Risultati: 14


Patrizia Azzi
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica delle particelle elementari e dei nuclei

Parole chiave: fisica alte energie, fisica particelle, quark top


Funzione/Ruolo
Ricercatrice presso l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica presso l’università di Padova nel 1992, perfeziona la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in Fisica che consegue nel 1996. Già nello stesso anno prosegue i suoi studi con un post- doc presso l’università e l’INFN, sezione di Padova. Dal 2000 è ricercatrice confermata all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presso la Sezione INFN di Padova. Nel 2008, 2012 e 2014 collabora come Associata Scientifica con il CERN di Ginevra e il laboratorio Fermilab di Chicago. Attualmente si occupa dello studio delle prospettive offerte dai nuovi progetti della Fisica delle Alte Energie dopo LHC.

Risultati scientifici
Nel 1996 osserva assieme ai colleghi del CDF il decadimento del top quark (particella fondamentale del Modello Standard) e ne misura la massa e la sezione d'urto di produzione attraverso lo sviluppo di un metodo originale di elaborazione dei dati che permette di estrapolare la stima da dati reali. Nel 2004 diviene membro della collaborazione CMS a LHC del CERN di Ginevra. Ha partecipato alla scoperta del bosone di Higgs nel 2012 come responsabile della qualità dei dati da utilizzare per l'analisi. Durante la sua carriera Patrizia Azzi ha focalizzato le sue ricerche sulle particelle e il loro comportamento per fornire spiegazioni sul funzionamento della fisica delle alte energie. Azzi è anche coordinatrice di numerosi progetti di ricerca: nel biennio 2002-2004 dirige il Top Physics Analysis Group per la collaborazione CDF al Tevatron per progettare e realizzare il programma di ricerca sul top quark con un gruppo di circa 200 fisici provenienti da tutto il mondo. Come membro dell'esperimento CMS ha coordinato vari gruppi fra cui il "Physics Perofrmance and Datasets" nel 2012/2013 che si occupa della qualità di dati per la fisica, il gruppo di Fisica "B2G" che si occupa di ricerche di fisica esotica nel 2014/15 e attualmente il gruppo di Fisica che si occupa di studi per il futuro progetto di High Luminosity LHC che inizierà nel 2024.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, tra cui:

(2016) CMS Collaboration, Khachatryan S, […] Azzi P, et al. Search for vectorlike charge 2/3 T quarks in pp collisions at √s=8 TeV. Physical Review D, 93:012003.
(2014) CMS Collaboration. Search for top-quark partners with charge 5/3 in the same–sign dilepton final state. Physical Review Letters, 112:171801.
(2014) Bicer M, […] Azzi P, et al. First Look at the Physics Case of TLEP. The Journal of High Energy Physics, 01:164.
(2012) The CMS Collaboration. Observation of a new boson at a mass of 125 GeV with the CMS experiment at the LHC. Physics Letters B, 716:30-61.
(2009) CMS Tracker Collaboration, Adam W, […] Azzi P, et al. Performance studies of the CMS Strip Tracker before installation.Journal of Instrumentation, 4.
(1999) CDF Collaboration, Abe F, […] Azzi P, et al. Measurement of the top quark mass with the Collider Detector at Fermilab. Physical Review Letters, 82:271-276.
(1997) CDF Collaboration, Abe F, […] Azzi P, et al. First observation of the all hadronic decay of t pairs. Physical Review Letters, 79:1992-1997.
(1995) CDF Collaboration, Abe F, […] Azzi P, et al. Observation of top quark production in p collisions. Physical Review Letters, 74:2626-2631.
(1994) CDF Collaboration, Abe F, […] Azzi P, et al. Evidence for top quark production in pcollisions at √s = 1.8 TeV. Physical Review Letters, 73:225-231.
(1994) Amidei D, Azzi P, et al. The Silicon Vertex Detector of the Collider Detector at Fermilab. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section A, 350:73-130.

Daniela Bortoletto
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica sperimentale, fisica quantistica

Parole chiave: bosone di higgs, quark top, cern, atlas, fisica delle particelle, materia oscura, fermilab


Funzione/Ruolo
Professoressa di Fisica Sperimentale delle Particelle presso la Oxford University

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Pavia nel 1982, prosegue la sua formazione attraverso un dottorato di ricerca in Fisica conseguito nel 1987 alla Syracuse University, New York. Prosegue la sua carriera accademica e nel 1989 diventa docente alla Purdue University in Indiana dove nel 2009 è nominata E. M. Purcell Distinguished Professor of Physics. Dal 2013 è docente della University di Oxford.

Risultati scientifici
Daniela Bortoletto ha partecipato a molte importanti scoperte nel campo della fisica delle particelle elementari. La sua attività di ricerca inizia alla Università di Cornell dove dal 1984 al 1989 si dedica allo studio del b-quark con CLEO. Dal 1991 al 2010 partecipa all’esperimento CDF (Collider Detector at Formilab) al Fermilab, dove contribuisce alla scoperta del top quark, alle prime misure delle sue proprietà, e alla ricerca del bosone di Higgs al Tevatron, la macchina acceleratrice che in quegli anni raggiungeva la più alta energia al mondo di collisione dei fasci. Il suo gruppo collabora alla costruzione del rivelatore al silicio di CDF. Nel 1996, comincia a partecipare all’esperimento CMS (Compact Muon Selenoid) al CERN, in cui ha un ruolo importante nella costruzione del rivelatore a pixels. Dopo l’istallazione di questo rivelatore nel 2008, si dedica alla ricerca del bosone di Higgs con la macchina acceleratrice LHC. Dal 2007 al 2014, coordina le attività di tutte le università americane in CMS per organizzare l’upgrade del rivelatore. Nel 2014, lascia CMS ed entra a far parte di ATLAS, dove continua lo studio delle proprietà del bosone di Higgs e la ricerca di altre particelle scalari. Partecipa inoltre all’upgrade del rivelatore ATLAS, necessario quando il numero di collisioni tra i protoni nella macchina LHC sarà incrementato nel 2024.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerosi articoli su riviste nazionali ed internazionali, tra cui:

(2015) Bortoletto D, How and why silicon sensors are becoming more and more intelligent?. Journal of Instrumentation, 10(08).
(2015) Khachatryan V, Mousa J, Tumasyan A, Bortoletto D, et al. Search for dark matter, extra dimensions, and unparticles in monojet events in proton–proton collisions at √s = 8 TeV. European Physical Journal C, 75(5):235.
(2015) Khachatryan V, Mousa J, Tumasyan A, Bortoletto D, et al. Search for physics beyond the standard model in final states with a lepton and missing transverse energy in proton-proton collisions at √s = 8 TeV, Physical Review D, 91(9).
(2015) Khachatryan V, Mousa J, Tumasyan A, Bortoletto D, et al. Measurement of J/ψ and ψ(2S) Prompt Double-Differential Cross Sections in pp Collisions at √s=7 TeV. Physical Review Letters, 114(19):191802.
(2015) Ad G, Abbot B, Abdallah J, Bortoletto D, et al. Combined Measurement of the Higgs Boson Mass in pp Collisions at √s=7 and 8 TeV with the ATLAS and CMS Experiments. Physical Review Letters, 114(19):191803.
(2015) Khachtryan V, Mousa J, Tumasyan A, Bortoletto D, et al. Observation of the rare Bs0 µ+µ− decay from the combined analysis of CMS and LHCb data. Nature, 522(7554).
(2015) Adam W, Bergauer T, Dragicevic M, Bortoletto D, et al. Trapping in irradiated p-on-n silicon sensors at fluences anticipated at the HL-LHC outer tracker. Journal of Instrumentation, 11(04).
(2015) Aaltonen T, Abazov VM, Abbott B, Bortoletto D, et al. Tevatron Constraints on Models of the Higgs Boson with Exotic Spin and Parity Using Decays to Bottom-Antibottom Quark Pairs. Physical Review Letters, 114(15).
(2015) CDF Collaboration, Aaltonen T, Amerio S, Bortoletto D, et al, Measurement of the production and differential cross sections of W + W − bosons in association with jets in p p ¯ collisions at s = 1.96 TeV. Physical Review D, 91(11).
(2015) CDF Collaboration, Aaltonen T, Amerio S, Bortoletto D, et al. Measurement of the top-quark mass in the t t ¯ dilepton channel using the full CDF Run II data set. Physical Review, D, 92(3).

Riconoscimenti e premi
Nel 1994-1996 Daniela Bortoletto ottiene la Alfred P. Sloan Fellowship. Nel 1997 vince l’Early Career Award NSF (National Science Foundation), mentre tre anni prima aveva ricevuto il Career Advancement Award (NFS). Nel 2004 entra nell’American Physical Society e nello stesso anno riceve il premio Ruth and Joel Spira for Excellence in Undergraduate Education, del dipartimento di Fisica dalla Purdue University. Nel 2013 viene eletta componente dell’American Association Advancement of Science e, nel 2015, dell’Institute of Physics.

Maria Antonia Brovelli
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Area STEM: Fisica

Competenze: geomatica

Parole chiave: cartografia, cartografia digitale, sistemi di informazione geografica, telerilevamento, gps, territorio


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria e ex Prorettrice delegata del Polo Territoriale di Como del Politecnico di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’Università degli Studi di Milano nel 1986, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Scienze Geodetiche e Topografiche che consegue nel 1991 presso il Consorzio Interuniversitario di Milano, Torino e Pavia. Dal 1992 al 1994 è Ricercatrice all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dove contribuisce a creare l’International Geoid Service (IGeS) della Associazione Internazionale di Geodesia (IAG) ed entra a far parte del Comitato di redazione del Bollettino IGES, diventandone poi redattrice capo. Dal 1994 è Ricercatrice del Politecnico di Milano, e quattro anni più tardi diventa professoressa associata. Nel 1997 fonda e coordina il Laboratorio di Geomatica presso il Polo Territoriale di Como del Politecnico di Milano. Dal 2010 è professoressa ordinaria di Cartografia Numerica, Geographic Information Systems (GIS) e Internet GIS e dall’anno successivo prorettrice delegata presso il medesimo Polo Territoriale.

Risultati scientifici
L’attività di ricerca di Maria Antonia Brovelli è nell’ambito della geomatica (disciplina che si occupa dell’acquisizione, restituzione, analisi statistica e gestione di dati di natura metrica e tematica relativi alla superficie della Terra). Già dal 1988 inizia la sua carriera partecipando a progetti di ricerca nazionali e internazionali, dapprima dedicandosi alla geodesia operativa, alla radar-altimetria e alle analisi statistiche, e successivamente, dopo essere diventata professoressa associata, alla cartografia digitale e sistemi informativi geografici, principalmente liberi e open source. È stata ed è responsabile di contratti di ricerca e di consulenza relativi alla progettazione e realizzazione di Sistemi Informativi Territoriali, Geoservices web, sistemi di elaborazione dati GPS e dati telerilevati, sistemi di integrazione e di controllo della qualità dei modelli digitali del terreno. Negli ultimi anni si è occupata di VGI (Volunteer Geographic Information), Citizen Science e Big Geo Data.

Attività editoriali e pubblicazioni
Maria Antonia Brovelli è redattrice della rivista internazionale Applied Geomatics pubblicata da Springer, co-autrice di tre libri di testo sul trattamento dei dati statistici, di un volume sulle ortofoto, ovvero le fotografie aeree geometricamente corrette e georeferenziate in modo tale da essere utilizzate come carte, e modelli digitali del terreno, e autrice di oltre 150 pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2016) Brovelli MA, Minghini M, Moreno Sanchez R, Oliveira R. Free anD Open Source Software for Geospatial Applications (FOSS4G) to support Future Earth. International Journal of Digital Earth, 1-19.
(2016) Brovelli MA, Minghini M, Molinari ME, Mooney P. Towards an automated comparison of OpenStreetMap with authoritative road datasets. Transactions in GIS.
(2015) Brovelli MA, Molinari ME, Hussein E, Chen J, Li R. The First Comprehensive Accuracy Assessment of GlobeLand30 at a National Level: Methodology and Results. Remote Sensing, 7(4):4191-4212.
(2015) Brovelli MA, Minghini M, Zamboni G. Public Participation GIS: a FOSS architecture enabling field-data collection. International Journal of Digital Earth, 8(5):345-363.
(2012) Valentini L, Brovelli MA, Zamboni G. Multi-frame and multi-dimensional historical digital cities: The Como example. International Journal of Digital Earth, 7(4):336-350.
(2011) Brovelli MA, Giori G, Mussin M, M. Negretti M. Improving the Monitoring of the Status of the Environment Through Web Geo-services: The Example of Large Structures Supervision. Transactions in GIS, 15(2), 173-188.
(2008) Brovelli MA, Crespi M, Fratarcangeli F, Giannone F, Realini E. Accuracy assessment of high resolution satellite imagery orientation by leave-one-out method. ISPRS Journal of Photogrammetry and Remote Sensing, 63(4):427-440.
(2004) Brovelli MA, Cannata M, Longoni UM. LIDAR Data Filtering and DTM Interpolation Within GRASS. Transactions in GIS, 8(2), 155-174.
(1993) Knudsen P, Brovelli MA. Collinear and cross-over adjustment of Geosat ERM and Seasat altimeter data in the Mediterranean Sea. Surveys in Geophysics, 14, 4-5:449-459.
(1993) Rummel R, Van Gelderan M, Koop R, Schrama E, Sansò F, Brovelli MA, Migliaccio F, Sacerdote F. Spherical Harmonic Analysis of Satellite Gradiometry. Publications on Geodesy, new series, number 39, Netherland Geodetic Commission, Delft, The Netherlands.

Riconoscimenti e premi
Nel settembre 2015 è stata insignita del Sol Katz Award 2015 per il Geospatial Libero e Open Source Software durante la conferenza FOSS4G 2015 a Seoul, Corea del Sud. Maria Antonia Brovelli fa parte del Direttivo della Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia (SIFET) e del Comitato editoriale del bollettino. E’ uno dei Direttori di OSGeo (Fondazione Internazionale dei GIS Open Source), Presidente del gruppo di lavoro IV/4 “Collaborative Crowdsourced Cloud Mapping (C³M)” della Società Internazionale di Fotogrammetria e Telerilevamento (ISPRS), membro di UN-GGIM Italia, Presidente del gruppo di lavoro “Capacity Building” del Progetto delle Nazioni Unite “UN OpenGIS”, uno dei dieci membri del Task Team Internazionale (unica donna) con il compito di dare vita alla Rete Universitaria Internazionale di UN-GGIM. È inoltre co-organizzatrice dell’evento annuale “Europa NASA World Wind Challenge”, che vede impegnati studenti e professionisti nello sviluppo di applicazioni basate sul globo virtuale della NASA.

Laura Cadonati
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica, onde gravitazionali

Parole chiave: einstein, onde gravitazionali, universo, nascita dell’universo


Funzione/Ruolo
Professoressa associata presso il Georgia Institute of Technology, Atlanta, Stati Uniti

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’Università degli Studi di Milano, prosegue il suo percorso formativo presso la Princeton University, conseguendo prima un master nel 1998 e poi un dottorato di ricerca in Fisica nel 2001. Dallo stesso anno è post doc associata alla Princeton University, dal 2002 al 2004 invece ricopre lo stesso ruolo al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Nel 2005 è research scientist al MIT, ruolo che ricopre fino al 2007, anno in cui diventa assistant professor della University of Massachusetts Amherst. Presso la stessa università nel 2012 è professoressa associata fino al 2015. Nel 2014 è vising scholar della Cardiff University per circa sei mesi. Dal 2015 è professoressa associata del Georgia Institute of Technology.

Risultati scientifici
La ricerca scientifica di Laura Cadonati riguarda le onde gravitazionali, nello specifico si occupa di individuare, caratterizzare e interpretare quelle di breve durata prodotte da eventi astrofisici di enorme portata come il collasso del nucleo delle supernova o le collisioni di buchi neri. Nel febbraio 2016 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della scoperta (avvenuta nel settembre 2015) che ha cambiato il modo di intendere l’astrofisica: Laura Cadonati e il gruppo di ricerca internazionale di cui fa parte dimostrano l’esistenza delle onde gravitazionali teorizzate da Albert Einsten nella Teoria della Relatività Generale. La scoperta è stata effettuata dall’osservatorio gravitazionale LIGO, negli Stati Uniti, in collaborazione con un team internazionale di un migliaio di scienziati di cui fanno parte anche i responsabili dell’esperimento italiano Virgo, a Cascina. Grazie a questo risultato ci saranno nuove applicazioni nel campo della fisica teorica e della fisica applicata: infatti la scoperta non si limita a fornire una miglior comprensione della teoria della relatività, ma offre nuove possibilità per la ricerca scientifica nel settore della nascita dell’universo, e della comprensione delle forze che ci circondano. La precedente attività di ricerca di Laura Cadonati include la rivelazione dei neutrini solari con l’esperimento Borexino e la partecipazione al progetto DarkSide per la ricerca della Materia Oscura, entrambi gli esperimenti si svolgono nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Attività editoriali e pubblicazioni
Laura Cadonati è autrice di numerose presentazioni di conferenze e workshop internazionali, oltre che di seminari e parti di libri universitari come:

“Listening to Space with LIGO.” L. Cadonati. State of the Universe 2007 - New Images, Discoveries, and Events, 2006 Springer Praxis Books, Popular Astronomy Series. Ratcliffe Editore.

E’ inoltre autrice di numerose pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2016) LIGO-Virgo Collaboration. GW151226: Observation of Gravitational Waves from a 22 Solar-mass Binary Black Hole Coalescence. Physical Review Letters ,116, 241103.
(2016) LIGO-Virgo Collaboration. Observation of Gravitational Waves from a Binary Black Hole Merger. Physical Review Letters, 116, 061102.
(2016) LIGO-Virgo Collaboration. Characterization of transient noise in Advanced LIGO relevant to gravitational wave signal GW150914. Classical & Quantum Gravity, 33, 134001.
(2016) LIGO-Virgo Collaboration. Observing gravitational-wave transient GW150914 with minimal assumptions. Physical Review D, 93, 122004.
(2016) LIGO-Virgo Collaboration. Prospects for Observing and Localizing Gravitational-Wave Transients with Advanced LIGO and Advanced Virgo. Living Reviews in Relativity, 19, 1.
(2014) Clark J, Bauswein A, Cadonati L, Janka HT, Pankow C, Stergioulas N. Prospects For High Frequency Burst Searches Following Binary Neutron Star Coalescence With Advanced Gravitational Wave Detectors. Physical Review D, 90, 062004.
(2014) LIGO-Virgo Collaboration. Methods and results of a search for gravitational waves associated with gamma-ray bursts using the GEO600, LIGO, and Virgo detectors. Physical Review D, 89,122004.
(2014) LIGO Scientific Collaboration, Virgo Collaboration, NINJA Collaboration. The NINJA-2 project: Detecting and characterizing gravitational waveforms modelled using numerical binary black hole simulations. Classical & Quantum Gravity, 31, 115004.
(2014) Borexino Collaboration. Neutrinos from the primary proton–proton fusion process in the Sun. Nature, 512, 383–386.
(2008) Borexino Collaboration. Direct Measurement of the Be 7 Solar Neutrino Flux with 192 Days of Borexino Data. Physical Review Letters, 101, 091302.

Riconoscimenti e premi
Laura Cadonati dal 2002 da parte della LIGO Scientific Collaboration. Nel 2010 riceve il Career Award dalla National Science Foundation (NSF), nello stesso anno è eletta nell’executive committee del Topical Group on Gravitation dell’American Physical Society. Nel 2014 è eletta nella Chair-line del APS Topical Group on Gravitation (adesso Division of Gravity). L’anno successivo entra a far parte come Fellow dell’American Physical Society. Nel 2016 entra nell’Advisory Board del Classical and Quantum Gravity Journal.

Patrizia Caraveo
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica

Parole chiave: astrofisica, stelle, geminga, pulsar, emissioni radio, astrofisica alte energie, cherencov telescope array, stelle di neutroni, spazio


Funzione/Ruolo
Direttrice dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano (IASF)

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica conseguita presso l'Università di Milano nel 1977, trascorre un periodo all’estero durante il quale è prima collaboratrice temporanea al Service d'Astrophysique del C.E.A. di Saclay (Francia) e poi Research Assistant presso la Catholic University of America al Goddard Space Flight Center della NASA. Nel 1978 entra a far parte, prima come borsista poi come ricercatrice, dell'Istituto di Fisica Cosmica Tecnologie Relative del CNR di Milano, poi confluito nell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Continua la sua attività di studio e ricerca in Italia e all’estero partecipando a numerosi studi. Nel 1997 diventa professoressa a contratto dell’Università di Pavia e dal 2002 è Dirigente di Ricerca ed attualmente Direttrice dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano (IASF). Ha collaborato a diverse missioni spaziali internazionali dedicate all'astrofisica delle alte energie a cominciare dalla missione europea Cos-B. Oggi è coinvolta nella missione europea Integral, nella missione della NASA Swift, nella missione italiana AGILE e nella missione NASA Fermi, tutte in orbita e pienamente operative. Dal gennaio 2012 è responsabile per la partecipazione dell’INAF al Cherenkov Telescope Array. Il CTA coinvolge milletrecento scienziati di 32 Paesi ed è composto da due reti di telescopi che copriranno l'osservazione dell'intero cielo: il sito primario sarà nell'emisfero sud, in Cile, da dove è visibile la maggior parte della via Lattea, la nostra galassia; il secondo sito, per coprire il cielo nord, sarà nell’isola di La Palma e sarà dedicato all'osservazione delle sorgenti extragalattiche.

Risultati scientifici
Il suo campo d'interesse principale è il comportamento delle stelle di neutroni alle diverse lunghezze d'onda. È stata tra i primi a capire il ruolo fondamentale delle stelle di neutroni nell'astrofisica delle alte energie. In anni di sforzi volti all'identificazione della sorgente Geminga, riconosciuta come la prima pulsar senza emissione radio, ha messo a punto una strategia multilunghezze d'onda per l'identificazione delle sorgenti gamma galattiche. Durante le prime fasi della carriera i suoi campi d’interesse sono stati l'analisi e l’interpretazione dei dati di astronomia gamma raccolti dal satellite Cos-B e, dall'inizio dell'attività in astronomia X, l'analisi dei dati raccolti da Einstein e da EXOSAT. Successivamente, Patrizia Caraveo indaga l'astronomia multilunghezze d'onda, focalizzando in particolare la sua attenzione sull'astronomia ottica. A seguito di diverse campagne di osservazioni Patrizia Caravero e colleghi giungono alla scoperta e alla comprensione di Geminga, stella di neutroni isolata, la prima a non mostrare alcuna evidenza di emissione radio. Si apre così un nuovo campo di ricerca nell’astrofisica delle alte energie: lo studio delle sorgenti gamma non identificate diventato uno dei principali temi di ricerca da parte di diversi gruppi in tutto il mondo. Il gruppo di ricerca di Patrizia Caraveo, oltre a misurare il moto proprio di diverse stelle di neutroni, ha misurato lo spostamento parallattico di Geminga, ottenendo la prima misura ottica della distanza di una stella di neutroni isolata. Attualmente Caraveo coordina tra l’altro un programma riguardante lo studio delle sorgenti gamma non ancora identificate alla ricerca dei segni caratteristici delle stelle di neutroni. In effetti, la missione Fermi si è rivelato un efficace cacciatore di stelle di neutroni senza emissione radio e la famiglia delle stelle di neutroni simili a Geminga è arrivata a quasi cinquanta membri.

Attività editoriali e pubblicazioni
Oltre ad una intensa attività di divulgazione scientifica sulla stampa italiana, Patrizia Caraveo è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Ackermann M, Ajello M, Albert A, Anderson B, Arimoto M, Atwood WB, Axelsson M, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Baring MG, Bastieri D, Becerra Gonzalez J, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom ED, Bonino R, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Britto RJ, Bruel P, Buehler R, Burnett TH, Buson S, Caliandro GA, Cameron RA, Caputo R, Caragiulo M, Caraveo PA et al. Fermi-LAT Observations of the LIGO Event GW150914. The Astrophysical Journal Letters, 823:L2.
(2016) Acero F, Ackermann M, Ajello M, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Bastieri D, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom ED, Bonino R, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Buson S, Caliandro GA, Cameron RA, Caputo R, Caragiulo M, Caraveo PA et al. The First Fermi LAT Supernova Remnant Catalog. The Astrophysical Journal Supplement Series, 224:8.
(2016) Tavani M, Pittori C, Verrecchia F, Bulgarelli A, Giuliani A, Donnarumma I, Argan A, Trois A, Lucarelli F, Marisaldi M, Del Monte E, Evangelista Y, Fioretti V, Zoli A, Piano G, Munar-Adrover, P, Antonelli LA, Barbiellini G, Caraveo PA et al. AGILE Observations of the Gravitational-wave Event GW150914. The Astrophysical Journal Letters, 825:L4.
(2016) Ackermann M, Ajello M, Atwood WB, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Bastieri D, Becerra Gonzalez J, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom E D, Bonino R, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Buson S, Caliandro GA, Cameron R A, Caputo R, Caragiulo M, Caraveo P A et al. 2FHL: The Second Catalog of Hard Fermi-LAT Sources. The Astrophysical Journal Supplement Series, 222:5.
(2015) Fermi LAT Collaboration, Ackermann M, Albert A, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Barbieri C, Bastieri D, Bellazzini R, Bissaldi E, Bonino R, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Caliandro GA, Cameron RA, Caraveo PA et al. An extremely bright gamma-ray pulsar in the Large Magellanic Cloud. Science, 350:801.
(2015) Acero F, Ackermann M, Ajello M, Albert A, Atwood WB, Axelsson M, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Bastieri D, Belfiore A, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom ED, Bogart JR, Bonino R, Bottacini E, Bregeon J, Britto R J, Bruel P, Buehler R, Burnett T H, Buson S, Caliandro GA, Cameron RA, Caputo R, Caragiulo M, Caraveo PA et al. Fermi Large Area Telescope Third Source Catalog. The Astrophysical Journal Supplement Series, 218:23.
(2014) Caraveo PA. Gamma-Ray Pulsar Revolution. Annual Review of Astronomy and Astrophysics, 52:211.
(2014) Ackermann M, Ajello M, Albert A, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Bastieri D, Bellazzini R, Bissaldi E, Blandford RD, Bloom E D, Bottacini E, Brandt T J, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Buson S, Caliandro G A, Cameron RA, Caragiulo M, Caraveo P A et al. Fermi establishes classical novae as a distinct class of gamma-ray sources. Science, 345:554.
(2013) Acharya B S, Actis M, Aghajani T, Agnetta G, Aguilar J, Aharonian F, Ajello M, Akhperjanian A, Alcubierre M, Aleksić J, Alfaro R, Aliu E, Allafort A J , Allan D, Allekotte I, Amato E, Anderson J, Angüner EO, Antonelli LA, Antoranz P, Aravantinos A, Arlen T, […], Caraveo PA et al. Introducing the CTA concept. Astroparticle Physics, 43:3.
(2013) Allafort A, Baldini L, Ballet J, Barbiellini G, Baring MG, Bastieri D, Bellazzini R, Bonamente E, Bottacini E, Brandt TJ, Bregeon J, Bruel P, Buehler R, Buson S, Caliandro GA, Cameron RA, Caraveo PA et al. PSR J2021+4026 in the Gamma Cygni Region: The First Variable γ-Ray Pulsar Seen by the Fermi LAT. The Astrophysical Journal Letters, 777:L2.

Riconoscimenti e premi
Patrizia Caraveo fa parte dell'Unione Astronomica Internazionale, e ha condiviso con i colleghi dei team Swift, Fermi e AGILE, il premio Bruno Rossi della American Astronomical Society rispettivamente nel 2007, 2011 e 2012. Nel 2009 è stata insignita del premio Nazionale Presidente della Repubblica per i contributi dati alla comprensione dell'emissione di alta energia delle stelle di neutroni. Nel marzo 2014 ha ricevuto lo “Outstanding Achievement Award” di Women in Aerospace-Europe. A giugno 2014 Thomson Reuters l'ha inclusa nella lista degli "Highly Cited Researchers" per la disciplina "Space Science". Fa inoltre parte del Gruppo 2003.

Maria Cristina De Sanctis
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica, astronomia

Parole chiave: planetologia, rosetta, exomars, dawn, sistema solare, missioni spaziali, comete, asteroidi, esa, nasa, asi


Funzione/Ruolo
Prima ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) sezione di Roma

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’università La Sapienza di Roma nel 1992, prosegue la sua formazione conseguendo nel 1997 un dottorato di ricerca in Astronomia svolto presso il reparto di Planetologia dell’IASF di Roma, l’Osservatorio di Parigi e la stessa università. Nel 1996 grazie a una borsa di studio del CNR spende un anno presso il loro Istituto di Astrofisica Spaziale. Nel 1998 è ricercatrice a tempo determinato presso lo stesso Istituto di Astrofisica Spaziale del CNR, per diventare dal 2001 ricercatrice a tempo indeterminato del CNR, oggi Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF.

Risultati scientifici
Gli interessi di ricerca di Maria Cristina De Sanctis comprendono principalmente tre campi di studio: i corpi minori del sistema solare e delle superfici planetarie, l’evoluzione termica di corpi del sistema solare, la strumentazione per missioni spaziali. Nello specifico ha analizzato i dati provenienti da osservazioni telescopiche, spaziali e di laboratorio; attraverso queste analisi è stato possibile indagare la composizione di comete e asteroidi, della superficie della Luna e di Mercurio. In particolare ha studiato le caratteristiche mineralogiche di asteroidi tramite osservazioni da terra e da spazio, nonché le emissioni dei gas cometari tramite osservazioni ad alta risoluzione spettrale. Nell’ambito dell’evoluzione termica, ha studiato i corpi ghiacciati del sistema solare, sviluppando un codice numerico complesso che permette di simulare i processi di differenziazione ed evoluzione di tali oggetti (comete, KBOs, Centauri, asteroidi). Per studiare l’evoluzione di tali oggetti è stato messo a punto un codice numerico piuttosto complesso che permette di indagare i processi di differenziazione di corpi ghiacciati, come i nuclei cometari, e non, come gli asteroidi. Questo codice è uno dei più completi esistenti e rappresenta un riferimento nella comunità scientifica internazionale. Maria Cristina De Sanctis ha inoltre sviluppato strumentazione per missioni spaziali, spettrometri a immagine e camere multi spettrali, allo scopo di permettere lo studio delle composizioni degli oggetti del sistema solare. In tale ambito ha seguito lo sviluppo d’interi progetti, in qualità di responsabile o vice responsabile, occupandosi del coordinamento scientifico e tecnico delle attività del team e delle relazioni con il team industriale e con il team ESA o NASA. Nell’ambito della missione Rosetta, ha collaborato alla proposta di uno spettrometro ad immagine, VIRTIS, che è stato selezionato per il payload di Rosetta. In particolare è stata curata la definizione degli obiettivi scientifici e dei requisiti strumentali. Caratteristica principale di questo strumento è avere la possibilità di immagine contemporaneamente all’acquisizione di spettri a media/alta risoluzione. Lo studio delle superfici di asteroidi è stato fatto anche tramite i dati dello spettrometro VIR, di cui è responsabile, a bordo della sonda NASA Dawn che ha osservato sia Vesta che il pianeta nano Cerere. Per l’esplorazione di Marte ha collaborato a diverse proposte in ambito NASA ed ESA. Lo spettrometro a immagini miniaturizzato MA_MISS è attualmente parte del payload della missione ESA Exomars 2020 ma era stato anche selezionato per NASA Mars Sample Return 2003 Lander Mission (MARS 2003). Sempre nell’ambito ESA, è co-investigator dello strumento MAJIS sulla sonda JUICE per lo studio del sistema di Giove e dello strumento SIMBIO-SYS sulla sonda Bepi-Colombo, dedicata allo studio di Mercurio.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di più di 180 pubblicazioni su riviste internazionali fra cui:

(2016) De Sanctis MC, Raponi A, Ammannito E, Ciarniello M, Toplis MJ, McSween HY, Castillo-Rogez JC, et al. Bright carbonate deposits as evidence of aqueous alteration on (1) Ceres. Nature, 536, 7614:54-57.
(2016) Filacchione G, De Sanctis MC, Capaccioni F, Raponi A, Tosi F, et al. Exposed water ice on the nucleus of comet 67P/Churyumov–Gerasimenko. Nature, 529, 7586:368-372.
(2016) Russell CT, Raymond CA, Ammannito E, Buczkowski DL, De Sanctis MC, Hiesinger H, Jaumann R, Konopliv AS, et al. Dawn arrives at Ceres: Exploration of a small, volatile-rich world. Science, 353 (6303):1008-1010.
(2016) Combe JP, McCord TB, Tosi F, Ammannito E, Carrozzo FG, De Sanctis MC, Raponi A, Byrne S, et al. Detection of local H2O exposed at the surface of Ceres. Science, 353, 6303, aaf3010.
(2016) Ammannito E, DeSanctis MC, Ciarniello M, Frigeri A, Carrozzo FG, et al. Distribution of phyllosilicates on the surface of Ceres. Science, 353 (6303).
(2016) Buczkowski DL, Schmidt BE, Williams DA, Mest SC, Scully JEC, Ermakov AI, Preusker F, Schenk P, Otto KA, Hiesinger H, O’Brien D, Marchi S, Sizemore H, Hughson K, Chilton H, Bland M, Byrne S, Schorghofer N, Platz T, Jaumann R, Roatsch T, Sykes MV, Nathues A, De Sanctis MC, et al. The geomorphology of Ceres. Science, 353,6303, aaf4332.
(2015) De Sanctis MC, Ammannito E, Raponi A, Marchi S, McCord TB, McSween HY, Capaccioni F, Capria MT, Carrozzo FG, Ciarniello M, et al. Ammoniated phyllosilicates with a likely outer Solar System origin on (1) Ceres. Nature, 528,7581:241-244.
(2015) De Sanctis MC, Capaccioni F, Ciarniello M, Filacchione G, Formisano M, Mottola S, Raponi A, Tosi F, Bockelée-Morvan D, Erard S, et al. The diurnal cycle of water ice on comet 67P/Churyumov-Gerasimenko. Nature,525,7570:500-503.
(2013) Ammannito E, De Sanctis MC, Palomba E, Longobardo A, Mittlefehldt DW, McSween HY, et al. Olivine in an unexpected location on Vesta's surface. Nature, 504(7478).122-125.
(2012) De Sanctis MC, Ammannito E, Capria MT, Tosi F, Capaccioni F, Zambon F, Carraro F, Fonte S, Frigeri A, Jaumann R, et al. Spectroscopic Characterization of Mineralogy and Its Diversity Across Vesta. Science, 336(6082), 697.

È inoltre autrice del libro “Heat and Gas Diffusion in Comet Nuclei” edito da International Space Science Institute, 2006. Fa parte dell’editorial board del giornale Space Science Review.

Riconoscimenti e premi
Fra le numerose cariche ricoperte, è stata designata presidente e componente di numerosi Working Group scientifici di missioni NASA ed ESA. Inoltre è stata invitata a fare parte di team di studio e di proposta di diverse missioni (ESA e NASA) per le sue competenze sia nel campo della strumentazione spaziale, sia in planetologia. L’asteroide 17899 Mariacristina è stato chiamato così in suo onore.

Anna Di Ciaccio
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica subnucleare, fisica delle particelle elementari, rivelatori di particelle

Parole chiave: fisica delle alte energie, cern, infn, lhc, acceleratori, collisioni protone-protone, esperimento atlas, rivelatori di particelle, tracciatori a stato solido, tracciatori a gas, calorimetri, spettrometro a muoni, modello standard, bosone di higgs, bosone w, bosone z


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Fisica Generale presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, direttrice della sezione INFN di Roma Tor Vergata, responsabile del gruppo INFN-ATLAS a Tor Vergata, componente del Collegio dei docenti del Dottorato in Fisica

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica nel 1980 all’Università La Sapienza di Roma, prosegue la sua formazione presso il CERN di Ginevra e il laboratorio americano di Brookhaven. Nel febbraio 1984 viene assunta come ricercatrice universitaria presso la Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche dell’Università di Roma Tor Vergata. Svolge in seguito altri periodi di studio e di ricerca in università e centri di ricerca stranieri quali: l’Università di Harward (USA), il laboratorio di Oak Ridge (USA), il CERN e l’Università Albert-Ludwigs di Friburgo (D). Dal 1999 al 2013 è professoressa associata presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata e dal 2013 è professoressa ordinaria nella stessa Università. Nell’ambito della Collaborazione ATLAS ricopre vari incarichi di responsabilità: presidente dello Speakers Committee, componente del Pubblication Committee, dello Steering Group dei muoni e dell’Advisory Board del Collaboration Board. Dal 2011 al 2013 coordina i ricercatori italiani che lavorano all’esperimento ATLAS. Dal luglio 2013 è la direttrice della Sezione di Roma Tor Vergata dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Risultati scientifici
La sua attività di ricerca si svolge principalmente attraverso la partecipazione a esperimenti presso macchine acceleratrici al CERN di Ginevra per lo studio delle collisioni protone-protone a 63 gigaelettronvolt ( GeV ) (esperimento R807 all’ISR), protone- antiprotone a 630 GeV (esperimento UA1 al ppbar Collider, che ha prodotto la scoperta delle particelle fondamentali W e Z), pione-nucleone a 26 GeV nel centro di massa al proto-sincrotrone SPS (esperimento WA92) per la ricerca di particelle con beauty. In seguito si interessa alla sperimentazione al Large Hadron Collider (LHC) del CERN, partecipando ai gruppi di lavoro dell’Ente Europeo per i Futuri Acceleratori (ECFA) e al programma RD5 di ricerca e sviluppo per i rivelatori a muoni all’LHC. Nell’ambito di tale programma contribuisce allo sviluppo del rivelatore RPC (Resistive Plate Chamber)  come camere di trigger a muoni ad alta risoluzione temporale per gli esperimenti a LHC. Dal 1992 partecipa all’esperimento ATLAS al CERN, una collaborazione internazionale di circa 180 gruppi di ricerca, dei quali 14 italiani, che nel 2012 ha scoperto, insieme all’esperimento CMS, il Bosone di Higgs.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di oltre 700 pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2013) Atlas Collaboration. Measurements of Higgs boson production and couplings in diboson final states with the ATLAS detector at the LHC. Physics Letters B, 726:1-3, 88-119.
(2013) Atlas Collaboration. Evidence for the spin-0 nature of the Higgs boson using ATLAS data. Physics Letters B, 726:1-3, 120-144.
(2012) Atlas Collaboration. Observation of a new particle in the search for the Standard Model Higgs boson with the ATLAS detector at the LHC. Physics Letters B, 716: 1, 1-29.
(2012) Atlas Collaboration. Combined search for the Standard Model Higgs boson using up to 4.9 fb(-1) of pp collision data at root s=7 TeV with the ATLAS detector at the LHC. Physics Letters B, 710: 1, 49-66.
(2012) Atlas Collaboration. Search for the Standard Model Higgs Boson in the Diphoton Decay Channel with 4.9 fb(-1) of pp Collision Data at root s=7 TeV with ATLAS. Physical Review Letters, 108:11,111803. 
(2008) Aad G, Abat E, Abdallah J, et al. The ATLAS Experiment at the CERN Large Hadron Collider. Journal Of Instrumentation, 3, S08003.
(1990) Albajar C, Albrow MG, Allkofer OC, et al. A Study of the General-Characteristics of Proton Antiproton Collisions at square-Root s=0.2 to 0.9 TeV. Nuclear Physics B, 335: 2, 261-287.
(1987) Albajar C, Albrow MG, Allkofer OC, et al. Search for B0-Bbar0 Oscillations at the CERN Proton-Antiproton Collider. Physics Letters B, 186: 2, 247-254
(1983) Arnison G, Astbury A, Aubert B, et al. Experimental-observation of isolated large transverse energy electrons with associated missing energy at square-root-s=540 GeV. Physics Letters B, 122:1, 103-116.
(1983) Arnison G, Astbury A, Aubert B, et al. Experimental-Observation of Lepton Pairs of Invariant Mass Around 95 GeV/c^2 at the CERN SpS Collider. Physics Letters B, 126:5, 398-410.

Riconoscimenti e premi
Nel 1987 riceve il Premio Società Italiana di Fisica (SIF) di operosità scientifica, nel 2013 il Premio della Società Europea di Fisica (EPS) in quanto componente della Collaborazione ATLAS e nel 2016 il Premio Cajeta 2016 conferito a donne che abbiano giovato alla società in generale e dato lustro al nome della città di Gaeta.

Simonetta Di Pippo
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica

Parole chiave: donne e scienza, onu, fisica aerospaziale, spazio, cavaliere ufficiale al merito, collaborazione internazionale


Funzione/Ruolo
Direttrice dell’Ufficio ONU per gli Affari dello Spazio extra-atmosferico con sede a Vienna

Percorso professionale
Dopo aver conseguito nel 1984 la laurea in Fisica con indirizzo Astrofisica e Fisica Spaziale presso l’Università La Sapienza di Roma, nel 1986 entra a far parte del Piano Spaziale Nazionale chiamato poi ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Nel 1989 è delegata italiana presso l’Agenzia Spaziale europea (ESA) per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Nel 2001 diventa responsabile per l’ASI del coordinamento della missione Marco Polo. Dall’anno successivo fino al 2008 è responsabile del settore Osservazione dell'Universo, sempre presso l'Agenzia Spaziale Italiana. Nel 2009 promuove la leadership femminile nel settore dell'aerospazio e co-fonda l'associazione Women in Aerospace – Europe, di cui è presidente fino al 2016. Dal 23 marzo 2014 è la nuova direttrice dell'Ufficio per gli Affari dello Spazio Extra-Atmosferico delle Nazioni Unite (UNOOSA), con sede a Vienna.

Risultati scientifici
Simonetta Di Pippo è considerata una delle maggiori esperte in cooperazione internazionale nel settore aerospaziale a livello globale. Come direttrice dell'Ufficio per gli Affari dello Spazio Extra-Atmosferico delle Nazioni Unite (UNOOSA) elabora le strategie, le politiche e supervisiona tutte le attività svolte dall'Ufficio, assicurando che vengano sviluppate conformemente al mandato rispettivamente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e del Comitato sugli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS). A livello internazionale ricopre il ruolo di consigliera del Segretario Generale delle Nazioni Unite e di direttrice esecutiva dell'Ufficio delle Nazioni Unite a Vienna (UNOV) fornendo consulenze relative a questioni inerenti l'uso pacifico dello spazio extra-atmosferico, l'uso di tecnologia e scienza per lo sviluppo sostenibile e per la riduzione dei rischi di calamità naturali e catastrofi.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di diverse pubblicazioni e atti di conferenze, tra cui:

(2015) Di Pippo S, Perozzi E. European Operational Initiative on NEONear Earth Object (NEO) Hazard Monitoring. Handbook of Cosmic Hazards and Planetary Defense, 615-635.
(2013) Di Pippo S. An outline of the study group "Public/Private Human Access to Space". 8th IAA symposium in the future of space, Turin, Italy.
(2012) Di Pippo S. Experience with collaborative space projects. 63rd International Astronautical Congress, Naples, Italy.
(2009) Flamini E, Ori GG, Di Pippo S & Osinski G. Exploring Mars and its terrestrial analogues Preface. Planetary and Space Science, 57(5):509-509.
(2008) Di Pippo S. Celebrating the accomplishment, preparing the future - New challenges in human spaceflight and exploration. ESA bulletin. Bulletin ASE. European Space Agency, (135):10-17.
(2007) Foing BH, Espinasse S, Wargo M, Di Pippo S. Sorrento Lunar Declaration 2007. Advances in Space Research, 42(2):246-247.
(2001) Coradini A, Campbell J, De Sanctis MC, […] Di Pippo S, et al. Italian participation in the Mars exploration program. Advances in Space Research, 28(8):1197-1202.

È inoltre autrice di:

Introduzione a “YES WE_STEM”, a cura di L. d'Ambrosio Marri, F. Marzano e E. Pietrafesa, versione e-book. Astronauti, Mursia, 2002.
Di Martino, Di Pippo et al. “Dai ghiacci della Terra ai ghiacci dell'Universo”, Erga Edizioni, 2007.

Riconoscimenti e premi
Simonetta Di Pippo durante la sua carriera ha ricevuto moltissimi riconoscimenti di rilievo nazionale ed internazionale, tra questi nel 2006 è stata insignita del titolo di Cavaliere Ufficiale al Merito dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2008 l’Unione Astronomica Internazionale (International Astronomical Union) assegna all’asteroide 21887 il nome “DiPippo” come riconoscimento al suo impegno nell'ambito dell'esplorazione spaziale. Nel 2010 vince il premio internazionale Sebetia-Ter – Targa d'Argento del Presidente della Repubblica per il contributo dato al settore spaziale. Nel 2012 riceve il Women in Aerospace Leadership Award in riconoscimento del ruolo svolto come ispiratrice dell'esplorazione spaziale, manager con grandi capacità per progetti spaziali complessi, e leader per le giovani donne nel settore aerospaziale. Nel 2016 riceve il premio alla Cooperazione Internazionale conferito dall'American Institute of Aeronautics and Astronautics (AIAA) a coloro che contribuiscono in maniera significativa alla promozione della cooperazione internazionale nelle attività spaziali.

Simonetta Gentile
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica sperimentale

Parole chiave: fisica sperimentale, fisica particelle, neutrini, nucleoni, bosone di higgs, progetto atlas, cern


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Fisica Sperimentale presso l’Università La Sapienza di Roma

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’Università La Sapienza di Roma nel 1974, riceve un assegno di formazione presso la stessa università dal 1975 al 1981. Nel 1978 consegue il diploma della Scuola di Perfezionamento in Fisica (indirizzo Fisica Nucleare). Dal 1980 al 1982 è Fellow di durata biennale del CERN (European Organization for Nuclear Research) presso la Divisione di Experimental Physics. Nel 1981 è ricercatrice confermata dell’Università La Sapienza di Roma fino al 1988, anno in cui diventa professoressa associata presso l’Università della Calabria. Nel 1992 e nel 1999 torna al CERN come Visiting Scientist mentre dal 2011 è professoressa ordinaria di Fisica Sperimentale de La Sapienza di Roma.

Risultati scientifici
Il settore di ricerca cui si dedica Simonetta Gentile riguarda la Fisica Sperimentale delle Particelle Elementari. Le sue linee di indagine seguono il Modello Standard (la teoria che descrive tre delle quattro forze fondamentali note: le interazioni forteelettromagnetica e debole, e tutte le particelle elementari ad esse collegate) ovvero la Fisica dei neutrini, le funzioni di struttura dei nucleoni, le proprietà dei bosoni intermedi Z e W e la ricerca dei bosoni di Higgs. Attualmente fa parte del progetto ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS), uno dei sei rivelatori di particelle costruiti per il Large Hadron Collider (LHC), l'acceleratore di particelle al CERN, in Svizzera. Simonetta Gentile è anche impegnata nell’attività di ricerca e sviluppo per rivelatori di particelle per futuri acceleratori. Nel corso della sua carriera partecipa a esperimenti mirati a individuare trigger e rivelatori di mesoni mu (muoni, sorta di elettroni pesanti). Collabora con il Fermilab di Batavia (Chicago) nella ricerca di particelle con charm e con la NASA lavora all’AMS, l’Alpha Magnetic Spectrometer, un rivelatore utilizzato nella fisica delle particelle installato dal 19 maggio 2011 sulla Stazione Spaziale Internazionale. È progettato per la ricerca di nuovi tipi di particelle (antimateriamateria oscuramateria strana) tramite la misura ad alta precisione della composizione dei raggi cosmici. Le sue misure aiuteranno gli scienziati a capire le leggi alla base della formazione dell'universo.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni internazionali, tra cui:

(2013) Corcella G, Gentile S. Heavy Neutral Gauge Bosons at LHC in an Extended MSSM. Nuclear Physics B, 866:293-366.
(2012) Gentile S. Z ′ production at LHC in an extended MSSM. Proceedings of Science, 36th International Conference on High Energy Physics, Melbourne, Australia.
(2012) Gentile S. Phenomenology of new heavy neutral gauge bosons in an extended MSSM. Nuovo Cimento C, 035:349-360.
(2012) Aad et al. [ATLAS Collaboration, Authors: 2932]. Observation of a new particle in the search for the Standard Model Higgs boson with the ATLAS detector at the LHC”
G. 
Physics Letters B 716, 1.
(2010) Gentile S. Systematics in charged Higgs search in ATLAS. Proceedings of Science, Third International Workshop on Prospects for charged Higgs Discovery at colliders-CHARGED2010, Uppsala, Sweden.
(2009) Gentile S. ATLAS search for MSSM Higgs bosons decaying into SUSY cascades. ATLAS Collaboration, ATL-PHYS-PUB-2009-079.
(2009) Gentile S. The ATLAS discovery potential for MSSM neutral Higgs bosons decaying into muon, tau. supersymmetric particle pairs. Balkan Physics Letters 16:109-113. Proceedings International Conference on Particle Physics in Memoriam Ergin Arik and Her collegues, Istanbul,Turkey.
(2008) Gentile S. ATLAS MSSM Higgs search in SUSY cascade. Proceedings of Science, Prospects for Charged Higgs Discovery at Collider, Uppsala, Sweden.
(2008) Fidecaro M, Gentile S. Il tassello mancante - la particella di Higgs. Giornale di Fisica, 49(2).
(2008) Gentile S. Detect MSSM neutral Higgs bosons at LHC. Proceedings Les Rencontres de physique de La Valle d'Aoste, La Thuile, 497-518.
(2007) Gentile S, Bilokon H, Chiarella V, Nicoletti G. The ATLAS discovery potential for MSSM neutral Higgs bosons decaying to a mu+mu- pair in the mass range up to 130 GeV. The European Physical Journal C, 229-245.

Sandra Leone
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica delle particelle elementari sperimentale

Parole chiave: particelle elementari, quark top, bosone w, bosone di higgs, cern, fermilab, esperimento atlas, collisione, protone, antiprotone


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice dell’Istituto di Fisica Nazionale (INFN) sezione di Pisa

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica all’Università di Pisa nel 1990 prosegue il suo percorso formativo attraverso un dottorato di ricerca in Fisica ottenuto presso lo stesso ateneo nel 1994. Nel 1994 è borsista Post-Doc dell’INFN sezione di Pisa, l’anno successivo è professoressa di ruolo di Fisica presso IPSIA Solvay a Rosignano (Livorno). Nel 1996 rientra all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e nel 1997 è ricercatrice dello stesso istituto. Dal 2009 a oggi è Prima Ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presso la sezione di Pisa. Ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale a professoressa ordinaria nel settore 02/A1 (Fisica sperimentale delle interazioni fondamentali). Dal 2005 al 2017 è responsabile dell’edizione di Pisa della Masterclass Europea di Fisica delle particelle (attività divulgativa per studenti dei licei) e ha fatto parte del comitato organizzatore locale di 6 congressi internazionali. Dal 2002 al 2008 è responsabile dell’organizzazione dei seminari di Fisica sperimentale della sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Risultati scientifici
Il campo di ricerca di Sandra Leone è la Fisica sperimentale delle particelle elementari. Già dal 1989 studia le collisioni protone-antiprotone nell’esperimento CDF Collider Detector al Tevatron Collider al Fermilab, negli Stati Uniti, con particolare attenzione alla produzione dei bosoni intermedi W. Nel biennio 1994/1995 si occupa dello studio del processo di produzione di quark top e partecipa alla prima osservazione del quark top sempre nell’ambito dell’esperimento CDF (Collider Detector at Fermilab). Dal 1997 al 2001 si occupa dei rivelatori a semiconduttore e delle loro applicazioni per esperimenti a collisionatori adronici, nello specifico della costruzione del rivelatore ISL per l’esperimento CDF. E dal 1998 al 2001 è responsabile dalla costruzione e test di 161 moduli elementari del rivelatore a silicio ISL per l’esperimento CDF al Fermilab. Negli anni successivi si dedica allo studio della produzione associata di bosoni intermedi WZ e della ricerca del bosone di Higgs. Nel 2013 entra a far parte dell’esperimento ATLAS al CERN, e partecipa alla costruzione del sistema di calibrazione con Laser per il calorimetro adronico. Dal 2015 si occupa di test di longevità dei fotomoltiplicatori per il calorimetro adronico di ATLAS. Oltre a collaborare con il CERN per lo studio delle collisioni protone-protone, continua ad occuparsi della analisi dei dati raccolti dall’esperimento CDF al Tevatron. È stata relatrice su invito a 15 conferenze internazionali in sessione plenaria e ha presentato risultati scientifici in numerose conferenze nazionali, scuole di fisica, seminari e sessioni parallele di congressi internazionali, ultimo dei quali ‘Ichep2016’, uno dei più importanti appuntamenti nell’ambito della fisica delle alte energie, che si è svolto a Chicago nell’agosto 2016.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di più di 1000 pubblicazioni internazionali fra cui:

(2016) CDF Collaboration. Measurement of the WW and WZ production cross section using final states with a charged lepton and heavy-flavor jets in the full CDF Run II data set. Physical Review D, 94, 032008.
(2016) ATLAS Collaboration. Measurement of the W±Z boson pair-production cross section in pp collisions at center of mass energy 13 TeV with the ATLAS Detector. Physical Letters B, 762, 1-22.
(2014) CDF Collaboration. Measurement of B(t→Wb)/B(t→Wq) in Top-Quark-Pair Decays Using Dilepton Events and the Full CDF Run II Data Set. Physical Review Letters, 112, 221801.
(2014) CDF Collaboration. Measurement of the Single Top Quark Production Cross Section and |Vtb| in Events with One Charged Lepton, Large Missing Transverse Energy, and Jets at CDF. Physical Review Letters, 113, 261804.
(2012) CDF Collaboration. Search for the Standard Model Higgs Boson Decaying to a bottom-antibottom Pair in Events with One Charged Lepton and Large Missing Transverse Energy Using the Full CDF Data Set. Physical Review Letters, 109, 111804.
(2012) CDF Collaboration. Evidence for a Particle Produced in Association with Weak Bosons and Decaying to a Bottom-Antibottom Quark Pair in Higgs Boson Searches at the Tevatron. Physical Review Letters, 109, 071804.
(2007) CDF Collaboration. First Measurement of the Ratio of Central-Electron to Forward-Electron W Partial Cross Sections in proton-antiproton collisions at center of mass energy of 1.96 TeV. Physical Review Letters, 98, 251801.
(2002) ISL Collaboration. Status Report of the Intermediate Silicon Layers Detector at CDFII. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research A, 485, 6-9.
(1995) CDF Collaboration. Observation of Top Quark Production in proton-antiproton collisions with the Collider Detector at Fermilab. Physical Review Letters, 74, 2626.
(1992) Abe F, […] Leone S, et al. Lepton Asymmetry in W-boson Decays from proton-antiproton Collisions at center of mass energy of 1.8 TeV. Physical Review Letters, 68, 1458.

Riconoscimenti e premi
Sandra Leone ricopre e ha ricoperto diversi ruoli di rilievo nella società scientifica. Nel 1995 riceve un premio della Società Italiana di Fisica (SIF) per giovani ricercatori. Dal 1998 è referee scientifico delle riviste Physical Review Letters e Physical Review D. Dal marzo 2013 è membro della redazione del sito web divulgativo dell'INFN “Scienza Per Tutti”. A partire dal 2008 ottiene vari contratti dalla Research Executive Energy della Commissione Europea come Esperto Valutatore Indipendente nell’ambito del Settimo Programma Quadro e di Horizon 2020. Dal 2006 al 2011 fa parte del comitato pari opportunità dell’Istituto Nazionale di fisica Nucleare su designazione dell’ente.

Paola Santini
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica

Parole chiave: formazione ed evoluzione delle galassie, galassie distanti, formazione stellare, polvere, gas


Funzione/Ruolo
Ricercatrice presso l’Osservatorio Astronomico INAF di Roma

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica nel 2005 presso l’Università La Sapienza di Roma, prosegue la sua formazione prima attraverso un dottorato di ricerca in Astronomia nello stesso ateneo nel 2009, poi con un master di specializzazione in Scienza e Tecnologie Spaziali all’Università Tor Vergata nel 2012. Già dal 2006 è research assistant dell’Osservatorio Astronomico di Roma, mentre nel 2010 è visiting scientist del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE), in Germania. Nel 2012 svolge un tirocinio presso la Thales Alenia Space. Continua le sue ricerche all’interno dell’Osservatorio Astronomico di Roma in cui oggi è ricercatrice.

Risultati scientifici
Paola Santini studia i diversi aspetti dell’evoluzione delle galassie attraverso metodi di osservazione a diverse lunghezze d’onda, dai raggi X al submillimetrico, anche utilizzando l’analisi statistica e lo sviluppo di appositi software. Analizza l’evoluzione nel tempo cosmico del tasso di formazione stellare e della quantità di polvere e gas contenuti nelle galassie.  Indaga inoltre la densità di massa stellare, le sue stime e la sua distribuzione. Un altro dei suoi principali campi di ricerca è il confronto fra le osservazioni e le previsioni teoriche dei modelli di formazione delle galassie attraverso la decodifica dei segnali emessi dalle più antiche galassie che hanno popolato l’universo primordiale. È una sorta di “archeologa delle stelle” che getta uno sguardo direttamente sul passato remoto del nostro universo, osservando la debolissima luce proveniente da galassie che si trovavano in epoche differenti dell’evoluzione cosmica.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni internazionali tra cui:

(2015) Santini P, Ferguson HC, Fontana A, Mobasher B, Barro G, Castellano M, Finkelstein SL, Grazian A, Hsu LT, Lee B, Lee S-K, Pforr J, Salvato M, Wiklind T, Wuyts S, Almaini O, Cooper MC, Galametz A, Weiner B, Amorin R, Boutsia K, Conselice CJ, Dahlen T, Dickinson ME, Giavalisco M, Grogin NA, Guo Y, Hathi NP, Kocevski D, Koekemoer AM, Kurczynski P, Merlin E, Mortlock A, Newman JA, Paris D, Pentericci L, Simons R & Willner SP. Stellar Masses from the CANDELS Survey: The GOODS-South and UDS Fields. The Astrophysical Journal, 801, 97.
(2015) Grazian A, Fontana A, Santini P, Dunlop JS, Ferguson HC, Castellano M, Amorin R, Ashby MLN, Barro G, Behroozi P, Boutsia K, Caputi KI, Chary RR. Dickinson MA, Faber SM, Fazio G, Finkelstein SL, Galametz A, Giallongo E, Giavalisco M, Grogin NA, Guo Y, Kocevski D, Koekemoer AM, Koo DC, Yu L, Merlin E, Mobasher B, Nonino M, Papovich C, Paris D, Pentericci L, Reddy N, Renzini A, Salmon B, Salvato M, Sommariva V, Song M, Lee K-S, Vanzella E & Willner S. The galaxy stellar mass function at 3.5 < z < 7.5 in the CANDELS/UDS, GOODS-South, and HUDF fields. Astronomy & Astrophysics, 757, A96.
(2014) Santini P, Maiolino R, Magnelli B, Lutz D, Lamastra A, Li Causi G, Eales S, Andreani P, Berta S, Buat V, Cooray A, Cresci G, Daddi E, Farrah D, Fontana A, Franceschini A, Genzel R, Granato G, Grazian A, Le Floc’h E, Magdis G, Magliocchetti M, Mannucci F, Menci N, Nordon R, Oliver S, Popesso P, Pozzi F, Riguccini L, Rodighiero G, Rosario DJ, Salvato M, Scott D, Silva L, Tacconi L, Viero M, Wang L, Wuyts S & Xu K. The evolution of the dust and gas content in galaxies. Astronomy & Astrophysics, 562, A30.
(2014) Vito F, Maiolino R, Santini P, Brusa M, Comastri A, Cresci G, Farrah D, Franceschini A, Gilli R, Granato GL, Gruppioni C., Lutz D., Mannucci F., Pozzi F., Rosario D. J., Scott D., Viero M. & Vignali C.
, Black hole accretion preferentially occurs in gas-rich galaxies, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, 441, 1059-1065.
(2012) Santini P, Rosario DJ, Shao L, Lutz D, Maiolino R, Alexander DM, Altieri B, Andreani P, Aussel H, Bauer FE, Berta S, Bongiovanni A, Brandt WN, Brusa M, Cepa J, Cimatti A, Daddi E, Elbaz D, Fontana A, Forster Schreiber N, Genzel R, Grazian A, Le Floc’h E, Magnelli B, Mainieri V, Nordon R, Perez Garcia AM, Poglitsch A, Popesso P, Pozzi F, Riguccini L, Rodighiero G, Salvato M, Sanchez-Portal M, Sturm E, Tacconi LJ, Valtchanov I & Wuyts S. Enhanced star formation rates in AGN hosts with respect to inactive galaxies from PEP-Herschel observations. Astronomy & Astrophysics, 540, A109+.
(2012) Santini P, Fontana A, Grazian A, Salimbeni S, Fontanot F, Paris D, Boutsia K, Castellano M, Fiore F, Gallozzi S, Giallongo E, Menci N, Koekemoer AM, Pentericci L & Somerville RS. The evolving slope of the stellar mass function at 0.6 < z < 4.5 from deep WFC3 data. Astronomy & Astrophysics, 538, A33+.
(2012) Rosario D, Santini P, Lutz D, Shao L, Maiolino R, Alexander DM, Altieri B, Andreani P, Aussel H, Bauer FE, Berta S, Bongiovanni A, Brandt WN, Brusa M, Cepa J, Cimatti A, Cox TJ, Daddi E, Elbaz D, Fontana A, Forster Schreiber NM, Genzel R, Grazian A, Le Floc’h E, Magnelli B, Mainieri V, Nordon R, Perez Garcıa AM, Poglitsch A, Popesso P, Pozzi F, Riguccini L, Rodighiero G, Salvato M, Sanchez-Portal M, Sturm E, Tacconi LJ, Valtchanov I & Wuyts S. The Mean Star Formation Rate of X-ray selected Active Galaxies and its Evolution from z=2.5: Results from PEP-Herschel. Astronomy & Astrophysics, 545, A45+.
(2010) Santini P, Maiolino R, Magnelli B, Silva L, Grazian A, Altieri B, Andreani P, Aussel H, Berta S, Bongiovanni A, Brisbin D, Calura F, Cava A, Cepa J, Cimatti A, Daddi E, Dannerbauer H, Dominguez-Sanchez H, Elbaz D, Fontana A, Forster Schreiber N, Genzel R, Granato GL, Gruppioni C, Lutz D, Magdis G, Magliocchetti M, Matteucci F, Nordon R, Perez Garcia I, Poglitsch A, Popesso P, Pozzi F, Riguccini L, Rodighiero G, Saintonge A, Sanchez-Portal M, Shao L, Sturm E, Tacconi L & Valtchanov I. The dust content of high-z submillimeter galaxies revealed by Herschel. Astronomy & Astrophysics, 518, L154+.
(2009) Santini P, Fontana A, Grazian A, Salimbeni S, Fiore F, Fontanot F, Boutsia K, Castellano M, Cristiani S, de Santis C, Gallozzi S, Giallongo E, Menci N, Nonino M, Paris D, Pentericci L & Vanzella E. Star formation and mass assembly in high redshift galaxies. Astronomy & Astrophysics, 504, 751-767.
(2009) Fontana A, Santini P, Grazian A, Pentericci L, Fiore F, Castellano M, Giallongo E, Menci N, Salimbeni S, Cristiani S, Nonino M & Vanzella E. The fraction of quiescent massive galaxies in the early Universe. Astronomy & Astrophysics, 501, 15-20.

Riconoscimenti e premi
Nel 2015 vince il premio Giovani Ricercatori Italiani istituito dal Gruppo 2003 (un gruppo di scienziati italiani che lavorano per la valorizzazione dei giovani) per la ricerca scientifica.

Sandra Savaglio
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Area STEM: Fisica

Competenze: astrofisica

Parole chiave: astrofisica, esplosioni lampi gamma, galassie distanti, telescopi, universo


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Astrofisica presso l’Università della Calabria

Percorso professionale
Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Fisica all’Università della Calabria, Sandra Savaglio diventa Fellow e Senior Research Scientist presso alcuni importanti centri di ricerca internazionali come la John Hopkins University, lo European Southern Observatory (Monaco di Baviera) e lo Space Telescope Science Institute (Baltimora). Lavora anche in Germania, all’Istituto Max-Planck per la Fisica Extraterrestre. Alla ricerca affianca l’insegnamento dell’Astrofisica presso la John Hopkins e l’Università Tecnica a Monaco di Baviera. Nel 2004 finisce sulla copertina della rivista Time Magazine, scelta come simbolo della fuga dei cervelli europei verso gli Stati Uniti. Quasi 10 anni dopo, nel 2014, rientra in Italia: il Consiglio d’amministrazione dell’Università della Calabria decide di procedere alla chiamata diretta della studiosa. Savaglio accetta, ed oggi è professoressa ordinaria di Astrofisica nella sede universitaria di Arcavacata (Cosenza).

Risultati scientifici
I principali interessi di ricerca di Sandra Savaglio riguardano la cosmologia osservativa, l’arricchimento chimico dell’universo e dei fenomeni esplosivi, in particolare le galassie lontane e le galassie che ospitano le esplosioni più energetiche dell’universo mai osservate finora: i lampi gamma (Gamma Ray Burts, GRB), che possono durare da pochi millisecondi a diverse decine di minuti. Per fare ciò utilizza i più potenti telescopi a raggi ultravioletti, infrarossi e ottici. Nel 2006 ha creato il database pubblico GRB Host Studies (GHostS), che contiene informazioni relative alle galassie che ospitano lampi gamma utilizzato dal 2007 al 2015 per oltre 33 studi di altissimo livello. GHostS rappresenta la più grande e completa banca dati di questo tipo al mondo.

Attività editoriali e pubblicazioni
Sandra Savaglio è autrice o co-autrice di più di 180 pubblicazioni su riviste scientifiche e atti di congressi internazionali, tra cui:

(2015) Greiner J, Savaglio S, et al. A very luminous magnetar-powered supernova associated with an ultra-long γ-ray burst, Nature, 523, 189.
(2012) Savaglio S et al. Supersolar metal abundances in two galaxies at z ~ 3.57 revealed by the GRB 090323 afterglow spectrum, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
(2009) Savaglio S, Glazebrook K, Le Borgne D. The Galaxy Population Hosting Gamma-Ray Bursts, The Astrophysical Journal.
(2006) Savaglio S. GRBs as cosmological probes: cosmic chemical evolution, New Journal of Physics.
(2005) Savaglio S et al. The Gemini Deep Deep Survey. VII. The Redshift Evolution of the Mass-Metallicity Relation, The Astrophysical Journal.
(2004) Glazebrook K, Abraham RG, McCarthy PJ, Savaglio S, et al. A high abundance of massive galaxies 3–6 billion years after the Big Bang,  Nature, 430, 181.
(2004) Savaglio S & Fall SM. Dust Depletion and Extinction in a Gamma-Ray Burst Afterglow, The Astrophysical Journal.
(2003) Savaglio S, Fall SM & Fiore F. Heavy-Element Abundances and Dust Depletions in the Host Galaxies of Three Gamma-Ray Bursts, The Astrophysical Journal.
(1999) Savaglio S. The Lyα Forest of the Quasar in the Hubble Deep Field South, The Astrophysical Journal Letters.
(2000) Savaglio S, Carbone V. Scaling in Atletics World Records, Nature, 404, 244.
Nel 2006 inoltre pubblica il libro Senza attendere per denunciare la condizione della ricerca scientifica in Italia.

Riconoscimenti e premi
Nel 2008 riceve il premio internazionale Pythagoras conferito a scienziati che si sono distinti per i traguardi ottenuti nel campo della Fisica e della Matematica. Nel 2010 e 2011 vince i premi internazionali dedicati a personalità importanti di origine calabrese Made in Calabria e Calabria in the World. Nel 2014 viene insignita del premio internazionale Prime Donne, conferito a donne capaci di valorizzare la presenza femminile nella società. Nel 2015 le è attribuito l’International Award Pericle d’Oro e riceve anche il premio internazionale Frescobaldi.

Clara Troncon
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica nucleare, fisica delle particelle

Parole chiave: bosone di higgs, fisica nucleare, cern, ginevra, acceleratore particelle, modello standard


Funzione/Ruolo
Prima Ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sezione di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica presso l’Università di Trieste nel 1977 prosegue la sua formazione prima come Summer Student nel 1978 presso il CERN e poi frequentando la Scuola di specializzazione in Fisica a Trieste, come borsista del Consorzio per l'Incremento studi e Ricerche dei Dipartimenti di Fisica dell'Università di Trieste. Nel 1983 entra a far parte dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sezione di Trieste, come ricercatrice e successivamente nella sezione di Milano. E’ associata scientifica presso il CERN di Ginevra, ininterrottamente dal 1978.

Risultati scientifici
I due principali filoni di ricerca di Clara Troncon sono lo studio della Fisica delle particelle elementari con acceleratori e, nello specifico, le misure delle proprietà degli Heavy Flavour, le verifiche di precisione del Modello Standard, inclusa la ricerca e poi la scoperta del bosone di Higgs e la ricerca dell’evidenza di segnali di nuova fisica oltre il Modello Standard. Il secondo filone comprende lo sviluppo, la progettazione e la realizzazione di sensori di silicio a microstrip e pixel e lo sviluppo, la progettazione, la realizzazione, commissioning e operazione di rivelatori di vertice. La sua attività di ricerca inizia al CERN, dove dal 1979 al 1986 si dedica allo studio del quark charm con gli esperimenti dell’EHS, European Hybrid Spectrometer, all’acceleratore SPS (SuperProtoSincrotrone). Dal 1986 al 2000 partecipa all’esperimento DELPHI all’acceleratore LEP del CERN, dove contribuisce alle misure di precisione del bosone neutro Z0 e del bosone W, alle verifiche del Modello Standard e alla ricerca del bosone di Higgs. Il suo gruppo collabora alla costruzione del rivelatore di vertice al silicio di DELPHI. Nel 1997, inizia a partecipare all’esperimento ATLAS al Large Hadron Collider (LHC) del CERN, in cui ha un ruolo importante nella costruzione del rivelatore a pixels. Dopo l’installazione di questo rivelatore nel 2008, si dedica alla ricerca e allo studio del bosone di Higgs e alla ricerca di particelle supersimmetriche e di segnali di una nuova fisica alla scala del TeV(teraelettronvolt) Si è inoltre impegnata dal 1996 al 2000 in attività di studio per i futuri Linear Colliders attraverso il Conceptual Design del Next Linear Collider e lo studio di fattibilità per la ricerca del bosone di Higgs. Dal 2001 al 2006 attraverso la collaborazione RD50 si è dedicata alla ricerca e sviluppo di rivelatori a semiconduttore resistenti a radiazione per collisori di altissima luminosità.

Attività editoriali e pubblicazioni
E’ autrice di oltre 900 pubblicazioni scientifiche fra cui:

(2016) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Search for dark matter produced in association with a Higgs boson decaying to two bottom quarks in pp collisions at √s=8 TeV with the ATLAS detector. Physical Review D, 93: 7, 072007.
(2016) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Search for magnetic monopoles and stable particles with high electric charges in 8 TeV pp collisions with the ATLAS detector. Physical Review D, 93:5, 05200.
(2013) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Evidence for the spin-0 nature of the Higgs boson using ATLAS data. Physical Review Letters B, 726, 120-144.
(2012) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Search for squarks and gluinos using final states with jets and missing transverse momentum with the ATLAS detector in √s=7 TeV proton-proton collisions. Physical Letters B, 710, 67-85.
(2012) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Observation of a new particle in the search for the Standard Model Higgs boson with the ATLAS detector at the LHC. Physical Review Letters B, 716, 1-29.
(2011) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Measurement of the top quark-pair production cross section with ATLAS in pp collisions at √s=7 TeV. The European Physical Journal A, C71, 1577.
(2010) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. Observation of a Centrality-Dependent Dijet Asymmetry in Lead-Lead Collisions at √sNN=2.77 TeV with the ATLAS Detector at the LHC. Physical Review Letters, 105, 252303.
(2008) ATLAS Collaboration, Aad G, Troncon C, et al. The ATLAS Experiment at the CERN Large Hadron Collider. JINST 3: S08003.
(1998) Accomando E, Troncon C, et al. Physics with e+ e- colliders. Physics Report C, 299, 1. Amsterdam (Olanda).
(1996) DELPHI Collaboration, Abreu P, Troncon C, et al. Performance of the DELPHI Detector. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research A, 378, 57.

Riconoscimenti e premi
Dal 2012 a oggi Clara Troncon fa parte del Gruppo di Lavoro per la Valutazione INFN (fase finale VQR) e responsabile della delegazione per la CSN1. Dal 2013 su designazione del Presidente dell’INFN, viene nominata dal Direttore Generale del CERN Delegata italiana nel comitato CERN ACCU (Advisory Committee of CERN Users) , carica successivamente rinnovata. Dallo stesso anno è anche designata da ACCU come Rappresentante ACCU nel CERN Scientific Information Policy Board. Nel 2015 viene nominata dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) componente del Gruppo di Esperti della Valutazione per le Scienze Fisiche (GEV02) per la VQR 2011- 2014 (ANVUR-MIUR) e coordinatrice del subGEV02_I (Fisica sperimentale, Particelle e Nucleare), carica che ricopre ancora oggi.

Lucia Votano
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Area STEM: Fisica

Competenze: fisica sperimentale delle particelle e delle astroparticelle

Parole chiave: particelle, neutrini, fisica nucleare, fisica delle particelle, astroparticelle, opera, juno, infn, laboratori gran sasso


Funzione/Ruolo
Dirigente di Ricerca, Associata ai Laboratori Nazionali di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)

Percorso professionale
Si laurea in Fisica all’Università La Sapienza di Roma nel 1971, proseguendo la sua formazione all’interno dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dove diventa ricercatrice stabilizzata nel 1975. Durante l’attività di ricerca sperimentale in fisica delle particelle lavora anche presso il CERN di Ginevra e il laboratorio DESY di Amburgo. Dalla fine degli anni ’80 si dedica principalmente alla fisica astro-particellare conducendo esperimenti presso il Laboratorio INFN del Gran Sasso, il laboratorio sotterraneo dedicato alla fisica astro-particellare più grande e importante del mondo per numero di esperimenti e per complessità d’infrastrutture tecnologiche e di sicurezza. Nel 2009 diventa direttrice del Laboratorio del Gran Sasso, prima donna a ricoprire tale incarico, fino al 2012.

Risultati scientifici
Lucia Votano svolge la sua attività di ricerca di base nel campo della fisica sperimentale delle particelle elementari di alta energia e nel campo della fisica astro-particellare, un settore di congiunzione tra astrofisica, cosmologia e studio delle interazioni fondamentali delle particelle elementari. I suoi interessi principali riguardano da molti anni lo studio dei neutrini, una particella elementare di cui esistono tre tipi di “sapore” diverso. I neutrini sono insieme ai fotoni le particelle più numerose nell’universo di materia ordinaria. Interagiscono pochissimo con essa e sono quindi in grado di attraversare indisturbati grandi corpi celesti, portandoci informazioni dagli angoli più remoti dell’universo. Con il progetto internazionale OPERA al Laboratorio del Gran Sasso, Lucia Votano e il suo team sono stati capaci di misurare in maniera diretta per la prima volta al mondo l’oscillazione (la trasformazione) del neutrino di sapore muonico in neutrino di tipo tau. OPERA ha utilizzato il fascio di neutrini prodotto al CERN di Ginevra e inviato al laboratorio del Gran Sasso con un viaggio di 730 km di lunghezza sotto la crosta terrestre e di circa 2,4 millisecondi di durata. Attraverso l’oscillazione si è dimostrato che i neutrini hanno massa, ancorché piccolissima: un segnale di nuova fisica al di là del Modello Standard delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali. Dal 2015 Lucia Votano è impegnata assieme ad altri colleghi nell’esperimento internazionale JUNO (Jiangmen Underground Neutrino Observatory) che verrà realizzato nel sud della Cina entro il 2020. Si tratta di un gigantesco rivelatore sotterraneo di ultima generazione per neutrini, utile a indagare ulteriormente la loro natura attraverso il fenomeno dell’oscillazione, che permette loro di mutare da un tipo (di sapore) a un altro.

Attività editoriali e pubblicazioni
È coautrice di circa 300 articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali, tra cui:

(2016) Agafonova A, Aleksandrov A, Votano L, et al. Determination of the muon charge sign with the dipolar spectrometers of the OPERA experiment. Journal of Instrumentation, 11, 07.
(2016) Berra A, Cecchini S, Cindolo F, Votano L, et al. Longitudinally segmented shashlik calorimeters with SiPM readout. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section A Accelerators Spectrometers Detectors and Associated Equipment.
(2016) Abbrescia M, Avanzini C, Baldini L, Votano L, et al. A study of upward going particles with the Extreme Energy Events telescopes Nuclear Instruments and Methods in Physics Research A. Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section A Accelerators Spectrometers Detectors and Associated Equipment, 816.
(2015) Abbrescia M, Avanzini C, Baldini L, Votano L, et al. Looking at the sub-TeV sky with cosmic muons detected in the EEE MRPC telescopes. European Physical Journal Plus, 130(9). 
(2015) Fengpeng A, Guangpeng A, Qi A, Votano L, et al. Neutrino physics with JUNO. Journal of Physics G Nuclear and Particle Physics, 43(3).
(2015) Agafonova N, Alexandrow A, Votano L, et al. Discovery of tau Neutrino Appearance in the CNGS Neutrino Beam with the OPERA Experiment. Physical Review Letters, 115(12).
(2015) Agafonova N, Alexandrow A, Votano L, et al. Limits on muon-neutrino to tau-neutrino oscillations induced by a sterile neutrino state obtained by OPERA at the CNGS beam. Journal of High Energy Physics.
(2014) L. Votano. Origin and status of the Gran Sasso INFN Laboratory. Modern Physics Letters A, 29(36).
(2014) Agafonova N, Alexandrow A,Votano L, et al. Evidence for νμντ appearance in the CNGS neutrino beam with the OPERA experiment. Physical Review D, 89(5): 051102.
(2014) Agafonova N, Alexandrow A, Votano L, et al. Procedure for short-lived particle detection in the OPERA experiment and its application to charm decays . The European Physical Journal C, 74(8): 2986.

Nel 2015 ha pubblicato anche un volume a carattere divulgativo, Il fantasma dell’universo. Che cos’è il neutrino, edito da Carocci nella Collana La città della Scienza.

Riconoscimenti e premi
Lucia Votano è stata insignita nel 2010 dell’Onorificenza della Presidenza della Repubblica Italiana di Commendatore Ordine al Merito e di numerosi premi e riconoscimenti per meriti scientifici, fra cui il premio Guido Dorso, il premio Minerva, Roma Capitale delle Donne 2013, il premio internazionale L’Altra Italia, il premio internazionale NordSud per le scienze esatte e naturali, il premio Life Gates, ed altri ancora.