Risultati: 9


Monica Gori
Monica_GORI.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: psicologia sperimentale

Parole chiave: disabilità visive, sistema sensoriale, abbi, wedraw, braccialetto, apprendimento, bambini, percezione, percezione visiva, sistema motorio, riabilitazione, ipovisione, bambini ipovedenti


Funzione/Ruolo
Team leader U-Vip Unit dell’Istituto Italiano di Tecnologia (ITT) di Genova, coordinatrice dei progetti europei ABBI e WeDraw

Percorso professionale
Dopo la laurea in Psicologia all’Università di Firenze nel 2004, prosegue la sua formazione all’interno del VisionLab del CNR di Pisa. Nel 2008 dedica un anno alla ricerca presso il laboratorio VisionScience di Berkeley in California e, l’anno successivo, consegue il dottorato di ricerca in Tecnologie Umanoidi presso l’Istituto Italiano di Tecnologie dell’Università di Genova. Attualmente Monica Gori è team leader dell’Unità per le persone con disabilità visive (U-Vip Unit) dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

Risultati scientifici
Monica Gori si occupa di sviluppo, integrazione multisensoriale, percezione sensoriale-motoria e disabilità visiva. Attraverso la sua ricerca studia come le capacità di percezione uni sensoriale e multi sensoriale interagiscono durante lo sviluppo dei bambini con e senza disabilità. L'obiettivo dello studio è quello di sfruttare questa conoscenza per comprendere meglio la funzionalità cerebrale, creare nuovi programmi di riabilitazione e sviluppare nuovi dispositivi meccatronici (che uniscono meccanica, elettronica e informatica) per aumentare le capacità senso-motorie dei bambini con disabilità sensoriali. Dal febbraio 2014 è coordinatrice del progetto europeo ABBI, il cui scopo è proprio lo sviluppo di una nuova tecnologia basata sulla riabilitazione senso-motoria per i non vedenti. Nello specifico ABBI (Audio Bracelet for Blind Interactions) prevede sia la realizzazione tecnica di un dispositivo sonoro non invasivo che stimoli la percezione spaziale dei ciechi, sia la verifica della sua efficacia su un campione di circa 150 bambini e adolescenti non vedenti. Il progetto prevede lo studio e la realizzazione di un dispositivo sonoro indossabile, simile a un braccialetto, utile anche per creare reti sonore da dislocare negli ambienti in cui i non vedenti vivono, permettendo così che l’udito, e non la vista, crei una mappa spaziale nella quale la persona potrà muoversi.

Attività editoriali e pubblicazioni
Monica Gori è autrice di capitoli di libri e di numerosi articoli scientifici su riviste internazionali, tra cui:

(2016) Cappagli G, Gori M. Auditory spatial localization: Developmental delay in children with visual impairments. Research in Developmental Disabilities, 53-54:391-8.
(2016) Tonelli A, Brayda L, Gori M. Depth echolocation learnt by novice sighted people. PLoS ONE, 11(6):e0156654.
(2016) Vercillo T, Burr D, Gori M. Early visual deprivation severely compromises the auditory sense of space in congenitally blind children. Developmental Psychology, 52(6):847-53.
(2015) Finocchietti S, Cappagli G, Porquis LB, [...], Cocchi E, Gori M. Evaluation of the Audio Bracelet for Blind Interaction for improving mobility and spatial cognition in early blind children - A pilot study. Proceedings of the Annual International Conference of the IEEE Engineering in Medicine and Biology Society, EMBS.
(2015) Magnusson C, Rydeman B, Finocchietti S, [...], Baud-Bovy G, Gori M. Co-located games created by children with visual impairments. MobileHCI 2015, Proceedings of the 17th International Conference on Human-Computer Interaction with Mobile Devices and Services Adjunct.
(2015) Tinelli F, Anobile G, Gori M, [...], Cioni G, Concetta Morrone M. Time, number and attention in very low birth weight children. Neuropsychologia, 73:60-9.
(2015) Vercillo T, Gori M. Attention to sound improves auditory reliability in audio-tactile spatial optimal integration. Frontiers in Integrative Neuroscience, 9:34.
(2015) Gori M. Multisensory integration and calibration in children and adults with and without sensory and motor disabilities. Multisensory Research, 28(1-2):71-99.
(2015) Gori M, Hanganu-Opatz IL. Introduction to the special issue on multisensory development and plasticity. Multisensory Research, 28, 1-2, 31-32.
(2015) Vercillo T, Burr D, Sandini G, Gori M. Children do not recalibrate motor-sensory temporal order after exposure to delayed sensory feedback. Developmental Science, 18(5):703-712.

Riconoscimenti e premi
Il suo articolo Young children do not integrate visual and haptic form information è stato inserito nella F1000 (Gori et al. Curr Biol, 2008) e nel 2012 vince il premio TR35 per giovani innovatori. Nel 2016 viene premiata per il progetto WeDraw, due anni prima per il progetto ABBI, entrambi da lei coordinati.

Maria Luisa Gorno Tempini
Maria_Luisa_GORNO_TEMPINI.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neurologia comportamentale

Parole chiave: afasia, malattie neuro degenerative, linguaggio, lettura, sintassi, disturbi dell’apprendimento, neuroscienze, dislessia, alzheimer, demenza frontotemporale, afasia progressiva


Funzione/Ruolo
Professoressa di Neurologia presso l’Università della California, San Francisco

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Brescia nel 1993, prosegue gli studi attraverso un tirocinio formativo in neurologia all’Università di Modena e Reggio Emilia. Successivamente, consegue un dottorato di ricerca in Neuroscienze all’University College di Londra e si specializza in Neurologia comportamentale al UCSF Memory and Aging Center di San Francisco. Negli ultimi dieci anni Maria Luisa Gorno Tempini oltre a insegnare neurologia a San Francisco, si è impegnata nello studio delle malattie neurodegenerative, in particolare della demenza frontotemporale e dell’afasia primaria progressiva (PPA), anche attraverso l’utilizzo di tecniche di neuroimaging e di neuropsicologia del linguaggio.

Risultati scientifici
Dal 2004 Maria Luisa Gorno Tempini dirige un progetto di ricerca sulla afasia primaria progressiva che ha raggiunto obiettivi importanti, tra cui la scoperta e relativa descrizione di una terza variante clinica della malattia, chiamata "Logopenic", caratterizzata dal deterioramento della capacità di recupero dei vocaboli. Attraverso collaborazioni internazionali da lei coordinate è stato possibile sviluppare nuovi criteri clinici per il trattamento della malattia. Maria Luisa Gorno Tempini ha inoltre applicato le tecniche di neuroimaging ai pazienti afasici e attraverso questa tecnica condotta negli ultimi anni è giunta a importanti scoperte riguardanti la base neuronale delle funzioni linguistiche specifiche, come la produzione vocale, la lettura e l’uso della sintassi. Applica la sua competenza nell’utilizzo dei metodi di neuroimaging anche nello studio della dislessia, infatti scopre che attraverso tecniche quali la risonanza magnetica è possibile non solo individuare e riconosce un DSA (disturbo specifico dell’apprendimento), ma anche scoprire quali altre capacità si nascondono all’interno del cervello del paziente utili ad aiutarlo nel valorizzare i propri talenti e di conseguenza supportarlo nel tentativo di sopperire a eventuali mancanze cognitive, in modo da garantirgli una qualità della vita nettamente superiore rispetto al passato.

Attività editoriali e pubblicazioni
E’ autrice di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali tra cui:

(2016) Mandelli ML, Vilaplana E, Brown JA, Hubbard HI, Binney RJ, Attygalle S, Santos-Santos MA, Miller ZA, Pakvasa M, Henry ML, et al. Healthy brain connectivity predicts atrophy progression in non-fluent variant of primary progressive aphasia. Brain, 139(Pt 10):2778-2791.
(2016) Binney RJ, Henry ML, Babiak M, Pressman PS, Santos-Santos MA, Narvid J, Mandelli ML, Strain PJ, Miller BL, Rankin KP, et al. Reading words and other people: A comparison of exception word, familiar face and affect processing in the left and right temporal variants of primary progressive aphasia. Cortex, 82:147-63.
(2016) Ossenkoppele R, Schonhaut DR, Schöll M, Lockhart SN, Ayakta N, Baker SL, O'Neil JP, Janabi M, Lazaris A, Cantwell A, Vogel J, Santos M, Miller ZA, Bettcher BM, Vossel KA, Kramer JH, Gorno-Tempini ML, Miller BL, Jagust WJ, Rabinovici GD. Tau PET patterns mirror clinical and neuroanatomical variability in Alzheimer's disease. Brain, 139(Pt 5):1551-67.
(2016) Papinutto N, Galantucci S, Luisa Mandelli M, Gesierich B, Jovicich J, Caverzasi E, Henry RG, Seeley WW, Miller BL, Shapiro KA, Gorno-Tempini ML. Structural connectivity of the human anterior temporal lobe: A diffusion magnetic resonance imaging study. Human Brain Mapping, 37(6):2210-22.
(2016) Henry ML, Wilson SM, Babiak MC, Mandelli ML, Beeson PM, Miller ZA, Gorno-Tempini ML. Phonological Processing in Primary Progressive Aphasia. Journal of Cognitive Neuroscience, 28(2):210-22.
(2016) Papinutto N, Galantucci S, Luisa Mandelli M, Gesierich B, Jovicich J, Caverzasi E, Henry RG, Seeley WW, Miller BL, Shapiro KA, Gorno-Tempini ML. Structural connectivity of the human anterior temporal lobe: A diffusion magnetic resonance imaging study. Human Brain Mapping, 37(6):2210-22.
(2014) Mandelli ML, Caverzasi E, Binney R, Henry M, Lobach I, Amirbekian B, Block N, Dronkers N, Miller B, Henry R, Gorno-Tempini ML. Frontal white matter tracts sustaining speech production in primary progressive aphasia. Journal of Neuroscience, 34(29):9754-67.
(2013) Miller ZA, Mandelli ML, Rankin KP, Henry M, Babiak M, Frazier D, Lobach IV, Bettcher B, Wu T, Graff-Radford NR, Miller BL, Gorno-Tempini ML. Handedness and language learning disabilities differentially distribute in Progressive aphasia variants. Brain, 136(Pt 11):3461-73.
(2011) Gorno-Tempini ML, Hillis AE, Weintraub S, Kertesz A, Mendez M, Cappa SF, Ogar JM, Rohrer JD, Black S, Boeve BF, Manes F, Dronkers NF, Vandenberghe R, Rascovsky K, Patterson K, Miller BL, Knopman DS, Hodges JR, Mesulam MM, Grossman M. Classification of Primary Progressive Aphasia and its Variants. Neurology, 76(11):1006-14.
(2011) Wilson SM, Galantucci S, Tartaglia MC, Rising K, Patterson DK, Henry ML, Ogar JM, DeLeon J, Miller BL, Gorno-Tempini ML. Syntactic processing depends on dorsal language tracts. Neuron, 72(2):397-403.

Daniela Lucangeli
Daniela_LUCANGELI.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: psicologia dell’apprendimento e dello sviluppo

Parole chiave: adolescenza, apprendimento, bisogni educativi speciali, discalculia, disordini dello sviluppo, disturbi dell’apprendimento, gifted children, impotenza appresa, infanzia, matematica, numeri, neuroscienze, plasticità cerebrale, psicopatologia dell’apprendimento, plusdotazione, sviluppo, strategie didattiche, warm cognition


Funzione/Ruolo
Prorettrice con delega all’Orientamento e Tutorato per l’Università di Padova e Professoressa ordinaria di Psicologia dello Sviluppo presso la stessa università

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia nel 1988 e la laurea in Psicologia, nel 1991, presso l’università di Padova, prosegue la sua formazione, nel 1997, con un dottorato di ricerca in Psicologia dello Sviluppo all’Università di Leiden, in Olanda, su un progetto internazionale. La sua carriera continua all’interno dell’università: nel 1998 è ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo, nel 2001 professoressa associata e nel 2005 professoressa ordinaria di Psicologia dello Sviluppo sempre all’Università di Padova. Dal 2007 è prorettrice con delega all’Orientamento e Tutorato per lo stesso ateneo, ruolo che ricopre a tutt’oggi.

Risultati scientifici
I principali interessi di ricerca di Daniela Lucangeli riguardano lo sviluppo e potenziamento dell’intelligenza numerica, i processi maturazionali nell’età evolutiva (prima e seconda infanzia, età scolare e adolescenza) e i meccanismi di apprendimento nello sviluppo tipico e atipico. Si occupa anche dello studio di funzioni (linguaggio, memoria, attenzione, emozioni, metacognizione, autoregolazione), dei disturbi dell’apprendimento (quali dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) e dei bisogni educativi speciali. Svolge inoltre ricerche e studi sul potenziamento dell’apprendimento, sui deficit comportamentali e cognitivi, sui profili giftedness ed alto potenziale, sulle emozioni nell’apprendimento e sull’impotenza appresa.
Con il gruppo di ricercatori e scienziati dell’Accademia Mondiale delle Scienze per le Difficoltà di Apprendimento, promuove da anni un forte movimento di azioni per la ricaduta della ricerca scientifica nelle prassi di prevenzione, potenziamento e riabilitazione delle disarmonie dello sviluppo. Difatti la ricerca scientifica ha messo in evidenza come attraverso l’intervento precoce nelle diverse “fatiche” dello sviluppo, sia possibile ottenere l’ottimizzazione dei processi anche nelle situazioni di eventuale disabilità (linguaggio, apprendimento, sviluppo cognitivo,ecc…). Il focus del suo lavoro non è solo quello relativo all’analisi dei profili cognitivi e all’eventuale diagnosi ma innanzitutto quello di utilizzare le migliori strategie di aiuto per il massimo di plasticità cerebrale.
Negli ultimi tempi si dedica allo studio dei network circuitali legati alla warm cognition ed ai circuiti emozionali dell’apprendimento. In particolare, agli studi volti ad evidenziare il contributo dei fattori ereditari e dei fattori culturali nello sviluppo dei processi psicologici e nell’educazione. Approfondisce lo studio di funzioni e di processi cognitivi con l’obiettivo di evidenziare le importanti implicazioni delle neuroscienze nei processi educativi.
In qualità di Prorettrice, con delega alle attività di tutorato, di orientamento “in itinere” e “in ingresso” dell’Università di Padova, coordina la realizzazione di progetti regionali ed europei volti ad indirizzare i giovani nella scelta universitaria e professionale.

Attività editoriali e pubblicazioni
Daniela Lucangeli è Editor della rivista Difficoltà In Matematica (Erickson) e referee per diverse riviste specializzate. È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali e di saggi scientifici e didattici, tra cui (negli ultimi cinque anni):

(2017) Sella F, Berteletti I, Lucangeli D, Zorzi M. Pre-school children use space, rather then counting, to infer the numerical magnitude of digits: evidence for a spatial mapping principle. Cognition, 158, 56-67.
(2016) Sella F, Berteletti I, Lucangeli D, Zorzi M. Spontaneous non‐verbal counting in toddlers. Developmental Science, 19(2), 329-337.
(2016) Benavides-Varela S, Butterworth B, Burgio F, Arcara G, Lucangeli D, Semenza C. Numerical Activities and Information Learned at Home Link to the Exact Numeracy Skills in 5–6 Years-Old Children. Frontiers in psychology, 7.
(2015) Sella F, Berteletti I, Lucangeli D, Zorzi M. Varieties of quantity estimation in children. Developmental Psychology, 51(6), 758.
(2014) Caviola S, Mammarella IC, Lucangeli D, Cornoldi C. Working memory and domain-specific precursors predicting the success in learning written subtraction problems. Learning and Individual Differences, 36, 92-100.
(2014) Re AM, Pedron M, Tressoldi PE, Lucangeli D. Response to Specific Training for Students With Different Levels of Mathematical Difficulties. Exceptional Children, 80(3), 337-352.
(2013) Al-Yagon M, Cavendish W, Cornoldi C, Fawcett AJ, Grunke M, Hung, LY, Jimenez JE, Karande S, van Kraayenoord CE, Lucangeli D, Margalit M, Montague M, Sholapurwala R. The Proposed Changes For DSM-5 for SLD and ADHD: International Perspectives-Australia, Germany, Greece, India, Israel, Italy, Spain, Taiwan, United Kingdom, and United States. Journal of Learning Disabilities, 46, 58-72.
(2013) Colomer C, Miranda A, Re AM, Lucangeli D. Numerical and Calculation Abilities in Children with ADHD. Learning Disabilities: A Contemporary Journal, 11(2), 1-15.
(2013) Mammarella IC, Bomba M, Caviola S, Broggi F, Neri F. Lucangeli D, Nacinovich R. Mathematical difficulties in nonverbal learning disability or co-morbid dyscalculia and dyslexia. Developmental neuropsychology, 38(6), 418-432.
(2013) Mammarella IC, Caviola S, Cornoldi C, Lucangeli D. Mental additions and verbal-domain interference in children with Developmental Dyscalculia (DD). Research in Developmental Disabilities, 34(9), 2845-2855.

Riconoscimenti e premi
Daniela Lucangeli è Presidente dell’Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati (CNIS) e componente dei Comitati Scientifici di numerose associazioni di ricerca nazionali e internazionali quali l’Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento (AIRIPA) e dell’Associazione Italiana di Psicologia (AIP Sezione Sviluppo). Vice Presidente per l’International Development dell’International Academy for Research in Learning Disabilities (IARLD). Membro tecnico dell’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Componente scientifica della Commissione tecnica nominata dal Ministero dell’Istruzione per le linee guida dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), dei Bes (Bisogni Educativi Speciali). Ed è membro della Commissione Nazionale Ministero CNOP (Consiglio Nazionale degli Psicologi) “Benessere a Scuola”. Vice presidente della Fondazione di ricerca HPNR (Human Potential Network Research). Direttore Scientifico del Polo Apprendimento (28 Centri in Italia). Direttore Scientifico dell’Associazione Gate Italy (Gifted and Talent Education). Responsabile Scientifico del Centro Regionale di Ricerca e Servizi Educativi per le Difficoltà di Apprendimento.

Claudia Manzi
Claudia_MANZI.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: psicologia sociale

Parole chiave: identità, pregiudizio, etnia, famiglia, transizione, violenza, religione


Funzione/Ruolo
Professoressa associata di Psicologia Sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia con indirizzo Scienze Umane presso l’Università Cattolica di Milano nel 1999, prosegue la sua formazione nello stesso Ateneo con un dottorato di ricerca in Psicologia Sociale e dello Sviluppo durante il quale collabora alle attività di ricerca e formazione del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia. Dal 2003 al 2005 è assegnista di ricerca in Psicologia Sociale presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Dall’anno successivo fino al 2016 è ricercatrice di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Università Cattolica di Milano. Nel 2008 è visiting professor presso la University of Tennessee, nel dipartimento Child and Family Studies e nel 2016 ricopre lo stesso ruolo all’University of Sussex, nel dipartimento di Psychology. Nel 2009 è stata selezionata come consulente presso l’ufficio Research Methods and Data Analysis delle Nazioni Unite (ONU), Office of Internal Oversight Services (New York). Dal 2016 è professoressa associata di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Università Cattolica di Milano.

Risultati scientifici
Claudia Manzi è una studiosa di processi di costruzione e sviluppo dell’identità, in particolare di motivazioni identitarie, identità adulta, identità correlata alla transizione, al pregiudizio etnico, alla differenziazione familiare, alla psicologia cross-culturale. Su questi temi ha collaborato, nel 2007, con l’Universidad de los Andes, Bogotà, in Colombia, per uno studio sui cambiamenti identitari nei periodi di transizione, e nello stesso anno con il Centre for the Study of Youth and Political Violence, dell’University of Tenneessee, presso il quale ha partecipato alla fase finale di analisi dei dati e pubblicazione dei risultati di un progetto coordinato dal World Health Organization’s Program for Child and Adolescent Health and Development. Dal 2008 partecipa all’equipe di ricerca internazionale per il progetto di ricerca cross-culturale “Motivated identity construction in cultural context” finanziato dal Economic and Social Research Council (ESRC). Infine, dal 2014 fa parte dell’equipe di ricerca internazionale “World Relationship Study”, finanziato da Japan Society for the Promotion of Science.

Attività editoriali e pubblicazioni
Claudia Manzi dal 2011 è componente dell’Editorial Board dell’Encyclopaedia of Quality of Life Research (Ed. A. Michalos), Springer di New York e referee di riviste internazionali di eccellenza come Journal of Personality, Journal of Marriage and Family, Journal of Adolescence, Journal of Early Adolescence, Self and Identity, Psychology of Individual Differences, Social Psychology.

È autrice di numerose pubblicazioni nazionali e internazionali fra cui:

(2017) Manzi C, Roccato M, Paderi F, Vitrotti S, Russo S. The social development of right-wing authoritarianism: The interaction between parental autonomy support and societal threat to safety. Personality and Individual Differences, 109: 1-4.
(2015) Manzi C, Roccato M, Russo S. What buffers right-wing authoritarian responses to threat? An experimental study to test the moderation of meaning. Personality and Individual Differences, 83:117-121.
(2015) Manzi C, Parise M, Iafrate R, Sedikides C, Vignoles VL. In so far as you can be part of me: The influence of intrusive parenting on young adult couple identity. Self & Identity, 14: 5, 570-582.
(2014) Manzi C, Brambilla M. Identity change. In A. Michalos (Eds.). Encyclopedia of Quality of Life Research, Dordrecht, Netherlands, Springer, 2167-2168.
(2014) Manzi C, Ferrari L, Rosnati R, Benet-Martinez V. Bicultural Identity Integration of Transracial Adolescent Adoptees: Antecedents and Outcomes. Journal of Cross Cultural Psychology, 45(6):888-904.
(2013) Brambilla M, Manzi C, Regalia C, Verkuyten M. Religiosity and Prejudice: Different Patterns for Two Types of Religious Internalization. The Journal of Social Psychology, 153:486-498.
(2011) Scabini E, Manzi C. Family Processes and Identity. In S. J. Schwartz, K. Luyckx, and V. L. Vignoles (Eds), Handbook of Identity Theory and Research, New York: Springer, 565-584.
(2010) Manzi C. Identità adulta nella letteratura psicosociale. In E. Marta, C. Regalia (Eds.), Identità in relazione. Le sfide odierne dell'essere adulto. Milano: The McGraw-Hill Companies, 17-31.
(2010) Manzi C, Vignoles V, Regalia C. Accommodating a new identity: Possible selves, identity change, and well-being across two life-transitions. European Journal of Social Psychology, 40:970-984.
(2006) Manzi C, Vignoles V, Regalia C, Scabini E. Cohesion and enmeshment revisited: Family differentiation, identity, and psychological well-being in two European cultures. Journal of Marriage and the Family, 68: 673-689.

Riconoscimenti e premi
Dal 2007 Claudia Manzi fa parte della European Association of Social Psychology, dal 2009 della Society for Personality and Social Psychology e dal 2014 della Associazione Italiana di Psicologia, sezione di Psicologia Sociale.

Deny Menghini
Deny_MENGHINI.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neuropsicologia dello sviluppo

Parole chiave: dislessia, terapia dislessia, disturbi dello sviluppo, apprendimento, linguaggio, sindromi genetiche, deficit di attenzione e iperattività


Funzione/Ruolo
Psicologa presso l’U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, responsabile Prof. Stefano Vicari

Percorso professionale
Dopo la laurea in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione presso La Sapienza di Roma, prosegue la sua formazione con un Perfezionamento in Psicopatologia dell'Apprendimento presso l'Università di San Marino. Dal 1998 svolge attività di ricerca presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Nel 2004 consegue il Dottorato di Ricerca in Scienze cognitive e della Riabilitazione presso la L.U.M.S.A. di Roma. Nel 2013 ottiene un contratto di assunzione a tempo indeterminato, come Psicologa, Dirigente I livello, presso il Dipartimento di Neuroscienze, U.O.C. Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, responsabile prof. Stefano Vicari. Nel 2014 ottiene l’abilitazione nazionale come professoressa associata per l’insegnamento di Psicologia Generale, Psicobiologia, Psicometria. Ha insegnato Psicofisiologia e Neuropsicologia e Tecniche di Osservazione del Comportamento Infantile e Neuropsicologia Comportamentale presso l'Università Europea di Roma. E’ specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale. Svolge attività didattica in diversi Master di Neuropsicologia e Scuole di Specializzazione ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Svolge attività clinica di diagnosi dei disturbi dell’apprendimento e dello sviluppo. Coordina un gruppo di ricerca che si occupa della sperimentazione e applicazione di tecniche riabilitative innovative come la stimolazione cerebrale non invasiva per il trattamento di disturbi evolutivi come la dislessia.

Risultati scientifici
I suoi interessi di ricerca riguardano lo studio del profilo neuropsicologico di diversi disturbi dello sviluppo, come i disturbi dell'apprendimento, del linguaggio, il deficit di attenzione e iperattività e la disabilità intellettiva. Il suo ambito di ricerca è lo studio dei correlati neurobiologici e della relazione fra il cervello e il profilo neuropsicologico dei disturbi dello sviluppo. Dal 2012 Deny Menghini e il suo team di ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con il Laboratorio di stimolazione cerebrale della Fondazione Santa Lucia, hanno iniziato ad utilizzare a fini sperimentali una nuova tecnica per il trattamento della dislessia. La tecnica impiegata viene definita stimolazione cerebrale non invasiva e permette di stimolare in maniera indolore e miratamente le aree cerebrali in cui si osserva una minore attività cerebrale nelle persone con dislessia. Visti i risultati preliminari incoraggianti, la ricerca sta proseguendo aumentando il numero di partecipanti coinvolti nello studio e definendo il protocollo più efficace (ad esempio, il numero di incontri necessari, le specifiche aree cerebrali da stimolare e la durata ottimale dell’intervento) in modo da poterlo presto estendere alla pratica clinica.

Attività editoriali e pubblicazioni
Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali fra cui:

(2016) Costanzo FVaruzza CRossi SSdoia SVarvara POliveri MGiacomo KVicari SMenghini D.. Evidence for reading improvement following tDCS treatment in children and adolescents with Dyslexia. Restorative Neurology and Neuroscience, 34(2):215-26.
(2016) Costanzo F, Varuzza C, Rossi S, Sdoia S, Varvara P, Oliveri M, Koch G, Vicari S, Menghini D. Reading changes in children and adolescents with dyslexia after transcranial direct current stimulation. Neuroreport, 27(5):295-300.
(2015) Costanzo F, Menghini D, et al. Transcranial Direct Current Stimulation Treatment in an Adolescent with Autism and Drug-Resistant Catatonia. Brain Stimulation 8(6).
(2015) De Crescenzo F, Licchelli S, Ciabattini M, Menghini D, et al. The use of actigraphy in the monitoring of sleep and activity in ADHD: A meta-analysis. Sleep Medicine Reviews 26.
(2014) Varvara P, Varuzza C, Sorrentino AC, Vicari S, Menghini D. Executive functions in developmental dyslexia. Frontiers in Human Neuroscience, 8:120.
(2013) Costanzo F, Menghini D, Caltagirone C, Oliveri M, Vicari S. How to improve reading skills in dyslexics: the effect of high frequency rTMS. Neuropsychologia, 51(14):2953-9.
(2012) Costanzo F, Menghini D, Caltagirone C, Oliveri M, Vicari S. High frequency rTMS over the left parietal lobule increases non-word reading accuracy. Neuropsychologia, 50(11):2645-51.
(2011) Menghini D, Costanzo F, Vicari S. Relationship between brain and cognitive processes in Down syndrome. Behavior Genetics, 41(3):381-93.
(2011) Menghini D, Di Paola M, Federico F, Vicari S, Petrosini L, Caltagirone C, Bozzali M. Relationship between brain abnormalities and cognitive profile in Williams syndrome. Behavior Genetics, 41(3):394-402.
(2010) Menghini D, Finzi A, Benassi M, Bolzani R, Facoetti A, Giovagnoli S, Ruffino M, Vicari S. Different underlying neurocognitive deficits in developmental dyslexia: a comparative study. Neuropsychologia, 48(4):863-72.

Riconoscimenti e premi
Nel 2012 Deny Menghini riceve un finanziamento dal Ministero della Salute nell’ambito del Young Italian Researchers Grant grazie al quale nasce il gruppo di ricerca per innovazioni terapeutiche nei disturbi dello sviluppo. Nel 2010 ha ottenuto un Grant della Fondation Jerome Lejeune per un progetto di ricerca sui correlati cerebrali nella sindrome di Down.

Maria Concetta Morrone
Maria_Concetta_MORRONE.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neurologia

Parole chiave: occhi, sistema visivo, percezione multisensoriale, percezione tempo, percezione numerica, robotica


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Fisiologia Umana dell’Università di Pisa

Percorso professionale
Dopo la laurea in Fisica nel 1977 presso l’Università di Pisa, prosegue la sua formazione sia nelle discipline fisiche sia biologiche. Questo iniziale interesse multidisciplinare, che coniuga un approccio quantitativo e computazionale allo studio dei processi sensoriali neuronali e percettivi, è elemento caratterizzante dell’attività scientifica svolta, portandola a raggiungere risultati importati riconosciuti in campo internazionale. Nel 1981 svolge un perfezionamento in Biofisica presso la Scuola Normale Superiore. Successivamente passa circa 5 anni presso il dipartimento di Psicologia dell’Università Western Australia, completando la sua formazione nel campo delle scienze comportamentali. In questo periodo di post dottorato si rafforza in lei l’interesse per la comprensione dei meccanismi percettivi e la loro simulazione con metodi matematici e computazionali. Dal 1987 si stabilisce a Pisa dove continua la propria attività di ricerca, prima come ricercatrice di Fisica Generale della Scuola Normale Superiore e in seguito come Prima Ricercatrice dell’Istituto di Neurofisiologia del CNR. Nel 2000 diventa professoressa ordinaria di Psicobiologia presso la facoltà di psicologia della Libera Università Vita-Salute S Raffaele. Fonda il Corso di laurea specialistica in Neuroscienze Cognitive, unico in Italia, per le Facoltà di Psicologia, Filosofia e Medicina. Dal 2008 è professoressa di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Pisa.

Risultati scientifici
L’attività di ricerca di Maria Concetta Morrone riguarda principalmente lo studio dei meccanismi neuronali nell’essere umano per l’esplorazione e la rappresentazione dello spazio e del tempo. In particolare ha studiato come il cervello possa conferire stabilità percettiva al mondo nonostante questo sia percepito attraverso degli organi straordinariamente mobili, come gli occhi. Gli studi effettuati mostrano una forte interazione fra lo spazio e il tempo percepito, analogamente ai fenomeni della fisica. La conoscenza dei circuiti e dei meccanismi operanti nei sistemi nervosi ha due importanti connessioni con le scienze applicate: da un lato le ricerche transazionali in medicina (nella quale le ipotesi teoriche possono trovare un’immediata possibilità di sperimentazione pratica e dove l’esperienza clinica fornisce indicazioni e supporto continuo alla ricerca), dall’altro le ricerche nell’ambito della robotica. Entrambe le discipline rientrano negli interessi delle ricerche effettuate e hanno portato alla messa a punto di metodi diagnostici per la medicina e allo sviluppo di modelli computazionali per il riconoscimento di immagini e la rappresentazione dello spazio percettivo, utili nei sistemi di visione artificiali.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, fra cui:

(2015) Biagi L, Crespi SA, Tosetti M, Morrone MC. BOLD Response Selective to Flow-Motion in Very Young Infants. PLoS Biology, 13(9):e1002260.
(2007) d’Avossa G, Tosetti M, Crespi D, Biagi L, Burr DC, Morrone MC. Spatiotopic selectivity of BOLD responses to visual motion in human area MT. Nature Neuroscience, 10(2):249-55.
(2000) Morrone MC, Tosetti M, et al. A cortical area that responds specifically to optic flow, revealed by fMRI. Nature Neuroscience, 3:1322-1328.
(1998) Neri P, Morrone MC, Burr DC. Seeing biological motion. Nature, 395(6705):894-6.
(1997) Ross J, Morrone MC, Burr DC. Compression of visual space before saccades. Nature, 386(6625):598-601.
(1995) Morrone MC, Burr DC, Vaina LM. Two stages of visual processing for radial and circular motion. Nature, 376(6540):507-9.
(1994) Burr DC, Morrone MC, Ross J. Selective suppression of the magnocellular visual pathway during saccadic eye movements. Nature, 371(6497):511-3.
(1988) Morrone MC, Burr DC. Feature detection in human vision: a phase-dependent energy model. Proceedings of the Royal Society of London B: Biological Sciences, 235(1280):221-45.
(1986) Morrone MC, Ross J, Burr DC, Owens R. Mach bands are phase dependent. Nature, 324: 250-253
(1986) Morrone MC, Burr DC. Evidence for the existence and development of visual inhibition in humans. Nature, 321(6067):235-7.

Riconoscimenti e premi
Per le ricerche effettuate sono stati conferiti a Maria Concetta Morrone premi e numerosi riconoscimenti, come il Premio Nazionale del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, conferito dal Presidente della Repubblica Italiana presso l’Accademia Dei Lincei di Roma nel 2002 per la Fisiologia e Patologia, la Medaglia di Koffka conferita per le ricerche sullo Sviluppo e sulla Percezione dall’Università di Giessen nel 2011. È stata nominata Socia Corrispondente dell'Accademia dei Lincei - Classe di Scienze di Fisiche, Matematiche e Naturali nel 2014. Ha ricevuto l’Advanced Grant della European Research Council.

Costanza Papagno
Costanza_PAPAGNO.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neuroscienze

Parole chiave: memoria, apprendimento del linguaggio, deficit cognitivi nei gliomi cerebrali, sordità


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Psicobiologia presso l’Università degli studi di Milano Bicocca

Percorso professionale
Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano, nel 1981 intraprende un percorso di specializzazione in Neurologia presso la medesima università conclusosi nel 1985. Dal 1986 al 1989 è impegnata nel dottorato di ricerca in Psicobiologia (settore Neuropsicologia). Successivamente, dal 1992 al 1993, è ammessa al primo anno del Corso della Scuola di Specializzazione in Psichiatria. Già dal 1982 è medica interna presso l'Istituto di Clinica Neurologica dell'Università di Milano dove vince nel 1984 la borsa di studio della CIBA-Geigy per lo studio delle "Funzioni Cognitive nei cerebrolesi". Gli studi effettuati la portano a vincere una borsa di studio del Ministero degli Esteri presso la Clinica Neurologica dell'Università di Friburgo (Germania). Nel 1988 è a Cambridge dove lavora prima con una borsa dell’European Science Foundation e poi pagata dal Medical Research Council fino al 1991. Nel 1991 torna stabilmente in Italia e lavora presso la Clinica Neurologica dell’Ospedale San Paolo di Milano. Nel 1998 presso l’Università di Palermo diventa professoressa associata di Psicologia Fisiologica. Dal 2004 è invece professoressa ordinaria dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. La sua esperienza accademica si arricchisce con la nomina a direttrice del dipartimento di Psicologia della stessa università dal 2002 al 2008, mentre è coordinatrice del Dottorato di Ricerca in Psicologia Sperimentale, Linguistica e Neuroscienze Cognitive dal 2007 al 2012. Dal 2010 al 2013 è Presidente della Scuola di Dottorato in Psicologia e Neuroscienze Cognitive e segretaria della Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia. Da maggio 2016 è presidente della Società Italiana di Neuropsicologia.

Risultati scientifici
I principali argomenti di ricerca di Costanza Papagno sono i disturbi del linguaggio in pazienti con lesioni cerebrali focali e degenerative, con particolare riferimento alla dissociazione astratto-concreto, allo sviluppo del linguaggio in bambini con impianto cocleare (un orecchio artificiale elettronico in grado di ripristinare la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda), agli effetti della stimolazione elettrica transcranica (tDCS) e ai disturbi di memoria a breve termine. Una delle recenti scoperte di Papagno e colleghi riguarda il “fascicolo uncinato”, un fascio di fibre che (tra l’altro) fa da “ponte”, collegando le due aree del cervello che servono per richiamare i nomi propri collegandoli al volto di una persona. Nel campo della memoria sono state testate le capacità del fascicolo uncinato in pazienti che hanno subito l’asportazione di un tumore al cervello. I test hanno dimostrato che i pazienti ancora in possesso del “fascicolo uncinato” sono capaci di svolgere questa operazione, diversamente dai pazienti ai quali il fascicolo è stato rimosso. I test di controllo delle altre attività cerebrali (memoria a lungo termine, comprensione di parole e frasi e cognizione spaziale) invece non hanno dimostrato differenze fra pazienti in possesso o meno del fascicolo.

Attività editoriali e pubblicazioni
Costanza Papagno fa parte di numerosi comitati scientifici ed è editrice di diverse riviste scientifiche oltre che autrice di numerosi articoli, tra cui:

(2016) Papagno C, Casarotti A. Comi A, Pisoni A, Lucchelli F, Bizzi A, Riva M, Bello L. Long-term proper name anomia after removal of the uncinate fasciculus. Brain Function and Structure, 221, 687-694.
(2016) Papagno C, Pisoni P, Mattavelli G, Casarotti A, Comi A, Fumagalli F, Vernice M, Fava E, Riva M, Bello L. Specific disgust processing in the left insula: New evidence from direct electrical stimulation. Neuropsychologia, 84, 29-35.
(2016) Papagno C, Cecchetto C, Pisoni A, Bolognini N. Deaf, blind or deaf-blind: Is touch enhanced? Experimental Brain Research, 234, 627-636.
(2014) Papagno C, Vallar G. A plastic brain for a changing environment. Cortex, 58, 248-250.
(2014) Vallar G, Bello L, Bricolo E, Castellano A, Casarotti A, Falini A, Riva M, Fava E, Papagno C. Cerebral correlates of visuo-spatial neglect. A direct cerebral stimulation study. Human Brain Mapping, 35(4):1334-50.
(2013) Papagno C, Vernice M, Cecchetto C. Phonology without semantics? Good enough for verbal short-term memory. Evidence from a patient with semantic dementia. Cortex, 49, 626-636.
(2011) Papagno C, Miracapillo C, Casarotti A, Romero Lauro L, Castellano A, Falini A, Casaceli G, Bello L. What is the role of the uncinate fasciculus? Surgical removal and proper name retrieval. Brain, 134, 405-414.
(2011) Papagno C, Gallucci M, Casarotti A, Castellano A, Falini A, Carrabba G, Giussani C, Fava E, Bello L, Caramazza A. Connectivity constraints on cortical reorganization of neural circuits involved in object naming. Neuroimage, 55, 1306-1313.
(2011) Cattaneo Z, Pisoni A, Papagno C. Transcranial direct current stimulation over Broca's region improves phonemic and semantic fluency in healthy individuals. Neuroscience, 183, 64-70.
(1998) Baddeley AD, Gathercole S, Papagno C. The Phonological loop as a language learning device. Psychological Review, 105, 158-173.

Raffaella Rumiati
Raffaella_RUMIATI.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neuroscienze cognitive e sociali

Parole chiave: funzioni cognitive, neuroimmagine, decision making economico, demenze, deficit cognitivi, preferenze alimentari


Funzione/Ruolo
Professoressa ordinaria di Neuroscienze Cognitive presso la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia (indirizzo Psicologico) presso l’Università di Bologna nel 1990, prosegue la sua formazione nella stessa università e nel 1995 consegue il dottorato di ricerca in Psicologia. Durante il dottorato collabora per la sua ricerca con il professor Glyn Humphreys, della School of Psychology della Birmingham University, in Gran Bretagna. Tale collaborazione sfocia nel conseguimento della specializzazione in Neuropsicologia Cognitiva. Nel 1995 entra a far parte del settore di neuroscienze cognitive, presso la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, prima come research fellow, successivamente come borsista post-dottorato, e infine come assegnista. Sempre presso la SISSA, nel 1999 è ricercatrice, e nel 2003 diventa professoressa associata. Nel dicembre del 2011 prende servizio come professoressa straordinaria, e dal dicembre del 2014 è professoressa ordinaria di Neuroscienze Cognitive.

Risultati scientifici
Il principale interesse di ricerca di Raffaella Rumiati è lo studio delle basi neurali delle funzioni cognitive umane. Per circa 25 anni si è dedicata a caratterizzare la relazione tra sistema motorio e cognizione. Avvalendosi di diversi metodi di neuropsicologia (TMS e fMRI), ha dimostrato come il sistema motorio è sì coinvolto in funzioni non tipicamente motorie (per esempio, immaginazione, riconoscimento di azioni e oggetti, e comprensione del linguaggio), ma che tale coinvolgimento non è automatico bensì avviene solo in determinate circostanze. La scoperta è che l’immaginazione motoria agisce come una “colla” fra queste due aree apparentemente molto diverse. Più recentemente, Rumiati ha affrontato nuove linee di ricerca. La prima riguarda studio del decision making economico, perseguita ricorrendo a esperimenti sia comportamentali, sia di neuroimmagine. La seconda riguarda la rappresentazione neurale delle conoscenze sociali, indagata prevalentemente esaminando le prestazioni a prove lessicali-semantiche di pazienti con lesioni cerebrali di diversa eziologia. La terza linea di ricerca è volta a identificare i fattori che influenzano il riconoscimento dei cibi, le scelte e preferenze alimentari. Questi argomenti vengono esplorati sia in individui neurologicamente intatti, sia in pazienti affetti da malattie neurodegenerative (come demenze e morbo di Parkinson), avvalendosi anche delle tecniche di neuroimmagine. Infine, con la collaborazione di Medialab, il laboratorio di Raffaella Rumiati ha realizzato FoodIE, un’applicazione che permette di scoprire le proprie reali preferenze alimentari, e che è stata disponile al pubblico di CasaCorriere all’Expo di Milano per vari mesi. 

Attività editoriali e pubblicazioni
Raffella Rumiati è autrice di numerose pubblicazioni, tra cui:

(2016) Rumiati R, Foroni F, et al. Lexical-semantic deficits in processing food and non-food items. Brain and Cognition, S0278-2626(16)30197-X.
(2016) Turella L, Rumiati R, Lingnau A. Hierarchical Organization of Action Encoding Within The Human Brain. Journal of Vision, 16(12):24.
(2016) Aiello M, Silani V, Rumiati R. You stole my food! Eating alterations in frontotemporal dementia. Neurocase, 22(4).
(2016) Rumiati R, Foroni F. We are what we eat: How food is represented in our mind/brain. Psychonomic Bulletin & Review, 23(4):1043-54.
(2016) Turella L, Tucciarelli R, […] Rumiati R. Beta band modulations underlie action . NeuroImage, 136:197-207.
(2016) Foroni F, Rumiati R, et al. A bait we cannot avoid: Food-induced motor distractibility. Brain and Cognition, doi:10.1016/j.bandc.2015.12.003.
(2016) Ambron E, Rumiati R, Foroni F. Do emotions or gender drive our actions? A study of motor distractibility. Cognitive Neuroscience, 7:1-4.
(2015) Rumiati R. Cognitive neuroscience goes social. Cortex, 70:1-4.
(2015) Piretti L, Carnaghi A, Campanella F, Rumiati R. The neural network associated with lexical- semantic knowledge about social groups. Cortex, 70, Special issue: Neuro-cognitive mechanisms of social interaction, 155-168.
(2015) Mengotti P, Ripamonti E, Pesavento V, Rumiati R. Anatomical and spatial matching in imitation: Evidence from left and right brain-damaged patients. Neuropsychologia, 79(Pt B):256-71.

È anche autrice del volume:

R.I. Rumiati, “Donne e Uomini”, il Mulino, Bologna, 2010 pp.128

Riconoscimenti e premi
Nel 2003 la Alexander von Humboldt-Stiftung le conferisce il Friedrich Wilhelm Bessel Research Award. Il premio viene attribuito a scienziati e studiosi che si sono affermati a livello internazionale nel proprio campo. Nel 2006 riceve il “Women in Cognitive Science Mentorship Award” che viene di solito attribuito a scienziate e scienziati che abbiano dimostrato di aver effettivamente seguito e promosso la formazione scientifica e accademica di studentesse e giovani ricercatrici. Nel 2013 vince il premio “Pulcheria. Donne, talenti, professioni”.

Maria Grazia Spillantini
Maria_Grazia_SPILLANTINI.jpg

Area STEM: Psicologia e neuroscienze

Competenze: neurologia molecolare

Parole chiave: demenza, parkinson, alzheimer, malattie neurodegenerative


Funzione/Ruolo
Professoressa di Neurologia Molecolare presso l’Università di Cambridge

Percorso professionale
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Firenze nel 1981, prosegue la sua formazione con un dottorato di ricerca in Molecular Biology all’Università di Cambridge, conseguito nel 1993 lavorando nel Laboratorio di Biologia Molecolare del Medical Research Council. Dopo un periodo come ricercatrice CNR a Roma ritorna a Cambridge e da quel momento la sua carriera si sviluppa all’interno della stessa università: nel 1997 ricopre il ruolo di Lecturer di Neurologia della Clinical School, nel 2002 è Reader in Neurologia Molecolare e nel 2007 è Professor di Neurologia Molecolare nel Dipartimento di Neuroscienze Cliniche della Clinical School.

Risultati scientifici
La ricerca di Maria Grazia Spillantini riguarda i meccanismi che conducono a patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la demenza fronto-temporale. I suoi contributi scientifici riconosciuti a livello internazionale comprendono l’identificazione di una particolare proteina (l’alfa-sinucleina) come la principale componente dei caratteristici depositi proteici (corpi di Lewy) presenti nel cervello dei malati affetti dal morbo di Parkinson e dalla demenza da corpi di Lewy ad esso strettamente correlato. Un’altra rivoluzionaria scoperta di Maria Grazie Spillantini riguardante le malattie neurodegenerative è l’identificazione di una mutazione genetica nella proteina tau, che si aggrega nel cervello di pazienti con il morbo di Alzheimer e altre malattie ora note come tauopatie, come la causa della ereditarietà della demenza fronto-temporale. È stata l’allieva prediletta del premio Nobel della Medicina, Rita Levi Montalcini.

Attività editoriali e pubblicazioni
È autrice di capitoli di libri e più di 290 articoli su riviste scientifiche internazionali, tra cui:

(2015) Iovino M, Agathou S, González-Rueda A, Del Castillo Velasco-Herrera M, Borroni B, Alberici A, Lynch T, O'Dowd S, Geti I, Gaffney D, Vallier L, Paulsen O, Káradóttir RT, Spillantini MG. Early maturation and distinct tau pathology in induced pluripotent stem cell-derived neurons from patients with MAPT mutations. Brain, 138:3345-59.
(2014) Yang S, Cacquevel M, Saksida LM, Bussey TJ, Schneider BL, Aebischer P, Melani R, Pizzorusso T, Fawcett JW, Spillantini MG. Perineuronal net digestion with chondroitinase restores memory in mice with tau pathology. Experimental Neurology, 265C:48-58.
(2013) Mellone M, Kestoras M, Andrews MR, Dassie E, Crowther RA, Goedert M, Tolkovsky AM, Spillantini MG. Axonal transport alterations and increased sensitivity to toxic stimuli in a novel cellular model of progressive tau hyperphosphorylation and aggregation. Journal of Neuroscience, 33:18175–18189.
(2010) Hampton DW, Webber DJ, Bilican B, Goedert M, Spillantini MG, Chandran C. Cell-mediated neuroprotection in a mouse model of human tauopathy. Journal of Neuroscience, 30:9973-9983.
(2004) Bellucci A, Westwood AJ, Ingram E, Casamenti F, Goedert M, Spillantini MG. Neuroinflammation in mice transgenic for human P301S tau protein. American Journal of Pathology, 165(5):1643-52.
(1998) Spillantini MG, Crowther RA, Jakes R, Hasegawa M, Goedert M. a-Synuclein in filamentous inclusions of Lewy bodies from Parkinson’s disease and dementia with Lewy bodies. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 95, 6469-6473.
(1998) Spillantini MG, Murrell JR, Goedert M, Farlow MR, Klug A, Ghetti B. Mutation in the tau gene in familial multiple system tauopathy with presenile dementia. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 95, 7737-7741.
(1997) Spillantini MG, Schmidt ML, Lee VMY, Trojanowski JQ, Jakes R, Goedert M. a-Synuclein in Lewy bodies. Nature, 388, 839-840.
(1997) Spillantini MG, Goedert M, Crowther RA, Murrell J, Farlow MJ, Ghetti B. Familial multiple system tauopathy with presenile dementia: a disease with abundant neuronal and glial tau filaments. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 94, 4113-4118.
(1989) Spillantini MG, Aloe L, Alleva E, De Simone R, Goedert M, Levi-Montalcini R. Nerve growth factor mRNA and protein increase in hypothalamus in a mouse model of aggression. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 86: 8555-8559.

Maria Grazia Spillantini è inoltre membro dell’Editorial Board di Brain Pathology, Synapse, Neuropathology and Applied Neurology ed editrice associata di Brain e NPJ Parkinson’s disease.

Riconoscimenti e premi
Maria Grazia Spillantini ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui, nel 1985, il Premio Greppi per la ricerca sull’emicrania, nel 1993 il premio Stephen Newburgh per la ricerca biomedica, nel 1995 e nel 1998 il premio Moore della Società Americana di Neuropatologia. Nel 2000 riceve il premio Potamkin dell’American Academy of Neurology. Dal 2002 è Cittadina Onoraria di Caprese Michelangelo in provincia di Arezzo ed è membro a vita del Peterhouse (il collage più antico dell’Università di Cambridge) e membro di Clare Hall dal 1994. Nel 2003 ottiene il premio “Alessandro Agnoli” della LIMPE. In occasione della giornata internazionale della donna, l’8 marzo 2012, viene insignita del premio Pieve Donna a Pieve Santo Stefano, e l’anno successivo riceve il premio Semplicemente Donna per la ricerca scientifica. Nel 2010 viene nominata membro dell” Academy of Medical Sciences di Londra, nel 2013 è nominata membro della Royal Society di Londra e nel 2015 riceve il Premio alla carriera dell’Associazione Italiana Malati di Demenza Frontotemporale, il premio Cotzias dell’associazione spagnola di Neurologia e il Premio Van Andel per gli straordinari risultati ottenuti nel morbo di Parkinson.