anni ’80 si dedica principalmente alla fisica astro-particellare conducendo esperimenti presso il Laboratorio INFN del Gran Sasso, il laboratorio sotterraneo dedicato alla fisica astro-particellare più grande e importante del mondo per numero di esperimenti e per complessità d’infrastrutture tecnologiche e di sicurezza. Nel 2009 diventa direttrice del Laboratorio del Gran Sasso, prima donna a ricoprire tale incarico, fino al 2012.

Risultati scientifici
Lucia Votano svolge la sua attività di ricerca di base nel campo della fisica sperimentale delle particelle elementari di alta energia e nel campo della fisica astro-particellare, un settore di congiunzione tra astrofisica, cosmologia e studio delle interazioni fondamentali delle particelle elementari. I suoi interessi principali riguardano da molti anni lo studio dei neutrini, una particella elementare di cui esistono tre tipi di “sapore” diverso. I neutrini sono insieme ai fotoni le particelle più numerose nell’universo di materia ordinaria. Interagiscono pochissimo con essa e sono quindi in grado di attraversare indisturbati grandi corpi celesti, portandoci informazioni dagli angoli più remoti dell’universo. Con il progetto internazionale OPERA al Laboratorio del Gran Sasso, Lucia Votano e il suo team sono stati capaci di misurare in maniera diretta per la prima volta al mondo l’oscillazione (la trasformazione) del neutrino di sapore muonico in neutrino di tipo tau. OPERA ha utilizzato il fascio di neutrini prodotto al CERN di Ginevra e inviato al laboratorio del Gran Sasso con un viaggio di 730 km di lunghezza sotto la crosta terrestre e di circa 2,4 millisecondi di durata. Attraverso l’oscillazione si è dimostrato che i neutrini hanno massa, ancorché piccolissima: un segnale di nuova fisica al di là del Modello Standard delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali. Dal 2015 Lucia Votano è impegnata assieme ad altri colleghi nell’esperimento internazionale JUNO (Jiangmen Underground Neutrino Observatory) che verrà realizzato nel sud della Cina entro il 2020. Si tratta di un gigantesco rivelatore sotterraneo di ultima generazione per neutrini, utile a indagare ulteriormente la loro natura attraverso il fenomeno dell’oscillazione, che permette loro di mutare da un tipo (di sapore) a un altro.

Attività editoriali e pubblicazioni
È coautrice di circa 300 articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali, tra cui:

(2016) Agafonova A, Aleksandrov A, Votano L, et al. Determination of the muon charge sign with the dipolar spectrometers of the OPERA experiment. Journal of Instrumentation, 11, 07.
(2016) Berra A, Cecchini S, Cindolo F, Votano L, et al. Longitudinally segmented shashlik calorimeters with SiPM readout. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section A Accelerators Spectrometers Detectors and Associated Equipment.
(2016) Abbrescia M, Avanzini C, Baldini L, Votano L, et al. A study of upward going particles with the Extreme Energy Events telescopes Nuclear Instruments and Methods in Physics Research A. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section A Accelerators Spectrometers Detectors and Associated Equipment, 816.
(2015) Abbrescia M, Avanzini C, Baldini L, Votano L, et al. Looking at the sub-TeV sky with cosmic muons detected in the EEE MRPC telescopes. European Physical Journal Plus, 130(9). 
(2015) Fengpeng A, Guangpeng A, Qi A, Votano L, et al. Neutrino physics with JUNO. Journal of Physics G Nuclear and Particle Physics, 43(3).
(2015) Agafonova N, Alexandrow A, Votano L, et al. Discovery of tau Neutrino Appearance in the CNGS Neutrino Beam with the OPERA Experiment. Physical Review Letters, 115(12).
(2015) Agafonova N, Alexandrow A, Votano L, et al. Limits on muon-neutrino to tau-neutrino oscillations induced by a sterile neutrino state obtained by OPERA at the CNGS beam. Journal of High Energy Physics.
(2014) L. Votano. Origin and status of the Gran Sasso INFN Laboratory. Modern Physics Letters A, 29(36).
(2014) Agafonova N, Alexandrow A,Votano L, et al. Evidence for νμντ appearance in the CNGS neutrino beam with the OPERA experiment. Physical Review D, 89(5): 051102.
(2014) Agafonova N, Alexandrow A, Votano L, et al. Procedure for short-lived particle detection in the OPERA experiment and its application to charm decays . The European Physical Journal C, 74(8): 2986.

Nel 2015 ha pubblicato anche un volume a carattere divulgativo, Il fantasma dell’universo. Che cos’è il neutrino, edito da Carocci nella Collana La città della Scienza.

Riconoscimenti e premi
Lucia Votano è stata insignita nel 2010 dell’Onorificenza della Presidenza della Repubblica Italiana di Commendatore Ordine al Merito e di numerosi premi e riconoscimenti per meriti scientifici, fra cui il premio Guido Dorso, il premio Minerva, Roma Capitale delle Donne 2013, il premio internazionale L’Altra Italia, il premio internazionale NordSud per le scienze esatte e naturali, il premio Life Gates, ed altri ancora.

Francesca Zoratto
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Area STEM: Scienze biomediche e biotecnologie

Competenze: etologia, neuroscienze comportamentali

Parole chiave: ricerca preclinica, modelli animali di disturbi neurocomportamentali umani, gioco d’azzardo, propensione al rischio, comportamento umano, comportamento animale, ricerca di base, predazione, comportamenti collettivi antipredatori


Funzione/Ruolo
Ricercatrice a tempo determinato presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISTC-CNR)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Biologia Ecologica all’Università degli Studi di Parma nel 2005, prosegue gli studi conseguendo nel 2008 una laurea specialistica in Ecologia con indirizzo Comportamento Animale, presso la stessa università. Nel 2013 ottiene il dottorato di ricerca in Etologia, Ecologia Animale e Antropologia all’Università degli Studi di Firenze. Nel 2014 ha un contratto di ricerca a progetto della durata di 14 mesi presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (RM), area di ricerca “Malattie multifattoriali e fenotipi complessi”, l’anno successivo vince una borsa di studio della Fondazione di Noopolis per lavorare presso il Reparto di Neuroscienze comportamentali del Dipartimento di Biologia cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità, lo stesso Dipartimento la ospita anche l’anno successivo. Nel 2016 vince il Premio “L’Oréal-UNESCO per le Donne e la Scienza” grazie al quale sta svolgendo attività di ricerca presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR.

Risultati scientifici
Gli interessi di ricerca di Francesca Zoratto partono dall’Etologia, lo studio del comportamento animale, per arrivare alla comprensione di quello umano. Il suo ultimo progetto di ricerca presso l'Unità di Primatologia Cognitiva dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR verifica in due diverse specie animali, scimmie e ratti, la modulazione sociale della propensione al rischio. Lo scopo principale di questo e di altri suoi studi è applicare le scoperte in campo etologico al comportamento umano, nello specifico al mondo del gioco d’azzardo patologico. La propensione al rischio infatti non appartiene soltanto agli esseri umani, e lo studio del comportamento animale nelle medesime condizioni può aiutare a comprendere meglio i meccanismi psico-biologici sui quali si fondano le nostre dipendenze. Aumentando le conoscenze in campo comportamentale umano si intendono fornire maggiori elementi di comprensione alla comunità medica, ma anche elaborare proposte per la classe politica perché studi strategie più efficaci nella prevenzione e nel trattamento del gioco d’azzardo patologico.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni tra cui:

(2016) (in stampa) Zoratto F, Romano E, Pascale E, Pucci M, Falconi A, Dell’Osso B, Maccarrone M, Laviola G, D’Addario C, Adriani W. Down-regulation of serotonin and dopamine transporter genes in individual rats expressing a gambling-prone profile: a possible role for epigenetic mechanisms. Neuroscience.
(2016) Zoratto F, Laviola G, Adriani W. The subjective value of probabilistic outcomes: impact of reward magnitude on choice with uncertain rewards in rats. Neuroscience Letters, 617:225-231.
(2014) Zoratto F, Sinclair E, Manciocco A, Vitale A, Laviola G, Adriani W. Individual differences in gambling proneness among rats and common marmosets: an automated choice task. BioMed Research International, 2014:927685.
(2014) Paglieri F, Addessi E, De Petrillo F, Laviola G, Mirolli M, Parisi D, Petrosino G, Ventricelli M, Zoratto F, Adriani W. Nonhuman gamblers: lessons from rodents, primates, and robots. Frontiers in Behavioral Neuroscience, 8:33.
(2014) Zoratto F., Manzari L., Oddi L., Goymann W., Pinxten R., Eens M., Santucci D., Alleva E., Carere C. Behavioural response of European starlings exposed to video playback of conspecific flocks: effect of social context and predator threat. Behavioural Processes, 103:269-277.
(2013) Zoratto F, Fiore M, Ali SF, Laviola G, Macrì S. Neonatal tryptophan depletion and corticosterone supplementation modify emotional responses in adult male mice. Psychoneuroendocrinology, 38(1):24-39.
(2013) Zoratto F, Laviola G, Adriani W. Gambling proneness in rats during the transition from adolescence to young adulthood: a home-cage method. Neuropharmacology, 67:444-454.
(2012) Koot S, Zoratto F, Cassano T, et al. Compromised decision-making and increased gambling proneness following dietary serotonin depletion in rats. Neuropharmacology, 62(4):1640-1650.
(2012) Zoratto F, Laviola G, Adriani W. Choice with delayed or uncertain reinforcers in rats: influence of timeout duration and session length. Synapse, 66(9):792-806.
(2011) Macrì S, Zoratto F, Laviola G. Early-stress regulates resilience, vulnerability and experimental validity in laboratory rodents through mother-offspring hormonal transfer. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 35(7):1534-1543.

Riconoscimenti e premi
Francesca Zoratto ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la sua carriera accademica, come borse di studio e assegni di ricerca. Nel 2016 vince il Premio “L’Oréal-UNESCO per le Donne e la Scienza 2016” nell’ambito del Programma “For Women in Science” della “Fondation L’Oréal” in collaborazione con L’Oréal Italia e la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.